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	<title>i-deliri-della-giovane-velvet &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/i-deliri-della-giovane-velvet/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "i-deliri-della-giovane-velvet"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:35:12 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Nostalgia, nostalgia canaglia]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=275</link>
<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 19:15:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri ho ricevuto un&#8217;email dallo zio W dalla mia amata Albione. Mi ha fatto piangere. 	Mi ha sc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho ricevuto un'email dallo zio W dalla mia amata Albione. Mi ha fatto piangere. 	Mi ha scritto che gli manco e mi ha chiesto di tornare. Avrei 	addirittura un lavoro che mi aspetta e di certo trovare casa non 	sarebbe un problema. Cosa che invece qui, in questa bella città 	dell'Europa mediterranea sembra impossibile. Mi avevano avvisato 	dicendomi che non sarebbe stato facile, ma non pensavo davvero di 	rimanere bloccata in questo girone infernale che sulle cartine 	appare denominato come “L'Hospitalet”. Un nome – un programma. 	Abbiamo abbandonato l'idea di prendere due stanze separate o di 	condividere l'appartamento con altri sconosciuti. Vogliamo un 	minuscolo appartamento che rispetti pochi minimi requisiti:</p>
<p>- che abbia un bagno utilizzabile</p>
<p>- che non sia in uno di quei palazzi 	fatiscenti e puzzoni che qui sembrano andare tanto di moda</p>
<p>- che sia in città</p>
<p>Bellissima città Barcellona, 	con le viuzze caratteristiche, le costruzioni di varie architetture, 	i vialoni con le case di Gaudì, il sole, il mare...</p>
<p><span style="font-size:small;">¡</span>Mentira! 	<span style="font-size:small;">¡</span>Todo es mentira!</p>
<p>La verità è un'altra. È 	ora di porre fine alla visione romantica della città! Le 	viuzze sono invivibili, sono sporche, buie e soffocanti, gli ampi 	vialoni dell'Eixample sono solo per i ricchi, la maggior parte della 	gente sputa per terra e bisogna sempre fare attenzione a 	scaracchiate, piscio e quant'altro mentre si cammina con le 	imprescindibili havajanas, bisogna andare al mare fuori città 	se si vuole disporre di più di 20cm quadrati e la città 	è invasa da italiani che parlano con un tono di voce 	scandalosamente alto diffondendo stronzate e luoghi comuni.</p>
<p>Scrivo così solo perché sono stanca e un po' 	sconsolata (?). E la email di ieri mi ha reso molto nostalgica. 	Inoltre, la questione casa a volte crea anche tensione con l'amico 	di BCN che (forse) non capisce fino a che punto io abbia bisogno di 	andarmene da questo girone infernale e non capisce l'importanza che 	ha per me emanciparmi dalla mia condizione di ospite. Ho lasciato 	Londra per vivere a Barcellona, non all'Hospitalet, in casa di una 	bruja. Ho bisogno di un posto in cui tornare dopo il lavoro e 	sentirmi a casa, sentirmi nel mio regno. Ho bisogno di chiudere la porta e 	lasciare fuori le tensioni, non di aprirne una ed essere assalita 	dalla tensione.</p>
<p>Almeno il tema lavoro procede bene e con le colleghe si è instaurato un buon clima di complicità e comprensione e il cibo d'asporto del ristorante vicino all'ufficio è davvero buono ed economico. Ieri mi è arrivato il primo stipendio: piccolo riconoscimento del fatto che non sono totalmente un fallimento. In più il mio spagnolo sta migliorando di giorno in giorno ed ora riesco persino a coniugare correttamente i congiuntivi (quasi meglio che in italiano!)</p>
<p>Dovrei rimettermi a 	fare foto perché la testata di questo blog necessita un 	cambiamento. Non si può stare tra le nuvole per sempre...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ricordi tatuati]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=267</link>
<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 19:24:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come quando apri un pacchetto di sigarette e ne trovi una diversa. Sorridi perché sai chi l&#8217;h]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Come quando apri un pacchetto di sigarette e ne trovi una diversa. Sorridi perché sai chi l'ha messa lì. Sai quello che voleva dirti in silenzio.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Ci sono ricordi che ti raggiungono dopo sette anni di vita, viaggi, gente. Non so perché ora. Non so dove fosse archiviato questo ricordo. Non fumo nemmeno più.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ci sono suoni che ricordano altri suoni, colori che fanno ricordare delle foto immaginarie scattate una domenica mattina tra tante, con gli occhi ancora carichi di sonno dalla notte prima e ora ne sento ancora il profumo.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Volti passati, volti sbiaditi. Somiglianze e dissonanze di una vita fa.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ho avuto il mio periodo post-hippie, il mio periodo post-punk, il mio periodo di adeguamento forzato perché era più facile, ho avuto il mio periodo intellettualoide. Ora sono io. Con tutte queste fasi alle spalle, con i volti che ancora mi porto dentro, insieme al peso delle lacrime e degli abbracci non dati.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma ora sono a Barcellona e se penso a certe scene mi sembra che appartengano ad un'altra persona.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Sto imparando un nuovo lavoro, sto conoscendo gente nuova, sto cercando di migliorare un'altra lingua (anche se stamattina non riuscivo a dire due parole di seguito in spagnolo che avessero un senso).</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Ora guardo la tv (<em>Miami Ink</em>) mentre aspetto di cenare e sogno di andare in Florida a farmi tatuare da Garver...</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'alternativo è il tuo papà!]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=253</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 22:13:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quanto avevano ragione gli Afterhours! Ora però non ho intenzione di scrivere un post per inveire c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Quanto avevano ragione gli Afterhours! Ora però non ho intenzione di scrivere un post per inveire contro i giovani finti-alternativi che si siedono sul marciapiedi davanti all'IKEA sorseggiando bibite da 1€ accanto ad una panchina vuota. Loro stanno stoicamente e rigorosamente seduti per terra perché la panca non fa alternativo.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Da qualunque parte mi giri mi giungono notizie di amici o conoscenti che fanno scelte “da adulti”. Una compagna delle superiori, persa totalmente di vista dopo il diploma, si è sposata l'anno scorso, un'altra ha intenzione di comprar casa con il suo lui, una terza vive con il partner da 6 anni ed è – parole sue – praticamente sposata. Ci sono poi i conoscenti che hanno figli in cantiere o che si sposano a fine luglio o che regalano quadri che alla fine staranno su pareti comuni. Io qui in una cameretta di 2 metri per 4 a cercare di scrivere un nuovo capitolo. È sempre lo stesso discorso. A tratti, quando sono un po' più fragile, mi viene voglia di normalità. E appena queste parole prendono forma nella mia testa mi chiedo quale mai sarà la definizione di normalità.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Ci sono momenti in cui ho la sensazione di sprecare del tempo. Altre volte invece lo spremo così tanto che non mi basta. E altre ancora me lo lascio scorrere addosso senza farmi domande.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Mi sopravvaluto. Mi sottovaluto. Non so dare un giudizio obiettivo e bilanciato.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">E continuano gli sbalzi di umore e le paranoie. E poi divento noiosa e mi prenderei a schiaffi. So essere così tanto malmostosa da non vedere il sole. Preferisco voltarmi che riconoscere che in fondo non è per nulla tutto nero.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">Me la prendo con i finti alternativi, ma i finti depressi sono ancora peggio.</p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">Mi piaccio con lo smalto rosso. Anche alle unghie dei piedi.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riassunto emozionale - ma non solo]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=248</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 21:25:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=248</guid>
