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	<title>gruppi-parlamentari &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "gruppi-parlamentari"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 03:31:07 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Da Poggibonsi a Strasburgo]]></title>
<link>http://knutwicksell.wordpress.com/?p=133</link>
<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 19:02:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knut Wicksell</dc:creator>
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<description><![CDATA[Io naturalmente concordo in pieno con l&#8217;editoriale di ieri di Roberto Gualtieri sul ruolo dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="margin:2px;" src="http://sarodist.files.wordpress.com/2008/05/esterno-parlamento-europeo.jpg" alt="" width="270" height="202" />Io naturalmente concordo in pieno con l'editoriale di ieri di <a href="http://gualtieri.italianieuropei.it/2008/09/la-preferenza-per-evitare-le-o.html">Roberto Gualtieri</a> sul ruolo delle preferenze come antidoto alla formazione di oligarchie. Però c'è un'altra cosa, che mi sta ancora più a cuore, e che riguarda soprattutto le scelte interne al mio partito. Perchè sono sicuro che da oggi a giugno la retorica europeista farà da padrona e in ogni dibattito pubblico sentiremo dire che il 2009 sarà l'anno dell'Europa e che sarebbe un delitto se l'Italia si presentasse a questa scadenza facendone l'oggetto di dispute politiche di carattere del tutto interno e provinciale. Però guardiamo i fatti: nell'ultima legislatura europea, dei 78 membri eletti dall'Italia, solo 49 termineranno regolarmente il loro mandato (il 63%). Molti sono finiti a fare i ministri in Patria, altri hanno preferito fare ritorno ai Parlamenti nazionali, alcuni hanno assunto incarichi istituzionali a livello locale, altri sono ritornati alle originarie professioni. Il <strong>subentro</strong> - pratica tipicamente italiana assai comune e trasversale - colpisce in massima parte il Partito Democratico: ben 12 dei 29 rimpiazzi hanno riguardato le sue fila (il 41% del totale). E a questa imbarazzante transumanza si è aggiunta la confusione creata da una lista - la ben nota "<em>Uniti nell'Ulivo</em>" - che una volta approdata al Parlamento europeo ha lasciato liberi i propri eletti di iscriversi al gruppo parlamentare che preferivano, con il risultato - ben poco apprezzato dai nostri colleghi europei - di una continua trasfusione di deputati da una delegazione ad un'altra, a mano a mano che giungevano dimissioni e subentri.</p>
<p style="text-align:justify;">Dato questo non edificante quadro sarebbe opportuno che il Partito Democratico, oltre alla collocazione in un gruppo parlamentare unico, decidesse anche quale ruolo giocare all'interno del Parlamento europeo. Operare con profitto in una istituzione sovranazionale richiede impegno e competenza. E se la prima è una dote innata, la seconda si acquisisce sul campo. Mandare al Parlamento europeo anziani notabili, vallette in declino, orfani del terrorismo, vedove di guerra, figli di amici, giornalisti militanti, imprenditori rapaci e desaparecidos della cultura può pure portare qualche voto in più, ma rischia di riempire i banchi delle commissioni di mummie pronte a dimettersi appena si apriranno loro le porte di migliori e meno noiosi incarichi. La sinistra dispone ancora sul territorio di una vasta classe dirigente composta di amministratori locali, associazioni, sindacati. Tutte persone - più o meno giovani - che hanno accumulato esperienze a vario titolo nella vita pubblica e che potrebbero dare il loro utile contributo pure in una istituzione importante come il Parlamento europeo. Sarà pur vero, come sostiene con astuzia Berlusconi in questi giorni,  che per "contare" in Europa sia necessario rafforzare la presenza italiana nelle due grandi tradizioni politiche continentali, quella conservatrice e quella socialdemocratica. Ma i deputati non solo si contano, si "pesano": Michele Santoro e Gianni Pittella non sono la stessa cosa, così come non lo erano - nel recente passato - Giorgio Napolitano ed Enrico Montesano.</p>
<p style="text-align:justify;">Mandare una squadra qualificata a Strasburgo non servirebbe però soltanto a rafforzare il proprio peso in Europa. Per opinione assai diffusa, buona parte della classe dirigente nazionale e locale del centro-sinistra è all'ultimo giro della corsa. E - al netto di quelli che sognano Ivan Scalfarotto premier o Marco Travaglio ministro della Giustizia - c'è l'altrettanto diffusa consapevolezza che i rincalzi saranno peggiori degli uscenti. Perchè di Piero Fassino, Massimo D'Alema, Livia Turco, Pierluigi Bersani, Cesare Damiano e di tutti gli altri si può scrivere pure tutto il male possibile, ma non che non siano stati all'altezza dei loro compiti. Ma loro erano prodotti di quella insuperabile scuola di dirigenti che era il Partito (di cui Cundari ci ha dato  giorni fa una <a href="http://quadernino.wordpress.com/2008/09/13/andavamo-alle-frattocchie/">commovente descrizione</a>), mentre le nuove leve rischiano di venire fuori - per ben che vada - da qualche summer school del PD. E se permettete, non è esattamente la stessa cosa. Avere a disposizione un gruppo che si è fatto le ossa a livello locale e che ha respirato l'aria che spira al di là delle Alpi forse potrebbe essere utile per non trovarsi a dover rimpiangere i bei tempi andati. E magari, poi, a non doverci sentir dire (per l'ennesima volta), quando e se capiterà l'occasione di vincere un'elezione, che al Ministero dell'Economia ci vuole una persona "<em>di credibilità internazionale</em>" e che il sindaco di Poggibonsi non va bene.