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	<title>interventi-e-dibattiti &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/interventi-e-dibattiti/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "interventi-e-dibattiti"</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 21:52:16 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Ricominciamo!?!]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=139</link>
<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 15:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Male, bene, sob&#8230; Le vacanze son finite ormai per tutti, chi deve tornare al lavoro, chi allo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-140 alignleft" style="margin:2px;" src="http://pensatori.wordpress.com/files/2008/09/marquez.jpg" alt="" width="169" height="263" /></p>
<p>Male, bene, sob... Le vacanze son finite ormai per tutti, chi deve tornare al lavoro, chi allo studio, chi deve tornare e basta, ma tutti siam tornati.</p>
<p>Come potete notare il nostro blog ha cambiato grafica, una rinfrescata e pulita in vista di ulteriori cambi, ma non deve per forza cambiare sostanza.<span style="text-decoration:underline;color:#0000ee;"> </span>Anzi spero che nelle prossime settimane torni ad essere frequentato e che nuovi blogger si uniscano a chi fino ad ora ha scritto e/o delirato!</p>
<p>Sempre a vostra disposizione, aspetto commenti e proposte...</p>
<p>Hola a todos!</p>
<p>P.S. vi segnalo questo interessante <a href="http://www.elpais.com/articulo/cultura/Garcia/Marquez/sufre/perro/mala/calidad/periodismo/escrito/elpepucul/20080902elpepucul_5/Tes">articolo</a>....</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Addio buon vecchio comizio, è ora di summer school...]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=122</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 08:20:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>michele82</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Con amarezza, sottoscrivo. Michè
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-121" src="http://pensatori.wordpress.com/files/2008/08/comunista.gif" alt="" width="250" height="250" /></p>
<p>Con amarezza, sottoscrivo. Michè</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I giudici ciechi di Bolzaneto.]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 14:37:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>ba80</dc:creator>
<guid>http://pensatori.it.wordpress.com/2008/07/16/i-giudici-ciechi-di-bolzaneto/</guid>
<description><![CDATA[Vi riporto una riflessione di D&#8217;Avanzo che mi sento di condividere.
E&#8217; questo, io credo,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Vi riporto una riflessione di D'Avanzo che mi sento di condividere.</p>
<p>E' questo, io credo, il genere di magistratura che andrebbe criticato...</p>
<p>Ma ovviamente tutto (o quasi) tace.</p>
<p> "Non era la "punizione" degli imputati il cuore del processo per le violenze di Bolzaneto. Quel processo doveva dimostrare (e ha dimostrato in modo inequivocabile, a nostro avviso) che può nascere senza alcuna avvisaglia, anche in un territorio governato dalla democrazia, un luogo al di fuori delle regole del diritto penale e del diritto carcerario, un "campo" dove esseri umani - provvisoriamente custoditi, indipendentemente dalle loro condotte penali - possono essere spogliati della loro dignità; privati, per alcune ore o per alcuni giorni, dei loro diritti e delle loro prerogative. Nelle celle di Bolzaneto, tutti sono stati picchiati. Questo ha documentato il dibattimento. Manganellate ai fianchi. Schiaffi alla testa. Tutti sono stati insultati: alle donne è stato gridato "entro stasera vi scoperemo tutte". Agli uomini, "sei un gay o un comunista?". Altri sono stati costretti a latrare come cani o ragliare come asini. C'è chi è stato picchiato con stracci bagnati. Chi sui genitali con un salame: G. ne ha ricavato un "trauma testicolare". C'è chi è stato accecato dallo spruzzo del gas urticante-asfissiante. Chi ha patito lo spappolamento della milza. A. D. arriva nello stanzone della caserma con una frattura al piede. Lo picchiano con manganello. Gli fratturano le costole. Sviene. Quando ritorna in sé e si lamenta, lo minacciano "di rompergli anche l'altro piede"...<!--more--></p>
<p>C'è chi ha ricordato in udienza un ragazzo poliomielitico che implora gli aguzzini di "non picchiarlo sulla gamba buona". I. M. T. ha raccontato che gli è stato messo in testa un berrettino con una falce e un pene al posto del martello.</p>
