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	<title>interrogatori &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/interrogatori/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "interrogatori"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 09:54:22 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[ATROPINA E PIANTE ORNAMENTALI]]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/?p=262</link>
<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 10:38:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
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<description><![CDATA[Occhio sinistro trattato con Atropina

Stamattina mi sono svegliata presto, che vuol dire un quarto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Occhio sinistro trattato con Atropina</p>
<p><img class="alignnone" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/74/Eye_treated_with_dilating_eye_drops.jpg/800px-Eye_treated_with_dilating_eye_drops.jpg" alt="" width="494" height="178" /></p>
<p>Stamattina mi sono svegliata presto, che vuol dire un quarto alle nove, anche se ieri tra una cazzata e un'altra sono riuscita a fare le quattro e mezza; questa vitalità, chissà quanto durerà. Sto preparando tante valigie e scatole con roba inutile da riportare in casa natìa, dal momento che c'è veramente bisogno di un bell'inventario generale e non se ne può più di cose accumulate negli anni. Ho trovato sofficcati nel cassetto della scrivania dei semi di stramonio, e ciò mi ha fatto uscire, mi ha fatto recare dal fioraio dietro casa e mi ha spinto a comprare un bel vaso di plastica, coi buchi sotto, e anche della terra -addirittura- per piantarci i semi malefici e riuscire a farne una bella pianticina ornamentale. Devo ammettere che riprendere in mano quei semi neri e piccoli e bastardi mi ha fatto venire un moto di nausea. Sconsiglio a tutti voi presenti di assumere stramonio, non fatelo mai perchè non è decisamente piacevole;</p>
<p>Una volta, tanto tempo fa che non avevo ancora diciotto anni, in un pomeriggio stanco e troppo caldo per i mie gusti, trovai dentro il cassetto del bagno di D. un cartoncino chiuso con delle scotch, con disegnato a pennarello rosso il segnale di pericolo e a caratteri storti e traballanti la parola "Stramonio". La parola non mi era nuova, e percepii la scoperta come ovviamente non casuale, mi convinsi che era destino, e che dovevo provarlo assolutamente. Dalla mia memoria tirai fuori tutto ciò che sapevo sull'uso dello stramonio, e ricordai solo una cosa, ovvero che poteva essere letale se non si stava attenti alle dosi. Non esistevano overdose, esisteva solo la morte. Il cartoncino conteneva un centinaio di semi, neri e piccoli.  Non potevo credere che quei piccoli semi neri erano portatori di morte. Mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie, con la differenza che se mordevo una volta sola di più il fungo, sarei morta. Non volevo rivelare questa scoperta agli altri che erano di là, era pur sempre roba del mio fidanzatino; forse era più corretto pensare che sarebbero potuti morire gli altri, presi dalla foga di stonarsi con quanta più roba possibile, ma questo pensiero non mi sfiorò minimamente. Non sapevo se ingerire direttamente i semi, o farci un infuso; visto che non avevo la minima idea delle dosi giuste, optai per la prima scelta, pensando anche che il calore dell'infuso potesse amplificarmi gli effetti. Masticai il seme, dapprima lentamente, e rivelatosi amaro come il cloro, lo buttai giù all'istante. Non avevo neanche idea di quanto tempo ci voleva per far si che lo stramonio facesse i suoi effetti, e neanche sapevo quali erano questi effetti. So solo che le streghe ci si sballavano di brutto ai loro tempi, tant'è che con lo stramonio nacque la diceria che sapessero volare sulle scope. Una volta ingerito il primo seme, ne seguì subito un altro, e un altro ancora, per un totale di sette. Il sette, l'emblema della pienezza cosmica e spirituale, il numero sacro mistico per eccellenza, di fronte alla sua carica simbolica, non potevo che scegliere questo numero per il mio viaggio misterioso. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse. Richiusi il cartoncino, rimettendolo al suo posto chiudendo il cassetto senza neanche ricordare il perchè lo avevo aperto. Evidentemente, pensai, era proprio il destino che dovevo trovare lo stramonio. Mi sciacquai il viso con l'acqua fresca, e tornai in soggiorno dove c'era il ragazzo coi rasta che sistemava le cordicelle del suo doum doum, tranquillo e sornione, che parlava con il suo amico.<br />
