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	<title>il-piccolo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/il-piccolo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "il-piccolo"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 01:59:09 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Grandi appuntamenti con la comicità al Piccolo di Forlì]]></title>
<link>http://romagnainformazioni.wordpress.com/?p=570</link>
<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 07:30:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>barto87</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Teatro Il Piccolo di Forlì sta preparando una serie di appuntamenti con la comicità per la pros]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://romagnainformazioni.files.wordpress.com/2008/09/luca_e_paolo_piccolo_forli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-571" title="luca_e_paolo_piccolo_forli" src="http://romagnainformazioni.wordpress.com/files/2008/09/luca_e_paolo_piccolo_forli.jpg?w=200" alt="" width="191" height="285" /></a>Il <strong>Teatro</strong> <strong>Il Piccolo</strong> di <strong>Forlì</strong> sta preparando una serie di appuntamenti con la <strong>comicità</strong> per la prossima stagione: a partire dal 15 Ottobre 2008 fino al 6 Marzo 2009 saranno in programma tanti spettacoli di grandi attori italiani. Sotto la direzione artistica della compagnia Accademia Perduta, il teatro romagnolo darà grande spazio all’umorismo per grandi eventi dedicati a ragazzi, famiglie e adulti.<br />
La rassegna del <strong>Teatro Il Piccolo</strong> porterà in Romagna gli spettacoli di alcuni dei più grandi attori comici d’Italia con un ricco programma di appuntamenti che si concluderà nel 2009 con lo show delle “Iene” <strong>Luca Bizzarri</strong> e <strong>Paolo Kessisoglu</strong>. Ad anticipare l’arrivo dei due <strong>comici</strong> di Camerà Cafè a <strong>Forlì</strong> ci saranno altri spassosi appuntamenti:</p>
<p><strong>15 ottobre 2008</strong>: <em>Dixplay</em> di Gioele Dix – ore 21<br />
<strong> 28 novembre 2008</strong>: <em>Seven (i 7 vizi capitali)</em> di Giobbe Covatta – ore 21<br />
<strong> 22 gennaio 2009</strong>: <em>Vita e miracoli di un commesso viaggiatore</em> di Vito e Maria Pia Timo – ore 21<br />
<strong> 28 febbraio 2009</strong>: <em>Benneide 2</em> di Angela Finocchiaro – ore 21<br />
<strong> 6 Marzo 2009</strong>: <em>La Passione secondo Luca e Paolo </em>di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu – ore 21.</p>
<p>Il <strong>Teatro Il Piccolo</strong> di <strong>Forlì</strong> si appresta ad offrire una grande stagione all’insegna dell’umorismo dei grandi attori, tutti collaudati e di meritata fama nazionale; la rassegna di appuntamenti rappresenta una grande occasione per tutti di godersi gli show più esilaranti dei più grandi <strong>comici</strong> italiani.</p>
<p>Dal 4 Ottobre è possibile acquistare l'abbonamento presso <strong>Il Piccolo</strong> per questi spettacoli con un prezzo che varierà dai 60 agli 85€; saranno previste riduzioni per ragazzi sotto i 27 anni e gli adulti sopra i 65 anni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bimbo morto,investitore era ubriaco]]></title>
<link>http://tvpolitica.wordpress.com/?p=622</link>
<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 19:15:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>rickisl</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Era ubriaco il conducente dell&#8217;auto che venerdì pomeriggio ha investito e ucciso Davide Bres]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.tgcom.mediaset.it/bin/212.$plit/C_0_articolo_426275_immagine.jpg" alt="" /></p>
<p>Era ubriaco il conducente dell'auto che venerdì pomeriggio ha investito e ucciso Davide Bressan, 9 anni, a Trieste. L'uomo è stato arrestato per omicidio colposo e guida in stato d'ebbrezza. Lo hanno confermato i vigili urbani. Il conducente è risultato positivo ai test alcolimetrici effettuati subito dopo l'incidente. Il piccolo Davide, investito mentre rincorreva un pallone, era una promessa del pattinaggio artistico cittadino.</p>
<p> </p>
<p>L'incidente è avvenuto in via Costalunga, alla periferia di Trieste, una strada dove sono frequenti gli incidenti stradali. Il bimbo stava giocando nel giardino della casa dei nonni quando il pallone, dopo un rimbalzo, è saltato oltre la ringhiera della casa ed è rotolato sulla strada. Davide l'ha rincorso fino al centro della carreggiata proprio mentre arrivava la Chrysler verde condotta da Marzio S., triestino di 34 anni. La vettura non avrebbe frenato e ha centrato in pieno il bambino con un colpo tremendo. L'impatto è stato molto violento. Davide è morto sul colpo. Il bambino è stato sbalzato una decina di metri davanti ed è caduto sull'asfalto. "Resta da capire - hanno reso noto i vigili urbani - se l'impatto sia avvenuto al centro della strada, o in prossimità del muretto di cinta della via". Un vicino di casa ha dato l'allarme. Nonostante la tempestività dei soccorsi, tuttavia, non c'è stato nulla da fare. Ad assistere agli ultimi istanti di vita del bimbo anche la sorella e la madre accorse in strada.</p>
<p>L'investitore ora si trova nel carcere Corone a disposizione del Pm Cristina Bacer. Lunedì sarà interrogato dal Gip per l'udienza di convalida dell'arresto. Marzio S., come ha riportato  "Il Piccolo", è risultato avere un tasso alcolico superiore ad un grammo di alcool per litro di sangue, più del doppio del limite consentito.</p>
<p>Il piccolo, che aveva vinto due campionati provinciali e uno regionale, avrebbe compiuto 10 anni il 21 settembre.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tricolore e strategie di vendita]]></title>
<link>http://annalisaturel.wordpress.com/?p=46</link>
<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 07:28:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>annalisaturel</dc:creator>
<guid>http://annalisaturel.it.wordpress.com/2008/07/30/tricolore-e-strategie-di-vendita/</guid>
<description><![CDATA[Capisco la posizione della Destra goriziana di difendere il Tricolore sul Sabotino, capisco la strat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Capisco la posizione della Destra goriziana di difendere il Tricolore sul Sabotino, capisco la strategia di un quotidiano locale (Il Piccolo) di "pompare" la storia, quando è chiaro che d'estate non c'è molto da scrivere, ma non mi si venga a dire (Il Piccolo di oggi) che la faccenda è di quelle che interessano tutti, che stanno veramente a cuore ai goriziani. Per chi non lo sapesse mi riferisco allo "scoop" relativo alla presunta rimozione del prefetto Roberto De Lorenzo a causa della sua volontà di non riaccendere le luci Tricolori sul Sabotino.<br />
Senza autoincensarmi, mi pare che anche su <a href="http://goriziaoggi.typepad.com/">Gorizia Oggi</a> siano ben altri i temi che hanno acceso gli animi dei commentatori. Correggetemi se sbaglio.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Incidente Jerko: Il Piccolo]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/?p=22</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 16:01:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
<guid>http://moriredicantiere.it.wordpress.com/2008/05/03/incidente-jerko-il-piccolo/</guid>
<description><![CDATA[Rassegna stampa completa
Continuano, nel riserbo, le indagini sull’infortunio mortale di martedì ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rassegna stampa completa</strong></p>
<p>Continuano, nel riserbo, le indagini sull’infortunio mortale di martedì scorso nello stabilimento Fincantieri in cui ha perso la vita il saldo-carpentiere croato di 41 anni, Jerco Yuko. Intanto, ieri è stato dato il nulla-osta dal magistrato per la consegna della salma ai familiari. I funerali si svolgeranno mercoledì. Secondo quanto si è potuto apprendere, le esequie, saranno celebrate nel paese di origine dell’operaio, in una località verso Zara. Sul fronte inquirente si affacciano ora due inchieste per far luce sulla esatta dinamica dell’infortunio, ma anche in ordine all’accertamento delle responsabilità dell’evento. Così, in parallelo, all’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Gorizia, è stata portata avanti anche un’indagine interna da parte della stessa Fincantieri.</p>
<p>Il Piccolo, 27 aprile 2008</p>
<p><strong>Operaio morto, Fincantieri apre un inchiesta</strong></p>
<p>Continuano, nel riserbo, le indagini sull’infortunio mortale di martedì scorso nello stabilimento Fincantieri in cui ha perso la vita il saldo-carpentiere croato di 41 anni, Jerco Yuko. Intanto, ieri è stato dato il nulla-osta dal magistrato per la consegna della salma ai familiari. I funerali si svolgeranno mercoledì. Secondo quanto si è potuto apprendere, le esequie, saranno celebrate nel paese di origine dell’operaio, in una località verso Zara. Sul fronte inquirente si affacciano ora due inchieste per far luce sulla esatta dinamica dell’infortunio, ma anche in ordine all’accertamento delle responsabilità dell’evento. Così, in parallelo, all’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Gorizia, è stata portata avanti anche un’indagine interna da parte della stessa Fincantieri. Il lavoratore croato, dipendente di una ditta croata che lavora in subappalto per Fincantieri e che fa parte del consorzio Mistral, con sede a Trieste, comprendente più realtà che operano nel settore della saldo-carpenteria, martedì pomeriggio è stato travolto da un carrello trasportante pezzi di lamiere, mentre stava effettuando una saldatura, nella nuova linea-blocchi dello stabilimento di Panzano. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare, a causa delle importanti lesioni riportate con lo schiacciamento al torace e all’addome, è deceduto dopo circa mezz’ora di rianimazione.Procede dunque l’opera investigativa, affidata alla Polizia del locale Commissariato, e coordinata dal magistrato titolare dell’inchiesta, il pubblico ministero Carlotta Franceschetti. Al momento risulterebbe iscritto nel registro degli indagati, con l’ipotesi di omicidio colposo, il responsabile della ditta per cui il 41enne croato lavorava. Non è escluso tuttavia che, se non altro quale atto dovuto, la Procura proceda con nuovi avvisi di garanzia. Sono comunque in corso le verifiche inquirenti sia sotto il profilo dell’accertamento delle circostanze dell’evento mortale, sia dell’individuazione delle rispettive ed eventuali responsabilità. Si è altresì in attesa della disposizione da parte della magistratura di specifiche perizie.E intanto, in parallelo, prosegue anche l’indagine interna da parte di Fincantieri sull’accaduto. Dall’azienda si sostiene che, sostanzialmente, il fatto è definito: il saldo-carpentiere si sarebbe trovato al di fuori del campo visivo dell’operatore addetto al carrello che, muovendosi, l’ha travolto.L’infortunio mortale ha destato clamore in città, in un periodo peraltro nel quale si sono verificati altri tre infortuni di una certa gravità nello stabilimento Fincantieri. Lo stesso martedì in Italia hanno perso la vita altri 5 lavoratori. Preoccupazione dunque e la chiara presa di posizione anche da parte delle forze sindacali, in ordine alla sicurezza sul posto di lavoro. Solidarietà e rinnovate dichiarazioni di impegno sono state espresse altresì dai rappresentanti istituzionali, tra cui lo stesso prefetto, Roberto De Lorenzo, nonchè l’amministrazione comunale di Monfalcone.</p>
<p>Il Piccolo, 27 aprile 2008</p>
<p><strong>I sindacati: «Più addetti per controllare tempi di lavoro e norme di sicurezza»</strong></p>