<p>Ogni volta che provava a toglierselo, lo picchiavano. B. B. era in piedi. Lo denudano. Gli ordinano di fare dieci flessioni e intanto, mentre lo picchiano ancora, un carabiniere gli grida: "Ti piace il manganello, vuoi provarne uno?". Percuotono S. D. "con strizzate ai testicoli e colpi ai piedi". A. F. viene schiacciata contro un muro. Le gridano: "Troia, devi fare pompini a tutti". S. P. viene condotto in un'altra stanza, deserta. Lo costringono a denudarsi. Lo mettono in posizione fetale e, da questa posizione, lo obbligano a fare una trentina di salti mentre due agenti della polizia penitenziaria lo schiaffeggiano.</p>
<p><!--inserto-->J. H. viene picchiato e insultato con sgambetti e sputi nel corridoio. Alla perquisizione, è costretto a spogliarsi nudo e "a sollevare il pene mostrandolo agli agenti seduti alla scrivania". Queste sono le storie ascoltate, e non contraddette, nelle 180 udienze del processo. È legittimo che il tribunale abbia voluto attribuire a ciascuno di questi abusi una personale, e non collettiva, responsabilità penale. Meno comprensibile che non abbia voluto riconoscere - tranne che in un caso - l'inumanità degli abusi e delle violenze. Era questo il cuore del processo.</p>
<p>Alla sentenza di Genova si chiedeva soltanto di dire questo: anche da noi è possibile che l'ordinamento giuridico si dissolva e crei un vuoto in cui ai custodi non appare più un delitto commettere - contro i custoditi - atti crudeli, disumani, vessatori. È possibile perché è accaduto, a Genova, nella caserma Nino Bixio del reparto mobile della polizia di Stato tra venerdì 20 e domenica 22 luglio 2001, a 55 "fermati" e 252 arrestati.</p>
<p>È questo "stato delle cose" che il blando esito del giudizio non riconosce. È questa tragica probabilità che il tribunale rifiuta di vedere, ammettere, indicarci. Nessuno si attendeva pene "esemplari", come si dice. Il reato di tortura in Italia non c'è, non esiste. Il parlamento non ha trovato mai il tempo - in venti anni - di adeguare il nostro codice al diritto internazionale dei diritti umani, alla Convenzione dell'Onu contro la tortura, ratificata dal nostro Paese nel 1988. Agli imputati erano contestati soltanto reati minori: l'abuso di ufficio, l'abuso di autorità contro arrestati o detenuti, la violenza privata. Pene dai sei mesi ai tre anni che ricadono nell'indulto (nessuna detenzione, quindi). Si sapeva che, in capo a sei mesi (gennaio 2009), ogni colpa sarebbe stata cancellata dalla prescrizione.</p>
<p>Il processo doveva soltanto evitare che le violenze di Bolzaneto scivolassero via senza lasciare alcun segno visibile nel discorso pubblico.</p>
<p>Il vuoto legislativo che non prevede il reato di tortura poteva infatti consentire a tutti - governo, parlamento, burocrazie della sicurezza, senso comune - di archiviare il caso come un imponderabile "episodio" (lo ripetono colpevolmente oggi gli uomini della maggioranza). Un giudizio coerente con i fatti poteva al contrario ricordare che la tortura non è cosa "degli altri". Il processo doveva evitare che quel "buco" permettesse di trascurare che la tortura ci può appartenere. Che - per tre giorni - ci è già appartenuta.</p>
<p>I pubblici ministeri sono stati consapevoli dell'autentica posta del processo fin dal primo momento. "Bolzaneto è un "segnale di attenzione"", hanno detto. È "un accadimento che insegna come momenti di buio si possono verificare anche negli ordinamenti democratici, con la compromissione dei diritti fondamentali dell'uomo per una perdurante e sistematica violenza fisica e verbale da parte di chi esercita il potere".</p>
<p>I magistrati hanno chiesto, con una sentenza di condanna, soprattutto l'ascolto di chi ha il dovere di custodire gli equilibri della nostra democrazia, l'attenzione di chi ostinatamente rifiuta di ammettere che, creato un vuoto di regole e una condicio inhumana, "tutto è possibile". Bolzaneto, hanno sostenuto, insegna che "bisogna utilizzare tutti gli strumenti che l'ordinamento democratico consente perché fatti di così grave portata non si verifichino e comunque non abbiano più a ripetersi". È questa responsabile invocazione che una cattiva sentenza ha bocciato.</p>
<p>Il pubblico ministero, con misura e rispetto, diceva alla politica, al parlamento, alle più alte cariche dello Stato, alla cittadinanza consapevole: attenzione, gli strumenti offerti alla giustizia per punire questi comportamenti non sono adeguati. Non esiste una norma che custodisca espressamente come titolo autonomo di reato "gli atti di tortura", "i comportamenti crudeli, disumani, degradanti". E comunque, il pericolo non può essere affrontato dalla sola macchina giudiziaria: quando si muove, è già troppo tardi. La violenza già c'è stata. I diritti fondamentali sono stati già schiacciati. La democrazia ha già perso la partita. I segnali di un incrudelimento delle pratiche nelle caserme, nelle questure, nelle carceri, nei campi di immigrati - dove i corpi vengono rinchiusi - dovrebbero essere percepiti, decifrati e risolti prima che si apra una ferita che non sarà una sentenza di condanna a rimarginare, anche se quella sentenza fosse effettiva (come non era per gli imputati di Bolzaneto).</p>
