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	<title>grande-circo-barnum &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/grande-circo-barnum/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "grande-circo-barnum"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 01:00:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Il Grande Circo Barnum della politica]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=49</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:06:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tra l’inizio della campagna elettorale e le battute finali ci sono le candidature. 
Non c’è nul]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"><a href="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/03/right.gif" title="right.gif"><img src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/03/right.gif" alt="right.gif" /></a>Tra l’inizio della campagna elettorale e le battute finali ci sono le candidature. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;">Non c’è nulla di più illusivo, e nello stesso tempo di più traumatico per le coalizioni e per i partiti, che la definizione delle liste elettorali con le candidature. </span><span style="font-family:Verdana;">L’indicazione, e la collocazione dei candidati nelle liste, stabilisce il successo, le speranze o la sicura trombatura dell’aspirante parlamentare.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Sia il sistema uninomale maggioritario che quello proporzionale con liste bloccate affidano, infatti, ai partiti il massimo delle responsabilità e della discrezionalità per le nomine, e sia l’un metodo che l’altro privano gli elettori del diritto di scelta. </span><span style="font-family:Verdana;">Con il maggioritario avviene che in collegi più ridotti si presentano, contrapposti, i candidati indicati dai partiti o dalle coalizioni. Con la scelta del partito si è obbligati a scegliere così anche il candidato. E’ un metodo, però, che andrebbe bene in un sistema prevalentemente bipolare.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Con il proporzionale a liste bloccate i collegi sono più ampi ed in questi sono proposti gruppi di candidati in ordine già stabilito di preferenza, in modo tale che sono i partiti a disporre quali nell’ordine far eleggere. </span><span style="font-family:Verdana;">La scelta dei cittadini avviene solo sui partiti, o le coalizioni. Gli elettori in questo modo non sapranno di fatto chi dei candidati nella lista beneficerà del loro voto. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">C’è stato molto disappunto per questa forma di voto perché impedisce agli elettori la facoltà della scelta ed attribuisce ai partiti un potere molto ampio. Sappiamo, però, che è solo una questione di forma. Anche con il precedente sistema per la parte proporzionale era così! La sostanza, infatti, resta quella del programma e dell’indirizzo politico che l’elettore ha in animo di scegliere. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Neanche la scelta del metodo tedesco, o quello delle bozze uno e due di Bianco, avrebbe risolto la questione della scelta dell’elettore. Il proporzionale è, comunque e sempre, o a lista bloccata o con le preferenze. E c’è un’idea abbastanza condivisa che indica le preferenze come fonte di corruzione e di mercificazione del voto. Riesumarle sarebbe, pertanto, un rimedio peggiore del male.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Se l’alternativa alla scelta dei partiti sono così le preferenze, una iattura a cui si attribuisce gran parte del malcostume della prima repubblica, sarebbe persino opportuno pensare che sia preferibile lasciare le cose come stanno. </span><span style="font-family:Verdana;">Si ha, infatti, l’impressione che questo sia un falso problema che si è voluto ingigantire, per la solita contrapposizione politica, oltre la sua vera portata, anche se si ritiene opportuna una nuova legge elettorale che semplifichi il sistema del consenso popolare e renda più certe ed individuabili le scelte. </span><span style="font-family:Verdana;">L’obiettivo dovrebbe essere quello di favorire la formazione di grandi partiti, radicati sulle larghe ispirazioni civili e sociali della popolazione. Favorire l’aggregazione sulle idee e sui contenuti e non necessariamente sugli uomini.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">E’ illusivo si diceva il gioco delle candidature e la distribuzione in pillole giornaliere delle novità. Scendono in campo nomi famosi, o rappresentanti di categorie, per dar forma a strategie di penetrazione in strati sempre più larghi di opinione pubblica. </span><span style="font-family:Verdana;">E’ l’aspetto pubblicitario della politica, come quella del bucato più bianco, perché alla fine, come in passato, non sono i nomi dei personaggi famosi e neanche quelli degli operai e dei lavoratori di call center, ad esempio, che stabiliranno gli indirizzi guida di una maggioranza. </span><span style="font-family:Verdana;">Saranno sempre i partiti. Gli altri sono spesso figuranti, sono come le immagini sulle copertine patinate dei giornali. Servono a convincere gli elettori indecisi a votare per chi candida il personaggio ritenuto più sostenibile, proprio come i rotocalchi che per attirare gli acquirenti mettono in prima pagina le foto che<span>  </span>riscontrano un piacevole impatto con i lettori.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Comporre le liste è anche traumatico perché si promuove sempre qualcuno, mentre si retrocedono altri. Si deve tener conto delle competenze perché in ogni Camera siano rappresentate conoscenze adeguate per saper e poter fronteggiare il dibattito sui diversi argomenti in discussione. Si deve assicurare la presenza di uomini con forte personalità, tenaci e capaci nel saper gestire i gruppi parlamentari. </span><span style="font-family:Verdana;">Serve assicurare l’esperienza e la conoscenza dei regolamenti parlamentari. Serve disporre di una rosa di candidati capaci di assumere responsabilità istituzionali e presidenze di commissioni di Camera e Senato. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">Nella composizione delle liste si deve tener conto dell’aggancio territoriale dei candidati perché le diverse zone del Paese siano adeguatamente rappresentate. Conta il seguito dei personaggi e la loro affidabilità in ambito sia nazionale che territoriale. Ci sono poi i casi personali, i litigi e le contrapposizioni, l’equilibrio dei pesi, donne e giovani adeguatamente distribuiti, le figure carismatiche, gli amici di cordata, i portavoce, i portaborse, i fedeli, i capri espiatori di ieri e quelli di un possibile domani a cui garantire uno scanno parlamentare, i portatori d’acqua e quelli di idee. In fin dei conti al Parlamento vanno coloro che sono lo specchio della società. Anche se nessuno è disposto ad ammetterlo.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">I capilista e le candidature multiple sono poi l’esercizio dell’arte più sottile degli apparati dei <span> </span>partiti. I primi hanno lo scopo di identificare con un personaggio un valore aggiunto ai programmi ed agli indirizzi politici. I secondi sono la variabile delle opzioni future perché in base alla loro opzione finale si faranno le ulteriori scelte tra i primi dei non eletti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:Verdana;"></span><span style="font-family:Verdana;">E’così che tra illusioni e traumi si sviluppa il primo atto del Grande Circo Barnum della campagna elettorale.</span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"></span></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;"><strong><em>Vito Schepisi</em></strong></span></p>
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