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	<title>i-complici &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/i-complici/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "i-complici"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 09:20:45 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Su Abbate, Travaglio e Saviano]]></title>
<link>http://eftorsello.wordpress.com/?p=941</link>
<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 13:57:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Leggo su internet una notizia e mi salta alla mente un atroce dubbio: il presidente del Senato, Rena]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Leggo su internet </strong><a title="NOTIZIA RAINEWS24" href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=81607" target="_blank"><strong>una notizia</strong></a> e mi salta alla mente un atroce dubbio: il presidente del Senato, Renato Schifani, alla fine ha querelato Marco Travaglio per aver riportato - in piena prima serata su "Che tempo che fa" - le affermazioni contenute nel volume "I Complici", a firma di Lirio Abbate? Non se ne è saputo più nulla. O meglio: l'autore del saggio, Lirio Abbate, è stato querelato dal presidente del Senato? Non se ne è saputo più nulla.</p>
<p>Per chi non avesse seguito la vicenda, Travaglio riportò alcune notizie per cui Renato Schifani, circa vent'anni fa, avrebbe avuto rapporti con persone poi rivelatesi in odore di mafia. Da qui il caso mediatico che trasformava in notizia non l'informazione data dal giornalista de L'Unità ma la querelle successiva nata contro Travaglio. Il dato curioso era che fino a quel momento quasi nessuno conosceva il libro "I complici, tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" così come pressoché sconosciuto era il suo autore, Lirio Abbate.</p>
<p>Oltre a rivelare l'aspetto mistificatore dei nostri media che hanno subito spostato l'attenzione dall'informazione riguardante la seconda carica dello Stato alla querelle contro Travaglio, la vicenda ha evidenziato il fatto che se un fatto viene pubblicato in un libro ma non compare in televisione, praticamente non esiste. Con alcune eccezioni, vedi Gomorra. Querela a parte, quindi, alcuni mesi fa una notizia che avrebbe potuto effettivamente essere meditata dagli italiani è stata stravolta e tutto si perso in una bolla di sapone.</p>
<p>Un'ultima osservazione che esula: non avete mai pensato che la visibilità e il successo che ha fatto Saviano, siano un modo molto nobile e subdolo per mettere a tacere una delle poche voci concrete del nostro giornalismo? Pensateci: adesso non potrà certo andare in giro in Vespa seguendo i camorristi ed un libro accurato e vissuto come Gomorra, forse, non potrà più essere scritto.</p>
<p><strong>EF</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lirio Abbate, Renato Schifani ed il perchè di tutto questo papocchio]]></title>
<link>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=244</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 17:45:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>areazione</dc:creator>
<guid>http://termometropolitico.wordpress.com/?p=244</guid>
<description><![CDATA[
Lirio                            Abbate
Peter Gomez

I Complici

Tutti gli uomini di Bernardo Prove]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.xantology.com/wp-content/uploads/2007/09/icomplici.jpg" alt="" width="249" height="366" /></p>
<p><span style="font-family:Verdana;color:#990000;"><span style="font-family:verdana;">Lirio                            Abbate<br />
Peter Gomez<br />
</span><strong><br />
<span style="font-size:xx-small;">I Complici</span></strong></span><br />
<span style="font-family:Verdana;"><br />
Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano<br />
Da Corleone al Parlamento, Fazi Editore, </span>353 p, <span style="font-family:Verdana;">15€</span><br />
<span style="font-family:Verdana;"><span style="font-family:verdana;"><br />
Il libro racconta tutto quello che in tv non ci vogliono                            dire: cioè i rapporti politi trasversali (dall'Udc fino                            ai Ds) di un boss ora presentato solo come un vecchio                            assassino ultimo rappresentate di una mafia arcaica                            ed animale.</span></span></p>
<blockquote>
<p align="left"><strong><span style="font-family:verdana;">(L'Espresso)<br />
</span></strong></p>
