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	<title>imputati &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "imputati"</description>
	<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 14:54:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Omicidio pecora, i tre condannati vanno in appello]]></title>
<link>http://agropoli.wordpress.com/?p=746</link>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 07:11:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[





































Davide Pecora


Depositate le motivazioni, ora gli imputati sp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span class="date_day"><br />
</span></p>
<div class="entry">
<div class="snap_preview">
<div>
<table id="corpo-titolazione" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><!--- SEPARAZIONE TITOLAZIONE - ARTICOLO --></p>
<table id="corpo-articolo" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><!-- google_ad_section_start --></p>
<div class="doc">
<div class="articolo">
<div class="testo">
<div class="p"><span class="span" style="font-weight:bold;"></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Il benzinaio ucciso (Ap)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2007/07/08/PECO--180x140.JPG" border="0" alt="Il benzinaio ucciso (Ap)" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></span></div>
</div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div>Davide Pecora</div>
</div>
</div>
<p>Depositate le motivazioni, ora gli imputati sperano in uno "sconto "</p>
<p>.</p>
<p align="center"><a title="agropoli omicidio davide pecora" href="http://www.shopmagazine.it/wp-content/uploads/2008/03/delitto-pecora-agropoli.gif"><img src="http://www.shopmagazine.it/wp-content/uploads/2008/03/delitto-pecora-agropoli.gif" alt="agropoli omicidio davide pecora" width="477" height="216" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>fonte http://lacittadisalerno.repubblica.it</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inchiesta appalti a Campi, fra gli indagati non compare l'ex assessore Stefania Saccardi]]></title>
<link>http://campibisenzio.wordpress.com/?p=703</link>
<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 21:14:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>campibisenzio</dc:creator>
<guid>http://campibisenzio.it.wordpress.com/2008/07/25/inchiesta-appalti-fra-gli-indagati-non-compare-lex-assessore-stefania-saccardi/</guid>
<description><![CDATA[Un vero colpo di scena nell&#8217;inchesta appalti a Campi Bisenzio, una notizia ANSA riporta che so]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Un vero colpo di scena nell'inchesta appalti a Campi Bisenzio, una notizia ANSA riporta che sono trenta gli  indagati che, in questi giorni stanno ricevendo l'avviso di chiusura indagini per il secondo filone dell'inchiesta della procura di Firenze, su presunti favoritismi a imprenditori da parte di funzionari e dipendenti del Comune di Campi Bisenzio e irregolarità nel regolamento urbanistico che, rispetto al piano strutturale, avrebbe previsto molte più edificazioni.<br />
Fra i nomi degli indagati <strong>non compare quello di Stefania Saccardi</strong>, ex assessore all'urbanistica del Comune di Campi, che in un primo momento risultava coinvolta nell'inchiesta.<br />
A finire nel mirino dei carabinieri del Ros, che hanno condotto le indagini coordinate dai PM Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio, sono stati, fra gli altri, due dirigenti e alcuni dipendenti comunali, professionisti ed imprenditori. Le accuse ai 30 indagati vanno, a vario titolo, dalla corruzione, al falso, all'abuso di ufficio.<br />
I magistrati contestano ai funzionari e dipendenti comunali di aver favorito "in cambio di denaro incassato anche attraverso incarichi di lavoro fittizi", professionisti ed imprenditori in pratiche edilizie ed appalti oltre ad aver fatto in modo che il regolamento urbanistico prevedesse uno sviluppo edilizio superiore a quanto stabilito dal piano strutturale. Per quel che riguarda il primo filone dell'inchiesta, che si basa su di un presunto cartello di imprese che avrebbe pilotato gli appalti pubblici edili in diversi comuni fiorentini ed in altre provincie toscane, il procedimento è in fase di udienza preliminare: gli imputati sono 27.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Imputati 45, condanne 15  Bolzaneto non fu una macelleria]]></title>
<link>http://defaulndex.wordpress.com/?p=19</link>
<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 23:15:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>defaulndex</dc:creator>
<guid>http://defaulndex.it.wordpress.com/2008/07/21/imputati-45-condanne-15-bolzaneto-non-fu-una-macelleria/</guid>
<description><![CDATA[La caserma di BolzanetoVentitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La caserma di BolzanetoVentitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: è la sentenza emessa dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi.  I pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione.  In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d' ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l'impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d'ufficio.  Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado più alto nella struttura, e l'ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77149</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bolzaneto, solo 15 condanne per 45 imputati]]></title>
<link>http://annuncom.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 15:04:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>annuncom</dc:creator>
<guid>http://annuncom.it.wordpress.com/2008/07/18/bolzaneto-solo-15-condanne-per-45-imputati/</guid>
<description><![CDATA[La caserma di BolzanetoVentitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La caserma di BolzanetoVentitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: è la sentenza emessa dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi.  I pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione.  In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d' ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l'impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d'ufficio.  Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado più alto nella struttura, e l'ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. <br><br>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77162</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Forze dell'ordine costituito]]></title>
<link>http://negroski.wordpress.com/?p=732</link>
<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 00:50:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>negroski</dc:creator>
<guid>http://negroski.it.wordpress.com/2008/07/15/forze-dellordine-costituito/</guid>
<description><![CDATA[Ciao raga, tutto rego!

