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	<title>incidenti-sul-lavoro &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/incidenti-sul-lavoro/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "incidenti-sul-lavoro"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 22:55:57 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Sugli incidenti sul lavoro]]></title>
<link>http://frathecrow.wordpress.com/?p=165</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 10:58:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>The Crow</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Vedere questo video mi ha fatto riflettere. Su due aspetti in particolare.
Il primo è la condizion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WA9R8IK3Ooc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/WA9R8IK3Ooc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>Vedere questo video mi ha fatto riflettere. Su due aspetti in particolare.</p>
<p>Il primo è la condizione psicologica e sociale di chi si trova, a causa di un incidente sul lavoro, a dover vivere una vita diversa da prima. Chi si ritrova menomato, chi su una sedia a rotelle. Il manifesto "Un italiano al giorno trova un posto fisso" è emblematico da questo punto di vista. E quindi il problema di dargli supporto psicologico, di dare supporto anche all'ambiente familiare che lo sostiene e che inevitabilmente dovrà cambiare anch'esso la propria vita, le proprie abitudini.</p>
<p>Il secondo è la percezione che ci sia un disinteresse sia culturale che istituzionale sul problema. E quindi il fatto che bisogna conoscere di più, parlarne di più, capire di più, capire come prevenire, sollecitare l'attenzione delle istituzioni su questo problema. E proprio oggi dove a Roma si manifesta contro un Governo che sta facendo alcune leggi discutibili che non centrano i problemi veri della collettività ma li scalisfiscono molto marginalmente, proprio oggi un messaggio del genere mi è arrivato con più forza, con più significato.</p>
<p>Capire che c'è tanta gente che soffre perché è tagliata fuori, perché non è considerata, non è nella maggioranza: è qualcosa che fa davvero molto male. E' qualcosa che, a pensarci bene, ti lancina il cuore, ti fa stare male.</p>
<p>E forse ogni tanto dobbiamo imparare a stare male, per vedere cosa è bene per noi e per chi ci sta intorno.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ARTICOLI AMARI - incidenti sul lavoro]]></title>
<link>http://dubbiometodico.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 16:23:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>cassandra</dc:creator>
<guid>http://dubbiometodico.wordpress.com/?p=148</guid>
<description><![CDATA[Il 19 giugno avevo inserito questo video nel blog della Guzzanti, poi mi sono completamente dimentic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Il 19 giugno avevo inserito questo video nel <a href="http://www.sabinaguzzanti.it/?q=node/765" target="_blank">blog della Guzzanti</a>, poi mi sono completamente dimenticata di segnalarlo anche qua. Oggi l'ho rivisto in un <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/07/morti_bianche_e.html" target="_blank">post di Beppe Grillo</a> che consiglio vivamente di leggere.</p>
<p>Così come consiglio di guardare questo breve documentario realizzato da uno studente del <a href="http://mascom.uniss.it/" target="_blank">Master di Giornalismo dell'Università di Sassari</a>, vincitore del <a href="http://www.ilariaalpi.it/premio/ita/xiv_edizione/comunicati.php?id_comunicati=45" target="_blank">Premio Ilaria Alpi 2008</a>, nella sezione dedicata alle Scuole di Giornalismo.</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/WA9R8IK3Ooc'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/WA9R8IK3Ooc&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p style="text-align:left;">PREMIO SCUOLE DI GIORNALISMO MARCO FERINI, “ARTICOLI AMARI” MASTER BIENNALE IN GIORNALISMO, UNIVERSITA’ DI SASSARI (10’15’’) Motivazione: e’ un documentario realizzato grazie alle testimonianze di alcuni operai gravemente feriti sul posto di lavoro. Attraverso i loro racconti si ripercorre il dramma dell'incidente, le sue conseguenze e si parla di possibili soluzioni. A 60 anni dalla nascita, l’autore affianca le storie dei lavoratori agli articoli della Costituzione Italiana.</p>
<p style="text-align:left;">--------------------------------</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Sepolto-da-una-montagna-di-terra-e-fango/2032077/6" target="_blank">Sassari: INFORTUNIO SUL LAVORO A MORES<br />
Operaio resta ucciso durante uno scavo. Sepolto da una montagna di terra e fango</a></p>
<p>Aveva 23 anni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il conto continua]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/?p=134</link>
<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:48:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario DG</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/?p=134</guid>
<description><![CDATA[La guerra sembra non avere pause; è persino troppo impegnativo mantenere un elenco.
