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	<title>guerra-al-terrore &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/guerra-al-terrore/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "guerra-al-terrore"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 23:44:12 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Bush, la guerra e le bugie]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 08:19:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Amministrazione Bush li aveva liquidati affermando che non valeva nemmeno la pena di perdere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'Amministrazione Bush li aveva liquidati affermando che non valeva nemmeno la pena di perdere tempo con loro, ma adesso che l'ex addetto stampa di George W Bush, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Scott_McClellan" target="_blank">Scott McClellan</a>, ha scritto un libro di memorie in cui conferma che sulla guerra in Iraq è stata pianificata e perseguita una <a href="http://www.nytimes.com/2008/05/30/washington/30scottcnd.html?em&#38;ex=1212292800&#38;en=273f4828134d7ce5&#38;ei=5087%0A" target="_blank">strategia basata su un gran numero di menzogne ripetute sistematicamente</a>, si prendono la loro rivincita.</p>
<p><img style="vertical-align:middle;margin:5px 2px;" src="http://www.publicintegrity.org/WarCard/Images/TDC/project/header_photo_bushranch.jpg" alt="" width="586" height="125" /></p>
<p>Loro sono i creatori e animatori del <a href="http://www.publicintegrity.org/default.aspx" target="_blank">Center for Public Integrity</a>, giornalisti investigativi impegnati a raccontare anche le verità scomode su cui alle volte persino i media americani <em>mainstream</em> chiudono più o meno consapevolmente un occhio o tutti e due.</p>
<p><img class="alignleft" style="float:left;margin:5px;" src="http://www.publicintegrity.org/WarCard/Images/Quotes/CPI_Iraq_quotes9.jpg" alt="" width="342" height="126" /></p>
<p>Ben prima che McClellan decidesse di togliere il velo dalla vergognosa "politica" di cui è stato a lungo complice avevano già additato  in un loro progetto speciale intitolato "<a href="http://www.publicintegrity.org/WarCard/Default.aspx?src=project_home&#38;context=overview&#38;id=945" target="_blank">The war card - orchestrated deception on the path to war</a>" ben 935 bugie pronunciate pubblicamente da George W Bush e dai suoi più stretti collaboratori nei due anni successivi all'11 settembre 2001 (il database è consultabile pubblicamente).</p>
<p>E' la mia risposta a chi stupidamente bolla di "antiamericanismo" chi contesta Bush e le sue bugie: è senza dubbio America anche questa, e io la preferisco indubbiamente a quella demagogica che fa leva sulle bugie e sulle paure della gente.</p>
<p>Quella che slealmente usa armi di distr<strong>a</strong>zione di massa che permettono di occultare il business già pianificato.</p>
<p><strong>POST SCRIPTUM</strong>: Proprio oggi ben <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/2052801/Cluster-bombs-International-ban-to-be-agreed.html" target="_blank">111 paesi hanno firmato a Dublino un trattato per la messa al bando delle cluster-bombs</a>, le bombe a grappolo che seminano la morte tra la popolazione civile anche per molti anni dopo la fine dei conflitti. L'America che piace a me si è battuta invano perché quel trattato fosse firmato anche dall'America che comanda, ma purtroppo nel lungo elenco di firmatari brillano per la loro assenza proprio gli Stati Uniti, insieme a Russia, Cina Israele, India e Pakistan, che figurano tra i principali produttori al mondo. A chi non sapesse che cosa sono le cluster bombs raccomando la lettura del <a href="http://www.ibs.it/code/9788807816062/strada-gino/pappagalli-verdi-cronache.html" target="_blank">libro di Gino Strada "Pappagalli verdi".</a></p>
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<title><![CDATA[Solo l'acqua è innocente]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:23:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi Amnesty International ha pubblicato online un video (lo trovate nella colonna a destra) sulla t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Amnesty International ha pubblicato online un video (lo trovate nella colonna a destra) sulla tecnica  di tortura chiamata waterboarding, di cui avevo parlato nel post in cui qualche giorno ripubblicavo un mio articolo scritto per la rivista di Emergency (<a href="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2008/04/03/i-medici-di-guantanamo-tra-divisa-e-camice-bianco/" target="_blank">I medici di Guantanamo tra divisa e camice bianco</a>).<br />
Nel frattempo George W. Bush, a capo di quella che molti considerano la più grande democrazia del mondo, ha ufficialmente dichiarato quello che si sapeva da un pezzo, ma solo ufficiosamente: che l'adozione di questi metodi barbari di tortura è stata fin da subito approvata dalle altissime sfere dell'Amministrazione USA.</p>
<p>Il video è pubblicato <a href="http://www.unsubscribe-me.org/" target="_blank">nel sito della campagna "Un-subscribe me"</a>, che Amnesty International ha lanciato tempo fa contro l'uso di questi sistemi inumani nella cosiddetta "Guerra al Terrore".</p>