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Princìpi e Istituzioni di politica bipartisan, con un po' di razzismo]]></title>
<link>http://bloguepol.wordpress.com/?p=244</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 06:35:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fab-Blogue Pol</dc:creator>
<guid>http://bloguepol.it.wordpress.com/2008/05/20/principi-e-istituzioni-di-politica-bipartisan-con-un-po-di-razzismo/</guid>
<description><![CDATA[ 
Tre sono i punti focali attorno ai quali si sta sviluppando il dibattito politico e il conseguent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Tre sono i punti focali</strong> attorno ai quali si sta sviluppando il dibattito politico e il conseguente flusso informativo degli ultimi giorni; l’uno legato ai <strong>prevedibili orientamenti parlamentari</strong> della nuova legislatura, a questi si associano altrettanto <strong>designati scenari pessimistici sul panorama dell’informazione pubblica</strong>, il tutto condito da un <strong>crescente clima d’intolleranza</strong> proveniente dalla cronaca. Tre questioni che dovrebbero riportare alla mente alcuni temi dell’ultima campagna elettorale che hanno infine contribuito al conseguente esito.</span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Tanta legna al fuoco da ascrivere al vento politico e all’informazione parziale ad esso legata. Tanto <strong>fuoco in</strong> <strong>Campania</strong>, tra rifiuti rovesciati in strada e dati alle fiamme da certi <em>pezzi</em> di popolazione e molotov incendiarie di <em>gentes</em> che, armata da chi sa chi, avrebbe voluto fare carne alla brace dei <strong>Rom</strong> nel <strong>quartiere napoletano di Ponticelli</strong>. Un’ondata xenofoba e razzista che dal territorio napoletano sembra montare mediaticamente al punto tale da farla assurgere a <strong>“emergenza-nomadi”</strong> nazionale e problema principale del Paese. Ma di quale emergenza si parla? Si dovrebbe parlare di emergenza quando fenomeni contingenti si susseguono fino a manifestazioni di diffusione a macchia; un tentativo circoscritto di sequestro di minore non può essere elevato a fenomeno esteso tale da dichiarare un'emergenza. E’ questo uno degli esempi di manipolazione dell’informazione come prodotto di <strong>una pessima politica che detta la propria agenda, in parte ancora elettorale, ai media</strong>. Un'informazione che, eludendo criteri di notiziabilità giornalistica, quasi non considera che in questi stessi giorni una <a title="rumena violentata da un italiano (repubblica.it)" href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/rumena-stuprata/rumena-stuprata/rumena-stuprata.html" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>giovane rumena sia stata violentata a Roma da un italiano</strong></span></a>. E che neppure precisa che<strong> </strong>i<strong> Rom</strong>, il <em>nuovo nemico</em> dell'abominevole via italiana alla legalità, <strong>non sono da identificare <em>tout court</em> come rumeni</strong>. (Che sono degli immigrati provenienti dallo stato comunitario della Romania) </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><span style="font-family:Lucida Sans Unicode;">Nell'innegabile </span>successo della Lega all'ultima tornata elettorale, appare ineludibile il manifestarsi concreto di un sentimento generalizzato di caccia all’immigrato ma, forse, non ci si aspettava, per di più nel periodo post-elettorale, che la "caccia allo straniero" sarebbe stata <strong>terreno di propaganda anche per un partito dell’opposizione</strong>, di cui i <a title="manifesto anti-Rom del Pd (corrieredelmezzogiorno.corriere.it)" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/fissi/pdf/manifesto.pdf" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>manifesti anti-Rom</strong></span> </a>di una sezione di quartiere del <strong>Partito Democratico di Napoli</strong> hanno dato prova. Gioco forza l’effetto prende vigore dalle parole di <strong>Filippo Penati, esponente del Partito Democratico e presidente della Provincia di Milano</strong>, che non appena saputo che il commissario straordinario per l’emergenza-Rom, Gian Valerio Lombardi, avrebbe distribuito i Rom in tanti piccoli campi nell’hinterland ha sbottato: <em>«Così partiamo con il piede sbagliato. Si deve prevedere l’espulsione dei cittadini comunitari indesiderati. Gli elenchi sono