<p>Il confronto sulla sicurezza all’interno dello stabilimento Fincantieri tra azienda e sindacati è già ripreso dopo la protesta scattata in modo immediato e molto forte in risposta all’infortunio mortale in cui ha perso la vita martedì pomeriggio il saldocarpentiere croato Jerco Yuko. Il dialogo è stato avviato giovedì, anche in presenza del prefetto di Gorizia Roberto De Lorenzo che in precedenza aveva incontrato i due fratelli della vittima, Marko e Dinko Yuko. La riflessione è poi proseguita tra i coordinatori di Fim, Fiom, Uilm nella Rsu e i vertici dello stabilimento. «Non sulla dinamica dell’infortunio, che è al vaglio degli inquirenti - spiega Moreno Luxich -, ma su quanto si deve iniziare a mettere in campo per migliorare la situazione attuale, per modificare un modello di lavoro troppo veloce e disorganizzato».Il coordinatore della Fiom ribadisce, comunque, come adesso i rappresentanti dei lavoratori non auspichino, ma pretendano delle risposte precise su formazione dei lavoratori dell’appalto, organizzazione del lavoro, corsi di italiano per gli stranieri, provenienti da Paesi comunitari ed extracomunitari. I delegati di Fim, Fiom, Uilm nella Rsu vogliono ottenere anche massima libertà di azione per gli Rls, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che sono solo 6 per oltre 4.500 addetti. Ci vogliono anche i controlli, da parte della Uopsal, l’unità di prevenzione dell’Azienda sanitaria, con cui Cgil, Cisl e Uil stanno concludendo una lunga vertenza sull’adeguamento degli organici e delle attrezzature. La Provincia in questi giorni ha rilanciato anche il suo progetto per arrivare a una formazione continua dei lavoratori stranieri e precari.In parallelo con quello con l’azienda viaggerà quindi un tavolo con le istituzioni e, ci si auspica, gli altri soggetti coinvolti per migliorare le azioni formative e di controllo. Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno inoltre deciso di formalizzare e pubblicizzare una propria piattaforma provinciale per la prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro. Le rivendicazioni, che partono dalla rigorosa osservanza del nuovo Testo unico sulla sicurezza sul lavoro, saranno rivolte alle istituzioni, agli enti locali, all’Inail, all’Ass e alle associazioni imprenditoriali, chiedendo a ciascuno di assumersi le proprie responsabilità con impegni precisi. Cgil, Cisl e Uil hanno comunque già preannunciato uno sciopero generale dell’industria sui temi della sicurezza entro la prima metà di maggio. Intanto martedì i sindacati incontreranno a Roma Fincantieri per la riunione annuale in cui la società fa il quadro sulla situazione finanziaria, portafoglio ordini, investimenti. «Credo che la questione sicurezza sarà affrontata anche in questa sede», afferma Luxich. Una delegazione della Rsu dello stabilimento monfalconese sarà invece presente mercoledì pomeriggio ai funerali di Jerco Yuko, che avranno luogo nella località della Croazia nella zona di Zara di cui era originario.</p>
<p>Il Piccolo, 26 aprile 2008</p>
<p><strong>Oggi il nulla osta del magistrato ai funerali dell operaio croato deceduto alla Fincantieri</strong></p>
<p>Viveva con lo stipendio che lui si guadagnava duramente a Monfalcone la famiglia di Juko Jerko, 41 anni, morto nel terribile incidente sul lavoro accaduto martedì nello stabilimento Fincantieri di Panzano. Quasi 1.500 euro che l’operaio portava a casa nei suoi frequenti viaggi in Croazia dove lascia la moglie e due figli, Roberto di 17 anni e Leonard di 10. Tornava due volte al mese per rivedere la famiglia che vive nella cittadina di Dragica, nella regione della Lika, sulla direttrice Fiume-Zagrad, a circa 400 chilometri da Monfalcone. Cittadino croato, ma di etnia bosniaca, Juko Jerko lascia nel dolore anche la madre Ruza e il padre Juro, tre sorelle e quattro fratelli, con due dei quali, come noto, lavorava in cantiere dove il saldocarpentiere è rimasto vittima dell’incidente nella nuova linea di prefabbricazione blocchi. I fratelli Marko, che ha visto il fratello morire, e Dinko Jerko, sono stati confortati dal prefetto De Lorenzo durante la cerimonia che si è tenuta in cantiere giovedì. Stando a fonti di stampa croate i congiunti di Juko Jerko starebbero raccogliendo elementi sulla dinamica dell’incidente da eventualmente utilizzare in una possibile vertenza giudiziaria sulle responsabilità del grave episodio. Episodio che in questi giorni ha suscitato una vasta mobilitazione sindacale e un altrettanto significativo moto di solidarietà. Tra le maestranze del cantiere navale, infatti, è stata aperta una sottoscrizione a favore della famiglia di questa ennesima vittima di un infortunio sul lavoro. Un gesto che ha trovato ampia eco sulla stampa della Croazia dove, se da un lato gli infortuni sul lavoro nei cantieri navali sono molto frequenti, dall’altro non sarebbe usanza lanciare collette di solidarietà.Intanto, dopo l’autopsia disposta dalla Procura della repubblica che indaga sull’episodio in base anche ai rapporti ricevuti dal Commissariato di polizia di Monfalcone, ed effettuata dall’anatomopatologo Lucio Furlan al San Polo, dovrebbe essere dato oggi il nulla osta per mettere la salma a disposizione dei familiari per effettuare le esequie. Nei prossimi giorni, poi, la Procura disporrà contestualmente l'effettuazione di perizie tecniche, nell'ambito delle indagini sulla dinamica dell'incidente, in particolare sul sito dove si è verificato l'infortunio mortale, zona che è stata posta sotto sequestro.</p>
<p>Il Piccolo, 26 aprile 2008</p>
<p><strong>Il Pdl ripropone il Centro per la sicurezza nelle fabbriche</strong></p>
<p>Monfalcone, uno dei maggiori poli industriali della regione, poteva essere sede di un centro per la formazione in materia di sicurezza sul lavoro in grado di fornire un punto di riferimento per tutto il Friuli Venezia Giulia. Il progetto c'era, i finanziamenti pure, ma non le aree dove realizzarlo, perché quelle individuate al Lisert erano sottoposte a diversi vincoli. Così alla fine il Consorzio per lo sviluppo industriale e di conseguenza la Regione hanno dovuto rinunciare a utilizzare i fondi dell'Obiettivo 2 dell'Unione europea. Dal 2004 a oggi alcune cose sono cambiate e non di poco conto: la cassa di colmata del Lisert è stata dissequestrata, anche se deve essere caratterizzata, e la gestione del demanio portuale trasferita alla Regione. Insediare il centro al Lisert potrebbe quindi ora essere meno complesso. Il segretario di Fi e consigliere comunale Giuseppe Nicoli riproporrà quindi la creazione del centro per la promozione della sicurezza sul lavoro all'attenzione del nuovo presidente della Regione Renzo Tondo, con tutta probabilità già la prossima settimana. Era stata del resto proprio la giunta guidata da Renzo Tondo ad approvare, il 30 dicembre del 2002, l'iniziativa del Csim da ammettere a finanziamento per un importo di 7 milioni di euro. «Come ho detto nell'incontro con i rappresentanti dei lavoratori di Fincantieri mercoledì - spiega Nicoli - si tratta di passare ai fatti, abbandonando le parole che finora non hanno impedito si ripetessero tragedie come quella di martedì nel cantiere navale di Panzano». Si tratta quindi di verificare se quanto ha impedito la nascita del centro non sia più sul tappeto, se vi sia la possibilità di inserire il progetto nel programma operativo regionale di utilizzo dei nuovo fondi europei (per un importo di 14-15 milioni di euro) e se il Csim sia disponibile a riprendere l'iniziativa. Così pare comunque essere, stando a quanto affermato dal sindaco Gianfranco Pizzolitto nello stesso incontro con i sindacati. Se le verifiche avessero un esito positivo, la tempistica potrebbe essere già abbastanza definita. «Nel 2009 potrebbe esserci l'ammissione a finanziamento da parte della giunta regionale - afferma Nicoli -, entro il 2010 potrebbe essere ultimata la progettazione ed entro il 2013». Secondo Nicoli, il centro andrebbe inoltre collegato all'Agenzia europea per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il piano preliminare elaborato dal Consorzio e ammesso a finanziamento dalla Regione comprendeva la costruzione di un centro in cui effettuare le lezioni teoriche e la realizzazione di una serie di simulacri, cioé di strutture con cui replicare gli ambienti di lavoro della cantieristica navale e dell'edilizia. Il centro avrebbe occupato tra docenti e tecnici 30-35 persone.</p>
<p>Il Piccolo, 26 aprile 2008</p>
<p><strong>Lotta alle morti bianche e al lavoro precario i temi della celebrazione della Liberazione</strong></p>
<p>La Resistenza di ieri è la Resistenza di oggi. Contro il lavoro precario e le morti bianche. Una lotta quotidiana sul fronte della ricerca della dignità umana e della sicurezza. Monfalcone ha celebrato ieri la Liberazione rilanciando a voce alta quegli stessi valori di libertà, uguaglianza, giustizia sociale e solidarietà tramessi da chi ha sacrificato la propria vita per la democrazia. Valori più che mai attuali, che oggi ne fanno la bandiera con la quale sostenere le nuove lotte sociali. Questo filo conduttore è stato scandito in una sorta di «eco istituzionale» espresso dagli amministratori, ai messaggi dei rappresentanti dell’Anpi e dall’Associazione dei combattenti di Nuova Gorica.La città oggi ha la sua Resistenza da portare avanti. Jerco Yuko, il saldo-carpentiere croato deceduto all’interno dello stabilimento di Fincantieri, come l’ha definito il prefetto Roberto De Lorenzo, ha ricordato ieri l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, è «il Caduto» di oggi. Parole pregnanti quelle dell’assessore, davanti alla lapide posta a San Polo: «In questi giorni di tragici avvenimenti ho sentito più forte che mai la necessità di celebrare il 25 aprile. Per costruire le basi per nuove resistenze. I combattenti della lotta di Liberazione ci hanno consegnato un grande patrimonio di ideali. Donne e uomini, i nostri nonni di oggi, capaci di dare vita alla nostra Costituzione che, tra i suoi principi fondanti vede la pari dignità sociale e il diritto al lavoro. Principi che ancora oggi non siamo riusciti a tradurre in piena quotidianità, ma che devono essere costantemente il nostro obiettivo». La Morsolin ha parlato di «declinare al presente la Resistenza, affinchè non esista più il lavoro precario, che non permette ai giovani di costruirsi una vita indipendente». Di un «mondo che antepone la logica del profitto alla dignità della persona». E di «un lavoro che uccide. La Resistenza - ha aggiunto - non è ancora finita. Abbiamo il compito di continuare la battaglia». E «come instancabili staffette partigiane - ha concluso -, dobbiamo ribadire il nostro ”no” alla strage di morti sul lavoro».Il corteo, formato dai rappresentanti delle istituzioni, politici, sindacati, associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, con l’accompagnamento della Banda civica «Città di Monfalcone», a partire dal piazzale Aldo Moro, dopo la deposizione di una corona alla lapide in piazza Unità d’Italia, si è snodato con le sue tappe a San Polo e Aris. Quindi è culminato nel cimitero comunale di via 24 Maggio. Qui le parole dedicate alla «difesa della Resistenza» contro ogni «revisionismo storico», espresse dal presidente dell’Anpi di Monfalcone, Paolo Padovan, e i richiami ai «nobili valori dei nostri patrioti che hanno fondato l’Europa di oggi e ci spingono a continuare a lottare per la democrazia», come ha sottolineato il rappresentante dell’Associazione dei combattenti di Nova Gorica, si sono alternate a quelle del sindaco Gianfranco Pizzolitto. Che ha ricordato la morte del 41enne croato in città e quella di altri 5 lavoratori deceduti in Italia lo stesso giorno. «La Resistenza - ha detto - è partita soprattutto dal mondo del lavoro. E oggi la battaglia continua con i lavoratori. La Resistenza è un punto di partenza e i suoi principi fondanti, come quelli della Costituzione, sono un richiamo continuo e costante a valori che devono essere sempre presenti tra noi e tra i giovani».</p>
<p>Il Piccolo, 25 aprile 2008</p>
<p><strong>Fincantieri, protesta per la sicurezza</strong></p>