In un paese dove è reato bivaccare e lecito bastonare, l&#8217;assoluzione ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao raga, tutto rego!</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://negroski.files.wordpress.com/2008/07/g8-genova-bolzaneto.jpg"><img class="size-full wp-image-733  aligncenter" src="http://negroski.wordpress.com/files/2008/07/g8-genova-bolzaneto.jpg" alt="" width="400" height="319" /></a></p>
<p>In un paese dove è reato <strong><a href="http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080711/tso-alemanno-ordinanza-bivacco-89ec962.html" target="_blank">bivaccare</a></strong> e lecito <strong><a href="http://negroski.wordpress.com/2008/07/04/licenza-di-uccidere/" target="_blank">bastonare</a></strong>, l'<strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/g8-genova-3/sentenza-bolzaneto/sentenza-bolzaneto.html" target="_blank">assoluzione</a></strong> dei 45 poliziotti, dirigenti, guardie carcerarie e medici imputati di aver sottoposto a violenze ed abusi più di duecento no global nella caserma di <strong>Bolzaneto</strong> è una cosa logica. Sarebbe stato assurdo <strong>il contrario</strong>.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://negroski.files.wordpress.com/2008/07/g8-genova-bolzaneto-2.jpg"><img class="size-full wp-image-734  aligncenter" src="http://negroski.wordpress.com/files/2008/07/g8-genova-bolzaneto-2.jpg" alt="" width="400" height="292" /></a></p>
<p><strong>PS</strong>: i <strong>ventiquattro anni</strong> di condanna inflitti (contro gli ottanta chiesti dalla pubblica accusa) sono caduti in prescrizione.</p>
<p><strong>PS2:</strong> Tra i <strong>30 imputati assolti</strong> anche un certo <strong><a href="http://rifondareggio.splinder.com/post/16492515" target="_blank">Oronzo Doria</a></strong>, al tempo dei fatti colonnello (di polizia), ora generale!?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Oggi e domani scegliete il vostro disonesto]]></title>
<link>http://pmfb.wordpress.com/?p=302</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 00:39:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>pmfb</dc:creator>
<guid>http://pmfb.it.wordpress.com/2008/04/13/oggi-e-domani-scegliete-il-vostro-disonesto/</guid>
<description><![CDATA[
Dei 1104 candidati in Sicilia per la Camera ed il Senato ecco chi è stato condannato, prescritto, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://pmfb.files.wordpress.com/2008/04/partitidisonesti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-303" src="http://pmfb.wordpress.com/files/2008/04/partitidisonesti.jpg?w=400" alt="" width="400" height="281" /></a></p>
<p>Dei <strong>1104 candidati</strong> in Sicilia per la Camera ed il Senato ecco chi è stato <strong>condannato, prescritto, indagato, imputato o rinviato a giudizio</strong>. Gli aspiranti ad una poltrona al Parlamento coinvolti a vario titolo in fatti delittuosi che si sono candidati in Italia sono in tutto <a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/Se_li_conosci_li_eviti.pdf" target="_blank">100</a>, 27 dei quali nelle circoscrizioni Sicilia 1 e Sicilia 2 per la Camera e per il Senato.</p>
<p>Più di 1/4 dei condannati, prescritti, indagati, imputati o rinviati a giudizio che verranno eletti in Parlamento lo saranno grazie ai voti della Sicilia, tanto che anche <a href="http://www.lefigaro.fr/international/2008/04/08/01003-20080408ARTFIG00345-la-sicile-va-voter-a-l-ombre-de-la-pieuvre-.php" target="_blank">Le Figaro</a> ha mandato un inviato a Palermo per documentare che cosa sta succedendo.</p>
<p>10 sono del PDL, 6 dell'UDC, 5 del PD e 1 a testa per La Destra e il Partito Socialista.</p>
<p>Clicca per leggere la lista:</p>
<p><!--more--></p>
<h2><strong><span style="text-decoration:underline;">Popolo delle Libertà</span> </strong></h2>
<p><strong>Berlusconi Silvio (FI)</strong>: 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso (istigazione alla corruzione di alcuni senatori).</p>
