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	<title>infami &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/infami/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "infami"</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 22:55:33 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[VERGOGNA: siamo tutt@ Graziella!]]></title>
<link>http://baruda.wordpress.com/?p=176</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 11:35:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>baruda</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
In relazione ai comunicati di Arcigay Arcilesbica e del Comitato Bologna Pride
Facciamo Breccia e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p><a href="http://www.arcigay.it/comunicati-bolognapride-facciamobreccia" target="_blank">In relazione ai comunicati di Arcigay Arcilesbica e del Comitato Bologna Pride</a></p>
<p class="MsoBodyText2"><em>Facciamo Breccia esprime la propria indignazione su quanto accaduto sabato scorso a Bologna e  rigetta le insinuazioni calunniose contenute nel comunicato di Mancuso e Polo e in quello del Comitato Pride Bologna. Solidarietà a Graziella Bertozzo</em></p>
<p class="MsoBodyText2">L'espressione del dissenso è una normale pratica nella dinamica politica che non c'entra niente con la violenza. L'uso della polizia per la gestione del dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa scivolare verso lo stato di polizia.</p>
<p class="MsoNormal"><span>La presenza, non prevista, di alcuni/e attivisti/e di Facciamo Breccia "intrufolatisi" sul palco del pride per aprire uno striscione che, ricordiamo, recitava "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" - </span><span>per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, sede poi "restituita" nel 2001 alla Curia – intendeva con ogni evidenza esprimere dissenso politico utilizzando pratiche di movimento e pacifiche. Lo stesso dissenso che Facciamo Breccia aveva cercato di esprimere nei mesi scorsi avendo difficoltà a riconoscersi in un pride, a nostro avviso, troppo blando e "neutrale", tutto giocato sulla trasversalità politica, senza un chiaro posizionamento antifascista (nonostante l'importante adesione dell'ANPI), arrivando a proporre come uno dei pupazzi che campeggiavano su manifesti e cartoline la stilizzazione di un gay neofascista partecipante al pride.</span></p>
<p class="MsoBodyText">Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28 giugno esprimendo però, in un documento intitolato "Adesione al Bologna Pride", tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L'adesione critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai spiegato ufficialmente il rifiuto. Inoltre il Comitato Bologna Pride ha scelto di non permettere di intervenire sul palco alle realtà che non avevano formalmente aderito, scelta legittima ma non includente anche a fronte di altri eventi quali il Biella Pride dove il Coordinamento organizzatore ha dato la parola a tutte le soggettività lgbt che lo richiedessero, al di là della posizione di queste sulla piattaforma o sull'adesione. Ugualmente Facciamo Breccia ha partecipato al Bologna Pride, organizzando uno spezzone collegato allo spezzone lesbico e femminista e portando in piazza molte persone, contribuendo così alla riuscita della manifestazione. Durante il corteo abbiamo organizzato un'azione di comunicazione politica che avrebbe dovuto avere il suo epilogo nell'apertura dello striscione sul palco come espressione pacifica di dissenso: avevamo aperto lo stesso striscione davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt.</p>
<p class="MsoBodyText">Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l'azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte in centinaia.</p>
<p class="MsoNormal"><span>Ma la conclusione del pride per noi è stata inverosimile: l'area del palco (backstage lo chiama il Direttivo Comitato Bologna Pride), cioè l'area interna del palco, delimitata da transenne, era "protetta" da volontari/e insieme a poliziotti, alcuni in divisa, altri (avremmo scoperto in seguito) in borghese, presenza che, se non è stata richiesta dal Comitato Bologna Pride, è stata da questo per lo meno avallata.<span>  </span>Questo in una manifestazione politica non si era mai visto movimenti: la sicurezza interna gestita dalla polizia di stato. E questa è stata la prima causa di quello che Aurelio Mancuso sul palco (evidentemente senza crederci) definiva il terribile "malinteso" che ha fatto fermare e ammanettare Graziella Bertozzo, leader storica del nostro movimento certo (lo rivendichiamo a lettere chiarissime) e riconosciuta come tale da tutte/i (o quasi), ma che non ha assolutamente usato la sua storia per presentarsi nell'area palco: Graziella stava partecipando ad un'azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che voleva esprimere il dissenso di cui sopra. Le altre e gli altri "si sono intrufolati/e" tranquillamente mentre Graziella (che non aveva certo chiesto niente a Porpora Marcasciano visto che in quel momento teneva il suo intervento e con la quale in precedenza aveva parlato – essendo compagne di percorso - ma certo non le aveva chiesto il permesso per salire su un palco di cui Porpora non aveva la gestione). Rimane da capire la ragione per la quale solo la persona più rappresentativa