<p>E' stata ancora una giornata di protesta, ma anche di dolore quella di ieri alla Fincantieri di Monfalcone, dove martedì il saldocarpentiere croato Juko Jerko è rimasto vittima di un incidente sul lavoro nella nuova linea di prefabbricazione blocchi. L'Ugl ieri ha effettuato altre otto ore di sciopero, mentre Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno preannunciato uno sciopero generale del settore dell'industria nella prima metà del mese di maggio a sostegno della loro piattaforma per la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro. La commemorazione dei 503 cantierini morti nella guerra di liberazione ieri non poteva che ruotare attorno all'infortunio mortale di martedì. All'iniziativa hanno voluto essere presenti anche il prefetto Roberto De Lorenzo e il questore di Gorizia Claudio Gatti, oltre al direttore dello stabilimento Carlo De Marco. Il prefetto è poi entrato nello stabilimento per deporre un mazzo di fiori ai piedi del cippo che ricorda i caduti sul lavoro, incontrando i fratelli di Juko Jerko (che lascia la moglie e due filgi, uno di 11 e uno di 17 anni), Marko e Dinko, entrambi occupati a Monfalcone. L'attività nel capannone, teatro della tragedia, non è di fatto ripresa ieri, perché la linea di trasporto dei pannelli, dove è avvenuto l'incidente, rimane sotto sequestro. Il lavoro si è pratica fermato però ieri mattina anche nella Salderia B, teatro di tre incidenti di cui due gravi nell'arco di una settimana, e nell'Officina navale. I lavoratori, circa 500, tutti dipendenti di Fincantieri, hanno iniziato a confrontarsi sulle procedure da seguire assieme ai loro capi. Quasi un'assemblea spontanea con al centro sempre la sicurezza sul lavoro. L'Ugl ieri, presente nella Rsu con tre delegati, ieri ha confermato le sue otto ore di sciopero, dopo le otto già effettuate mercoledì, quando anche Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto ai lavoratori di fermarsi per lo stesso numero di ieri. I metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil ieri non hanno chiesto alle tute blu e agli altri dipendenti di Fincantieri di incrociare ancora le braccia, ma di aderire invece a una raccolta di fondi a sostegno della famiglia dell'operaio 41enne che lascia la moglie e due figli. I lavoratori sono stati chiamati a devolvere due ore di lavoro con l'impegno che la società raddoppierà la cifra, stanziando l'ammontare corrispondente di quanto raccolto. Anche negli altri cantieri del gruppo le Rsu chiederanno di devolvere un'ora di lavoro. Le cerimonie, all'Ansaldo sistemi industriali prima e all'esterno del cantiere navale poi, in ricordo dei lavoratori caduti nella Resistenza non hanno potuto prescindere ieri da quanto accaduto martedì. «La commemorazione oggi (ieri, ndr) inizia in un altro modo, denunciando lo stato di cose che esiste in Italia - ha detto forte Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento -. Le morti bianche e sul lavoro non chiediamo più, ma pretendiamo che finiscano». Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ieri è tornato a sottolineare il valore non solo del 25 aprile, ma anche del cantiere navale, che, però, ha significato non solo progresso e sviluppo, ma anche tragedie collettive e personali. «Vivere sì, ma anche morire di cantiere», ha detto il sindaco, ricordando le morti d'amianto e quelle sul lavoro. «La sicurezza sul posto di lavoro non può essere qualcosa di marginale - ha aggiunto -, ma qualcosa che fonda il nostro sentire civico, perché il lavoro ha a che fare con la dignità, la giustizia, l'equità. Gli stesso valori fondanti della resistenza e dell'Italia uscita dalla guerra». Nello stesso giorno morivano in Italia altre cinque persone, vittime di incidenti sul lavoro, ha sottolineato ieri Luca Visentin, segretario regionale della Uil, che ha tenuto l'intervento principale. «Li ricordiamo tutti con tristezza e con rabbia. La tristezza per le centinaia di morti che ogni anno affliggono il mondo del lavoro nel Paese e nella nostra regione - ha proseguito -. La rabbia per non essere ancora riusciti, nonostante gli sforzi messi in atto, ad arginare questo stillicidio. A nulla serve nascondersi dietro l’errore umano. Ogni errore umano dipende sempre dalle cattive condizioni del lavoro. Dagli eccessi dei ritmi di produzione, dallo stress e dalla stanchezza, dai controlli insufficienti, dall’incapacità di trasmettere la cultura della sicurezza. Sicurezza sul lavoro significa modalità organizzative, procedure, responsabilità delle imprese. In questo caso l’incidente mortale si è verificato in un’azienda in appalto, ma richiama alle sue responsabilità di vigilanza anche l’appaltante, la Fincantieri». Visentin ieri ha chiesto che il nuovo decreto in materia di sicurezza sia applicato, anche dal Governo entrante. «Quel provvedimento richiama tutti, anche il sindacato - ha rilevato Visentin -, a lavorare di più e meglio per risolvere questa situazione assolutamente intollerabile per un paese civile».</p>
<p>Il Piccolo, 25 aprile 2008</p>
<p><strong>I sindacati parte civile nel processo contro i responsabili dell incidente</strong></p>
<p>LE INDAGINI Si stringono le indagini sull’infortunio sul lavoro nel quale ha perso la vita, martedì pomeriggio all’interno dello stabilimento della Fincantieri di Panzano, il saldo-carpentiere croato di 41 anni, Jerco Yuko. L’operaio, dipendente di una ditta croata che lavora in subappalto, appartenente al consorzio Mistral, con sede a Trieste, comprendente più realtà che operano tutte nel settore della saldocarpenteria, è rimasto schiacciato da una lamiera, del peso di alcune tonnellate, mentre stava lavorando nella nuova linea blocchi. Il croato ha riportato lo schiacciamento del torace e dell’addome.Si concentra pertanto l’inchiesta aperta dalla Polizia del locale Commissariato e coordinata dal pubblico ministero di Gorizia, Carlotta Franceschetti, che peraltro ha confermato il sequestro dell’area del capannone dove è avvenuto il mortale infortunio. Nei prossimi giorni, secondo quanto è trapelato, dovrebbero essere disposte perizie tecniche, al fine di accertare le cause dell’incidente. Intanto, al momento, a risultare nel registro degli indagati con l’ipotesi di accusa di omicidio colposo, sarebbe il responsabile della ditta per cui lavorava Jerco Yuko, facente parte del consorzio Mistral.Sul fronte sindacale, la Fiom ha preannunciato che si costituirà parte civile al processo. Intanto ieri, all’obitorio di Monfalcone, s’è tenuta l’autopsia sul corpo del lavoratore croato, al fine di definire con esattezza le tipologie delle lesioni che hanno determinato la morte del 41enne. Domani è previsto il nullaosta per poter procedere con i funerali.Si sta lavorando pertanto per far luce sulla dinamica dell’incidente, causato presumibilmente da una serie di incomprensioni. Jerco Yuko, alle 18 di martedì, si era chinato, pare, per effettuare una saldatura in uno dei punti «scoperti» in cui un gigantesco carrello passa trasportando pezzi di lamiera.Si presume che l’addetto alla mobilità del carrello non si sia accorto della presenza sul percorso del croato. Il carrello ha quindi investito e schiacciato con il suo peso l’operaio.Inutili sono stati i pur febbrili tentativi da parte degli operatori del soccorso per strappare il giovane lavoratore alla morte. L’opera di rianimazione è durata circa mezz’ora, ma la gravità delle lesioni interne al torace e all’addome non ha purtroppo lasciato scampo a Jerco Yuko.</p>
<p>Il Piccolo, 25 aprile 2008</p>
<p><strong>Fincantieri, protesta per la sicurezza</strong></p>
<p>E' stata ancora una giornata di protesta, ma anche di dolore quella di ieri alla Fincantieri di Monfalcone, dove martedì il saldocarpentiere croato Juko Jerko è rimasto vittima di un incidente sul lavoro nella nuova linea di prefabbricazione blocchi. L'Ugl ieri ha effettuato altre otto ore di sciopero, mentre Cgil, Cisl e Uil provinciali hanno preannunciato uno sciopero generale del settore dell'industria nella prima metà del mese di maggio a sostegno della loro piattaforma per la prevenzione e la sicurezza sui posti di lavoro. La commemorazione dei 503 cantierini morti nella guerra di liberazione ieri non poteva che ruotare attorno all'infortunio mortale di martedì. All'iniziativa hanno voluto essere presenti anche il prefetto Roberto De Lorenzo e il questore di Gorizia Claudio Gatti, oltre al direttore dello stabilimento Carlo De Marco. Il prefetto è poi entrato nello stabilimento per deporre un mazzo di fiori ai piedi del cippo che ricorda i caduti sul lavoro, incontrando i fratelli di Juko Jerko (che lascia la moglie e due filgi, uno di 11 e uno di 17 anni), Marko e Dinko, entrambi occupati a Monfalcone. L'attività nel capannone, teatro della tragedia, non è di fatto ripresa ieri, perché la linea di trasporto dei pannelli, dove è avvenuto l'incidente, rimane sotto sequestro. Il lavoro si è pratica fermato però ieri mattina anche nella Salderia B, teatro di tre incidenti di cui due gravi nell'arco di una settimana, e nell'Officina navale. I lavoratori, circa 500, tutti dipendenti di Fincantieri, hanno iniziato a confrontarsi sulle procedure da seguire assieme ai loro capi. Quasi un'assemblea spontanea con al centro sempre la sicurezza sul lavoro. L'Ugl ieri, presente nella Rsu con tre delegati, ieri ha confermato le sue otto ore di sciopero, dopo le otto già effettuate mercoledì, quando anche Fim, Fiom, Uilm hanno chiesto ai lavoratori di fermarsi per lo stesso numero di ieri. I metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil ieri non hanno chiesto alle tute blu e agli altri dipendenti di Fincantieri di incrociare ancora le braccia, ma di aderire invece a una raccolta di fondi a sostegno della famiglia dell'operaio 41enne che lascia la moglie e due figli. I lavoratori sono stati chiamati a devolvere due ore di lavoro con l'impegno che la società raddoppierà la cifra, stanziando l'ammontare corrispondente di quanto raccolto. Anche negli altri cantieri del gruppo le Rsu chiederanno di devolvere un'ora di lavoro. Le cerimonie, all'Ansaldo sistemi industriali prima e all'esterno del cantiere navale poi, in ricordo dei lavoratori caduti nella Resistenza non hanno potuto prescindere ieri da quanto accaduto martedì. «La commemorazione oggi (ieri, ndr) inizia in un altro modo, denunciando lo stato di cose che esiste in Italia - ha detto forte Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento -. Le morti bianche e sul lavoro non chiediamo più, ma pretendiamo che finiscano». Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ieri è tornato a sottolineare il valore non solo del 25 aprile, ma anche del cantiere navale, che, però, ha significato non solo progresso e sviluppo, ma anche tragedie collettive e personali. «Vivere sì, ma anche morire di cantiere», ha detto il sindaco, ricordando le morti d'amianto e quelle sul lavoro. «La sicurezza sul posto di lavoro non può essere qualcosa di marginale - ha aggiunto -, ma qualcosa che fonda il nostro sentire civico, perché il lavoro ha a che fare con la dignità, la giustizia, l'equità. Gli stesso valori fondanti della resistenza e dell'Italia uscita dalla guerra». Nello stesso giorno morivano in Italia altre cinque persone, vittime di incidenti sul lavoro, ha sottolineato ieri Luca Visentin, segretario regionale della Uil, che ha tenuto l'intervento principale. «Li ricordiamo tutti con tristezza e con rabbia. La tristezza per le centinaia di morti che ogni anno affliggono il mondo del lavoro nel Paese e nella nostra regione - ha proseguito -. La rabbia per non essere ancora riusciti, nonostante gli sforzi messi in atto, ad arginare questo stillicidio. A nulla serve nascondersi dietro l’errore umano. Ogni errore umano dipende sempre dalle cattive condizioni del lavoro. Dagli eccessi dei ritmi di produzione, dallo stress e dalla stanchezza, dai controlli insufficienti, dall’incapacità di trasmettere la cultura della sicurezza. Sicurezza sul lavoro significa modalità organizzative, procedure, responsabilità delle imprese. In questo caso l’incidente mortale si è verificato in un’azienda in appalto, ma richiama alle sue responsabilità di vigilanza anche l’appaltante, la Fincantieri». Visentin ieri ha chiesto che il nuovo decreto in materia di sicurezza sia applicato, anche dal Governo entrante. «Quel provvedimento richiama tutti, anche il sindacato - ha rilevato Visentin -, a lavorare di più e meglio per risolvere questa situazione assolutamente intollerabile per un paese civile».</p>
<p>Il Piccolo, 25 aprile 2008</p>
<p><strong>L'abbraccio del prefetto ai fratelli del saldatore croato deceduto</strong></p>
