<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>guerra-del-golfo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/guerra-del-golfo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "guerra-del-golfo"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 00:48:37 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[La Terza Bomba Atomica in Iraq?]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/2008/10/09/la-terza-bomba-atomica-in-iraq/</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 15:42:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
<guid>http://paz83.it.wordpress.com/2008/10/09/la-terza-bomba-atomica-in-iraq/</guid>
<description><![CDATA[Da Blogosfere apprendo questa storia. C’è un uomo, un veterano, uno di quelli reduci dalla Guerra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">Da </font></span><a href="http://vistidalontano.blogosfere.it/2008/10/uno-scoop-di-maurizio-torrealta-e-rainews24-a-bassora-lanciata-la-terza-bomba-atomica-della-storia.html" target="_blank"><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">Blogosfere</font></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2"> apprendo questa storia.</font></span><a href="http://paz83.files.wordpress.com/2008/10/uranio.jpg"><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2"><img title="uranio" style="display:inline;margin-left:0;margin-right:0;border-width:0;" height="223" alt="uranio" src="http://paz83.files.wordpress.com/2008/10/uranio-thumb.jpg" width="178" align="left" border="0" /></font></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2"> C’è un uomo, un veterano, uno di quelli reduci dalla Guerra del Golfo, uno dei tanti che vive il dramma dei traumi post bellici. Si chiama Jim Brown. E sostiene che nel 1991 in <strong>Iraq</strong>, nei pressi di <strong>Basra</strong>, al confine con l'Iran, gli Stati Uniti abbiano lanciato una bomba (predisposta per penetrare nel terreno, non in aria) atomica (di piccole dimensioni) della portata di 5 kilotoni. Nell’inchiesta di </font></span><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaAutore?id_autore=260822" target="_blank"><strong><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">Maurizio Torrealta</font></span></strong></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">, disponibile già per essere </font></span><a href="http://www.rainews24.it/ran24/clips/video/download.asp?file=08102008_terzabomba_ITA.wmv" target="_blank"><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">scaricata</font></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2"> e per la visione </font></span><a href="http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/08102008_bomba/video_ITA.asp" target="_blank"><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">online</font></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">, e che andrà in onda su <strong><a href="http://www.rainews24.rai.it/" target="_blank">rainews24</a></strong> questa sera, si cerca di capire “<strong>se, come e perché</strong> sia stato possibile che l’esercito Americano abbia sganciato questo ordigno” che sarebbe, nell’eventualità che…, il terzo usato in uno scontro bellico. Non devo ricordare quali furono i primi due. Ovviamente, almeno per ora, le parole di Brown non sono sostenute da prove concrete, ma da “coincidenze” per lo meno strane. Per altro in un punto dell’intervista ritiene “possibile” che l’uso di questo ordigno sia avvenuto anche nel secondo conflitto del golfo. La certezza però, inoppugnabile, è lo sdoganamento, a partire dalla prima guerra del golfo, delle <strong>armi all’uranio impoverito</strong> e </font></span><a href="http://images.google.it/images?hl=it&#38;q=effetti+uranio+impoverito&#38;btnG=Cerca+immagini&#38;gbv=2" target="_blank"><strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">i loro effetti</font></span></span></strong></a><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">. Anche un semplice proiettile trattato con l’uranio rilascia percentuali radioattive per centinaia di anni. Figuriamoci se ad essere riversate su un’unica zona, uno stato, una città ad esempio, sono tonnellate di proiettili e bombe all’uranio e all’uranio impoverito. Ne otterremo una contaminazione del terreno e delle falde acquifere quantomeno. Le ricadute sulla salute pubblica sono inevitabili, e ancora più drammatiche in un paese ridotto allo stremo da anni di embargo, dittatura ed in fine distruzione quasi totale ad opera di due guerre.</font></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;font-family:arial;"><font size="2">Viene per altro evidenziato nel servizio l’aumento notevole (nelle zone dove sarebbe avvenuto il fatto) di casi che riportano forme tumorali, talvolta sproporzionate, anche in fasce di età che normalmente non dovrebbero essere soggette a questi rischi. Gli <strong>Stati uniti</strong>, come riportato nel servizio, sostengono l’esclusivo utilizzo di armi convenzionali (peccato per l’uranio impoverito sdoganato qualche minuto prima dell’inizio del conflitto probabilmente). Maurizio Torrealta sostiene che, in questi casi, nel dubbio della verità, è sempre comunque meglio parlarne. Il resto si vedrà, forse un giorno.</font></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La terza bomba nucleare]]></title>
<link>http://ecultic.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 14:40:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>ecultic</dc:creator>
<guid>http://ecultic.it.wordpress.com/2008/10/09/la-terza-bomba-nucleare/</guid>
<description><![CDATA[2 Agosto 1990 Saddham Hussein invade il Kuwait
16 Gennaio 1991 pres. George Bush annuncia al mondo c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>2 Agosto 1990 Saddham Hussein invade il Kuwait</p>
<p>16 Gennaio 1991 pres. George Bush annuncia al mondo che è iniziata Desert Storm, conosciuta ovvero come la Guerra del Golfo.</p>
<p>Della guerra, tutti ne sanno l'esito. Quello che nessuno, ma proprio nessuno sa, è che fu sganciata, uno degli ultimi giorni di conflitto, una bomba atomica, potenza 5 kilotoni. Piccola, rispetto a quella di Hiroshima - 18 - e Nagasaki - 22. Ma effettiva, con uno strascico di radiazioni.</p>
<p>L'inchiesta è partita da un giornalista canadese, famoso per i suoi contatti con i veterani dell'esercito USA. E uno di questi, Jim Brown, ha rilasciato una notizia sconvolgente. Che è rimbalzata sulla stampa mondiale, e di cui RaiNews ne ha fatta una piccola inchiesta, grazie al giornalista Torralta.</p>
<p>Ora è ovvio pensare che una nazione, specialmente gli USA famosi per l'arroganza planetaria, che usi una bomba atomica di nascosto sia una nazione di cui non ci si possa fidare in nessun modo. Come si dice dall'inchiesta, ora è un momento in cui non c'è ancora la prova schiacciante. C'è solo un numero di "coincidenze" che verificano, forse parzialmente, ciò che è stato detto dal veterano. Il quale afferma che un'altra bomba di eguale potenza è stata sganciata in Afghanistan, qualche anno addietro.</p>
<p>E se gli USA si mettono a sganciare nucleari, chi le nucleari (loro) le ha, come noi in Italia, come saremo visti dal mondo intero?</p>
<p><a href="http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/08102008_bomba/video_ITA.asp" target="_blank">Clicca qui per vedere l'inchiesta</a></p>
<p>Peacereporter ne ha costruito un articolo, <a href="http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&#38;idart=12380" target="_blank">clicca qui</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hipocresia de trinchera ]]></title>
<link>http://algoenquecreer.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 23:36:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>xuanfryn</dc:creator>
<guid>http://algoenquecreer.it.wordpress.com/2008/09/28/hipocresia-de-trinchera/</guid>
<description><![CDATA[
No todo está perdido…
Eso pensé mientras el último pendón bailaba al son del viento de ponien]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&#62;  Normal 0   21   false false false  ES X-NONE X-NONE              MicrosoftInternetExplorer4              &#60;![endif]--><!--[if gte mso 9]&#62;                                                                                                                                            &#60;![endif]--></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte mso 9]&#62;  &#60;![endif]-->No todo está perdido…</p>
<p class="MsoNormal">Eso pensé mientras el último pendón bailaba al son del viento de poniente, que barría el yermo campo de batalla, cuerpos de hermanos hijos y padres se esparcían como una macabra alfombra con rostros humanos, la sangre aun cálida las heridas aun abiertas, y el eco de las voces aun resonantes en la lejanía, pronto llegaría la lluvia…</p>
<p class="MsoNormal">Las bestias salvajes no tardarían en dar cuenta de las carcasas de esas pobres almas que murieron cegados por la ira, que cargaron con el odio en sus armas, que atravesaron armaduras como papel, que sesgaron vidas como trigo convencidos de que hacían un bien mayor, merecían morir.</p>
<p class="MsoNormal">Quien no merece morir, quien merece vivir ¿acaso esa potestad esta en tu juicio? Sin embargo si en tus manos.</p>
<p class="MsoNormal">Acaso tú mereces vivir, tenias razón, tu dios es el verdadero, tu patria es la soberana, es tuyo ese petróleo, eres un liberador… ¿Cuál es tu motivo para matar?</p>
<p class="MsoNormal">No todo está perdido pienso a veces, cuando el raciocinio acude a mi cabeza y comprendo lo absurdo de la misma pero para entonces desenvaino la espada y la hundo en el pecho de otro inocente más, quizás me engaño…</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Las Crónicas de Girku: Anton Parks]]></title>
<link>http://trinityatierra.wordpress.com/?p=1300</link>
<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 08:22:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>trinityatierra</dc:creator>
<guid>http://trinityatierra.it.wordpress.com/2008/08/10/las-cronicas-de-girku-anton-parks/</guid>
<description><![CDATA[ Estimados lectores del blog,
Ya sabéis que estoy profundamente orgullosa de mis lectores y colabo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"> Estimados lectores del blog,<br />
Ya sabéis que estoy profundamente orgullosa de mis lectores y colaboradores por la forma activa en la que participan, la calidad de sus comentarios y de sus reflexiones.
</p>
<p style="text-align:justify;">Aquí tenemos un ejemplo más. Nuestra lectora y forera ocasional Luna Azul nos envía su traducción, de gran calidad de Las Crónicas de Girku. Esta es la primera parte y ella advierte que quizás no se trata de la más fácil de leer o la más interesante. Nos irá enviando el material a medida que lo vaya traduciendo. Todo un lujo, desde luego.</p>
<p style="text-align:justify;">Sin duda es un placer leer su traducción del francés de este libro que nos ofrece aquí a todos generosamente.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>¡Muchas Gracias Luna Azul!</strong></p>
<p><strong>Trinity</strong></p>
<p><!--more--><br />
<strong>Autor: Anton Parks</strong></p>
<p><strong>LAS CRONICAS DEL GIRKU<br />
Volumen 1<br />
EL SECRETO DE LAS ESTRELLAS OSCURAS<br />
A la memoria de Mamítu-Nammu,</strong></p>
<p><strong>Reina del Trono y gran planificadora de Uraš</strong></p>
<p><strong>NOTA DEL EDITOR</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Este libro nos llega de otro mundo. Nos sumerge en una dimensión universal, cósmica, que siempre nos ha sido presentada como ficción, mitos y leyendas. Lo que nos ha cortado de la creación y de su creador.<br />
Tanto como encontramos ridícula la ignorancia o la mofa de los "sabios" del siglo XV afirmando que la Tierra era plana mientras que algunos altos iniciados de las sectas y sociedades secretas a través del mundo sabían desde siempre que era redonda y que el sol no giraba alrededor de la Tierra.<br />
Los Mayas, Incas, Dogons y otras varias sociedades antiguas consideradas "salvajes" lo sabían y poseían hasta una cartografía del cielo detallada y "l´Horus-cope" de los 12 signos y casas del zodiaco con Horus, el sol, en su centro, sobre una cruz.
</p>
<p style="text-align:justify;">Entonces, ¿cómo calificar la ignorancia o mejor aún la arrogancia y la pretensión de aquellos que en el siglo XXI afirman todavía que estamos solos en el universo y que los humanoïdes de la Tierra son las únicas criaturas inteligentes que Dios ha creado?. El autor va más lejos que todo aquello que nos ha sido revelado hasta la fecha sobre las diferentes constelaciones y varias calañas que las pueblan.</p>
<p style="text-align:justify;">El autor se muestra como un precursor de la descodificación lingüística del lenguaje presumerio que él nos desvela después de largas búsquedas. Pero raramente visto o leído, es el estilo en el que Anton Parks nos cuenta su historia... de saurios y reptiles. Un sistema de vida interdimensional que se parece al nuestro con unos personajes que viven las mismas emociones, deseos y conflictos a los nuestros.</p>
<p style="text-align:justify;">Es importante desmitificar la presencia de estas calañas que existen en el universo desde hace eones y que en nuestra tierra se presentan a nosotros bajo la manifestación de lagartos, serpientes, salamandras, peces, pájaros, con excepción, en el reino del mar, de los mamiferos como los delfines y ballenas que amamantan a sus crías en el agua. Encontramos vegetarianos y carnívoros en todas las especies, incluídos los humanos y las plantas.</p>
<p style="text-align:justify;">Las EDICIONES NENKI se siente orgullosa de ofrecerles llaves que les abrirán las puertas de la historia prohibida a la civilización, de sus costumbres, creencias, religiones y sobre todo de sus fuentes. La verdad libera, ¡cualquiera que ella sea!<br />
Un relato apasionado que le transportará a través de otras dimensiones del tiempo y del espacio. En el tomo 2, Vd conocerá los acontecimientos terrestres que han creado el mundo o la matriz social de hoy, la llegada de los lagartos a la tierra y las guerras que se han perseguido entre ellos, desde entonces hasta nuestros días...