di Facciamo Breccia sia stata fermata all'ingresso del palco, mentre le altre venivano lasciate passare. Inoltre Facciamo Breccia non attacca nessuna volontaria ma condanna fortemente il <span>ruolo della polizia sul palco ed il fatto che sia stata chiamata per risolvere un dissidio politico, rifiutando ripetutamente, anche di fronte a esplicita richiesta di attivisti/e di Facciamo Breccia, di evitare il fermo di polizia. Chi ha scelto questa modalità? Chi non ha colto l'occasione offerta da</span> Facciamo Breccia con il comunicato reso pubblico in data 29 giugno di agire tutte/i per evitare di fare di Graziella un capro espiatorio di un conflitto tutto politico, e sta invece cercando di farla finire strumentalmente in tribunale invece di riportare il dibattito sul piano<span>  </span>politico? Il Comitato Bologna Pride, che ha già finito il suo "processo" ascoltando "alcuni diretti interessati, testimoni oculari del fatto". Non certo "la condannata" Graziella Bertozzo… A questo punto la responsabilità è chiara e dichiarata. E' questa riteniamo che sia il risvolto più vergognoso della vicenda: l'attacco ad una persona, una lesbica, un'attivista in carne ed ossa, cercando di screditarla, diffondendo calunnie, usando contro di lei tutte le armi che la repressione ha sempre usato contro le lesbiche e le donne in generale: l'accusa di isterica violenta. E così è stata consegnata una componente del nostro movimento alla polizia, una lesbica dichiarata in mani a poliziotti che non hanno certo tardato, com'era presumibile, a cercare di piegarla psicologicamente e fisicamente. A Graziella oltretutto è stata tesa una trappola: un uomo in borghese che mai si è qualificato l'ha aggredita, lei ha cercato con le sue forze di non farsi prendere, non sapendo che fosse un pubblico ufficiale, come qualunque donna nelle mani di un uomo che l'aggredisce avrebbe fatto. Quindi non esiste nessuna resistenza a pubblico ufficiale né tanto meno esistono le lesioni visto che il sedicente lesionato è stato visto da decine di testimoni pronti/e a testimoniare sul palco e fuori prendere di peso Graziella e camminare tranquillamente prima e dopo il fermo. Le altre e gli altri di Facciamo Breccia hanno dovuto insistere accoratamente perché il terribile fatto fosse annunciato sul palco e per sapere dove era stata portata, davanti a esponenti del Comitato Bologna Pride e di Arcigay che continuavano a rispondere che se l'avevano fermata (quando loro stessi avevano chiesto il fermo additandola come pericolosa) sicuramente aveva fatto qualcosa di male, con la stessa logica che porta molti a dire che se una donna è stata violentata qualcosa avrà fatto, se lo sarà meritato, se lo sarà cercato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Facciamo notare che tra le firme del Comitato Bologna Pride manca quella di una delle tre portavoci, Marcella Di Folco, che non ha sottoscritto il documento, oltre, ovviamente, a quelle di tutte le realtà aderenti al Comitato stesso che non fanno parte del Direttivo.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Non abbiamo, invece, niente da aggiungere riguardo al comunicato di <strong><span>Aurelio Mancuso, Presidente nazionale Arcigay e di Francesca Polo, Presidente nazionale Arcilesbica visto che si tratta solo di un lungo elenco di falsità e diffamazioni, caso mai da dirimere a mezzo querela visto che questo sembra essere il piano scelto dalle due associazioni nazionali. Facciamo Breccia viene screditata perché ha da sempre avuto il coraggio di rendere nota la lotta verso quelle nicchie di privilegio di cui certe associazioni si nutrono e sopravvivono. Accusare Facciamo Breccia di violenza, maschilismo e slealtà  è solo una ridicola baggianata (dimostrata tra l'altro dagli ottimi rapporti istaurati con gli organizzatori e le organizzatrici di tutti gli altri pride), che dovrebbe solo far arrossire chi lo scrive. Semmai ci appelliamo a tutte le socie ed i soci di Arcigay e Arcilesbica  e i loro circoli perché si dissocino da tali infamie. Speriamo invece che queste associazioni dimostrino altrettanta violenza alla prossima aggressione omofoba e fascista di quanta ne hanno dimostrata nel loro comunicato contro Facciamo Breccia, dato che siamo sicure/i che la tradizionale piagnulocosità che dimostrano in tali occasioni non sia utile.</span></strong></span></p>
<p class="MsoBodyText">Noi siamo tutte/i con Graziella insieme a centinaia di donne, uomini, lesbiche, gay, trans, femministe, attivisti/e e soggettività politiche, oltre che a decine di testimoni oculari come dimostrano le molte mail di solidarietà arrivate a Graziella, e consultabili sul sito <a href="http://www.facciamobreccia.org/"><span>www.facciamobreccia.org</span></a></p>
<p class="MsoBodyText">Noi abbiamo scelto la politica, le pratiche di movimento e di non abbassarci mai all'uso del paradigma<span> </span>securitario né tanto meno alla rinuncia della politica e dell'azione in nome dello stato di polizia.</p>
<p class="MsoBodyText">Coordinamento Facciamo Breccia.</p>
<p class="MsoBodyText"><a href="http://baruda.files.wordpress.com/2008/07/dsc_0149.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-177" src="http://baruda.wordpress.com/files/2008/07/dsc_0149.jpg" alt="" width="509" height="341" /></a></p>
<pre>Foto di Valentina Perniciaro
LAYCA FROCESSIONE.
