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	<title>il-capitale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "il-capitale"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 10:15:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Critica al pensiero di Karl Heinrich Marx]]></title>
<link>http://lexatus.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 10:04:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lexatus</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Marx è la principale fonte di ispirazione per l&#8217;ideologia comunista, ma ci si è mai sofferm]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fc/Karl_Marx.jpg" alt="" width="350" height="411" /></p>
<p style="text-align:justify;">Marx è la principale fonte di ispirazione per l'ideologia comunista, ma ci si è mai soffermati ad analizzare il suo pensiero - sommamente espresso ne "<em>Il Capitale</em>" - piuttosto che accettarne le idee in maniera acritica?</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Karl Heinrich Marx nasce a Treviri nel maggio del 1818. Anzitutto iniziato a contestualizzare l'autore. Siamo agli inizi dell'800, il secolo della rivoluzione industriale, ma il filosofo non potrà apprezzare in pieno gli sviluppi dell'era dell'industrializzazione. Le prime macchine iniziano a fare capolino nel mondo del lavoro e sorgono le prime industrie che cominciano a farne uso. E' una svolta eccezionale, di cui però i vantaggi possono essere solo immaginati. Ed è quello che fa Marx. Questi guarda ad un futuro in cui la diffusione delle macchine permette di colmare qualsiasi <em>bisogno</em>. Delinea uno scenario in cui nel mondo industrializzato, grazie all'apporto delle macchine, si può avere quella distribuzione dei beni che, se correttamente organizzata, può garantire ad ognuno le medesime condizioni di vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Da qui parte allora la critica all'organizzazione moderna e la suddivisione della storia in società. Anzitutto il pensiero che fa da pilastro alle sue opere è l'ulteriore arricchimento di chi ricco lo è già, e l'ulteriore impoverimento dei poveri. Ovvero individua una sempre maggiore disuguaglianza tra queste due classi, con la progressiva scomparsa del ceto medio. Per Marx, quindi, nel suo futuro prevedibile vi sono solo due individui: il ricco, proprietario dei mezzi, ed il povero il cui ruolo è semplicemente quello di contribuire all'arricchimento del padrone.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è un punto molto importante che richiameremo dopo: la scomparsa del ceto medio.</p>
<p style="text-align:justify;">Come detto, il secondo aspetto basilare consiste nell'individuazione delle società che si sono succedute nel corso della storia; esse sono:</p>
<ul>
<li>società primitiva;</li>
<li>società agricola;</li>
<li>schiavismo;</li>
<li>feudalismo;</li>
<li>società capitalistica.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Marx parte da questa suddivisione, e dal presupposto della ciclicità della storia, per immaginare il tramonto della società capitalistica, così come avvenuto per le altre società che la hanno preceduta. La fase successiva sarà costituita, per il filosofo, dalla <em>società comunista</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">La nascita di questa nuova società è permessa dalle macchine. Per quale motivo? Marx individua il problema fondamentale delle fasi precedenti nella penuria dei prodotti, dei beni. Ogni società è fallita a causa della non abbondanza di tali beni. Diametralmente opposto è la causa che porrà fine alla società capitalistica: l'abbondanza degli stessi.</p>
<p style="text-align:justify;">Marx individua un punto debole, una falla, nella società capitalistica, ovvero l'apporto delle macchine dato alla produzione che permetterà presto, nel suo futuro prevedibile, di avere una tale abbondanza di prodotti da impedire la corretta collocazione degli stessi sul mercato. L'offerta che supera la domanda, la sovrapproduzione, in sostanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi, a due secoli di distanza, viviamo il futuro prevedibile di Marx e ci rendiamo conto che le sue previsioni sono state clamorosamente errate. Anzitutto non si è verificata la sovrapproduzione, ovvero non c'è un'abbondanza di beni tale da soddisfare ampiamente ogni bisogno. Per quale motivo? Perché sono nati bisogni nuovi. Nel 21esimo secolo non ci limitiamo a desiderare un tetto sulla testa ed un piatto sempre pieno a tavola. I nuovi bisogni sono il possedere un televisore, un cellulare, un computer, una macchina. Non possono essere messi sullo stesso piano dello stretto necessario per la nostra sussistenza, ma chi oggi riuscirebbe a farne a meno?</p>