Nella Ue, una v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La guerra sembra non avere pause; è persino troppo impegnativo <a href="http://blog.libero.it/SICUREZZALAVORO/" target="_blank">mantenere un elenco</a>.<br />
<strong><a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/incidenti-lavoro-ue/incidenti-lavoro-ue.html" target="_blank">Nella Ue, una vittima ogni tre minuti</a><br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/incidenti-lavoro-ue/incidenti-lavoro-ue.html" target="_blank">Morti di Settimo, denunciato un egiziano</a><br />
E' il titolare di un'impresa che si occupa di ponteggi: avrebbe reclutato lui i connazionali deceduti nel cantiere.</strong><br />
Tra gli altri, questi di venerdì scorso, sono altri due. Non so se contano meno essendo egiziani o se "l'imprenditore" è più colpevole essendo un loro connazionale.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Le varie anime della <strong>Sinistra Rifondarola</strong> deplorano le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Comunista Italiana</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Critica</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Antagonista</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Rivoluzionaria</strong> [IVª Internazionale] deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Trotskista e Leninista</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Democratica</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Democrstiana</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra Biologica</strong> [leggi <strong>Verd</strong>i] deplora le morti sul lavoro<br />
Persino la <strong>Sinistra che non è di sinistra</strong> deplora le morti sul lavoro<br />
Anche tutte le <strong>Sinistre</strong> che posso aver dimenticato, naturalmente, deplorano le morti sul lavoro<br />
La <strong>Sinistra solo Sinistra</strong>, riunita nel cimitero monumentale del Verano, probabilmente lo farebbe ma resta in un raccolto silenzio.<br />
All'appello continua a mancare una <strong>Sinistra di Governo</strong> ma nessuno sembra darsene pena.</p>
<p style="text-align:justify;">Quello che so è che è l'unica guerra che non compare nell'elenco dei conflitti ancora in atto al mondo.<br />
Quello che so è che non è civiltà quella che massacra le sue genti.</p>
<p style="text-align:justify;">E poi... <em><strong>Questo è solo un blog</strong></em><br />
[Audio "http://se.mario2.googlepages.com/Certoipadronimorranno.mp3"]</p>
<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Preferisco vivere]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/?p=128</link>
<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 05:06:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario DG</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/?p=128</guid>
<description><![CDATA[Passata la commozione del primo momento. Vinta la riservatezza. Persa la voglia persino di sorridere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Passata la commozione del primo momento. Vinta la riservatezza. Persa la voglia persino di sorridere. Un titolo cita: <strong><a href="http://www.repubblica.it/interstitial/interstitial1218127.html">Tragedia di Mineo: "Non dovevano essere lì"</a></strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Parrebbe, e dico parrebbe, che le loro sbadataggine si fosse spinta fino a recarvisi senza invito; sembra non sia proprio così, ma l'<span style="color:#993300;"><em><strong><a href="http://rumoridigente.ilcannocchiale.it/post/1937865.html" target="_blank">esatto opposto</a></strong></em></span>. Che poi non ci sarebbe miglior silenzio che quello per questo momento. Lo so che non cambia nulla. Lo so che la collera non è mai razionale. Certo ho amarezza. Spero mi sia ancora permesso almeno quella.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>E' pur vero che siamo un paese civile e perciò non può più esistere, al giorno d'oggi, la <strong>lotta di classe</strong>.</li>
<li>E' pur vero che non esiste più il <strong>padrone</strong> ma solo l'<strong>imprenditore</strong>, qualche volta persino illuminato; quello che ci da il lavoro.</li>
<li>E' pur vero che non esiste più la <strong>classe operaia</strong> (spesso in ferie a <strong><a href="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/04/28/la-classe-operaia-va-a-sherm-el-sheick">Sharm El Sheik</a></strong>) e che il benessere è benessere per tutti, magari non allo stesso modo.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;">Però è altrettanto vero che esiste ancora la <strong>condizione operaia</strong> (non ditelo ai compagni, non vorrei disturbare i loro sonni, o che ne facessero campagna di propaganda) e che è una condizione non priva di rischi.</p>
<p style="text-align:justify;">La conta dei morti di un solo giorno, quel maledetto giorno, sale a dieci (dieci). E' una vera guerra e <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/cronaca/incidenti-lavoro-4/incidenti-scheda/incidenti-scheda.html">i caduti sono tutti operai</a>; un vero esercito senza speranze. Una conta che, a mio avviso, è destinata ad aumentare. Una guerra che non perdona. Sarà anche il prezzo del progresso ma... almeno una volta c'era la rabbia, oggi c'è solo rassegnazione. E vorrei dire ad <a href="http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=956">un amico</a>, che non mi può leggere perché non sa: <strong><em>Gramsci non abita più là</em></strong>.</p>
