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	<title>gravina-di-puglia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/gravina-di-puglia/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gravina-di-puglia"</description>
	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 06:42:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[  Una dannosa leggenda metropolitana]]></title>
<link>http://arnanah.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 15:54:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>arnanah</dc:creator>
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<description><![CDATA[Troppo spesso si sente riportare, durante convegni di pianificazione interregionale ed  incontri  di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Troppo spesso si sente riportare, durante convegni di pianificazione interregionale ed <span> </span>incontri <span> </span>di programmazione economica, da<span> </span><span> </span>politici, amministratori, tecnici e studiosi di storia locale, che Ariano, ancora carente <span> </span>di tante strutture e servizi indispensabili per il vivere quotidiano, in compenso possiederebbe <span> </span>il secondo territorio più esteso d’Italia, dopo Milano.<span> </span><br />
Sinceramente non riesco ad<span> </span>immaginare quando questa leggenda sia nata o come <span> </span>abbia trovato radicamento nell’animo e nella mente di tanti arianesi.</span></p>
<p style="text-align:left;"><!--more--></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://arnanah.files.wordpress.com/2008/06/comuni-sud-web.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-68" src="http://arnanah.wordpress.com/files/2008/06/comuni-sud-web.jpg" alt="I territori dei comuni tra Campania e Puglia settentrionale" width="450" height="309" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il territorio dei comuni di un'ampia fascia compresa fra Napoli e la Puglia Settentrionale.<br />
In verde, il territorio arianese. E' facile notare la grande estensione di quasi tutti i comuni pugliesi<br />
compresi nella cartina.<br />
</em></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;line-height:115%;"> Un bel giorno mi sono incuriosito<span> </span>ed ho iniziato a controllare le pagine delle periodiche uscite del Grande Dizionario Enciclopedico De Agostini -edizione 1986, annotando e riportando contestualmente i nomi di tutti i comuni con il territorio più esteso di quello arianese, che, in pochi, sappiamo essere di 185,52 Kmq.<br />
Ho scoperto <span> </span>ben presto che questa “storiella” sul territorio comunale, considerata alla stregua di una damigella d’onore della presunta <span> </span>enorme estensione territoriale milanese, era soltanto una “bufala”.<br />
Ariano era davvero seconda, ma soltanto in ambito regionale, preceduta in graduatoria dal territorio comunale di Sessa Aurunca (198,09 Kmq), terra di rinomati allevamenti di vere bufale.<br />
Nel <span> </span>1973, una frazione di tale città (Cellole) orgogliosamente rivendicò e giustamente ottenne l’autonomia e così Ariano si trovò ad essere la più estesa città della Campania.<br />
Ma quale posizione essa occupava adesso nella graduatoria nazionale?<br />
Era seconda, decima o centesima?<br />
Le mie ricerche, probabilmente inutili qualora mi fossi rivolto ad un Istituto di Statistica oppure ad un ufficio ben informato del Ministero degli Interni, mi portarono, dopo qualche tempo e con qualche migliaio di pagine consultate, alla<span> </span>conoscenza della reale situazione: <strong>Ariano era il 167° (centosessantasettesimo) comune</strong> <strong>italiano per estensione</strong>.<br />
Una grande delusione , mitigata in seguito <span> </span>da qualche considerazione di carattere socio- politico.<br />
Innanzitutto fu chiaro che Roma fosse, di gran lunga, il primo comune italiano per estensione territoriale, con i suoi 1.507,6 Kmq: quasi dieci volte più di Ariano, più del doppio del secondo, Ravenna, che di chilometri quadrati ne aveva “soltanto “ 659,90!<br />