<p style="text-align:justify;">La questione, quindi, è molto semplice: la produzione, l'industrializzazione, generano nuove necessità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma il presente che viviamo oggi si è allontanato dal futuro prevedibile di Marx anche per un'altra questione: la completa industrializzazione del mondo. Marx prevedeva, infatti, che la presenza delle macchine in ogni angolo della terra avrebbe garantito beni, e quindi il soddisfacimento dei bisogni, ad ogni individuo. Ma sappiamo che non è così. L'industrializzazione degli USA non è comparabile, ad esempio, a quella della Romania. Così come l'industrializzazione della Romania non è comparabile a quella del Congo. E, di conseguenza, sono diversi anche i bisogni. I bisogni di un cittadino americano sono diversi dai bisogni di un romeno o di un congolese.</p>
<p style="text-align:justify;">La diffusione delle macchine non solo ha creato nuovi bisogni, ma è anche avvenuta in maniera non uniforme.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora un'aspra critica a questo mondo industrializzato: ha creato il cosiddetto <em>consumismo</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma il consumismo è realmente un male? Oppure è il motore della società moderna? La borsa griffata è realmente più importante di una normale sacca? Le bottiglie di vino da 200 euro, le macchine potenti, le ville con piscine, gli alberghi lussuosi sono realmente importanti? Non lo sono come prima necessità, ma sono il motore della nostra società. La loro diffusione permette di creare ricchezza, che aumenta il reddito medio, che fa quindi da traino per tutta la società. La Cina è sempre più capitalistica, così come anche la Russia di Putin. Ed il numero di poveri è sempre più basso. Dal 1998, anno in cui la Russia rischiava il tracollo, ad oggi le condizioni di vita sono enormemente migliorate.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora un'altra falla nel pensiero marxista: la scomparsa del ceto medio. La realtà smentisce clamorosamente questa affermazione. Il ceto medio costituisce il 90% della composizione degli stati avanzati. Al contrario delle previsioni di Marx si è avuta la crescita, enorme crescita, di questo ceto.</p>
<p style="text-align:justify;">E ancora: il ricco che si costruisce una villa consuma realmente risorse a discapito del povero? In passato il despota che desiderava un palazzo nuovo si affidava al lavoro degli schiavi e consumava enormemente le risorse accumulate dal popolo, ed offerte coercitivamente al suo signore. Ma possiamo dire lo stesso oggi? Costruirsi una villa a 2 piani anziché una modesta casa ad un piano solo consuma risorse alla collettività? Al contrario, nella società capitalistica il continuo soddisfare i propri bisogni - visti nella nostra concezione moderna - genera quel dinamismo nella produzione che genera ricchezza. Come un motore che deve mantenersi in continuo movimento.</p>
<p style="text-align:justify;">Le teorie marxiste partoni quindi da una <span style="text-decoration:underline;"><strong><em>supposizione</em></strong></span> fatta dal filosofo su quello che poteva essere al suo tempo il futuro prevedibile. Tale supposizione si è rilevata errata perché:</p>
<ul>
<li> non si è avuta la scomparsa del ceto medio, anzi, nelle società più sviluppate, più capitalistiche, tale ceto costituisce il 90% del totale;</li>
<li>non si è avuto il crollo del capitalismo. Forse avverrà in futuro, ma dall'800 ad oggi si è diffuso sempre di più, investendo anche paesi come la Cina, che fanno del consumismo l'elemento portante della loro economia in costante crescita;</li>
<li>la mancata industrializzazione in maniera uniforme;</li>