già pronti o manca pochissimo. Facciamo pulizia dei delinquenti, questo deve essere il primo impegno del commissario». </em>Diventa più difficile credere che il manifesto piddino resti un pensiero isolato all'interno del partito dopo che anche un manifesto verbale, da Napoli a Milano, reclama l'espulsione perfino di cittadini <strong>comunitari</strong>, in senso contrario alle norme di libera circolazione dell’Ue e del Trattato di Schengen, ribadite nella loro pienezza dalla Commissione europea. In considerazione della volontà sempre più evidente di negare ruolo e normative dell’Ue, è da accogliere positivamente la proposta formulata dal Pse e appoggiata dai Verdi europei di un <a title="dibattito sui Rom al PE (corriere.it)" href="http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_19/parlamento_europeo_italia_rom_99c43576-25ba-11dd-9a1d-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>dibattito al Parlamento europeo sulle misure europee e sopratutto italiane anti-Rom.</strong></span></a></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">Aggiornamento:</span></span></strong> resoconto del <a title="dibattito sui Rom al Pe (europarl.eu)" href="http://www.europarl.europa.eu/news/expert/infopress_page/019-29256-140-05-21-902-20080519IPR29255-19-05-2008-2008-false/default_it.htm" target="_blank">dibattito tenutosi al Parlamento europeo </a>sulla situazione dei Rom in Italia e in Europa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Misure e discussioni che continuano a riscuotere <a title="titoli stampa estera sul'Italia anti-Rom (repubblica.it)" href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/politica/giornali/1.html" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>critiche dalla stampa internazionale</strong></span></a> e dal <strong>Governo spagnolo</strong>. <em>"Il governo spagnolo</em>, ha sottolineato il numero due dell'esecutivo, <strong>Maria Teresa Fernandez de la Vega</strong>, le cui frasi sono riportate da <em>El Mundo on line</em>, <em>respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia”</em>. Il Ministro degli Esteri italiano<strong> Frattini</strong>, nell'intento di non attirare scontri tra diplomazie e ulteriori critiche, ha parlato di un chiarimento aggiungendo che le dichiarazioni del vice-premier spagnolo <em>"non hanno mai voluto riferirsi direttamente alle misure del governo italiano in materia di regolamentazione dell'immigrazione clandestina e non volevano esprimere nessun elemento critico rispetto al pacchetto-sicurezza che il governo si appresta a varare". </em>Ma l’articolo di stampa, nella versione originale o nella sua traduzione, risulta più credibile e che l'esponente del Governo spagnolo si fosse espressa propriamente sull’Italia lo si poteva intendere del tentativo di correzione dell’informazione attuato anche dalla<strong> Farnesina</strong>. Ad ulteriore conferma, le <a title="critiche Ministri spagnoli (corriere.it)" href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_18/ministro_spagna_criminalizzare_d70a4ade-24fb-11dd-80ae-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>frasi pronunciate da un altro Ministro spagnolo</strong></span></a>, <strong>Celestino Corbacho, Ministro del Lavoro e dell'Immigrazione:</strong> <em>"Le politiche sull'immigrazione del governo italiano pongono l'accento piu' sulla discriminazione del diverso che sulla gestione del fenomeno. Il governo italiano</em>, dice Corbacho, <em>vuole criminalizzare il diverso mentre io mi assumo la responsabilità di governare il fenomeno". </em>Ricordiamo che era stato in un primo tempo Berlusconi, durante la campagna elettorale, ad esprimersi negativamente sulla composizione a suo parere troppo rosa del Governo spagnolo, suscitando critiche già da parte del <a title="critiche Ministro spagnolo donna (corriere.it)" href="http://www.corriere.it/esteri/08_maggio_18/ministro_spagna_berlusconi_e8a40a98-2508-11dd-80ae-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>Ministro dell'Uguagliana, Bibiana Aido</strong></span></a><span style="color:#808080;"><strong>,</strong></span> che si era detta disposta a pagare <strong>uno psichiatra per il premier italiano</strong>, forse ascoltando Grillo e il suo “<em>psiconano”</em>. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Cercando di delineare un quadro di riferimento<em>,</em> le questioni di questi giorni sembrano essere in parte riconducibili ai comuni denominatori espressi dal titolo, ossia ai princìpi che stanno ispirando le rinnovate istituzioni. Da una parte, <strong>princìpi d'istituzione di un clima nuovo, di buonismo</strong> tra il Governo, presieduto da Berlusconi e parte dell’opposizione, guidata dal segretario del Pd, Veltroni e da un'altra, <strong>princìpi di un malcelato razzismo e d'intolleranza</strong>. <!