<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>il-libro-del-sabato &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/il-libro-del-sabato/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "il-libro-del-sabato"</description>
	<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 15:14:38 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[L'ultimo di Pennac: la scuola vista da dentro]]></title>
<link>http://marcolapeste.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 16:12:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcolapeste</dc:creator>
<guid>http://marcolapeste.it.wordpress.com/2008/07/05/lultimo-di-pennac-la-scuola-vista-da-dentro/</guid>
<description><![CDATA[
Ammetto di aver accolto con un certo scetticismo la pubblicazione dell&#8217;ultimo libro di Daniel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.primocircolocivitacastellana.it/home_page/insegnante.gif&#38;imgrefurl=http://www.primocircolocivitacastellana.it/home_page/index.htm&#38;h=284&#38;w=350&#38;sz=18&#38;hl=it&#38;start=1&#38;tbnid=bxsoxqFAOxfciM:&#38;tbnh=97&#38;tbnw=120&#38;prev=/images%3Fq%3Dinsegnante%26gbv%3D2%26hl%3Dit"><img style="border:1px solid;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:bxsoxqFAOxfciM:http://www.primocircolocivitacastellana.it/home_page/insegnante.gif" alt="" width="120" height="97" /></a></p>
<p>Ammetto di aver accolto con un certo scetticismo la pubblicazione dell'ultimo libro di Daniel Pennac, "Diario di scuola", quantunque avrei dovuto essere contento, dal momento che oramai siamo colleghi (in quanto ambedue insegnanti...) e che perciò questo libro parla del mio mondo, quello degli studenti e delle lezioni in classe... Qui sta il punto. Dacchè mi trovo a ragionare sulla scuola in termini professionali (complice anche la mai abbastanza denigrata SSIS), mi risulta diffcile credere che sia possibile scrivere sull'argomento qualcosa che non sia irrimediabilmente scontato; è una riflessione, beninteso, che nasce dal fattoche vedo il fenomeno "scuola" in modo sufficientemente disincantato, il che mi impedisce di lasciarmi abbindolare dalle cicliche consuete riproposizioni di libri, film o telefilm che scimmiottano il bellissimo "L'attimo fuggente" e il suo protagonista e fanno esclamare ai più: "Ecco, così dovrebbero essere i professori!".</p>
<p>Fughiamo un dubbio: i professori son così, e lo sono ormai da anni, sono stati anzi i primi su cui ha fatto pressa quel modello, ma sono stati anche i primi a digerirlo, meditarlo, trasformarlo e renderlo concreto, quindi un po' diverso dall'immagine cinematografica... Capirete quindiquanto poco piacevole sia sentir dire, all'ennesimo saggio artistico sull'argomento, che si tratta di un modello rivoluzionario di concepire la didattica; eppure è una storia che si ripete in continuazione.</p>
<p>Mi sto levando qualche sassolino di troppo dalla scarpa, ma non me ne vorrete, spero, e in ogni caso riconduco subito la riflessione al libro di Pennac: come non ritenere, entrando in libreria e vedendo carteloni pubblicitari osannanti alla novità e eccezionalità del testo dell'autore francese, che dovesse trattarsi della solita tiritera? Ad essere precisi avevo ascoltato un'intervista televisiva al nostro autore (dico nostro perchè con lo scorrere del tempo e delle pagine mi sono affezionato a lui e alla banda Malaussene), dalla quale avevo desunto solo conferme dei miei sospetti: se questo libro poteve rappresentare una novità, essa era tale solo per i profani.</p>
<p><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/le_portfolio_file/image004.jpg&#38;imgrefurl=http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/le_portfolio.htm&#38;h=441&#38;w=429&#38;sz=37&#38;hl=it&#38;start=7&#38;tbnid=Q9Wqz8IzBaIviM:&#38;tbnh=127&#38;tbnw=124&#38;prev=/images%3Fq%3Dinsegnante%26gbv%3D2%26hl%3Dit"><img style="border:1px solid;" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:Q9Wqz8IzBaIviM:http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/le_portfolio_file/image004.jpg" alt="" width="124" height="127" /></a></p>