Mi sentivo bene, stranamente energica e felice, osservavo il lavoro minuzioso del rasta, che intanto mi stava raccontando della sua Dakar. Aveva delle mani splendide, in linea di massima come tutte le persone di colore.  Più che andava avanti con il racconto, e più che avevo sete, fino a che non mi ritrovai con la bocca completamente a secco. Percepivo la sua voce sempre più confusa e distante, come se un tunnel lo stesse risucchiando lentamente  e che mi parlasse dal fondo, fino a che non si tramutò in un preoccupante ronzio, iniziò anche a cambiare forma, si faceva sempre più squadrato, stava assumendo la forma di una sagoma e a sua volta si tramutò in ombra. Cercai di distogliere lo sguardo e fissai orologio rotondo che mi sembrava enorme, dalla cornice di legno lucido, fissato alla parete, e quando provai a spostare nuovamente  lo sguardo, l’immagine dell’orologio era sempre di fronte a me. Guardai allora il pavimento, e l’orologio seguiva la mia vista, era come se fosse incollato alla retina. Chiusi gli occhi e feci lo sbaglio più grosso che potessi mai fare, questi orologi erano dappertitto; Aprii gli occhi, la testa del rasta era sformata e mi ricordava un enorme orologio anche se i contorni non erano per niente nitidi, il tempo mi divorava l’anima, e le fauci erano secche quanto il deserto. Mi alzai per andare a bere, ma sprofondai in un sogno senza sonno fatto di allucinante sbalordimento ansiogeno, il cuore che batteva ora forte adesso piano, una sete pazzesca, la voglia dell’acqua, gli orologi sulla retina. Ricorderò per sempre questa esperienza come lo stato di allucinazione più cupo di tutta la mia vita. Non riuscivo più ad uscirne, e mi rendevo conto che era molto angosciante, la sete incessabile e la bocca amara, una terribile sensazione che mai sarò capace di ripetere. Non riuscivo a uscire da quel drammatico viaggio da incubo. Non riuscivo neanche ad abbandonarmi alla piacevolezza del viaggio, perché era troppo sofferente. Stavo scoprendo quanto poteva essere  deleteria una bocca completamente asciutta con una sete da togliere l’anima. L'amico di Dakar capì ovviamente che qualcosa non andava, purtroppo ho dei ricordi molto confusi che non saprei dire esattamente che cosa sia accaduto. Con certezza ricordo l’acqua, che bevevo ma che non mi dissetava, in continuazione, ed è terribile sentirsi lo stomaco gonfio d’acqua e avere ancora sete. Pensavo seriamente di morire, ed in tutto ciò continuavo a vedere il tempo. Non so spiegarmi come mai mi prese male in questo modo con il tempo. Mi risvegliai sul divano, con una coperta addosso e un cuscino sotto la testa. Sentivo delle voci sempre più vicine, era l’evidente segno del ritorno al contatto con la realtà.<br />
Soltanto dopo questa terribile esperienza cercai informazioni riguardo lo stramonio, volevo sapere che cosa aveva provocato in me questo sconvolgimento fisiologico, e prima trovai una testimonianza di tre ragazzi americani che avevano assunto i semi per gioco, quando vennero fermati dalla polizia, terrorizzati, che scappavano per le strade urlando in preda al terrore perché convinti che li stessero inseguendo dei coccodrilli gialli, rossi e blu. Poi appresi che lo Stramonio, la yerba del diablo, era l’ingrediente principale degli unghenti magici delle streghe, degli sciamani e degli indiani, utilizzato per la divinazione e predirre il futuro date le allucinazioni che provoca, facendo cadere la persona in una specie di trance mistica. Il principio attivo è concentrato in tutta la pianta, con maggiore concentrazione nei semi, che contengono prevalentemente atropina e scopolamina; queste due sostanze sono le peggiori esistenti al mondo. Basta un mg di atropina per causare secchezza alla bocca, due mg per far comparire la vista offuscata, e a quota cinque mg aggiunge effetti alla muscolatura impedendo la deglutizione dovuto alla mancanza totale di secrezione salivare. Alle allucinazioni ci pensa la scopolamina, portando tutto al delirio, uno stato degno di essere chiamato psicotico.  La scopolamina è stata chiamata anche siero della verità dalla CIA negli anni cinquanta, in quanto venne usata a scopi interrogativi, ma venne ben presto abbandonato una volta resisi conto che causava allucinazioni e distorsioni della realtà; anche lo scienziato pazzo nazista Mengele sperimentò la scopolamina come una droga per interrogatori, che pervertiti, tra tutti. Comunque, non fatelo mai cari amici,</p>
<p>la curiosità uccise il gatto</p>
<p>ed io non ho idea di quante altre vite di nove me ne siano rimaste, la cosa che invece so è che adesso me le tengo ben strette.</p>