--more-->Princìpi, inizi, quantomeno avvisaglie di dispiegamento di proposte elettorali e di quella forma di dialogo, ancora plausibilmente veritiera, altrimenti nota come <em>veltrusconismo</em>. Una forma d'intesa bipartisan, più o meno tacita, che avrebbe il fine, in nome di una presunta maggior governabilità, di ridurre lo spazio mediatico e politico del diritto/dovere di critica, molteplice e democratica, riconducendolo nell’alveo delle possibilità ristrette e scelte dal bipartitismo. Lo stesso primo <em>pranzo di lavoro</em> di Berlusconi e Veltroni, a cui faranno seguito incontri ordinari dello stesso tipo, va in questa direzione. Ad esempio, sul tavolo v'è già la proposta poco nota nel dibattito pubblico più provincialistico d’innalzare la soglia di sbarramento per le <strong>elezioni europee</strong> del 2009 al 5%, al fine di poter restringere la possibile rappresentanza di alcune forze attualmente presenti al Parlamento europeo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L’opposizione piddina, non dunque l’opposizione parlamentare tutta, continua ad offrire il fianco per essere ascritta dagli osservatori ad una cosiddetta <strong>“opposizione di Governo”</strong> e nella richiesta di riconoscimento di un'etichetta di opposizione perfino istituzionale, con l'azione di componenti importanti dell’informazione partecipa, più o meno consapevolmente, al sostenimento di un potere di <em>dittatura dolce. </em>Ne sono contributi in favore le polemiche che vedono coinvolti il programma "Anno Zero" di <strong>Santoro </strong>(questione V2-Day di Grillo) e il giornalista <strong>Marco Travaglio</strong>, (questione della sua intervista a <em>"Che tempo che fa"</em>) su cui la Rai, il <em>Corsera</em> e <em>Repubblica </em>con il suo vicedirettore <strong>Giuseppe D'Avanzo</strong>, protagonista di un articolato botta e <a title="lettera di Travaglio a Repubblica (repubblica.it)" href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lettera-travaglio/lettera-travaglio.html" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>risposta</strong></span></a> con il collega Travaglio sullo stesso quotidiano, hanno aperto <strong>una sorta di fuoco comune</strong>, supportato dal fronte politico che fa riferimento al Presidente del Senato Schifani e dal sorprendente apporto, anche su questi temi, del Partito Democratico in alcuni autorevoli esponenti come <strong>Luciano Violante,</strong> che forse non bene informato, ha liquidato i fatti raccontati da Travaglio, già pubblicati e noti su libri di Travaglio stesso e di <a title="citazioni dal libro " href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_14/complici_abate_gomes_5d1f8ab4-21b2-11dd-b258-00144f486ba6.shtml" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>colleghi</strong></span></a>, come <em>"pettegolezzo"</em> e di <strong>Anna Finocchiaro</strong>, che non ha difeso in questa occasione l'autonomia della Rai dai partiti, promuovendo il concetto nuovo di contraddittorio per un' intervista televisiva. Vedremo se il clima bipartisan cambierà sul rinnovo del Cda della Rai.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Qualcuno potrebbe adottare una chiave di lettura in contrapposizione, giustificando tali sviluppi come semplificazioni necessarie del panorama politico ma per altri, non pochi che hanno ancora a cuore le basi della democrazia e di un’informazione libera, come spiegato da <strong>Furio Colombo</strong> nel suo articolo<strong> </strong><a title="articolo su L'Unità di Furio Colombo (megachip.info)" href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&#38;op=viewarticle&#38;artid=6790" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>"Il Silenzio dell'opposizione"</strong></span></a> e da <strong>Dario Fo</strong> in un suo<a title="post Dario Fo " href="http://www.dariofo.it/node/230" target="_blank"><strong> <span style="color:#808080;">post</span></strong></a>, si teme una deriva fatta di disegni semplicistici atti a veicolare, nell’opera di addormentamento delle coscienze, un messaggio di “realtà mascherata” che copra la verità fattuale. Lo stesso Governo ombra, il prodotto nuovo nato dalla politica del Partito Democratico, indossa attualmente una maschera di contrappeso non avverso alla <strong>nuova maschera istituzionale berlusconiana</strong>. Non esistono solo due forze né due soli gruppi parlamentari nell’emiciclo e se il Pd fosse uscito vincitore dalle elezioni, avrebbe governato con il gruppo dell’Italia dei Valori, eventualmente anche se non probabilmente con i due gruppi parlamentari separati come adesso all’opposizione. Sarebbe allora più preciso indicare il Partito Democratico come<strong> <em>"Partito ombra"</em>,</strong> poiché un Governo di un solo partito non v'è ancora. Un partito ancora liquido che nella sua difficoltà identitaria e di radicamento territoriale, si sta muovendo nell'ombra di Berlusconi, il cui scopo personale consiste proprio nel custodirlo sotto la propria ombra, per la continuazione di sé, il cui manifestarsi consisterà nell'eventuale passaggio della poltrona di Governo e nell'elevarsi a quella della Presidenza della Repubblica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a title="il discorso di Di Pietro alla Camera (antoniodipietro.com)" href="http://www.antoniodipietro.com/2008/05/idv_unica_opposizione.html#comments" target="_blank"><span style="color:#808080;"><strong>Qualcuno</strong></span></a> cerca d'interrompere i minuetti idilliaci e far sopravvivere la voce della propria e di altrui coscienze rappresentate ma viene contestato, interrotto e all'obiezione riceve risposta: <em>"è naturale che possano esserci delle interruzioni: dipende da ciò che si dice". </em>Aveva ragione il Presidente della <em>Camerata</em> al suo primo giorno, come ha detto <strong>Antonio Di Pietro, dipende da ciò che si dice </strong>e <em>"non bisogna disturbare il manovratore"</em>. Ma, con tali posizioni, si dovrà pur continuare a credere in qualcosa che si è studiato sui libri: in Parlamento, oltre al Governo, dovrebbe esistere anche una vera, pura opposizione. Senz'essere un’ombra, perché nella sua essenza fisica e critica, oltre che di coscienza, voglia essere segnale di vita di una piena democrazia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:5pt 0;"><a title="gaffe Fini con Di Pietro, Casini lo riprende (youtube.com)" href="http://it.youtube.com/watch?v=xQuxPxLHZNQ" target="_blank"><img src="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Fini_Di_Pietro.jpg" alt="gaffe Fini con Di Pietro (beppegrillo.it)" width="234" height="205" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pannella chiagni e fotti]]></title>
<link>http://perlascandinava.wordpress.com/?p=569</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 17:29:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Admin</dc:creator>
<guid>http://perlascandinava.wordpress.com/2008/04/30/pannella-chiagni-e-fotti/</guid>
<description><![CDATA[Provate ad immaginare che dei questuanti bussino insistentemente alla vostra porta e che voi non li ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Provate ad immaginare che dei questuanti bussino insistentemente alla vostra porta e che voi non li vogliate far entrare a causa della loro cattiva fama. Immaginate che i disperati non desistano e battano i pugni contro i vetri, strepitino e vi ricattino, minacciando persino il suicidio per fame.</p>
<p>Per giorni e per notti quel gran baccano tiene la vostra casa sotto assedio e, per i passanti e i vicini, state rischiando di apparire dei crudeli di cuore e e insensibili ai diritti urlati dagli assedianti. Decidete quindi di porre fine a quella baraonda, fate entrare i mendici e offrite loro più di quanto basta alla loro sopravvivenza.</p>
<p>Però, appena messo piede nella vostra cucina, il vecchio e i suoi figli riprendono a strepitare e le loro pretese si fanno sempre più esose e voi, che al massimo avreste fatto entrare l’unica figlia decente del “vecchio volpone” (definizione di Goffredo Bettini), nonostante i no dei vostri familiari, stremati sottoscrivete un patto che salva dalla definitiva estinzione i poveri accattoni.</p>
<p>Concedete denaro, spazi di visibilità mediatica, sostegni vari e la sistemazione per cinque anni di ben nove dei figlioli disoccupati.</p>
<p>Credete che sia tutto concordato, credete pure nella parola data dal gruppetto di non attentare all’equilibrio domestico da voi raggiunto con tanto sudore e vi apprestate alla partenza sul vostro pullman.</p>
<p>E invece no! Venite richiamati indietro: i vostri assistiti sono in preda a violente crisi di nervi!<!--more--></p>
<p>Qualcuno ha dedotto che i posti riservati ai sei deputati e ai tre senatori non sono tutti sicuri e forse due o tre non vedranno confermata la loro poltrona. Casa vostra è in subbuglio, nessuno riesce a calmare il capo della strana famiglia che, oltre a non rassegnarsi (nonostante i patti firmati) a dover dividere le stanze con gli altri titolari dell’abitazione visto che a un certo Di Pietro voi avevate concesso una dependance tutta sua, <strong><a href="http://www.fainotizia.it/canale/a-difesa-della-parola-data-il-satyagraha-di-pannella-e-laccordo-pd-radicali" target="_blank">grida che siete dei disonesti che “non rispettano la parola data”!</a></strong></p>
<p>Voi le provate tutte per rassicurarlo ma l’uomo, che battezzeremo Marco, non sente ragioni; si richiama al Mahatma Gandhi, si collega al Dalai Lama, investe della grave denuncia i suoi fedeli impiegati alle Nazioni Unite, indìce un satyaghra mondiale, un azione di non violenza con ostensione in video del suo corpo consunto dallo sciopero della fame.</p>
<p>Un sacrificio gandhiano affinché prevalga l’imperituro  monito: mai più i popoli della terra dovranno soffrire <strong>l’odioso atto di violenza criminosa insito nel mancato rispetto della parola data!!!</strong></p>
<p>E così siete costretti a subirlo mentre, incurante del ridicolo, interviene ad ogni ora del giorno e della notte a Radio Radicale con logorroici monologhi e ancor più alluvionali conversazioni col fido direttore, instancabile vi seppellisce sotto quintali di tesi, di analisi, di autocitazioni, autocelebrazioni, il tutto finalizzato a provare che siete dei vermi!</p>