<li>qualora tale industrializzazione avvenisse in maniera equa in un futuro prossimo, non sarà comunque la causa della fine del capitalismo, in quanto non si crea quella sovrapproduzione tale da soddisfare ogni bisogno, tale da creare abbondanza. Si è visto, invece, che ne ha fatto nascere sempre di nuovi.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Il comunismo, quindi, si basa su idee errate, su previsioni sbagliate di quello che poteva essere il futuro prevedibile per un filosofo dell'800. A due secoli di distanza possiamo notare quanto clamorosamente erronee siano state quelle previsioni. Il capitalismo ha permesso agli USA di avere per decenni e decenni una indiscussa egemonia mondiale, ha creato cultura, ha creato ricchezza, ha fatto da traino agli stati che hanno commerciato con loro. Oggi paesi come la Cina e la Russia stanno seguendo questo modello, creando ricchezza che fa da traino anche per le classi sociali meno abbienti. I poveri man mano vanno a costituire il ceto medio e, se anche c'è differenza tra quanto guadagna un commerciante e quanto guadagna un dirigente, il potere d'acquisto cresce in egual misura (vedi la seconda parte di <a href="http://lexatus.wordpress.com/2008/04/13/costo-della-vita-nel-mondo/#more-12" target="_blank">Costo della vita nel mondo</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">D'altronde, come diceva Deng Xiaoping: "<em>non tutti possono arricchirsi insieme: meglio che alcuni comincino e aiutino gli altri</em>". E non è questo pensiero riconducibile al capitalismo? La Russia di Putin non sta creando dei ricchi che fanno da traino ai meno abbienti? E non è in questo modo che la Russia dal 1998 al 2008 sembra stia risorgendo? Non è questo quanto avvenuto in occidente?</p>
<p style="text-align:justify;">Il pensiero marxista, per concludere, andrebbe rivisto alla luce degli sviluppi moderni. Non lettura acritica, quindi, ma corretta contestualizzazione nel periodo storico ed alla luce delle evoluzione dei mercati moderni.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">"<em>Come si definisce un comunista? Beh, è qualcuno che legge Marx e Lenin. E come si definisce un anticomunista? È qualcuno che capisce Marx e Lenin"</em> - (<strong>Ronald Reagan</strong>)</p>
<p style="text-align:justify;">"<em>Come diceva Ronald Reagan, chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l’ha capito è diventato liberale</em>" - (<strong>Silvio Berlusconi</strong>)</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nel Regno della Libertà]]></title>
<link>http://paceesalute.wordpress.com/?p=132</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 15:41:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>paceesalute</dc:creator>
<guid>http://paceesalute.wordpress.com/?p=132</guid>
<description><![CDATA[ 
&#8220;Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato da]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://paceesalute.files.wordpress.com/2008/04/728px-eugene_delacroix_-_la_liberte_guidant_le_peuple1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-135" src="http://paceesalute.wordpress.com/files/2008/04/728px-eugene_delacroix_-_la_liberte_guidant_le_peuple1.jpg?w=128" alt="" width="128" height="105" /></a><a href="http://paceesalute.files.wordpress.com/2008/04/728px-eugene_delacroix_-_la_liberte_guidant_le_peuple.jpg"> </a><a href="http://paceesalute.files.wordpress.com/2008/04/bi21.gif"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-134" src="http://paceesalute.wordpress.com/files/2008/04/bi21.gif?w=128" alt="" width="128" height="106" /></a></p>
<p>"Di fatto, il regno della libertà comincia soltanto là dove cessa il lavoro determinato dalla necessità e dalla finalità esterna; si trova quindi per sua natura oltre la sfera della produzione materiale vera e propria.[...] La libertà in questo campo può consistere soltanto in ciò, che l'uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca; che essi eseguono il loro compito con minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa. Ma questo rimane sempre il regno della necessità. Al di là di esso comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità".</p>
<p>(Karl Marx, Il capitale, vol. III, Roma, Editori Riuniti, 1974, pag. 933).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Qualcuno era comunista...]]></title>
<link>http://signorizzo.wordpress.com/2007/11/03/qualcuno-era-comunista/</link>
<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 02:14:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>signorrizzo</dc:creator>
<guid>http://signorizzo.wordpress.com/2007/11/03/qualcuno-era-comunista/</guid>
<description><![CDATA[ 
Pomeriggio al parco. Disteso sul pratino a prendere il sole. In mia compagnia un barbone con 100 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://signorizzo.wordpress.com/files/2007/11/marx.jpg" title="Link diretto al file"><img width="130" src="http://signorizzo.wordpress.com/files/2007/11/marx.thumbnail.jpg" alt="marx.jpg" height="103" style="width:227px;height:136px;" /></a></p>
<p>Pomeriggio al parco. Disteso sul pratino a prendere il sole. In mia compagnia un barbone con 100 mila buste, una coppietta sdolcinata, un vecchietto con il suo fedele "mate" ed un libro. "la storia del Capitale di Karl marx" in spagnolo. (lo so, sono pesante).</p>