</p>
<p style="text-align:justify;">Amistades, Nenki.</p>
<p style="text-align:justify;">"Conozco vuestra mansión en el Tiaou (el mundo inferior)... yo conozco Vuestros nombres, vuestras cuevas, vuestros secretos. Yo conozco aquello de lo que Vd. Vive... Yo os llamo por vuestros nombres".</p>
<p style="text-align:justify;">-Extr. Del libro de las Cavernas de los Antiguos Egipcios, Sección 1</p>
<p style="text-align:justify;">"Os conozco, ¡ oh, dioses!, conozco vuestros nombres, conozco vuestras formas que nadie conoce. He aquí que yo me vuelvo dios entre ustedes y que soy coronado dios entre los Hombres".</p>
<p style="text-align:justify;">-El Libro de los Muertos de los Antiguos Egipcios, capítulo 79, 5-6</p>
<p style="text-align:justify;">"Como la seguridad mejora y permite nuevas excavaciones, la evidencia podría aparecer que sociedades adelantadas existían en esta región [Irak] mucho antes de lo que habíamos pensado anteriormente... No hay duda de que una decena de búsquedas en Irak permitiría  reescribir los libros de arqueología...hay simplemente una cantidad fenomenal de historia en ése país y mucho queda todavía por descubrir. Pero con el tiempo, éste será el caso y tendremos que volver a pensar totalmente lo que sabemos".</p>
<p style="text-align:justify;">-Dr John Russel, arqueólogo y profesor de arqueología En el Massachussetts College of Art de Boston.<br />
Irak, el 4 de marzo de 2004 (Reuters)
</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NOTA DEL AUTOR</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Voluntariamente he colocado las notas de esta obra al pié de página. Esas anotaciones son importantes en el sentido de que les aportarán informaciones determinantes para la buena comprensión de su lectura. Colocarlas al final de cada capítulo o al final de la obra habría creado una aburrida solicitud por su parte y sobre todo les habría impedido disponer de toda la visión necesaria de la que van a necesitar para asimilar la ideología compleja de los "dioses". Vds. tienen así a la vista y,  en consecuencia, la posibilidad de leer estas crónicas de muchas maneras diferentes.</p>
<p style="text-align:justify;">Algunas notas son a veces bastante largas, pero les aconsejo leerlas atentamente, pués nada ha sido anotado al azar. Asímismo, los trabajos de transcripcion y de traducción efectuados muy frecuentemente gracias al silabario súmero-assyro-babilónico podrán alguna vez paracerles ingratos, pero me ha parecido importante ser preciso dado que el código lingüistico de los "dioses" les es desvelado por primera vez. Con la intención de hacer su lectura lo más cómoda posible, me ha parecido igualmente necesario colocar entre paréntesis las definiciones de numerosas palabras de la lengua de los "dioses" empleadas a lo largo del relato. Sin embargo cuando un término se repite varias veces en un párrafo o en una misma página, las definiciones entre paréntesis desaparecen. Si Vds. lo desean, pueden remitirse al lexico al final de la obra.</p>
<p style="text-align:justify;">Soy consciente del alcance de las informaciones compiladas en esta serie y el hecho de que éstas corren el riesgo de perturbar mucho numerosas ideas preconcebidas concernientes al Antiguo Oriente y más particularmente a la Historia mundial de la evolución. Queridos lectores, Vds. serán los únicos jueces. Pienso procurarles, con la ayuda de estas crónicas, la dimensión necesaria para la justa comprensión ideológica y secreta del "Bestiario Celeste", es decir de los "dioses" de la tierra.</p>
<p><strong>CONTENIDO</strong></p>
<p><strong>Nota del autor</strong></p>
<p>Introducción de las crónicas<br />
1- La batalla del pasado...................................................................<br />
2- Dividir para reinar mejor...............................................................<br />
3- Civilización bajo control oculto.......................................................<br />
4- El lenguaje de las Estrellas y el código de los "Angeles" rebeldes.........</p>
<p>Primera parte - El heredero de los U šumgal<br />
1- La creación de Sa´am..................................................................<br />
2- Nalulkára y su Abzu....................................................................<br />
3- Unulahgal, la capital de Nalulkára y sus hacedoras de vida.................<br />
4- Los Ušumgal autorizan la creación de los Annuna.............................<br />
5- Ninmah, la gran sacerdotisa de Nalulkára.......................................<br />
6- Mamitu-Nammu, la gran planificadora de Uraš.................................</p>
<p>Segunda parte - La Génesis de los Nungal y Anunna<br />
1- La creación de los Nungal............................................................<br />
2- La confrontación con Abzu-Abba...................................................<br />
3- Mamitu y Saám..........................................................................<br />
4- La maestra y su alumno...............................................................<br />
5- Los herederos del Abzu...............................................................<br />
6- La prueba de fuego de l´Aš...........................................................<br />
7- El secreto de las Amašutum y el sentido de la araña..........................<br />
8- Un "sangre-mezclada" embarazoso................................................<br />
9- La confección del Mardukù y sus cincuenta ME................................<br />
10- Viaje a través de una Puerta de las Estrellas...................................<br />
11- Los Anunna del Dukù..................................................................<br />
12- La firma del Mardukù..................................................................<br />
13- El tiempo del desarrollo de los cereales y del ganado........................<br />
14- El funesto proyecto de An............................................................<br />
Tercera parte - Revelaciones y hostilidades<br />
1- Primeras tensiones....................................................................<br />
2- En el corazón de las dimensiones: La naturaleza de los KUR y KI<br />
Gina´abul.................................................................................<br />
3- Los reflejos de una guerra terrible..................................................<br />
4- Un sexo para convertirse en rey....................................................<br />
5- La intronización divina.................................................................<br />
6- La unión sagrada con la Diosa-Madre.............................................<br />
7- El secreto del Ub šu´ukkinna.........................................................<br />
8- Desórdenes y desacuerdos en la Asamblea Divina............................<br />
9- La caída...................................................................................</p>
<p>Léxico Gina´abul-sumerio............................................................................... Bibliografía......................................................................................</p>
<p><strong>INTRODUCCION</strong></p>
<p><strong>De las crónicas</strong></p>
<p><strong>1</strong> <strong>La Batalla del Pasado</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La cultura mesopotámica trae sus orígenes de la más antigua civilización humana de la cual poseémos algunos vestigios. Situada entre el Tigris y el Eufrates,  Mesopotamia ha conocido un desarrollo político, económico, cultural y tecnológico que influenció considerablemente la evolución de las actividades humanas. En efecto, Mesopotamia, a menudo calificada de "cuna de la civilización" por numerosos expertos (tales como Samuel Noah Kramer, Thorkild Jacobsen...) es la región del mundo dónde nació la agricultura, dónde han aparecido las primeras ciudades y dónde quedan los más antiguos escritos  sobre el planeta.</p>
<p style="text-align:justify;">Los Sumerios, Akkadios y Babilonios han producido una amplia colección de tablas de arcilla cocida sobre las cuales han sido consignados a la vez los acontecimientos más sencillos de su vida cotidiana, como la construcción de sus ciudades, sus gigantescos trabajos de irrigación, sus códigos sociales, su astronomía y matemáticas... hasta relatos de la Creación. La particularidad de los pueblos del Oriente Antiguo es la de haber estado en contacto directo y prolongado con los "dioses" de las leyendas de la Tierra, es por lo que sus innombrables tablas de arcilla y epígrafos rebosan de descripciones insólitas y elementos atípicos. Las inscripciones sobre arcilla de la civilización de Mesopotamia reúnen los relatos históricos escritos y compilados a partir de diferentes tradiciones orales transmitidas de generación en generación y esto sobre millones de años.</p>
<p style="text-align:justify;">Un buen número de historiadores y arqueólogos consideran algunos de esos documentos como puras leyendas porque contienen, a sus ojos, numerosos elementos fantásticos. Por lo tanto, la ciencia oficial es llevada a una enigma notable, pués cuanto más se excava en esa región, más se descubre que las culturas eran muy avanzadas.</p>
<p style="text-align:justify;">Como prueba, podemos citar el pueblo de Jerf El-Ahmar descubierto en 1995 sobre el margen sirio del Eufrates. Es oficialmente el pueblo más antiguo del mundo habitado por agricultores, hace ya 11 000 años de esto. <strong>Jerf El-Ahmar</strong> está compuesto por una decena de pueblos superpuestos los unos sobre los otros. El equipo arqueológico franco-sirio ha acumulado descubrimientos que vuelven a poner en cuestión el mundo neolítico. Entre los numerosos hallazgos de Jerf, citaremos el descubrimiento de piedras grabadas bajo forma de pictogramas, siendo las más antiguas, hasta ahora, datadas de 5000 años AC en la misma región(1).</p>
<p style="text-align:justify;">Podemos también añadir el sitio de <strong>Halula</strong>, implantado en el otro margen del Eufrates, este pueblo fue construido hace 10800 años al pié del más antiguo muro ciclópeo del mundo(1).. O aún el el sitio de <strong>Abu-Sharain</strong>, de su antiguo nombre <strong>Eridu</strong> - la ciudad santa de la divinidad sumeria Enki-Ea - considerada por las tablas como la más antigua ciudad de los "dioses". La excavaciones intensas efectuadas entre 1946 y 1949, han revelado 19 niveles de ocupación ejecutados sobre varios milenios, así como una superposición expectacular de 18 santuarios, caso totalmente único en los anales de la arqueología(2).</p>
<p style="text-align:justify;">Los mitos forman una parte integrante de la creencia popular de cada pueblo. Progresivamente enraizados en las diferentes culturas religiosas, estos participan en la formación de la vida social de cada nación o país.. El eminente especialista mundial de la civilización mesopotámica, Samuel Noah Kramer, había él mismo observado este hecho así como la extraña relación que entretuvieron los Sumerios con sus "dioses": «El delicado problema del libre albedrío, esta embarazosa cuestión, difícil de delimitar y que ha desconcertado a los pensadores occidentales, no parece haber rozado a los Sumerios.</p>
<p style="text-align:justify;">Convencidos de que no habían sido engendrados más que para servir de esclavos a los dioses, ellos se inclinaban a las voluntad de éstos, aún cuando resultaran inexplicables o injustificables. Los Sumerios constataban que la maldad, la bajeza, las calamidades y las penas de los Hombres habían sido introducidas en este bajo mundo por los dioses, pero no se interrogaban sobre el lado excéntrico o caprichoso de estos seres divinos. El legado del Hombre era el de sufrir... Tal Job cargado con un fardo inmerecido, el Sumerio estaba educado en la idea de que no debía quejarse, sublevarse ante infortunios incomprensibles; se tenía que persuadir que no era más que un ser depravado pués, según la palabra de un sabio: «Jamás mujer había parido un niño sin pecado original»...»(3)</p>
<p style="text-align:justify;">De hecho, la ideología comtemporánea no ha cambiado mucho, aunque los pueblos de la Tierra no sirven ya a "dioses", sino a un sistema de desigualdad implacable edificado a partir de una religión monoteísta. En el seno mismo de los creacionistas cristianos, el discurso es a la vez seguro y constante : "La fé del cristiano no debe reposar en la ciencia. El testimonio de la Biblia es la verdadera base de la fé cristiana...</p>
<p style="text-align:justify;">La Biblia es un conjunto de libros; el rechazo de un elemento pone todo el conjunto en cuestión. O bien la Biblia es la palabra de Dios, verídica y digna de confianza en lo que concierne a todos sus relatos, o bien ésta es solmente literatura pía. La Biblia ella misma, no deja ninguna duda sobre esta cuestión. El apostol Pablo escribe que «toda escritura está inspirada por Dios y útil para enseñar, para convencer, para corregir, para instruir en la justicia» (2Tim. 3,16)» 1 Yo no pongo en cuestión la existencia de una entidad universal o fuente original que podamos asemejar con Dios, pero tengo a subrayar el hecho de que, frente a las severas disparidades y divergencias repetidas en los textos bíblicos, sería bastante imprudente afirmar que ¡ todo el contenido de la Biblia es la verdad!</p>
<p style="text-align:justify;">Los Mesopotámicos han dejado una huella profunda e indeleble en la Biblia y el conjunto de la cultura judeo-cristiana. El descubrimiento en Mesopotamia de tablas con fecha de 3500 a 5000 años (fecha de redacción), muestran con toda evidencia que el Antiguo Testamento de la Biblia de Jerusalem no es más que una adaptación de escritos anteriores. El desentierro de tablas sumerias y babilónicas no produjo tan sólo sensación, en 1975, época en que fue descubierto grabado en arcilla el nombre de URU-SA-LIM / Urusalimu (litt. «el techo del favor divino» = Jerusalem), pero ya varias decenías antes, cuando el famoso jardin del Eden hizo su aparición sobre las tablas sumerias bajo el nombre de EDIN o EDEN - lugar reconocido como siendo ¡ la amplia despensa regida por los "dioses" del panteón sumerio! Vds. se sorprenderán al saber, además, que el término ADAM existe en el lenguaje sumerio bajo la forma A-DAM y designa la verdadera función que asignaron los "dioses" a los primeros Hombres... veremos esto en detalle.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nota 1. Jacques Nesbitt "Création et evolution". Editions IMEAF, 1976. A pesar de sus pretensiones a afirmar que todo lo relatado en la Biblia es la verdad, yo me debo de revelar que los creacionistas poseden un muy buen sentido crítico al encuentro de la tesis de la evolución de las especies vivas y, por consiguiente, del Darwinismo.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Así mismo, sumemos que la raíz de la palabra SATAN es, ella también, puramente sumeria. Satan es de hecho una combinación de los términos sumerios SATAM y SANDAN, (llamado también SANTANA). Desde luego, el signo primitivo sumerio de éste último representa... ¡una horquilla o un tridente! Las definiciones varias que derivan de estos dos términos confirman la función principal del Satan bíblico claramente señalada en los textos judeo-cristianos. Así como lo demuestran explicitamente la literatura judía y los textos más antiguos del Corán, Satan cohabitaba con los "ángeles", porque formaba parte de la misma familia celeste y trabajaba para ellos. Ya verán Vds. que estamos muy lejos de este indivíduo voluntariamente diabolizado por numerosas religiones, pués sin los SATAM-SANDAN, las "divinidades" del panteón sumerio no habrían podido subsistir jamás sobre la Tierra como lo hicieron. Yo me extraño de que ni un solo especialista haya revelado, hasta este día, las múltiples analogías entre las definiciones de los A-DAM y SATAM sumerios y sus casi homónimos bíblicos. De hecho, Vds. quedaran estupefactos al descubrir que las similitudes no quedan ahí y son de hecho innumerables. Hay manifestamente sujetos que enojan y secretos terriblemente bien disimulados.. En estas condiciones y en razón de algunas analogías recogidas más arriba, ¿porqué creer más en la realidad histórica de la Genesis bíblica que en aquella de las tablas de los Sumerios, Akkadios y Babilonios?</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Samuel Noah Kramer</strong> señala aún en su libro mundialmente conocido e intitulado «La historia comienza en Sumeria» ; «Las búsquedas arqueológicas llevadas en el «país de la Biblia», y que han dado tantos resultados de primera importancia, arrojan una viva luz sobre la Biblia misma, sobre sus orígenes y el medio dónde nació. Sabemos ahora que ese libro, el clásico más grande de todos los tiempos, no ha surgido de la nada, como un flor artificial emergiendo de un florero vacío. Esta obra tiene raíces que sumergen en un lejano pasado y se extienden hasta los países vecinos de aquél en el que apareció... Los Sumerios no ejercieron evidentemente una influencia directa sobre los Hebreos, puesto que habían desaparecido mucho antes de la aparición de éstos últimos. Pero no se pone en duda que influenciaron profundamente a los Cananeos, predecesores de los Hebreos en Palestina. Es así como se pueden explicar las numerosas analogías recogidas entre los textos sumerios y ciertos libros de la Biblia. Estas analogías no están aísladas; aparecen a menudo en serie... se trata de un verdadero paralelismo» (4).</p>