<p>Ha abbracciato stretto i due fratelli di Juko Jerko e ha parlato a lungo con loro, portando la solidarietà di un territorio intero. Il prefetto di Gorizia, Roberto De Lorenzo, ieri è andato in modo concreto oltre alle parole di circostanza che un fatto tragico come quello di martedì poteva suscitare. Il prefetto ieri ha voluto essere presente a Monfalcone, «come rappresentante dello Stato e del Governo», non solo per commemorare l'anniversario della Liberazione, ma anche per la «situazione delicata e dolorosa in cui la città si trova». Il prefetto, dopo l'intervento davanti al monumento che ricorda i 503 cantierini morti nella guerra contro il nazifascismo, si è recato all'interno dello stabilimento per deporre un mazzo di fiori ai piedi del cippo che ricorda altri morti, quelli sul lavoro, e incontrare Marko, che ha visto il fratello morire, e Dinko Jerko. Sottolineando il valore non di parte del 25 Aprile, il prefetto ieri ha richiamato l'omaggio reso dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al monumento di piazzale Cosulich. «Il presidente si è fermato soprattutto perché ha capito che si trattava di un omaggio a dei lavoratori - ha detto ieri il prefetto -, compagni di quanti sono morti sul lavoro». Anche in una città che «ha messo in campo tante risorse, da parte delle istituzioni, degli enti preposti ai controlli, dei rappresentanti dei lavoratori e dei dirigenti e capi di Fincantieri». Il prefetto ieri ha rivolto un pensiero anche a loro, a quanti si trovavano martedì nella nuova linea blocchi, oltre che in prima istanza a Juko Jerco. «La mia solidarietà va alle famiglie del caduto - ha aggiunto - e dei suoi colleghi che stanno vivendo un momento di difficoltà e di dolore». Secondo il prefetto De Lorenzo, è quindi «un'ingiustizia» che Monfalcone sia in lutto per una vittima del lavoro. «Mi sento sconfitto io, che ben so quello che si sta facendo», ha detto il prefetto, che ha voluto sottolineare pubblicamente la propria stima e il proprio apprezzamento «per quanto fatto in un'azienda che rappresenta qualcosa di straordinario e un'eccellenza, che consente di pensare a un futuro di lavoro per i nostri figli». «Dobbiamo stringerci tutti ai lavoratori, come hanno fatto i monfalconesi nei giorni della Liberazione - ha detto ancora il prefetto -, perché ci sia una liberazione dalle limitazioni, dai pericoli che un'attività lavorativa comporta. Non è retorica: ogni piccola cosa, ogni piccola pignoleria faccia sì che serva per salvare una vita e mantenere la serenità».</p>
<p>Il Piccolo, 24 aprile 2008</p>
<p><strong>Incidente mortale, il cantiere si è fermato</strong></p>
<p>Lo stabilimento Fincantieri di Panzano ieri si è fermato. La mobilitazione di 4500 lavoratori del cantiere, tra diretti e indiretti, è stata totale e compatta dopo l’infortunio che è costato la vita martedì pomeriggio al saldocarpentiere croato di 41 anni Jerco Yuko. Le tute blu di Fincantieri hanno incrociato le braccia per 8 ore durante ogni turno di lavoro per chiedere ancora una volta più sicurezza. Il presidio dell’ingresso è iniziato alle 5 ed è proseguito nel corso della giornata. All’esterno di uno stabilimento svuotato da ogni attività i lavoratori si sono radunati, esprimendo il loro dolore e la propria rabbia e raccogliendo la solidarietà dei rappresentanti delle altre aziende metalmeccaniche del territorio, che ieri hanno scioperato per 4 ore. Le Rsu di Ansaldo, Eaton, Detroit hanno portato i loro striscioni, mentre alcune tute blu di Fincantieri deponevano un mazzo di fiori a nome di tutti i dipendenti ai piedi del cartellone con i nomi di quanti sono morti sul lavoro nel 2007. All’esterno della portineria si è recato a parlare con i lavoratori anche il cappellano del cantiere, padre Ermenegildo Maragno. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Fim, Fiom, Uilm e la Rsu hanno invece incontrato il sindaco Gianfranco Pizzolitto e l’assessore provinciale al Lavoro Marino Visintin per delineare le azioni da mettere in campo per evitare il ripetersi di tragedie come quella di martedì. La protesta continuerà anche oggi, almeno da parte dei metalmeccanici dell’Ugl.SCIOPERO. Il sindacato ha proclamato altre 8 ore di sciopero per oggi, dopo le 8 di ieri. Dopo la rabbia, deve invece scattare la solidarietà, secondo le Rsu Fim, Fiom, Uilm che oggi chiedono ai dipendenti dell’azienda di devolvere 2 ore di lavoro a sostegno della famiglia di Jerco Yuko, fiumano, che lascia la moglie e due figli. E a rendere ancor più drammatica la vicenda c’è il malore che ha colpito Marko Yuko, 49 anni, fratello della vittima. L’uomo, cardiopatico, di fronte alla tragica fine di Jerco è stato colto da un attacco cardiaco, tanto da essere trasportato all’ospedale. Jerco lascia la moglie e due figli.INDAGINI. Intanto le indagini sull’episodio, condotte dalla polizia su incarico del pm goriziano Carlotta Franceschetti, stanno chiarendo la dinamica dell’incidente, causato probabilmente da una serie di incomprensioni. Jerco Yuko, alle 18 di martedì, si era chinato - pare - per effettuare una saldatura in uno dei punti «scoperti» in cui un gigantesco carrello passa trasportando pezzi di lamiera. È probabile che l’addetto alla mobilità del carrello non si sia accorto della presenza sul percorso di Yuko, seminascosto. Il carrello quindi ha investito e schiacciato con il suo peso l’operaio croato. Inutile il pronto intervento dei sanitari dell’emergenza territoriale che hanno tentato per mezz’ora di rianimare il croato. Devastanti le ferite da schiacciamento riportate dall’uomo al torace e all’addome. Al momento l’unico a essere stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo sarebbe il responsabile della ditta per cui lavorava Yuko che fa parte del consorzio Mistral. Il corpo del croato è stato composto nell’obitorio di San Polo dove oggi, dalle 9.30, sarà sottoposto ad autopsia da parte dell’anatomopatologo Lucio Furlan. Lo stesso pm Carlotta Franceschetti ha confermato il sequestro dell’area del capannone dove è avvenuto l’infortunio e - da quanto trapelato - nei prossimi giorni disporrà perizie tecniche per accertare le cause dell’incidente».</p>
<p>Il Piccolo, 24 aprile 2008</p>
<p><strong>Prima vittima dopo 13 anni, l ultima fu Silvano Gon</strong></p>
<p>Lo stabilimento Fincantieri sembrava ormai immune da infortuni mortali. L’ultimo risaliva a oltre 10 anni fa. Era la prima metà degli anni ’90 quando Silvano Gon, dipendente di Fincantieri, precipitò a bordo di un furgone dalla banchina del cantiere navale, morendo annegato. In questi anni si sono verificati incidenti anche gravi, ma non tanto da mietere vittime, come è accaduto invece nella centrale, in porto, nella zona del canale Est-Ovest. Alla Polysystems di via Timavo, nel marzo 2002, perse la vita Bartolomeo Teoldi, un operaio della provincia di Bergamo, caduto da 8 metri. Il 30 novembre 2004 Bernardo Fanelli di Panzano, dipendente di una ditta, fu colpito da una lamiera mentre stava operando nella centrale. Nel gennaio 2005 Giovanni Battista Boscarol, monfalconese, precipitò dal nuovo capannone della Ocean Marine in via Consiglio d’Europa. Nell’aprile dello stesso anno Franco Cicciarella, lavoratore del Consorzio commesse e sopraccarichi, fu investito sulla banchina del porto da un mezzo sollevatore. Nello stabilimento Fincantieri il numero degli infortuni, perlomeno per quel che riguarda i dipendenti, negli ultimi anni si è progressivamente ridotto. Nel 2007 si sono verificati 337 infortuni, perlopiù contusioni e distorsioni, contro i 402 del 2006, i 460 del 2005, i 568 del 2004 e i 501 del 2003. I dati relativi ai lavoratori dell’appalto, che ormai superano quelli diretti, sono inferiori ma, secondo i sindacati, non sono attendibili perché non tutti gli infortuni vengono denunciati. Nel 2006 ne sono stati registrati 318 contro i 332 del 2005. Anche nella sua ultima newsletter interna Fincantieri ha sottolineato di aver investito a Monfalcone per sicurezza e ambiente 8,2 milioni di euro solo nel 2007 e di aver osservato un calo del 38% degli infortuni dal 2006, quando furono investiti invece altri 4 milioni di euro. I fondi furono impiegati soprattutto per proseguire la bonifica dell’amianto e realizzare la metanizzazione dello stabilimento, sostituendo l’acetilene come gas utilizzato nelle saldature. Fincantieri ha inoltre ottenuto dall’associazione Bmt Marine &#38; Offshore Surveys il «grado B» per quanto riguarda la sicurezza in cantiere, l’unico ad aver raggiunto il rating massimo a livello mondiale. L’azienda nel 2007 ha investito a livello di gruppo più di 100mila ore in formazione coinvolgendo il 50% dei dipendenti. Sotto il profilo della sicurezza i consistenti investimenti nella prevenzione hanno permesso un’ulteriore riduzione del 16% degli eventi infortunistici.</p>
<p>Il Piccolo, 24 aprile 2008</p>
<p><strong>I sindacati: «Ritmi di lavoro esasperati, i rischi aumentano»</strong></p>
<p>Più competitivi, ma non sulla pelle dei lavoratori. Lo hanno ribadito ieri i sindacati nell'incontro con i rappresentanti delle istituzioni locali, recati davanti allo stabilimento Fincantieri per esprimere solidarietà e cordoglio per la morte di un lavoratore dell'appalto. I sindacati ieri sono tornati a chiedere anche più formazione per i dipendenti delle ditte esterne e corsi di lingua italiana, perché l'incomprensione è sempre più facile all'interno di uno stabilimento dove lavorano ex jugoslavi, persone dell'Europa orientale, del Bangladesh o provenienti dai Paesi comunitari. I delegati di Fim, Fiom, Uilm nella Rsu vogliono ottenere anche massima libertà di azione per gli Rls, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che sono solo 6 per oltre 4.500 addetti. Ci vogliono anche i controlli, da parte della Uopsal, l'unità di prevenzione dell'Azienda sanitaria, con cui Cgil, Cisl e Uil stanno concludendo una lunga vertenza sull'adeguamento degli organici e delle attrezzature.Non è possibile che le imprese in provincia di Gorizia, è stato osservato, siano sottoposte a una verifica in media ogni 22 anni. Per Fincantieri, tempi più stretti e diminuzione dei costi di produzione non possono ricadere solo sui lavoratori. «Non si può pensare di sfornare una nave di grandi dimensioni ogni 6 mesi e non correre dei rischi», ha detto il consigliere comunale dei Ds, Gianpaolo Andrian, dipendente di Fincantieri. L’assessore provinciale al Lavoro Marino Visentin ha rilanciato il progetto della Provincia per migliorare la sicurezza dei lavoratori stranieri e precari attraverso una formazione continua. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha spiegato di voler ottenere risposte precise anche su questo fronte entro giugno, nell’ambito di una verifica dei risultati raggiunti dal Protocollo di legalità e da quello per la trasparenza degli appalti Fincantieri. Il sindaco ha messo a disposizione l’ex albergo impiegati, che dovrebbe essere ultimato in meno di un anno, per accogliere anche la formazione in materia di sicurezza. All’incontro hanno preso parte anche il consigliere regionale Roberto Antonaz e il consigliere comunale Giuseppe Nicoli, mentre all’esterno del cantiere, dove l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin si è recata alle 5, ha portato la propria solidarietà il consigliere regionale Giorgio Brandolin. L’Ugl alle 8 ore di sciopero di ieri ne farà seguire altre 8 oggi. «La situazione a Monfalcone è gravissima - ha detto Alessandro Zuppin, coordinatore nazionale Fincantieri del sindacato -. Già la scorsa settimana le Rsu avevano lanciato, inascoltate, allarmi per una serie di incidenti». Per Zuppin, «la sicurezza è vissuta come un ingombro». L’Ugl si attende che Fincantieri faccia la sua parte e che il nuovo Governo non diminuisca la severità delle pene nei confronti delle imprese, dando impulso a controlli e prevenzione.</p>
<p>Il Piccolo, 23 aprile 2008</p>
<p><strong>Operaio muore schiacciato a Monfalcone</strong></p>
