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	<title>incomunicabilita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/incomunicabilita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "incomunicabilita"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 22:02:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Un film: Me and You and Everyone We Know (2005)]]></title>
<link>http://unpodimondo.wordpress.com/?p=113</link>
<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 20:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpodimondo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Alcuni giorni fa, dopo una giornata afosa e stancante mi sono buttato sul divano, ho acceso il cond]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/c/c7/Meandyouandeveryone.jpg" alt="" width="305" height="453" /></p>
<p>Alcuni giorni fa, dopo una giornata afosa e stancante mi sono buttato sul divano, ho acceso il condizionatore e ho trovato questo film su Iris che stava iniziando. Non avevo la benché minima idea di che tipo di film fosse ma piano piano mi sono appassionato e incuriosito e sono rimasto fino ai titoli di coda per vedere come andasse a finire.  Il film tratta il tema dei rapporti fra le persone, dell'incomunicabilità e della paura di affrontare le relazioni interpersonali raccontando la storia di un'artista che sbarca il lunario facendo l'autista per anziani, di un commesso di un negozio di scarpe e di una serie di personaggi che abitano nello stesso quartiere e ruotano attorno ai due protagonisti (ex mogli, figli piccoli e adolescenti, vicini di casa, datori di lavoro etc...).</p>
<p>Il pregio del film sta nel contrasto tra la drammaticità e la crudezza  dei temi affrontati e il modo tenero e lieve con cui sono raccontati. Si parla di incomunicabilità, di paura di affrontare la crescita e le persone che incrociamo nella vita ma lo si fa in un mondo dalle tinte pastello, tra i sorrisi e in un quartiere pieno di luce che sembra uscito dalla pubblicità... E' questo che rende il film particolarmente strano, bizzarro e surreale... io l'ho trovato gradevole ma capisco comunque che ad altri blogger non sia piaciuto per niente.</p>
<p>p.s. Dopo ricerche fatte su internet ho scoperto che si tratta di un film indipendente  che nel 2005 ha vinto diversi premi nei seguenti festival: Cannes, Il Sundance film festival, Los Angeles film festival, Newport Film Festival, Philadelphia film festival e San Francisco Film Festival. <a href="http://mirandajuly.com/" target="_blank">Miranda July</a> è l'artefice quasi totale del film e in effetti è allo stesso tempo la protagonista, la regista, la sceneggiatrice ed è un'artista simile alla protagonista della storia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I want Ludwig to explain colours]]></title>
<link>http://inattesa.wordpress.com/?p=117</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 09:19:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>ribauda</dc:creator>
<guid>http://inattesa.wordpress.com/?p=117</guid>
<description><![CDATA[

DICCELO TU, Ludwig:
 Descrivi l’aroma del caffè! – Perché non si riesce? Ci mancano le parol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><a href="http://inattesa.files.wordpress.com/2008/05/wittgenstein-ludwig1.jpg"><img class="size-full wp-image-119" src="http://inattesa.wordpress.com/files/2008/05/wittgenstein-ludwig1.jpg" alt="" width="400" height="170" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:16pt;">DICCELO TU, Ludwig:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-27pt;text-align:justify;margin:0 22.9pt 0.0001pt 27pt;"><span style="font-size:16pt;"> Descrivi l’aroma del caffè! – Perché non si riesce? Ci mancano le parole? E <em>per che cosa</em> ci mancano? – Ma da dove viene l’idea che una descrizione siffatta possa essere possibile?</span><span style="font-size:16pt;"> Non hai mai sentito la mancanza di una descrizione del genere? Hai cercato di descrivere l’aroma del caffè senza riuscirci?</span><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:-27pt;text-align:justify;margin:0 22.9pt 0.0001pt 27pt;"><span style="font-size:16pt;"><span> </span>(Vorrei dire: “Queste note dicono qualcosa di grandioso, ma non so che cosa”. […] Un grave cenno del capo. James: “Ci mancano le parole”).