<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>grande-distribuzione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/grande-distribuzione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "grande-distribuzione"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:09:40 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Dinamica dei prezzi ed efficienza economica]]></title>
<link>http://dottorantonioromano.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 17:03:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>dottorantonioromano</dc:creator>
<guid>http://dottorantonioromano.wordpress.com/?p=18</guid>
<description><![CDATA[Ho letto con molto interesse questo articolo

http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_AR]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ho letto con molto interesse questo articolo</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90041,00.html?lw=24;1">http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_90041,00.html?lw=24;1</a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">comparso sul portale B2B24.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Parla di un argomento al quale sono molto sensibile dal punto di vista culturale ed anche professionale. <!--more-->Mi interessa sempre capire come un produttore arrivi al consumatore del bene che ha prodotto e come in qualche modo i benefici dell’attività economica si distribuiscano lungo i diversi anelli della catena del valore. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da un aumento dei prezzi al consumo a fronte di una certa stabilità se non diminuzione dei prezzi alla produzione.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tutto questo è avvenuto nello scenario dell’Euro che ha imposto alle imprese la ricerca dell’organizzazione più efficiente alla luce della maggiore competizione a livello continentale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Nei fatti si è inoltre realizzata una redistribuzione della ricchezza dai percettori di redditi fissi ai percettori di redditi variabili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Che i prezzi alla produzione diminuiscano è di per sé un fatto positivo: vorrà dire che le merci sono prodotte con maggiore efficienza e minor impiego di risorse umane e materiali, vorrà dire che il settore è caratterizzato da economie di scala volta volta crescenti, vorrà dire che il consumatore potrà beneficiare di prezzi decrescenti, vorrà dire che il produttore otterranno profitti totali crescenti con prezzi decrescenti: è il caso delle merci high-tech.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un caso contrario è quello del petrolio: prezzi crescenti perché esiste un cartello mondiale di produttori che controlla l’offerta a seguito di una domanda mondiale crescente di energia.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un argomento sempre molto interessante è come si trasmettono i risparmi di costi nella produzione al consumatore finale. In un mondo ideale senza distribuzione commerciale, ci sarebbe un rapporto diretto fra consumatore e produttore. In effetti in molti settori i produttori cercano di accorciare la catena distributiva creando un rapporto diretto: questo grazie alle tecnologie moderne che lo consentono. Non ho più bisogno di andare dal libraio sotto casa per i libri, se posso comprarli su internet e mi vengono comodamente recapitati a casa mia il giorno dopo.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma saper produrre non significa saper vendere, per cui la vendita non è un’attività inutile: tutt’altro! Spesso<span> </span>è più facile saper produrre che saper vendere, e la fortuna di un’azienda dipende dalla sua capacità di presidiare, servire, accrescere i mercati e la clientela. Vorrei vedere in Italia un commercio davvero libero, una grande distribuzione sempre più grande capace di competere a livello europeo con i grossi nomi della Grande Distribuzione. Vorrei vedere sempre più merci che passano attraverso la grande distribuzione, relegando la distribuzione al dettaglio alle merci ad alto valore aggiunto e di immagine. Il commercio forse è il settore culturalmente più arretrato in Italia, quello che meno ha beneficiato dei nuovi scenari economici che si sono presentati negli ultimi anni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il commercio deve sapere realizzare profitti con prezzi decrescenti, cosi come fanno le aziende di produzione che vogliono sopravvivere sul mercato, e non attraverso una manipolazione dei prezzi consentita da una struttura inefficiente della rete distributiva e da accordi collusivi fra attori.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">L’obiettivo non è solo l’equità sociale, è anche l’efficienza economica e la modernità del sistema economico e produttivo italiano.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eureka Coop - da oggi disponibili!]]></title>