SAN LORENZO, febbraio 2008</pre>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[127 milioni di euro annui a Rete 4 "Cari Bamboccio-Cloni"]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2008/05/23/127-milioni-di-euro-annui-a-rete-4/</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:51:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
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<description><![CDATA[127 milioni di euro annui - E manteniamo anche l&#8217;ex moglie dell&#8217;abusivo
Il Presidente de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>127 milioni di euro annui - E manteniamo anche l'ex moglie dell'abusivo</strong></span></h2>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin-left:3px;margin-right:3px;float:left;" src="http://img299.imageshack.us/img299/5102/indiceberlusconimc8.jpg" alt="Emilio Fede Abusivo Costosissimo - 127 Milioni l'anno + Mantenimento ex-mogli e puttane al seguto" width="450" height="250" />Il Presidente del Consiglio si fa una legge a suo uso e consumo. Questa volta il governo ha presentato una proposta criminogena per <strong>salvare Rete4</strong>. Ancora una volta saranno gli italiani a pagare per <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E’ stato infatti presentato un emendamento per aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a <strong>Europa7</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Piuttosto che dare<strong> immediata esecutività </strong>a quella sentenza, come sarebbe avvenuto in qualsiasi Paese democratico, il nostro Governo risponde con un emendamento per aggirarla. Quella gara fu vinta da Europa7 a cui non è stato mai permesso di trasmettere <strong>fin dal 1999</strong>. Oggi Rete4, se dovesse passare questo emendamento, continuerebbe a farlo, in barba a qualsiasi <strong>rispetto delle leggi e delle sentenze</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Berlusconi è un uomo di cui non ci si può fidare e che antepone gli interessi delle sue aziende a quelli della collettività che dovrà pagare <strong>350 mila euro al giorno</strong> con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per vedere <strong>Emilio Fede </strong>(127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Ancora una volta Berlusconi si dimostra un furbo, anzi un furbastro. Inserisce all’interno di provvedimenti doverosi, <strong>emendamenti </strong>che servono a lui, sicché il provvedimento si deve approvare per forza in quanto ci sono dei doveri verso l’Unione Europea però lo si approva anche a uso e consumo proprio.</span></p>
<p style="text-align:justify;">La <strong>Corte di giustizia europea</strong> dice allo stato italiano "la devi smettere di rinviare, di utilizzare una legislazione transitoria per una questione che deve essere risolta una volta per tutte" e cioè appunto il rispetto della legge e la pluralità dell’informazione e il fatto che anche <strong>Rete 4 </strong>debba andare sul satellite perché quella sua frequenza a suo tempo fu vinta dall’<strong>Europa7</strong>. Lo dice l’Unione Europea e lui fa, inserisce un emendamento all’ultimo secondo <strong>senza </strong>poterne discutere, <strong>senza </strong>farlo sapere all’opinione pubblica, con <strong>un blitz degno della dittatura dolce </strong>che io dico sempre. Un emendamento che serve appunto a dire "ancora una volta in via transitoria volgono le frequenze cosi come a suo tempo assegnate”.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" style="margin-left:3px;margin-right:3px;float:right;" src="http://img397.imageshack.us/img397/3276/berluschinoig6.jpg" alt="Buffoncello Ammaliante" width="320" height="310" />E' esattamente il provvedimento che fece <strong>Craxi </strong>negli anni ‘90 quando a suo tempo fu deciso di obbligare Berlusconi di restituire la frequenza a chi ne aveva diritto. A quell’epoca lo fece Craxi con un decreto legge clandestino, urgente che doveva servire per pochi mesi, sono passati ormai 15 anni, quasi 20 e siamo al punto di prima con un emendamento che ancora una volta rinvia sine die questa approvazione, questa decisione.</p>
<p style="text-align:justify;">È un modo politicamente scorretto ai <strong>limiti della illegalità istituzionale</strong>, sicuramente che ci porta in Europa ad essere derisi e irrisi perché ancora una volta dimostriamo che le leggi, le istituzioni, il parlamento, il governo vengono usati per fini personali.</p>
<p style="text-align:justify;">Noi dell’Italia dei Valori da dentro il Parlamento e fuori dal Parlamento all’insegna dell’impegno che ci siamo presi con gli elettori: <strong>vera opposizione, unica opposizione</strong>, faremmo sentire la nostra voce in ogni momento perché noi abbiamo memoria, non vogliamo perdere la memoria, e come abbiamo detto all’inizio della legislatura, sappiamo la storia e conosciamo la storia personale e imprenditoriale, politica e giudiziaria del Presidente del Consiglio e certamente <span style="color:#ff0000;"><strong>a noi non ci raggirerà</strong></span>.</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>Ripreso da: <a title="Emilio Fede - Abusivo di lusso a spese altrui...." href="http://www.antoniodipietro.com/2008/05/diretta_camera.html" target="_blank">www.antoniodipietro.com</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Santoro, per Annozero gli elettori sono stupidi]]></title>