<p>Stasera dietro casa mia c'è Ligabue in concerto, ma è normale che inizi a fare le prove a mezzogiorno, sto stronzo?</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IL GIP ACCUSA: ECCO GLI SPRECHI SUI RIFIUTI]]></title>
<link>http://wildgretapolitics.wordpress.com/?p=722</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 17:25:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[LEANDRO DEL GAUDIO
Spese per false missioni, che per sincera ammissione del numero due della Protezi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>LEANDRO DEL GAUDIO</p>
<p>Spese per false missioni, che per sincera ammissione del numero due della Protezione civile non hanno nulla a che vedere con l'emergenza rifiuti; ma anche per le complesse operazioni di laboratorio tese «a rendere meno puzzolente la discarica di turno». È il capitolo più amaro, la truffa ai danni dello Stato e gli ingiusti profitti, nell'inchiesta che tiene ai domiciliari 25 tra subcommissari e dirigenti del gruppo Impregilo, tutti inviati in Campania a risolvere l'emergenza immondizia.<!--more--> Il gip Rosanna Saraceno fa i conti in tasca agli indagati, quelli del presunto «gioco di squadra» per truffare lo Stato. Si parte da una premessa: molti soldi spesi servivano a mettere in piede opere che nulla avevano a che spartire con la crisi dei rifiuti. «Ritenere giustificati e dovuti i costi rendicontati e approvati per prestazioni diverse da quelle richieste è argomento fragile e pretestuoso». L'analisi del gip trae spunto da un'intercettazione di Marta Di Gennaro, la vice di Bertolaso oggi ai domiciliari: è lei a ricordare l'approvazione di «missioni per l'emergenza rifiuti che non c'entrano nulla con l'emergenza rifiuti». Il gip ricorda spedizioni, commesse, analisi di laboratorio che sarebbero servite solo a veicolari fondi pubblici. È la conferma, agli occhi del gip, che l'emergenza conviene a tutti. In termini di carriera, per chi è subcommissario. È questo l'assunto della Procura di Napoli (i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, e l'aggiunto Aldo De Chiara): anche la «gestione transitoria», la fase dal 2005 al 2007, sembra viziata dagli stessi reati che sono costati il processo al governatore Antonio Bassolino. «Al danno e all'ingiusto profitto - chiarisce il gip - hanno concorso tutti gli indagati». Ma sott'inchiesta non ci sono solo false missioni. «Ci sono le spese per la commessa all'Enea, che avrebbe dovuto ricercare soluzioni per rendere meno "puzzolente" la frazione umida durante il trasporto nella realizzanda "discarica truccata" di Terzigno; quelle per la gestione e lo smaltimento dell'abnorme quantitativo di percolato prodotto in discarica e nei siti di stoccaggio». Sui costi del percolato, la cifra è abnorme: «Un milione e mezzo di euro ogni mese, spese contenibili attraverso un'efficace attività di selezione del rifiuto». Un fiume di denaro pubblico, che conveniva alle aziende affidatarie («che puntano a concorrere nella scelta commissariale»), ma anche ai commissari, visti gli sbocchi e le prospettive di carriera: «Per i soggetti pubblici, il fine è nel perseguimento di vantaggi di natura patrimoniale connesso alle attività svolte all'interno della struttura commissariale; nel salvaguardare le proprie funzioni, il proprio ruolo all'interno della struttura stessa e nell'acquisizione di meriti anche in prospettiva di futuri avanzamenti di carriera».</p>
<p>Il MATTINO 30 MAGGIO 2008</p>
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<title><![CDATA[Genova - Interrogatorio per Mensopoli]]></title>
<link>http://lasondaliena.wordpress.com/?p=256</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 07:18:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Iniziano questa mattina a Genova, a palazzo di Giustizia, gli interrogatori dei primi 4 arrestati ne]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziano questa mattina a Genova, a palazzo di Giustizia, gli interrogatori dei primi 4 arrestati nell’ambito dell’inchiesta "Mensopoli". Si tratta dei quattro presunti componenti di un comitato di affari che si sarebbe costituito per agevolare l’imprenditore Roberto Alessio di Vercelli. Si tratta degli ex consiglieri comunali del gruppo DS, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, il portavoce del Sindaco, Stefano Francesca e dello stesso imprenditore. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di turbativa d’asta. Gli interrogatori davanti al gip Fucigna proseguiranno sabato con Giuseppe Profiti ex funzionario della Regione Liguria e presidente dimissionario dell’ospedale Bambin Gesù di Roma.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Genova - Iniziano interrogatori per Mensopoli]]></title>