<p>[Audio "http://se.mario2.googlepages.com/Uguaglianza.mp3"]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SENZA PAROLE]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/?p=123</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 06:27:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario DG</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.wordpress.com/?p=123</guid>
<description><![CDATA[Giuseppe Palermo
Salvatore Pulici
Salvatore Smecca
Giovanni Natale Sofia
Salvatore Tumino
Giuseppe Z]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2>Giuseppe Palermo<br />
Salvatore Pulici<br />
Salvatore Smecca<br />
Giovanni Natale Sofia<br />
Salvatore Tumino<br />
Giuseppe Zaccaria<a name="_ftnref1" href="http://emmedigi.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce-163/plugins/paste/blank.htm#_ftn1">[1]</a></h2>
<hr size="1" /> <a name="_ftn1" href="http://emmedigi.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce-163/plugins/paste/blank.htm#_ftnref1">[1]</a> Sull'argomento penso sia interessante leggere il bel post dell'amico <a href="http://rumoridigente.ilcannocchiale.it/post/1937865.html" target="_blank">Marino</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ANCORA MORTI BIANCHE: SIAMO IL PAESE CON PIU' INCIDENTI]]></title>
<link>http://lavoroenonsolo.wordpress.com/?p=18</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 19:26:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>cometrovarelavoro</dc:creator>
<guid>http://lavoroenonsolo.wordpress.com/?p=18</guid>
<description><![CDATA[Putroppo ancora incidenti sul lavoro:  oggi è morto un operaio milanese, stritolato da un macchinar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Putroppo ancora incidenti sul lavoro:  oggi è morto un operaio milanese, stritolato da un macchinario e ieri c'è stato un altro incidente mortale in un cantiere edile  a Legnano. Pochi giorni fa una tragedia analoga è avvenuta a due passi da casa mia, dove a perdere la vita è stato un padre di famiglia, precipitato da una impalcatura. I dati palano chiaro: siamo il paese con più incidenti, ed il paese che fa di meno per invertire questa tragica tendenza. Troppo poco per un paese "civile" quale noi dovremmo essere.</p>
<p>Sembra che la cosa non interessi a nessuno dei nostri politici, e a chi la mattina va a lavoro non resta che farsi il segno della croce.</p>
<p>Che altro dire:</p>
<p>"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Altri Morti a Bari - 2]]></title>
<link>http://barnecchi.wordpress.com/2008/03/04/altri-morti-a-bari-2/</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 08:05:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>necchi</dc:creator>
<guid>http://barnecchi.wordpress.com/2008/03/04/altri-morti-a-bari-2/</guid>
<description><![CDATA[fonte: ansa.it 
Le vittime si erano calate per pulire un&#8217;autocisterna a Molfetta. Ieri hanno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><i>fonte: ansa.it </i></p>
<p><span class="content_text_news_home">Le vittime si erano calate per pulire un'autocisterna a Molfetta. Ieri hanno perso la vita quattro persone, compreso il titolare dell'azienda.<br />
<b>Stamattina e' morto anche il quinto operaio</b>, ricoverato in gravi condizioni.<br />
Mercoledì sciopero di quattro ore e normativa di sicurezza a Palazzo Chigi. <b></b></span></p>
<p><span class="content_text_news_home"><b>Si indaga per 'omicidio colposo plurimo'</b></span></p>
<p><span class="content_text_news_home"></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wile E. Coyote vince la battaglia legale contro la Warner Bros]]></title>
<link>http://linutile.wordpress.com/2008/02/28/wile-e-coyote-vince-la-battaglia-legale-contro-la-warner-bros/</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 11:20:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>8avio</dc:creator>
<guid>http://linutile.wordpress.com/2008/02/28/wile-e-coyote-vince-la-battaglia-legale-contro-la-warner-bros/</guid>
<description><![CDATA[Da Daniele Luttazzi, Lepidezze Postribolari, 2007
Wile E. Coyote, il celeberrimo attore di cartoni a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://artfiles.art.com/images/-/Wile-E-Coyote-Magnet-C11754810.jpeg" border="0" alt="" width="170" height="200" align="left" /><em>Da Daniele Luttazzi, Lepidezze Postribolari, 2007</em></p>