<link>http://marcobg.wordpress.com/?p=1091</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 11:08:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco Moretti</dc:creator>
<guid>http://marcobg.wordpress.com/?p=1091</guid>
<description><![CDATA[Milano - È iniziata con un Michele Santoro dai toni quasi ecumenici. Poi ha imboccato la solita via]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Milano - È iniziata con un Michele Santoro dai toni quasi ecumenici. Poi ha imboccato la solita via, quella dell’insulto. Ed è finita con una presa di distanze da parte della stessa redazione. È giovedì scorso e la puntata di Annozero parte con una sintesi ineccepibile di Santoro: «Oggi c’è una mezza Italia, un po’ minoritaria, stordita e attonita; e un’altra metà, ben più abbondante, che invece gioisce ed esulta: è tornato Berlusconi». Si è addirittura spinto, il conduttore, a rivolgere mellifluo i suoi «auguri più sinceri al governo che si sta costituendo». E si è concesso un momento accorato, da mozione degli affetti, con le reazioni a caldo, all’arrivo dei numeri della valanga azzurro-verde, registrate in una sede toscana del Pd; con anziane compagne quasi in lacrime e una foto di Berlinguer in lenta dissolvenza. Ma una volta avviato il dibattito, qualcosa è andato storto. Qualcosa è sfuggito di bocca, più che di mano, al «bravo conduttore»: una parolina. Perché riferendosi ai toni violenti usati [TESTO]contro Silvio Berlusconi <!--more-->[/TESTO][TESTO]in campagna elettorale [/TESTO]dal solo Antonio Di Pietro - «malfattore e corruttore di giudici», letterale! - ha posto all’ex pm, presente in studio, la domanda: «Gli italiani sono stupidi, oppure votando come hanno votato dimostrano di non condividere il suo modo di vedere le cose?». Ma il leader dell’Italia dei Valori, gongolante e visibilmente ingrassato dai suffragi, seppure fedele al suo personalissimo italiano, si è precipitato a precisare che no, «noi rispettiamo il risultato perché sono gli italiani che lo hanno eletto». Miccia spenta sul nascere? No, il danno ormai era fatto. Quella parolina - «stupidi» - riferita agli elettori del centrodestra e buttata lì con apparente noncuranza, si è fatta non solo concetto, ma convitata di pietra. E dopo aver superato indenne le solite ovvietà bofonchiate dal professor Giovanni Sartori sul Berlusconi controllore indiscusso di tutti i media - e solo per questo vittorioso - nonché le immutate pulsioni per sbarre e manette di Marco Travaglio, alla fine è riemersa in bocca ad altri. Per prima, ma ovviamente con opposte motivazioni, quella del nostro Filippo Facci. Che infatti si è chiesto, e ha chiesto, perché in Italia ci sia chi - un nome su tutti, Eugenio Scalfari - «non vuole accettare il fatto che se a questo Paese piace Berlusconi ciò non significa necessariamente che sia un Paese di stupidi». Poi, pur se sotto diverse ma analoghe spoglie, del concetto dell’elettore berlusconiano come minus habens si è impadronito l’onnipresente architetto Massimiliano Fuksas, sempre più una via di mezzo tra un busto mussoliniano e un commissario Montalbano un po’ imbolsito. «Non penso che gli italiani siano stupidi», ha premesso bontà sua. «Ma non sono come i tedeschi o i francesi», ha poi aggiunto con evidente disgusto per i connazionali. Motivandolo con banalità da ombrellone. Del tipo: «lo si capisce dal traffico, dalla violenza individuale e verbale, dal gesticolare». Poi, dopo aver dato dei «mentecatti» ai leghisti, ricordandosi della funerea tenuta nera da esistenzialista, l’ha buttata in cultura. «Bruttissima parola, in questo periodo - si è rammaricato - perché se un popolo non si meraviglia che un leader (Berlusconi, ovviamente, ndr) citi in un discorso “Romolo e Remolo”...». Insomma, italiani ignoranti, se non stupidi. Valutazione suonata però fuori luogo, soprattutto se fatta da uno che di lì a poco, parlando dei giovani, dirà che «non sanno bene quello che fare». Ci spieghi, architetto: quel suo «quello», da dove salta fuori? A fine trasmissione, sui titoli di coda, è stato Vauro a rinfrescare - aggravandolo - il giudizio sugli elettori di centrodestra. «Nel dibattito se siano cretini oppure no - ha scandito il vignettista - io sto dalla parte di chi dice: “sono cretini”». Quantomeno chiaro. Chiarezza che ha provocato però una coda polemica all’interno della stessa redazione di Santoro, vistasi costretta a precisare ieri sera in una nota che «gli elettori non sono cretini: in democrazia ogni scelta è legittima e il voto va sempre rispettato. Questa è la linea di Annozero». Ed è anche un’ovvietà.</p>
<p style="text-align:justify;">Via <a href="http://www.ilgiornale.it">ilgiornale.it</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La truffa della «Finta Class Action»]]></title>
<link>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/27/la-truffa-della-%c2%abfinta-class-action%c2%bb/</link>
<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 13:01:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Italiano Liberale</dc:creator>
<guid>http://gigionetworking.wordpress.com/2007/11/27/la-truffa-della-%c2%abfinta-class-action%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[La truffa della finta class action