<p>Vediamo un po':</p>
<p>"El capitalismo sigue siendo una calamidad para la humanidad, al convertir a las personas en mercancias, intercambiables por otras"</p>
<p>"El salario esta' determinado por la lucha abierta entre capitalista y obrero. Necesariamente triunfa el capitalista. El capitalista puede vivir mas tiempo sin el obrero que este sin el capitalista."</p>
<p>"Dondequiera que llego' al poder, la burghesia destruyo' todas las relaciones feudales, patrialcares, idiliacas. Ahgo' el entusiasmo caballeresco, el sentimentalismo pequeñoburghies, en las gelidas aguas del calculo egoista. Ha reducido la dignitad personal al valor de cambio"</p>
<p>"Todo lo solido se disuelve en el aire"</p>
<p>Storia di un pomeriggio rosso e rilassato!!!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Metamofosi/Enantiomorfosi. Una dicotomia problematica *]]></title>
<link>http://daiwojima.wordpress.com/2006/09/26/metamorfosienantiomorfosi-una-dicotomia-problematica/</link>
<pubDate>Tue, 26 Sep 2006 16:18:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>daiwojima</dc:creator>
<guid>http://daiwojima.wordpress.com/2006/09/26/metamorfosienantiomorfosi-una-dicotomia-problematica/</guid>
<description><![CDATA[A Enantiomorfi, Enantiomorfismo e Enantiodromia collego il termine Enantiomorfosi nel senso impiegat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>A <em>Enantiomorfi, Enantiomorfismo</em> e <em>Enantiodromia </em>collego il termine <em>Enantiomorfosi</em> nel senso impiegato da Deleuze e Guattari<sup>1</sup> per tradurre il vocabolo tedesco <em>Entwandlung</em> - da Massa e potere di Canetti - rafforzando così il significato della coppia concettuale <em>Verwandlung/Entwandlung = <strong>Metamorfosi/Enantiomorfosi</strong></em>. Il "... Dominus ieratico e immutabile ... in ogni momento legifera per costanti, proibendo o limitando strettamente le metamorfosi, dando chiari e stabili contorni alle figure (in inglese ho fatto il gioco di parole tra figures= figure/cifre), contrapponendo le forme due a due e richiedendo ai suoi sudditi di morire per poter passare da una forma all'altra"<sup>2</sup>.<!--more--></p>
<p><span style="background-color:#ffffff;">Un buon esempio è il passaggio delle valute europee all'euro, che avrebbe dovuto dare chiarezza e stabilità alle cifre (</span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">figures</span><span style="background-color:#ffffff;">) economiche ma che ha pure comportato un significativo ridimensionamento del potere e delle condizioni di vita dei ceti medi e della classe operaia. Le torri gemelle avrebbero potuto rappresentare l'eventuale diarchia euro/dollaro sulla piazza - oggi ormai ridotta a </span><strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> misera spianata - del mercato globale? Non lo sapremo mai: nuovi progetti per il nuovo secolo (millennio) erano già stati elaborati dall'</span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">intelligentsija </span><span style="background-color:#ffffff;">neocon: L'Undici Settembre era destinato ad essero l'unico </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">Ereignis </span><span style="background-color:#ffffff;">del 21</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">o</span></sup><span style="background-color:#ffffff;"> secolo.</span><span style="background-color:#ffffff;">Esiste dunque <strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> </span><strong>dicotomia</strong><span style="background-color:#ffffff;">: </span><strong>Metamorfosi/Enantiomorfosi</strong><span style="background-color:#ffffff;">? Nella famosa </span><strong>dicotomia</strong><span style="background-color:#ffffff;"> pasoliniana il </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">progresso, </span><span style="background-color:#ffffff;">letto come passione idealizzata, "di sinistra", (non potremmo anche definirla metamorfica e schizoide?) si oppone al mero, pragmatico fatto, "di destra", (non potremmo anche definirlo paranoico e enantiomorfico?) dello </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">sviluppo</span><span style="background-color:#ffffff;">. Tuttavia Pasolini era stato molto attento, sottolineando l'ambiguità insita nel porsi stesso della questione.<br />