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<title><![CDATA[A Bucarest ha vinto il perdente]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/?p=215</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 08:03:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Secondo alcuni commentatori, in particolare russi, Mosca avrebbe “perso” il vertice NATO di B]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/03/bucarest.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-98" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2008/03/bucarest.jpg" alt="" width="88" height="96" /></a> </p>
<p>Secondo alcuni commentatori, in particolare russi, Mosca avrebbe “perso” il vertice NATO di Bucarest. In effetti, la delegazione statunitense non ha concesso nulla alla Russia. L’ingresso di Georgia ed Ucraina nel processo di adesione alla NATO (Membership Action Plan) è stato solo rinviato, al prossimo dicembre, mentre il successo più evidente della diplomazia a stelle e strisce parrebbe consistere nell’aver convinto gli altri Paesi membri della NATO a costituire un sistema di raccordo con lo scudo antimissile che gli Stati Uniti vogliono installare in Polonia e Repubblica Ceca, estendendo la protezione di tale strumento a tutto il territorio NATO, anche quello che l’originale progetto statunitense avrebbe lasciato scoperto. I risultati del relativo studio di fattibilità dovrebbero essere presentati al prossimo vertice in programma nell’aprile 2009, che celebrerà anche il sessantesimo della nascita dell’Alleanza Atlantica.<br />
La Russia, attraverso le parole del ministro degli esteri Sergej Lavrov, rimane convinta del fatto che la NATO non dovrebbe garantirsi la sicurezza a spese di quella altrui e si è detta pronta ad affrontare vari scenari promettendo una risposta “pragmatica” (neanche tanto velata allusione al sostegno di un’eventuale dichiarazione d’indipendenza dalla Georgia delle repubbliche secessioniste di Abkhazia ed Ossezia del Sud).<br />
Dato però l’evidente scontento della parte russa, è stato lo stesso presidente Putin - al suo ultimo discorso importante prima di cedere il testimone al neoeletto Medvedev – a voler fare qualcosa per controbilanciare la situazione, avanzando alcune concrete proposte sulle future relazioni fra i due interlocutori. Il senso di tutto questo è probabilmente da cercare sui monti impervi del lontano Afghanistan, dove la NATO – a detta di tanti (fra cui Paddy Ashdown, ex-leader del Partito Liberal Democratico britannico e già rappresentante dell’Unione Europa in Bosnia) – è ad un passo dal perdere il controllo della situazione.<br />
La Russia, <strong><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/03/25/nato-niet-nato-da/">come avevamo anticipato alcuni giorni fà</a></strong>, ha gettato una corda alla quale l’Alleanza Atlantica si è aggrappata fingendo di non accorgersi di nulla: si tratta dell’accordo che autorizza il transito attraverso il territorio della stessa Russia (e di Kazakhistan ed Uzbekistan) di approvvigionamenti alimentari e di “alcuni tipi di equipaggiamento militare non letale” diretti ai contingenti ISAF in Afghanistan. Il fatto che la Russia si sia mossa in sintonia con e per conto degli altri Paesi membri della Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva (OTSC, che comprende anche Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan) ha implicazioni rilevanti, non soltanto relative a ragioni geografiche. Lavrov a tal proposito ha dichiarato: “Se fingiamo di offenderci e blocchiamo il transito, (…) l’unico risultato sarà che in assenza di un fattore limitante tutti questi trafficanti di droga e terroristi si sentiranno più liberi di agire in Asia Centrale ed in Russia”.<br />
Ma c’è anche di più. L’ambasciatore russo a Kabul, Zamir Kabulov, ha sottolineato che più a lungo la NATO rimarrà in Afghanistan, peggio sarà per essa. E che la Russia non la lascerà uscire finché non avrà risolto i problemi che ha creato, fra cui la crescita incontrollata del traffico di droga. Vale a dire che la Russia fornirà tutto il supporto logistico necessario alla NATO perché essa possa svenarsi in Afghanistan.<br />
Premesso che è ancora tutta da verificare la propensione del nuovo governo pakistano ad essere un alleato fedele nella “Guerra al Terrore”, l’accordo sul transito fornisce alla Russia un ruolo nelle operazioni NATO che è destinato a diventare vitale qualora il passaggio attraverso il Pakistan – nella misura in cui si svolge oggi, più del 70% del totale – divenga insostenibile. Segnali in tal senso giungono dalle ultime azioni dei Talebani, giunti ormai a prendere di mira la postazione di Torkham sul confine tra Afghanistan e Pakistan, principale punto di ingresso per i rifornimenti alle forze NATO, dove il 20 marzo u.s. sono state fatte esplodere quaranta autocisterne di carburante. Da ultimo ma non ultimo vi è l’aspetto economico, un vero e proprio salasso per le sempre più sconnesse finanze statunitensi (100 milioni di dollari al giorno ovverosia 36 miliardi l’anno, 127 già spesi dal 2001 a questa parte).<br />
Se sono rose, fioriranno.</p>
]]></content:encoded>
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