<p><strong>Briguglio Carmelo (FI)</strong>: Nel 1999 viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa alla Regione e all’Unione europea nell’inchiesta della Procura di Palermo su presunti finanziamenti regionali e comunitari girati a tre società «amiche» per corsi di formazione professionale. Il processo viene poi trasferito per competenza a Messina, dove i giudici annullano il precedente decreto di rinvio a giudizio e ripartono praticamente da zero. Ma il tour non è finito, perché nel gennaio 2003 il gip messinese dichiara prescritta una parte delle accuse, e dirotta quelle rimaste (truffa e falso) a Reggio Calabria, in quanto fra gli indagati c’è anche un giudice di pace di Messina. E a Reggio Briguglio viene assolto nel 2006.</p>
<p><strong>Firrarello Giuseppe (FI)</strong>: Arrestato e condannato in primo grado (il 13 aprile 2007) a Catania alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione per turbativa d’asta nel processo per le tangenti sulla costruzione del nuovo ospedale Garibaldi e del centro residenziale per studenti universitari «Il Tavoliere». Il Tribunale ha trasmesso alla Procura una serie di atti perchè Firrarello venga processato anche per concorso esterno in associazione mafiosa.</p>
<p><strong>Giudice Gaspare (FI)</strong>: Imputato a Palermo per associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta aggravata e riciclaggio, nel 2006 è stato assolto in primo grado da tutte le accuse, salvo quella per bancarotta semplice, coperta però da prescrizione. Ma la Procura, che aveva chiesto per lui una condanna a 15 anni, ha fatto ricorso in appello.</p>
<p><strong>Nania Domenico (An)</strong>: Arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980); condannato in primo grado per gli abusi edilizi nella sua villa di Barcellona Pozzo di Gotto e salvato in appello dalla prescrizione. Nemmeno il condono edilizio varato dal governo Berlusconi e votato anche da lui è riuscito a sanare la sua villa abusiva con piscina, costruita in spregio delle leggi urbanistiche (legge 47/1985, articolo 20) e anche di quelle antisismiche legge 64/1974 sulla necessaria autorizzazione del Genio civile). Anche perché la sanatoria berlusconiana prevedeva il pagamento di una serie di oblazioni che Nania non ha versato in tempo utile. Non male, per un ex sottosegretario ai Lavori pubblici.</p>
<p><strong>Scapagnini Umberto (FI)</strong>: Il 26 ottobre 2007 il pm catanese Francesco Puleio ha chiesto la sua condanna a 2 anni e 10 mesi di eclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Tre giorni prima delle comunali del 2005, Scapagnini e la sua giunta approvarono due delibere con cui si sospendeva la riscossione dei contributi previdenziali dalle buste paga dei 4000 dipendenti del municipio. La scelta, ufficialmente giustificata come un risarcimento per i danni subiti dai lavoratori a causa di un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera, aveva fatto sì che i dipendenti si fossero trovati in busta paga somme varianti tra i 300 e i 1000 euro che ora dovranno essere restituiti a rate senza interessi in undici anni. Scapagnini è pure indagato a Catania per abuso d’ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea.</p>
<p><strong>Scotti Vincenzo (Mpa)</strong>: Ex ministro democristiano dei Beni culturali, del Lavoro, della Protezione civile, dei Rapporti comunitari, degli Interni, degli Esteri, con 7 legislature alle spalle, più volte indagato per corruzione a Napoli (assolto nello scandalo della Nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90, salvato dalla prescrizione in quello degli appalti per la ricostruzione post-terremoto), rinviato a giudizio per peculato e abuso d’ufficio in due tranches dello scandalo Sisde (anch’esse finite in prescrizione), è stato condannato almeno dalla giustizia contabile: la Corte dei Conti gli ha recentemente imposto di risarcire allo Stato 2 milioni 995.450 euro, giudicandolo colpevole – insieme all’ex direttore del Sisde Alessandro Voci e a due funzionari del Viminale – di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo gonfiato (10 miliardi di lire in più del giusto), per mettere da parte fondi neri. Scotti è capolista dell’Mpa in Campania per il Senato.</p>
<p><strong>Strano Nino (An)</strong>: La Procura di Catania ha chiesto la condanna di Strano (lo stesso senatore che divorò mortadella nell’aula di Palazzo Madama per festeggiare la caduta del governo Prodi) a 2 anni di reclusione insieme agli altri assessori della vecchia giunta comunale Scapagnini, per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Nel 2005, tre giorni prima delle elezioni comunali, Strano, gli altri assessori e il sindaco Scapagnini decisero di erogare una somma compresa tra i 300 e i 1000 euro ai 4.000 dipendenti del Comune (sospendendo il prelievo dei contributi previdenziali dalle buste paga) per «risarcirli» dai danni causati da un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera.</p>