<link>http://quotidianoligure.wordpress.com/?p=334</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 07:14:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Iniziano questa mattina a Genova, a palazzo di Giustizia, gli interrogatori dei primi 4 arrestati n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziano questa mattina a Genova, a palazzo di Giustizia, gli interrogatori dei primi 4 arrestati nell'ambito dell'inchiesta "Mensopoli". Si tratta dei quattro presunti componenti di un comitato di affari che si sarebbe costituito per agevolare l'imprenditore Roberto Alessio di Vercelli. Si tratta degli ex consiglieri comunali del gruppo DS, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, il portavoce del Sindaco, Stefano Francesca e dello stesso imprenditore. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di turbativa d'asta. Gli interrogatori davanti al gip Fucigna proseguiranno sabato con Giuseppe Profiti ex funzionario della Regione Liguria e presidente dimissionario dell'ospedale Bambin Gesù di Roma.</p>
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<item>
<title><![CDATA[Solo l'acqua è innocente]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:23:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi Amnesty International ha pubblicato online un video (lo trovate nella colonna a destra) sulla t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Amnesty International ha pubblicato online un video (lo trovate nella colonna a destra) sulla tecnica  di tortura chiamata waterboarding, di cui avevo parlato nel post in cui qualche giorno ripubblicavo un mio articolo scritto per la rivista di Emergency (<a href="http://presenteduepuntozero.wordpress.com/2008/04/03/i-medici-di-guantanamo-tra-divisa-e-camice-bianco/" target="_blank">I medici di Guantanamo tra divisa e camice bianco</a>).<br />
Nel frattempo George W. Bush, a capo di quella che molti considerano la più grande democrazia del mondo, ha ufficialmente dichiarato quello che si sapeva da un pezzo, ma solo ufficiosamente: che l'adozione di questi metodi barbari di tortura è stata fin da subito approvata dalle altissime sfere dell'Amministrazione USA.</p>
<p>Il video è pubblicato <a href="http://www.unsubscribe-me.org/" target="_blank">nel sito della campagna "Un-subscribe me"</a>, che Amnesty International ha lanciato tempo fa contro l'uso di questi sistemi inumani nella cosiddetta "Guerra al Terrore".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I medici di Guantanamo tra divisa e camice bianco]]></title>
<link>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 08:12:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Turone</dc:creator>
<guid>http://presenteduepuntozero.wordpress.com/?p=39</guid>
<description><![CDATA[La recente pubblicazione del &#8220;memo&#8221; sulla base del quale l&#8217;Amministrazione Bush  d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La recente pubblicazione del "<a href="http://www.nytimes.com/aponline/us/AP-Torture-Memo.html" target="_blank">memo</a>" sulla base del quale l'Amministrazione Bush  dopo l'11 setembre 2001 ha a lungo sospeso gran parte dei diritti civili dei cittadini americani, e autorizzato ogni nefandezza a danno di tutti gli altri nel nome della "sicurezza nazionale" mi offre l'occasione per affrontare il tema del coinvolgimento diretto dei medici negli interrogatori dei prigionieri sospettati di terrorismo, in cui è assodato che sono stati adottati veri e propri metodi di tortura, in violazione delle convenzioni internazionali.</p>
<p>Accanto a questo, i medici militari sottoposti alla pressione da un lato della deontologia medica e dall'altra delle loro gerarchie hanno accettato che alla loro nobile professione venisse sottratta l'etica, quando a Guantanamo hanno accettato di sottoporre sistematicamente a nutrizione forzata tutti i detenuti in sciopero della fame, a dispetto di vari pronunciamenti delle principali associazioni mediche del mondo, America compresa.</p>
<div>***********************</div>
<p>TORTURA<strong> - MEDICI ARRUOLATI</strong><br />
<em> ALMENO VENTI PRIGIONIERI DI GUANTANAMO BAY STANNO FACENDO LO SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LE CONDIZIONI «INUMANE E DEGRADANTI» IN CUI VENGONO DETENUTI.<br />
LA NUTRIZIONE FORZATA A CUI SONO SOTTOPOSTI PER EVITARNE LA MORTE – ED EVITARE LE PROTESTE INTERNAZIONALI – CON LA COLLABORAZIONE DEI MEDICI DELLA BASE È UN’ULTERIORE FORMA DI TORTURA?</em></p>
<p>Sono venti i prigionieri di Guantanamo Bay che stanno facendo lo sciopero della fame, una forma di protesta molto usata ﬁn dall’apertura del supercarcere americano in terra cubana. Usata ma poco efﬁcace, dal momento che i carcerieri procedono senza troppi scrupoli alla nutrizione forzata, con l’assistenza di medici compiacenti.<br />