<p align="left"><span style="font-family:verdana;"> Fin troppo                            facile citare Tomasi di Lampedusa. Ma non c’è niente                            da fare: nella Sicilia del potere è sempre stagione                            di gattopardi, con stili diversi e obiettivi identici:                            cambiare tutto perché nulla cambi. Questo è anche il                            capolavoro di Bernardo Provenzano, che con la sua cattura                            ha trasmesso l’immagine di una mafia sconfitta garantendo                            invece a Cosa nostra il passaporto per il futuro. Quale                            sia il progetto dell’ultimo padrino lo spiega un volume                            in uscita la prossima settimana dall’editore Fazi, “I                            complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da                            Corleone al Parlamento”: una grande zona grigia che                            fonde e confonde tutto, destra e sinistra, imprenditoria                            e pubblica amministrazione, mafia e antimafia. Peter                            Gomez, inviato de “L’espresso”, e Lirio Abbate, cronista                            dell’Ansa di Palermo, raccontano i protagonisti di questo                            magma, che avanza sottoterra, senza eruzioni esplosive                            che attraggano l’attenzione della cosìdetta società                            civile. Cosidetta perché nei piani del boss c’è anche                            l’infiltrazione nell’antimafia militante, la ricerca                            di collusioni nei partiti di sinistra, l’ossessione                            per il mimetismo che renda Cosa nostra una Cosa nuova,                            capace di restare protagonista senza mai apparire. Il                            laboratorio di questa rivoluzione invisibile è Villabate:                            una città dove gli emissari di Provenzano parlavano                            con esponenti di primo piano della politica nazionale.                            Il personaggio al centro della famiglia di Villabate,                            Nino Mandalà, ha ricevuto un altro ordine di cattura                            la scorsa settimana. Ecco uno stralcio da “I complici”. </span></p>
<p><span style="font-family:verdana;"> Enrico                            tu sai da dove vengo e che cosa ero con tuo padre… Io                            sono mafioso come tuo padre, perché con tuo padre me                            ne andavo a cercare i voti vicino a Villalba da Turiddu                            Malta che era il capomafia di Vallelunga… Ora (lui)                            non c’è (più), ma lo posso sempre dire io che tuo padre                            era mafioso…».<br />
Una frase del genere, anche loro che per lavoro erano                            abituati ad ascoltare ogni giorno ore e ore d’intercettazioni,                            non l’avevano mai sentita. Sembravano le parole di un                            film. Dentro c’era tutto: la minaccia - «io sono mafioso»                            - il ricatto - «lo posso sempre dire io che tuo padre                            era mafioso» - i riferimenti ai capi storici di Cosa                            Nostra - Turiddu Malta, capofamiglia liberato dal carcere                            nel ’43 dagli americani - e la politica. Sì, la politica.                            Quella con la P maiuscola, perché Enrico era il figlio                            del senatore fanfaniano Giuseppe La Loggia: era Enrico                            La Loggia, dal 1996 al 2001 capogruppo di Forza Italia                            al Senato e poi ministro degli Affari Regionali nel                            governo Berlusconi. Ma a pronunciare quelle parole non                            era stato un attore: a scandirle con voce forte e chiara                            era stato, appena un mese prima di finire in manette,                            l’avvocato Nino Mandalà. È il 4 maggio 1998. Quel giorno                            il boss di Villabate sale, verso le 11 del mattino,                            sulla Mercedes turbodiesel di un uomo d’onore grande                            e grosso, dalla folta barba scura. È l’auto di Simone                            Castello, l’imprenditore che, fin dagli anni Ottanta,                            per conto di Provenzano recapita i suoi pizzini in tutta                            la Sicilia. I carabinieri l’hanno imbottita di microspie                            perché sanno che parlare con Castello significa parlare                            direttamente con l’ultimo Padrino. Mandalà è su di giri.                            Le elezioni amministrative sono alle porte, nel direttivo                            provinciale di Forza Italia di cui fa parte c’è fermento,                            le riunioni per preparare la lista dei candidati si                            succedono alle riunioni. Gaspare Giudice lo ha consultato                            per trovare un uomo da presentare per la corsa al consiglio                            provinciale a Misilmeri, un paesino a pochi chilometri                            da Villabate. Lui gli ha fornito un nome: all’ultimo                            momento però l’accordo è saltato, perché Renato Schifani,                            neoeletto senatore nel collegio di Corleone, «ha preteso,                            giustamente, che il candidato di Misilmeri alla provincia                            fosse suo, visto che Gaspare Giudice ne aveva già quattro»,                            spiega Nino a Simone. (...)<br />