¹</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Da giorni, ormai, tafferugli di considerevole gravità minacciano la quiete di casa mia. Attori: me (l’unica fessacchiotta della famiglia che al momento abbia tempo da perdere “per il bene comune”) e l’imbianchino, il quale, onde evitare altre inutili tensioni e nel rispetto della sua privacy, verrà identificato con lo pseudonimo di <em>Mimmuzzo</em>, che mi pare un nome che “fa molto artigiano”. In nero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Andiamo al dunque. Il problema che sta per deteriorare il rapporto tra me e il Mimmuzzo è di natura cognitiva: non si riesce a comprendersi riguardo la sfumatura di colore con cui tinteggiare la terrazza. Si dirà: utilizzate campioni! Ma Mimmuzzo è un pittore duro&#38;puro, lui i colori ce li ha già tutti schedati e numerati in testa. Peccato che la sua nomenclatura non corrisponda con la mia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">Io dico: “Fammi un bel giallo, ma non troppo intenso” e mi ritrovo con la parete beige foglia morente. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“No Mimmo, non ho detto beige, ma giallo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"><span> </span>“Ah, questo ti pare beige? Ma è giallo paglierino! Come fai a dire che beige?!”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“Allora, Mimmù, diciamo che è giallo paglierino ma che non fa per me. Aggiungigli un po’ di giallo…come dire…giallo giallo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“Mmm…”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">E, come per magia…la parete si tinse di giallo canarino. Appollaiato su un limone di Sicilia. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“Oh Mì, bello questo colore, però sai, d’estate col sole…forse risulta troppo acceso, abbagliante, direi…”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“E te lo avevo detto io! Meglio il paglierino”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">“Grrrr! Senti Mimmuzzo, facciamo così: ora io, con calma, ti spiego quale colore ho in mente per queste cazzo di pareti di questo cazzo di terrazzino: GIALLO, ci sei? Bene, immagina il giallo standard, quello che subito si accende nella tua testolina appena senti la parola “GIALLO”. Ora, immagina di togliere la parte gialla-gialla e di sostituirla con un pò di arancione, ma poco poco, tanto per scaldare questo giallo standard. Mi segui?Quindi, abbiamo un giallo melone, che è ancora troppo luminoso, così se mettiamo un po’ di nero per incupire dovrebbe risultare un ocra standard che andiamo a sdrammatizzare con del bianco così da ottenere uno strepitoso giallo da parete! Tutto chiaro?”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">La parete adesso è color ginestra anemica. Originale, direi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:16pt;">¹ L. Wittgenstein, <em>Ricerche filosofiche</em>, § 610.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:16pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><strong><span style="font-size:16pt;"> </span></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[She was a beautiful boy]]></title>
<link>http://deadverse.wordpress.com/?p=383</link>
<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 19:50:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>bebo</dc:creator>
<guid>http://deadverse.wordpress.com/?p=383</guid>
<description><![CDATA[Articolo ricercato, con incursione in camuffamento, con descrizioni accurate, con opinioni dei prese]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_26/rave_como_6515f7b0-139f-11dd-a656-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Articolo</a> ricercato, con incursione in camuffamento, con descrizioni accurate, con opinioni dei presenti, con citazioni di manifesti, con chiusura drammatica.</p>
<p><img style="vertical-align:top;" src="http://deadverse.files.wordpress.com/2008/04/old-boy.jpg" alt="" width="350" height="263" /><br />
L'effetto "guardo i pesci nell'acquario" rimane e forse è sempre più forte. Il gironalismo italiano non sa spiegare in nessuna maniera possibile i giovani, di qualunque estrazione siano. Nemmeno quelli di CL figuriamoci i raver, gli emo o i dark (qualche giorno fa altro memorabile articolo in tal proposito). La distanza siderale e l'incapacità di gettare un ponte in tal proposito si ferma laddove inizia Moccia, dove suonano Allevi o i Tokio Hotel, dove si accalcano ragazzine per provini televisivi, per Corona e Studio Aperto. Dietro si continua a fare la parte dei pesci, puoi insistere a battere sul vetro ma finchè non ti butti è inutile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quando le parole non possono]]></title>