Al terzo posto Sassari, con 604,60 <span> </span>ed al quarto, primo comune non capoluogo, Cerignola, in provincia di Foggia, con 589,65 Kmq. Seguivano Monreale (Pa) <span> </span>con 529,20, Gubbio (Pg) con 525,08, poi Foggia con 505,90 Kmq.<br />
Quindi<span> </span>Grosseto(474,27), L’Aquila (466,96), Venezia (457,47), Perugia (449,92), Noto (448,17), Ragusa (442,46), Altamura (427,83), Caltanissetta (415,94), Viterbo (406,27), Ferrara (404,35), Andria (399,81), Olbia (388,73) e Lucera (388,72), al ventesimo posto.<br />
La <span> </span>notizia, oltre alla conoscenza ed al crollo di una leggenda dai contorni indefiniti e dai ritorni promozionali<span> </span>insignificanti,se non addirittura negativi, mi sembrava all’inizio sterile , legata com’ era ad un <span> </span>improduttiva rivendicazione di campanile.<br />
Da quella ricerca sistematica fu <span> </span>però <span> </span>evidente che la maggior parte dei centri più estesi di Ariano ,nel Meridione,erano <strong>siciliani</strong> (Monreale, Noto, Ragusa, Caltanissetta, Caltagirone, <span> </span>Enna, Ramacea, <span> </span>Piazza Armerina, <span> </span>Bronte , Mineo, Marsala, Mazzarino, Modica, Gela, Trapani), <strong>pugliesi</strong> <span> </span>(Cerignola, Foggia, Altamura, Andria, Lucera, Gravina di Puglia, Manfredonia, Ascoli Satriano, <span> </span>S. Severo , Brindisi, Taranto, Martinafranca, <span> </span>S. Giovanni Rotondo) e <strong>sardi </strong>(Sassari, Olbia, Budduso, Ozieri, Villaputzu, Siliqua, Arzachena, Alghero, Orgosolo, Baunei, Arbus, Dorgali, Sinnai, Teulada), mentre nel centro i comuni più estesi erano <strong>umbri </strong>(Gubbio, Città di Castello, Spoleto, Orvieto, Norcia, Foligno, Todi, Assisi ). Nel Settentrione , oltre alle peculiarità di Ravenna , Venezia e Comacchio, nelle<span> </span>cui valli<span> </span>stava per compiersi un “miracolo” intorno al 1860, la maggior parte delle estensioni comunali <span> </span>erano alpine (Sarentino, Tarvisio, Racines, Cortina d’Ampezzo, Malles Venosta, Valdidentro, Auronzo di Cadore, Cogne, Senales, Curon Venosta, Ultimo, Valle Aurina).<br />
Alla luce di questi dati, la prima considerazione<span> </span>riguarda la distribuzione geografica della maggior parte<span> </span>delle realtà comunali più estese della nostra, le quali si aprono a ventaglio lungo tutto l’arco alpino, a ridosso delle cime innevate, lungo il litorale veneto, romagnolo  pugliese e siciliano, oltre che nelle zone dorsali appenniniche e nelle zone impervie della Sardegna.<br />
Quindi mi viene da pensare che, escludendo quei comuni, che risultano estesissimi in virtù della presenza sul loro territorio<span> </span>di montagne, di laghi, di bacini, di boschi e di zone paludose protette e di altre peculiarità,ne rimangono ben pochi <span> </span>con la caratteristica distribuzione abitativa arianese, capillare oltre ogni possibile immaginazione, con nuclei abitativi numerosi e distanti, collegati da strade pubbliche, spesso senza servizi primari ,e private ,spesso con<span> </span>servizi pubblici d’illuminazione e con impianti fognari. Questo ed altro ancora per “merito” (sic!) della pluridecennale mancanza di un piano regolatore!<br />
Altra leggenda, che riporto, per non averne conoscenza diretta, narra<span> </span>che<span> </span>i chilometri di strade nel territorio comunale<span> </span>arianese<span> </span>assommano ad oltre seicento, un’enormità per la gestione ottimale da parte delle striminzite risorse municipali.<br />
Provate ad immaginare quante migliaia di pali<span> </span>e quanti chilometri di cavi elettrici siano stati collocati lungo stradine vicinali e sul ciglio di sentieri ,asfaltati ,per accontentare tutti gli amici elettori!<br />
Provate a non arrabbiarvi, quando capita di<span> </span>ascoltare, altra leggenda arianese, che nelle contrade appena illuminate, qualcuno correva <span> </span>a lamentarsi dal consigliere amico perché la luce disturbava <span> </span>il normale ciclo biologico delle mucche e delle galline, creando problemi alla personale produzione lattiero- casearia ed ovicola!<br />