La sua prima piccola rivincita, Nino, se l’è comunque                            già presa. Il candidato proposto da Schifani si è presentato                            in paese ma è stato respinto in malo modo. Ridendo,                            Mandalà racconta di avergli detto a brutto muso: «Caro                            mio io non do indicazioni a nessuno, non mi carico nessuno,                            Misilmeri non è Villabate, è inutile che vieni da me.                            Di voti qui non ce n’è per nessuno…». La dura reazione                            del capomafia ha preoccupato i vertici di Forza Italia,                            tanto che Gaspare Giudice lo ha immediatamente chiamato:                            «Mi ha telefonato dicendo che stamattina a casa di Enrico                            La Loggia c’è stata una riunione. (C’erano) La Loggia,                            Schifani, Giovanni Mercadante (l’allora capogruppo di                            Forza Italia in Comune a Palermo, arrestato per mafia                            nel 2006) e Dore Misuraca, l’assessore regionale agli                            Enti Locali. (Giudice mi ha raccontato che) Schifani                            disse a La Loggia: «Senti Enrico, dovresti telefonare                            a Nino Mandalà, perché ha detto che a Villabate Gaspare                            Giudice non ci deve mettere più piede… e quindi c’è                            la possibilità di recuperare Mandalà, telefonagli…».<br />
Il mafioso è quasi divertito. Tanta confusione intorno                            al suo nome in fondo lo fa sentire importante. Alzare                            la voce con i politici è sempre un sistema che funziona.                            E, secondo lui, anche Renato Schifani ne sa qualcosa.                            Dice Mandalà: «Simone, hai presente che Schifani, attraverso                            questo (il candidato di Misilmeri)… aveva chiesto di                            avere un incontro con me, se potevo riceverlo. E io                            gli ho detto no, gli ho detto che ho da fare e che non                            ho tempo da perdere con lui. Quindi, quando ha capito                            che lui con me non poteva fare niente, si è rivolto                            al suo capo Enrico La Loggia che, secondo lui, mi dovrebbe                            telefonare. Ma vedrai che lui non mi telefonerà. Mi                            può telefonare che io, una volta, l’ho fatto piangere?».<br />
Mandalà (...) torna con la mente al 1995, l’anno in                            cui suo figlio Nicola era stato arrestato per la prima                            volta. Accusa La Loggia di averlo lasciato solo, di                            averlo «completamente abbandonato», forse nel timore                            che qualcuno scoprisse un segreto a quel punto divenuto                            inconfessabile: lui e Nino Mandalà non solo si conoscevano                            fin da bambini, ma per anni erano anche stati soci,                            avevano lavorato fianco a fianco in un’agenzia di brokeraggio                            assicurativo (...). Il portaordini di Provenzano cerca                            d’interromperlo, sembra voler tentare di calmarlo: «Va                            bene, magari è il presidente (dei senatori di Forza                            Italia e non si può esporre)…». «D’accordo, però, dico,                            in una situazione come questa… Dio mio mandami un messaggio.                            (Poteva farlo attraverso) ’sto cornuto di Schifani che                            (allora) non era (ancora senatore), (ma faceva) l’esperto                            (il consulente in materie urbanistiche) qua al Comune                            di Villabate a 54 milioni (di lire) l’anno. Me lo aveva                            mandato (proprio) il signor La Loggia».<br />