Nelle scorse settimane la questione è stata nuovamente posta all’attenzione dell’opinione pubblica americana per il caso molto particolare di <a href="http://www.prisoner345.net/" target="_blank">Sami al-Hajj</a>, «prigioniero 345», che da oltre un anno sta facendo ricorso a questa forma estrema di ribellione.</p>
<p><a href="http://www.prisoner345.net/" target="_blank"><img src="http://www.prisoner345.net/files/Sami-2.jpg" alt="" width="788" height="551" align="absmiddle" /></a></p>
<p><!--more--><br />
Sami al-Hajj è un cineoperatore siriano, arrestato nel 2001 in Pakistan mentre si stava recando in Afganistan con un regolare permesso di lavoro per la televisione <a href="http://english.aljazeera.net/English" target="_blank">Al Jazeera</a>.<br />
Non c’è nessuna accusa formale a suo carico, ma l’uomo rimane in detenzione con l’etichetta di enemy combatant. Tra le sue colpe ci sarebbe l’aver riﬁutato il reclutamento da parte dei servizi di spionaggio Usa per la trasmissione di informazioni su ciò che accadeva all’interno del network televisivo arabo.<br />
<strong>Nutrizione forzata contro la protesta dello sciopero della fame<br />
</strong> A Sami al-Hajj e agli altri detenuti in sciopero della fame, di fatto, viene inﬂitto un supplemento di pena: due volte al giorno vengono legati al letto mentre un tubino di caucciù porta direttamente nello stomaco i nutrienti necessari alla sopravvivenza.<br />
Nel ricordare che a Guantanamo Bay ci sono sempre prigionieri in sciopero della fame, il settimanale <a href="http://humanrights.ucdavis.edu/projects/the-guantanamo-testimonials-project/testimonies/testimony-of-military-physicians/gitmo-should-doctors-force-feed-prisoners/" target="_blank">Newsweek</a> poneva una domanda cruciale sul coinvolgimento dei medici: «È etico per un medico alimentare con la forza un prigioniero in sciopero della fame?» chiedeva Evan Thomas. La risposta: «Un <a href="http://jama.ama-assn.org/cgi/content/extract/298/5/563" target="_blank">articolo di opinione</a> pubblicato il primo agosto sul Journal of the American Medical Association suggerisce che i medici dovrebbero riﬁutare di nutrire forzosamente i prigionieri di Guantanamo Bay ﬁn tanto che sono capaci di compiere scelte razionali».<br />
«Questo mese il dottor S. Ward Casscells, nuovo vicesegretario alla Difesa per gli affari sanitari, è andato a Guantanamo per “guardare nella questione con i propri occhi”» continua Newsweek. «Dei 355 detenuti ancora a Gitmo, circa 20 sono costantemente in sciopero della fame. I prigionieri che saltano nove pasti consecutivi vengono messi sotto osservazione; l’alimentazione forzata in genere comincia quando scendono del 15% sotto al loro peso ideale. Casscells ha osservato una mezza dozzina di prigionieri sottoposti alla procedura di nutrizione forzata. Erano legati con cinghie a “sedie di costrizione” e un tubino in morbido caucciù veniva inﬁlato loro nel naso. (I prigionieri possono chiedere un anestetico locale per ridurre il fastidio). I pazienti <em>[qui i prigionieri acquisiscono lo status di «pazienti», ndr]</em> ingeriscono una miscela insapore ad alto contenuto proteico e le guardie li tengono sotto osservazione per un’ora per assicurarsi che non si inducano volontariamente il vomito. “Nessuno ha scalciato o urlato” dice Casscells».</p>
<p><strong>Un dilemma etico: rispettare la volontà del malato o tutelare la “sicurezza nazionale”?<br />
</strong> Secondo Casscells, nessuno dei sette medici presenti alla base ha mai sollevato obiezioni sulla nutrizione forzata perché «i medici si sentono in dovere di tenere i pazienti in vita».<br />
Quello che il sottosegretario – anch’egli medico – non diceva (e su cui anche il settimanale incredibilmente glissava) era che quei sette medici e lui stesso si comportano in modo contrario all’etica professionale secondo quanto affermato con estrema chiarezza dalla Associazione medica mondiale (Wma) e dalla American Medical Association (Ama).<br />
«Ogni volta che i prigionieri riﬁutano il cibo, i loro medici affrontano un dilemma» spiega in un <a href="http://www.medscape.com/viewarticle/563171" target="_blank">video editoriale</a> disponibile col la trascrizione completa sul sito www.medscape.com Matthew Wynia, direttore dell’Istituto per l’etica dell’Ama, pur riconoscendo che alcuni casi possono essere controversi perché i prigionieri possono essere indotti dai loro capi a riﬁutare il cibo.<br />
Ciò premesso, tuttavia, la linea dell’Ama è chiara.<br />