<p><strong>Vizzini Carlo (FI)</strong>: Condannato in primo grado a 10 mesi e salvato dalla prescrizione in appello per il finanziamento illecito di 300 milioni di lire dalla maxitangente Enimont; assolto dal Tribunale dei ministri di Roma dall’accusa di aver preso tangenti quand’era ministro socialdemocratico delle Poste.</p>
<h2><span style="text-decoration:underline;">UDC</span></h2>
<p><strong>Cesa Lorenzo</strong>: Arrestato nel 1993, rinviato a giudizio, condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata nello scandalo Anas (mazzette per 30 miliardi di lire) e poi salvato da un cavillo insieme al coimputato Prandini (condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi): nel 2003, la Corte d’appello di Roma si è resa conto che il Tribunale dei ministri che aveva rinviato a giudizio i protagonisti dello scandalo Anas non poteva svolgere funzione di gup. Così il processo è ritornato al punto<br />
di partenza e tutto è finito in prescrizione, perché gli atti sono stati poi giudicati inutilizzabili. Ma dal 2006 il segretario dell’Udc è di nuovo indagato per iniziativa dei pm di Catanzaro Luigi De Magistris e Isabella De Angelis, che lo accusano di truffa per «per avere ottenuto illecita erogazione di circa 5 miliardi di lire» dalla Ue e dalla Regione Calabria. Secondo l’accusa Cesa, assieme al consigliere di amministrazione Anas Giovanbattista Papello e Fabio Schettini (ex capo della segreteria del commissario europeo Franco Frattini), avrebbe messo in piedi una società, la Spb Optical Disk Srl, solo per ricevere contributi comunitari in teoria destinati alla produzione di cd e di altro materiale informatico. Dopo che l’inchiesta viene tolta a De Magistris, la Procura chiede l’archiviazione della posizione di Cesa e di altri indagati.</p>
<p><strong>Cuffaro Salvatore</strong>: Condannato a 5 anni dal Tribunale di Palermo nel gennaio 2008 per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi (che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni a loro carico, vanificando il lavoro degli investigatori); indagato per concorso esterno in associazione mafiosa in un fascicolo pendente presso la Dda di Palermo.</p>
<p><strong>Drago Giuseppe</strong>: Condannato nel 2003 dal Tribunale di Palermo a 3 anni e 3 mesi per peculato e abuso d’ufficio, poi ridotti in appello a 3 anni, per avere svuotato nel ’98, allo scadere del suo mandato, la cassa dei fondi riservati del presidente della Regione, portando via i 268 milioni di lire ivi contenuti. Lo stesso aveva fatto, con 321 milioni 323mila lire, il suo predecessore Giuseppe Provenzano (Forza Italia, pure lui condannato a 3 anni), che aveva ricoperto l’incarico dal 1996 al ’98.</p>
<p><strong>Mannino Calogero</strong>: Arrestato nel febbraio 1995 e tuttoggi imputato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Procura di Palermo, avrebbe stretto un patto con Cosa nostra per avere voti in cambio di favori. Assolto in primo grado nel 2001, tre anni dopo viene condannato in appello a 5 anni e 4 mesi. La sentenza viene però annullata, per difetto di motivazione, dalla Cassazione, che ordina un nuovo processo di appello, tuttora in corso. Nel 2007 la Procura di Marsala ha chiesto il rinvio a giudizio di Mannino e di altre sedici persone imputate, a vario titolo, di associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata. Secondo gli inquirenti Mannino, dominus di fatto dell’azienda vinicola di Pantelleria «Abraxas srl» (di cui il figlio è socio di maggioranza), insieme ai soci e a Luciano Parrinello (funzionario dell’Istituto della Vite e del Vino di Marsala), avrebbero messo in commercio come genuini vini doc prodotti in violazione del disciplinare di produzione previsto per il moscato di Pantelleria.</p>
<p><strong>Naro Giuseppe</strong>: Condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire. Due prescrizioni hanno invece cancellato le accuse mosse contro di lui nell’inchiesta sulla Tangentopoli messinese (primo grado: condanna a 1 anno e mezzo) e in quella per le spese folli di Taormina Arte (peculato). Assoluzione piena per un altro abuso d’ufficio che aveva spinto la magistratura ad arrestarlo.</p>