<description><![CDATA[Siamo usciti di casa senza una parola. Non che fossimo arrabbiati, solo pensierosi. E con cose da di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo usciti di casa senza una parola. Non che fossimo arrabbiati, solo pensierosi. E con cose da dire che ancora dovevano trovare le parole adeguate.<br />
Ci siamo guardati dopo aver attraversato lo stradone e ci siamo baciati al sole.<br />
Le poche parole grigie dette prima sono state cancellate con un rapido scatto e la comunicazione è finalmente ripresa. Sul tavolo due caffè e due fette di torta alle mandorle e le parole giuste sono fluite senza paura.</p>
<p>Mi sento fragile e sperduta, ma so che presto mi ritroverò.<br />
<em>"These fragments I have shored against my ruins"</em></p>
<p>Intanto oggi qualcosa si è mosso e mi ha dato una bella scossa. Siamo andati a vedere un appartamento che però non andava bene e abbiamo preso altri contatti. In più qualcosa sembra muoversi in ambito lavorativo, con una possibile collaborazione come traduttrice o magari anche qualcosa più importante. Mi sono scrollata di dosso l'apatia dei giorni scorsi. Spero di ritrovare la mia forza e la fiducia in me perché ora serve davvero.</p>
<p>Nel frattempo continuo a rifugiarmi in un mondo che sempre considero casa mia, il porto sicuro in cui sedersi comodi, togliere le scarpe e non avere paura. Un non-luogo fatto di libri e film. E ho stilato una piccola rassegna tutta al femminile.<br />
Sto leggendo <em>The Bell Jar</em> di Sylvia Plath. È il suo unico romanzo, pubblicato poche settimane prima del suo suicidio. In questa prosa sincera ritrovo la sofferenza e la profondità delle sue poesie. Spero di conservarne un buon giudizio fino alla fine.<br />
Per quanto riguarda i film ho finalmente visto <em>Persepolis</em>. Il film è molto bello, ma non quanto il libro (come spesso accade). Purtroppo per motivi di tempo e spazio sono stati tagliati dei passaggi e sono andate perse alcune sfumature che arricchivano il libro. Giudizio comunque positivo.<br />
E si tratta ancora di donne in un altro film che ho visto domenica sera: <em>Sex &#38; The City</em>. (O forse dovrei dire <em>Sexo en Nueva York</em>). Trama scontata e classiche scenette tra le 4 <span style="text-decoration:line-through;">ragazze</span> donne, ma vedere questo film è stato come prendere un caffè con delle amiche. Il tempo è volato tra drammi, risate e confessioni. Quanto mi mancano le amiche... Non sono brava nelle relazioni interpersonali e sono poche le persone che mi hanno sopportato in questi anni. Con la lontananza poi il cerchio si è ristretto, passato a setaccio, e ora sono molto legata alle perle rimaste e di conseguenza qualche lacrimuccia l'ho versata.</p>
<p>Ho un sacco di pensieri per la testa. Ma ora è tardi. È meglio andare a dormire.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Breakfast at IKEA (Una vita "fai da te")]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=242</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 19:23:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono a BCN.
Il viaggio simil-odissea è stato alquanto “pesante”: sono arrivata in terra catalan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Sono a BCN.<br />
Il viaggio simil-odissea è stato alquanto “pesante”: sono arrivata in terra catalana con la bellezza di circa 70 Kg di bagagli distribuiti in 3 valigie + borsa del computer.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Venerdì ho salutato i pochi amici rimasti in città con una splendida serata a base di pizza, risate, abbracci, foto, birra e limoncello.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Poi è arrivato il giorno dei bagagli e io sono entrata in crisi mentre preparavo la prima valigia. Al che faccio lo sguardo da cerbiatta smarrita e chiamo “l'amico di BCN” dicendo: <em>“Aiuto!! Non ci sta un cazzo!!”.</em><span style="font-style:normal;"> E a questo punto lui si è trasformato da supereroe (senza però nessuna tutina imbarazzante) e, impacchettando cautamente tutta la mia roba, l'ha stipata ordinatamente nelle valigie (anche grazie alla bellissima valigia extra acquistata all'ultimo minuto da argos) salvandomi così dall'imminente - ed altrimenti inevitabile - tracollo fisico e psicologico. È dura ammetterlo, però forse, ad un certo punto, abbiamo bisogno tutti di essere salvati da un inaspettato supereroe.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">Valigie fate e lacrime versate, sabato sera usciamo per “l'ultima cena”. Destinazione Taro. In Soho. Old Compton Street. Ora, chi conosce un pochino Londra avrà già fatto il collegamento con ciò che sto per scrivere. Bene, noi invece, presi dalla varie faccende domestiche abbiamo completamente ignorato il gay pride e ci siamo finiti in mezzo!! Così dopo un'ottima cena giapponese, ci siamo uniti ai festeggiamenti nelle vie di Soho transennate e stra-piene di uomini semi-ignudi e festanti. Inutile dire che non mi si cagava di striscio, mentre “l'amico di BCN” veniva preso amichevolmente di mira. Ho continuato a tenerlo per mano per paura che fosse inglobato dal mare colorato. Ci voleva questa ciliegina sulla torta per salutare quella che per 3 anni è stata la mia città: bella, bellissima Londra, libera e frizzante. Bisognerebbe andarci a vivere, non lasciarla...</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">Domenica abbiamo trascinato le valigie fino alla fermata del tram, sotto l'immancabile pioggia inglese e siamo partiti con British Airways (che fa figo!). All'arrivo ci ha accolto l'estate e una breve corsa in taxi fino “a casa”. Il tutto in un atmosfera surreale. E la sera a cena a guardare la finale di tennis in tv e pensare con le lacrime agli occhi che fino a poche ore prima vivevo proprio in quella zona della città. Ma guarda caso ha vinto Nadal, e visto che ora sono spagnola di adozione, si è festeggiato.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">In questi giorni mi sto lentamente abituando ad un altro clima, ad altri ritmi, ad altri spazi. Con le mie cose nell'armadio ma ancora impacchettate, pronte per il prossimo trasloco (spero a fine mese).</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">È dura doversi riabituare a spazi che non sono miei, essere ospiti, vedere i miei libri ammassati in un armadio. Almeno sono arrivati DVD, anche se manca ancora una scatola...</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">Ma la cosa stupenda è che “l'amico di BCN” si comporta da marito ideale. Capisce le mie tristezze, le mie difficoltà e il mio nervosismo. Si preoccupa, si prende cura di me, mi vizia anche troppo. È così gentile che a volte mi sento a disagio. Non sono davvero abituata ad essere trattata così. È tutto nuovo, tutto da scoprire, tutto da imparare. Ed essere qui e poterlo vedere sorridere mentre lavora “alle sue cose” mi aiuta a capire chi è e a stargli ancora più vicino.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">Tanto per citare una nota pubblicità:</span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">volo 	per Barcellona per due persone: £120</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">valigia 	extra di argos: £12.49</span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-style:normal;">stare 	bene (con lui): PRICELESS</span></p>
</li>
</ul>
<p><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p><span style="color:#808080;"><em>Because maybe<br />
you're gonna be the one that saves me...</em></span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ultimo post (da questo ufficio)]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=239</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 15:13:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=239</guid>