<link>http://demotec.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 22:09:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luciana Lorenzo</dc:creator>
<guid>http://demotec.wordpress.com/?p=80</guid>
<description><![CDATA[


Portare la democrazia nel design! Questo è l&#8217;intento della Coop, una delle maggiori realt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="center"><a href='http://demotec.files.wordpress.com/2008/04/img00000051610.jpg'><img src="http://demotec.wordpress.com/files/2008/04/img00000051610.jpg" alt="eureka Coop" width="390" height="499" class="aligncenter size-full wp-image-81" /></a></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong>Portare la democrazia nel design!</strong> Questo è l'intento della <strong>Coop</strong>, una delle maggiori realtà italiane della grande distribuzione. Da oggi questi prodotti, ricchi di <strong>estetica</strong> e <strong>funzionalità</strong>, saranno disponibili in molti ipermercati e supermercati <strong>Coop</strong>. </div>
<p></p>
<div align="justify">Tutto nasce nel lontano <strong>2005</strong> quando, durante il <strong>Salone del Mobile</strong>, <strong>19 designer</strong> sono stati invitati dalla <strong>Coop</strong> a progettare prodotti di <strong>largo consumo</strong> per la casa e la persona, di dimensioni adatte alla <strong>grande distribuzione</strong>, con materiali e lavorazioni che <strong>rispettino l'ambiente</strong>. <strong>L'intento era dialogare con il cliente portandolo alla pura funzione dell'oggetto, caricando di nuovo senso il gesto quotidiano</strong>. </div>
<p><!--more--><br />
<!-- adman --></p>
<div align="justify"> I <strong>designer</strong> coinvolti - <strong>Enrico Azzimonti</strong>, <strong>Carlo Contin</strong>, <strong>Lorenzo Damiani</strong>, <strong>Matteo Bazzicalupo</strong>, <strong>Raffaella Mangiarotti</strong>, <strong>Odoardo Fioravanti</strong>, <strong>Ilaria Gibertini</strong>, <strong>Giulio Iacchetti</strong>, <strong>Joe Velluto</strong>, <strong>Miriam Mirri</strong>, <strong>Matteo Ragni</strong>, <strong>Paolo Ulian</strong> - decisero di analizzare i <strong>comportamenti umani</strong> nell'arco della giornata, notando quante azioni venissero svolte <strong>inconsapevolmente</strong>.<br />
Di qui l'idea di lavorare a degli <strong>oggetti per tutti e alla portata di tutti</strong>. </div>
<p></p>
<div align="justify"> I <strong>20 prototipi</strong> divennero una <strong>mostra</strong> itinerante, nel marzo 2006, durante la quale la gente era invitata a giudicare il loro gradimento. Nasce così <strong>Eureka Coop</strong>, 12 oggetti d'uso, presentati durante la <strong>Torino 2008 World Design Capita</strong>l.</div>
<p></p>
<div align="justify"> Tra di essi abbiamo: una spugna da cucina con una fessura per pulire meglio posate e bicchieri, uno stendino in plastica per proteggere il bucato dalla pioggia, lo sturalavandini con pinzetta per recuperare piccoli oggetti, il guanto toglipelucchi e tanti altri ancora.</div>
<p></p>
<div align="justify"> Sfida ai giganti del design a basso costo (Ikea): l'Italia ce la farà?</div>
<p></p>
<div align="justify">Vai a &#124;<a href="http://www.ipercoop.it">Fonte</a></div>
<p></p>
<div align="justify"><strong><em>Luciana Lorenzo</em></strong></div>
<p></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Canon eos 400D]]></title>
<link>http://mcarpielli.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 17:51:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>mcarpielli</dc:creator>
<guid>http://mcarpielli.wordpress.com/?p=145</guid>
<description><![CDATA[Volevo prendere questa reflex digitale, sperando di risparmiare adesso che esce la nuova da 12 megap]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo prendere questa reflex digitale, sperando di risparmiare adesso che esce la nuova da 12 megapixel, la 450D.</p>
<p>Ho fatto un giro per i negozi tradizionali e per i centri commerciali.</p>
<p>Prezzo da 699 a 758 euro.</p>
<p>Su internet si trova anche sotto i seicento euro.</p>
<p>Mi sa tanto che per i negozi tradizionali, anche per le grandi catene, è sempre più grave.</p>
<p>Anche se probabilmente i proprietari delle grandi catene di elettronica e i proprietari di certi siti internet sono gli stessi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[vino-Le cantine scommettono sul 2008]]></title>
<link>http://agenziabarabc.wordpress.com/?p=86</link>
<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 20:48:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>agenziabarabc</dc:creator>
<guid>http://agenziabarabc.wordpress.com/?p=86</guid>
<description><![CDATA[Le cantine scommettono sul 2008
 
Secondo un sondaggio VinItaly-Winews, la maggioranza delle aziend]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="center"><b><i>Le cantine scommettono sul 2008</i></b></p>
<p class="MsoNormal" align="center"> <img src="http://www.tigulliovino.it/vinopigro/vino%20e%20bicchiere.jpg" width="500" /></p>