<p>L'invito del pubblico ministero e una sentenza più coerente avrebbero potuto e dovuto indurre tutti - e soprattutto le istituzioni - a guardarsi da ogni minima tentazione d'indulgenza; da ogni volontà di creare luoghi d'eccezione che lasciano cadere l'ordinamento giuridico normale; da ogni relativizzazione dell'orrore documentato dal processo. Al contrario, la decisione del tribunale ridà fiato finanche a Roberto Castelli, ministro di giustizia dell'epoca: in visita nel cuore della notte alla caserma, bevve la storiella che i detenuti erano nella "posizione del cigno" contro un muro (gambe divaricate, braccia alzate) per evitare che gli uomini molestassero le donne.</p>
<p>"Bolzaneto" è una sentenza pessima, quali saranno le motivazioni che la sostengono. È soprattutto una sentenza imprudente e, forse, pericolosa. Nel 2001 scoprimmo, con stupore e sorpresa, come in nome della "sicurezza", dell'"ordine pubblico", del "pericolo concreto e imminente", della "sicurezza dello Stato" si potesse configurare un'inattesa zona d'indistinzione tra violenza e diritto, con gli indiscriminati pestaggi dei manifestanti nelle vie di Genova, il massacro alla scuola Diaz, le torture della Bixio.</p>
<p>Oggi, 2008, quelle formule hanno inaugurato un "diritto di polizia" che prevede - anche per i bambini - lo screening etnico, la nascita di "campi di identificazione" che spogliano di ogni statuto politico i suoi abitanti. Quel che si è intuito potesse incubare a Bolzaneto, è diventato oggi la politica per la sicurezza nazionale. La decisione di Genova ci dice che la giustizia si dichiara impotente a fare i conti con quel paradigma del moderno che è il "campo". Avverte che in questi luoghi "fuori della legge", dove le regole sono sospese come l'umanità, ci si potrà affidare soltanto alla civiltà e al senso civico delle polizie e non al diritto. Non è una buona cosa. Non è una bella pagina per la giustizia italiana.</p>
<p><!-- do nothing --></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Come Ferrari, io in piazza no!]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=90</link>
<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 12:20:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ferratif</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Mi ritrovo in queste righe scritte da Pier&#8230;a sul suo blog (www.pierangeloferrari.it). Sopratt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://pensatori.files.wordpress.com/2008/07/banner1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-91" src="http://pensatori.wordpress.com/files/2008/07/banner1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="46" /></a></em></p>
<p><em>Mi ritrovo in queste righe scritte da Pier...a sul suo blog (<a href="http://www.pierangeloferrari.it">www.pierangeloferrari.it</a>). Soprattutto dove dice che Di Pietro e Travaglio sono di destra. </em></p>
<p><em>Ciao, Francesco</em></p>
<p>Domani sarò a Roma, come ogni martedì, ma non andrò in piazza Navona. ’Pancho’ Pardi e Antonio Di Pietro sono lontani dalla mia cultura politica. Considero il massimalismo e la demagogia tra i mali peggiori di cui soffre questo Paese, due delle cause principali che lo hanno ridotto nelle condizioni in cui si trova. E, poi, come ha scritto Peppino Caldarola, non si tratta di una manifestazione dei girotondini di ritorno: <em>“più dei girotondi si presentano come</em> <em>un’alternativa non ‘nella’ sinistra ma ‘alla’ sinistra</em>“. Non a caso i suoi organizzatori e profeti, Di Pietro e Travaglio, non hanno mai fatto mistero delle proprie simpatie di destra. Insomma, non è casa mia, non sono a mio agio tra urlatori e inquisitori. <em><strong>In piazza Navona si ritroverà,</strong></em> <em><strong>domani, l’antipolitica</strong></em>. La vecchia, nefasta antipolitica che ha cavalcato tutte le buone cause, trasformandole in farina del diavolo, in pretesti di delegittimazione dei partiti e della politica medesima.</p>