<description><![CDATA[Ebbene sì. La notizia è arrivata. Me ne posso andare oggi, for good. Sto inviando le ultime email,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì. La notizia è arrivata. Me ne posso andare oggi, for good. Sto inviando le ultime email, archiviando documenti vari, passando info a chi rimane o chi verrà in seguito, svuotando i cassetti.<br />
Le emozioni sono ovviamente contrastanti. Mi sento libera e leggera e mi fa davvero piacere sapere che il mio weekend inizia oggi (e non ha una data di scadenza!), ma mi viene un po' da piangere perché è davvero la fine di un'era. Ci si ritroverà tutti domani per un brindisi finale, ma poi adieu.<br />
La cosa più triste è stata leggere l'email con i saluti del mio supervisore e ora sto trattenendo a stento le lacrime, perché lui e il mio gruppo sono stati come una famiglia e per quanto cercheremo di mantenere i rapporti, nulla sarà mai più così.</p>
<p><em>(Piccola pausa emozionale con il collega spagnolo e mi sono messa davvero a piangere)</em></p>
<p>Ora non so che altro scrivere. Volevo semplicemente documentare anche questa giornata.</p>
<p>Non dovrò puntare la sveglia per domani mattina.</p>
<p>Non dovrò correre perché sono in ritardo.</p>
<p>Posso dedicarmi alla mia lista di cose da spuntare...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di corsa verso l'estate]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=236</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 09:34:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembra che tutto si stia sistemando. Tutte le questioni aperte stanno occupando ordinatamente i loro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che tutto si stia sistemando. Tutte le questioni aperte stanno occupando ordinatamente i loro spazi. Io riacquisto una respirazione normale ed abbozzo un sorriso.<br />
L'ultimo giorno di lavoro (salvo regali inattesi) sarà il 27. In quella data riceverò anche il famoso redundancy package che andrà a costituire il fondo "Velvet va a Barcellona senza lavoro". Non è molto, ma decisamente aiuta. <em>Già mi vedo a comprare l'iPod e le cosine per la casa, altro che formichina razionale! </em>A proposito di casa, l'amico di Barcellona si è attivato da settimane nella ricerca di una reggia per noi due - monolocale/bilocale se proprio siamo fortunati - e forse abbiamo trovato qualcosa che sia in una zona carina, che non abbia l'ingresso angosciante, che non sia in una viuzza oscura, che abbia una metropolitana facilmente raggiungibile, che non sia 10m². E sembrerebbe addirittura che se non dovessimo prendere questo appartamento, avremmo già una sistemazione di emergenza. Insomma, in un modo o nell'altro avrò un tetto sulla testa.<br />
Plus, abbiamo già trovato un sostituto che affitti la mia camera di Londra, così la padrona non potrà farmi storie per la restituzione della caparra e menate varie. In più il giovane sarebbe anche disposto a tenersi i miei mobili, dietro corrispettivo economico.<br />
Il percorso sembra in discesa e il tempo scorre rapidissimo. Sono felice ed elettrizzata per il cambiamento, ma mi deprimo se penso che partire ora è un po' come buttare nel cesso quello che ho costruito in tre anni. Soprattutto per quanto riguarda la carriera lavorativa. Ma svegliarmi con lui, aprire la finestra e sentire il profumo dell'estate, mangiare tapas, vivere ad un ritmo diverso, coltivare delle relazioni umane a cui tengo molto, migliorare una lingua ed impararne una nuova, conoscere luoghi-persone-abitudini diverse, condividere i pensieri e gli spazi, tutto questo vale molto di più.<br />
E se ora dico che tutto andrà bene lo credo davvero.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Note di un weekend italiano]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=233</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:03:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=233</guid>
<description><![CDATA[Sono appena tornata da un weekend in Italia e ovviamente sono felice di essere qui. Come al solito d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Sono appena tornata da un weekend in Italia e ovviamente sono felice di essere qui. Come al solito depressioni e delusioni varie, sotto la pioggia, nel freddo di un’estate milanese latitante. Riassumo di seguito l'esperienza, in poche note appuntate in questi giorni in diversi momenti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E dopo sei mesi sono tornata in Italia. Con un volo in ritardo e pieno di milanesi fighetti, di quelli che conta solo l’apparenza pacchiana. Sarà che è venerdì 13 e stamattina ho vinto giocando a shark col capo, quindi ho già esaurito il mio bonus di fortuna. Atterraggio a Malpensa tra lampi, tuoni e scrosci di pioggia. E la depressione mi assale. Quando arrivo a casa di mio padre ho già il mio cappottino viscido di schifo addosso. Per non parlare dell’accoglienza a casa. Che differenza con il mio arrivo a Barcellona venerdì scorso! Qui non ho nemmeno più uno spazio mio, in quella che continuano a chiamare “la mia camera”.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Scrivo un post dopo settimane. Finalmente in grado di fermarmi e respirare. Ma non vorrei proprio stare ferma qui. Sono stanca ma non è il momento di mollare. Soprattutto non in questi giorni in cui sono ospite qui.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Mi ha fatto quasi tenerezza mio padre. Invecchiato, fisicamente e mentalmente. Sembra quasi un bambino, capriccioso, incostante, ingenuo. E mi fa male sentire il tono con cui gli parlano. Ma forse io farei lo stesso se fossi qui. Probabilmente ho fatto lo stesso, è solo che ora vedo tutto sotto un’altra ottica. E negli ultimi mesi sono cambiate un sacco di cose e sono cambiata anch’io. Ci sono molte più cose che non tollero, ma che riesco a “gestire” trovando risorse che non pensavo di avere. Chissà che effetto mi faranno i prossimi giorni in quest’Italia berlusconiana, in questa Padania sempre più leghista, in questa pseudo-famiglia sempre più arretrata e chiusa.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Il mio mondo è a mille miglia di distanza.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p style="margin:0;">Ho ritrovato un libro che ho letto nel luglio del 2000. Come dice la data nell’interno della copertina. È un libro di brani scritti da Hermann Hesse, dal titolo “Il piacere dell’ozio”. Ho sottolineato varie parti in cui, oggi come allora, mi riconosco:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>Per noi la personalità non è un lusso, ma una necessità esistenziale, ossigeno, capitale irrinunciabile.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">(da <em>L’arte dell’ozio</em> – 1904)</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Oggi ho incontrato alcuni parenti e ho passeggiato per negozi in questo sabato quasi estivo. E stavo male. Stavo male nel vedere come sia diverso il mio mondo rispetto a questo. Stavo male perché sentivo di non appartenervi, ma allo stesso tempo sono cosciente che un legame qui rimarrà. Fosse anche solo il ricordo o la vista dei suoi vestiti nell’armadio e le lacrime agli occhi.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Mi irrita dover parlare con un certo tipo di persone (e mi rendo conto di quanto possa suonare snob questa frase), ma davvero non mi voglio irritare per gli sguardi di disapprovazione che mi regalano, quindi preferisco evitare.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Ho trovato la mia pace nei miei pensieri. Anche tra 1000 difficoltà. E respiro pensando che me ne andrò.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>La verità non invecchia, è sempre e ovunque verità, sia che si predichi in un deserto, sia che si canti in una poesia o che si stampi su un giornale.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">(da <em>A Natale</em> – 1907)</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Come dicono i Vincent Vega:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>“La verità è la verità”</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Avrei voluto fare mille cose e incontrare mille persone, ma non c’era tempo e volevo anche rilassarmi un po’. Sono contenta di aver passato una bella mattinata a chiacchierare con un’amica che non vedevo da un anno e che un anno fa stava parecchio male. Mi ha fatto piacere vederla sorridere e raccontare della sua vita con un’aria decisamente più serena. Abbiamo fatto colazione in un bar vicino all’università, come ai vecchi tempi quando si andava a far colazione rimandando a tempo indefinito il programma di studio.