<p>Voi maledite il giorno che l’avete incontrato e cercate di sapere quanti voti vi sta facendo perdere; i vostri sondaggisti lo davano allo <strong>0,6% (trecentomila voti)</strong> ma la sua fame di visibilità sta erodendo anche quei pochi consensi.</p>
<p>Come previsto, tra digiuni e accuse feroci, giunge il risultato elettorale e...Incredibile! Voi avete perso miseramente parte dei vosti migliori compagni ma il tignoso imbucato si è portato a casa gli eletti che gli avevate promesso!</p>
<p>Vi aspettavate un grazie, anche piccolo, macché, tanto gli dovevate e nulla vi meritate.</p>
<p>Anzi, visto che permetterete a quel <strong>Di Pietro dell’Italia dei valori rapinati</strong> di guadagnare ancora più soldi con un gruppo staccato dal vostro partito, anche la truppa di Marco si sta godendo il momento in cui, <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/italia/news/2008-04-30_130158166.html" target="_blank">alla faccia della parola data</a> a voi, si recinterà il suo bel orticello fiorito di euro, sia al Senato che alla Camera.</p>
<p><a href="http://www.dirittocostituzionale.mi.it/parlamentare/lavori_studenti/tarditi.htm" target="_blank">In fondo l’art. 67 della Costituzione glielo fa credere possibile</a> e il regolamento dei gruppi parlamentari è ancora generoso coi traditori!</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong> del 1° maggio:</p>
<p>La riforma dei gruppi è nell'aria, meglio <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/pd-dopo-voto/demo-radical/demo-radical.html">chiamarsi "delegazione"</a> e poter abusare degli identici privilegi.</p>
<p>Perla</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Promesse a vanvera]]></title>
<link>http://bnoise.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 15:44:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>bnoise</dc:creator>
<guid>http://bnoise.it.wordpress.com/2008/04/21/promesse-a-vanvera/</guid>
<description><![CDATA[Il tema della parola data, oggetto anche di un Satyagraha di Pannella, è davvero troppo attuale in ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema della parola data, oggetto anche di un <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=118120">Satyagraha di Pannella</a>, è davvero troppo attuale in questo paese. Quantomai in politica.</p>
<p>Siamo talmente abituati a continue contraddizioni e smentite, anche a distanza di poche ore, che ormai non ci facciamo più caso. Siamo quasi portati a pensare che in politica questo sia normale, ma non deve essere normale, come non è normale in altri paesi.</p>
<p>Forse il caso più eclatante degli ultimi tempi è un Berlusconi che prima del voto auspica l'abbandono di AirFrance/KLM e tira fuori cordate italiane immaginarie, facendo nomi totalmente a caso, per poi ritirare tutto appena vinte le elezioni. Un modo di fare veramente irresponsabile, mentire sapendo di mentire quando in gioco ci sono vite, posti di lavoro e settori strategici dell'economia.</p>
<p>Ma non ci siamo indignati nemmeno un po'. Lo sapevamo tutti che andava a finire così, perché prendersela? Quando si è così circondati da politici specialisti delle balle - e delle smentite del giorno dopo, quando la frittata è fatta - non ci si fa più affidamento, e quindi non ci si indigna più di tanto, non ci si sente né offesi, né traditi. E' un po' come l'amico che la spara grossa. Dopo un po' ci fai l'abitudine e lo prendi sul ridere, in fondo è anche poco educato stare sempre lì a mettere i puntini sulle <em>i</em>.</p>
<p>Non sarebbe male, invece, reagire in maniera decisa e distaccata, magari non con l'amico che dice di aver pescato una trota di 60 KG, ma col politico sì. Del tipo: hai detto una stronzata? Sei rovinato, vai a casa, il tuo partito non ti vuole più, e se ti vuole lui non ti vogliono più gli elettori. Se racconti balle non ci si può fidare di te, e quindi non puoi aspirare a governare. Va bene, quando non c'è praticamente nessuno di affidabile, è dura riuscire a mandare a casa tutti.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Compagni di corse birichini</span></p>
<p>Il Partito Democratico doveva correre da solo, cioè avere una sua lista indipendente. In breve tempo questa coraggiosa dichiarazione diventa la prima balla di una grande serie: si crea una coalizione, con l'Italia dei Valori.</p>
<p>Prima del voto, Di Pietro promette che l'Italia dei Valori entrerà nello stesso gruppo parlamentare del PD. Franceschini è tutto contento, mentre spiega che IDV confluirà addirittura nel partito, in un futuro, con tutta la calma necessaria. Altre balle.</p>
<p>Sicuramente Di Pietro non credeva a ciò che diceva, ma probabilmente non ci credeva neanche Franceschini... non ditemi che non ve l'aspettavate! Neanche un po'? Beh, <a href="http://www.dire.it/DIRE-POLITICO/pannella_non.php?c=10217&#38;m=9&#38;l=it">il solito profeta</a> l'aveva predetto alla radio. Anche in questo caso, comunque, non c'era bisogno di essere profeti, bastava un po' di malizia.</p>