<p align="justify"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=4RNboK98Ay0" target="_blank">Wile E. Coyote</a>, il celeberrimo attore di cartoni animati, ha vinto la battaglia legale per il riconoscimento dei danni subiti in quarant’anni di incidenti sui set della Warner Bros . La svolta del processo, uno dei più lunghi della storia di Hollywood, è maturata in seguito alle testimonianze cruciali di altre star della Warner Bros, anch’esse coinvolte in incidenti durante le riprese dei cartoni animati Looney Toones: Gatto Silvestro, Elmer Fudd e Foghorn Leghorn. Al signor Coyote andranno cinquecentocinquanta milioni di dollari per: <em>“reiterata esposizione al pericolo e incidenti continui causati da negligenza colposa”</em>. Il Signor Coyote ha citato in giudizio Warner Bros., Looney tunes e la ditta di gingilli ACME Co.:tutt’e tre potrebbero adesso esere denunciate dalle altre star che subirono le stesse vessazioni.<!--more--></p>
<p>L’avvocato del signor Coyote, Fessler Dordz, ha ringraziato, a nome del cliente, i giudici e la giuria. <em>“Dopo quasi mezzo secolo di schiacciamenti sotto incudini, dinamite esplosa in faccia e cadute continue nei canyon, </em>cinquecentocinquanta<em> milioni di dollari sono la giusta ricompensa.<br />
Il nostro caso ha dimostrato che la Warner Bros. Ignorò deliberatamente anche le più elementari norme di sicurezza. Per esempio, quando al signor Coyote veniva chiesto di cadere da un ciglio nel burrone sottostante, non veniva mai allestita una rete di protezione. Al massimo gli si mettevano a disposizione un trampolino o una molla gigante, che però non facevano che catapultarlo su, contro lo spuntone di roccia da cui era caduto, il quale invariabilmente si spezzava; e quando il mio cliente, tornato giù col solito fischio da picchiata, si schiantava al suolo, lo spezzone di roccia arrivava subito dopo a spiaccicarlo definitivamente o a trasformarlo in una fisarmonica. Da parte dello studio, un trattamento criminale. Anche la ACME Co. È ugualmente colpevole dei danni subiti dal mio cliente in quanto i loro prodotti erano sempre difettosi. La loro dinamite gli esplodeva sempre in mano, bruciacchiandolo o riducendolo a un mucchietto di cenere; i loro pattini a rotelle con retrorazzi avevano dispositivi frenanti insufficienti o inesistenti, per colpa dei quali il mio cliente finiva sempre o contro la mesa o contro pannelli stradali, che attraversava lasciando la proprio silhouette; e dalla loro vernice nera dipinta sulla roccia per simulare una galleria uscivano sempre treni veriche gli passavano sopra. Col giudizio di oggi, il mio cliente può gettarsi alle spalle gli incubi del passato e godersi il meritato riposo.”</em></p>
<p>Il signor Road Runner, collega di Wile E. Coyote e suo arcinemico sullo schermo, raggiunto dai giornalisti nella sua villa di Los Angeles ha preferito non rispondere, limitandosi a dire:-<em>Beep beep!</em>- prima di fare la lingua e sfrecciare via in una nuvola di polvere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[31 Dicembre 2007]]></title>
<link>http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/</link>
<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 19:14:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>amicidipaola</dc:creator>
<guid>http://amicidipaola.wordpress.com/2007/12/31/31-dicembre-2007/</guid>
<description><![CDATA[“Cara Signora”  -   “Egregio  Presidente della  Repubblica”
“Cara Signora, con grande tris]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#993300"><b><i>“Cara Signora”  -   “Egregio  Presidente della  Repubblica”</i></b></font><font color="#000000"><i></i></font></p>
<p><font color="#000000"><i>“Cara Signora, con grande tristezza ed irrefrenabile rabbia ho seguito<br />
la vicenda che vi ha travolti. Provo una profonda ammirazione nei<br />
vostri confronti per la battaglia che, in nome di Paola, state portando<br />
avanti.<br />
Io lavoro, anzi, lavoravo nel settore dei trasporti marittimi<br />
(Alilauro SpA) come marinaio e insieme ad altri compagni siamo stati<br />
tutti licenziati per aver semplicemente chiesto sicurezza, non tanto<br />
per noi dell' equipaggio, ma proprio per quelle tante persone, che,<br />
come Paola, usano i nostri mezzi. La mia storia e quella dei miei<br />
colleghi è meglio descritta nell'allegato che vi invio.<br />
Io ho provveduto già da Maggio 2007 ad inviare lettere ai massimi organi<br />
dello Stato per far conoscere la mia storia e le condizioni di<br />
lavoro alle quali è sottoposto tutto il personale<br />
marittimo.<br />
Al giorno d'oggi non ho ancora ricevuto risposta da queste<br />
istituzioni; le stesse che sono pronte, invece, ad usare per squallidi<br />
motivi le morti di quei lavoratori che perdono la vita solo per<br />
guadagnarsi con tanto sacrificio il pane”.</i></font></p>
<p><font color="#808080"><i><font color="#000000">firmato: Francesco Di Munno</font><br />
</i></font><br />
Quello che avete appena letto è un commento alla pagina del 22 dicembre del blog “Amici di Paola”.<br />
Senza entrare per ora nel merito della questione – visto che il signor Di Munno è in causa con la società che lo ha licenziato – ho voluto riportare qui questo commento per due motivi.<br />
Primo: perché “le morti di quei lavoratori che perdono la vita solo per guadagnarsi il pane” sono le “morti bianche” alle quali è andato anche il mio pensiero nell’ultimo articolo di questo terribile 2007 scritto nella pagina del blog intitolata “<b>A proposito di…</b>”<br />