<p class="MsoNormal"><b><i>Secondo un sondaggio VinItaly-Winews, la maggioranza delle aziende vinicole nazionali si aspetta una crescita tra il 5 e il 15%</i></b></p>
<p class="MsoNormal"><b><i>30 Gennaio 2008</i></b></p>
<p class="MsoNormal"><b><i>Le aziende vitivinicole italiane scommettono su un incremento dei fatturati, sostenuto soprattutto da un solido e positivo trend delle esportazioni: lo segnala un sondaggio VinItaly-Winews condotto su 50 importanti aziende vitivinicole nazionali. Secondo il 50% del campione, infatti, il 2008 sarà un anno positivo per l'intero comparto, il 45% lo reputa in prospettiva abbastanza positivo e solo un 5% si prepara ad un 2008 negativo. A sostenere queste aspettative è soprattutto la forza dell'export, che ha consentito all'intero settore di raggiungere risultati importanti nel 2007.<br />
</i></b><br />
<b>Buone le aspettative di crescita</b><br />
Anche guardando tra le proprie mura, le aziende non cambiano sostanzialmente le loro previsioni: il 70% si aspetta un 2008 positivo, il 20% molto positivo e il 5% abbastanza positivo, mentre una stessa percentuale vede addensarsi nubi nere sulla propria azienda. Il dato è confortante: a sostenerlo le previsioni sul fatturato 2008, che indicano, a grandissima maggioranza (90%), una crescita che si attesterà su un incremento-percentuale compreso tra il 5 e il 15%; solo per il 10% delle imprese il fatturato 2008 resterà stabile su quello 2007. La grande maggioranza del campione ritiene anche che il 2008 sarà un anno positivo per l'export del vino con percentuali di sviluppo oscillanti dal 10 al 15%. Le aziende sondate contano soprattutto sui prodotti che occupano la fascia di prezzo tra i 5 e i 7 euro, indicati dal 50% del campione; importante anche la percentuale delle imprese che vede crescere la richiesta dei vini posizionati tra gli 8 e i 15 euro (30%), mentre il 12% indica in aumento la vendita dei vini che costano tra i 20 e i 30 euro; solo il 5% delle aziende ipotizza, invece, una crescita nella vendita dei vini tra i 2 ai 4 euro e il 3% di quelli tra i 15 e i 20 euro.</p>
<p><b>Gli Stati Uniti rimarranno il mercato straniero di riferimento</b><br />
Le cantine interpellate hanno anche stilato una sorta di classifica dei Paesi/mercati più importanti per l'export della produzione italiana: al primo posto ci sono gli Stati Uniti (indicati dal 40% delle aziende), al secondo la Germania e la Russia a pari-merito (20%), al terzo il Giappone (17%), al quarto la Gran Bretagna (15%), al quinto il Canada (5%) e al sesto Cina e Corea (3%). Seguono poi Svizzera, Svezia, Austria, Paesi Bassi e Brasile. A questa classifica si contrappone la lista dei Paesi considerati poco adatti per le esportazioni italiane: per il 32%, la Germania è al primo posto, seguita dalla Gran Bretagna (30%), dalla Cina (15%), che non sembra ancora essere entrata a pieno regime nei meccanismi commerciali delle aziende, dalla Francia e dal Giappone (13%) e dall'Italia (10%), che resta un mercato ancora ingolfato; seguono poi India, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera, Irlanda, Portogallo, Grecia, Dubai, Canada, Sud Africa, Argentina e Australia.</p>
<p><b>I canali di vendita</b><br />
Le aziende vitivinicole, in tema di canali di vendita, hanno per lo più identificato l'horeca (hotel/ristoranti/catering) come quello migliore con il 45% delle segnalazioni, seguito da enoteche/wine bar (35%) e grande distribuzione (15%), ad ex-equo con la vendita diretta. A questa sorta di "borsino" dei canali di vendita più efficaci è contrapposta la classifica di quelli dalle performance meno incisive: in testa, per il 30% delle aziende sondate, c'è l'e-commerce, seguito dalla grande distribuzione (28%), dall'horeca (25%), dalla vendita diretta (10%) e dalle enoteche/wine bar horeca (7%).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:-2.7pt;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C’era una volta Garosci]]></title>
<link>http://marketingagora.wordpress.com/?p=164</link>
<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 13:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>pedroelrey</dc:creator>
<guid>http://marketingagora.wordpress.com/?p=164</guid>
<description><![CDATA[Il nome Garosci ha richiamato alla mia memoria i tempi in cui uno dei key account della Star veniva ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome Garosci ha richiamato alla mia memoria i tempi in cui uno dei key account della Star veniva a chiedermi "i contributi" per l'inserimento o le promozioni dei prodotti di cui era co-responsabile all'interno del gruppo distributivo in questione.</p>
<p>Sarà stata la vena nostalgica del ricordo dei "bei tempi andati" o forse l'accattivante copertina  o forse ancora la razionalizzazione dei titoli della mia libreria seguita al recente trasloco che ha creato spazi per la sistemazione di nuovi volumi ad indurmi all acquisto di "<i><a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788820045029/garosci-riccardo/era-una-volta.html">C'era una volta il supermarket...... e c'è ancora</a></i>" , difficile dir[se]lo. Di fatto ho recentemente proceduto all' acquisto incauto del predetto volume.</p>