<p>Le motivazioni di Di Pietro, per venir meno all'impegno del gruppo parlamentare unico, sono veramente campate in aria. Vuole un posto nel governo ombra? Evidentemente non era nel patto, e i patti si negoziano prima di accettarli, non dopo. Se poi ci sono anche differenti ideali e progetti politici tra i due partiti, ok, ci crediamo. Ma è così fin dall'inizio. Non si capisce quindi perché Di Pietro se ne renda conto solo ora, dopo il voto. O meglio, si capisce fin troppo bene.</p>
<p>Di Pietro non crede nel progetto del Partito Democratico ma l'ha solo sfruttato per racimolare più voti - senza stare a scomodare quel <a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-quattro/gruppo-dipietro/gruppo-dipietro.html">milioncino di euro</a>. Staremo a vedere come si concluderà questa storia, non è detto che non si rimedi con offerte e contro-offerte.</p>
<p>Ci sarebbe poi la vicenda del <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cVN4stR9A8M">patto coi Radicali 'sicuramente eletti'</a>, che sono comunque tutti e 9 in parlamento, grazie all'inaspettato drenaggio di voti dalla Sinistra Arcobaleno, e non grazie al posizionamento privilegiato nelle liste (come da patto).</p>
<p>Al dì là di questo triste teatrino fatto di piccole e grandi menzogne, mi chiedo se Veltroni non si stia pentendo delle scelte fatte in materia di alleanze.</p>
<p>Per quanto abbia fatto una buona campagna elettorale sotto il profilo del coinvolgimento (un Obama dei poveri che però ha funzionato nelle piazze), aveva uno spazio troppo piccolo per riuscire a vincere, per tutte le varie ragioni <a href="http://bnoise.wordpress.com/2008/04/18/economist-e-la-vittoria-di-berlusconi/">già analizzate</a>.</p>
<p>Ci ha provato comunque, e questa è l'unica spiegazione che riesco a trovare all'apparentamento con IDV: raccogliere più voti, facendo salire sul carrozzone lo sponsor ufficiale di Beppe Grillo, nonché l'unico partito dell'Unione fortemente contrario all'indulto.</p>
<p>Tra parentesi, con questa premessa del racimolare più voti possibili, risulta davvero incomprensibile non aver permesso una lista Bonino coalizzata, considerando anche la lealtà dimostrata dai Radicali all'Unione e a Prodi.</p>
<p>A parte calcoli elettorali, non vedo particolari affinità tra i due partiti. Quali sono i Valori dell'Italia condivisi dal Partito Democratico? Il giustizialismo? Spero di no. La politica estera? I diritti civili? Inesistenti. Si ok, abbassiamo giustamente gli stipendi dei parlamentari, sapendo benissimo di non risolvere nulla, e poi?</p>
<p>Lo so che è facile parlare a giochi fatti, ma, sconfitta per sconfitta, era meglio rinunciare a quei voti e correre veramente da soli, il PD ne avrebbe guadagnato in credibilità e libertà. Sarebbe stata una scelta politica più lungimirante, e forse neanche così penalizzante sotto l'aspetto elettorale. Non possiamo sapere se un'ipotetica lista per Di Pietro premier avrebbe preso molto meno di questo 4.3%, ma sicuramente non di più.</p>
<p>O si poteva proporre a Di Pietro un patto simile a quello fatto coi Radicali Italiani, che in effetti non è stato così malvagio in sé. E' un possibile inizio per una fusione seria. Ma è anche un'immotivata applicazione del 'due pesi e due misure', che ha già portato sfortuna.</p>
<p>Inizialmente corsa solitaria, poi corsa libera. Ora speriamo che duri poco la fase della corsa ad ostacoli.</p>
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</item>
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<title><![CDATA[Di Pietro e la sacra identità dei valori di gruppo]]></title>
<link>http://fandorin.wordpress.com/?p=51</link>
<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 15:31:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>alcebrando</dc:creator>
<guid>http://fandorin.it.wordpress.com/2008/04/18/di-pietro-e-la-sacra-identita-dei-valori-di-gruppo/</guid>
<description><![CDATA[La parola annessione genera timore e ancestrali paure. Guerre civili, spargimenti di sangue per i co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fandorin.files.wordpress.com/2008/04/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-52" src="http://fandorin.wordpress.com/files/2008/04/images.jpg" alt="" width="99" height="125" /></a>La parola annessione genera timore e ancestrali paure. Guerre civili, spargimenti di sangue per i confini e richiami a tradizioni domestiche e patriottiche in nome della battaglia sacra per l'identità. Anche Tonino nostro, castigamazzette prima e ammazzacasta poi, si è votato, per fortuna senza imbracciare fucili e senza riempire ampolle, alla causa del sacro vincolo del territorio. Non padano o molisano. Ma solo parlamentare. L'identità è l'identità, e nessun essere umano può annettere il prossimo senza giusta causa. Per questo motivo è giusto che la stirpe italicovaloriale, nata dal soffio spirituale del beato Di Pietro, non si mischi con altre genti. Anche l'Onu avrebbe stabilito che l'invasore Piddemocratico non può e non deve fagocitare il popolo dalle mani pulite. Non sia gruppo unico, è scritto nelle tavole, costi quel che costi. E se la sacra divisione dovesse costare l'ira di Dio, ben sia. Certo è che, nel caso della nascita di due gruppi parlamentari (Pd e Italia dei Valori), la divisione delle...acque...costerà proprio l'iradiddio.