<p>Non prendetevela se non siete del ramo, ci mancherebbe solo che pensassi che tutti debbano vivere di scuola, ma se siete degli esperti di climatologia, exempli gratia, ed esce un libro che sbraita l'esistenza del surriscaldamento globale e la presenta come una novità rivoluzionaria, cosa pensate? Minimo minimo un po' di senso di superiorità intellettuale vi monta dentro (e non è che sia una malapianta tout court)....</p>
<p>Orbene con queste premesse non avrei dovuto leggere "Diario di scuola", ma siccome noi letterati viviamo anche dei libri che non ci piacciono, nel momento in cui un collega l'ha messo nell'armadio vicino ai miei, non ho potuto far a meno di farmelo prestare. Risultato: parziale smentita delle mie previsioni, quindi pareggio in sostanza.</p>
<p><a title="Diario di scuola" href="http://www.libreriauniversitaria.it/diario-scuola-pennac-daniel-feltrinelli/libro/9788807017445"><img src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/744/9788807017445p.jpg" border="0" alt="Diario di scuola" width="96" height="139" /></a></p>
<p>Cerchiamo di capire qualcosa di più del libro... "Diario di scuola" è un testo che offre, nel panorama dei libri che parlano di scuola, troppo spesso funestato da banalità, uno spaccato di vita vissuta con un notevolemargine di originalità, e lo fa attraverso una inattesa versione dell'autore pre-insegnamento, quando a scuola non era un prof. depositario del sapere, ma un somaro, incapace di scrivere e far di conto, cui si prospettava un futuro da ignorante o peggio... L'effetto che Pennac raggiunge è quello di indagare il <strong>perchè</strong> del suo essere insegnante, indulgendo poco, in proporzione, al <strong>come,</strong> ed ottiene di fare del mondo della scuola un quadro umano, confortevole nella sua asprezza, ma soprattutto sincero, anti-artificioso. Perchè Pennac sa di essere stato un pessimo studente, uno di quelli che la scuola non riusciva a mandarla giù, finchè non si è reso conto che, come tante cose che ci fanno crescere, non va subita ma vissuta (e grazie al cielo ha trovato qualche insegnante come ora ce ne sono parecchi, che vuole far vivere la scuola, le materie, il sapere ai suoi studenti!): ciò, anzichè porlo sul piano di inelegante superiorità di un "arrivato", gli fa vedere il suo presente di docente con il filtro dell'ironia dissacrante che, tipico del suo stile, gli fa mettere alla berlina innanzitutto se stesso e la propria autocoscienza, e salva il libro dal diventare, col progredire della lettura, una noiosa apologia della didattica.</p>
<p>Sarò franco: il libro non è esaltante dal mio punto di vista, ma qui la prospettiva è falsata, come vi ho detto, perchè solitamente è l'autore che "gioca in casa", se mi permettete la metafora sportiva, qui invece Pennac gioca anche in casa mia e se mi strappa un pareggio gli va anche bene, esigente come sono. Schematizzo così magari risulto più oggettivo:</p>
<p>- elementi positivi, di originalità: l'approccio iniziale autobiografico che propone un Pennac studente somaro; la riflessione sul modo in cui gli studenti si esprimono che porta l'autore a cogliere le loro difficoltà del vivere la scuola</p>
<p>- elementi negativi, di banalizzazione: tolto il tema, l'indulgere a qualche "bella figura" di troppo, anche se Pennac si sforza di equilibrare le cose prendendosi in giro e menzionando i suoi fallimenti di educatore (un po' troppo tardi, secondo me); l'impressione di disorganizzazione del testo, che appare scritto senza un piano veramente organico e che procede in sequenza, risultando perciò stancante nel finale, quando ci si rende conto che non c'è molto altro da scoprire.</p>
<p>Che dire come bilancio finale? Se dico che Pennac ultimamente mi sembra un lontano parente, magari anche un po' pesante o troppo buonista, di quello straordinario autore che mi ha emzionato con la sua verve e la sua crudezza, certamente esagero, ma limitandomi devo pur sottolineare che risulta più godibile come narratore che come saggista, benchè non manchi di una sua significatività, e del resto è pur sempre Pennac...</p>