<p>MONFALCONE Ancora una giornata segnata da gravi incidenti sul lavoro: cinque le vittime. Un operaio croato ha perso la vita dopo esser rimasto schiacciato da alcune lamiere alla Fincantieri di Monfalcone; due fratelli sono rimasti folgorati in provincia di Padova mentre pulivano la cisterna di una betoniera; un operaio è morto vicino a Frosinone cadendo da un tetto; ; infine un lavoratore bosniaco di 21 anni è stato travolto e ucciso da un treno lungo la linea Bologna-Ferrara.L’incidente mortale di Monfalcone è accaduto verso le 18. Un operaio croato di 41 anni, Yuko Jerco, è rimasto schiacciato tra due lamiere mentre lavorava nella nuova linea-blocchi dello stabilimento della Fincantieri. L’uomo, che ha riportato lo schiacciamento del torace e dell’addome, era alle dipendenze di una ditta croata che lavora in appalto in Fincantieri, appartenente al consorzio Mistral con sede a Trieste. Inutile ogni tentativo di soccorso da parte degli addetti interni e dei sanitari del 118. Questi ultimi hanno cercato per quasi mezz’ora di rianimarlo sul posto, riuscendo anche a far riprendere il battito cardiaco. Ma tutto si è rivelato inutile.La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. L’uomo sarebbe stato comunque investito da una delle enormi lamiere che vengono preparate nell’officina-blocchi e che, una volta pronte, sono smistate in un’altra officina per mezzo di una sorta di «treno» costituito da rulli o carri-ponte.Altri due morti sul lavoro si sono verificate ieri pomeriggio in provincia di Padova. Stefano Trovò, 42 anni, titolare di un'azienda di autrasporti, e suo fratello, Diego di 34, sono stati colpiti da una scarica elettrica in un incidente avvenuto alla Eurosfusi, a Schiavonia d'Este. A quanto pare, stavano lavorando alla pulizia della cisterna di una betoniera quando hanno toccato i cavi della linea a media tensione con una lunga spazzola idraulica. I due sono stati scagliati a metri di distanza e sono morti sul colpo.Ieri mattina un altro incidente sul lavoro: un operaio di 44 anni, Giulio Agostini, è morto in un cantiere di Villa Santo Stefano, a Frosinone, mentre stava lavorando alla ristrutturazione del tetto di un'abitazione. D'Agostino è precipitato da un'altezza di oltre otto metri, dopo aver messo un piede fuori posto. Il cantiere è stato posto sotto sequestro.Dramma del lavoro anche sulla linea Bologna-Ferrara, dove un lavoratore bosniaco di 21 anni è stato investito e ucciso da un treno. Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava attraversando i binari portando a braccia una fresatrice quando è stato travolto dal locomotore. Lavorava per un'azienda di Treviso che è impegnata nella costruzione di una cavalcavia della Cispadana e il cui cantiere è stato allestito nell'area della ferrovia.Incidente sul lavoro anche a La Spezia. Rischia di perdere un braccio un operaio spezzino, 40 anni, dipendente di una ditta privata impegnata in lavori di risistemazione del manto stradale al molo Fornelli. Mentre stava lavorando sulla banchina dello scalo è finito col braccio in una pompa del cemento. L’uomo è stato portato in elicottero prima all'ospedale San Martino di Genova e poi al San Paolo di Savona, nel disperato tentativo di salvargli l'arto.</p>
<p>Il Piccolo, 23 aprile 2008</p>
<p><strong>In dieci giorni tre saldatori feriti e una vittima</strong></p>
<p>L’infortunio mortale di ieri chiude dieci giorni orribili per Fincantieri, segnati da altri 4 infortuni, di cui due gravi e uno che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Ad aprire la serie è stato l’incidente che ha visto coinvolto Vincenzo Lopoio, un lavoratore 35enne dell’appalto, caduto all’interno di un blocco da un’altezza di oltre due metri, riportando la frattura del bacino. Pochissimi giorni dopo, il 14 aprile, Matteo Marega, dipendente di Fincantieri, si feriva gravemente al volto, cadendo nella salderia B del cantiere navale. Mentre stava operando con un collega al posizionamento di una parete verticale su un pannello posto in orizzontale, Marega, 35 anni di Pieris, per cause ancora da chiarire, volava giù dal pannello, finendo con il volto sui rulli che trasportano le lamiere già tagliate. Marega ha riportato diverse fratture, tra cui quella del setto nasale e del massiccio facciale, l’avulsione di alcuni denti, ed è ancora ricoverato nel reparto maxillo-facciale dell’ospedale Maggiore di Trieste, dove è già stato sottoposto a un intervento chirurgico. Altri due infortuni sul lavoro hanno avuto come teatro lunedì mattina sempre la salderia B dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone.L’incidente più serio e che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori si è verificato attorno alle 10.30 e ha coinvolto un altro dipendente di Fincantieri, Cristian Weffort, 29 anni, residente a Fogliano Redipuglia, colpito di striscio alla fronte dal gancio di un carroponte. Il giovane è poi caduto a terra, riportando un trauma cranico commotivo. Ricoverato nel Pronto soccorso dell’ospedale di San Polo, dove è stato trasportato dall’ambulanza dello stabilimento, è stato sottoposto a una Tac e tenuto sotto osservazione dai sanitari. È stato dimesso nella giornata di lunedì con una prognosi di 15 giorni.Un altro infortunio si era verificato nella prima mattinata, quando un altro dipendente aveva riportato una brutta storta a una caviglia, subito gonfiatasi. L’operaio era quindi stato trasportato sempre nel pronto soccorso del San Polo per ricevere le cure del caso. Immediato ieri è scattato quindi lo sciopero di un’ora, alla fine di ogni turno.Le Rsu di Fincantieri lo hanno proclamato per denunciare la catena di incidenti e chiedere alla società un confronto sui ritmi assunti dalla produzione nell'area di prefabbricazione.</p>
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<title><![CDATA[11 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:06:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: «Possiamo spostare il 40% del traffico merci dalla gomma alla rotaia e rinunciare all’a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: «Possiamo spostare il 40% del traffico merci dalla gomma alla rotaia e rinunciare all’alta velocità»</strong> <br />
 <br />
«Gorizia ha la concreta opportunità di vedere valorizzato il proprio ruolo sull'asse del Corridoio 5 mitigando nel contempo l’impatto ambientale dei traffici sul nostro territorio». E' quanto afferma il capolista della Sinistra l'Arcobaleno alle elezioni regionali Marko Marincic.<br />
«A Riccardo Illy - chiarisce - abbiamo chiesto ed ottenuto di inserire nel programma alcuni impegni precisi che consentano di spostare, entro i prossimi 5 anni, il 40% del traffico merci dalla strada alla ferrovia. Siamo convinti che sarà possibile farlo con gli strumenti del bilancio ecologico e della valutazione ambientale strategica (Vas)».<br />
Nel ricordare che la Tav non serve e che anzi è controproducente («È un opera costosissima, con tempi di realizzazione lunghissimi, con un impatto ambientale insostenibile e servirebbe solo a pochi treni passeggeri di lungo percorso»), Marincic rilancia: «Quello che veramente serve è migliorare il servizio locale per i pendolari, oggi a livelli non degni di un paese europeo, ma soprattutto puntare a potenziare il traffico merci su ferrovia».<br />
Per Marincic non servono opere faraoniche, bastano interventi migliorativi ben mirati, in grado di potenziare la rete ferroviaria. In particolare è necessario valorizzare il passaggio per Gorizia «dove la Sdag si è dotata di una piattaforma d'interscambio gomma-rotaia». «Bisogna inoltre migliorare l'operatività dei servizi cargo ferroviari e mettere in rete le strutture logistiche col porto di Monfalcone, l'aeroporto di Ronchi e l'interporto di Cervignano. In questo modo, realizzando un vero e proprio distretto logistico, Gorizia e l'Isontino potranno generare ricchezza e posti di lavoro», la conclusine di Marincic.</p>
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<title><![CDATA[10 aprile 2008, 2 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=156</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 09:02:43 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Marincic tra la comunità Arcobaleno e i comuni di Savogna e Doberdò 
 
Il capolista della Sinist]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic tra la comunità Arcobaleno e i comuni di Savogna e Doberdò</strong> <br />
 <br />
Il capolista della Sinistra l’Arcobaleno Marko Marincic ha avuto, in questi giorni, una lunga serie di incontri con numerose realtà del territorio isontino.<br />
Ieri è stato ospite della Comunità Arcobaleno, dove don Alberto De Nadai, le operatrici sociali e gli ospiti della comunità stessa hanno voluto illustrargli le proprie esperienze. Ne è emerso un quadro di storie personale anche difficili, dove proprio la solidarietà e la condivisione sono la base per il recupero della dignità di cittadini e per riaccendere una speranza di vita. Marincic, nel ringraziare per l'ospitalità ha anche sottolineato la necessità che queste esperienze vengano fatte conoscere alla città e vengano opportunamente valorizzate e sostenute dalle pubbliche amministrazioni.<br />
Di progetti comunitari e di tami ambientali si è parlato invece negli incontri che Marincic ha avuto con le amministrazioni comunali di Savogna e Doberdò, guidate rispettivamente dai sindaci Marco Petejan e Paolo Visintin, e col presidente dell'unione degli agricoltori Kmecka Zveza Stanko Radikon. Tra le priorità di Doberdò è emerso il problema di garantire il potenziamento dei traffici ferroviari sul Corridoio 5 senza dover necessariamente sventrare il Carso. Il sindaco di Savogna ha posto invece l'attenzione sul problema della bonifica della enorme discarica abusiva di Malnisce, alla necessità di rivedere le norme a tutela dei prati stabili e quelle della nuova legge urbanistica che rischia di essere troppo farraginosa. Marincic ha condiviso queste preoccupazioni sottolineando la necessità di porre il tema della sostenibilità umana ed ambientale alla base del modello di sviluppo che il territorio isontino può perseguire in futuro.</p>
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<title><![CDATA[07 aprile 2008, 4 Monfalcone]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 09:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi a Begliano un confronto sulla Tav
Il ministro Damiano mercoledì a Pieris
  
ELEZIONI
RONCHI ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi a Begliano un confronto sulla Tav<br />
Il ministro Damiano mercoledì a Pieris</strong><br />
  <br />
ELEZIONI<br />
RONCHI Rush finale della campagna elettorale in vista del voto del 13 e 14 aprile anche nella Bisiacaria. È confermata per mercoledì pomeriggio il ritorno del ministro del lavoro Cesare Damiano, capolista del Partito democratico alla Camera, che dopo un incontro elettorale all’hotel Fonzari di Grado, verso le 16 sarà presente all’azienda vitivinicola Lorenzon di Pieris dove incontrerà canditati ed elettori. Oggi, invece, un confronto pubblico tra i candidati dell’Isontino al Consiglio regionale sul problema della Tav è in programma alle 20.30 alla casa del popolo di Begliano. Tema sarà «Alta velocità - Alta capacità, tra miti, leggende e verità. Quale futuro per la Bisiacheria?». L’iniziativa è dalla Sinistra Arcobaleno ed è aperto a tutta la cittadinanza. A Vermegliano si è svolta la presentazione dei candidati della lista Cittadini per il Presidente che sostiene il presidente della Regione Riccardo Illy. I candidati hanno sottolineato «il senso di una formazione che tende guardare di più al territorio provinciale che all'appartenenza ad una singola formazione partitica». Inoltre hanno ribadito «la parte qualificante del programma di Intesa Democratica che riguarda il territorio isontino, esaltando le possibilità ancora inespresse dello stesso, in modo da dare risposte certe a tutta la popolazione e in particolare agli esclusi dal ciclo produttivo ed alle giovani generazioni». Il candidato del Pd al Consiglio regionale Giorgio Brandolin ha svuto un incontro con la giunta comunale di Doberdò che gli ha posto i problemi di maggior attualità della comunità tutte di fondamentale importanza per una gestione ottimale del territorio carsico. La più pressante e principale, ha spiegato il sindaco Paolo Vizintin, è quella di creare un coordinamento tra tutti i Comuni interessati all'area carsica. La richiesta è stata condivisa da Brandolin. «Trovare una forma di coordinamento tra le diverse realtà è fondamentale - ha detto - che poi lo si voglia chiamare Comunità Montana, Ente parco o altro non ha importanza: quello che conta è che si riesca a creare una visione di unanimità sul territorio».<br />
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<title><![CDATA[07 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=150</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 09:43:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[CORSA AL VOTO
Razzini: «10mila euro e meno male che mi prestano il camper».