«Poi, un giorno, dopo la scarcerazione di Nicola, (io                            e La Loggia) ci siamo incontrati a un congresso di Forza                            Italia. Lui mi dice: “Nino, io sai per questo incidente                            di tuo figlio…”. Gli ho detto: “Senti una cosa, tu mi                            devi fare la cortesia, pezzo di merda che sei, di non                            permetterti più di rivolgermi la parola”. Lui si è messo                            a piangere, si è messo a piangere, ma non si è messo                            a piangere perché era mortificato, si è messo a piangere                            per la paura. Siccome gli ho detto“ora lo racconto che                            tuo padre veniva a raccogliere con me daTuriddu Malta”,                            e l’ho fatto proprio per farlo spaventare, per impaurirlo,                            per fargli male, ’sto cretino, minchia, ha pensato che                            io andassi veramente a fare una cosa del genere. Vedi                            quanto è cornuto e senza onore...».</span></p>
<p><a href="http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici_espresso.htm">http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici_espresso.htm</a></p></blockquote>
<h2>Lirio Abbate minacciato dalla mafia</h2>
<p><span class="boxocchiello2">6/9/2007</span></p>
<p>Minacce al cronista della sede palermitana dell’«Ansa» e corrispondente de «La Stampa» Lirio Abbate, già sottoposto a intimidazioni nei mesi scorsi a causa del suo libro <a href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=815" target="_new">«I complici- Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento»</a>, scritto in collaborazione con Peter Gomez . Due sconosciuti hanno cercato di mettere sotto la sua automobile, posteggiata nei pressi dell’abitazione del giornalista, in un quartiere popolare del capoluogo siciliano, un ordigno rudimentale costruito con un paio di contenitori di liquido infiammabile e alcuni cavi elettrici. A notarli sono stati gli agenti del «servizio di bonifica» dell’Ufficio scorte di Palermo, che da un paio di mesi proteggono il giornalista: le due persone sono comunque riuscite a far perdere le loro tracce. Per rimuovere l’involucro sono stati chiamati gli artificieri e sono state spostate le altre auto posteggiate nelle vicinanze. Il fatto risale a sabato notte, ma si è appreso soltanto oggi ed è stato confermato in ambienti giudiziari. L’ordigno sarebbe stato efficiente e in grado di funzionare.</p>
<p><strong>Coro di solidarietà</strong><br />
«L’intera città, e non solo l’Amministrazione comunale, è al fianco di Lirio Abbate e di tutti i giornalisti che quotidianamente operano a Palermo e in Sicilia a sostegno della verità e della libertà di informazione» ha detto il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che ha annunciato la partecipazione del gonfalone della città alla marcia organizzata dai giornalisti per oggi in segno di solidarietà.</p>
<p>Anche la Cgil di Palermo aderisce alla «passeggiata simbolica». «Lo Stato e la società civile non possono permettere che un’organizzazione criminale come la mafia attraverso la violenza e altre forme di intimidazione, restringa la libertà d’azione di uno stato di diritto, a cominciare dalla primaria libertà d’informazione», afferma Maurizio Calà, segretario generale della Cgil di Palermo. «Non accettiamo che un giornalista che fa bene il suo mestiere - conclude - debba andare via dalla realtà professionale e civile solo perchè esercita un diritto, come quello dell’informazione».</p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200709articoli/25489girata.asp">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200709articoli/25489girata.asp</a></p>
<blockquote>
<h2><span style="color:#ff0000;">Se tutti questi fatti che coinvolgono Renato Schifani, che è avvocato cassazionista, sono falsi, perchè Schifani non querela Travaglio, Gomez ed Abbate?</span></h2>
<h2><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;">Aggiornamento: Schifani querela Travaglio</span></span></h2>
<p><a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_12/travaglio_fazio_sanzione_b5c1ee2e-2026-11dd-895d-00144f486ba6.shtml">http://www.corriere.it/politica/08_maggio_12/travaglio_fazio_sanzione_b5c1ee2e-2026-11dd-895d-00144f486ba6.shtml</a></p>
<p>Ora speriamo di sapere da tutti i telegiornali e giornali come andrà a finire la querela. Perchè spesso si dimenticano, i signorini, di dire come è andata a finire.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Schifani, Travaglio e la differenza tra libertà di stampa e gogna meditatica]]></title>