«In primo luogo non esiste un’esigenza medica di nutrire forzatamente chi fa lo sciopero della fame prima che si veriﬁchi una sostanziale perdita di peso e un declino delle capacità cognitive» scrive l’eticista. «Nutrire con la forza un prigioniero sveglio e orientato – uno abbastanza in forze da richiedere una sedia con legacci – potrebbe essere un modo per dimostrare il controllo sulla popolazione di una prigione, potrebbe scoraggiare gli scioperanti, o interrompere lo sciopero, ma non è necessario dal punto di vista medico».<br />
Il secondo punto è altrettanto chiaro: «Il termine “suicidio” non ha senso nella discussione sullo sciopero della fame. Chi fa lo sciopero della fame in genere non è clinicamente depresso, e preferirebbe non morire».</p>
<p>Inﬁne, terzo punto: «I medici non devono affrontare questi casi da soli. L’American Medical Association ha ribadito più volte l’opposizione alla nutrizione forzata di individui consapevoli contro la loro volontà. E la «<a href="http://www.wma.net/e/policy/h31.htm" target="_blank">Dichiarazione di Malta</a>» dell’Associazione medica mondiale conclude che “l’alimentazione forzata a dispetto di un riﬁuto informato non è mai eticamente accettabile [...] l’alimentazione accompagnata da minacce, coercizione, uso della forza o di contrizione ﬁsica è una forma di trattamento inumana e degradante”. Sfortunatamente l’articolo di Newsweek non ha mai menzionato questi chiari standard etici. Dipende dai medici appoggiarsi l’un l’altro per rispettare l’etica medica. I nostri colleghi militari, molti dei quali prestano servizio in situazioni difﬁcili e alle volte pericolose, non meritano niente di meno».<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Le competenze dei medici al servizio degli interrogatori e della tortura</strong><br />
Il capitolo della nutrizione forzata è solo l’ultima delle tante pratiche che i medici militari americani in servizio a Guantanamo hanno tollerato e permesso, se non addirittura reso possibili, prestando la loro opera competente, come l’applicazione di varie forme di tortura moderna.<br />
Le chiamano tecniche di interrogatorio <em>enhanced</em>, con la stessa terminologia che si usa per magniﬁcare l’ultimo modello disponibile – per deﬁnizione più nuovo, bello e potente dei precedenti. A lungo l’amministrazione Bush ha sostenuto che non fossero paragonabili alla tortura, ma poi ha assunto atteggiamenti a dir poco contraddittori, diramando ordini segreti e smentite pubbliche. «L’amministrazione Bush si è addentrata in un terreno inesplorato dal punto di vista legale a partire dal 2002, trattenendo prigionieri al di fuori di ogni veriﬁca da parte della Croce Rossa Internazionale e sottoponendoli a tattiche di pressione tormentose, tra cui ceffoni alla testa, lunghe permanenze nudi in una cella frigorifera, deprivazione del sonno per giorni e notti con musica rock a tutto volume, costrizione con manette in posizioni stressanti per lunghi periodi e, inﬁne, waterboarding. Mai nella storia gli Stati Uniti avevano autorizzato simili tattiche» ha scritto nello scorso ottobre il <a href="http://www.nytimes.com/2007/10/04/washington/04interrogate.html" target="_blank">New York Times</a>, che aggiungeva: «Laddove il presidente Bush e alcuni ufﬁciali della Cia avrebbero poi insistito sul fatto che queste misure estreme hanno fornito informazioni cruciali, molti veterani specialisti di interrogatori, psicologi e altri esperti dicono che altri metodi meno coercitivi sono altrettanto se non più efﬁcaci».</p>
<p><strong> WATERBOARDING - L’INQUISIZIONE DOCET<br />
</strong> Nel 2005 un ufﬁciale della Cia la deﬁnì una «tecnica professionale di interrogatorio». In sintesi, consiste nel versare acqua nella bocca di un prigioniero immobilizzato su una superﬁcie inclinata, con la testa verso il basso. Le sensazioni descritte da chi si è sottoposto spontaneamente alla tecnica per meglio comprenderne l’effetto sui prigionieri sono atroci: il progressivo riempimento dei polmoni associato al riﬂesso del vomito fa sì che il senso di soffocamento sia quasi immediato, e con esso la percezione di una morte imminente. Non è un caso se tra i più ﬁeri oppositori di questa tecnica ci sono proprio alcuni ufﬁciali della Cia che l’hanno sperimentata su di sé anche per veriﬁcare la propria capacità di resistenza.<br />
Nonostante sapessero di essere in mani amiche e in ambiente controllato, hanno resistito in genere appena  una decina di secondi.<br />