Secondo: perché, nessuno di coloro ai quali questo marittimo si è rivolto lo ha degnato di una risposta, benchè alcuni di essi stiano alimentando il bla-bla mediatico della sicurezza attraverso giornali e televisioni.<br />
Francesco Di Munno, infatti, ha scritto e inviato la documentazione che lo riguarda non solo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma anche al Presidente della Camera Bertinotti, al Ministro dei Trasporti  Bianchi, alla dottoressa Battistoni del Ministero del Lavoro e della Politiche Sociali, al dottor Ennio Cascetta assessore ai Trasporti della Regione Campania. Inoltre, scrive Di Munno: “per l'impegno che questi partiti dicono di avere per le cosiddette "morti bianche" ho informato anche  la redazione di Rifondazione Comunista, la redazione di Comunisti Italiani, l'onorevole Diliberto e ho dato la mia documentazione nella mani dell'onorevole Marco Rizzo dei Comunisti Italiani”.<br />
Forse a giugno – data delle missive - l’argomento non era ancora di attualità? Chissà. Sta di fatto che ad agosto è morta mia sorella; nel frattempo sono aumentati i decessi per mancanza di rispetto delle norme di sicurezza; e oggi, ultimo giorno di questo 2007, è finito anche il settimo operaio ustionato nella fabbrica di Torino. Così ora il tema è diventato di moda e magari qualche destinatario della lettera di Di Munno, cliccando su internet parole come “morti bianche” e sicurezza in mare” potrebbe finirci sù: per questo l’ho pubblicata qui di seguito insieme a parte degli allegati che la accompagnano (riportati in “<font color="#008000"><i><b>Documentazione e video</b></i></font>”).</p>
<p><font color="#000000"><i><br />
</i></font></p>
<div align="right"><font color="#000000"><i>Egregio Signor Presidente  della Repubblica</i></font><br />
<font color="#000000"><i>On. Giorgio Napolitano</i></font></div>
<div align="left"><font color="#000000"><i>Esimio signor Presidente,</i></font></div>
<p><font color="#000000"><i> Le scrivo queste poche righe per esprimere tutta la mia desolazione e amarezza circa un problema che affligge il mondo del lavoro, provocando poi, innumerevoli disgrazie. Si tratta della sicurezza sui luoghi di lavoro, problema verso il quale Lei stesso, più volte, ha espresso una profonda sensibilità.<br />
La sicurezza sui luoghi di lavoro, Lei m’insegna, è importantissima; ancora oggi, purtroppo, non è tenuta in considerazione nella giusta misura e con i dovuti mezzi.<br />
E’ per questo motivo che io e altri tre compagni di lavoro siamo stati licenziati!<br />
Sì, signor Presidente : l i c e n z i a t i !  La nostra unica colpa è di aver posto il problema.<br />
Le dico , brevemente, che io lavoravo da ben 26 anni come marinaio presso una società di navigazione privata del Golfo di Napoli, che forse ben conosce: l’Alilauro S.p.A., presieduta dall’ex senatore Salvatore Lauro.<br />
Posso dire, che in tutti questi anni, ho svolto il mio lavoro ( che tra l’altro mi piace ) con serietà, onestà e professionalità e, senza peccare di presunzione, il tutto documentato da lettere di encomio da parte della suddetta società. I compagni di lavoro mi hanno delegato quale loro rappresentante per la CGIL, proprio perché consapevoli che, chi li avrebbe difeso nelle diatribe contrattuali, avrebbe portato avanti la lotta con cognizione di causa, senza timore e con coscienza di quei principi e di quei valori dai quali, spesso e volentieri, ci allontaniamo perché travolti dagli eventi e dalla frenesia del nostro tempo.<br />
Tornando al mio caso specifico Le vorrei raccontare in breve l’accaduto, ma ciò solo per esprimere quanto ancora, al giorno d’oggi ci facciamo scudo di discorsi fatti di belle parole ma che poi, nella sostanza, risultano estremamente superficiali e inutili, in special modo quando accadono eventi spiacevoli che potevano essere evitati.<br />
Il 9 gennaio u. s. dopo una giornata di lavoro intensa, cominciata alle 6.00 del mattino da Napoli per Ischia, andata e ritorno, senza momenti di sosta e, che si stava concludendo alle ore 16.00 circa, veniva comunicato all’equipaggio dal comandante che l’orario di lavoro avrebbe dovuto proseguire per altro tempo non precisato, in quanto occorreva sostituire un catamarano in avaria sulla tratta Napoli-Sorrento-Capri, tornare indietro e ovviamente ormeggiare il battello per la notte.<br />
Non si era nuovi a questo tipo di comunicazioni improvvise che spesso e volentieri ci imponevano, per cui non si sapeva mai quando sarebbe finita la giornata di lavoro! Occorre considerare che, in questa occasione il ns. comandante era sveglio dalle 03.00 del mattino in quanto proveniva da Ischia e, quindi, avrebbe protratto il suo turno di lavoro fino alle 20.00 e passa.<br />
Forse Lei non sa, Signor Presidente , che questo tipo di imbarcazione trasporta fino a 350 passeggeri e raggiunge una velocità di 35 nodi e che il “nostro” golfo è secondo solo alla Baia di Hong Kong per traffico di imbarcazioni. Situazione davvero pericolosa! L’equipaggio si è reso subito conto che era meglio desistere dal protrarre oltre la giornata di lavoro, non per negligenza, ma per il diritto che ha ogni passeggero di viaggiare con serenità e sicurezza.<br />