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Che strano e triste camminare per Milano da sola. Nemmeno nei negozi conosciuti mi sono sentita a casa e non ho nemmeno avuto voglia di vedere davvero la città, ma mi sono infilata in una metropolitana poco costosa e poco frequente.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Ora sono in ufficio, per quella che forse è l’ultima settimana. Nei prossimi giorni infatti ci faranno sapere se è necessario venire in ufficio fino al 30 o possiamo smettere prima di lavorare.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">E poi prenoto un biglietto di sola andata per Barcellona.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>Il concerto</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>Sibilano i violini acuti e teneri,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>si lamenta dal profondo il corno,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>luccicano le dame variopinte e ricche</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>sotto lo scintillio delle luci.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>Chiudo i miei occhi in silenzio,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>vedo un albero nella neve</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>sta da solo e ha ciò che vuole,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>la sua felicità, la sua propria pena.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>Angosciato lascio la sala </em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>e dietro di me si perde il rumore </em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>fra piacere e tormento</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>e senza slancio.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span><em> </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>Cerco il mio albero nella neve,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>vorrei avere ciò che lui ha,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>la mia propria felicità, la mia propria pena,</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><em>queste saziano l’anima.</em></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">Hermann Hesse</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Questo paese mi mancherà]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=229</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 22:48:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[

-
Sosta in autogrill - Scozia aprile 2007
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ffffff;">-</span><a href="http://velvetgirl.files.wordpress.com/2008/06/dsc003372.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-232" src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/06/dsc003372.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#808080;">Sosta in autogrill - Scozia aprile 2007</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il gioco degli incastri]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=228</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:51:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho dormito 8 ore ma mi sento stanchissima. Con tanto di maschera con super-occhiaie e dolori alle sp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho dormito 8 ore ma mi sento stanchissima. Con tanto di maschera con super-occhiaie e dolori alle spalle e alla schiena. Insomma, oggi sono da rottamare.<br />
Tra uno sbadiglio e l'altro mi accingo a scrivere un post di fine mese.<br />
<span lang="ES-TRAD">È stata una settimana sentimentalmente e tecnicamente impegnativa. Mi sono persa, e poi ritrovata, più volte, il tutto con un conseguente accumulo di tensione non indifferente. Tutto questo ha portato a delle risoluzioni:<br />
- il 6 luglio dovrò ufficialmente lasciare libera la mia camera qui a Londra. Ho dato il preavviso alla padrona di casa senza considerare che ancora non ho né una casa né un lavoro a Barcellona. <span lang="ES-TRAD">È un po' una follia, un salto nel vuoto, ma avevo bisogno di darmi una data, una scadenza precisa perché avevo la sensazione di perdere tempo, di lasciare tutto al caso. Ora ho preso una decisione, che per quanto possa essere quella sbagliata, mi è servito per sentirmi di nuovo libera.<br />
- dal 13 al 17 giugno sarò in Italia. Approfitterò del breve viaggio per portare un po' di roba a casa di mio padre, che si è gentilmente offerto di lasciarmi usare la mia vecchia camera come una sorta di ripostiglio per le cose che non voglio (o non posso per motivi di spazio) portare con me in Spagna al primo giro. Inoltre il lunedì andrò a Milano per un colloquio per parlare di una possibile collaborazione come traduttrice free-lance.<br />
- nel frattempo due compagnie di Barcellona mi hanno contattato e dovrei riuscire ad avere un primo colloquio telefonico nei prossimi giorni e sto programmando per un eventuale meeting a Barcellona il prossimo weekend. Cosa che mi renderebbe estremamente felice soprattutto considerando che il viaggio coinciderebbe con il compleanno "dell'amico di Barcellona". Come si suol dire <em>"due piccioni con una fava".</em></span></span></p>
<p><span lang="ES-TRAD"><span lang="ES-TRAD">A dire la verità questo post mi è servito per vedere tutte le date scritte nero su bianco. Rileggerle e prendere fiato. <span lang="ES-TRAD">È davvero un periodo pesante. Come se non bastassero i miei casini personali, ci si mette anche il lavoro a stressarmi, con un progetto che fa acqua da tutte le parti e io che cerco disperatamente di tenere insieme i pezzi. Sfrutterò il weekend per iniziare a ripulire la stanza e cercare di farmi un'idea di cosa devo tenere e di cosa devo eliminare. Adoro questa versione di emergenza delle pulizie di primavera! Anche se il tutto avverrà sotto un cielo grigio e lacrimante. Vorrei poter mandare avanti il tempo fino alla metà di luglio...</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perdonate lo sfogo]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=227</link>
<pubDate>Thu, 22 May 2008 11:25:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non ho pazienza e sono incazzata. Vorrei essere così fuori di testa da fare la stronzata e partire,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho pazienza e sono incazzata. Vorrei essere così fuori di testa da fare la stronzata e partire, così su due piedi, questo fine settimana. Stare in questa situazione di incertezza mi fa irritare e la cosa che più mi fa incazzare è vedere i loro faccioni, grossi e sorridenti mentre giocano a golf. Come se niente fosse. A loro certo non fa differenza se io del mio futuro non so ancora nulla perché loro non sono in grado di rispondere. Lo so che tutto è deciso ed è solo una questione di tempo. Tra poco più di un mese sarà tutto finito. Ma mi fa terribilmente incazzare il modo in cui raggirano le nostre domande e mi impediscono di prendere delle decisioni sulla mia vita. Perché ora, di perdere quei pochi soldi di indennizzo non mi va proprio. E odio il fatto di dover basare un mese della mia vita su una questione economica. Ma non mi posso permettere altro.<br />
E poi lunedì devo fare il test. Con il PC che sta impazzendo ed implora una formattazione. Forse avrò la possibilità di andare in Spagna ed avere già un lavoretto. Ma prima dovrò stare 2/3 settimane in Italia per un corso. E odio questa cosa. Non resisto più a stare lontana da Barcellona, vorrei non dover aspettare più, e se dovrò fare il corso, starò lontana fino alla metà di luglio, almeno.<br />
I pensieri, i pro e i contro, mi si aggrovigliano nella testa e mi fanno venire voglia di urlare.<br />
Quasi quasi prenoto un volo e me ne vado a Barcellona per un weekend a giugno, no matter what happens here.<br />
Dicono di avere pazienza, che non ci vorrà ancora molto. Facile dirlo mentre ti passi una giornata (lavorativa) al golf club dove tutto è pagato (da altri).<br />