Applicato ai prigionieri, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Waterboarding" target="_blank">waterboarding</a> procura un intenso dolore e può provocare danni ai polmoni e al cervello (per la mancata ossigenazione) e ferite causate dal disperato tentativo di liberarsi delle cinghie di contenzione. Le conseguenze psicologiche di questo trattamento possono durare anni.</p>
<p><strong> UN CONFLITTO D’IDENTITÀ: PRIMA MEDICO O PRIMA MILITARE?<br />
</strong> Il British Medical Journal ci scherza su, ma ﬁno a un certo punto: dirigere lo staff medico di Guantanamo ﬁgura in cima alla classiﬁca dei <a href="http://www.bmj.com/cgi/content/full/334/7596/750-a" target="_blank">rotten jobs</a> (mestieri marci) in ambito sanitario, lavori «che compromettono gravemente gli standard etici e morali, sono difﬁcili da giustiﬁcare con i propri ﬁgli e costituiscono probabilmente un motivo di rammarico sul letto di morte» scrive Mary Black, autrice del breve articolo. «Alcuni di questi lavori sono molto ben pagati, e ne hanno bisogno».<br />
Lasciano perplessi i commenti apparsi qua a là in Internet, in cui seriosi medici americani accusavano la collega di non pensare alla salute dei detenuti, che hanno diritto all’assistenza dei medici, senza far cenno al problema etico che si pone a un medico chiamato ad avallare e magari a favorire l’impiego di sistemi di interrogatorio brutali. Come sintetizzava il bioeticista George G. Annas sulle pagine del <a href="http://content.nejm.org/cgi/content/short/355/13/1377" target="_blank">New England Journal of Medicine</a>: «C’è una reale tensione tra i medici di Guantanamo, molti dei quali sono sotto il comando della Marina all’ospedale, e i comandanti dell’Esercito che sono responsabili dei prigionieri e dei loro interrogatori. Si sostiene spesso che un medico militare dovrebbe raramente decidere se essere prima un ufﬁciale militare e in secondo luogo un medico o prima un medico e in secondo luogo un ufﬁciale militare. A Guantanamo, tuttavia, la scelta è difﬁcile».</p>
<p><em>Questo mio articolo è stato pubblicato su "Emergency" n° 46 (marzo 2008 ) </em></p>
<p><a href="http://www.emergency.it/menu.php?A=003&#38;SA=015&#38;P=039&#38;SP=074&#38;ln=It" target="_blank">Scarica l'intero numero di Marzo della rivista di "Emergency" in formato pdf</a></p>
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<title><![CDATA[Bolzaneto: tutti colpevoli, tutti assolti]]></title>
<link>http://albertoparisi.wordpress.com/?p=28</link>
<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 21:51:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>ap</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Settantasei anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione: è la condanna complessiva chiesta per 44]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Settantasei anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione: è la condanna complessiva chiesta per 44 imputati nel processo per le violenze e i soprusi nella caserma della Polizia di Bolzaneto, durante il G8 del 2001 a Genova.<br />
Nessuno degli imputati, tra ufficiali, funzionari, medici poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria, però passerà un solo giorno in carcere in quanto la maggior parte dei reati, tranne il falso ideologico, saranno tutti prescritti nel 2009. In caso di condanna inoltre interverrà anche l'indulto che estinguerà le pene fino a tre anni".<br />
</em><br />
No comment</p>
<p><em>fonte: </em><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/g8-genova-2/richieste-condanna/richieste-condanna.html"><em>La Repubblica</em></a></p>
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<title><![CDATA["Non torturammo, noi"]]></title>
<link>http://daiwojima.wordpress.com/2007/10/08/non-torturammo-noi/</link>
<pubDate>Mon, 08 Oct 2007 18:05:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>daiwojima</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Washington Post riferisce che, lo scorso 5 ottobre, alcuni degli ultimi ufficiali ancora in vita ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tokonoma.org/img/colonnelli.gif" alt="2colonnelli" align="left" border="5" height="100" hspace="5" vspace="5" width="150" />Il <em>Washington Post</em> riferisce che, lo scorso 5 ottobre, alcuni degli ultimi ufficiali ancora in vita del servizio segreto militare statunitense - che diedero un contributo decisivo nella lotta contro il nazismo, raccogliendo informazioni essenziali dai prigionieri tedeschi catturati - dopo più di sessant'anni si sono ritrovati a Fort Hunt, luogo degli interrogatori, per ricevere un'onorificenza. Il dipartimento della difesa si aspettava che i reduci sostenessero la linea adottata dall'amministrazione Bush nella cosiddetta "War on Terror"; ma costoro ne hanno deluso le aspettative, reagendo con un impeto di risentimento <span class="gra">e</span> indignazione. Citiamo dall'articolo:</p>