<link>http://socialeanimale.wordpress.com/?p=110</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 01:26:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>umanesimo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Ci si divide su come giudicare l&#8217;intervento di marco Travaglio alla trasmissione TV &#8221; C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3Pyc_GMHrMY'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/3Pyc_GMHrMY&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Ci si divide <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_11/piccolillo_f68ec80a-1f31-11dd-b397-00144f486ba6.shtml" target="_blank">su come giudicare l'intervento di marco Travagli</a>o alla trasmissione TV " Che tempo che fà" in cui ha lanciato accuse infamanti al presidente del Senato Renato Schifani reo di avere avuto rapporti nel passato con personaggi legati alla mafia. Da una parte politici di entrambi gli schieramenti hanno fortmente criticato l'intervento del giornalista, dall'altra molti suoi colleghi gli hanno espresso solidarietà in nome della <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/blog/grubrica.asp?ID_blog=147&#38;ID_articolo=40&#38;ID_sezione=310&#38;sezione=World%20Wide%20Caf%E8" target="_blank">libertà di stampa.</a></p>
<p>Personalmente io do della faccenda una diversa chiave di lettura: Marco Travaglio si è specializzato nella ricostruzione mediatica dei processi penali di vari personaggi . E fin qui può piacere o meno ma ci può stare: la cosa grave avviene quando lui si mette a sputare sentenze di condanna o assoluzione via etere. E quando i magistrati concordano con le ricostruzioni da lui fatte sono degli eroi ( vedi de Magistris) quando invece smentiscono il suo impianto accusatorio ( vedi il gip che ha stabilito il non doversi procedere contro Mastella) allora non nasconde sdegnosamente il suo disappunto.</p>
<p>Nel caso specifico Travaglio ha potuto lanciare in diretta tv un'accusa infamante contro Schifani come quella di essere amico dei mafiosi senza che questi potesse ribattere alle sue teorie. Non ho alcuna simpatia nè politica nè personale per Schifani. Il problema è che anche lui come uomo ha diritto di vedere tutelata la propria onorabilità da insinuazioni tanto gravi quanto sibilline: Travaglio non ha precisato in che cosa consisterebbero queste presunte amicizie mafiose di Schifani. ha rimandato a un libro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lirio_Abbate" target="_blank">Lirio Abbate</a> intitolato <a href="http://www.marcotravaglio.it/libri/icomplici.htm" target="_blank">"I complici"</a> e allora è presumibile che si riferisse a un fatto descritto in quel libro e relativo alla  Sicula brokers società che vedeva tra i soci fondatori nel 1979 oltre a Schifani e la Loggia personaggi poco puliti come l'imprenditore Benny D'Agositino e Nino Mandalà. Peccato che Schifani avesse lasciato tale società già dopo il primo anno, e che i guai giudiziari dei suoi ex soci sono sopravvenuti molto tempo dopo e non hanno nulla a che fare con la Sicula Brokers: Mandalà è stato arrestato nel 1998 ed è tuttora sotto processo per mafia; Benedetto ''Benny'' D'Agostino nel 2006 è stato condannato in via definitiva a tre anni e 10 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Ma il giornalista sostiene che Schifani dovrebbe spiegare la natura di queste amicizie: a chi? Mi chiedo io. Non certo ai magistrati visto che la vicenda SiculaBrokers non ha alcuna relazione con i guai giudiziari dei vari D'agostino e Mandalà. Forse Travaglio auspica un bel processo mediatico in cui Schifani venga sottoposto alla pubblica gogna per aver avuto rapporti risalenti a trent'anni prima e ripeto senza alcuna rilevanza penale? si torna al solito discorso: poichè Schifani non può essere condannato per via giudiziaria lo si sputtani per via mediatica. Il processo in TV al posto di quello in aula. Quella amministrata dagli umori della piazza non è esattamente il mio modello di giustizia. Ma evidentemente visto il sondaggio del quotidiano La Stampa che si schiera con Travaglio c'è una quota importante dell'opinione pubblica che ama questo modo di procedere incivile . E a chi mi obietta che tali vicende potrebbero avere rilevanza politica io ribatto che per valutare politicamente Schifani non è necessario ricorrere a queste forme di squallido giacobinismo:basta prendere in considerazione il celebre Lodo che prende il suo nome e che voleva garantire l'immunità e la sospensione i processi in corso per le cinque più alte cariche dello Stato. Provvedimento dichiarato poi incostituzionale per chè violava il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.</p>
<p><a href="http://www.wikio.it/vote?url=http://socialeanimale.wordpress.com/2008/05/12/schifani-travaglio-e-la-differenza-tra-liberta-di-stampa-e-gogna-meditatica/" target="_tab"><img src="http://www.wikio.it/shared/img/vote/wikio5.gif" border="0" alt="" /></a></p>
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<title><![CDATA[L.Abbate de "I Complici" ad Agrigento.]]></title>
<link>http://grilliagrigento.wordpress.com/?p=43</link>