<p style="text-align:justify;">En el curso de su lectura, y notablemente gracias a las notas al pié de página, Vds. constatarán, al contrario, que los múltiples paralelismos entre el Antiguo Testamento y las tablas no son el único resultado de una influencia cananéa, más bien restos dispersados de una historia común. Las culturas de todos los pueblos antiguos poseen la misma raíz de base, prácticamente todas las tradiciones del planeta describen los mismos acontecimientos. La prueba manifiesta de este fenómeno se encuentra en una codificación lingüística astutamente disimulada y que aparece en numerosas lenguas antiguas. Esta información que falta está, al día de hoy, totalmente inédita a los ojos de especialistas y sabios del planeta.</p>
<p style="text-align:justify;">En cuanto a conocer de dónde provenían exactamente las fuentes de las cuales se sirvieron los rabinos para compilar el Antiguo Testamento (oficialmente atribuído a Moisés), Vds. constatarán que éstas no son propias de la ideología hebráica, pero sí de la Historia mundial de la humanidad que se deriva del conjunto de las tradiciones y mitos del país de Caldea, nombre bíblico de la Mesopotamia y tierra de Abraham. El mismo Abraham del cual encontramos la huella bajo la forma de ABRA-MU sobre las tabletas de arcilla en la ciudad de Ebla ( 2500 AC) descubiertas en 1975, en Siria. En 1993 fue editada una obra notable «Forbidden Archeology-The Hidden History of the Human Race», por dos científicos americanos Michael A. Cremo y Richard L. Thompson. Esta publicación fue objeto de dos reimpresiones totalmente revisadas, una en 1996 y la otra en 1998. Hoy, la versión final (versión anglófona) no abarca lejos de 904 páginas, un verdadero adoquín en la charca de mandarines que sostienen que la evolución según Darwin es la única explicación que concierne la aparición de vida sobre la Tierra.</p>
<p style="text-align:justify;">Forbidden Arqueology es un amplio corpus de anomalías largamente ignoradas por la ciencia oficial, una impresionante compilación de descubrimientos arqueológicos que contradicen radicálmente la tésis de Darwin. Entre éstos destacamos, por ejemplo, una huella de calzado descubierta por William Meister en un yacimiento mineral fechado por lo menos de 5,5 millones de años, periodo en el curso del cual ¡aparecieron los trilobitos! El descubrimiento data de 1968 y fue encontrado en Estados Unidos, en Wheeler Shade cerca de Antilope Spring en Utah. Lo más llamativo es que la huella no es ni tan siquiera de una sandalia u otro calzado arcáico, más bien es el fósil de un calzado moderno con tacón. La huella del tacón estaba hundida en la roca apróximadamente 4 milimetros más que la suela y su lado derecho estaba usado, conferiéndole todas las características de la huella de un pié derecho...</p>
<p style="text-align:justify;">Huella de paso que parece haber sido dejada por una calzado. Ésta ha sido descubierta en el shiste cambriano cerca de Antilope Spring (Utah). Tendría la antigüedad de por lo menos 505 millones de años.</p>
<p style="text-align:justify;">Esfera metálica de Africa del Sur encontrada en un yacimiento de pirophylita de una antigüedad de 2,8 millares de años. Han sido desterradas varias centenas. Estas esferas no pueden ser rayadas, ni por el acero. Las tres acanaladuras paralelas a lo largo de la circunferencia de algunas de ellas confirman que estas esferas han sido sin duda fabricadas por seres inteligentes. Se parecen extrañamente a los Gúrkur (ver léxico).</p>
<p style="text-align:justify;">Entre el impresionante catálogo de Cremo y Thompson, aparece una esfera metálica perfecta, estriada con tres líneas paralelas a la altura de su ecuador. Este objeto fue descubierto en Africa del Sur por mineros sud-africanos en un yacimiento mineral Precambriano fechado en 2,8 millares de años, en una fecha en que no parece sensato que ninguna vida inteligente haya existido. Los mineros descubrieron cerca de un centenar de ejemplares. Hasta el día de hoy, estas esferas no han sido objeto de ninguna publicación científica.</p>
<p style="text-align:justify;">¡¡¿Qué pensar aún de una concha con cara humana, enteramente tallada por la mano de un hombre, encontrada en Inglaterra en capas de rocas rojas del Plioceno último, datadas entre 2 a 2,5 millones de años?!! La ciencia oficial no admite este tipo de obra más que por el Cro-mañon más reciente que se remonta apróximadamente a 30 000 años solamente(5).</p>
<p style="text-align:justify;">«Forbidden Archeology» denuncia también la desventura de la geóloga Virginia McIntyre empleada por el Servicio de Investigaciónes Geológicas de los Estados Unidos. Se le pidió que fechara herramientas de piedra elaboradas encontradas en Hueyatlaco, a unos cien kilómetros de Mejico. Los vestigios fueron encontrados en estratos rocosos de 250 000 años. Como podemos sospechar, sabiendo que el hombre no apareció oficialmente en el Nuevo Mundo hasta hace solamente 12 000 años, las dataciones de McIntyre y de su equipo fueron totalmente rechazadas por los paleontólogos americanos. Según ella, éstos últimos han hecho todo por destruir su carrera... Estos no son más que algunos ejemplos entre muchos otros que le permiten a Cremo y Thompson de pleitear por un reexamen de la visión clásica de la prehistoria.</p>
<p style="text-align:justify;"> Tirando así del olvido de documentos censurados a lo largo de los dos últimos siglos, los autores sobre-entienden que los círculos de la paleontología y de la arqueología se complacen en una conspiración del silencio instaurada desde hace largos años. Su obra dá vértigo y ha desencadenado, sin lugar a dudas, una verdadera tempestad en los medios de la paleontología y arqueología. Los paleontólogos y exploradores, a falta de explicar estos fenómenos de una manera satisfactoria, han asimilado esta obra como "un objeto de desinformación" y han afirmado que los documentos que contienen son «caducos e inciertos»...</p>
<p style="text-align:justify;">Los estudios laboriosos publicados en una revista científica francesa(6) fechada el mes de marzo de 2003, en respuesta a la publicación tardía del libro en lengua francesa, son elocuentes y merecen que nos detengamos unos instantes. Estos os darán una pequeña idea del ridículo en el cual la ciencia oficial es capaz de meterse con el fín de desacreditar informaciones no conformes a las ideas recibidas.</p>
<p style="text-align:justify;">Entre ellas anotemos el estudio de la huella de calzado (citada más arriba) descubierta en un yacimiento mineral datado por lo menos de de 5,5 millones de años: «Los geólogos y sedimentólogos saben bien que numerosos invertebrados, que pululaban en ése periodo, han dejado en el barro de la época la huella de su paso... Son esas huellas que encuentra el geólogo millones de años más tarde. Un simple y gracioso gusano ha dejado entonces la huella de este calzado cambriano»(6). ¿Están Vds. bien convencidos? ¡Sumemos otro caso nombrado por «Forbidden Archeology» y su estudio expuesto en esta misma revista.</p>
<p style="text-align:justify;">El estudio en cuestión recoje el descubrimiento de varios tubos de metal de formas perfectas , encontrados en Normandía en una capa de roca caliza viejo de 65 millones de años: «Cuando un animal excava su madriguera en un suelo blando, la galería se asemeja a un tubo cuya forma sigue los movimientos del animal. La pared de la madriguera está recubierta por sus excreciones, de ahí que las propiedades mineralógicas difieran de las del suelo. A lo largo del tiempo, el sedimento principal puede ser eliminado, así como la forma de la madriguera se solidifica debido a los elementos minerales presentes en las excreciones. Encontramos entonces un objeto con forma de tubo, a veces muy sólido»(6). Concluiré, y no sin humor, que éste pobre animal debía no solamente tener una forma de tubo rectangular perfecto, ¡ pero también una considerable diarréa 2 ! Desgraciadamente para la opinión sabia, los trabajos de Cremo y Thompson no son casos aíslados. En 1994, el arqueólogo Carl Edward Baugh redactó con Clifford Wilson una obra intitulada «Footprints and the Stones of Time» (7). En este libro, Baugh nos entrega el resultado de las excavaciones arqueológicas que él effectuó en los años 80 en los cimientos calcáreos de los márgenes del río Paluxy en el Estado de Tejas.</p>
<p style="text-align:justify;"> Su primer descubrimiento fue el de las huellas de dinosaurios de 100 millones de años. El problema fue que encontró en el mismo yacimiento rocoso datado en el Cretáceo (entre -135 a -65 millones de años), una serie de diferentes huellas de humanoides... El asunto produjo mucho ruido, y en el anuncio de su descubrimiento, el arqueólogo fue acusado de falsificación.<br />
¡ Imposible que el hombre haya podido cohabitar un día con dinosaurios ! A pesar de las críticas, Carl E. Baugh organizó nuevas excavaciones sobre los mágenes del río Paluxy dónde encontró más huellas del mismo género.
</p>
<p style="text-align:justify;">Carl E. Baugh alude a otros descubrimientos asombrosos en sus obras y en su página de internet. Una de ellas es la de un martillo de hierro provisto de un mango en madera petrificada encontrado en junio de 1934, cerca de London, en Tejas. Los análisis efectuados sobre la herramienta han desvelado que estaba constituído por una mezcla de hierro, de sulfuro y de clorito, combinación que nos es imposible de reproducir hoy en día. Carl E. Baugh piensa que esta herramienta no fue fabricada bajo las condiciones atmosféricas que conocemos actualmente. Según él, antes del gran diluvio que golpéo a la humanidad, la atmósfera de la Tierra era dos veces más densa que hoy con una radiación ultravioleta practicamente inexistente. Este mismo autor concreta igualmente que la parte del mango estaba carbonizada, lo que sobre entiende que la herramienta estaba presente cuando la roca se formó. Para que tal acontecimiento fuese posible, se necesitaba una fuente de calor muy fuerte y a la vez poderosa y constante, ¡un verdadero diluvio de fuego !</p>
<p style="text-align:justify;">El museo de Carl E. Baugh hizo una extraña adquisición durante  los años 80. La de un dedo humano fosilizado encontrado en una cantera del cretáceo en el Commanche Peak de Glen Rose en Tejas. ¡ Sorpresa ! Este dedo es anatómicamente igual a un dedo contemporáneo, los expertos que han realizado el estudio con escanner son categóricos... La ciencia oficial ha establecido que los dinosaurios se habrían extinguido hace apróximadamente 65 millones de años y que los primeros hombres modernos no habrían aparecido hasta hace 100 000 años. Las investigaciones de Baugh revolucionan la paleontología y solicitan una reescritura de la historia de la evolución, pués, según sus descubrimientos, el ser humano apareció varios millones de años antes de lo que es comunmente admitido, o sino son los dinosaurios los que desaparecieron más recientemente.</p>
<p style="text-align:justify;">En Lecho seco del río Paluxy, cerca de Glen Rose en Tejas, docenas de huellas de saurios y de humanos cohabitan sobre una misma capa geológica. Aquí vemos claramente un pie  humano gigante, una huella de saurio y la huella de una suela humana en último plano. Esta disposición es oficialmente imposible ¡porque contradice formalmente las tésis de Darwin!</p>
<p style="text-align:justify;">______________<br />
<em>Nota 2. La opinión de los sabios reprocha a menudo a ciertos investigadores de manipular la información. En este caso preciso, la misma revista, reconocida como seria, afirma sin complejos que Cremo y Thompson habrían concluído lo que sigue: "Conclusión de los autores : Seres inteligentes deben de haber vivido en esos tiempos remotos, y fabricado tales tubos". Por más que léo y reléo el pasaje en cuestión, lo que está claramente indicado por los autores en Forbidden Archeology es lo siguiente: "Después de haber considerado y descartado diversas hipótesis, Druet y Salfati (las personas que han reportado este descubrimiento en 1968) han llegado a la conclusión de que seres inteligentes debían haber vivido hace 65 millones de años. Con la esperanza de conseguir amplia la información, hemos escrito al laboratorio de geomorfología de la universidad de Caen al cual, parece ser Druet y Safati han confiado sus especímenes. Pero no hemos recibido respuesta alguna..." Esta vez podemos verdaderamente pretender estar en presencia de una ¡ penosa desinformación y manipulación de la información! </em>
</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Carl E. Baugh es fundador y director del Creation Evidences Museum (3) en Glen Rose en Tejas. Este establecimiento fue fundado en julio de 1984 gracias a los descubrimientos que éste efectuó sobre los márgenes del río Paluxy. El equipo de su museo consagra todo su tiempo a probar científicamente que el hombre y los dinosaurios han cohabitado en un pasado lejano. En pos de sus numerosos descubrimientos, a menudo contestados por el mundillo arqueológico, con la única meta de, sobre todo no conmocionar "el órden establecido", intervienen los engaños varios, creados todos por algúnos arqueólogos y paleontólogos deshonestos. He aquí varios ejemplos (no exhaustivos) trazando los perjuicios realizados por "hombres de ciencias" sin escrúpulos, pero desenmascarados (8) :siguiendo la tésis de Darwin, cómo explicar que ni un solo especímen entre el mono y el australopithecus  haya sido desenterrado hasta el día de hoy, ¡¿dónde se ha volatilizado entonces el ancestro común original ?! Peor aún, ¡¡¿¿ Dónde están las especies mutantes entre el australopithecus, el homo hábilis, el homo erectus y el homo sapiens?!! La ciencia es totalmente incapaz de dar respuestas a todas estas preguntas. No ncontraremos nunca los eslabones que faltan de estas diferentes especies, pués, como Vds. verán, ¡ no existieron nunca !</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nota 1. Así aparece el caso de Charles Dawson y de su amigo Arthur Smith Woodward (geólogo del British Museum) quienes, en 1912, hicieron pasar huesos de monos "trucados" por el eslabon ausente de la Humanidad (nominado el hombre de Piltdown). Estos habían lijado la mandíbula inferior de un mono para hacerla coincidir con un cráneo humanoide, ¡este engaño duró cerca de cincuenta años! A propósito, les recuerdo que ese famoso eslabon ausente se hace todavía esperar... posición delicada para la tesis de la evolución. Si la evolución de la humanidad se hubiera verdaderamente desarrollado</em><br />
________________<br />
<em>3. La dirección del Museo Carl E. Baugh : Creation Evidence Museum P.O. BOX 309 Glen Rose, TX 76043-0309, y la página internet : www.creationevidence.org</em>
</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nota 2. Entre los charlatanes, podemos nombrar el Indio Viswa Jit Gupta, decano de la facultad de ciencias de la universidad de Chandigarh en Penjab, verdadera eminencia que tenía el control sobre numerosos lugares del Himalaya y que publicaba artículos en revistas prestigiosas. Este ha engañado a la comunidad científica durante creca de veinticinco años y ha sido desenmascarado públicamente en1989 por uno de sus colegas australianos. Viswa Jit Gupta robaba piezas arqueológicas durante sus viajes y pretendía haberlas encontrado en Nepal. Peor, compraba fósiles en los anticuarios parisinos y reutilizaba varias veces el mismo ejemplar asegurando haberlo desenterrado en lugares lejanos unos de otros...</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nota 3. Podemos también recordar el fósil trucado de «dinosaurio de pluma», encontrado en 1998 en China, el Arqueoraptor, pájaro con cola de dinosaurio, que estaba calificado como el eslabon que faltaba entre los dinosaurios y los .pájaros. Ha engañado al mundo científico, pero no ha resistido la prueba de los rayos X.</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Nota 4. Interviene igualmente el asunto más reciente del eminente arqueólogo Sinchi Fujimura, cogido infraganti en el 2000, enterrando fósiles de su colección privada en el lugar dónde trabajaba. Este arqueólogo se había ganado una reputación internacional gracias a numerosos descubrimientos en los años 80. Su nombre está unido a 160 excavaciones durante cerca de veinte años. En respuesta a su impostura desenmascarada, Fujimura invocó «la necesidad de resultados» que pesaba cada vez más sobre sus espaldas. El conjunto de sus investigaciones ha sido puesto en duda al día de hoy (8).</em></p>