Ing. Michele Trancossi - Università di Modena e         Reggio E]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;" align="center"><a href="http://img528.imageshack.us/img528/5764/classactionkgrandemz5.jpg" title="APRI IMMAGINE DIMENSIONI REALI" target="_blank"><img src="http://img523.imageshack.us/img523/5391/classactionkyd2.jpg" alt="Class-Action all'italiana" align="left" height="500" hspace="2" width="320" /></a><strong><span style="font-size:14pt;font-family:Verdana;font-weight:normal;">La truffa della finta class action<br />
</span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Ing. Michele Trancossi - Università di Modena e         Reggio Emilia                  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Finalmente una speranza di Class Action si apre anche in Italia.         Anzi, con l'emendamento Bordon rischia di chiudersi definitivamente in         Italia.<br />
Che cosa significa il termine Class Action: significa permettere ai         cittadini di poter avviare cause collettive nel caso di danni ricevuti         da prodotti industriali, da eventi ambientali e da truffe finaziarie.         Finalmente anche in Italia si apre lo spazio per i ricorsi collettivi,         con un unico processo per tutti i cittadini coinvolti.                   </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Cos’e’          la Class Action         – aspetti positivi</font></span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Potremo attivare una class action per chiedere il         risarcimento in caso di:</p>
<p></span><strong><font color="#ff0000"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">·</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                 </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">danni da         prodotti difettosi,<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">·</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                 </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">danni da fumo,<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">·</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                 </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">danni da         medicinali,<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">·</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                 </span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">danni da abuso         di posizione dominante,<br />
</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">·</span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                 </span></font><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#ff0000">truffe         finanziarie.</font>                   </span></strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">I consumatori potranno chiedere finalmente risarcimenti         alle grandi aziende. È la class action, terrore delle industrie         americane , che dalla fine degli anni Sessanta sborsano cifre milionarie         per pagare i danni a cittadini inferociti.                   </span></p>
<p align="center"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Storia della class         action</font></span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La prima multinazionale messa sotto accusa fu proprio          la <strong>General Motors</strong>         , simbolo dell’industria statunitense, denunciata per         l’inaffidabilità e l’insicurezza di un modello di auto che aveva         prodotto. Era il 1965.<br />
In Italia, il primo tentativo di inserire nel nostro ordinamento         l’azione risarcitoria collettiva, risale solo al 2001. Ma da allora le         associazioni di consumatori conducono una battaglia asprissima perché         anche da noi sia possibile far valere i diritti di chi compra e usa i         prodotti. Con la class action, il consumatore diventa parte civile, e         con lui l’intera collettività: la causa, quindi, non è più quella         del singolo contro un gigante, ma quella di una comunità contro         un’azienda. Chissà che ne penserebbero <strong>Parmalat</strong>,         <strong>Cirio</strong>, piuttosto che la banca popolare di Lodi, <strong>Nextra-Intesa</strong>,         <strong>Unicredit-Capitalia</strong> di quest’asso nella manica dei cittadini         consumatori.                   </span></p>
<p align="center"><img src="http://img110.imageshack.us/img110/3113/070915maialinosk5.jpg" alt="Tex-Willer Bordon" align="right" height="234" hspace="2" width="250" /><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">La class action         illiberale di Tex Willer</font></span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Questo anche se l’emendamento proposto da “Tex Willer”         <strong>Bordon</strong> e da <strong>Roberto Manzione</strong> e’ difficilmente applicabile e presenta numerosi         e pesanti limiti. Dopo una enunciazione di principi degenera in un         regolamento applicativo assolutamente limitativo dei diritti dei         cittadini.<br />