Sollevando la questione sicurezza, a questo punto  è sorto per noi “il problema”. Il comandante veniva obbligato dall’amministrazione della Società a trascrivere immediatamente la nostra “disobbedienza” sul Giornale di Bordo, senza neppure ascoltare le ragioni di tale rifiuto. Di conseguenza, ci siamo recati alla Capitaneria del Porto di Napoli per dichiarare l’accaduto.<br />
A ciò è seguita per noi un’azione disciplinare ( ovviamente impostata “come esempio” da non seguire per tutti gli altri lavoratori dell’azienda ) che ci ha condotti al licenziamento, motivando il tutto come:”…mancanza di fiducia nei confronti della Società.”!!! Ora come ora mi chiedo: sarebbe stato forse meglio chinare la testa e fare finta di niente, ancora una volta, augurandosi che non accadesse nulla di estremo, oppure sollevare il problema, guidati esclusivamente dal nostro buonsenso, e considerando che non ci sono solo gli interessi della Società, ma anche vite umane?<br />
Chiaramente, è iniziata, per contro, un’azione legale che certamente non si concluderà in breve tempo e, soprattutto dagli esiti incerti; perché purtroppo la legge non è uguale per tutti, soprattutto quando si ha a che fare con persone ricche e potenti. Così a 47 anni mi ritrovo senza lavoro.<br />
In tutto questo, il mio sindacato, che all’inizio aveva spronato noi tutti per far comprendere alcuni nostri diritti, alla fine ci ha abbandonato, sia per mantenere gli equilibri con le altre organizzazioni sindacali e sia per non rompere definitivamente i contatti con l’azienda.<br />
I miei colleghi, già reticenti nei confronti del “sindacato”, sono rimasti terrorizzati, dopo questi episodi e nelle stragrande maggioranza si sono tirati indietro, lasciando noi quattro da soli.<br />
Vede, Signor Presidente, anche 1000 euro per un lavoratore, in una terra così affamata di lavoro, sono importanti e necessari per la sopravvivenza quotidiana.<br />
La cosa che più mi fa rabbia e mi demoralizza è l’assuefazione di quegli organi di controllo, pagati da tutti noi, i quali invece di controllare e di applicare la legge, spesso sonnecchiano o per così dire, sono sordi e ciechi per la salvaguardia della vita umana a bordo.<br />
Gentilissimo signor Presidente, come avrà di certo inteso il mio è più uno sfogo a livello morale per tutte quelle ingiustizie che colpiscono coloro che lavorano e che nonostante tutto lo fanno con dignità; penso, inoltre, che noi abbiamo l’obbligo morale verso i più giovani di trasmettere quei valori che non sempre ( mi perdoni ) vengono dati dalle istituzioni  come esempio da seguire.<br />
Allego alla presente copia della comunicazione di licenziamento, dell’encomio e di intercorsa corrispondenza con l’azienda dalla quale, chiaramente, si evince la mia onestà nel consegnare nelle mani del legittimo proprietario il ritrovamento di un titolo al portatore di € 50.000.<br />
Fiducioso di un Suo riscontro, Le porgo anticipatamente distinti saluti e La ringrazio per la disponibilità concessami.</i></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Grillo da Vomito]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/2007/12/20/grillo-da-vomito/</link>
<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 22:30:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
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<description><![CDATA[(1) Ironia sulle morti altrui (dei cosiddetti &#8220;giustiziati&#8221;)
(2) Disprezzo forcaiolo ver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>(1) Ironia sulle morti altrui (dei cosiddetti "giustiziati")</p>
<p>(2) Disprezzo forcaiolo verso chi come Sergio D'Elia/Nessuno Tocchi Caino e' riuscito a convincere la maggior parte dei Paesi del mondo a rinunciare alle uccisioni legali</p>
<p>(3) Uso manipolativo dei "propri" morti (quelli sul lavoro)</p>
<p>(4) Completa e malcelata ignoranza dei <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articoli/Gli_incidenti_sul_lavoro%3A_un_confronto_sui_dati_europei" target="_blank">problemi che ci sono dietro gli incidenti sul lavoro</a></p>
<p>Quanto sopra fa bruttissima figura nel populismo da quattro soldi sul blog di Beppe Grillo "<a href="http://www.beppegrillo.it/2007/12/appello_allonu/index.html?s=n2007-12-19" target="_blank"><i>Appello all'Onu contro la pena di morte in Italia</i></a>".</p>
<p><font size="-2">(testo leggermente modificato su richiesta di un lettore)</font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Classe operaia in via di estinzione]]></title>
<link>http://ilcorrieredizeugidi.wordpress.com/2007/12/14/classe-operaia-in-via-di-estinzione/</link>
<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 16:53:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>zeugidi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Katone
  