Pazienza un cazzo.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stanchezza accumulata]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=226</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 20:27:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono stanca. Accumulo i pensieri anziché affrontare un problema alla volta. Devo programmare. Vogli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;">Sono stanca. Accumulo i pensieri anziché affrontare un problema alla volta. Devo programmare. Voglio avere il controllo su tutto, ma a tratti mi sembra impossibile. E mi sento persa. E sola. C'è forse la possibilità di un lavoro all'orizzonte, il che da una parte mi fa sentire elettrizzata e forte e confident. Ma da un altro punto di vista cambia un po' i piani, e mi impone di fare dei nuovi calcoli che avrei preferito evitare. E purtroppo questo dispiega un'ombra anche su altri aspetti del mio presente. Sto guardando un film molto bello al quale associo un significato particolare. E mi sento in colpa perché senza rendermene conto sto facendo proprio quello che dovrei evitare. Mi illudo di capirlo, ma ancora manca qualcosa. Pensare al plurale, e in alcuni casi pensare per due, non è facile. Non è facile riorganizzare lo spazio mentale e non ho molta voglia di farlo. Sono solo stanca, devo stare tranquilla. E ora devo andare a cucinare qualcosa per cena...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mi piacciono i Portishead]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=224</link>
<pubDate>Sun, 11 May 2008 18:38:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non volevo tornare a casa. Non volevo tornare a questa stanza vuota.
Ma stare fuori a vivere signifi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non volevo tornare a casa. Non volevo tornare a questa stanza vuota.<br />
Ma stare fuori a vivere significava mentire.<br />
Mi sono addormentata sul letto sfatto.<br />
La finestra aperta su questa giornata quasi estiva.<br />
Il sole sulle gambe e una musica a cullarmi.<br />
Mi sembra tutto così irreale.<br />
Anche il fatto che sia effettivamente primavera mi sembra irreale.<br />
Ho otto libri sulla cassettiera che aspettano di essere letti.<br />
Alcuni li ho sfogliati, annusati, iniziati. A tutti ho tolto le etichette.<br />
Stacco un post-it dal muro, finisce accartocciato nel cestino. Portatore di una allegra menzogna che mi ha regalato sei giorni.<br />
Lascio che la musica mi scorra addosso, accarezzandomi.<br />
E il profumo della primavera che mi fa sentire meno triste,<br />
ma più sola.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Busy Bee Innamorata]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=222</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 10:12:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nelle ultime due settimane mi sono innamorata. O meglio, ri-innamorata. Di Londra. Ho vissuto la cit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle ultime due settimane mi sono innamorata. O meglio, ri-innamorata. Di Londra. Ho vissuto la città come merita, tra un documentario costoso e un film gratis, un venerdì sera ad ascoltare <a href="http://www.britishmuseum.org/whats_on/future_exhibitions/the_american_scene.aspx">jazz tra stampe americane al British Museum</a> e una domenica a camminare sul <a href="http://www.southbanklondon.com/">Southbank</a>. Sono tornata nel punto esatto in cui ho scattato la foto usata per la testata di questo blog e mi sono emozionata pensando che si trattava di una sorta di addio. Cambierò città, cambierò foto. Ma in questi giorni mi sono sentita davvero bene.<br />
Bere birra guardando il fiume fantasticando su un 7'' dei Culture Club <a href="http://velvetgirl.files.wordpress.com/2008/05/culture-club.jpg"></a>autografato da Posh Spice. <a href="http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&#38;friendid=138201300">La musica vera suonata per strada</a> e la finta contro-cultura dei <a href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/london/7377622.stm">graffiti in un tunnel</a>. E poi i sorrisi e i baci e gli abbracci. Sarebbe stato un periodaccio da affrontare da sola. Probabilmente avrei faticato a trovare l'energia per mettere piede fuori di casa, trascinandomi i macigni dei pensieri e programmi futuri.<br />
Sono stata occupata e lo sono tuttora, benché mi stia ritagliando uno spazio clandestino tra una beta e l'altra. Si lavora, svogliati ma indaffarati, in attesa di una risposta positiva che quasi sicuramente non arriverà, con una lettera di dimissioni pronta da stampare perché di rimanere alle loro condizioni non se ne parla.<br />
Poi la giornata finisce e me ne sto sul letto a leggere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Persepolis_%28comic%29">un buon libro</a>, metre lui sta al computer a tagliare immagini, bilanciare colori. E sorrido e mi dico che tutto andrà bene. Anche se poi al buio prima di dormire le preoccupazioni mi offuscano la mente e mi trascinano a fondo e nemmeno un abbraccio mi può ridare il respiro.<br />
Andrà tutto bene. Lo so. Ma è proprio la mia visione melodrammtica delle cose che spesso mi fa sentire viva. Ho paura di fallire, ho paura di cadere. O forse ho solo paura di saltare.</p>
<p><span style="color:#ffffff;">-</span><br />
Respira respira, ritaglia spazi e tempi, smetti di calcolare per un attimo e goditi il sole.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Surrogati - II ]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=221</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 11:31:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=221</guid>
<description><![CDATA[Niente surrogati per i prossimi 12 giorni. L&#8217;amico di Barcellona sarà mio ospite fino al 6 ma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Niente surrogati per i prossimi 12 giorni. L'amico di Barcellona sarà mio ospite fino al 6 maggio. Il che non significa che non mangeremo torte al cioccolato, ma l'intento sarà diverso.<br />
Visto che arriva stasera, stamattina prima di uscire ho velocemente finito le pulizie in casa. Ogni volta vorrei che tutto fosse perfetto: la casa pulita, la stanza in ordine, il bucato ritirato nell'armadio, io bellissima (cosa che non succederebbe nemmeno dopo un restauro). Ma stamattina mentre pulivo il bagno mi chiedevo: "Perché tutte queste pressioni? Di cosa ho paura? Di essere giudicata?"<br />
Lui mi conosce da anni e mi ha addirittura visto cambiare pelle. Il fatto che siamo stati vicini occupando ruoli diversi ha determinato una totale (?) sincerità nei suoi confronti. A lui ho raccontato i miei problemi pratici, sentimentali, familiari. Sa dei passati pseudo-amori non ricambiati e degli episodi di sessocontrolasolitudine. Quindi non sarà certo un calzino fuori posto a fargli cambiare idea dopo tutto quello che ha visto di me in questi anni.<br />
Perché è di anni che si parla. Alla domanda: <em>"Da quanto tempo state insieme?",</em> non sappiamo mai come rispondere. Dopo tanto tempo senza una definizione, non abbiamo una data "ufficiale". Difficile stabilire cosa conti di più.<br />
La prima volta che abbiamo dormito insieme? Sarebbe troppo materialista...<br />
Il primo bacio sarebbe più romantico. Ma anche qui non è facile. Quale bacio? Quello di maggio in San Babila, con un piede già sul 73 o quello di febbraio ai tornelli della metropolitana? (Per la serie: la nostra relazione è sponsorizzata dall'ATM).<br />
Oppure il primo appuntamento? Che poi non è stato un vero appuntamento, ma un'occasione da me medisma creata e travestita d'arte.<br />
O forse quell'abbraccio senza parole tra i cd di musica classica?<br />
Anni di email, confessioni, racconti, musica regalata e suggerita, film guardati insieme ma a distanza (e in lingue diverse), treni e aerei e chilometri a dividerci.<br />
E tra qualche ora sarà di nuovo qui.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Surrogati]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=220</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 16:32:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=220</guid>
<description><![CDATA[Ho bisogno di una fetta di torta.