<blockquote><p><em>Una decisa opposizione alle attuali tecniche interrogatorie adottate contro i prigionieri è stata la reazione quasi unanime nel corso della celebrazione sulle rive del fiume Potomac, vicino ad Alexandria, nello stato della Virginia. Bush, in collegamento dall'ufficio ovale, ha difeso i metodi di detenzione e di raccolta di informazioni adottati dalla sua amministrazione. Numerosi reduci, tutti pluriottantenni, hanno denunciato la controversa procedura. Uno di loro ha addirittura rifiutato gli onori che stavano per essergli attribuiti, facendo presente la propria opposizione alla guerra in Iraq e ai metodi impiegati a Guantanamo.</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>"Ho l'impressione che i militari vogliano usarci facendoci dire 'abbiamo fatto <span class="glo">azioni disgustose</span> allora, quindi quello che fanno adesso va bene' " ha dichiarato Arno Mayer, ottantunenne professore di Storia Europea all'università di Princeton.</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>Quando Peter Weiss, ottantaduenne avvocato e attivista per i diritti civili novaiorchese, si è trovato sul palco, al momento di ricevere l'onorificenza, ha fatto questa dichiarazione: "Sono onoratissimo di essere qui, ma questo non significa affatto che io sostenga la guerra in corso" ...</em></p></blockquote>
<blockquote><p><em>"Agimmo con una certa qual dose di rispetto e giustizia" ha detto John Gunther Dean, 81 anni, già membro del dipartimento di stato ed ex ambasciatore in Danimarca . "Gli interrogatori ebbero standard che sono ancora oggi motivo di orgoglio e onore per me... non ho mai alzato le mani contro alcuno” ha dichiarato George Frenkel, 87 anni. “Ottenemmo informazioni in una sorta di 'guerra di cervelli'. Posso dire con orgoglio di non avere mai compromesso la mia umanità.”</em></p></blockquote>
<p align="justify">Per quello che può valere chi scrive questo blog ha avuto occasione di parlare, parecchi anni fa, con alcuni ex prigionieri di guerra italiani detenuti sia in America che in Inghilterra. Mentre il regime dei campi inglesi mi fu descritto come durissimo, quello dei campi americani - in Texas o in Arizona, mi pare - era decisamente più umano.</p>
<p align="justify">Certo, credo che l'appartenenza alla stessa - presunta - etnicità biologica e il loro grado abbia senz'altro aiutato gli ufficiali tedeschi ad essere trattati umanamente; diciamo che probabilmente i prigionieri giapponesi - ricordiamo anche quelli presenti in territorio americano internati preventivamente, subito dopo lo scoppio della guerra - non se la passavano così bene.</p>
<p align="justify">Diciamo che quel che fa piacere è sentire questi arzilli - ci auguriamo per loro - vegliardi non tanto agitare slogan come quelli della "difesa del sacro suolo", ma denunciare la barbarie della tortura in nome della democrazia.</p>
<p>Fonti:<br />
<strong><a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/10/05/AR2007100502492.html?hpid=topnews">Fort Hunt's Quiet Men Break Silence on WWII</a><br />
<a href="http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&#38;f=2&#38;IDArticolo=18779">Usa, i reduci attaccano Bush e la Cia: «Noi non torturammo i prigionieri nazisti</a><br />
<a href="http://www.thepeoplesvoice.org/cgi-bin/blogs/voices.php/2007/10/08/a_8216_we_do_not_torturea_8217">‘We Do Not Torture’</a></strong></p>
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<title><![CDATA[Quando chiedere non basta...]]></title>
<link>http://dcda.wordpress.com/2007/09/25/quando-chiedere-non-basta-ad-ottenere-risposte/</link>
<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 22:41:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>ThEaLeXsTyLe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Beh visto che si parlava di torture&#8230;ne ho trovate alcune affascinanti..molto molto molto molto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Beh visto che si parlava di torture...ne ho trovate alcune affascinanti..molto molto molto molto macabre e molto ingegnose alcune, molto molto molto macabre e brutali altre..lascio a voi decidere.. http://itnetbsd.altervista.org/gizm0/torture/intro.html</p>
<p>questa e una rassegna di torture medievali..le immagini non sono adatte a bambini e deboli di cuore o di stomaco...sono convinto che il motto dei boia fosse: "domandare e lecito, rispondere e cortesia!!non sei cortese??ti rompo il...."</p>
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