<p>Il sottotitolo ["<i>Cinquant'anni di supermercati in Italia: Sociologia dei consumi che cambiano</i>"] e la lettura dell'indice sapientemente costruito con titoli dei capitoli quali "<i> &#60;&#60; Just in Time &#62;&#62;. Dai container ai &#60;&#60; mall &#62;&#62; : una singolare similitudine</i>" o "<i>Una proposta per il futuro all'insegna del &#60;&#60; glocal &#62;&#62;</i>" non traggano in inganno il potenziale lettore/acquirente, trattasi esclusivamente di una sapiente operazione di marketing editoriale, nella sua accezione negativa, priva di qualsiasi valore e rilievo.</p>
<p>La pubblicazione si articola in tre parti.</p>
<p>La prima, realizzata da Franco Fava, "<i>Verso il commercio moderno</i>" vorrebbe tracciare una panoramica della storia della grande distribuzione alimentare in Italia dal 1957 ad oggi e avrebbe l'ambizione di proporne gli <a href="http://theretailer.blogosfere.it/2008/01/e-una-di-quelle-sensazioni.html">sviluppi futuri</a>.  Il condizionale è d'obbligo poiché la superficialità e l'approssimazione delle 64 pagine risulta utile esclusivamente a coloro che non abbiano mai risieduto ed operato professionalmente nel nostro paese o, nella migliore delle ipotesi, per ricordare a titolo di curiosità che Upim sta per Unico Prezzo Italiano Milano.</p>
<p>La seconda e terza parte, redatte invece da <a href="http://riccardogarosci.com/">Riccardo Garosci</a>, sono il legittimo, ma insignificante per il lettore, atto di orgoglio nostalgico dell'autore sulla storia e le evoluzioni aziendali del gruppo Garosci. Una <a href="http://www.google.it/search?q=gruppo+garosci&#38;sourceid=navclient-ff&#38;ie=UTF-8&#38;rlz=1B3GGGL_itIT260IT260">ricerca sul web</a> assolve più rapidamente ed economicamente al medesimo obiettivo.</p>
<p>Anche <a href="http://marketingagora.wordpress.com/2008/01/16/wal-mart-aumenta-il-vantaggio-sui-giganti-della-gdo/">il ranking</a> delle prime 100 aziende distributive del mondo inserito nel libro è relativo al 2005 e manca di attualità e contenuto come tutto il resto del volume.</p>
<p>Unico dato d'interesse per chi non è aggiornato sul tema operando, voglio supporre, in altri ambiti, sono le quote percentuali delle vendite dei format moderni del <a href="http://archivio.ismea.it/ReportIsmea/Tendenze_acquisti_alimentari_italia.pdf">settore alimentare</a> e assimilati [grocery]:</p>
<table border="1" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tr>
<td valign="top">Self service &#38; Superettes: mq. 100 - 399</td>
<td valign="top">17%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Supermercati medi: mq. 400 - 1499</td>
<td valign="top">31%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Supermercati grandi - Superstores: mq. 1500 - 2500</td>
<td valign="top">11%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Ipermercati: mq. 2500 - 4999</td>
<td valign="top">12%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Grandi superfici: oltre i 5000 mq.</td>
<td valign="top">16%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Discounts</td>
<td valign="top">10%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Altri</td>
<td valign="top">3%</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">&#160;</td>
<td valign="top">&#160;</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Totale</td>
<td valign="top">100</td>
</tr>
</table>
<p>[Fonte: Istituto Europeo per il Mercato - I.E.M. 2007]</p>
<p>Ora potete davvero fare a meno di acquistare il libro e destinare i 19 euro del prezzo di copertina ad altro.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Success Story Finiper - BETA80]]></title>
<link>http://bi80.wordpress.com/2006/08/03/success-story-finiper-beta80/</link>
<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 13:13:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>clpasquali</dc:creator>
<guid>http://bi80.wordpress.com/2006/08/03/success-story-finiper-beta80/</guid>
<description><![CDATA[
“Nel contesto di un mercato sempre più competitivo ed in continuo mutamento, la capacità di rea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#b06500" face="BankGothicBT-Medium"></p>
<p align="left">“Nel contesto di un mercato sempre più competitivo ed in continuo mutamento, la capacità di reagire velocemente alla domanda dei consumatori è di importanza critica per la sopravvivenza"</p>
<p align="left">L'esperienza positiva di un importante azienda della grande distribuzione che ha implementato un progetto di enterprise datawarehouse grazie alla collaborazione del system integrator BETA 80.</p>
<p align="left">Scarica la <a href="http://bi80.wordpress.com/files/2006/08/success_story_finiper.pdf">Success Story Finiper</a></p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