La tragedia di Torino ha portato in evidenza col suo carico di morte una situazione che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Di Katone</font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La tragedia di Torino ha portato in evidenza col suo carico di morte una situazione che nessun commentatore ha trattato: la scomparsa del potere operaio. Per tutta la guerra fredda gli operai hanno lottato per ottenere maggiori diritti e tutele. Il primo e fondamentale risultato è stata la Carta del Lavoro del 1969, legge imprescindibile che ha migliorato la situazione nelle fabbriche. Come non ricordare gli scioperi e le manifestazioni per un salario dignitoso e maggiore sicurezza sul lavoro. Una grande stagione indubbiamente, ma che ormai appartiene al passato.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Verrebbe da chiedersi perché milioni di persone che hanno avuto il potere di cambiare il loro stato di sfruttamento, oggi sono ridotti a stipendi da fame, stretti tra precariato e mancanza di sicurezza. Vediamo cosa è successo per arrivare a questa situazione.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Prima di tutto non esiste più lo stato che ha rappresentato nel bene e nel male l’aspirazione ad una società più giusta: l’URSS. Per i capitalisti un paese retto dai consigli dei lavoratori rappresentava una minaccia perenne di come le masse posso rompere la perversione della civiltà industriale. Certo, l’esperienza già sul nascere si è trasformata in una nuova forma di dittatura, orribile nel suo voler uniformare le persone ad un modello dogmatico. Per timore conveniva assecondare le forze delle fabbriche e, pur tra contrasti, ci sono stati dei miglioramenti. Da quando l’URSS è implosa, le democrazie occidentali liberiste hanno assorbito le spinte dal basso presentando una società libera dallo spettro della catastrofe globale e ricca di vetrine scintillanti e di modelle sorridenti. Il narcotico della propaganda pubblicitaria ha avuto effetto fino a quando non si è ripresentato un nuovo pericolo per la stabilità: il terrorismo fondamentalista. Infatti le coscienze si sono risvegliate dopo lo shock dell’11 settembre e ora guardano alla realtà con maggiore attenzione.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Secondo punto da sottolineare è la diminuzione della percentuale di lavoratori addetti al settore secondario, ossia il settore industriale, quello della trasformazione, e la crescita del settore terziario, ossia il settore dei servizi, quello della distribuzione: </font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="text-indent:35.4pt;text-align:justify;margin:0 0 0 35.4pt;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">1951<span>    </span>1971<span>    </span>1991<span>    </span>2000</font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Primario<span>        </span>42%<span>     </span>17%<span>     </span>9%<span>       </span>5%</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Secondario<span>   </span>32%<span>     </span>45%<span>     </span>32%<span>     </span>20%</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Terziario<span>       </span>26%<span>     </span>38%<span>     </span>59%<span>     </span>75%</font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Secondo i dati gli operai sono sempre di meno e quindi meno potere per fare rivendicazioni, mentre consulenti e impiegati sono aumentati enormemente, ma essendo disuniti non possono incidere sulla legislazione avanzando richieste.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Il potere operaio era frutto della rabbia degli sfruttati e della coesione di chi lavorava in ambienti e condizioni simili. I sindacati erano l’intermediario tra istituzioni e lavoratori. Molto hanno strappato ai padroni, oggi detti titolari, perché avevano la spinta dal basso che li sosteneva. Oggi i sindacati si perdono dietro a miseri aumenti salariali tralasciando le condizioni di lavoro in costante peggioramento.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Il declino percentuale degli operai si è accompagnato al declino del Partito Comunista Italiano, quello del lavoratori, che subendo varie trasformazioni si è disinteressato via via dei proletari, oggi detti consumatori, e ha spostato il proprio baricentro politico verso il centro sfociando nella nascita del Partito Democratico, formazione che nel nome richiama la tradizione americana, ma che di fatto si pone nel centro-centro-sinistra. Va da sé che i moderati agiscono con ponderatezza, anche di fronte alle emergenze.</font></p>
<p style="text-indent:9pt;text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Visto che le leggi non vengono rispettate, le ispezioni non hanno effetto e le morti continueranno, non resta che chiedere al WWF di inserire tra le specie in estinzione la classe operaia: chissà se tra il panda e le balene c’è ancora un posto libero.</font></p>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[diamo i numeri]]></title>
<link>http://lavorincorso.wordpress.com/2007/12/10/diamo-i-numeri-42/</link>
<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 10:59:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>l\'armando</dc:creator>
<guid>http://lavorincorso.wordpress.com/2007/12/10/diamo-i-numeri-42/</guid>