<p>Mi sentirei di consigliare comunque la lettura del libro un po' per aggiornarsi sullo "stato dell'arte" della prassi scolastica, un po' perchè dopotutto vi ho già messo in guardia a sufficienza dai facili entusiasmi e ora sapete come prenderlo: se volete dunque sapere come viviamo noi e chi sta dall'altra parte della nostra cattedra, questo è un buon inizio; poi però fatevi una chiacchierata con un docente, ve ne dirà delle belle! Ma non mi sentirei proprio di consigliare questo Pennac agli studenti: quelli sanno fin troppo bene come va la scuola, e se ancora non si sono resi conto che i prof. sono umani e pensano agli alunni come persone, non è il caso che lo imparino da un romanziere, ma da chi li educa ogni giorno in classe.</p>
<p><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.primocircolocivitacastellana.it/home_page/insegnante.gif&#38;imgrefurl=http://www.primocircolocivitacastellana.it/home_page/index.htm&#38;h=284&#38;w=350&#38;sz=18&#38;hl=it&#38;start=1&#38;tbnid=bxsoxqFAOxfciM:&#38;tbnh=97&#38;tbnw=120&#38;prev=/images%3Fq%3Dinsegnante%26gbv%3D2%26hl%3Dit"></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'impero di Cindia]]></title>
<link>http://marcolapeste.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 22:13:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcolapeste</dc:creator>
<guid>http://marcolapeste.it.wordpress.com/2008/03/08/limpero-di-cindia/</guid>
<description><![CDATA[



L&#8217; Impero di Cindia. Cina, India e dintorni: la superpotenza asiatica da tre miliardi e me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://marcolapeste.wordpress.com/files/2008/03/tornaimmagine1.jpg" title="copertina"></a></p>
<table border="0" align="center" width="100%" cellPadding="5" cellSpacing="0">
<tr>
<td rowSpan="2" width="5%" align="center" vAlign="top"><a href="http://marcolapeste.wordpress.com/files/2008/03/tornaimmagine1.jpg" title="copertina"><img src="http://marcolapeste.wordpress.com/files/2008/03/tornaimmagine1.thumbnail.jpg" alt="copertina" /></a></td>
<td colSpan="2" align="left" vAlign="top"><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/impero-cindia-cina-india-dintorni/libro/9788804566403" title="L Impero di Cindia Cina India e dintorni la superpotenza asiatica da tre miliardi e mezzo di persone" class="text">L' Impero di Cindia. Cina, India e dintorni: la superpotenza asiatica da tre miliardi e mezzo di persone</a><br />
<span style="font-size:9pt;font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;" class="text">di <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_rampini+federico-rampini+federico.htm" title="Rampini Federico"><font color="#0000aa">Rampini Federico</font></a> - <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Mondadori-mondadori.htm" title="Mondadori"><font color="#0000aa">Mondadori</font></a> - 2007</span></td>
</tr>
<tr>
<td width="25%" align="left" vAlign="top"><span style="font-weight:bold;font-size:9pt;font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;" class="product_label">Prezzo: </span><span style="font-size:9pt;font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;" class="product_text">€ 9.00</span></td>
</tr>
</table>
<p>Ho avuto sottomano questo saggio qualche giorno fa durante il tirocinio e più precisamente durante la lezione di geografia. L'autore affronta di petto una delle questioni più spinose del momento, ossia l'inarrestabile ascesa dei paesi asiatici, che li sta trasformando in superpotenze economiche e che mette in discussione il ruolo della "piccola" Europa sullo scenario mondiale. La domanda da cui muove l'autore in sostanza è riassumibile così:</p>
<p>Si tratta di colossi dai piedi d'argilla, di paesi cui l'hegeliano spirito dei tempi sorride in questi anni o di stati destinati a farsi valere sempre più?</p>
<p>Il tema è sviscerato attraverso alcuni problemi chiave con particolare attenzione al connubio evoluzione economica/sociale e al ruolo delle multinazionali nel plasmare l'identità di un mercato e di una nazione con esso, e può contare sul supporto di un'imponente messe di dati che rende il libro appetibile per chi, come il sottoscritto, vive di geografia e abbisogna continuamente di input, stimoli, provocazioni.</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