Si tratta di un modello fortemente limitativo e praticamente inutile,         cosa ben diversa da quella americana, che fa tremare le grandi holding,         le multinazionali, i cartelli e i poteri forti, grazie a un potere che         è realmente dato in mano al consumatore e al cittadino. Ogni cittadino         è legittimato a promuovere una class action, la cui regolarità deve         essere vagliata e approvata dall’autorità giudiziaria che nomina un         curatore. Non ci sono limitazioni riguardo alle tipologie di         risarcimenti che saranno oggetto della class action.                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">La proposta Bordon-Manzione, purtroppo approvata in         finanziaria, e’ altra cosa. La solita legge pasticcio all’italiana.         Rispetto al modello statunitense limita fortemente il campo d’azione e         il numero dei soggetti cui è data facoltà di intentare un’azione         risarcitoria collettiva (class action).<br />
I due eroici senatori, complici <strong>Dini</strong> e <strong>Mastella</strong>, hanno         imposto la collocazione giuridica nel Codice del Consumo. Questa         limitazione e’ fondamentale, in quanto permette la class action solo         nel campo degli illeciti contrattuali, per cui ogni altro illecito di         natura non contrattuale, che lede i diritti o arrechi dei danni a una         pluralità di soggetti, non potrà essere materia di una simile         procedura. Facciamo un esempio: se una centrale elettrica,         un’industria o un inceneritore inquinando provocano malattie diffuse         alla popolazione, tra cui silicosi e cancro, non potranno essere         perseguite mediante class action, ma solo mediante azioni individuali         che si sommeranno rallentando il corso della giustizia.                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Solo le associazioni dei consumatori che fanno parte del         Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), organo dello         Stato, che fa capo al Ministero delle Attività Produttive, formato da         16 associazioni consumeristiche generaliste, potranno promuovere la         class action. Si vede bene quindi che si assiste a una vera e propria         delegittimazione e discriminazione nei confronti di tutti gli altri         soggetti che potrebbero avere legittimo interesse a promuovere         un’azione risarcitoria, tanto che su questo procedimento parecchi sono         i dubbi riguardo la correttezza costituzionale.<br />
La class action di Bordon e Manzione poi si comporta come un Robin Hood         al contrario, infatti giunge ad un paradosso incredibile: la vittoria di         un’azione risarcitoria non comporterà automaticamente il risarcimento         delle parti danneggiate, ma richiede che ciascun cittadino, sulla base         della sentenza collettiva, possa decidere se aprire autonomamente delle         singole cause per ottenere il risarcimento. Ecco una nuova allucinante         lungaggine… nuove parcelle ad avvocati e nuove spese legali. Un aborto         giuridico di questo tipo e’ degno della repubblica delle banane.                   </span></p>
<p align="center"><a href="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" title="Sono una persona rispettabile."><img src="http://gigionetworking.wordpress.com/files/2007/03/24433730_dae5c47bfa_m.jpg" alt="Sono una persona rispettabile (Miga)" align="left" hspace="2" /></a><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Governo e opposizione         complici dell’ennesimo pateracchio</font></span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Il governo Mortadella, cioè il governo dei mille         compromessi e degli equilibrismi puri, ha compiuto l’ennesimo aborto         giuridico, complice anche l’opposizione, che ha votato contro o si         e’ astenuta, non per sostenere un modello di class-action veramente         liberale, ma per negarne anche il cenotafio, ovvero seppellendola         completamente.                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Troppo comodo per il signor <strong>Berlusconi</strong> dichiararsi a parole liberale, quando ogni sua azione va         in direzione contraria, come in questo caso in cui ha guidato         l’opposizione ad affossare con i denti anche questo primo, seppur         sterile tentativo. Come scrive nel suo blog <strong>Stefano         Pedica</strong>, deputato dell’Italia dei Valori, <em>“Il         Premier e il ministro Bersani, che ha anche presentato in proposito una         PdL, hanno chiaramente già deciso che la class action si farà         all’italiana, con buona pace delle procedure e del dibattito         parlamentare, ma soprattutto delle legittime aspettative dei cittadini.         Ora, devo denunciare, naturalmente, non solo il fatto di vederla         diversamente dal governo sull’introduzione della class action in         Italia, anche se in questo ritengo di stare dalla parte degli interessi         del cittadino, ma anche e soprattutto il modo col quale sull’intera         faccenda, e in misura ancora maggiore sul modello americano, è stato         imposto il più assoluto silenzio. Per cui il cittadino non dovrà         sapere, fino al fatto compiuto, che gli si sta tentando di rifilare una         legge che sarà da lui scarsamente utilizzata, preferita, per ossequio         ai poteri forti, ad altre proposte che realmente possono far valere         diritti finora ignorati, e mi riferisco per esempio ai comitati delle         vittime di disastri o attentati, ai risarcimenti per le vittime di         contenziosi con la pubblica amministrazione o con gli enti locali, alle         vittime di vere e proprie truffe finanziarie come i tango bond, Cirio o         Parmalat, alle vittime di reati contro l’ambiente, alle vittime di         violazioni contrattuali da parte di colossi della finanza e del         mercato.”</em>                  </span></p>