<description><![CDATA[16. E&#8217; la percentuale di incidenti sul lavoro che avviene nella prima ora del lunedì, il gior]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Verdana;">16. E' la percentuale di incidenti sul lavoro che avviene nella prima ora del lunedì, il giorno più a rischio in assoluto. Ad oggi la statistica relativa agli incidenti avvenuti nel 2006 non è ancora nota.</p>
<p><span style="font-family:Verdana;">10. E' il rapporto tra le sanzioni e il guadagno di un minuto di pubblicità televisiva che ecceda i limiti di legge in Italia: 1.000 euro per ogni 10.000 di fatturato. Secondo la commissione europea è una sanzione decisamente troppo bassa.</p>
<p><span style="font-family:Verdana;">76. E' la percentuale di persone che pensa di non potersi fidare di nessun poltico, secondo l'ultimo rapporto Censis. Il 52,4% si dice poco o per niente soddisfatto dello Stato.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lavoro marcio e assassino]]></title>
<link>http://daiwojima.org/2007/12/08/lavoro-marcio-e-assassino/</link>
<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:16:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>daiwojima</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;Italia diceva di essere una Repubblica fondata sul Lavoro, a buona ragione oggi sprofonda in]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'Italia diceva di essere una Repubblica fondata sul Lavoro, a buona ragione oggi sprofonda in una commistione di marciume e violenza di cui non sono responsabili i soliti capri espiatori - immigrati, zingari, emarginati - ma che va attribuita a un'inefficienza del settore pubblico e a una rapacità di quello privato sempre crescenti (<a href="http://tinyurl.com/ysswry" target="_blank">cfr. questo articolo</a>).<br />
Dalle mie finestre, guardando verso nord, per anni ho visto i bagliori rossastri degli altiforni della <strike>Teksid</strike> - <strike>Ilva</strike> - ThyssenKrupp di Corso Regina Margherita, a Torino, mentre l'altra notte ho sentito l'angoscioso lamento delle sirene dei mezzi che portavano il soccorso agli operai feriti e ustionati.<br />
C'erano anche - ce n'è forse ancora, dei più resistenti - gli arsi vivi, senza speranza; com'era senza speranza la loro esistenza anche prima del rogo. Nell'affanno erano costretti - più dalla minaccia di una povertà incombente che dall'arroganza dei capi - ad accumulare ore e ore di straordinario nella fabrica dismessa e fatiscente, dove estintori e sistemi di sicurezza non funzionano, dove la dignità di questa Repubblica affonda in un Lavoro servo e barbaro.<br />
Il massacro di una donna - a Roma, poco più di un mese fa - causò un terremoto politico, risoltosi in una legge sciocca, inutile e discriminante. Che cosa produrrà questa strage - a parte i lai delle massime magistrature e un breve e straziante accanimento dello sciacallaggio mediatico?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brevi: FOCUS LAVORO - si aggrava il bilancio delle vittime del rogo nell'acciaieria ThyssenKrupp di Torino: morti altri due operai]]></title>
<link>http://eftorsello.wordpress.com/2007/12/08/brevi-focus-lavoro-salgono-a-quattro-le-vittime-del-rogo-nellacciaieria-thyssenkrupp-di-torino/</link>
<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 22:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
<guid>http://eftorsello.wordpress.com/2007/12/08/brevi-focus-lavoro-salgono-a-quattro-le-vittime-del-rogo-nellacciaieria-thyssenkrupp-di-torino/</guid>
<description><![CDATA[Si chiamano Angelo Laurino e Bruno Santino le ultime vittime di quella che ormai sta diventando una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si chiamano Angelo Laurino e Bruno Santino</strong> le ultime vittime di quella che ormai sta diventando una vera e propria strage sul lavoro. In condizioni gravissime restano altri tre operai: Rocco Marzo ricoverato alle Molinette di Torino, Giuseppe de Masi al Maria Vittoria, e Rosario Rodinò a Genova.</p>
<p><strong>EF</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Orribile]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/2007/12/07/orribile/</link>
<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 09:04:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
<guid>http://massim.wordpress.com/2007/12/07/orribile/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;La morte degli ultimi non è mai diversa. Alla ThyssenKrupp, l’acciaieria di corso Regina M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h5><font color="#999999">"La morte degli ultimi non è mai diversa. Alla ThyssenKrupp, l’acciaieria di corso Regina Margherita a Torino, era solo un fuoco che brucia senza speranza.<em> «Erano torce umane che ci chiedevano aiuto, erano corpi che si dibattevano negli 800 gradi delle fiamme, uomini che si rotolavano per terra, che ci guardavano negli occhi e urlavano sto morendo, salvami, ti prego. C’erano cinque estintori, ma quattro non funzionavano». "</em></font></h5>
<h5>...<a target="_blank" href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71167"><font color="#ff9900">una di quelle cose </font></a>di cui non si sopporta neanche il pensiero.</h5>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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