Marincic: «Me la cavo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CORSA AL VOTO<br />
Razzini: «10mila euro e meno male che mi prestano il camper».<br />
Marincic: «Me la cavo con 2 mila euro»  <br />
Ventimila euro di risparmi per essere eletti  <br />
Il caso di Barletta: «Ho investito le mie risorse e ho scelto di mettermi in aspettativa»<br />
</strong> <br />
Continua la nostra piccola indagine sui costi della campagna elettorale per l’elezione al Consiglio regionale; ieri abbiamo proposto la prima parte.<br />
Come abbiamo visto, sono diverse le strategie su cui i candidati alle prossime elezioni hanno deciso di puntare e, di conseguenza, diverse sono anche le cifre che ognuno ha deciso di investire.<br />
Cristina Barletta, candidata del Popolo della Libertà, ad esempio, essendo un volto nuovo del panorama politico isontino, ha dovuto investire una somma consistente per farsi conoscere ai cittadini. Per lei la spesa si avvicina ai 20 mila euro. La stessa cifra dichiarata ieri da Gaetano Valenti. «Ho dovuto investire una somma considerevole – spiega Cristina Barletta -. Oltretutto sono da un mese e mezzo in aspettativa dal lavoro, perché operando in una scuola primaria ho ritenuto corretto affidare i bambini ad un’insegnante totalmente concentrata sulla classe».<br />
La candidata del Pdl ha puntato anche su gadget inconsueti per una campagna elettorale, preferendo ai classici pieghevoli il «Sacoloco»: «Si tratta di un piccolo sacchetto termico, con il mio nome ed il logo del partito, che abbiamo distribuito ai cittadini – spiega Barletta -. Può contenere una bottiglietta ed è comodo da utilizzare: ho pensato fosse qualcosa di molto più utile e durevole rispetto ad un pieghevole o una cartolina».<br />
Un camper pubblicitario, lettere per i cittadini e interventi alla radio sono gli strumenti scelti invece dal leghista Federico Razzini, per un investimento totale comunque al di sotto dei 10 mila euro: «Il camper mi è stato prestato da un amico, al quale pago solamente le spese – dice Razzini -, mentre la cifra più consistente è andata per la pubblicità su due emittenti radiofoniche locali e per la spedizione delle lettere attraverso la posta ed i corrieri. Grazie al partito, poi, sono molti i volontari che aiutano nella distribuzione del materiale, e che permettono di contenere le spese».<br />
Quasi 5 mila euro li avrà spesi, al termine della campagna elettorale, il candidato dell’Italia dei Valori Giovanni Glessi. Metà della somma è un suo investimento personale, mentre l’altra metà arriva dal contributo di una serie di imprenditori locali: «Oltre ad alcuni amici che hanno voluto contribuire alla mia avventura – racconta Glessi -, c’è il partito che viene incontro alle necessità della campagna elettorale. Il materiale viene distribuito in gran parte attraverso il volantinaggio, e vanno considerati anche i passaggi con il camper e le affissioni».<br />
Marko Marincic, della Sinistra Arcobaleno, non dovrebbe superare invece la cifra di 2 mila euro, in gran parte frutto di un investimento in prima persona. «Al di là del materiale fornito dal partito – dice Marincic -, ho voluto creare un mio pieghevole e qualche cartolina, per far conoscere alla gente le mie idee ed i miei progetti».<br />
Non è in grado per ora di quantificare con precisione la sua spesa, infine, il candidato del Partito Pensionati, Domenico Buonavitacola: «Grazie al computer creo tutto il materiale a casa, da solo o con l’aiuto di mio figlio – spiega Buonavitacola -, e mi occupo in prima persona anche del volantinaggio e della distribuzione. Non mi interessa quanto spenderò alla fine, non mi sono nemmeno posto il problema, anche se penso di non superare qualche migliaio di euro».</p>
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<title><![CDATA[06 aprile 2008, 5 Monfalcone]]></title>
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<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 09:10:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domani a Begliano candidati a confronto sull’Alta velocità 
 
SAN CANZIAN Un confronto pubblico]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Domani a Begliano candidati a confronto sull’Alta velocità <br />
 <br />
SAN CANZIAN Un confronto pubblico tra i candidati dell’Isontino al Consiglio regionale sul tema della Tav si terrà domani alle 20.30 alla casa del popolo di Begliano. L’incontro dal titolo «Alta velocità - Alta capacità, tra miti, leggende e verità. Quale futuro per la Bisiacheria?» è organizzato dalla Sinistra arcobaleno ed è aperto a tutta la cittadinanza. «Da anni – dice la Sinistra arcobaleno - si parla di realizzare una nuova linea ferroviaria che dovrebbe collegare Venezia a Lublijana, Lisbona a Kiev. La progettazione è ancora allo stadio preliminare di pre-fattibilità, ma la Regione ha fissato da tempo alcuni paletti: dovrà assolutamente passare di fronte all’aeroporto e nel centro di Trieste. L’opera (i cui costi non sono mai stati precisati, ma comunque saranno di miliardi di euro) è motivata per la vetustà delle attuali linee e per spostare più merci possibili dalla strada alla ferrovia. Qualora i cantieri partissero il nostro mandamento e l’intero Carso sarebbero interessati da impatti irreversibili e rilevantissimi: decine di case da abbattere, centinaia di terreni da espropriare, strade principali e secondarie da rifare, viadotti, muri di cemento come barriere antirumore in tutti i centri abitati, rumori 24 ore al giorno e più di 50 km di gallerie nel Carso. Ma tutto questo serve davvero? Quali sono le possibili alternative per spostare le merci su ferrovia e non morire di Tir? Ci sono progetti certi? Ci sono i soldi?».</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[06 aprile 2008, 1 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=147</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 09:05:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Forum: «Gorizia ospiti una Direzione regionale»  
  
Il Forum appoggia la richiesta della g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Forum: «Gorizia ospiti una Direzione regionale»</strong>  <br />
  <br />
Il Forum appoggia la richiesta della giunta di dislocare in città una direzione regionale come quella alle Relazioni internazionali. A sostenerlo è il consigliere comunale Marko Marincic.<br />
«A dir il vero, forse Romoli questo progetto poteva non solo richiederlo ora ma attuarlo direttamente quando, non tanti anni fa, svolgeva l’influente ruolo di assessore regionale alle finanze. Ma non è mia intenzione fare polemica. La proposta è condivisibile e meritevole di un sostegno trasversale e compatto da parte delle forze politiche goriziane ed isontine», premette l’esponente del Forum.<br />
«Da tempo la Provincia, i Comuni e molte altre realtà del territorio hanno sviluppato un’intensa attività progettuale con i fondi dei programmi Interreg. Questo ruolo va riconosciuto a Gorizia, facendo tesoro delle esperienze qui maturate al fine di riempire di contenuti anche la più vasta Euroregione propugnata dal presidente Illy. Un altro tema importante - precisa Marincic - è certamente quello della logistica, dove Gorizia ed in particolare la Sdag potrebbe assumere il ruolo di centro direzionale di tutto il complesso di strutture logistiche presenti in provincia e nelle immediate vicinanze. Questa indicazione è emersa di recente come uno degli obiettivi centrali del Progetto Sistema, realizzato dalla Provincia su incarico del Ministero per le Infrastrutture».<br />
Secondo Marincic, per cogliere quest’opportunità bisogna però riflettere sul tipo di collegamenti infrastrutturali da realizzare sul Corridoio 5. «La Sinistra arcobaleno è convinta dell’inutilità della Tav e sostiene la necessità di potenziare tanto la rete esistente quanto i servizi ferroviari per far si che il 40% del traffico merci possa essere spostato dalla gomma alla rotaia entro i prossimi 5 anni, come scritto nel programma di governo per la Regione».<br />
Sull’argomento interviene anche Franco Brussa (Pd). «L’appello di Romoli a far ospitare in città la Direzione regionale alle relazioni internazionali mi appare poco credibile e molto dettato dalla campagna elettorale in corso, dato che egli non è mai intervenuto pubblicamente a sostenere questa mia richiesta, che ho formulato, per altro, anche nel corso della discussione dell’ultima Finanziaria regionale. Poco credibile è poi che l’appello possa venir accolto da Tondo se questi diventasse Presidente della Regione».</p>
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<title><![CDATA[05 aprile 2008, 2 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=146</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 22:47:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[La giornalista a Gorizia a parlare del suo libro  
Sgrena: «Ecco la verità sulle donne musulmane]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La giornalista a Gorizia a parlare del suo libro  <br />
Sgrena: «Ecco la verità sulle donne musulmane Le ho conosciute bene»</strong> <br />
 <br />
Si intitola «Il prezzo del velo» il libro di Giuliana Sgrena presentato ieri nella sala convegni della Fondazione Carigo dove un numeroso pubblico ha ascoltato la straordinaria testimonianza della nota giornalista.<br />
«Questo libro - ha detto la Sgrena - nasce dall'esigenza di fare chiarezza sulla realtà delle donne musulmane nel mondo, perché in Italia la destra considera gli islamici fondamentalmente dei selvaggi da lasciare nei loro paesi, mentre la sinistra per molti versi è reticente perché accetta tutto quello che avviene, giustificando certe repressioni, simbolo di una tradizione che però appare come una forma di relativismo culturale».<br />
Dopo il drammatico rapimento di cui Giuliana Sgrena è stata protagonista e dopo una vita trascorsa a dare voce alle donne, la giornalista si è riproposta in un nuovo libro in cui il velo non è soltanto una rappresentazione simbolica dell'oppressione delle donne nel mondo islamico, ma è il tentativo forzato di reislamizzare condotte delle forze islamiche più tradizionaliste.<br />
Il volume traccia una mappa di luoghi che vanno dall'Algeria al Marocco, dalla Bosnia alla Tunisia in un susseguirsi di voci in cui si raccontano i principi e le consuetudini che si incrociano con un nuovo ritorno all'ordine maschile e reazionario per permettere ai lettori di interpretare una realtà ben documentata sulla libertà delle donne e sull'opinione occidentale.<br />
Un reportage a tutto campo per far capire cosa c'è dietro il velo, attraverso interviste a donne dalle posizioni politiche e sociali elevate per poter mettere meglio in luce le differenze ma anche le uguaglianze delle diverse realtà. Giuliana Sgrena inviata de «Il manifesto» negli ultimi anni ha seguito l'evolversi di numerosi conflitti, in particolare in Somalia, Palestina, Afghanistan e Algeria.<br />
Negli ultimi due anni ha raccontato l'occupazione e la guerra in Iraq, dedicando particolare attenzione all'islamismo e al suo effetto sulla condotta delle donne.<br />
A moderare l'incontro Andrea Bellavite con le relatrici Anna Mazzolini e Fulvia Raimo, in collaborazione con l'associazione «Un ponte per Baghdad». Presenti anche l'assessore regionale Roberto Antonaz e l'assessore provinciale alla pace, Marko Marincic. Sulla copertina bianchissima del prezioso libro colpisce l'immagine delle due donne con il capo coperto in un abbraccio che rappresenta simbolicamente l'abbraccio che Giuliana Sgrena fa alle molte donne senza voce e senza diritti, ancora e ancora al centro di discussioni e punti di domanda senza risposta e sulle quali il libro invita a soffermarsi a informarsi e a riflettere.</p>
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<title><![CDATA[04 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 22:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: «Un patto per il campus universitario» 
  
«Fa molto piacere che i sindaci di Gorizi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: «Un patto per il campus universitario»</strong> <br />
  <br />
«Fa molto piacere che i sindaci di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter Vrtojba abbiano immediatamente condiviso un'idea che proprio la Sinistra l'Arcobaleno sta sostenenedo da tempo: quella di mantenere una destinazione ad uso pubblico dell'area dell'attuale ospedale civile di via Vittorio Veneto ed anzi di farne un'area strategica per il futuro di tutta l'area urbana dei tre comuni».<br />
La soddisfazione è espressa dal Marko Marincic, candidato al Consiglio regionale per La Sinistra Arcobaleno. Che spiega: «Già da tempo Marjan Sosol e Livio Bianchini avevano proposto il riutilizzo dell'area per realizzarvi un centro universitario. In qualità di capolista della Sinistra l'Arcobaleno alle elezioni regionali ho fatto mia quest'idea assumendo il preciso impegno, in caso di elezione, di lavorare affinché l'area ospedaliera non sia svenduta, smembrata e lottizzata, ma venga valorizzata al meglio, vista la sua collocazione strategica. Un campus universitario che risponderebbe alle esigenze di crescita dell'università di Nova Gorica potrebbe stimolare anche le due università regionali, già presenti in città, a non smobilitare ma, al contrario, a rafforzare la propria presenza a Gorizia, configurando così nei fatti quello che potrebbe diventare il nucleo di un polo universitario di portata internazionale, perlomeno nel contesto centroeuropeo».<br />