<p style="text-align:justify;">La impostura realizada en el corazón mismo de los medios científicos no está ni tan siquiera en sus principios. Entre los mistificadores de renombre, podemos también citar al biólogo aleman Ernest Haeckel (1834-1919), creador de los famosos dibujos de embriones de ocho especies de vertebrados: el pez, el renacuajo de la rana, la tortuga, el polluelo, el cerdo, el ternero, el conejo y el ser humano. Estas ilustraciones muestran que estos embriones son casi idénticos en sus primeras fases de formación. ¡Una suerte para Darwin y los seguidores del evolucionismo! Solamente varios biologos como Jonathan Wells, (autor del libro «Icones of Evolution : Science or Myth?») saben pertinentemente que los dibujos de la pretendida primera fase de formación que realizó Haeckel están trucados y que exageró concientemente sus croquis con el fín de introducir ¡«un aire de familia muy pronunciado»! En su obra citada más arriba, jonathan Wells publicó los verdaderos dibujos de los embriones del pez, del renacuajo de la rana, de la tortuga, y del ser humano, ¡sorpresa! Son totalmente diferentes los unos de los otros... El biólogo Wells enumera también los nombres de los diferentes especialistas de la embriología que no dudaron en denunciar la impostura, hé aquí algunos nombres : Adam Sedwick en 1894, William Baallard en 1976, Michael Behe en 1999 etc..., incluso el New York Time del 27 de nobiembre de 1910 señaló el asunto, pero fue en vano (9) ...</p>
<p style="text-align:justify;">Otros elementos vienen a embrollar las pistas y constituyen factores determinantes a favor del «entierro» de la verdadera historia de la humanidad. Entre ellos encontramos el problema de millares y millares de objetos (millones sin duda) en las colecciones privadas pertenecientes a riquísismos millonarios y coleccionistas que sienten afición por lo secreto. Esos objetos está en su gran mayoría perdidos para siempre. Provienen generalmente de robos efectuados por saqueadores de tumbas y acaban en manos de comerciantes pocos escrupulosos y de estafadores que los sacan rápidamente al mercado muy privado de la venta. Lo suponemos, los museos no se pelearán para adquirir objetos que son la mayoría de ellos inclasificables porque no entran en el criterio de los objetos inscritos hasta hoy. Algunos de esos museos tienen, desde luego, suficientes de estos objetos en stock en sus sótanos para sustraerlos de la vista de curiosos. Terminaré citando el documental de Martin Wilson «The Pyramids of Caral» producido por la BBC (10).</p>
<p style="text-align:justify;"> Esta película, muy interesante, reconstituye el descubrimiento de la gigantesca ciudad de Caral situada en la provincia de Barranca al norte de Lima. Esta ciudad muy antigua, fechada en un periodo de 3000 a 1600 años AC, es oficialmente y hasta este día, la más antigua del continenete americano 4. El reportaje evoca las diferentes hipótesis que han llevado a los arqueólogos a tratar de comprender las razones por las cuales los hombres de aquella época abandonaron su modo de vida de cazador-cosechador para construir ciudades. Lo que es llamativo en este documental es de ver por qué caminos increíbles los arqueólogos pasan para tratar de elaborar las hipótesis, que una vez validadas, ¡ se transformarán luego en convicciones !</p>
<p style="text-align:justify;">_____________<br />
<em>Nota 4. Con mucha ironía, no insistiremos demasido sobre el hecho de que los Indios Hopi pretenden que su ciudad Oraibi tiene cerca de cuatro mil años de antigüedad. Examinando la madera que sirvió a la construcción de Oraibi, los científicos la fecharon hacia 1150 y fueron así obligados a admitir que se trataba del pueblo más antiguo del continente americano habiendo sido habitado de contínuo desde su fundación. Sin embargo Oso Blanco, indio Hopi, declara en el libro de J.F. Blumrich (ver bibliografía) : «Los arqueólogos han juzgados apartir del trozo de madera más antiguo que han encontrado, pero en realidad, tres ciudades se encuentran bajo los edificios actuales y el primero fue fundado hace cuatro mil años. Oraibi no fue el primer pueblo de esta región. El primero de todos se llamaba Shungopovi y se encuentra al pié del acantilado de la segunda meseta, por debajo del pueblo del mismo nombre ».</em>
</p>
<p style="text-align:justify;">Es verdad, y es cosa admitida hoy que en lo que concierne a la datación de numerosos pueblos antiguos, la arqueología realiza siempre sus cálculos a partir de los edificios visibles, sin tener en cuenta las diferentes capas anteriores sobre las cuales los monumentos han sido construídos muy a menudo; es notablemente el caso de las pirámides de Mejico. Esta práctica permite minimizar la anterioridad de algunas civilizaciones. Esta técnica sigue siendo practicada actualmente en el continente americano, con el fín de confirmar la tésis (tésis transformada en verdad debidamente establecida a lo largo de los años) según la cual los Amerindios habrían poblado el continente americano, pasando por el estrecho de Béring, hace solamente 12000 años. Esta versión está en total desacuerdo con los relatos de los Indios Hopi que afirman que la casi totalidad de los Amerindios sería originaria de un continente engullido en el Pacífico hace 80 000 años, llamado Kásskara y que podemos fácilmente asimilar al continente de Mu. Los historiadores occidentales no tienen, por cierto, por qué escuchar los relatos de « salvajes a pena civilizados» , sobre todo cuando contradicen su versión restringida de la historia de la humanidad...</p>
<p style="text-align:justify;">El final de la película es sobrecogedor. Después de haber finalmente concluído que los habitantes de Caral eran un pueblo pacífico que efectuaba el comercio con los pescadores de la orilla del Pacífico, a treinta kilómetros más allá, el descubrimiento de un cesto conteniendo el esqueleto de un niño viene a poner patas arriba todas las hipótesis... ¿el pueblo de Caral practicaba el sacrificio humano? ¿Sería Caral la primera ciudad del continente americano en haber efectuado este acto bárbaro? Finalmente, los exámenes minuciosos del pequeño esqueleto no aclararon nada, no existía ninguna fractura. Imagínen por un momento que el niño en cuestión hubiera sido víctima de un accidente tonto cayéndose accidentálmente sobre la cabeza u otra parte... Lo que literalmente estremece es que en ése caso, los arqueólogos habrían presentado con toda seguridad Caral como la ciudad dónde fueron prácticados los primeros sacrificios humanos en el continente americano...</p>
<p><strong>Fuentes arqueológicas y antropológicas :</strong></p>
<p>(1) Le Point « L´Odysée de l´espèce » Nº 1377 del 6 de febrero de 1999<br />
(2) André Parrot, « Sumer », editions Gallimard, 1981<br />
(3) Samuel Noah Kramer, « Le Berceau de la Civilisation », collection Time-Life,<br />
1967<br />
(4) Samuel Noah Kramer, « L´histoire commence à Sumer », réedition<br />
Flammarion, 1994<br />
(5) Michael A. Cremo &#38; Richard L. Thompson, «Forbidden Archeology - The<br />
Hidden History of the Human Race» . BhaktivedantA Book Publishing, Inc.<br />
1993, 1996, 1998. Version française abrégée : «L´histoire secrète de<br />
l´espèce humaine». Editions du Rocher, 2002<br />
(6) Science et vie Nº 1026, mars 2003<br />
(7) Carl Edward Baugh &#38; Clifford Wilson « Footprints and the Stones of Time»<br />
Hearthstone Pub. 1994<br />
(8) L´Evènement Nº 14 du 16 Décembre 2000<br />
(9) Jean Sider, « La vie vient d´une intelligence supérieure ». JMG éditions,<br />
2002.<br />
(10) Martin Wilson, « The Pyramids of Caral », BBC-Horizon, 2002.</p>
<p><strong>2 </strong><strong>Dividir para reinar mejor</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mesopotamia ha hecho correr ríos de tinta desde los años 90. El país bíblico irakí está más que nunca presente en nuestro paisaje cotidiano, pués está en el corazón mismo de una apuesta política y económica mundial. Sus inestimables riquezas hacen el objeto de un amplio plan del cual la hipocresía no desvela más que la punta del iceberg.</p>
<p style="text-align:justify;">La guerra del Golfo de 1991 es una consecuencia directa del conflicto Iran-Irak. Tenemos que retroceder entre 1980 y 1988, época en que Irak e Iran estaban en guerra. El Irán de Jhomeini representa una amenaza para la petro-monarquía del planeta. Bajo el silencio cómplice de la ONU, el dictador Saddam Hussein se ve ejecutando el trabajo sucio y es activamente sostenido por el gobierno de los Estados Unidos que financia clandestinamente el sobrearmamento irakí en armas punta bajo cobertura de darle fondos para la agricultura, la hipocresía es total. Howard Teicher, miembro del Nacional Security Council (NSC), revelará bajo juramento en 1995 que : «El director de la CIA, Casey dirigía personalmente los esfuerzos aspirando a garantizar la victoria de Irak a través de un aprovisionamiento suficiente en armas, municiones y vehículos. [...] Los Estados Unidos aportaron un apoyo activo al esfuerzo de guerra de Bagdad suministrando a los irakies billones de dólares en créditos, y transmitiéndoles informaciones recogidas por nuestros servicios, dándoles consejos estratégicos y supervisando estrechamente las ventas de armas a Irak por terceros países...»(1)</p>
<p style="text-align:justify;">Al final de los años 80, Saddam Usen se encuentra bajo la presión de las deudas que tiene con el gobierno de Estados Unidos que le había subvencionado durante 8 años. , y éste último le sugiere  privatizar en parte su industria petrolífera para honrar su deuda. ¡Imposible! La trampa se cierra, entonces el Kuwait recibe la orden «desde arriba» de inundar el mercado con petróleo a bajo coste, y esto en contra de todos los acuerdos firmados con la OPEP. Irak y los demás países de la OPEP despliegan esfuerzos diplomáticos para que el Kuwait renuncie a su política devastadora, pero en vano... Saddam Hussein reivindica entonces la anexión del Kuwait y lo invade para meter la mano en sus riquezas petrolíferas. Ni por un momento, pensó en que sus patrocinadores occidentales se volvieran contra él, sobre todo que a finales de julio de 1990, April Glaspie, la embajadora americana en Bagdad, había declarado en un comunicado a Saddam Hussein que : «Los Estados Unidos no tomarían partido en la querella entre Irak y el Kuwait» (2) Esta misma postura fue confirmada cuando el presidente iraki avisó al secretario de estado americano de una invasión inminente y que se le contestó que era «una historia entre árabes y no un problema de ellos, ¡¡¡arréglense entre ustedes!!! »...</p>
<p style="text-align:justify;">El verdadero error de Irak no fue el de haber invadido Kuwait en 1990 - el apoyo firme y duradero de los Estados Unidos al estado colonial de Israel es la prueba viviente - sino el de poseer numerosas riquezas, de las que una es ultrasecreta y amenaza los intereses de los poderosos de este mundo y más precisamente del gobierno oculto de este planeta compuesto por una elite comunmente llamada ILLUMINATI.</p>
<p style="text-align:justify;">Nos hacen creer todavía hoy, que la lucha contra el terrorismo sería el único motivo del despliegue militar en Irak, ¡ pero desgraciadamente no es así ! Nos hacen creer todavía, y de una manera astutamente orquestada, que el petróleo sería el único móvil de los ataques contra Irak, pero eso no es del todo exacto y el mordaz estudio de Donald Losman, profesor de economía en la universidad de la Defensa Nacional (Washington), publicado el 1 de agosto de 2001, demuestra claramente que, contrariamente a las ideas recibidas, el petróleo está lejos de ser una prioridad nacional para los Estados Unidos. Volveremos a hablar de ello al final de este capítulo.</p>
<p style="text-align:justify;">Pero la verdad es que la apuesta fué capital hasta tal punto de haber sacríficado numerosas vidas a expensas de una máquina de guerra despiadada, y esto desde 1991. Las naciones en coalición de esa época gloriosa realizaron una « guerra limpia », quirúrgica y « sin pérdidas », porque Dios está siempre del lado de los justos. Las pérdidas fueron, sin embargo immensas del lado Irakí como lo confirmaron las 300 toneladas de uranio empobrecido vertido por las fuerzas americanas y que afectaron a la población civil irakí que residía en las zonas de combates. La contaminación por uranio empobrecido ha causado numerosos cánceres, leucemias así como la aparición de malformaciones congénitas monstruosas. La radioactividad y su dispersión han contaminado tambien los ecosistemas por varios miles de años (3). Sobre los 537 000 militares americanos enrolados entre enero y febrero de 1991, buen número de ellos están afectados por leucemia, enfermedad de Parkinson y dificultades respiratorias. (4).</p>
<p style="text-align:justify;">El territorio irakí contiene cerca de 10 000 yacimientos arqueológicos oficiales, de los cuales sólo el 15% ha sido explorados al día de hoy, según el arqueólogo McGuire Gibson. Pero cerca de otros 15000 yacimientos mayores existirían, sobre los cuales ninguna búsqueda ha sido llevada a cabo. Esto no impidió al «nuevo orden mundial»  pasarle el rasero al pasado. Se estiman en varios miles el número de excavaciones en el sur de Irak arrasadas bajo la indiferencia general, un verdadero desastre para el mundo de la arqueología y para el patrimonio mundial de la humanidad. Toneladas de vestigios bíblicos reducidos a polvo y pérdidas para la eternidad en nombre de la paz. Entre las destrucciones oficiales e inscritas, podemos citar el templo piramidal de Ur ¡¡¿golpeado por 400 misiles?!! Y las ruinas del templo de Clesiphon fuertemente dañado por los bombardeos (5).</p>
<p style="text-align:justify;">Al término de esta primera guerra, un procedimiento viejo como el mundo y que recuerda de cierta manera el aislamiento y la asfixia voluntarios impuestos en Alemania después de la primera guerra mundial, obligó a Irak a arrodillarse frente a los países «pacificadores». Estos últimos no dejaron sin embargo de bombardear el país hasta la segunda guerra del Golfo. Un embargo comercial y financiero, del cual es preferible callar la crueldad, fue instaurado en agosto de 1990, o séa 5 meses antes del despliegue de las fuerzas multinacionales en Irak, y ampliado hasta nueva orden en marzo de 1991, justo después de las hostilidades.</p>
<p style="text-align:justify;">El pueblo irakí pagó cara la hipócrita devolución de deuda acordada a Saddam Hussein, pués el presidente irakí, aún en el poder, justificaba la reconducción del embargo. ¿Para qué? Para prohibir a Irak (segundo productor en el mundo) de bombear su petróleo y así controlar el curso del bruto con Arabia por varios y fructuosos años... Pero ese gesto iba a permitir sobre todo, a Estados Unidos a empujar a Saddam Husein a cometer otros errores. Así «el eje del bien» tenía la excusa para renovar un próximo despliegue de las fuerzas armadas aliadas sobre el suelo irakí, desde luego, bajo control americano. De toda evidencia, el trabajo secretamente empezado en Irak en este pricipio de 1991 no podría verse terminado a tiempo, pues pedía un plazo mucho más largo...</p>
<p style="text-align:justify;">Según un reporte publicado en Le Monde Diplomatique en agosto 2002, el embargo y la resolución 986 «Petróleo contra alimentos » fijados por la ONU han causado la muerte de más de 400 000 niños irakíes (560 000 según la FO).<br />
Estas cifras dan vertigo, desde luego, pero a nadie le importa, « el eje del bien» ¡¡¡ No está francamente para pararse a reflexionar por algunos cientos de miles de vidas más o menos para conseguir sus fines !!! El Illustré del 12 de Julio de 2000 indica que desde el establecimiento de las sanciones instauradas por la ONU, las estaciones de depuración y las tuberías no pudieron ser cambiadas por temor a que el material de recambio sirviera a la fabricación de armas de destrucción masiva (6). Al término de los acontecimientos inscritos oficialmente al día de hoy, podemos con toda seguridad pretender que ése temor fué voluntariamente exagerado.