Una di quelle al cioccolato.
Con ripieno di cioccolato.
E copertur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho bisogno di una fetta di torta.<br />
Una di quelle al cioccolato.<br />
Con ripieno di cioccolato.<br />
E copertura di cioccolato.</p>
<p>Una di quelle che ingrassi solo a guaradrle.<br />
Una di quelle che affossano i sensi di colpa<br />
perchè il piacere è sublime<br />
e non fa pensare ad altro.<br />
Una di quelle che alla fine,<br />
quando hai ripulito ben bene il piattino,<br />
ti stampa un sorrisone ebete sulla faccia.</p>
<p>E magari ti senti anche un po' male<br />
perchè era esageratamente pesante.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Notes from a (cold) Sunday morning]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=216</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 10:29:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=216</guid>
<description><![CDATA[&#8220;I want to have the utopian combination of security and freedom, and emotionally I need to be ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>"I want to have the utopian combination of security and freedom, and emotionally I need to be completely absorbed in some work or in a man I love. I think the first is to take or make freedom, which will give me the opportunity to become concentrated again and just hope that some sort of security follows and even if it doesn't the struggle will keep me awake and alive."</em></p>
<p>Lee Miller</p>
<p><span style="color:#ffffff;">-</span></p>
<p>Non vedo l'ora di partire. Voglio spremere il più possibile questa città e poi andarmene sorridendo. Tre anni fa mi sono laureata e dopo due settimane ho messo un po' di cose in valigia e sono venuta qui. Inseguendo la persona che amavo. Con pochi sogni - quasi nessuno a dire la verità - ma tanta voglia di fuggire via, di cambiare. Tra qualche mese rimetto le cose in valigia e riparto, ancora una volta inseguendo una persona che amo. Mi chiedo se stia sbagliando. Riassunto in due parole risulta un patetico tentativo di adeguarmi alle necessità altrui, come se fossi sempre io a dovermi piegare. Triste.<br />
Poi leggo le parole di Lee Miller e non posso fare a meno di ritrovarmici. Stare qui senza poter fare il lavoro che mi piace, senza quelle poche relazioni interpersonali che mi sono costruita negli ultimi tempi, significherebbe obbligarmi ad essere triste e malinconica. Non so ancora che lavoro troverò a Barcellona, non so ancora dove abiterò, ma il pensiero di provare ad essere felice mi basta per fare i bagagli. Risulto debole e patetica perché scelgo le mie destinazioni in base al cuore? Può darsi. Ma mi piace pensare che il fatto che la destinazione sia prefissata rappresenti solo un'occasione che mi viene offerta per esplorare, per cercare un senso di "libertà e sicurezza", per trovare continui stimoli che mi aiutino a capire cosa c'è qua dentro.<br />
E se tutto questo non bastasse a convincermi che ho degli ottimi motivi per partire, mi basta dare un'occhiata alle previsioni del tempo per trovare una risposta.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anonimato, identità, verità riflesse, tempo che scorre]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=214</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 11:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=214</guid>
<description><![CDATA[Esposta al mondo, ma allo stesso tempo nascosta. Un soprannome, una pagina e uno stile che dicono pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Esposta al mondo, ma allo stesso tempo nascosta. Un soprannome, una pagina e uno stile che dicono più dei dati di una carta d'identità. Uno spazio totalmente "privato" in quello che è lo spazio più pubblico ed accessibile che sia mai stato creato. Mi ripeto in continuazione che non ho nulla da nascondere, eppure la libertà viene dall'anonimato. Poi capita di associare un nome "vero" al soprannome ed eventualmente dargli un volto. Il che è parte della vita vera di questa piazza virtuale. Ma la cosa importante è che tutti capiscano e rispettino le regole del gioco.</p>
<p>Se il punto di partenza però è opposto, le cose cambiano. Si sentono addosso (re)pressioni riconosciute o meno dalla razionalità del momento.</p>
<p>Forse ora ci sono pressioni che mi limitano.</p>
<p>Coincidenza vuole che mi ritrovi a fare queste considerazioni proprio oggi che questo blog compie un anno. Un anno di relazioni mai iniziate ma sofferte, un anno di amicizie nuove e amici partiti, un anno di riflessioni sulla <em>verità </em>di una vita che per quanto banale possa apparire ai più, è la mia e ci tengo parecchio, visto che è l'unica che ho.<br />
Un anno di scelte, alcune analizzate clinicamente, altre follemente impulsive. Un anno di libri e film e musica e ossessioni musicali <em>(da Matt a Manuel...).</em> Un anno per imparare a conoscere altri aspetti di me e del mondo. Un anno di volti incrociati durante le serate al pub. Un anno di parole ed errori di spelling (alcuni corretti in tempo, altri no). Un anno per lavorare a una promozione che alla fine si è trasformata in esubero. Un anno di mostre e fotografie. Un anno in cui ho incontrato nuovamente amici che non vedevo da tempo. Un anno che ha visto un'amicizia trasformarsi in amore (o forse già lo era, dovevamo solo trovare le parole per dirlo). Un anno di post seri, inutili, informativi, arrabbiati, annoiati, sempre solo sinceri. Un anno per continuare a camminare, correre, cercare, studiare e trovare la voglia e l'ispirazione per continuare a farlo.</p>
<p>Un abbraccio a tutti quelli che passano di qui e decidono di regalarmi un attimo del loro tempo leggendo i miei deliri; a tutti quelli che hanno lasciato commenti e a chi sorride ma decide di non scrivere.<br />
Un abbraccio ai blog-amici, sempre pronti a tendermi una mano se cado e che hanno saputo fare di un rapporto "virtuale" un qualcosa di estremamente reale.</p>
<p>Vorrei offrirvi una torta e/o pagarvi da bere. Dai, se domenica faccio i biscotti, posto una foto!</p>
<p> E oggi, come un anno fa, chiudo con delle parole prese in prestito da quel gruppo che mi piace tanto:</p>
<p><em>Fai ciò che devi<br />
non guardare mai giù<br />
perchè sei ciò che vedi<br />
se c'è un senso sei tu.<br />
E tutto è tranquillo<br />
intorno a te.<br />
Sei carne fresca<br />
non so dirti perchè.<br />
Ma è dentro te che sei solo<br />
è dentro te che sei re.<br />
Tutto è calmo<br />
intorno a te.<br />
Tutto è calmo<br />
intorno a me.</em></p>
<p><span style="color:#c0c0c0;"><em></em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Attenzione: pensieri in caduta libera]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=204</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 12:33:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=204</guid>
<description><![CDATA[Non ho voglia di rallentare.