Cosa può dare, in termini di sviluppo e di crescita culturale e sociale, la peculiarità di avere un territorio comunale capillarmente abitato e logisticamente sfibrato,<span> </span>rispetto<span> </span>ai grandi centri urbani raccolti in pochi chilometri quadrati, con qualche decina di chilometri di strade da gestire e mantenere, con servizi ed infrastrutture accorpate, funzionali e redditizie, in quanto pienamente utilizzate?<br />
Cosa può aiutare la Città a crescere se non il coraggio di progettare e programmare in modo diverso e complementare per il centro<span> </span>, per le periferie e per le contrade?<br />
Ma l’ utopia , l’illusione di essere una grande città<span> </span>anziché cento piccole realtà , quante sono approssimativamente le contrade arianesi, fu ed è ancora oggi causa principale <span> </span>del degrado e del declino economico e culturale di Ariano.<br />
La presunzione di riuscire a conciliare le esigenze di Orneta con quelle di Tressanti, oppure i bisogni di Vascavino con quelli di S. Donato, l’emergenza di Difesa Grande<span> </span>con le priorità dettate dalla Madonna di Loreto, nel tempo ha reso ingovernabile il progetto globale di sviluppo, alla mercè del <span> </span>governatore, indiscusso <span> </span>ras di contrada, spesso interlocutore unico e sordo alle altrui esigenze, garante di ogni richiesta, foss’anche<span> </span>assurda.<br />
Durante le campagne elettorali<span> </span>del passato, anche prossimo, luci, fogne, cavi telefonici e camion di breccia o di bitume sono stati strategicamente <span> </span>promessi e poi , in minima parte, elargiti, con grande dispendio di risorse comunali <span> </span>.<br />
Negli anni ottanta La comunità<span> </span>delle contrade Orneta, Masciano e Maddalena iniziarono una battaglia civile per conseguire l’autonomia e creare una nuova realtà comunale .<br />
L’ostracismo degli amministratori locali,dovuto al rifiuto di frammentare i consolidati fruttuosi rapporti nelle sezioni elettorali, <span> </span>la scarsa conoscenza delle prospettive occupazionali costrinsero<span> </span>in breve tempo alla resa gli ideatori di quel progetto assolutamente degno di interesse.<br />
Quanto vantaggio ne avrebbe tratto la  Città , se di colpo avesse perso la gestione di almeno cento chilometri di strade , spesso malridotte dal transito dei<span> </span>mezzi agricoli, se avesse d’un tratto avuto un altro comune nel suo circondario, se non avesse più dovuto spendere milioni per un servizio di trasporti eternamente in passivo e se fossero sorti dal nulla un centinaio di posti di lavoro ?<br />
Oggi le leggi sono molto restrittive e non consentono<span> </span>sviluppi positivi di referendum finalizzati alla creazione di nuove provincie.<br />
Ma la nostra atavica ottusità si manifesta anche in questo settore, poiché ai cari amici veneti di Cortina non è mancato il coraggio e l’acume di indire referendum per passare ad una regione diversa, più favorevole per l’aspetto esclusivamente economico, celando tale legittimo ma squallido interesse dietro il paravento dell’unitarietà culturale dispersa e bramosa di ricostituirsi. Ed allora, quel popolo sannita, che tanto filo da torcere dette alla potente Roma , cosa dovrebbe dire del suo succube smembramento ai servizio dei “felici” campani, dei latifondisti pugliesi o dei pastai molisani?<br />
Nascono province come funghi in Lombardia, in Piemonte ed in Toscana, mentre anche in Sardegna sono riusciti a raddoppiare le storiche tre provincie originali.<br />
Per una nuova provincia bastano alcuni onorevoli con gli “attributi “giusti, mentre da noi l’attributo di onorevole spesso è usurpato e mal utilizzato,<span> </span>in tutt’altra faccenda affaccendato, preso da libidine autocelebrativa e da smania di conservazione del proprio orticello elettorale.<br />