<p><strong>Romano Francesco Saverio</strong>: Indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa con l’accusa di aver accompagnato il suo leader, Salvatore Cuffaro, a incontrare alcuni esponenti di Cosa nostra, ha ottenuto l’archiviazione nel 2003 per il caso Guttadauro-Cuffaro; ma dall’inizio del 2006 è stato di nuovo inquisito dalla Dda palermitana per concorso esterno, dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella a proposito di altri presunti summit con mafiosi.</p>
<h2><span style="text-decoration:underline;">PD</span></h2>
<p><strong>Carra Enzo</strong>: Ex Dc ed ex Margherita, condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha giurato il falso dinanzi al pool di Milano nel 1993, tentando di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nella maxitangente Enimont.</p>
<p><strong>Cocilovo Luigi</strong>: Ex Dc ed ex Margherita, rinviato a giudizio a Palermo per corruzione, viene assolto nel 2002 pur essendo ritenuto responsabile del reato, cioè di una mazzetta di 350 milioni versatagli da un imprenditore edile del Ragusano, Domenico Mollica, in cambio della “pace sindacale” nei suoi cantieri. Colpevole, ma assolto: com’è possibile? Semplice. Il Tribunale e poi la Corte d’appello di Palermo, in base alla cosiddetta legge costituzionale del «giusto processo», sono costretti a cestinare la confessione dell’imprenditore che l’aveva corrotto: utilizzata per condannare Mollica per aver corrotto Cocilovo, non può essere usata per condannare Cocilovo per essere stato corrotto da Mollica. Motivo: è stata resa dinanzi al pm, ma non ripetuta in tribunale, dunque inutilizzabile nei confronti di terze persone. Che però Cocilovo si sia fatto corrompere, i giudici del Tribunale lo ritengono più che assodato, tant’è che lo definiscono «collettore di tangenti... disposto a concedere favori sindacali».</p>
<p><strong>Crisafulli Vladimiro</strong>: Ex Ds, ha visto finire in archivio l’indagine a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa alla Procura di Caltanissetta, nata dal del filmato dei carabinieri che lo ritraeva in un hotel di Pergusa mentre abbracciava e baciava il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua, e discuteva con lui di appalti pubblici, assunzioni e favori vari; in un’altra indagine, aperta per rivelazione di segreti d’ufficio dalla Procura di Messina, la sua posizione è stata stralciata con richiesta di archiviazione al gip, che non s’è ancora pronunciato.</p>
<p><strong>Cusumano Stefano</strong>: Ex Dc, nel 1999 quand’era sottosegretario al Tesoro per l’Udeur nel governo D’Alema, ma non parlamentare, fu arrestato a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta nell’indagine sugli appalti truccati da 120 miliardi di lire per la costruzione dell’ospedale Garibaldi; il 13 aprile 2007 è stato assolto dall’accusa di mafia, mentre la turbativa d’asta è caduta in prescrizione.</p>
<p><strong>Papania Antonio</strong>: Ex Margherita, il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio. La vicenda risale al 1998. Papania, all’epoca assessore regionale al Lavoro, venne coinvolto in un’inchiesta condotta dalla Procura di Palermo su una compravendita di posti di lavoro. Secondo i magistrati, alcuni esponenti di un sindacato, il Failea, avevano promesso assunzioni a quindici ex detenuti in cerca di lavoro in cambio di somme di denaro che arrivavano fino a 3 milioni di lire. Per le assunzioni i sindacalisti si sarebbero rivolti a pubblici ufficiali e politici. A Papania, che aveva dato lavoro a disoccupati privi dei titoli richiesti dalla legge, i pm avevano contestato il concorso esterno in associazione a delinquere e l’abuso d’ufficio. La prima accusa è stata però archiviata dal gip. Secondo gli investigatori, Papania era stato contattato dall’organizzazione, guidata da Francesco Paolo Alaimo, arrestato, per ottenere l’inserimento dei disoccupati. In un’intercettazione ambientale Alaimo parlava con un altro indagato di una percentuale del 3 per cento da pagare a Papania solo quando fosse riuscito «a far traghettare i soldi gestiti dalla Regione a un’associazione costituita appositamente suggerita dal politico». Secondo Papania però non vi fu mai nessuna promessa di tangente. L’indagine ha riguardato piani di inserimento professionale, cantieri di lavoro, lavoratori socialmente utili, precari tante volte scesi in piazza per sollecitare assunzioni, scatenando proteste con incidenti.</p>