"Ci sono due parole che ritornano frequentemente nei nostri discorsi: anzi, sono le parole chiave dei nostri discorsi. Queste due parole sono </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">sviluppo </span><span style="background-color:#ffffff;">e </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">progresso</span><span style="background-color:#ffffff;">. Sono due sinonimi? O, se non sono due sinonimi, indicano due momenti diversi di uno stesso fenomeno? Oppure indicano due fenomeni diversi che però si integrano necessariamente fra di loro? Oppure, ancora, indicano due fenomeni solo parzialmente analoghi e sincronici? Infine; indicano due fenomeni «opposti» fra di loro, che solo apparentemente coincidono e si integrano? Bisogna assolutamente chiarire il senso di queste due parole e il loro rapporto, se vogliamo capirci in </span><strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> discussione che riguarda molto da vicino la nostra vita anche quotidiana e fisica."</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">3</span></sup><span style="background-color:#ffffff;">Altre interessanti considerazioni che emergono dall'analisi di Canetti sulle fasi finali della metamorfosi fanno riferimento alle nozioni di figura e maschera e dei loro rapporti segreti, così come segreti paiono essere i rapporti e le simbologie dietro/sotto l'archeologia/genealogia delle torri gemelle e del </span></span><span style="background-color:#ffffff;"><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">ground zero</span><span style="background-color:#ffffff;">. Un'altra </span><strong>dicotomia</strong><span style="background-color:#ffffff;"> </span><strong>problematica</strong><span style="background-color:#ffffff;"> </span><span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">Distanza/Coinvolgimento</span><span style="background-color:#ffffff;"> - sottolineata dal semiologo della cultura boemo Ivan Bystrina</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">4</span></sup><span style="background-color:#ffffff;"> è preconizzata dai passi in cui Canetti scrive della distanza pretesa dalla maschera:<br />
"La maschera è infatti </span><strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> figura, con un proprio modo di comportarsi. Non appena lo si è imparato e si è capito quale distanza essa esiga, la maschera difende l'uomo dal pericolo che essa stessa contiene... Essa affascina e al tempo stesso impone </span><strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> distanza...Chi la abbatte è punito con la morte. Finché dura la sua attività, essa è intangibile, invulnerabile, sacra...Il suo potere risiede nel fatto che la si conosce bene, senza sapere cosa contenga. La si conosce solo dall'esterno, solo dal davanti...La maschera è applicata ed esterna,...è chiaramente separata da chi la porta...Finché la esibisce, egli è sempre </span><strong>una</strong><span style="background-color:#ffffff;"> creatura duplice: se stesso e la maschera...La sua persona quotidiana è occupata con la maschera, mentre egli si trasforma in essa. Egli è dunque duplice, e deve restare duplice per tutta la durata della sua esibizione."</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">5</span></sup><span style="background-color:#ffffff;"></span><span style="background-color:#ffffff;"> Gli specchi di norma non trasformano (con l'eccezione - forse - degli specchi deformanti), possono rifletter le trasformazioni, ma che avviene nel caso delle metamorfosi? Secondo Canetti la metamorfosi umana è uno degli enigmi più grandi</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">6</span></sup><span style="background-color:#ffffff;">. Come Foucault mette in luce in Raymond Roussel, "la figura del labirinto diventa infinitamente prossima alle metamorfosi che culminavano nel passaggio dalla vita alla morte e al mantenimento della vita nella morte. Il labirinto conduce a un minotauro che è specchio, specchio della morte e della nascita, luogo profondo e inaccessibile di tutte le metamorfosi. In quel luogo le differenze si raggiungono e ritrovano l’identità, la casualità della morte e dell’origine, divise dalla sottile lamina dello specchio, si trovano collocate nello stesso [piano] virtuale ma vertiginoso del doppio."</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">7</span></sup><span style="background-color:#ffffff;"></span><span style="background-color:#ffffff;">Come viene sottolineato in <span style="font-style:italic;background-color:#ffffff;">The Nature of Capital</span><span style="background-color:#ffffff;">, parafrasando la lettera di Engels a Marx del 30 Maggio 1873: "il capitale è un rapporto sociale che è soggetto a metamorfosi attraverso verie forme materiali, un processo che produce effetti che danno origine a cambiamenti nella struttura interna di questi rapporti"</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">8</span></sup><span style="background-color:#ffffff;">; ma le contraddizioni insite nel capitalismo sono enantiodromiche e la duplicità delle immagini-specchio e delle figure-maschera non ce la fa più a riflettersi all'infinito</span><sup><span style="background-color:#ffffff;">9</span></sup><span style="background-color:#ffffff;">: la lamina è sottile e i piani (di volo) virtuali sono vertiginosi.<br />