</p>
<p style="text-align:justify;">La guerra de 1991 conoció el pillaje de los yacimientos arqueológicos pero también el de los museos. Se han nombrado cerca de 4000 objetos arqueológicos robados, entre otros, en los museos irakíes de Mossul, Kirkuk, Karbala y Basora. Todos esos objetos están inscritos en un catálogo oficial. Pero la extraña historia de una estatuilla en bronce sustraída del Museo de Kirkuk e inventariada entre los objetos robados de la época, prueban que todos esos objetos no están sólo en manos de coleccionistas privados. En efecto, en 1999, la estatuílla de bronce reapareció ¡ en la colección del New York Metropolitan Museum!</p>
<p style="text-align:justify;">El 11 de septiembre de 2001 sumergió a los Estados Unidos en el terror, pero marcó también un volantazo decisivo para el país bíblico irakí. No entraremos en el debate de saber quién fue el comanditario de los atentados, pero la confusión voluntariamente mantenida, a lo largo de los meses, por el presidente Georges W. Bush entre su « eje del mal » (Irak, Iran, Corea del Norte...) y el grupúsculo terrorista de Ben Laden (presunto autor del atentado del 11 de septiembre) volvió popular la idéa de marchar otra vez en guerra contra Irak.</p>
<p style="text-align:justify;">En este principio del nuevo milenio, Georges W. Bush, « gran guía universal», ha conseguido adormecer a las masas con el fín de llevar a cabo su misión salvadora cuyo objetivo era el de llevar a la humanidad hacia un « mundo limpio » dónde los enemigos del nuevo orden no tienen lugar y dónde los adversarios de los Estados Unidos son los opositores maléficos del « mundo libre y unificado » (sic). La cruzada del presidente americano toma todo su sentido cuando se sabe que Irak es el país del Génesis bíblico, el país de Abraham y sus patriarcas y sobre todo del Eden de Adam y Eva, ya veremos esto en detalle. Los textos mesopotámicos grabados sobre las tabletas de arcilla no dejan de fomentar la interrogación de los expertos, pués estos replantean numerosas ideas recibidas concerniente a la Biblia y a la religión judeo-cristiana en general. Lo que no es francamente una buena noticia para el mundo « libre » que utiliza la Santa Biblia como garantía para partir a la guerra contra un terrorismo sabiamente orquestado.</p>
<p style="text-align:justify;">La segunda guerra del Golfo tuvo, una vez más numerosas víctimas inocentes y los «errores» se han sucedido. La realidad escondida y filtrada por las cadenas televisivas americanas ha minimizado con amplitud las víctimas civiles, las mujeres y niños asesinados, heridos o lisiados. Mentiras enormes han servido para apoyar y justificar esta guerra absurda. Entre las dos más llamativas, anotemos el falso reporte británico, utilizado por el gobierno de Estados Unidos, queriendo demostrar que Irak poseía armas de destrucción masiva incluyendo armas químicas y biológicas 1. Mala suerte, el citado reporte era de hecho una compilación de fuentes accesibles en Internet y sobre todo documentos datando de doce años atrás que le sirvieron a un estudiante a elaborar su tésis. Numerosos pasajes de esta tésis fueron directamente plagiados, faltas en el tecleo, incluídas...</p>
<p style="text-align:justify;">El segundo es, desde luego, la historia de la soldado de primera clase Jessica Lynch. La propaganda americana hizo de ella una heroína que se habría, según el Washington Post del 3 de abril de 2003, «defendido ferozmente y que habría abatido varios combatientes enemigos. Sufriendo múltiples heridas por bala, ésta habría sido testigo de la muerte de varios soldados y habría luchado con todas sus fuerzas para no ser capturada viva...». El New york Times contó después su liberación por las fuerzas especiales de la marina, bajo un diluvio de fuego. Sus salvadores la arrancaron de un hospital irakí dónde la joven era maltratada... En realidad, el personal médico irakí la trató con la más exquisita amabilidad. Una enfermera irakí le cantaba canciones para dormirla y beneficiaba de una ración suplementaria de zumos de frutas y de galletas. El personal del hospital había intentado asímismo devolverla a las autoridades americanas, en vano, y finalmente la dejaron en el hospital, a disposición de las fuerzas armadas americanas cuando éstas invadieron el lugar (1)...</p>
<p style="text-align:justify;">La operación militar «golpe y estupor» hizo honor a su título pomposo y sgnificativo en cuanto a las verdaderas intenciones del gobierno americano. Contrariamente a la primera guerra del Golfo, la alta comandancia americana reconoció el 1% de error para sus nuevas tecnologías en armamento. Pero, una ola ola de saqueos draconianos despojó el museo de Bagdad (clasificado por la UNESCO) en los días que siguieron la entrada de las tropas americanas en la capital, y sin que éstas intervengan para proteger los objetos arqueológicos. En pocos días, los museos de Mossul, Tikrit y Babylone fueron igualmente saqueados o quemados así como numerosos yacimientos arqueológicos. Varios arqueólogos británicos se lamentan sobre el destino del preciado patrimonio cultural iraquí y reprochan a las fuerzas americano-británicas de no haber protegido los museos de los saqueadores, mientras que todos los pozos petrolíferos irakis fueron puestos bajo seguridad en un tiempo mínimo., y que, desde el principio del conflicto grandes y jugosos contratos fueron otorgados a las sociedades americanas en el marco de la reconstrucción de Irak...</p>
<p style="text-align:justify;">El Museo de Bagdad encerraba una colección de más de 200 000 objetos de arte procedentes esencialmente de la antigua Mesopotamia, cuna de prestigiosas civilisaciones de Sumer, de Akkad, de Babylonia y de Asiria. No se sabe cuántos objetos han desaparecido y es muy probable que no se sepa jamás, por el hecho de la destrucción voluntaria de los catálogos por los mismos saqueadores. Algunos estiman que aproximadamente 170 000 objetos fueron robados y el resto gravemente estropeados (8).</p>
<p style="text-align:justify;">______________<br />
<em>Nota 1. En lo que concierne las armas biológicas, podemos precisar que Irak las poseyó en varias ocasiones en la época de la guerra contra Irán. Eric Laurent anota en su obra "La guerra delos Bush" (Plon 2003) que no es hasta 1992, gracias a una investigación llevada por el Senado americano, que la verdad fue desvelada : "Entre febrero 1985 y el 28 de noviembre de 1989, al menos 61 entregas de cultivos biológicos habían sido expedidos hacia Irak. Esos envíos contenían 19 contenedores de bacterias de anthrax, surtidas por American Type Culture Collection Company, una sociedad instalada a proximidad de un laboratorio de Fort Detrick, controlado por el ejército americano, y en la que los laboratorios trabajaban sobre las armas biológicas "sensibles". Quince dósis de Clostridum Botalinium (toxina botulítica) habrían sido entregadas a los laboratorios militares de Saddam por la misma sociedad entre el 22 de febrero de 1985 y el 29 de septiembre de 1988..." Eric Laurent cita además otros agentes biológicos altamente peligrosos que el gobierno US suministró a Irak durante este periodo...<br />
vez más, y gracias a las cifras apróximadas de victimas civiles irakies recogidas más arriba, la historia nos permite constatar de que no fué así y que las «incursiones quirúrgicas» jactadas por la propaganda de Estados Unidos fallaron de nuevo (7). </em>
</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">La antropóloga Elisabeth Stone, que participó en una expedición organizada por la National Geografic Society, subrayó que los pillajes son alentados por «el deseo de comprar esos objetos en los países occidentales, por personas acomodádas en los Estados Unidos, en Europa y en Japón»(9). En Londres el mercado está saturado por pequeñas tabletas cuneiformes que se venden entre 600 y 700 Euros la pieza (10).</p>
<p style="text-align:justify;">La inercia cómplice de Georges W. bush frente al pillaje del país que aloja los más antiguos vestigios inventariados sobre el planeta, fué largamente señalada por la comunidad internacional. «El páis invasor y su ejército deben tomar las medidas indispensables para proteger los bienes culturales que temen ser deteriorados por las acciones militares en un territorio ocupado», estipula un artículo de la Convención sobre la protección de los bienes públicos en caso de un conflicto armado, adoptado en 1954 en La Haye por la UNESCO. La Convención de La Haye obliga a las naciones en guerra a proteger el patrimonio cultural del lugar en conflicto, ¿¡ pero es cierto que los Estados Unidos y Gran Bretaña, grandes países colonizadores, forman parte de las pocas naciones que no lo firmaron ¡?...</p>
<p style="text-align:justify;">Un gran número de arqueólogos internacionales y de exploradores del mundo árabe no dudan en afirmar que coleccionistas americanos están detrás del pillaje de los museos irakis. Jueves 17 de abril de 2003, en París, una reunión de expertos de la UNESCO formula que los pillajes de piezas arqueoológicas fueron la obra de bandas extremadamente bien organizadas y en posesión de las llaves de las bóvedas y cajas fuertes (5).<br />
Dony George, director de investigavión y estudios en el Museo Nacional irakí de Bagdad, nos informa en una declaración a la AFP que los saqueadores pasaron de llevarse las copias de los objetos depositados en las reservas, no llevándose más que las piezas originales, «Es una operación de robo organizado» y para él la prueba irrefutable de que especialistas se encontraban entre los ladrones y que actuaban por cuenta de intereses extranjeros (11).
</p>
<p style="text-align:justify;">En la misma época, en Londres, un grupo de nueve eminentes arqueólogos publicó un texto a los Estados-miembros de la Coalición en el diario británico The Guardian. Estos declararon que un organismo creado en 1994 con el nombre de American Council for Cultural Policy (ACCP), negoció con el departamento de Estado y el departamento de la Defensa de los Estados Unidos antes del principio del conflicto por una «flexibilidad de la legislación protectora de la herencia cultural irakí». Siendo la meta el poder exportar de Irak antigüedades bajo pretexto que las piezas estarían más seguras en Estados Unidos. Esta información fue divulgada en la misma época por el New York Times.</p>
<p style="text-align:justify;">Asímismo, el semanario The Art Newspaper de noviembre 2002, publicó unh artículo intitulado «Iraq´s history is our history too». Leemos aquí que la asociación ACCP ofrece su ayuda a las futuras instituciones irakíes liberadas para retomar las excavaciones más eficaces y tecnológicamente avanzadas. El subtítulo del artículo es muy evocador : «Aqueólogos y abogados apuran al gobierno americano de tomar en cuenta los sitios históricos en Irak en la elaboración de su estrategia militar». Es de todos modos notable el subrayar que la ACCP, que posee lazos estrechos con la administración Bush, fue fundada por el antiguo abogado del New York Metroplolitan Museum dónde fue encontrada en 1999 la famosa estatuilla en bronce sustraída durante la primera guerra del Golfo en el museo de Kirkuk(12)... La ACCP niega cualquier implicación en los saqueos de los museos irakís.</p>
<p style="text-align:justify;">¿Qué pensar de todo esto? ¿Porqué haber decidido de invadir Irak si ninguna arma de destrucción masiva ha sido encontrada? ¿Quién, por la misma circunstancia, ha planificado los saqueos dirigidos de los museos nacionales y yacimientos irakís? ¿ Han sido el petróleo y el saqueo los únicos objetivos de algunas sociedades petroleras y organizaciones clandestinas manifiestamente encubiertas por el gobierno americano, o constituyen éstos dos solos la enorme guinda que esconde el pastel?</p>
<p style="text-align:justify;">En agosto 2001, en un punzante estudio intitulado «Economic Security, a National Security Folly?», Donald Losman, profesor de ciencias económicas de la universidad industrial de las fuerzas armadas (universidad de la Defensa nacional en Washington), concluyó que USA «derrocha entre 30 y 60 miles de millones de dólares cada año para garantizar la seguridad de las reservas de petróleo del Medio-Oriente, cuando sus importaciones provenientes del Golfo pérsico han alcanzado solamente 10,25 miles de millones de dólares por año entre 1992 y 1999». Su punzante conclusión es la siguiente: «el petróleo no es un problema de seguridad nacional y utilizar el ejército para defender vagas nociones de bien-estar económico es ¡ inoportuno y perfectamente inmoral !»(13).</p>
<p style="text-align:justify;">Sabemos a partir de aquí que el petróleo adereza las cajas regístradoras de las sociedades petroleras americanas, pero que no es por lo tanto la razón principal de tal despliegue militar en la región del Golfo Pérsico. Sin embrago, podemos apostar que las fuerzas americanas no saldrán jamás de Irak mientras el petróleo corra a chorros en ésa región y que - a pesar de que las salidas precipitadas de las organizaciones privadas e internacionales llevadas por la fuerte hostilidad de la población local y de los religiosos - los USA conservarán un control enmascarado del país colocando un gobierno burdo y fantoche. Tenemos que admitir que el petróleo es, hasta el día de hoy y mientras aún quede, un arma política temible y un medio de chantaje. Este permite, entre otras cosas de controlar el abastecimiento energético de los países que osan mostrarse demasiado independientes cara al gigante americano...</p>
<p style="text-align:justify;">Los acontecimientos ligados a la ofensiva imperialista en Irak han suscitado numerosas dimisiones en el seno de los países de la coalición. Este fenómeno demuestra que la diplomacia planetaria está en grave peligro. La incapacidad corrosiva del gobierno americano a establecer un plan de paz en Irak, después de la guerra, dejando así el país en una inseguridad crónica, nos demuestra que la paz no forma manifiestamente parte de su plan inicial. De hecho, ¿ es la paz verdaderamente el objetivo americano cuando sabemos que 15 billones de dólares bastarían a hacer retroceder de una forma eficaz el hambre sobre el planeta y que, según el SIPRI (Stockholm Peace Reseach Institute), la exportacion de armas en el mundo ha suministrado 101 billones de dolares a las firmas americanas en el año 2002 ?(14) . Aparte de esto, el presupuesto militar de USA ha pasado a más de 370 billones de dólares en 2002 y a 383 billones de Dólares en 2003. Este dinero ha cubierto la fabricación de armas punta y ha garantizado el desarrollo del famoso escudo antimisiles americano(15).</p>
<p style="text-align:justify;">Para finalizar, ¿qué más decir del gobierno de Estados Unidos que se permite el derecho de emprender una agresión militar cuidadosamente planificada bajo cobertura de que el régimen iraquí no habría cooperado, que habría hecho supuestamente uso de una «flagrante violación de sus obligaciones de desarme», no autorizando a los inspectores a controlar sus infraestructuras ? Todos tenemos en la memoria que en ese fín de 2002, mientras que las fuerzas americanas se amontonaban frente a la frontera de Irak y que éstas tomaban así como rehenes al mundo entero y a las Naciones Unidas , Irak había ya aceptado absolutamente todo! Pero cuando la terrible máquina de guerra americana está en marcha, ya no hay quién la pare.</p>
<p style="text-align:justify;">La Convención sobre las armas químicas de 1993 obliga a los firmantes a declarar las armas químicas que tengan, a destruirlas eventualmente , a no desarrollarlas nunca, conseguirlas, utilizarlas o transportarlas. Sin embargo ¿saben Vds. que el gobierno imperialista de Estados Unidos se reserva el derecho exclusivo de rechazar la inspección del conjunto de sus instalaciones? (16)...</p>
