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	<title>giuseppe-fiori &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/giuseppe-fiori/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "giuseppe-fiori"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 22:06:39 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Sonetàula ]]></title>
<link>http://viadellebelledonne.wordpress.com/?p=3014</link>
<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 10:30:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Blumy</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Dal capolavoro di Giuseppe Fiori , Sonetaula (Lo avevano soprannominato Sonu ‘e taula* , perché ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><code><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3yI0ZTEsUfo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/3yI0ZTEsUfo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></code></p>
<p style="text-align:justify;">Dal capolavoro di <strong>Giuseppe Fiori</strong> , <em>Sonetaula</em> (<em>Lo avevano soprannominato Sonu ‘e taula* , perché ogni colpo dato a lui faceva rumore di legna, quasi il ragazzo</em> <em>avesse una bara addosso</em>) , un film crudo e bellissimo , in una Sardegna arcaica e matrigna, in cui la povertà, la malaria, la legge del taglione e le faide tra pastori sono la scorciatoia immediata per il banditismo.<!--more--><br />
Sonetaula, ragazzo pastore rimasto solo dopo la morte del padre, in confino a Ustica per un omicidio mai commesso, dopo aver subito il furto di una pecora, si vendica sgozzando l’intero gregge del pastore vicino, e comincia così la sua vita di fuggiasco, di latitante tra i boschi e le grotte del Supramonte . Nel suo soprannome c’è già l'impronta del destino, che lo porterà a morire ammazzato dai mitra della polizia, senza più difese perché nulla, ormai, gli è rimasto e la sua vita non ha più valore, da quando Maddalena, la donna che ama, ha sposato un altro.<br />
Il lunghissimo film di Salvatore Mereu (2h,40’) ci porta nell’ombra, nel freddo, nella solitudine di una Barbagia in cui l’atmosfera esterna corrisponde al malessere dei protagonisti.<br />
Tra gli attori, quasi tutti alla prima esperienza cinematografica, e pochissimi i sardi, campeggiano la figura del protagonista, Sonetàula-Francesco Falchetto, e quella solida e ieratica del nonno, Lazar Ristovski. Per Maddalena, invece, avrei voluto, piuttosto che l’improbabile fisionomia di Manuela Martelli, il viso bello e intenso di una ragazza sarda.<br />
Se il romanzo (scritto due volte da quel raffinatissimo scrittore che fu <strong>Giuseppe Fiori</strong>) vinse nel 1960 il premio <strong>Grazia Deledda</strong>, anche il film, presentato con successo alla mostra del cinema di Berlino, ha tutte le carte in regola per ottenere i più prestigiosi riconoscimenti, come già accadde per il primo lungometraggio di Salvatore Mereu, Ballo a tre passi, premiato dalla critica alla mostra del film di Venezia nel 2003.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Il corbezzolo brillava di pioggia, non saliva più dai cespugli il profumo della ginestra, cancellato dall’acre odore della terra bagnata. I picchi granitici del monte Entu si perdevano in un cielo di panna. Negli ovili l’erba era gialla, colore dell’agonia.</em></p>
<p>*suono di tavola</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[SONETAULA]]></title>
<link>http://tuttialcinema.wordpress.com/?p=105</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:19:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttialcinema</dc:creator>
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<description><![CDATA[servizio di LUCA SVIZZERETTO 
(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 7 marzo 200   - &#8220;Lo avevano s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>servizio di LUCA SVIZZERETTO </p>
<p align="justify"><u><font color="#000080"><img border="0" align="left" width="150" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/01/079/imm.jpg" height="214" />(tratto da Nuovo Oggi di venerdì 7 marzo 2008)</font></u> - "Lo avevano soprannominato Sonetaula perchè ogni colpo dato a lui faceva sonù e taula, rumore di legna, come ad essere dentro una bara". Tratto dal romanzo omonimo di Giuseppe Fiori il film diretto da Salvatore Mereu racconta le vicende, dai dodici ai venticinque anni, di un ragazzo sardo. Siamo negli anni '40, quando inizia la storia la guerra sta finendo e la Sardegna è una terra quasi abbandonata a se stessa dove il lavoro più diffuso tra gli uomini è quello del pastore, con le sue regole, e dove i banditi latitano tra i monti per sfuggire alle forze dell'ordine. Il padre di Sonetaula viene mandato al confino, da cui non farà più ritorno, per un reato che non ha commesso e lui resta solo con la madre ed il nonno. Un giorno reagirà ad un affronto 'sgarrettando' il gregge del provocatore, verrà denunciato e per paura invece di rispondere alla chiamata dei carabinieri fuggirà tra le montagne diventando un bandito. Così la sua vita diverrà una continua fuga tra scorribande, ammazzamenti e vita solitaria. Fino all'inevitabile dramma.<br />