<p align="center"><img src="http://img261.imageshack.us/img261/9028/confindustriaic4.jpg" alt="Partito Confindustria" align="right" height="224" hspace="2" width="200" /><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Il commento di         Confindustria         </font>         </span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">         </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">L’organo di stampa di Confindustria, il sole 24 ore si         scaglia con violenza inaudita con questo provvedimento. Sembra         l’ennesima operazione concordata tra i membri della casta,         l’ennesima dichiarazione formale di fronte ad un testo inutile e         dannoso:                   </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">“<em>Il testo approvato         dal Senato sulla class action è un atto grave di ostilità all'impresa         e sarà un disincentivo nell'attrazione di capitali stranieri</em>. «<em>È un provvedimento rozzo</em> - dice un comunicato di Confindustria <em>-         che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi. E i         benefici per i consumatori saranno sostanzialmente risibili</em>». Un         testo definito «rudimentale», che metterà le imprese nelle condizioni         di subire ricatti di ogni tipo, che presenta chiari profili di         incostituzionalità, perché legittima associazioni ad agire per conto         di singoli senza averne il diritto.          La Costituzione         prevede infatti la sola titolarità del singolo ad agire se danneggiato.         «<em>Si consente la possibilità di         agire come soggetto collettivo ad associazioni da individuare </em>-         scrive Confindustria - <em>senza         stabilire alcun parametro in termini di rappresentatività. E         contrariamente agli ordinamenti di altri paesi non si definisce la         platea nei cui confronti l'eventuale provvedimento del giudice produrrà         effetti</em>». Azioni che, anche se basate sul nulla, potrebbero         portare, in caso di società quotate, a turbative di mercato con         conseguenze pesanti a danno dei risparmiatori e dei piccoli azionisti.         Un «capolavoro negativo», dunque, che renderà ancora più complicata         e difficile la vita a migliaia di piccole, medie e grandi imprese. «<em>È         grave</em> - chiude il comunicato - <em>che         la maggioranza di governo abbia anteposto logiche di puro equilibrio         parlamentare alle ragioni del mondo produttivo accogliendo una proposta         improvvisata ed estemporanea che nulla c'entra con la legge finanziaria.         Con una fretta sospetta, evitando qualsiasi dibattito e qualsiasi         confronto, si è voluto approvare un provvedimento che rappresenta una         pesante minaccia per gli unici soggetti che possono assicurare la         crescita economica</em>».                   </span></p>
<p align="center"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>La casta unita per affossare definitivamente una         possibilità per i cittadini</strong></font></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">         Gli oligarchi riuniti, adesso faranno finta di scontrarsi, di discutere         sulla costituzionalità o meno della class-action. Cercheranno di farci         credere che si tratti di un provvedimento vero, che tuteli veramente         qualcuno, ma oscureranno tutti i limiti, che di fatto ne impediscono         l’esercizio.<br />
Siamo in Italia, basta parlare di una cosa, basta appropriarsi di un         nome, per fare credere al popolo meno educato alla democrazia governante         del mondo di avere fatto qualcosa. Il tam-tam dei giornali di regime farà         il resto: cioè riuscirà a far credere alla casalinga di Voghera che         potrà essere risarcita se il robot da cucina funziona male… Ma non         spiegherà che per ottenere anche un solo euro occorreranno vent’anni         e tante spese legali. </span></p>
<p align="center"><img src="http://img522.imageshack.us/img522/8639/movimentoconlu9.gif" alt="Truffatori" align="left" height="92" hspace="2" width="110" /><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Finalmente sappiamo         quali sono<br />
le associazioni consumatori legate alla CASTA         </font>         </span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">         </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Per fortuna ora, dopo le dichiarazioni delle diverse         associazioni consumatori, i cittadini avranno il modo di scegliere a chi         rivolgersi per l’assistenza legale.<br />