<p style="text-align:justify;">A la vista de todos estos hechos y de las revelaciones que van a seguir, yo afirmo serenamente que la historia no es más que una eterna vuelta a empezar en este planeta y que las apuestas irakies no están solamente relacionadas con el petróleo. Como Vds. lo constatarán, el dominio de Irak es, psicológicamente, de una importancia considerable para el gobierno oculto, pero está tambien en estrecha relación con el proyecto militar que ciñe la Tierra tal un torno e inicialmente bautizado «Star Wars» por el presidente Reagan...</p>
<p><strong>Fuentes sobre las dos guerras del Golfo :</strong></p>
<p>(1) Michael Moore "Tous aux abris!", les editions la découverte, 2004<br />
(2) Le livre jaune Nº 5, chapitre « Saddam Hussein et la tempête du désert », les éditions Félix, 1997<br />
(3) Médecines nouvelles, 3ème trimestre 2002.<br />
(4) Le Monde du 2 avril 2003, Bagdad, le journal d´une guerre.<br />
(5) www.cyberie.qc.ca/chronik/20030422<br />
(6)L´Illustré du 12 juillet 2000, article de Laure Lugon Zugravu<br />
(7)http://new.humanite.fr/journal/2003-04-09/2003-04-09-369987<br />
(8)http://fpfre.peopledaily.com.cn/200304/18/fra20030418_60631.html<br />
(9)http://fr.news.yahoo.com/030611/202/3913s.html<br />
(10)www.ulg.ac.be/capri/CAPRI_fr2-Patrimoine-15-04-03html<br />
(11)www.lemonde.fr/article/0,5987,3218-318059-,00.html<br />
(12)www.routard.com/mag_reportages.asp ?id_rep=33<br />
(13)www.cato.org/pubs/pas/pa409.pdf<br />
(14)www.convergenciesrevolutionaires.org/article709.html<br />
(15)http://radio-canada.ca/nouvelles/Dossiers/11Sept/repercussions02.html<br />
( 16) EM avril-juin 2oo3 - nº 62 « L´impéialisme américain et la crise économique mondiale » / Bruxelles</p>
<p> Aquí podemos ver el documental "The Lost Pyramids of Caral" de la BBC que menciona el autor arriba, en inglés sin subtítulos.  </p>
<p>[googlevideo=http://video.google.es/videosearch?q=The+Pyramids+of+Caral&#38;hl=es&#38;sitesearch=#]</p>
<div><span><span> </span></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LTV A-7 Corsair II]]></title>
<link>http://nueveg.wordpress.com/?p=263</link>
<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 21:03:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>kosmos224</dc:creator>
<guid>http://nueveg.it.wordpress.com/2008/08/04/ltv-a-7-corsair-ii/</guid>
<description><![CDATA[
El Ling-Temco-Vought (LTV) A-7 Corsair II es un avión de ataque basado en portaaviones, diseño qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_a-7-corsair.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-264" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_a-7-corsair.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a></p>
<p>El Ling-Temco-Vought (LTV) A-7 Corsair II es un avión de ataque basado en <span class="mw-redirect">portaaviones</span>, diseño que fue introducido para reemplazar al Douglas <span class="mw-redirect">A-4 Skyhawk</span> en el servicio naval norteamericano, y que está basado en el exitoso caza naval <span class="mw-redirect">F-8 Crusader</span> producido por Chance Vought.</p>
<p>El A-7 fue el primer avión de combate en usar las características <span class="new">head-up display</span> (HUD), <span class="new">sistema de navegación inercial</span> basado en <span class="new">Dopler</span> (INS), y un motor turbofan. Inicialmente entró en servicio con la Armada de los Estados Unidos durante la Guerra de Vietnam siendo adoptado además por la <span class="mw-redirect">United States Air Force</span> para reemplazar sus aviones de ataque <span class="new">A-1 Skyraiders</span> los cuales eran prestados desde la Marina y desde la <span class="new">Air National Guard</span>. Fue exportado a Grecia (en los 1970s), Portugal, y Tailandia (a finales de los 1980s).</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-perfil.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-265" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-perfil.jpg" alt="" width="450" height="163" /></a></p>
<p>En <span class="new">1962</span>, la Armada de los Estados Unidos empezó trabajos preliminares en un modelo deniminado <strong>VAX</strong> (más pesado que el aire, Ataque, Experimental), con mayor rango de acción y carga útil  para reemplazar al <span class="mw-redirect">A-4 Skyhawk</span> . Se colocó particular enfasis en la precisión de las armas, para reducir los costos por blanco. Los requerimientos fueron finalizados en <span class="new">1963</span> y en <span class="new">1964</span> la Marina anunció que los requerimientos para el <strong>VAL</strong> (Más pesado que el aire, Ataque, Liviano) había sido llenado por el A7 . Contrario a la filosofía de la <span class="mw-redirect">USAF</span>, la cual era emplear sólo cazabombarderos supersónicos como el <span class="mw-redirect">F-105 Thunderchief</span> y el <span class="mw-redirect">F-100 Super Sabre</span>, la Marina necesitaba llevar más carga a mayor distancia . Una historia ilustraba a este "lento pato gordo " (como era llamado por las tripulaciones) podía volar hasta casi el limite supersónico, acarrear docenas de bombas de acero y restringir su velocidad de reapontaje, lo que no podría hacer un avión más rápido, con alas más pequeñas y con postquemador.</p>
<p><!--more--></p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-cabina.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-266" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-cabina.jpg?w=300" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p>Para minimizar costos, todas las propuestas se basaron en modelos ya desarrollados . <span class="new">Vought</span>, Douglas Aircraft, Grumman, y North American Aviation respondieron . La proposición de Vought estuvo basada el el exitoso caza <span class="mw-redirect">F-8 Crusader</span>, teniendo la misma configuración pero de menor longitud y con una proa más redondeada. Fue seleccionado como el ganador el 11 de febrero de 1964, y el 19 de marzo la compañía recibió la orden para el grupo inicial de aviones designados <strong>A-7 (Ataque -7)</strong> . En <span class="new">1965</span> el avión recibió el nombre popular de <strong>Corsair II</strong>, en rememoración del exitosisimo Caza de Vought, el <span class="mw-redirect">F4U Corsair</span> de la Segunda Guerra Mundial.</p>
<p>Comparado con el Caza <span class="mw-redirect">F-8 Crusader</span>, el A-7 tenía un fuselaje más corto y más ancho, el ala era más larga, y el ala de incidencia variable del F-8 fue descartada. Para lograr la autonomía necesaria, el A-7 fue motorizado con un turbofan <span class="new">Pratt &#38; Whitney TF30</span>-P-6 que producía 11,345 lbf (50.5 kN) de empuje, el mismo que fue usado en el Cazabombardero F-111, pero sin <span class="mw-redirect">postquemador</span> que es necesario para vuelo supersónico. Los Turbofans mejoran la eficiencia moviendo el aire no quemado a baja velocidad.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-diagrama.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-267" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-diagrama.jpg" alt="" width="380" height="619" /></a></p>
<p>El avión estaba equipado con un radar <span class="new">AN/APQ-116</span> integrado dentro del sistema digital de navegación ILAAS. El radar también alimentaba un computador digital de armamento, el cual hacía posible el lanzamiento de armas desde gran distancia en forma precisa, mejorando mucho la supervivencia respecto a plataformas de armas bastante más rápidas como el <span class="mw-redirect">F-4 Phantom II</span>. Fue el primer avión norteamericano en tener <span class="new">HUD</span>, ahora como equipamiento estándar la cual daba información como el angulo de picada, velocidad del aire, subida, y reticulo de puntería. El sistema de navegación integrado permitía otra innovación -- el <span class="new">Sistema de Proyección de Mapas Proyectado (PMDS)</span> que mostraba el avión exactamente en mapas de distintas escalas.</p>
<p>El A-7 tuvo el periodo de desarrollo más rápido y exitante de cualquier avión norteamericano de la posguerra . El <strong>YA-7A</strong> hizo su primer vuelo el 27 de diciembre de 1965, y entró en servicio en un escuadrón naval a finales de 1966. El primer escuadrón de la Marina de A-7 empezó su operación el 1 de febrero de 1966, y empezó a combatir en Vietnam en diciembre de 1967.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-01.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-268" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-01.jpg?w=300" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>El Secretario de defensa Robert McNamara no sólo ordenó a la Fuerza Aérea que comprara el exitoso <span class="mw-redirect">F-4 Phantom II</span>, sino que también probaran el A-7 Corsair como una solución de bajo costo a los F-105s, hasta que el problemático F-111 entrara en servicio. La fuerza Aérea ordenó el A-7D con un receptaculo de reaprovisionamiento de combustible en vuelo especial para el vuelo del <span class="mw-redirect">KC-135</span> mas que el largo brazo de los de la Marina. Optaron además por el cañón rotatorio <span class="mw-redirect">Gatling</span> M61 Vulcan más que por la pareja de cañones de cañones simples de 20 mm y cambiaron el motor <span class="new">Allison TF41-A-1</span>, por un motor <span class="new">Rolls-Royce Spey</span> construido bajo licencia. El motor TF41-A-1 producía 14,500 lbf (64 kN) de empuje. Más tarde la Marina adoptaría esta conformación de Motor y Cañón.</p>
<p>La produccioón de Corsairs continuó hasta <span class="new">1984</span>, totalizando 1,569 aviones construidos . El A-7 Corsair tuvo la distinción de ser el ínico avión de Estados Unidos de un solo asiento, cazabombardero de los 1960s, diseñado, construido y destinado a la Guerra de VietNam.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-02.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-269" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-02.jpg?w=300" alt="" width="300" height="202" /></a></p>
<p>El A-7 Corsair II fue apodado "SLUF" (Short Little Ugly Feller)por los pilotos. Los Pilotos de los primeros A-7s alababan al avión por su fácil pilotaje (con la excepción de su pobre estabilidad en los aterrizajes con viento cruzado) y excelente visión posterior, pero hacían resaltar su falta de potencia. Esto era patente en el A-7B y más aún con el A-7D/E. El motor turbofan producía un incremento dramático de la eficiencia en el gasto de combustible respecto a los primeros <span class="mw-redirect">turbojets</span> (el A-7D tenía un <span class="new">consumo específico de combustible</span> de un sexto de un <span class="mw-redirect">F-100 Super Sabre</span> a un empuje equivalente)</p>
<p>Un A-7D trasportando 12 <span class="mw-redirect">bombas</span> de 500 lb (227 kg)a 480 mph (775 km/h) a una altitud de 33,000 ft (10,000 m) usaba solo 3,350 lb (1,500 kg) de combustible por hora</p>
<p>Un A-7D trasportando 12 bombas de 500 lb (227 kg)a 480 mph (775 km/h) a una altitud de 33,000 ft (10,000 m) usaba solo 3,350 lb (1,500 kg) de combustible por hora.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-03.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-270" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-03.jpg?w=300" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>El computador integrado de armas permitía un <span class="new">CEP</span> de 20 m independiente de la experiencia del piloto . El sistema de navegación dopler requería solo 2.5 minutos en la superficie para su alineamiento parcial, una mejora ostensible sobre los 13 minutos requeridos por un <span class="mw-redirect">F-4 Phantom II</span>. Además el A-7 requería sólo 11.5 <span class="new">horas hombres</span> de mantención lo que permitía tener gran cantidad de aviones listos para las misiones.</p>
<p>En Vietnam, el aire caliente y húmedo le quitaba potencia a los A-7D y A-7E . Los despegues eran más largos y los aviones completamente armados , incluso debían acelerar a 500 mph (800 km/h). Los pilotos bromeban que el Corsair "no era muy rápido, pero de todas maneras era lento" (Higham 1978). Para <span class="new">entrenamiento de combate aéreo asimétrico</span>, y para su <span class="new">Equipo de Acrobacia Aérea</span> Blue Angels, la Marina escogió al más maniobrable <span class="mw-redirect">A-4 Skyhawk</span> como plataforma subsónica, además que muchos consideraban que el A-7 era inadecuado . El <span class="mw-redirect">Cuerpo de Marines de Estados Unidos</span> también se desinteresaron en el Corsair II prefiriendo el avión V/STOL <span class="mw-redirect">AV-8 Harrier</span> como su avión de ataque liviano para reemplazar sus A-4F/M Skyhawks.</p>
<p>El primer A-7A de la Marina fue destacado en Vietnam en 1967 en el escuadrón <span class="new">VA-147 Argonauts</span> a bordo del portaaviones <span class="new">USS Ranger (CVA-61)</span>. El avión hizo su promera salida de combate el 4 Diciembre de 1967. En los siguientes meses, el VA-147 hizo aproximadamente 1,400 salidas de combate perdiendo solo un aeroplano . En Junio de 1968, el USS Ranger participó en el incidente generado por la captura del <span class="new">USS Pueblo (AGER-2)</span> en el <span class="mw-redirect">Mar del Japón</span> por Corea del Norte.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-04.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-271" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-04.jpg?w=300" alt="" width="300" height="195" /></a></p>
<p>Los modelos mejorados de A-7B de la Marina arribaron a Vietnam a principios de 1969, con el A-7E definitivo siguiendolo en 1971. El primer A-7 perdido por la Marina fue el 22 de diciembre de 1967, a menos de tres semanas de haber entrado en combate . El Corsair del VA-147, del USS Ranger, era piloteado por el LCDR James M. Hickerson, cuando al atacar un sitio antiaéreo un <a title="Misil tierra-aire" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Misil_tierra-aire">SAM</a> explotó debajo de su avión, fallando su motor y su hidraúlica por lo que debió eyectarse. El LCDR Hickerson fue liberado como <a title="Prisionero de guerra" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Prisionero_de_guerra">POW</a> el 13 de marzo de 1973. El último A-7 Corsair perdido durante esta Guerra fue el 29 Enero de 1973, cuando el CDR T.R. Wilkinson del VA-147, portaaviones USS Constellation, desapareció mientras hacia un vuelo de entrenamiento; fue listado como KWF (killed while flying). Desde 1967 hasta 1973, 10 de los 20 portaaviones de la Armada norteamericana que navegaban en las afueras de Vietnam perdieron A-7's, 15 de los cuales fueron derribados por misiles antiaéreos (SAMs).</p>
<p>Los A-7Ds de la USAF también fueron ampliamente usados en Vietnam y Camboya desde la <span class="new">354th Tactical Fighter Wing</span>, y con la 388th Tactical Fighter Wing, volando desde <span class="new">Korat RTAFB</span>, Tailandia. Los A-7s de la 354th TFW entraron en acción en Octubre de 1972 atacando blancos tan lejanos como 800 km desde sus bases aéreas, utilizando <span class="new">Reaprovisionamiento en vuelo</span> . Los A-7Ds fueron rápidamente mandados a las misiones "Sandy" para proveer cobertura aérea a rescate de pilotos derribados, misiones que antes desempeñaban los <span class="new">A-1 Skyraider</span> (de ahí el nombre "Sandy"), la mayor velocidad de vuelo de los A-7's iba en detrimento de su capacidad de escoltar helicópteros pero se compensaban con su gran autonomía y resistencia al fuego enemigo.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-05.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-05.jpg?w=300" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p>Los escuadrones de la marina VA-15 y VA-87 con A-7E, a partir del USS Independence, dieron apoyo aéreo durante la <span class="new">Invasión a Granada</span>, el nombre código de la operación es Furia Urgente, en octubre de 1983.</p>