<link>http://lupusinfabulablog.wordpress.com/?p=24</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 09:08:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ennebì</dc:creator>
<guid>http://lupusinfabulablog.wordpress.com/?p=24</guid>
<description><![CDATA[
Sono sempre stata una cultrice della parola. Le mie più grandi battaglie le ho combattute con le p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="alignnone" src="http://www.dlf.it/MART/Marinetti.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sono sempre stata una cultrice della <strong>parola</strong>. Le mie più grandi battaglie le ho combattute con le <strong>parole</strong>, ma a volte...<br />
A volte ci sono ricordi, emozioni che non c'è modo di esprimere a <strong>parole</strong>. C'è come un velo di pudore che scende sulla <strong>parola</strong> rendendola sterile e inefficace. Così dentro l'anima senti un vissuto che non puoi condividere, spiegare, perché non c'è <strong>parola</strong> che sia capace di esserne rivelatrice. Mi capita in questi casi di cercare nei colori un mezzo per liberarmi, e fra i colori alterno <strong>parole</strong> confuse, in libertà, mentre ascolto le note di qualche brano che mi aiuta a sintonizzarmi con i miei sentimenti più profondi. Tuttavia, il nodo dell'emozione rimane chiuso dentro di me e non c'è modo per venirne fuori. Capisci allora, che oltre le <strong>parole</strong> c'è un linguaggio incomunicabile che puoi solo accettare di custodire gelosamente, senza mai poter condividere.  </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Incomunicabilità]]></title>
<link>http://l00plif3.wordpress.com/2007/11/11/incomunicabilita/</link>
<pubDate>Sun, 11 Nov 2007 01:03:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>l00plif3</dc:creator>
<guid>http://l00plif3.wordpress.com/2007/11/11/incomunicabilita/</guid>
<description><![CDATA[A:: scusi sa l&#8217;ora?
B:: quasi le 8 e 30
A:: azz.. devo scappare, non riesco a perdermi neanche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p ALIGN="justify">A:: scusi sa l'ora?<br />
B:: quasi le 8 e 30<br />
A:: azz.. devo scappare, non riesco a perdermi neanche un telegiornale. poi sa.. in questo periodo così concitato.. benchè io creda che il fatto di farci stare sempre in uno stato di allerta faccia parte di una più ampia ed organizzata strategia del terrore messa in atto dagli stessi organi di potere e di informazione per asservirci totalmente alla loro volontà.. "10 milioni di bambini al giorno muoiono di fame.." e poi ti sparano l'intervallo pubblicitario fatto di merendine, olio di riso per non ingrassare.. paradossale, non crede??<br />
B:: ..<br />
A:: lei non segue le notizie? non si sente un po' parte di questo mondo sempre più pazzo, esasperato, eccessivo?<br />
B:: quasi le 8 e 30<br />
A:: .. già.. guardi.. io arrivo a dirle che a volte preferirei non sapere niente, preferirei tornare indietro di almeno cento anni.. tornare ad una dimensione più umana, in cui le notizie veramente rilevanti siano quelle di una comunità a misura d'uomo. lei trova che sia giusto, non so.. che la classica casalinga di voghera (eh eh) debba preoccuparsi per il consenso popolare di bush, o dello sciogliemento dei ghiacci, o dello sfrenato consumismo delle samoa.. insomma, per lei non cambia molto.. ma se ad ascoltare tutte queste fregnacce ci fosse una persona molto sensibile.. sensi di colpa, frustrazioni, cosa avrei potuto fare per evitarlo, se potessi avere osama bin laden fra le mani solo 10 minuti.. e così via.. poi il collega ti fotte la moglie e tu non te ne accorgi, o se te ne accorgi pensi che sia un problema subordinato alla felicità del mondo.. insomma, non è così che dovrebbe andare.. non crede?<br />
B:: quasi le 8 e 30<br />
A:: ma se sono passati almeno 10 minuti!! e poi basta.. ma mi prende per il culo? io le apro il mio cuore, le mostro tutta la mia fragilità.. e lei non sa dire altro che "quasi le 8 e 30"??<br />
B:: no, quello e questa frase, dico per tre volte "quasi le 8 e 30", poi uso questa per spiegare che non capisco un cazzo di quello che lei dice, ma sono pienamente d'accordo con lei e che sì, sua moglie è effettivamente una troia..<br />
A:: mi prende per il culo?! vuole che ci picchiamo?<br />
B:: quasi le 8 e 30<br />
A:: ci vediamo domani qua alle 8 e 25..</p>
]]></content:encoded>
</item>

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