Mereu per il suo film ha scelto di percorrere una strada estrema. La sceneggiatura è dura e spigolosa. Gli attori, a cominciare dal protagonista Francesco Falchetto, sono tutti attori non professionisti, ad eccezione di Giuseppe Cuccu e Lazar Ristovski. Non c'è musica ne colonna sonora di alcun tipo, tranne in una scena del film dove un coro di donne canta in una chiesa. L'intero film è parlato in dialetto sardo strettissimo e quindi sottotitolato perchè incomprensibile ai più. La durata è di oltre due ore e trenta minuti.<br />
Apparentemente sembra uno di quei film destinati ad un pubblico ristrettissimo di appassionati. In realtà, nonostante duri molto, scorre molto più di altre pellicole che hanno una durata nettamente inferiore. La storia anche se cruda è chiara e colpisce al cuore. Il quadro storico della Sardegna del primo dopoguerra è molto accurato ed interessante. Inoltre gli attori pur non essendo professionisti riescono a coinvolgere ed appassionare il pubblico. I loro sono volti che rimangono impressi nella memoria e non si scordano subito dopo aver visto il film.<br />
Eppure qualcosa che non va c'è. Dopo la visione resta la sensazione di qualcosa di incompiuto, come un vuoto che non si riesce a colmare. Salvo poi rendersi conto che quel vuoto è un'assenza di sentimento nello svolgimento dei fatti. Non che l'opera completa sia fredda, come abbiamo detto anzi ci si emoziona, eppure manca quel qualcosa di più che solitamente fa la differenza in determinati film.<br />
Alcune scene ci rendono tristi ma non ci si commuove fino in fondo. A tratti si sorride con amarezza ma certamente non si ride. Non si ha l'impressione di una storia d'intrattenimento ma neanche si trova una morale quando si esce dal cinema. Quello che non va è l'assenza di un qualcosa che caratterizzi 'Sonetaula'. Se non appunto la durezza del lavoro così come è presentato al pubblico. Il regista grida che il destino di chi nasce in certi luoghi è già segnato in partenza. Una storia forte, un romanzo di formazione, trattato con empatia ma senza patetismi (come dicevamo non si versano lacrime), forte ovviamente della lezione di De Seta ma anche del Francesco Rosi di Salvatore Giuliano.<br />
La questione è che alla domanda se il film risulta essere un buon prodotto la risposta è certamente ma dovendo trovare un motivo per andarlo a vedere non appare chiaro cosa dire.<br />
L'aspetto più riuscito è la fotografia. Una Sardegna selvaggia e dai colori a tinte forti che merita di essere sfogliata come un libro d'illustrazioni. Non siamo certi che però bastino delle ottime immagini per rendere una pellicola speciale.<br />
'Sonetaula' è stato presentato al Festival di Berlino 2008 ed è prodotto da Andrea Occhipinti e Gianluca Arcopinto.</p>
<p align="center"><img border="0" align="absBottom" width="432" src="http://static.blogo.it/cineblog/sonetaula3.jpg" height="288" /></p>
<p align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><strong>Trailer Ufficiale del film</strong></span></p>
<p align="center"><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;"><strong><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3yI0ZTEsUfo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/3yI0ZTEsUfo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Salvatore Mereu, la Sardegna e Berlino]]></title>
<link>http://ilcalzolaio.wordpress.com/?p=62</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 20:49:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>tuttobaratto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il regista di Ballo a tre passi, Salvatore Mereu, convince la sezione Panorama del 58° Festival di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il regista di <em>Ballo a tre passi</em>, <strong>Salvatore Mereu</strong>, convince la sezione Panorama del 58° Festival di Berlino: <strong>Sonetàula </strong>è una <span>«</span>storia di formazione in una Sardegna arcaica e dimenticata, per cui è tornato ad affidarsi a dialetto e attori non protagonisti. Scelta coraggiosa, che il cartellone ha però subito ripagato, offrendo una prestigiosa vetrina al film, che la Lucky Red porterà in sala dal prossimo 7 marzo<span>» <a href="http://www.alcinema.org/rubriche/news/dettaglio.asp?id_news=1884">ha scritto Silvia Marchetti</a>.</span></p>
<p>Il film è tratto dall'omonimo romanzo di <strong>Giuseppe Fiori</strong>. Ambientato nell'entroterra di Nuoro del 1938, dove un tredicenne attraversa una Sardegna arcaica ed è affidato alle cure del nonno, il racconto di Mereu si avvale del lavoro di attori non protagonisti, che recitano in sardo affidando la traduzione italiana ai sottotitoli.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/xOoRWmg0OOg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/xOoRWmg0OOg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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