<p>Los A-7 de la Marina también proporcionaron apoyo aéreo en el Líbano en 1983. Junto con un <span class="mw-redirect">A-6 Intruder</span>, un A-7 fue derribado por Siria con un misil (SAM), el 4 de diciembre de 1983.</p>
<p>El 180th Grupo de Caza Táctico de la Guardia Aérea Nacional de Ohio, se encontraba en Panamá, cuando las hostilidades se iniciaron a fines de diciembre de 1989, y participó en la Operación Causa Justa. Ellos se encontraban entre las unidades de la ANG, unidades que iban de la Base Howard de la Fuerza Aérea para proporcionar una presencia en Panamá en el despliegue de ejercicios Cornet Cove.</p>
<p>Mientras los A-7s de la USAF permanecieron en Estados Unidos en favor de los <span class="mw-redirect">A-10 Thunderbolt II</span>, la Marina desplegó dos de sus últimos Escuadrones de A-7E en la <span class="mw-redirect">Operación Desert Storm</span> en Agosto de 1990 a bordo del portaaviones <span class="new">USS John F Kennedy</span>, el único portaaviones de seis que fueron desplegados en la Operación Desert Storm que podía operar el A-7 excepto por el <span class="new">USS Saratoga,</span> que tenía el Escuadrón VA-72 de A-7 cuando erróneamente aterrizaron abordo de este mientras el Kennedy y el Saratoga compartían estaciones de combate durante una mision de los pilotos . <em>VA-46</em> y <em>VA-72</em>hicieron las ultimas salidas de combate del A-7 en la <span class="mw-redirect">Operation Desert Storm</span> volando desde el Mar Rojo a blancos en el interior de Irak . El A-7 fue usado día y noche para atacar blancos muy defendidos como también "kill boxes" (zonas de ataques geográficamente definidas ) en Kuwait, empleando una serie de armas entre las que se incluían <span class="new">Munición Guiadas de Precisión</span> (PGM's), como también bombas guiadas por TV <span class="new">Walleye</span>, bombas de propóstios generales no guiadas, y misiles antiradar <span class="new">HARM</span> . El A-7 también fue usado como <span class="mw-redirect">Tanquero</span> en misiones de <span class="new">Reaprovisionamiento en Vuelo</span> .</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-06.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-273" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-06.jpg?w=300" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>Los A-7 Corsairs de la Marina empezaron a quedar fuera de linea a mediados de los 1980s con el arribo del McDonnell Douglas (ahora Boeing) <span class="mw-redirect">F/A-18 Hornet</span>. El último A-7 de la Marina fue retirado del último escuadrón operacional de A7, (VA-46 y VA-72) en Mayo de 1991, poco después de su regreso de la Operación Desert Storm. El <span class="mw-redirect">F-16 Fighting Falcon</span> pudo reemplazar ampliamente al A-7 en la Fuerza Aérea como su Caza Bombardero de Alto rendimiento. Aún con su avanzada tecnología del turbofan con postquemadores, todavía algunos dicen que el F-16 carece de la autonomía del A-7. El hecho de que el Hornet carezca de la autonomía del A-7, fue trasladada a la mesa del diseño del F/A-18E/F Super Hornet aumentando su tamaño para que llevara más combustible y se aumentara su autonomía.</p>
<p>Por 1981, el <span class="new">Fairchild</span> <span class="mw-redirect">A-10 Thunderbolt II</span> tomó el rol de <span class="new">Apoyo Aéreo Cercano</span> (close air support o CAS) de las unidades activas de A-7s . Con la excepción de los A-7s usados en el Programa F-117, los últimos Corsairs en servicio activo fueron usados por el 23d Tactical Fighter Wing en la <span class="new">England Air Force Base</span> en <span class="mw-redirect">Louisiana</span>, en 1981. Muchos pilotos activos añoraron el rendimiento y sofisticación del Corsair.</p>
<p>Los A-7Ds en servicio activo de la Fuerza Aérea fueron trasferidos a la <span class="mw-redirect">Air National Guard</span> (ANG) a principios de 1974, y los nuevos A-7K de dos asientos que fueron construidos a partir de 1979 fueron enviados directamente a la ANG. Los ultimos Corsairs de la USAF fueron retirados en 1993 por unidades de la ANG en <span class="new">Rickenbacker ANGB</span> (Ohio), Des Moines (Iowa), Tulsa (Oklahoma) y Springfield <span class="new">(Ohio</span>).</p>
<p>Algunos de los aviones sobrantes se enviaron a Grecia, Tailandia y Portugal; sin embargo a finales de 1998, sólo con la excepción de algunos fuselajes en muestra estática, todos los A-7s fueron almacenados en el <span class="new">AMARC</span>. Los A-7s de la Fuerza Aérea Portuguesa (designados A-7P, TA-7P) fueron convertidos a partir de 20 A-7As y 6 TA-7C de la Marina motorizados con motores <span class="new">TF30-P408</span> y equipados con la aviónica del A-7E . Las entregas a Portugal empezaron en Mayo de 1981 y fueron completadas en mayo de 1986. Estos aviones fueron retirados en el año 2001.</p>
<p>Una variante remotorizada (YA-7F) fue propuesta para ser llevada a la barrera transónica, pero el concepto perdió frente al <span class="mw-redirect">F-16 Fighting Falcon</span> y al <span class="mw-redirect">F/A-18 Hornet</span>.</p>
<p><a href="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-07.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-274" src="http://nueveg.wordpress.com/files/2008/08/9_corsair-07.jpg?w=300" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Los A-7 todavía son usadas por la <span class="new">Fuerza Aérea Helénica</span> griega (Elliniki Polemiki Aeroporia) y por el Brazo Aéreo de la Real Marina de Tailandia (Kong Tha Han Lur Thai).</p>
<p>Los A-7H y TA-7H griegos vuelan desde la 115th Fighter Wing en la base aérea de <span class="new">Souda</span> y los A-7E y TA-7C por la 116th Fighter Wing en la base aérea de <span class="new">Araxos</span>. Su rol es ataque al suelo y bombardeo.</p>
<p>La Armada Real Tailandesa compró 14 A-7E y 4 TA-7C para defensa costera y actividades de patrulla costera. Fueron entregados en 1995. Están en servicio en el escuadrón 104th "White Shark", 1st Wing en el Aeropuerto Internacional de <span class="new">U-Tapao</span>.</p>
<p>Los A-7s griegos y tailandeses han sido mejorados con muchos avances como mayor empuje desde sus motores TF-41, aviónica avanzada, radar, y capacidad de ataque todo tiempo.</p>
<p>---------------------------------------------------------------------------------------</p>
<p><em>Fotos en alta calidad del A-7 Corsair II en <a href="http://www.airliners.net/search/photo.search?sort_order=photo_id%20DESC&#38;first_this_page=0&#38;page_limit=60&#38;a=1&#38;aircraft_genericsearch=LTV%20A-7%20Corsair%20II&#38;thumbnails=noinfo" target="_blank">airliners.net</a></em></p>
<p>---------------------------------------------------------------------------------------</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/X0zCvwhPlU4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/X0zCvwhPlU4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dalle ceneri - Tahar Ben Jelloun]]></title>
<link>http://rebstein.wordpress.com/?p=840</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 21:10:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
<guid>http://rebstein.it.wordpress.com/2008/06/21/dalle-ceneri-tahar-ben-jelloun/</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;&#8230; Una volta che si è stesa una coperta di sabbia e di cenere su migliaia di corpi ano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.oilempire.us/graphics/iraqisoldier.jpg" alt="" width="340" height="312" /></p>
<p align="right"><em>"... Una volta che si è stesa una coperta di sabbia e di cenere su migliaia di corpi anonimi, si coltiva l'oblio.<br />
E' allora che la poesia si solleva. Per necessità. Diventa parola urgente nel disordine in cui la dignità dell'essere viene calpestata."</em></p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>Tahar Ben Jelloun</strong>, <em>Dalle ceneri</em>, traduzione di Egi Volterrani, Genova, Il Melangolo, 1991 (<em>La remontée des cendres</em>, 1991)</p>
<p>Ce corps qui fut un corps<br />
ne flânera plus<br />
le long du Tigre ou de l’Euphrate<br />
ramassé par une pelle qui ne se souviendra<br />
d’aucune douleur<br />
mis dans un sac en plastique noir<br />
ce corps qui fut une âme,<br />
un nom et un visage<br />
retourne à la terre des sables<br />
détritus et absence.</p>
<p>Cette terre avide d’eau<br />
n’a eu que du sang<br />
pour irriguer le grand silence<br />
ce désert affligé a ouvert les tranchées du sommeil<br />
et les homes s’y sont engouffrés<br />
par milliers en un éclair<br />
la peau déchirée<br />
une bougie allumée veillait à l’intérieur<br />
de la cage thoracique défunte.<br />
Un peu du ciel habitait ces corps voués à l’oubli.<br />
Une couverture de sable a été déposée<br />
sur ces sacs noirs par une main en métal.<br />
Plus rien ne bouge.<br />
Par même les souvenirs ardents des premières amours.<br />
Ni l’oiseau inconnu venu du jour lointain pour<br />
la prière des morts. Il est noir et immobile, les<br />
yeux brûlés, éternel.</p>
<p>Ce corps qui fut une parole<br />
ne regardera plus la mer en pensant à Homère.<br />
Il ne s’est pas éteint. Il a été touché par un<br />
éclat du ciel brisant la parole et le souffle.<br />
Ces cristaux mêlés au sable<br />
sont les derniers mots prononcés par ces hommes<br />
sans armes.</p>
<p>Visages noircis par un feu qui ne tremble point.<br />
Page d’une vie calcinée<br />
comme un secret illisible.<br />
Le regard, lentement arraché du visage: c’est une<br />
mince feuille de papier belle et résistante, troublante<br />
et légère; un voile entre la vie et notre mort; un<br />
silence qui retient quelques grains de sable.<br />
Les visages lavés par le même feu bref et précis<br />
ne sont plus des visages.<br />
L’épure d’un souvenir de visage est enseveli<br />
dans les mêmes sacs noirs.<br />
Le désordre et la défaite ont mêlé les jours<br />
et les regards.</p>
<p>Ce corps qui fut un rire<br />
brûle à présent.<br />
Cendres emportées par le vent jusqu'au fleuve<br />
et l'eau les reçoit comme les restes<br />
de larmes heureuses.<br />
Cendres d'une mémoire où perle une petite vie<br />
bien simple, une vie sans histoire, avec un jardin,<br />
une fontaine et quelques livres.<br />
Cendres d'un corps échappé à la fosse commune<br />
offertes à la tempête des sables.</p>
<p>Quand le vent se lèvera, ces cendres iront<br />
se poser sur les yeaux des vivants.<br />
Ceux-ci n'en sauront rien<br />
ils marcheront triomphants avec un peu de mort<br />
sur le visage.<br />
Innombrables sont les signes<br />
se vidant de leur eau<br />
dans le tumulte de l'extrême<br />
là, au bord d'un cimetière mouvant.</p>
<p>Dans ce pays les morts voyagent<br />
comme les statues et les flames.<br />
Ils portent des lunettes<br />
et tendent les bras roussis<br />
pour s'envoler.<br />
On dit qu'ils sont devenus invisibles<br />
et s'en vont offrir aux vivantes les années<br />
qui leur restaient à vivre.<br />
Ainsi, que d'ans jonchent le désert:<br />
un siècle et plus.<br />
Des vies qui tremblent pour dire:<br />
«La mort n'est pas fatale<br />
comme la nuit est l'ombre du soleil».</p>
<p><strong>[...]</strong></p>
<p><strong>***</strong></p>
<p>Quel corpo che già fu un corpo<br />
non si attarderà più<br />
sulle rive del Tigri o dell'Eufrate<br />
raccolto da una pala che non avrà ricordo<br />
di dolore alcuno<br />
messo in un sacco di palstica nero<br />
quel corpo che già fu un'anima,<br />
un nome e un volto<br />
ritorna alla terra delle sabbie<br />
rifiuto e assenza.</p>
<p>Quella terra avida di acqua<br />
non ha avuto che il sangue<br />
per irrigare il grande silenzio<br />
quel deserto afflitto ha aperto le trincee del sonno.<br />
E in un baleno gli uomini<br />
si sono riversati dentro a migliaia<br />
la pelle scorticata<br />
una candela accesa vegliaia all'interno<br />
della gabbia toracica defunta.<br />
Un poco di cielo abitava quei corpi votati all'oblio.<br />
Una coperta di sabbia è stata deposta<br />
su quei sacchi neri da una mano metallica.<br />
Niente si muove più.<br />
Neanche i ricordi ardenti dei primi amori.<br />
Nemmeno l'uccello sconosciuto venuto da un<br />
giorno lontano per la preghiera dei morti. E' nero<br />
e immobile, con gli occhi bruciati, eterno.</p>
<p>Quel corpo che già fu parola<br />
non guarderà più il mare pensando a Omero.<br />
Non si è spento. E' stato raggiunto da una scheggia<br />
di cielo che gli ha spezzato la voce e il respiro.<br />
Questi cristalli mescolati alla sabbia<br />
sono le ultime parole pronunciate da quegli uomini<br />
senz'armi.</p>
<p>Facce annerite da un fuoco che non trema.<br />
Pagina di una vita calcinata<br />
come un segreto illeggibile.<br />
Lo sguardo, lentamente strappato dal volto: è<br />
un sottile foglio di carta, bello e resistente, inquietante<br />
e leggero: un velo tra la vita e la nostra morte:<br />
un silenzio che trattiene qualche granello di sabbia.<br />
Le facce lavate dallo stesso fuoco breve e preciso<br />
non sono più facce.<br />
La traccia del ricordo di un volto è sepolta<br />
in quegli stessi sacchi neri.<br />
Il disordine e la disfatta hanno confuso i giorni<br />
e gli sguardi.</p>
<p>Quel corpo che già fu una risata<br />
adesso brucia.<br />
Ceneri portate via dal vento fino al fiume<br />
e l'acqua le riceve come resti<br />
di lacrime felici.<br />
Ceneri di una memoria in cui traluce una piccola<br />
vita molto semplice, una vita senza storia, con<br />
un giardino, una fontana e qualche libro.<br />
Ceneri di un corpo scampato alla fossa comune<br />
offerte alla tempesta delle sabbie.</p>
<p>Quando si alzerà il vento quelle ceneri<br />
si andranno a posare sugli occhi dei vivi.<br />
E quelli senza saperne niente<br />
camineranno trionfanti con un po' di morte<br />
sul viso.<br />
Innumerevoli sono i segnali<br />
che si svuotano della loro acqua<br />
laggiù, nell'estremo tumulto<br />
sul bordo di un cimitero in movimento.</p>
<p>In questo paese i morti viaggiano<br />
come le statue e le fiamme.<br />
Portano gli occhiali<br />
e tendono le braccia bruciacchiate<br />
per prendere il volo.<br />
Dicono che sono diventati invisibili<br />
e vanno offrendo ai vivi gli anni di vita<br />
che ancora restano loro.<br />
Quanti anni sparsi in quel modo sul deserto:<br />
un secolo e oltre.<br />
Vite da raccogliere come sciacalli impagliati<br />
vite che tremano nel dire:<br />
«La morte non è così fatale<br />
come la notte che è l'ombra del sole».</p>
<p><strong>[...]</strong></p>
<p><strong>***</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Relación entre guerras y petróleo]]></title>
<link>http://desconectarse.wordpress.com/?p=400</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 09:16:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hermes</dc:creator>
<guid>http://desconectarse.it.wordpress.com/2008/06/12/relacion-entre-guerras-y-petroleo/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;El estilo de vida americano no está abierto a negociaciones&#8221;
Esta frase fue pronunciad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>"El estilo de vida americano no está abierto a negociaciones"</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Esta frase fue pronunciada por <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/George_H._W._Bush" target="_blank">George E. W. Bush</a> durante la <a href="http://www.un.org/spanish/conferences/cumbre&#38;5.htm" target="_blank">Cumbre de la Tierra</a> (Río de Janeiro, 1992) cuando los representantes de las naciones en desarrollo le pidieron a George Bush que incluyera el sobreconsumo de recursos de los países desarrollados, sobre todo de los Estados Unidos, en la agenda de discusiones de la Cumbre.</p>