<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 08:21:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>admin</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Lirio ABBATE interverrà ven.8 Feb alle 18.00 al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento per la pre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img width="235" src="http://grilliagrigento.wordpress.com/files/2008/01/i-complici.jpg" alt="I Complici" height="334" style="width:193px;height:267px;" /></p>
<p><b>Lirio ABBATE interverrà ven.8 Feb alle 18.00 al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento per la presentazione del suo libro "I Complici". </b><br />
Di seguito un'estratto del volume: "<i>Il segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR, il nipote dell’ex vicesindaco comunista di Villabate e l’ultimo erede di una famiglia per anni socia del ministro per gli affari Regionali, Enrico La Loggia: a guardarli mentre camminano assieme per le strade del centro di Palermo, sembrano tre ragazzi appena usciti da un convegno sul futuro della Seconda Repubblica. Ma sono tre picciotti. Tre picciotti di Bernardo Provenzano."</i><br />
Un libro ricco di materiale inedito (<b>intercettazioni di telefonate</b> tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, <b>la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica</b>. La <b>biografia dell'ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche</b>: dall'accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle <b>bombe di mafia del 1992</b>; dall'arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell'Udc siciliana. <b>Un libro esplosivo che ricostruisce la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni</b>. Un viaggio nella Mafia s.p.a., un'organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria e l'Università. Quattordici anni <b>dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l'opera di P.Gomez e L.Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima</b>, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l'arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.</p>
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<title><![CDATA[questi sono i politici]]></title>
<link>http://doro0tea.wordpress.com/2007/12/30/questi-sono-i-politici/</link>
<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 09:38:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>doro</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Io ti posso dire che dal punto di vista delle amicizie politiche lui ce ne ha [...] ma dal punto d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Io ti posso dire che dal punto di vista delle amicizie politiche lui ce ne ha [...] ma dal punto di vista dell'uomo della strada lui è nessuno. Lui non sa un cazzo. Se tu ci vuoi parlare di argomenti diciamo di vita, di argomenti di economia, non parla, non sa parlare, non sa niente... e questo è uno di quelli che arriva là e vota e determina le mie cose, le tue cose... Questi sono i politici, Nino, questi sono i politici...».</p>
<p><strong><a title="lirio abbate" href="http://www.fazieditore.it/scheda_autore.aspx?A=608" target="_blank">Lirio Abbate</a></strong>, <strong><a title="peter gomez" href="http://www.fazieditore.it/scheda_autore.aspx?A=609" target="_blank">Peter Gomez</a></strong>, <span style="color:#ff6600;"><em><a title="I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" href="http://www.fazieditore.it/scheda_libro.aspx?l=815" target="_blank">I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento</a></em></span>, Fazi Editore, 2007</p>
<p><span style="color:#000000;">.</span><br />
come dite? le chiacchiere tra due pensionati che leggono il giornale sulla panchina dell'aiuola sotto casa? oh, no no...<br />
è il 4 maggio 1998. 11 del mattino. siamo a bordo di una mercedes turbodiesel. si parla di tal <a title="andrea zangara" href="http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=101" target="_blank">andrea zangara</a>, deputato regionale, e il "nino" citato nel brano è l'avvocato <strong>nino mandalà</strong>, boss di cosa nostra. a rivolgersi a lui, in questo stralcio di conversazione intercettata dai carabinieri, è nientepopodimeno che il colonnello di <a title="bernardo provenzano" href="http://www.ausili.net/bernardoprovenzano/homepage.htm" target="_blank"><strong><span style="color:#ff6600;">bernardo provenzano</span></strong></a>, il "postino", l'imprenditore <strong>simone castello</strong>.</p>