Per la creazione della provincia di Prato, distante poco più di venti chilometri da Firenze, sono bastate le adesioni di sette comuni e la potenza economica del<span> </span>settore tessile pratese; per la provincia di Verbania hanno dovuto censire e far votare<span> </span>anche le capre sulle splendide montagne intorno al lago Maggiore ,oltre i tedeschi<span> </span>nelle lussuose ville di Stresa e di Belgirate; per la provincia di Rimini è stato sufficiente il ricatto economico degli albergatori, stanchi di percorrere qualche decina di chilometri per raggiungere Forlì. Ma <span> </span>aspettative di un migliore servizio e di una qualità di vita più decorosa non possono essere appannaggio <span> </span>di un povero cittadino, che parte dalle montagne degli Alburni e , dopo cento chilometri ed un giorno di viaggio, arriva a Salerno per una visita specialistica o per un certificato<span> </span>catastale. Non<span> </span>si può pensare ad un decentramento amministrativo per quei tanti poveri cristi , che partono dalle zone più impervie della Baronia, del Nord-est arianese, del Fortore o del sub-appennino dauno e si recano ad Avellino, a Benevento od a Foggia, compiendo talora esodi biblici, per un semplice bisogno vitale.<br />
<span> </span>Cosa è rimasto di quell’antico<span> </span>sogno di autonomia, che fu del Senatore Enea Franza, che è stato di recente riproposto , con inusitati ostracismi, dal Senatore Angelo Flammia <span> </span>e che ora giace, asfittico, sotto gli ombrellini dei nostri “amati” raccoglitori di noccioline? </span></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;">Emilio Chianca</span></em></p>
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<title><![CDATA[La tragedia di Gravina di Puglia e la malagiustizia italiana]]></title>
<link>http://socialeanimale.wordpress.com/?p=65</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 14:19:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
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<description><![CDATA[la vicenda di Ciccio e Tore Pappalardi oltre che per la tragica fine di questi due bambini mi colpis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilgiornale.it/att_jpg.php?ID=325242&#38;X=660&#38;Y=495" align="left" height="120" width="220" />la vicenda di Ciccio e Tore Pappalardi oltre che per la tragica fine di questi due bambini mi colpisce perchè la connessa disavventura processuale che stà subendo il padre ( che giova ricordarlo  fino a prova contraria rimane la prima vittima superstite ) assume porogressivamente i connotati di uno sconcertante caso di malagiustizia: nonostante il GIP  Giulia Romanazzi, di fronte alle evidenze offerte dall'autopsia( sui corpi dei bambini non vi erano segni di violenze e che le ferite erano compatibili con l'ipotesi di una caduta accidentale) abbia riconosciuto che non vi erano più i presupposti necessari per la carcerazione cautelare e abbia concesso a Filippo Pappalardi gli arresti domiciliari  derubricando l'accusa da duplice omicidio e accultamento di cadavere ad abbandono di minore ( accusa che beninteso mi pare discutibile),  la procura continua pervicacemente a sostenere l'ipotesi dell'omicidio. Francamente mi pare siamo di fronte a un clamoroso caso di accanimento che mostra come un cittadino quando entra nelle maglie della giustizia italiana rischi di finirci con le ossa rotte. Se poi è un poveraccio semianalfabeta come Pappalardi la gogna è bella che pronta. D'altronde questi magistrati che per due anni, della vicenda hanno dimostrato di non capirci nulla devono pur giustificare in qualche modo il loro operato: per salvare se stessi e coprire la loro incompetenza devono accusare Pappalardi . E trovo alttrettanto scandaloso che il CSM, frenato da logiche corporative, non sia ancora intervenuto a fermare questo scempio di (in)giustizia, togliendo il caso a degli inquirenti che non possono più avere la dovuta serenità nel valutare i fatti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lettori esponenziali: metodo scientifico]]></title>
<link>http://ilturco.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 14:16:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Turco</dc:creator>
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<description><![CDATA[SE:
nei tags scrivo delle cazzate
ALLORA:
avrò più lettori?