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>Si legge oggi su Il Giornale</strong>: <em>«Quarantatré parlamentari non possono essere semplicemente annessi», tuona Di Pietro. Che è stato lesto a farsi due conti: con i suoi eletti a Camera (29) e Senato (14), oltre ai 20 milioni di finanziamento pubblico che affluiranno in cinque anni nelle sue casse, ne arriveranno altri cinque (uno all’anno) se costituirà gruppi autonomi, cui vanno aggiunti i contributi per il personale, almeno una ventina di persone; un segretario di presidenza (con relative prebende, staff pagato e benefit, a cominciare dai 4mila euro di indennità in più per il fortunato); più un proprio capogruppo e un rappresentante in ogni commissione. Oltre alla richiesta, già sul piatto, di ottenere la presidenza di almeno uno degli organismi di controllo che verranno assegnati all’opposizione..</em></p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Ma questo, beninteso, è per il rispetto del voto degli elettori. Per la tutela dei valori e delle idee. Sia mai che qualcuno ha pensato altro. Se poi vi chiedete su chi peserà il costo del peccato originale, la risposta è ormai la solita. Come sempre al povero nostrano adamo, che ha dato una costola per avere Eva, e poi, in cambio di una misera mela e tante promesse, c'ha rimesso pure il Paradiso. Vi ricorda nulla?</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="color:#993300;"><strong>Alcebrando</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come ti rispetto le promesse elettorali: PD e Idv già divisi!]]></title>
<link>http://morirempecorenere.wordpress.com/?p=455</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 13:52:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>giafai</dc:creator>
<guid>http://morirempecorenere.it.wordpress.com/2008/04/17/come-ti-rispetto-le-promesse-elettorali-pd-e-idv-gia-divisi/</guid>
<description><![CDATA[Ma non avevano detto in campagna elettorale che i due partiti, PD e Idv, sarebbero confluiti in un u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ma non avevano detto in campagna elettorale che i due partiti, PD e Idv, sarebbero confluiti in un unico gruppo parlamentare all'indomani delle elezioni? Bene, cominciamo proprio bene: <a title="Parlamento, verso due gruppi separati Pd e Italia dei Valori" href="http://www.unita.it/view.asp?idContent=74740" target="_blank">Parlamento, verso due gruppi separati Pd e Italia dei Valori</a>. Non gli è proprio connaturato rispettare le promesse fatte in campagna elettorale, eh?</p>
<p>Dicevano che questa era un'alleanza elettorale in vista di confluire in un unico partito, il PD, appunto. E oggi, alla luce del risultato elettorale, Idv alza il tiro, com'era da attendersi.</p>
<p>Per fortuna che gli Italiani hanno scarsa memoria e si son rassegnati a veder stravolta ogni promessa della campagna elettorale. In ogni caso, complimenti a Italia dei Valori e a PD per la grande coerenza che dimostrano anche sotto questo profilo. Non oso pensare se avessero vinto cosa ne sarebbe stato del programma... forse avrebbe fatto la stessa fine che ha fatto il programma dell'Unione e che faranno le promesse del nano?</p>
<p>La cosa che fa incazzare di più è il candore con cui si dimenticano (e ci dimentichiamo, noi elettori!) di quel che han detto il giorno prima.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Più liste per tutti]]></title>
<link>http://uomonuovo.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 11:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>uomonuovo</dc:creator>
<guid>http://uomonuovo.it.wordpress.com/2008/02/16/piu-liste-per-tutti/</guid>
<description><![CDATA[Si avvicina il termine per la presentazione delle liste, e il Governo ha ritoccato il decreto legge ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina il termine per la presentazione delle liste, e il Governo ha <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=38379">ritoccato</a> il decreto legge approvato il giorno precedente con una nuova regoletta che riguarda la raccolta delle firme:</p>
<blockquote><p><i> E’ stata, in particolare, approvata una nuova redazione dell’articolo 4 di tale decreto, stabilendo, esclusivamente per le elezioni politiche di quest’anno, che nessuna sottoscrizione venga chiesta per le liste rappresentative di partiti o gruppi politici presenti in una delle due Camere con almeno due componenti di essa, ovvero presenti con due componenti al Parlamento europeo, alla data di entrata in vigore del decreto-legge.</i></p></blockquote>
<p>Questo vuol dire che c'è tempo, fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per creare dal nulla tanti piccoli gruppi parlamentari, e relative liste, esenti dalla sottoscrizione.</p>
<p>Uau! Tanti nuovi spazi per tanti uomini nuovi!</p>
]]></content:encoded>
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