Per la maggior parte delle associazioni dei consumatori si tratta di una         "vittoria dei cittadini". Uniche voce fuori dal coro sono         quelle dell'Aduc e del Codacons secondo le quali, invece, la norma         approvata produrrà "effetti contrari a quelli sperati".                   </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">"<em>Siamo molto         soddisfatti del voto al Senato a favore della class action</em> -         commenta il Presidente dell'Adoc <strong>Carlo         Pileri</strong> - <em>dopo anni di         battaglie finalmente il consumatore italiano potrà avere a sua         disposizione un ulteriore e fondamentale strumento di tutela per far         valere i suoi diritti e per ottenere un comportamento più corretto da         parte di imprese spesso troppo spregiudicate verso i consumatori</em>".         Positivo anche il commento del Movimento consumatori e Movimento difesa         del cittadino che definiscono l'approvazione "<em>una         conquista non solo per i consumatori, ma per il mercato e per uno         sviluppo economico equilibrato del Paese. E' una svolta decisiva verso         una migliore tutela dei diritti dei consumatori e anche uno stimolo per         le aziende ad operare nell'offerta di beni e servizi senza clausole         vessatorie, senza pubblicità ingannevoli e all'insegna della qualità e         della trasparenza</em>". Sulla stessa linea anche Confconsumatori         che definisce l'ok del Senato "<em>una         gran bella notizia per i consumatori. Ci auguriamo che          la Camera         possa velocemente approvare a sua volta l'introduzione di questo         importantissimo strumento</em>". Per <strong>Paolo         Landi</strong> dell'Adiconsum, "<em>l'approvazione         in Finanziaria è un fatto storico. Non solo i consumatori saranno più         tutelati, ma anche le imprese che operano correttamente nel mercato</em>".         Secondo <strong>Elio Lannutti</strong> di Adusbef e <strong>Rosario         Trefiletti</strong> di Federconsumatori, "<em>la         class action tutela le imprese più serie modernizzando un paese di         troppi furbetti, che sguazzano nelle truffe e nei raggiri a danno del         mercato e dei consumatori</em>". Questa norma, aggiungono le due         associazioni in una nota, è "<em>una         sconfitta per Confindustria, banche ed altre lobby che invece di         difendere l'illegalità avrebbero fatto bene ad appoggiare strumenti di         modernizzazione utili a competizione e al mercato</em>".                  </span></p>
<p align="center"><img src="http://img523.imageshack.us/img523/8900/bartdiavolosimpsonvy4.jpg" alt="Lamberto Dini" align="left" height="318" hspace="2" width="293" /><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff">Sconfitta, si ma di         Pirro viene da dire. </font>                  </span></strong><br />
<strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">         </span></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"> Qualche altra associazione e una buona fetta del movimento Beppe Grillo         la pensa in modo diverso.<br />
Di segno opposto le dichiarazioni di Codacons e Aduc.</span></p>
<p><font color="#0000ff"><strong>         Codacons afferma:</strong></font> <em>"purtroppo         l'Italia avrà la class action all'italiana, ossia una schifezza. Ben         lungi dall'essere un'azione collettiva dei consumatori simile a quella         americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. <font color="#ff0000"><strong>Non c'è danno         punitivo</strong></font> ed i consumatori potranno avere un risarcimento solo se         giovani, visto che dovranno aspettare almeno <font color="#ff0000"><strong>20 anni</strong></font> <strong><font color="#ff0000">prima di poter         avere una liquidazione</font><font color="#ff0000">Almeno 3, infatti, i giudizi, con         almeno 3 gradi l'uno, per un totale di 9 processi</font></strong> dei danni. ".                   </em>
</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><font color="#0000ff"><strong>Giudizio negativo anche per l'Aduc che sottolinea:</strong></font> <em>"con         questo voto vengono favorite delle corporazioni che avranno il monopolio         dell'azione giudiziaria a dispregio dell'uguaglianza di tutti i         cittadini di fronte alla legge"</em>.</span></p>
<p>Su questa questione manca solo la voce di <strong>Beppe         Grillo</strong>. Non avrà le mani in pasta anche lui con qualche lobby         consumeristica? Speriamo di sentirlo presto, come ha fatto su altre         questioni. Sviare l’attenzione sul suo scontro con Mastella non mi         sembra opportuno, almeno in questo momento.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><em><font color="#0000ff">Michele Trancossi </font>/ Università di Modena e Reggio         Emilia<br />
(</em></strong></span><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"></span><a href="http://www.micheletrancossi.net/"><span>www.micheletrancossi.net</span></a><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><em>)<br />
</em></strong></span></p>
<p align="right"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong><em>Articolo tratto da: <a href="http://disinformazione.it/class_action.htm" title="Articolo nel Contesto Originale" target="_blank">www.disinformazione.it</a></em></strong></span><br />
<span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">                  </span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