</span></span></span></p>
<hr />
<p style="text-align:justify;"><span style="background-color:#ffffff;"><br />
Note:<br />
1] G.Deleuze, F. Guattari, <span style="font-style:italic;">A Thousand Plateaus</span>, trans. Brian Massumi, (Minneapolis: University of Minnesota Press,1987) 107, 528n.<br />
2] G.Deleuze, F. Guattari, cit., 107.<br />
3] "Sviluppo e progresso" in P.P.Pasolini. <span style="font-style:italic;">Saggi sulla politica e sulla società [Scritti corsari]</span>, a cura di Walter Siti,<br />
(Milano: Mondadori, 1999);</span><span><span style="background-color:#ffffff;"> fonte web: </span><a href="http://www.pasolini.net/saggistica_sviluppo-progresso.htm" target="_blank"><span style="background-color:#ffffff;">http://www.pasolini.net/saggistica_sviluppo-progresso.htm</span></a></span><span style="background-color:#ffffff;"><br />
</span><span style="background-color:#ffffff;">4] Ivan Bystrina Semiotik der Kultur - Zeichen - Texte - Codes (Tübingen: Stauffenburg, 1989:211ff)<br />
5] E.Canetti , <span style="font-style:italic;">Massa e potere</span>, a cura di F.Jesi, (Milano: Bompiani, 1988) 456-457.<br />
6] E.Canetti, cit., 407.<br />
7] M.Foucault, <span style="font-style:italic;">Raymond Roussel,</span> (Verona: Ombre Corte, 2001) 116 - 117.<br />
8] R.Marsden,<span style="font-style:italic;"> The Nature of Capital: Marx after Foucault</span> (London: Routledge, 1999) 121.<br />
9] Cfr. le opere del patafisico canadese Christian Bok's come: <span style="font-style:italic;">Crystallography</span> (Toronto : Coach House Books, 2003) ; "Enantiomorphosis (A natural history of mirrors)" in <span style="font-style:italic;">Imaginary numbers : an anthology of marvelous mathematical stories, diversions, poems, and musings,</span> ed. by W.Frucht, (New York ; Chichester : John Wiley &#38; Sons, Inc., c1999)</span></p>
<hr />
<hr /><span style="background-color:#ffffff;">Testo originale in inglese:</span><span style="background-color:#ffffff;"></span><span style="background-color:#ffffff;">METAMORPHOSIS/ENANTIOMORPHOSIS. A problematic dichotomy</span><span style="background-color:#ffffff;"><br />
To Enantiomorphs, Enantiomorphism and Enantiodromia I relate the term Enantiomorphosis as it is used by Deleuze e Guattari1 translating the German word Entwandlung - from Canetti's Crowds and Power - and thus strenghtening the meaning of the conceptual pair Verwandlung/Entwandlung = Metamorphosis/Enantiomorphosis.The "... hieratic and immutable Master[s]...at every moment legislate[s] by constants prohibiting or strictly limiting metamorphoses, giving figures clear and stable contours, setting forms in opposition two by two and requiring subjects to die in order to pass from one form to the other"2</span>The shift from European currencies to Euro is a good example: it was meant to give "clear and stable contours" to economic figures but has also meant a significant decrease of purchasing power and living standards of the middle and working class. Could the twin towers have been able to embody a prospective euro-dollar diarchy in the global market plaza that is now levelled to ground zero? We shall never know: new projects for the new century (millennium?) had been thinktanked: 9/11 alone has to be the Ereignis of the 21st century.So, is there adichotomy: Metamorphosis/Enantiomorphosis? In the famous dichotomy raised by Pasolini progresso [progress] read as idealistic, left-oriented passion (should we also say metamorphic and 'schizoid'?) is opposed to the pragmatic, right oriented (should we also say paranoid and enantiomorphic?) cold fact of sviluppo [development / growth]. Pasolini, yet, had been careful in pointing out the ambiguity embedded in the question itself.<br />