Precisa Marincic: «Ben vengano anche ulteriori proposte che si integrerebbero col campus universitario, come quella di affiancarvi la presenza di istituzioni scientifiche in grado di qualificare Gorizia in direzione dell'innovazione e dell'eccellenza in campo economico. Parlando di quell'area, poi, non va assolutamente trascurato il vicino Parco Basaglia, troppo spesso dimenticato, così come colpevolmente Gorizia ha rimosso anche il ricordo di Franco Basaglia, da cui il parco prende il nome. Si tratta di un'area verde preziosa, oggi in parte ridotta a parcheggio di sfogo ed a continuo rischio di degrado, che andrebbe invece recuperata, magari come luogo di aggregazione giovanile di valenza internazionale. Qualche timido passo in questa direzione si è fatto col recente progetto interreg Senza Muri, ma molto di più, a mio avviso, rimane ancora da fare. È un’occasione concreta per sperimentare quel Patto per Gorizia che il Forum ha proposto alla città e alle sue rappresentanze politiche ed istituzionali. Agli altri candidati al Consiglio regionale propongo di sottoscrivere un impegno condiviso per far sì che l'area ospedaliera non venga svenduta ma diventi strategica per il rilancio di Gorizia. È un impegno che da capolista della Sinistra l'Arcobaleno mi sento di assumere e spero che altrettanto facciano le colleghe e i colleghi che si candidano a rappresentare Gorizia e l'Isontino in Regione».</p>
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<title><![CDATA[03 APRILE 2008, 4 - Gorizia ]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/04/03/03-aprile-2008-4-gorizia/</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 11:34:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Primo incontro del Forum con le anime di Intesa democratica. Antonaz: «Credete nel nostro progetto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Primo incontro del Forum con le anime di Intesa democratica. Antonaz: «Credete nel nostro progetto»  <br />
 La Sinistra Arcobaleno: «Il Pd non è Zapatero»</strong>  <br />
  <br />
«L’unica sinistra rimasta in Italia è la Sinistra l’Arcobaleno. Dall’altra parte non c’è Zapatero, non possiamo permetterci che la sinistra in questo Paese sparisca. Per questo dobbiamo credere nel nostro progetto».<br />
Con questa parole Roberto Antonaz, candidato alle regionali, ha ravvivato l’atmosfera dell’incontro promosso ieri sera dal Forum che, da qui alla data delle elezioni, incontrerà una per una tutte le forze politiche che compongono Intesa democratica. «Questa campagna elettorale, però, deve rappresentare anche un’occasione di autocritica per tutto il centrosinistra, alla luce dei risultati piuttosto scarsi raccolti dal governo Prodi – gli ha fatto eco Marko Marincic, anch’egli candidato con la Sinistra l’Arcobaleno per il Consiglio regionale -. Un’autocritica che va sviluppata non solo in chiave nazionale ma anche in chiave locale, interrogandosi sul difficile rapporto che alcune componenti del nostro elettorato hanno avuto con il presidente Illy, come i metalmeccanici e gli ambientalisti».<br />
Ha ricordato la necessità di ritornare a dialogare con la gente Alessandro Perrone, il terzo candidato della Sinistra l’Arcobaleno presente ieri (gli altri tre, Ennio Pironi, Gabriella Gabrielli e Gloria Giuricin erano assenti). «Dobbiamo ricollocarci rispetto alla società attuale – ha evidenziato Perrone – recuperando il rapporto con i problemi concreti con i quali tutta la politica ha ormai perso contatto».<br />
Nel corso dell’incontro, moderato da Andrea Bellavite, è stata ricordata la sentenza sulle morti per amianto emanata sempre ieri dal Tribunale di Gorizia con un commosso applauso. Sabato il Forum incontrerà i candidati del Pd.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[03 aprile 2008, 3 - Monfalcone ]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=131</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 11:32:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[pic
Il parlamentare del Partito democratico ieri mattina ha avuto un colloquio con gli operai durant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>pic</p>
<p><strong>Il parlamentare del Partito democratico ieri mattina ha avuto un colloquio con gli operai durante la sua presenza in piazza  <br />
Maran: «Bisogna dare risposte agli operai Ineos»  <br />
Saltati gli incontri con il prefetto: la Rsu annuncia nuove clamorose forme di protesta</strong> <br />
  <br />
Per la 45° volta si è svolta ieri la marcia dei Pirati, la marcia di protesta organizzata a Monfalcone ogni mercoledì a partire dal mese di giugno 2007 dai lavoratori Ineos, per sensiblizzare l´opinione pubblica e le istituzioni sulla loro vicenda lavorativa, ma in generale su tutte le speculazioni e le operazioni di mera finanza che si sviluppano sulla pelle dei lavoratori. Ed è proprio nel 45° giorno di marcia, dallo stabilimento di via Timavo al centro città, che la Rsu in piazza della Repubblica, dinanzi al candidato Pd alla Camera, Alessandro Maran (presente per incontrare cittadini ed elettori) hanno annunciato nuove clamorose azioni di protesta. Come quella che in agosto aveva visto una decina di lavoratori sostare per oltre una settimana sul tetto del silos più alto dell´azienda. "Il Prefetto, che in agosto nel momento dell´emergenza aveva dato la propria disponibilità a convocare le parti ad un tavolo, fatto che ci aveva convinto a scendere dal silos - ha spiegato a Maran il componente della Rsu Tiziano Pizzamiglio - ora ha ritirato la propria disponibilità spiegando che non può parlare con noi, Rsu, nè con l´azienda, ma solo con le sigle sindacali. Quindi noi, visto che non ci sono più le condizioni che ci avevano fatto sospendere la protesta, ci sentiamo liberi di attuare altre azioni clamorose come quelle di agosto". Confermano inoltre, che come annunciato dall´assessore provinciale alle politiche del lavoro, Marino Visintin entro metà aprile potrà essere organizzato un incontro con i rappresentanti della società (una società indiana) che avrebbe acquisito o starebbe formalizzando l´acquisizione dell´area. "Bisogna andare avanti e chiudere l´iter di acquisizione e passaggio, bisogna far lavorare queste persone" ha detto Maran, sollecitando l´apertura a imprenditoridi qualsiasi nazionalità purchè seri e disposti a investire sul nostro territorio e in Italia.<br />
Intanto Marko Marincic, candidato al Consiglio regionale per la Sinistra l'Arcobaleno, commenta la prima sentenza del Tribunale di Gorizia in un processo di questo genere. «Se non toglie il grande dolore per l'immane tragedia di centinaia di operai deceduti per malattie derivate dall'esposizione all'amianto, la sentenza di questa mattina suscita soddisfazione e dona forza a chi da troppi anni invoca giustizia».</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ 30 marzo 2008, 6 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:47:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’esponente della Sinistra Arcobaleno pensa anche a un miglior sfruttamento dell’aeroporto 
 
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’esponente della Sinistra Arcobaleno pensa anche a un miglior sfruttamento dell’aeroporto <br />
 <br />
«Campus al posto del vecchio ospedale» <br />
 <br />
La proposta di Marincic: «Rapporti più stretti con Nova Gorica»</strong> <br />
  <br />
La riconversione delle numerose caserme dismesse presenti sul nostro territorio. L'attivazione di una sede antincendio all’aeroporto Duca d’Aosta di Merna, in collaborazione con le autorità slovene, per tenere sotto controllo il Carso nei mesi estivi. E la realizzazione di un campus universitario nella area di via Vittorio Veneto oggi occupata dall’Ospedale. Sono questi alcuni dei progetti che Marko Marincic, capolista nella provincia di Gorizia alle regionali per la Sinistra l’Arcobaleno, è intenzionato a concretizzare in caso di elezione.<br />
«Oltre a questi punti ci sono anche altre importanti sfide per il futuro da vincere – ha spiegato Marincic, che ieri mattina ha esposto i contenuti del suo programma nel corso di una conferenza stampa -. Tra queste figurano la promozione della collaborazione transfrontaliera, un tema sul quale finora si è fatto davvero troppo poco, e l’attivazione di progetti di cooperazione sanitaria con la Slovenia, sul modello di quanto fatto efficacemente da Villaco e Tarvisio, che permetterebbero di ottimizzare le risorse disponibili e migliorare i servizi destinati all’utenza. Per non parlare, poi, del rilancio del concetto di mobilità sostenibile». Proprio su questo punto il candidato della Sinistra l’Arcobaleno ha evidenziato che «il Corridoio 5 può anche essere realizzato ma senza lo sbancamento del territorio carsico».<br />
All’incontro di ieri mattina era presente anche Gabriella Gabrielli, anch’essa candidata con la Sinistra l’Arcobaleno, e Andrea Bellavite, consigliere comunale del Forum, che ha ricordato come «il movimento del quale è esponente non sostiene direttamente alcun partito politico ma, piuttosto, appoggia i contenuti dei singoli programmi laddove ci siano delle proposte in linea con quelle portate avanti in questi anni dal Forum».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pazzo per il Piccolo, dove sei?]]></title>
<link>http://annalisaturel.wordpress.com/2008/03/25/pazzo-per-il-piccolo-dove-sei/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 22:47:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>annalisaturel</dc:creator>
<guid>http://annalisaturel.it.wordpress.com/2008/03/25/pazzo-per-il-piccolo-dove-sei/</guid>
<description><![CDATA[Non dico di essermi appassionata, ma seguivo le vicende interne alla redazione triestina del Piccolo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non dico di essermi appassionata, ma seguivo le vicende interne alla redazione triestina del Piccolo dal blog creato da un anonimo giornalista. Cosa sarà successo? <a href="http://pazzoperilpiccolo.splinder.com/">Pazzo per il Piccolo</a> sembra aver chiuso i battenti: esaurita la vena satirico-polemica oppure ordini dall'alto?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 marzo 2008, 1 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/23-marzo-2008-1-gorizia-3/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:10:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
<guid>http://markomarincic.it.wordpress.com/2008/03/25/23-marzo-2008-1-gorizia-3/</guid>
<description><![CDATA[Il Forum incalza la giunta: «Bisogna agevolare al massimo i cittadini»
L’opposizione: servono pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Forum incalza la giunta: «Bisogna agevolare al massimo i cittadini»<br />
L’opposizione: servono più isole ecologiche</strong></p>
<p>«Si stimava che, alla fine dell’anno, il Comune di Gorizia potesse raggiungere con facilità la quota del 50% di raccolta differenziata. Ma così non è stato. L’arretramento è risultato essere evidente e preoccupante». L’opposizione in Consiglio comunale incalza la giunta Romoli sui risultati ritenuti «tutt’altro che soddisfacenti» della raccolta differenziata in paese. Chiede scelte più coraggiose e più isole ecologiche. Il Forum - attraverso il consigliere comunale Marko Marincic - ha presentato, infatti, nell’ultima seduta consiliare un ordine del giorno che è stato respinto dalla maggioranza di centrodestra. Nel documento si parte da queste premesse: «È necessario continuare e potenziare il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, incentivando i cittadini anche per mezzo del vantaggio economico, con riduzione della Tia in proporzione alla quantità di materiali riciclabili conferiti presso le isole ecologiche». Un’affermazione che nasce dall’analisi dei dati della Provincia messi a disposizione, a sua volta, da Iris. «Non possiamo che valutare con preoccupazione la situazione che segna un preoccupante rallentamento della raccolta differenziata nel Comune di Gorizia negli ultimi mesi del 2007, in controtendenza con quanto avviene negli altri Comuni della provincia - sottolinea l’esponente del Forum, Marko Marincic -. Rileviamo, inoltre, l’assenza, nella relazione previsionale e programmatica allegata al bilancio di previsione per il 2008, di provvedimenti volti a perseguire con modalità coerenti ed efficaci tali obiettivi», Per tutta questa serie di motivazioni, l’opposizione aveva chiesto nell’ordine del giorno «di prevedere la realizzazione di ulteriori isole ecologiche per la raccolta differenziata delle frazioni riciclabili dei rifiuti solidi urbani». Non solo. Si auspicava anche l’attuazione di un «programma straordinario» di sensibilizzazione dei cittadini volto ad invertire il trend negativo riguardo alla crescita della raccolta differenziata verificatosi nel Comune di Gorizia. «Ma l’amministrazione comunale - sottolinea Marincic - ha deciso di ’cassare’ la nostra richiesta. Ritiene non servano nuove isole ecologiche. Ciò che mi preoccupa di più è l’inversione di tendenza: Gorizia ha visto calare la percentuale di differenziata. D’accordo, sono rimasti esclusi dai riparti anche i Comuni di Monfalcone e di Grado ma sono partiti tardi con questa nuova metodologia di raccolta e smaltimento». E a confermare i dati, interviene il rinvenimento di frequenti discariche individuate sul territorio e nelle vie cittadine. Anche quelle più centrali.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[22 marzo 2008, 9 Monfalcone]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/22-marzo-2008-9-monfalcone-2/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:09:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia accorpare i centri cottura con la conseguenza (è questa la paura) che scada la qualità del cibo e del servizio. La presa di posizione arriva dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui è stato affrontato questo problema grazie ad un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Marco Marincic (Forum). <br />