Ho solo voglia di stare ferma.
Stretta in un abbraccio
in grado di zitt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/04/aa045212.jpg" title="aa045212.jpg"></a>Non ho voglia di rallentare.<br />
Ho solo voglia di stare ferma.<br />
Stretta in un abbraccio<br />
in grado di zittire le voci del mondo.</p>
<p>E poi ricomincerei a correre.</p>
<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/04/aa045212.jpg" title="aa045212.jpg"></a><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/04/aa045212.jpg" title="aa045212.jpg"><img border="0" width="200" src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/04/aa045212.jpg" alt="aa045212.jpg" height="200" style="width:247px;height:200px;" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fuoco e acqua]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=203</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 16:34:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
<guid>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=203</guid>
<description><![CDATA[Sabato 29 marzo - Di nuovo misantropa. La parte che mi sono scelta. E penso che aveva ragione mio pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 29 marzo - Di nuovo misantropa. La parte che mi sono scelta. E penso che aveva ragione mio padre quando diceva che era solo colpa mia se mi ritrovavo sola, che ero io ad allontanare gli amici, che non sapevo far funzionare una qualunque relazione umana. Ricordo benissimo quella domenica pomeriggio e la mia voce urlante che, difendendomi, gli diceva che non mi conosceva affatto, che di me non aveva capito nulla. E poi le lacrime di rabbia.<br />
Ora mi direbbe le stesse cosee reagirei allo stesso modo, o forse peggio, proprio perché in fondo saprei che ha ragione. E un po' gli assomiglio.<br />
Ho passato una giornata in stand-by, ma non mi è dispiaciuto. Una qualunque reazione avrebbe solo peggiorato le cose.<br />
Poi una telefonata mi ha fatto sentire meno sola. Mi ha ricaricato. Mi ha fatto sorridere ricordandomi che non sono solo una stronza asociale. A volte si ha bisogno di sentirsi dire cose che già sappiamo, perché è nell'altra voce che riusciamo a vedere quello che volontariamente celiamo ai nostri occhi.</p>
<p><i>E l'anima brucia più di quanto illumini<br />
Ma è un addestramento mentre attendo<br />
Che io m'accorga che so respirare <font color="#c0c0c0">*</font></i></p>
<p>Oggi il sole mi ha svegliato e non saputo dire di no. Sono andata sul southbank, a passeggiare in quello che credo sia il mio luogo preferito di Londra. Sono andata a vedere due mostre, poi mi sono concessa un panino con vista fiume, e quando ho percepito il ritorno della mia misantropia cronica mi sono diretta verso casa. Con una borsa piena di volantini, brochure, fotocopie. Con i pensieri in movimento, godendomi i timidi raggi di sole tra le rare gocce di pioggia. E mi sono detta che se tutto quello che stavo vivendo mi appariva bello, sarebbe stato stupendo con lui al mio fianco. Lui che sta imparando a tradurre i miei silenzi e a carpire i miei sorrisi. Lui che mi sta offrendo i miei spazi e mi sta insegnando a capire i suoi.</p>
<p><font color="#c0c0c0">* Afterhours - <i>Dentro Marilyn</i></font><i> </i></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lavori in corso]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=202</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 20:04:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Una es auténtica cuanto más se parece a lo que ha soñado de sí misma.&#8221;
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Dici]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><i>"Una es auténtica cuanto más se parece a lo que ha soñado de sí misma."</i></p>
<p align="center"><font color="#ffffff">-</font></p>
<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/03/particolare.jpg" title="particolare.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/03/particolare.jpg" title="particolare.jpg"><img src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/03/particolare.jpg" alt="particolare.jpg" height="199" width="208" /></a></div>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p>Diciamo che ci sto lavorando.<br />
Continuo a scoprire pezzi di puzzle e vuoti da riempire, o che non si riempiranno mai. Tutto sembra un po' più  facile, o per lo meno sostenibile, quando si sa di poter contare su qualcuno. Qualcuno che magari ti fotografa nei momenti sbagliati, ma che in realtà ti aiuta a guardare più a fondo.<br />
Sto imparando, certo. E quello che sto scoprendo mi piace davvero.<br />
Ma poi ci sono giornate come queste in cui ancora mi sento svanire.<br />
Do la colpa al tempo, tanto per provare a sentirmi meglio: non è possibile che il 23 di marzo faccia questo freddo! E ieri addirittura sembrava che nevicasse!<br />
Ma <i>la verità </i>è che mi sento persa quando penso che tutti attorno a me stanno facendo progetti, mentre io mi sto imponendo di non farne. Perchè ho paura.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[27 palloncini]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=200</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 23:01:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[-
&#8220;Figlio, disse la vecchia, ascolta, così non può andare, non puoi vivere da due parti, dal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p><i>"Figlio, disse la vecchia, ascolta, così non può andare, non puoi vivere da due parti, dalla parte della realtà e dalla parte del sogno, così ti vengono le allucinazioni, sei come un sonnambulo che attraversa un paesaggio a braccia tese e tutto quello che tocchi entra a far parte del tuo sogno"</i></p>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p>Queste poche righe sono tratte da un libro che mi è stato regalato da un caro amico. Non ho parole per descrivere quello che ho vissuto la settimana scorsa. E ora che sono tornata tornata, al freddo, alla pioggia, allo stress, mi sembra di vivere in due mondi, come il personaggio di questo bellissimo libro.</p>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p align="center"><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/03/magic.jpg" title="magic.jpg"><img src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/03/magic.jpg" alt="magic.jpg" /></a></p>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p><font color="#ffffff"></font>Non ho ancora preso una decisione, <i><font color="#999999">o forse sì... </font></i><br />
Mi rendo conto che la vita di tutti i giorni non sarà  una vacanza. Ma credo che realizzare quello che si vuole, essere dove si vuole stare, dia senza dubbio l'energia necessaria, non dico per superare tutti i problemi, ma per lo meno per poterli guardare da un altro punto di vista.<br />
Con questo non voglio dire che sto diventando zen o che ho deciso di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, sto semplicemente imparando. Imparando a respirare ad altri ritmi, imparando a vedere cose che troppo spesso restano nascoste. Imparando a guardarmi e vedermi in modo diverso.<br />