"Two words frequently recur in our discussion, in fact they are the keywords of our discussion. These words are sviluppo and progresso. Are they synonyms? Or, if they are not synonyms, do they suggest different stages of the same phenomenon? Or, do they suggest different phenomena that nevertheless necessarily complement each other. Or, rather, do they suggest two phenomena that are only partially analogous and synchronic? Or, at last, do they suggest opposite phenomena, that only apparently coincide and complete each other? We must absolutely define the sense of those words and their relation, if we are to understand one another in a discussion that is closely connected to our life, also in its daily and physical dimension."3Other interesting considerations issued from Canetti's pondering on the final stages of metamorphosis are hinged to the notions of figure and mask and their secret relation, as secret relations and symbology seem to lie behind/below the archaeology/genealogy of the towers/ground zero. Another problematic dichotomy - Distance/Commitment - pointed out by cultural semioticist Ivan Bystrina4 is foreshadowed when Canetti writes about the distance exacted by the mask:<br />
"The mask is indeed a figure, with a fashion of behaving of its own. As soon as we have apprehended the distance exacted by the mask, it will protect us from the threat embedded in itself...It charms and imposes a distance at the same time...Those who demolish it are punished with death. As long as its activity consolidates, it will be intangible, invulnerable, sacred...Its power lies in the fact that it is well known, but no one knows what it bears within. It is only known externally, only from the front face...The mask is applied and external...overtly separated from those who wear it. As long as they show it off, they will be double entities: themselves and the mask...Their daily figure is busy with the mask, whilst they metamorphose into it. Therefore they are double and they will have to stay double as long as the show goes on."5</p>
<p>Mirrors do not usually transform (save trick mirrors, perhaps), they may reflect transformations, but what about metamorphoses? According to Canetti human metamorphosis is one of the greatest riddles6. As Foucault points out in Raymond Roussel, "the figure of the labyrinth becomes incommensurably close to the metamorphoses climaxing in the passage from life to death and the retention of life in death. The labyrinth leads to a minotaur that is a mirror of death and birth, gaping and impenetrable locus of all metamorphoses, where differences meet and retrieve their identity and the fortuitousness of death and origin. Split off by the flimsy mirror glass, they find themselves set in the same virtual - yet vertiginous - plan of the double."7</p>
<p>As it is pointed out in The Nature of Capital, paraphrasing Engels's 30 May 1873 letter to Marx: "capital is a social relation which undergoes metamorphosis through various material forms, a process which produces effects that cause changes in the internal structure of these relations"8; but the contradictions embedded in capitalism are enantiodromic and double mirror images/mask figures cannot cope with reflecting each other ad infinitum9: the glass is flimsy and the virtual plan(es) vertiginous.<br />
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<p>Notes:<br />
1] G.Deleuze, F. Guattari, A Thousand Plateaus, trans. Brian Massumi, (Minneapolis: University of Minnesota Press,1987) 107, 528n.<br />
2] G.Deleuze, F. Guattari, cit., 107.<br />
3] "Sviluppo e progresso" in P.P.Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società [Scritti corsari], a cura di Walter Siti,<br />
(Milan: Mondadori, 1999); my English translation, websource: <a href="http://www.pasolini.net/saggistica_sviluppo-progresso.htm">http://www.pasolini.net/saggistica_sviluppo-progresso.htm</a><br />
4] Ivan Bystrina Semiotik der Kultur - Zeichen - Texte - Codes (Tübingen: Stauffenburg, 1989:211ff)<br />
5] E.Canetti , Massa e potere, a cura di F.Jesi, (Milan: Bompiani, 1988) 456-457.<br />
6] E.Canetti, cit., 407; my English translation.<br />
7] M.Foucault, Raymond Roussel, (Verona: Ombre Corte, 2001) 116 - 117, my English translation.<br />
8] R.Marsden, The Nature of Capital: Marx after Foucault (London: Routledge, 1999) 121.<br />
9] See Canadian pataphysicist Christian Bok's writings, such as Crystallography (Toronto : Coach House Books, 2003) ;<br />
"Enantiomorphosis (A natural history of mirrors)" in Imaginary numbers : an anthology of marvelous mathematical stories, diversions, poems, and musings, ed. by W.Frucht, (New York ; Chichester : John Wiley &#38; Sons, Inc., c1999)</p>
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