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>SE:</p>
<p>nei tags scrivo delle cazzate</p>
<p>ALLORA:</p>
<p>avrò più lettori?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mondo è caduto in un pozzo]]></title>
<link>http://serenatriacca.wordpress.com/?p=382</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 19:30:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Serena</dc:creator>
<guid>http://serenatriacca.wordpress.com/?p=382</guid>
<description><![CDATA[Alda Merini, intervistata a Bergamo Tv sulla tragedia di Gravina di Puglia, dice che è il mondo ad ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alda Merini, intervistata a Bergamo Tv sulla tragedia di Gravina di Puglia, dice che <em>è il mondo ad essere caduto in un pozzo</em>.</p>
<p align="center"><a href="http://taros.deviantart.com"><img class="alignnone size-full wp-image-577" src="http://serenatriacca.wordpress.com/files/2008/05/kite_by_taros.jpg" alt="" width="390" height="324" /></a></p>
<blockquote><p><em>Bambino</em></p>
<p>Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia<br />
legalo con l'intelligenza del cuore.<br />
Vedrai sorgere giardini incantati<br />
e tua madre diventerà una pianta<br />
che ti coprirà con le sue foglie.<br />
Fa delle tue mani due bianche colombe<br />
che portino la pace ovunque<br />
e l'ordine delle cose.<br />
Ma prima di imparare a scrivere<br />
guardati nell'acqua del sentimento.</p>
<p><em>Alda Merini</em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La corazzata Mimum ( c'è sempre qualcuno che fa per te il lavoro sporco)]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/?p=69</link>
<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 07:08:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
<guid>http://filcusum.wordpress.com/?p=69</guid>
<description><![CDATA[Come ogni mattina guardo la rassegna stampa del tg5.
L’articolo di testa, in tutti i i giornali, r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni mattina guardo la rassegna stampa del <b>tg5</b>.</p>
<p>L’articolo di testa, in tutti i i giornali, riguarda il ritrovamento dei cadaveri dei due poveri bambini di Gravina di Puglia scomparsi da tempo.</p>
<p>Tranne che per due giornali: <b>Il Giornale </b>e  <b>Libero</b></p>
<p>Che, come sempre, sono presentati alla fine della rassegna stampa, in ossequio alla teoria, di cui il direttore del tg5 <b>Mimum</b> è il massimo alfiere, secondo la quale ciò che è presentato in coda al servizio convince di più di quello che viene raccontato all’inizio.</p>
<p>Di cosa parlano i due giornali stamattina?</p>
<p>Del pessimo affare che ha fatto Veltroni imbarcando i radicali.</p>
<p>Il pretesto è l’articolo di <b>Famiglia Cristiana</b> che ha definito il Pd «<b>un pasticcio veltroniano in salsa pannelliana</b>».</p>
<p>Il titolo del Giornale è <b>Quei cattolici prigionieri</b>.</p>
<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2292/2293473352_d118282529_s.jpg" align="middle" height="75" width="75" /></p>
<p>Quello di Libero è <b>“La cretinata di Veltroni”</b>.</p>
<p>Nel frattempo <b>Berlusconi</b> racconta in giro che sta facendo una campagna elettorale all’insegna del fair play.</p>
<p>Io penso che, come sempre, quando si hanno grandi mezzi, c’è sempre qualcuno disposto a fare per te il lavoro sporco.</p>
<p>E sogno di svegliarmi almeno per un giorno nella Spagna di <b>Zapatero</b>, dove nessuno dei candidati in corsa oer la leadership nazionale possiede mezza televisione.</p>
<p>Dove  nessuno pensa che i cattolici siano prigionieri di qualcun altro.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/23956833@N00/2274798093" title="Flickr - Photo sharing!"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2055/2293482830_e1b4c56a3a_s.jpg" alt="Flickr image" /></a></p>
<p>Ma c’è anche qualcuno che gli dice di stare zitti quando esagerano.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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