<p style="text-align:justify;">Recordemos que durante el mandato de Bush tuvo lugar la primera <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Golfo" target="_blank">Guerra del Golfo</a>, con el fin de liberar Kuwait de la invasión de Iraq, o por decirlo de otro modo, con el fin de liberar los pozos petrolíferos de Kuwait de las manos de <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Saddam_Hussein" target="_blank">Saddam Hussein</a>. Mas tarde, el hijo de George E. W. Bush, el por todos conocido, <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/George_Walker_Bush" target="_blank">George W. Bush</a> ha rematado el trabajo de su padre con la <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Invasi%C3%B3n_de_Iraq_de_2003" target="_blank">invasión definitiva de Iraq</a> y la muerte de Saddam.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.finanzas.com/noticias/finanzas.php?url=/noticias-mercados/petroleo-brent-destroza-barrera_200805220837.html" target="_blank">Con el barril de petróleo a 134 dólares</a>, que a nadie le extrañe que en un futuro no demasiado lejano vuelvan a producirse conflictos armados en el Oriente Medio, <strong>el estilo de vida americano necesita de mucho petroleo a un bajo precio y no van a dudar en hacer lo que haga falta para lograrlo.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[EMPIRE OR HUMANITY- What the Classroom Didn’t Teach Me About the American Empire por Howard Zinn]]></title>
<link>http://norbertobarreto.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 21:55:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Norberto Barreto Velázquez</dc:creator>
<guid>http://norbertobarreto.it.wordpress.com/2008/05/30/25/</guid>
<description><![CDATA[Dramatización narrada por Viggo Mortensen del artículo del historiador Howard Zinn, &#8220;Empire ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Dramatización narrada por Viggo Mortensen del artículo del historiador Howard Zinn, "Empire or Humanity", relatando cómo llegó al entendimiento de la naturaleza imperialista de los Estados Unidos. <a href="http://www.tomdispatch.com/post/174913/howard_zinn_the_end_of_empire_">http://www.tomdispatch.com/post/174913/howard_zinn_the_end_of_empire_</a> </p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Arn3lF5XSUg'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Arn3lF5XSUg&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[¿QUÉ OCURRIRÁ SI NO DEJA DE CRECER LA POBLACIÓN?]]></title>
<link>http://periodistapatoso.wordpress.com/?p=44</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 08:58:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>amarchante</dc:creator>
<guid>http://periodistapatoso.it.wordpress.com/2008/05/18/%c2%bfque-ocurrira-si-no-deja-de-crecer-la-poblacion/</guid>
<description><![CDATA[En este caso seré muy breve porque todos conocemos las consecuencias, que son: sobrepoblación; cam]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">En este caso seré muy breve porque todos conocemos las consecuencias, que son: sobrepoblación; cambio climático; destrucción de la naturaleza (una vez El Roto, en una viñeta en El País: ponía: "El hombre necesita destruir a la naturaleza para sobrevivir, y viceversa"), mayores diferencias entre clases y culturas; falta de recursos (entre ellos: alimentos, agua, petróleo,...), que podrían ocasionar guerras de todo tipo por el control estratégico de las reservas; remilitarización progresiva, que podría terminar en un nuevo "conflicto político-ideológico con disuasión nuclear" o, más conocido como, "Guerra Fría" (unos países aumentan su armamento y los otros responden; siguen aumentando los arsenales multilateralmente hasta que la tensión que han generado es muy alta; comienzan los conflictos localizados (en su momento fue la Guerra de Vietnam, la Guerra del Golfo,...) que aumentan aún más la tensión); luego ponen un tiempo de vida a la Tierra de 5 segundos; la publicidad/propaganda/prensa de los países inicia su guerra personal concienciando a la gente de que la guerra es necesaria para mantener el orden mundial; una vez que la gente está a favor de la guerra, los arsenales repletos de misiles (normales o nucleares), si no hacen acuerdos o intervienen terceros para detener el posible conflicto, BOOMMMMM, y el planeta se llena de hongos gigantes de humo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://periodistapatoso.wordpress.com/2008/05/18/%c2%bfque-ocurrira-si-deja-de-crecer-la-poblacion/">¿QUÉ OCURRIRÁ SI DEJA DE CRECER LA POBLACIÓN?</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PETRODÓLARES]]></title>
<link>http://periodistapatoso.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Thu, 15 May 2008 09:18:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>amarchante</dc:creator>
<guid>http://periodistapatoso.it.wordpress.com/2008/05/15/petrodolares/</guid>
<description><![CDATA[
La OPEP tiene últimamente la costumbre de reducir la producción de barriles diarios de petróleo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-26" src="http://periodistapatoso.wordpress.com/files/2008/05/petrodolares.jpg?w=221" alt="" width="221" height="300" /></div>
<div style="text-align:justify;">La OPEP tiene últimamente la costumbre de reducir la producción de barriles diarios de petróleo para que suba el precio del crudo. Los países consumidores de petróleo, para poder pagar la subida, tienen que recortar el gastote otros productos o pedir prestado. Los países exportadores hacen, desde la creación de la OPEP en 1960, tres cosas: gastarlo en guerras (primera guerra del Golfo entre Irak e Irán); invertirlo en desarrollo; o prestárselo a los consumidores que necesiten liquidez para comprar petróleo y que así no dejen de consumir (sobre todo tras la subida que duplicó su precio entre 1973: pasó de 2 a 5$), de esta forma obtienen el dinero del petróleo y los intereses con que han comprado el petróleo. Esto último son los petrodólares.<br />
En los países ricos o en vías de desarrollo no tenían problemas para recuperar los préstamos. Pero en los países pobres podía darse el caso de que los préstamos se usasen para pagar el petróleo, entonces no dejarían de ser pobres; o desarrollarse y no pagar la factura del petróleo. Pagaron el petróleo.<br />
La OPEP (1979-1980) vuelve a subir el precio (pasa de 10 a 40$). Los países ricos se endeudaban a corto plazo y salían sin mucho déficit, pero los países pobres ya estaban endeudados y se sobreendeudaron tanto que no podían pagarlo. Hay una frase que dice: “Si le debes 1000 a un banco y no puedes pagarlo, tienes un problema; si le debes 1000 millones y no puedes pagarlo, el problema lo tiene el banco”. Lo que ocurrió es que se les alargó la deuda, claro está, con más intereses. Adiós a la evolución de estos países, casi todos africanos.<br />
Los países ricos empiezan a utilizar energías alternativas, que empezaron a ser rentables con las subidas del crudo. Se crean centrales nucleares. Francia crea 80 y reducen su consumo de petróleo en un 50%. Así se evita problemas a corto (reducción de su consumo) y a largo plazo (futuras subidas del precio del barril).</div>
<p style="text-align:justify;">Ahora bien, con las subidas de petróleo, los verdaderos afectados son los países pobres que no pueden innovar al tener que pagar el petróleo. El mundo va a seguir funcionando. Lo que ocurre es que mientras los movimientos de las clases medias de los países ricos critican al G-8, silencian las actuaciones de la OPEP por cada $ que suba el petróleo, es 1$ menos que se dedicará en los países pobres al control de epidemias y de hambrunas. Las grandes campañas de Greenpeace, entre otras, utilizan temas demagógicos como la pobreza y el desarrollo y se olvidan del centro del problema.</p>
<div style="text-align:justify;">Dentro de los países ricos también habrá repercusiones. ¿Quién va a pagar la elevación de los costes del petróleo? Los inmigrantes, porque cuando haya recesión, que ya la hay, serán los primeros en irse a la calle. El ministro español de Inmigración y Trabajo, Celestino Corbacho, dijo que estaba dispuesto a pagar a los inmigrantes para que se vayan. Los españoles no se pueden ir.</div>
<div style="text-align:justify;"><strong>“Quien ve hacia afuera, sueña; quien ve hacia adentro, despierta.”</strong></div>
<div style="text-align:justify;">Carl Young<br />
<a href="http://periodistapatoso.files.wordpress.com/2008/05/petrodolares.jpg"></a></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[lentius profundius suavius]]></title>
<link>http://lineadombra.wordpress.com/?p=219</link>
<pubDate>Thu, 01 May 2008 11:00:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>ubik</dc:creator>
<guid>http://lineadombra.it.wordpress.com/2008/05/01/lentius-profundius-suavius/</guid>
<description><![CDATA[


For green grass and clean rivers, children with bright eyes and good color, and people safe from ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" style="vertical-align:top;" src="http://www.alexanderlanger.org/cms/pic.php?id=1718&#38;tab=entry" alt="" width="591" height="415" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">For green grass and clean rivers, children with bright eyes and good color, and people safe from being pushed around—for a few things like these, I find I am pretty ready to think away most other political, economic, and technological advantages. (<strong>Paul Goodman</strong> da Notes of a Neolithic Conservative)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ma io faccio politica per una concezione idiota che ho di me stesso come uomo di lettere: sono quel tipo di scrittore che deve aver prima fatto il suo dovere di cittadino, di padre e via dicendo…” . (<strong>Paul Goodman </strong>da New Reformation)</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">la premessa.</span></strong> Le prove elettorali sono passate. La batosta è stata forte, ma tutto sommato non l’ho presa malissimo. Un po’ per l’idea che si parte quasi da zero e poi <!--more-->perché ho sempre creduto che la politica gioca un ruolo irrinunciabile nella società, in quello che facciamo, nelle relazioni che mettiamo in campo; si gioca con la nostra testimonianza e il nostro fare oltrechè delle idee, delle letture e dei maestri che mano a mano ci siamo scelti.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In questo senso Eva Kant e io abbiamo iniziato un cammino per certi versi nuovo, ma anche solito. Nuovo perché si veste di nuovi amici e si sostanzia in molti gesti e stili personali, solito perché torniamo alle origini del nostro modo di essere. Che poi è quello che ci ha fatto conoscere e piacere. E che ci ha portato in tutti questi anni lungo tante esperienze.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">una di quelle storie.</span></strong> Quando ci frequentavamo ero solito riempire la riccetta appena conosciuta di fotocopie, libri e letture. Ovviamente erano mirate. Non per fare colpo, ma semplicemente ero ansioso di far sapere chi ero, cosa pensavo, come vivevo. Dopo tutti questi anni ci capita di ridere come matti nel ripensare quelle buste piene di articoli fotocopiati dalle mie riviste preferite. Come non mi è mai venuto in mente che avrei potuto rischiare un gentile “prego, si accomodi”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Di tutto quel materiale un libro e un breve testo ci hanno appassionato e unito: “elogio della mitezza” di Norberto Bobbio e il “caro San Cristoforo” di A. Langer.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">In quel periodo andava più o meno così: al mattino mi alzavo molto presto perché all’epoca penzolavo tra Civitavecchia e Roma, durante la giornata me ne stavo rintanato a S. Pietro in Vincoli: lezioni e il pomeriggio nella fantastica biblioteca Boaga fino a quando chiudeva, mensa in via Paolina (CL, ma con gusto) e la sera appunto c’era sempre un concerto, un filmetto d’Essai, una passeggiata, sennò era Capodarco dove facevo il volontario ed Eva K. il tirocinio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quindi una di queste volte ci trovammo a piazza S. Maria in Trastevere, forse ognuno era tornato dalle rispettive vacanze, non ricordo bene, fatto sta che Eva K. mi restituì il breve e bellissimo testo di Bobbio insieme ad un quaderno incartato con i pensieri che l’avevano colpita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il libro era bello veramente e arrivava nel momento giusto: <a href="http://lineadombra.wordpress.com/2008/01/20/goffredo-fofi-sulla-via-di-damasco/" target="_blank">qui</a> vi raccontavo delle scoperte, degli orizzonti più ampi che mi era dato scoprire e attraversare proprio in quel periodo. E come ogni passaggio o scoperta si dubita delle cose fatte in precedenza o nei propri credo. Non sfuggivo a questa regola.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Un pomeriggio invece seduti in un piccolo parco vicino Capodarco rileggemmo emozionati la lettera di A. Langer che indirizza a S. Cristoforo e forse in quel momento abbiamo capito che solo con l’altro potevamo sintonizzarci sull motto “piu' lento, piu' profondo, piu' dolce”.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong>sit</strong></span><span style="color:#ff6600;"><strong>-in a passeggio.</strong></span> Negli anni precedenti senza sosta avevo attraversato e animato nella città dove abitavo gruppi e iniziative: avevamo messo in piedi il gruppo di Amnesty con tutto il lavoro di cineforum e dibattiti, riunioni e banchetti; fondato e aperto un Centro Studi (si chiamava “la Quercia” visto che era il PDS a sostenerci) poi venne la Guerra del Golfo e fu un girare tra conferenze, sit-in sotto il Parlamento con un’ospitale e più giovane Chiara Ingrao. Certi convegni alla saletta del parlamento organizzati da Mattioli e Scalìa, dove io e un carissimo amico ridevamo come pazzi immaginando scene surreali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quindi le Perugia – Assisi, le contro-celebrazioni del Cinquecentenario, l’estate mi facevo i campi di lavoro, intrecciavo relazioni (mica solo impegnate). Divoravo pessimi giornali come Avvenimenti (dio come era brutto quel giornale. Fracassi, mio dio!!!), Cuore che amavo e odiavo, Mosaico di Pace e Azione Nonviolenta completavano insieme a il manifesto, il parco-letture di quel tempo. Insomma tanta foga, poche e asciutte concessioni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">All’epoca ero –come dire- un pochino rigido? Ma sì, rigido: forse manicheo. Quasi una “bestia”. Insomma ero un po’ orso. Comunque giravo con sandali (calzini compresi), barba da frate marxista, calzoni di tela e una polo (Eva K. ancora ride) che doveva essere verde, ma mi sa che a furia di metterla era diventata blu. Zaino atto per la sopravvivenza da pendolare e urbana;</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">la posta in gioco.</span></strong> Nel frattempo scoppiò la guerra in ex-Jugoslavia e con alcuni vecchi e nuovi amici organizzammo un gruppetto informale che in un ex asilo raccoglieva vestiti e medicinali: mi ricordo che era tantissima roba e che andava consegnata a Spalato. Da qui, non soddisfatti cercammo di attrezzarci e iniziammo a fare incontri tra di noi nelle domeniche d’inverno: confinati in sale parrocchiali trascurate dove arrivava un tizio da non so dove a farci fare certi esercizi che stimolavano fiducia e abbandono: apertura verso l’altro. Almeno il senso era questo. Ma alla fine prevaleva l’imbarazzo di pratiche calate a freddo e dall’alto che –non volevamo ammetterlo, pena il fallimento della nostra ragione di fare gruppo- ci lasciava perplessi e ogni tanto ci scherzavamo su.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La guerra nell’ex-jugoslavia mi coinvolse e mi avvicinò con più consapevolezza al pacifismo e alla nonoviolenza, anche se avvisaglie c’erano state durante il servizio militare: lessi durante quegli anni le “lettere dal carcere” di Gramsci e “teoria e pratica della nonviolenza” di Gandhi. Per dire. comunque questa storia del pacifismo e della nonviole