<p>ma che poi, dico io, proprio l'altro giorno si facevano due chiacchiere col mio amico dem, e si parlava del più e del meno, e il meno era un <a title="clemente mastella" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Clemente_Mastella" target="_blank">ministro</a> della repubblica, che per ovvie ragioni qui non citerò, ma il cui nome inizia per <em>emme</em> e finisce per <em>stella</em>, dicevo, mi trovavo a parlare con dem di questo qui e dicevo cose come: "lui non sa un cazzo. se tu gli vuoi parlare di argomenti diciamo di giustizia, di argomenti di <a title="Sentenza definitiva per l'ex numero tre del Sisde" href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/bruno-contrada/bruno-contrada/bruno-contrada.html" target="_blank">concorso esterno in associazione mafiosa</a>, di <a title="differimento della pena per ragioni di salute" href="http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5909" target="_blank">differimento della pena per ragioni di salute</a>, non parla, non sa parlare, non sa niente... e questo è uno di quelli che arriva là e vota e determina le mie cose, le tue cose, le cose della collettività... questi sono i politici, dem, questi sono i politici...".</p>
<p>ah, dimenticavo, "dem" sta per demetrio colajanni, boss di casa nostra.</p>
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<title><![CDATA[lirio abbate: una questione di onore]]></title>
<link>http://doro0tea.wordpress.com/2007/12/04/lirio-abbate-una-questione-di-onore/</link>
<pubDate>Tue, 04 Dec 2007 20:54:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>doro</dc:creator>
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<description><![CDATA[redattore dell&#8217;ansa a palermo e corrispondente del quotidiano la stampa, lirio abbate è quel ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=815" target="_blank"><img style="width:177px;height:266px;" src="http://doro0tea.wordpress.com/files/2007/12/i-complici.jpg" border="0" alt="i complici. tutti gli uomini di bernardo provenzano" width="201" height="292" align="left" /></a>redattore dell'<a title="abbate sul sito dell'ansa" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/news_collection/awnplus_cultura/2007-11-27_127148765.html" target="_blank">ansa</a> a palermo e corrispondente del quotidiano <em><a title="la stampa su abbate" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200709articoli/25489girata.asp" target="_blank">la stampa</a></em>, <strong><a title="lirio abbate sul sito di fazi" href="http://www.fazieditore.it/scheda_autore.aspx?A=608" target="_blank">lirio abbate</a></strong> è quel che si dice un "giornalista d'inchiesta".<br />
esperto di mafia, si trova sotto scorta dal mese di maggio per aver subìto minacce a seguito della pubblicazione d<a id="Dettaglio_libro1_lnkIBS" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=817&#38;isbn=9788881127863" target="_blank"></a>el suo ultimo libro: <a title="I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=815" target="_blank"><strong><em>i complici. </em></strong></a><a title="i complici" href="http://doro0tea.wordpress.com/files/2007/12/i-complici.jpg" target="_blank"></a><a title="I complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento" href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=815" target="_blank"><strong><em>tutti gli uomini di bernardo provenzano da corleone al parlamento</em></strong></a>.<br />
il primo settembre, a pochi giorni dal suo rientro a palermo, qualcuno ha pensato bene di piazzare un ordigno incendiario sotto la sua auto.</p>
<p><a title="lirio abbate" href="http://www.fazieditore.it/scheda_autore.aspx?A=608" target="_blank"><img src="http://doro0tea.wordpress.com/files/2007/12/lirio-abbate.jpg" border="0" alt="lirio abbate" width="149" height="149" align="right" /></a>all'indomani dell'attentato, in questi termini si esprime <strong><a title="lirio abbate su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lirio_Abbate" target="_blank">abbate</a></strong> in una <strong><a title="l'intervista a repubblica" href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/cronaca/mafia-storia-cronista/mafia-storia-cronista/mafia-storia-cronista.html" target="_blank">intervista</a></strong> rilasciata al collega giuseppe d'avanzo del quotidiano <em><a title="la repubblica" href="http://www.repubblica.it/" target="_blank">la repubblica</a></em>: "Lo sai perché non decido di andarmene? Per onore. Sì, per onore! Non per il mostruoso, folle, ridicolo onore di cui si riempiono la bocca mafiosi deboli con i forti e forti con i più deboli, ma per quell'onore che mi chiede di avere rispetto di me stesso, che mi impedisce di inchinarmi alla forza e alla paura, di scendere a patti con ciò che disprezzo. Quell'onore che molti siciliani hanno dimenticato di coltivare".</p>
<p>un breve intervento audio <a title="all'indomani dell'attentato" href="http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?p=5&#38;IDmsezione=17&#38;IDalbum=5371&#38;tipo=AUDIO#mpos" target="_blank">sulla volontà di non cedere alla mafia</a> e il video della <a title="la presentazione del libro" href="http://video.google.it/videoplay?docid=6907075708284151994" target="_blank">presentazione del libro</a> (16 min ca).</p>
]]></content:encoded>
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