 </p>
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<title><![CDATA[22 marzo 2008, 9 Monfalcone]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/22-marzo-2008-9-monfalcone/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:07:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’appello dei genitori degli alunni: «Il Comune non deve accorpare i centri cottura»
«No al tag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’appello dei genitori degli alunni: «Il Comune non deve accorpare i centri cottura»<br />
«No al taglio delle cucine scolastiche»</strong></p>
<p>A fare scattare l’allarme un passaggio della relazione previsionale in cui si legge, testuali parole, che «è in corso una specifica procedura di rivisitazione dei modi e delle forme di resa delle prestazioni che, a livello generale dell’ente, attualmente è rivolto a diverse categorie di utenti ed è articolato su molteplici livelli di approvvigionamento». Queste le premesse. C’è scritto poi che «anche per questo delicato servizio verrà posta particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del servizio nonché alla valorizzazione di proposte e interventi in grado di ottimizzare gli impieghi complessivi delle risorse, con particolare riferimento alla valutazione circa l’opportunità di accorpare i centri-cottura». Apriti cielo. I genitori hanno iniziato ad agitarsi e hanno contattato ieri la redazione per esprimere le loro perplessità. «Vogliamo incontrare l’assessore comunale all’Istruzione, Silvana Romano». Non solo. Ad agitarli ancora di più la bocciatura di un ordine del giorno di Marincic in cui il consigliere comunale rilevava «con preoccupazione la presenza, nella relazione previsionale e programmatica allegata al bilancio di previsione per il 2008, della previsione che, seppure nella sua formulazione ermetica, indica un possibile accorpamento dei centri cottura a servizio della ristorazione scolastica. Chiediamo di soprassedere ad ogni ipotesi di unificazione dei punti cottura, favorendo, al contrario, un servizio che punti in primo luogo alla qualità dei pasti erogati». Alla luce di questa considerazione, l’opposizione chiedeva alla giunta «di verificare la possibilità di attuare un contenimento dei costi del servizio per mezzo di alternative che non penalizzino la qualità del servizio e, al contempo, valorizzino le forme di partecipazione dei genitori già presenti in alcune realtà cittadine». Ma la richiesta è stata respinta. «Romoli ha ritenuto di non dover trasformare l’ordine del giorno in raccomandazione. Ha accettato che verrà garantita la qualità del servizio ma ha voluto tenersi le mani libere relativamente ad un eventuale accorpamento delle cucine scolastiche. E di ciò ci dispiace. Posso, comunque, assicurare che daremo a battaglia». Non è una novità assoluta il taglio dei punti-cottura. Già in passato si ipotizzò un ridimensionamento per ridurre le spese ma ci fu la ferma opposizione dei genitori degli alunni che temevano uno scadimento della qualità dei cibi somministrati ai loro figli. «Inoltre – conclude Marincic –, la presenza delle cuoche ha anche una valenza educativa perché il bambino ha la possibilità di confrontarsi direttamente con chi gli prepara il pasto».</p>
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<title><![CDATA[22 marzo 2008, Gorizia]]></title>
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<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:05:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[No al taglio delle cucine scolastiche
GORIZIA I genitori dei bambini che frequentano le scuole comun]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>No al taglio delle cucine scolastiche</strong></p>
<p>GORIZIA I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia accorpare i centri cottura con la conseguenza (è questa la paura) che scada la qualità del cibo e del servizio. La presa di posizione arriva dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui è stato affrontato questo problema grazie ad un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Marco Marincic (Forum). A fare scattare l’allarme un passaggio della relazione previsionale in cui si legge, testuali parole, che «per questo delicato servizio verrà posta particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del servizio nonché alla valorizzazione di proposte e interventi in grado di ottimizzare gli impieghi complessivi delle risorse, con particolare riferimento alla valutazione circa l’opportunità di accorpare i centri-cottura». Apriti cielo. I genitori hanno iniziato ad agitarsi e hanno contattato ieri la redazione per esprimere le loro perplessità. </p>
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<title><![CDATA[21 marzo 2008, 2 Monfalcone]]></title>
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<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:04:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Colpisce la notizia della probabile soppressione del Casanova, il treno veloce che da oltre quattr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>«Colpisce la notizia della probabile soppressione del Casanova, il treno veloce che da oltre quattro anni collega Venezia a Lubiana». Lo afferma Marko Marincic, capolista della Sinistra arcobaleno per le elezioni regionali nel collegio della provincia di Gorizia. Secondo la stampa slovena, ricorda Marincic, il "taglio" sarebbe imminente, già dal prossimo primo aprile, tanto che le Ferrovie slovene non accettano più prenotazioni per viaggi successivi a quella data. La ragione della soppressione del Casanova, un pendolino che nella tratta tra Mestre e Monfalcone riesce a toccare il 160 km orari di velocità, coprendo la distanza tra Venezia e Opicina in un’ora e 52 minuti (quasi altrettanto, 1 ora e 40' impiega poi per raggiungere Lubiana), sarebbe nell’esiguo numero di passeggeri. </p>
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<title><![CDATA[21 marzo 2008, 2 Gorizia]]></title>
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<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:02:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’opposizione: «Snobbati tutti i fondi europei Giunta chiusa in se stessa»
Nel nuovo bilancio co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’opposizione: «Snobbati tutti i fondi europei Giunta chiusa in se stessa»</strong></p>
<p>Nel nuovo bilancio comunale, alla voce «Contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali», non c’è alcuna cifra in entrata. A denunciarlo sono i consiglieri comunali d’opposizione Anna Di Gianantonio e Marco Marincic. «In sostanza, ciò significa che in piazza Municipio, per quest’anno, non si prevede alcun introito di finanziamenti europei per progetti di cooperazione transfrontaliera e internazionale. Ad una precisa domanda della collega Di Gianantonio - denuncia Marincic - l’assessore al Bilancio Pettarin ha giustificato la mancata previsione di introiti con l’asserita diminuzione di opportunità di ottenere finanziamenti Ue per la nostra area. A mio avviso si tratta di una grave sottovalutazione che rischia di far perdere a Gorizia importanti risorse proprio nella fase di avvio della nuova programmazione comunitaria 2007-13. Come non mai in passato la città si trova inserita in ben 8 possibili linee di finanziamento per la cooperazione territoriale: dai programmi Italia-Slovenia e Italia-Austria a quelli per il Centro e Sud-est europeo, per il bacino Mediterraneo, il programma Spazio Alpino e i programmi Ipa per la cooperazione con i paesi in preadesione all’Ue. (area balcanica)». Occasioni mancate, dunque. «Sul programma Italia-Slovenia poi, proprio l’area urbana di Gorizia/Nova Gorica viene esplicitamente individuata tra le quattro aree funzionali dove rafforzare l’integrazione territoriale sostenibile. Le opportunità ci sono, eccome! Mancano idee e progetti concreti per coglierle - attacca Marincic -. Questo forse anche per il fatto che il sindaco, già gravato degli impegni del referto ai Lavori pubblici, ha voluto mantenere per se anche la delega alla cooperazione europea, cui però non riesce a dedicare sufficiente attenzione. Da consigliere di opposizione, che ha a cuore il futuro della città, ho presentato in sede di discussione del bilancio un apposito Ordine del giorno con l’invito all’amministrazione di avviare con la massima urgenza un confronto con gli altri enti locali, in primis la Provincia, che già da tempo hanno dato il via alla predisposizione di progetti da finanziare con fondi europei. Alcuni progetti strategici, di area vasta e di valore superiore al milione di euro, riguardano il territorio isontino (piano di bacino dell’Isonzo, percorsi ciclabili, siti della grande guerra, prodotti tipici ed altro). Gorizia, a mio avviso, non dovrebbe perdere l'occasione di recuperare il suo naturale ruolo di centro di riferimento dell’area isontina transfrontaliera. Fa piacere che il sindaco Romoli abbia fatto propria questa raccomandazione. Ora lo attenderemo alla prova dei fatti».</p>
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<title><![CDATA[20 marzo 2008, 2 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/20-marzo-2008-2-gorizia/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 00:01:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’obiettivo è di arrivare all’interscambio di pazienti fra i due ospedali
Ci si potrà curare a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’obiettivo è di arrivare all’interscambio di pazienti fra i due ospedali<br />
Ci si potrà curare a San Pietro</strong></p>
<p>Un’area sanitaria «unica». Che dia la possibilità ai pazienti goriziani di utilizzare le strutture sanitarie slovene e viceversa. È il prossimo progetto che intendono concretizzare l’Azienda sanitaria isontina e l’ospedale di San Pietro-Vertojba. L’annuncio (solenne) è stato dato ieri mattina dal direttore generale dell’Ass Manuela Baccarin e dal suo omologo Silvan Saksida. L’occasione è venuta dalla presentazione dei risultati del progetto Interreg di collaborazione transfrontaliera in sanità attuato tra il 2000 e il 2006. Nel corso dell’incontro i primari dei reparti coinvolti (Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Oculistica, Ortopedia, Dialisi e Nefrologia, Cardiologia, Sert, oltre al percorso Qualità curato dalla direzione generale) hanno presentato i risultati della collaborazione transfrontaliera: collaborazione che mira al miglioramento dell’assistenza medica e alla valorizzazione delle risorse umane nelle aree di confine. In questi anni sono stati siglati rapporti sempre più stretti fra gli ospedali di Gorizia, Monfalcone e San Pietro Vertoiba, rendendo una collaborazione sanitaria prima episodica e affidata per lo più all’amicizia fra i primari dei due Paesi in un progetto organico e duraturo. Già oggi i due ospedali collaborano anche se c’è ancora tanta strada da fare: per i traumi gravi, tante volte l’Ass si è servita del reparto di microchirurgia dell’ospedale di San Pietro che vanta una importante specializzazione in materia. I colleghi sloveni hanno utilizzato, invece, della nostra apparecchiatura per la tomografia assiale computerizzata (Tac). Ma il futuro riserverà una collaborazione stabile, quotidiana. «Le differenze - la sottolineatura della dottoressa Baccarin - che pur esistono sono considerate oggi punti di partenza e non di arrivo: il lavoro svolto dai medici, dagli infermieri e dai vari collaboratori ha avuto risultati concreti sia in termini di nuove relazioni. omologazione di procedure, acquisizione di strumenti e, soprattutto, contatti a livello di professionisti». I gruppi di lavoro erano otto: quello delle terapie intensive che affronta congiuntamente le problematiche relative alle infezioni dei pazienti ricoverati in quel reparto; quello dei Pronto soccorso il cui obiettivo finale è la gestione congiunta dell’emergenza territoriale con protocolli comuni e interscambio di medici e infermieri; quello di cardiologia che porterà alla sottoscrizione di protocolli comuni per diverse terapie e valutazione dei rischi cardio-vascolari a Gorizia e Nova Gorica. Gli altri gruppi hanno lavorato sui reparti di ortopedia (chirurgia ricostruttiva oncologica e microchirurgia e sinergie in traumatologia); di nefrologia e dialisi (posizionamento dei cateteri vascolari e utilizzo di metodologie congiunte della microchirurgia in dialisi); di neurologia (gestione dei casi di ictus acuto e attivazione di un monitoraggio dei casi acuti) e di oculistica (chirurgia mini-invasiva della cataratta). Senza dimenticare l’importantissima attività di collaborazione fra i centri di prevenzione sulle conseguenze dell’uso di droghe e sulle problematiche della dipendenza anche di altre forme (gioco d’azzardo) per gli studenti delle scuole medie e superiori in Italia e in Slovenia. Si potrebbe fare di più ma le legislazioni dei due Paesi non consentono di spingersi oltre: «L’obiettivo è di migliorare ulteriormente il livello della collaborazione», la sottolineatura di Saksida. Erano presenti anche l’assessore provinciale Marko Marincic, quelli comunali Silvana Romano e Stefano Ceretta e il consigliere regionale Maria Cristina Carloni.</p>
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