<font color="#ffffff">-</font></p>
<p><font color="#ffffff"></font> Imparando a lasciarmi amare.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ascoltare un silenzio]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=197</link>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 13:56:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per noi che crediamo nella razionalità, che troviamo forza nelle spiegazioni scientifiche, questi m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Per noi che crediamo nella razionalità, che troviamo forza nelle spiegazioni scientifiche, questi momenti sono forse ancora più difficili da gestire. Sappiamo che non ci sono frasi sagge o parole giuste in grado di confortare. Che non c'è modo di capire veramente la sofferenza altrui. Non c'è modo di essere davvero vicini. Di comprendere e confortare una reazione. Possiamo solo cercare di immaginare quello che sta passando nella testa dell'altra persona. Una persona che amiamo e che vogliamo conoscere, e che non vorremmo mai vedere soffrire. Non ci sono risposte sensate, non ci sono frasi fatte così potenti da attutire la rabbia, la tristezza e il senso di impotenza.<br />
Non ci si abitua mai a queste situazioni, che pur son parte del ciclo della vita, dura, severa, stronza. Si è nudi di fronte alla propria mortalità, alla sofferenza, al senso di impotenza. Ognuno reagisce in modo diverso e sente in modo diverso. E non abbiamo modo di spiegare ciò che sentiamo.<br />
Siamo consapevoli del fatto che il tempo risanerà in parte le ferite. Che lascerà una cicatrice che brucerà ad ogni ricordo. Ci sveglieremo domattina domandandoci se sia successo davvero e ci arrabbieremo nel trovare la risposta. Ma continueremo giorno dopo giorno, scoprendo delle risorse che non sapevamo nemmeno di avere. E ci sembrerà impossibile che il mondo continui a girare come se nulla fosse successo, con la sveglia che suona e il caffé la mattina, con le giornate passate a lavorare o le serate a guardare un film prima di andare a dormire.<br />
Ma ogni tanto penseremo a quella telefonata che non potremo più fare, a quella voce che non sentiremo più, a quel volto che non potremo più vedere e che lentamente svanirà dalla memoria.</p>
<p>Soffro nel sapere che non c'è nulla che io possa dire per farti stare meglio. Che ogni frase pronunciata ora suonerebbe vuota alle tue orecchie. Che ogni tentativo di distrazione risulterebbe vano.<br />
Ascolto il tuo silenzio e ti offro il mio. Che possa avvolgerti in un abbraccio, che ti faccia sentire meno solo, che ti aiuti a continuare a respirare.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il mattino ha l'oro in bocca... (?)]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=194</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:55:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi.
Svegliata tardi e col mal di testa.
Incazzata con me.
Dopo una notte di sonno inquieto e sogni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/immagine_071.jpg" title="immagine_071.jpg"></a>Oggi.<br />
Svegliata tardi e col mal di testa.<br />
Incazzata con me.<br />
Dopo una notte di sonno inquieto e sogni che non facevo da tempo. Non cerco nemmeno di interpretarli, perchè so già che non ne verrebbe fuori nulla di buono.<br />
Mi sento brutta e sbagliata. E credo che in situazioni così dovrei semplicemente pensare e fare cose che mi facciano stare bene.<br />
Inizio con l'ascoltare della musica che non mi intristisca ulteriormente. Scusa Cat Power, ma non è proprio il momento. E l'opzione cade di nuovo su V.V.<br />
Perdere la testa. Stare così bene da non avere limiti. Abbassare la guardia. Eliminare barriere.<br />
Ma forse non è così che dev'essere. Forse ho davvero perso la testa e sto perdendo anche me. Sono solo brutti pensieri senza motivo di esistere.<br />
È solo che oggi ho bisogno di attenzioni.</p>
<p>E mentre ascolto per l'ennesima volta <i>la verità</i> mi chiedo quale sia la verità. La verità è che mi piace essere innamorata. Mi fa sentire bene. Mi sento bella e forte e ho un passo sicuro. E poi ci sono mattine come questa, in cui mi sveglio triste e non mi basta pensare a settimana prossima per sorridere.</p>
<p>La verità è la verità.</p>
<p>La verità è che vorrei tornare qui:</p>
<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/immagine_071.jpg" title="immagine_071.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/immagine_071.jpg" title="immagine_071.jpg"><img src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/immagine_071.jpg" alt="immagine_071.jpg" style="width:485px;height:340px;" height="1052" width="983" /></a></div>
<div align="left"></div>
<div align="center"><span><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/immagine_071.jpg" title="immagine_071.jpg"><i><font color="#999999">"Onde a terra se acaba e o mar começa"</font></i></a></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rose rosse, bigliettini, definizioni]]></title>
<link>http://velvetgirl.wordpress.com/?p=189</link>
<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 22:35:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hysteria</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Impossibile definire l&#8217;amore, specialmente in giornate come queste. Forse la chiave sta nel n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="left" style="text-align:center;"></div>
<p><font color="#ffffff"><font color="#000000">Impossibile definire l'amore, specialmente in giornate come queste. Forse la chiave sta nel non farsi domande e lasciarsi scuotere dal vento.</font></font></p>
<p><font color="#ffffff">-</font></p>
<p><i>Quella era la strana funzione dell'arte: arrivare col caso a persone a caso, perché tutto è a caso nel mondo, e l'arte ce lo ricorda, e per questo ci immalinconisce e ci conforta. Non spiega nulla, come non spiega il vento: arriva, muove delle foglie, e gli alberi restano attraversati dal vento, e il vento vola via.</i><font color="#ffffff">-</font></p>
<div style="text-align:center;"><img width="366" src="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/img_1346.jpg" alt="img_1346.jpg" height="275" /></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:center;"><font color="#c0c0c0"><br />
</font></div>
<p><a href="http://velvetgirl.wordpress.com/files/2008/02/img_1346.jpg" title="img_1346.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><font color="#ffffff">-</font></div>
<div style="text-align:center;"><font color="#ffffff">-</font></div>
<div style="text-align:center;">
<div align="left"><font color="#999999">(Antonio Tabucchi, "Vagabondaggio", in Il gioco del rovescio)</font></div>
</div>
]]></content:encoded>
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</channel>
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