<h2><span style="text-decoration:underline;">La Destra</span></h2>
<p><strong>Storace Francesco</strong>: Rinviato a giudizio a Roma per concorso in accesso abusivo a sistemi informatici, nel processo sulle attività di spionaggio messe in moto dal suo staff contro i due concorrenti alle regionali del 2005, Piero Marrazzo del centrosinistra e Alessandra Mussolini di Alternativa sociale; indagato sempre a Roma dal 2007 per presunte erogazioni irregolari di fondi alla ricerca scientifica nel 2005, quando era ministro della Salute; indagato, ancora a Roma, per offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica (per aver attaccato sul suo passato comunista Napolitano, intervenuto a difendere la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, insultata dallo stesso Storace); indagato e prosciolto a Potenza per essere intervenuto sul presidente dell’Istituto case popolari di Roma, al fine di procurare un appartamento a un’amica, Paola Guerci di An (quando il presidente dello Iacp replica che prima c’è un altro in attesa, un altro politico ma di Forza Italia, Storace lo zittisce: «Di Zambelli non me ne frega un amaro cazzo»).</p>
<h2><span style="text-decoration:underline;">Partito Socialista</span></h2>
<p><strong>De Michelis Gianni</strong>: Ha patteggiato due condanne, rispettivamente 1 anno e 6 mesi per corruzione e 6 mesi per finanziamento illecito, per le tangenti sugli appalti delle autostrade del Veneto e per la sua parte della maxitangente Enimont. Rubava per il partito? No, per sé, come ha voluto mettere nero su bianco il Tribunale di Venezia, per tagliar corto con le solite favole sui «costi della politica» e magari «della democrazia». De Michelis prendeva tangenti «per alimentare il suo principesco stile di vita sia pubblico sia privato».</p>
<p>Fonte: “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez.</p>
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<title><![CDATA[PROCESSI POLITICI]]></title>
<link>http://eliabanelli.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 17:58:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>eliabanelli</dc:creator>
<guid>http://eliabanelli.it.wordpress.com/2008/02/22/processi-politici/</guid>
<description><![CDATA[
Berlusconi resta insostituibile. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.
L&#8217;importante è non]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://eliabanelli.wordpress.com/files/2008/02/tribunale.jpg" title="tribunale.jpg"><img src="http://eliabanelli.wordpress.com/files/2008/02/tribunale.jpg" alt="tribunale.jpg" /></a></p>
<p>Berlusconi resta insostituibile. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.</p>
<p>L'importante è non dare troppa importanza a quello che dice o che fa. L'arma dell'indifferenza è sempre la migliore, soprattutto in chi ricerca la continua visibilità, infischiandosene dell'immagine ridicola e patetica che ne deriva.</p>
<p>E' incredibile come cerchi di rincorrere le scelte (in parte "innovative") del Pd di Veltroni, copiandolo come un ragazzino alle scuole elementari. Gli avversari candidano una donna (la Finocchiaro) in Sicilia e lui piazza la Prestigiacomo. Veltroni afferma che nelle sue liste non saranno candidabili i condannati a giudizio per reati gravi (mafia, corruzione e concussione) e lui, accorgendosi che il suo schieramento ne è pieno, s'inventa una formula magica (coniata dal geniale stratega Bondi): non saranno accettati i condannati, tranne quelli per <i>processi politici</i>...</p>
<p>E quali sarebbero questi processi politici? In quale astrusa categoria collegare questa innovativa (neanche tanto) definizione?</p>
<p>I processi <b>All-Iberian</b>, <b>Sme-Ariosto</b>, <b>la condanna di Dell'Utri per mafia</b>, etcc... sono processi politici? Ovvero?</p>
<p>Sarebbe interessante avere qualche delucidazione in merito. Ma è evidente che si tratta di una s.... bella e buona.</p>
<p>Complimenti per la faccia tosta cavaliere.</p>
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