<p>Ma, si dirà, domani in piazza non ci saranno solo i dipietristi. Hanno aderito alla manifestazione molti intellettuali della sinistra liberal e anche esponenti del PD. Non è, pertanto, una manifestazione di destra. Non, non lo è, ma è l’ennesimo episodio di quella eterogenesi dei fini, che è la più radicata coazione a ripetere della sinistra italiana al tempo della seconda repubblica. La quale, non a caso, iniziò con un vigoroso scuotimento dell’albero fradicio della prima repubblica, i cui frutti ereditari furono raccolti da Silvio Berlusconi. Perchè, è bene ricordarlo, soprattutto in queste circostanze, la stagione di Tangentopoli - con il crollo del vecchio sistema di potere, i girotondi davanti al palazzo di giustizia di Milano, l’attesa eccitata di una rigenerazione palingenetica, la popolarità dei giudici, giustizieri di antichi privilegi - portò diritto e filato, nel 1994, alla vittoria elettorale di Berlusconi, a cui bastarono pochi mesi per dare vita a Forza Italia. La lezione, mai imparata da massimalisti e demagoghi, di quello sbocco drammatico, che ha impresso una svolta - tuttora in corso - alla storia d’Italia, ci dice che non si esce da una crisi mobilitando le piazze, non si risolvono questioni complesse agitando fantasmi e impugnando megafoni. L’unica via d’uscita è quella offerta dalla politica, nelle condizioni date. Vale anche per la politica, l’antico adagio popolare, secondo cui il meglio è nemico del bene. Il demagogo insegue il meglio e disdegna il bene, inteso come avanzamento, per quanto parziale, sulla strada della soluzione di un problema. Così, oggi, sulla questione giustizia, il demagogo veda l’enormità delle leggi <em>ad personam</em> del sempre uguale Berlusconi e lì si scaglia, schiuma alla bocca. Coloro che si mettono all’opera per trovare una via d’uscita che riduca i danni e mantenga il confronto sul terreno dello Stato di diritto, come il presidente Napolitano, sono miopi e traditori.</p>
<p>Questo è il punto. Berlusconi lo conosciamo, da lui non potevamo aspettarci altro. Il consenso di cui gode è la mortificazione più grande che si autoinfligge il nostro Paese. Il berlusconismo ha assunto, via via, tratti drammatici nella misura in cui si è confermato come l’autobiografia del Paese. Egli vince le elezioni perchè è popolare, ed è popolare perchè - nonostante le reiterate prove contrarie - gli italiani si fidano di lui. Peggio, si riconoscono in lui. La maggioranza, s’intende, ma si tratta di una robusta maggioranza. Da qui bisogna partire, dalle condizioni culturali e morali della maggioranza degli italiani. O, come direbbe, Giacomo Leopardi, dallo <em>“stato presente dei costumi degli italiani”.</em> Costumi deplorevoli, oggi come allora, quando inducevano il grande intellettuale alla sconfortata conclusione che <em>“il più savio partito è quello di ridere</em> <em>indistintamente e abitualmente d’ogni cosa e d’ognuno, incominciando da se medesimo”.</em> Se non vogliamo ridere (a quello sbocco è già arrivato, a modo suo, Beppe Grillo) o piangere o limitarci alla protesta (attività tutte impolitiche e sterili), dobbiamo occuparci delle <em><strong>vie d’uscita politiche</strong></em>, nelle condizioni date. La principale delle condizioni è data dai rapporti di forza parlamentari, che registrano i rapporti di forza nel Paese. In queste condizioni è possibile (è doveroso) fare appello all’opinione pubblica, opporsi fermamente in Parlamento a provvedimenti scandalosi, dare battaglia politica e culturale contro una deriva sudamericana che ci isola dall’Europa civile.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa de l'Unità addio...]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=37</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 11:56:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo</dc:creator>
<guid>http://pensatori.it.wordpress.com/2008/05/28/festa-de-lunita-addio/</guid>
<description><![CDATA[Che profonda tristezza.
Gli anni scorsi in questo periodo ricordo che prenotavo le ferie per poterci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pensatori.files.wordpress.com/2008/05/20080525.gif"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-38" style="border:0 none;float:left;margin:1px 2px;" src="http://pensatori.wordpress.com/files/2008/05/20080525.gif" alt="" width="250" height="250" /></a>Che profonda tristezza.</p>
<p>Gli anni scorsi in questo periodo ricordo che prenotavo le ferie per poterci essere.</p>
<p>Ora, invece, non c'è più niente.</p>
<p>Barbara</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scontri all'esterno dell'Università "La Sapienza" di Roma tra militanti di estrema destra e giovani antifascisti]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Tue, 27 May 2008 14:46:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>ba80</dc:creator>
<guid>http://pensatori.it.wordpress.com/2008/05/27/scontri-allesterno-delluniversita-la-sapienza-di-roma-tra-militanti-di-estrema-destra-e-giovani-antifascisti/</guid>
<description><![CDATA[Ci mobilitiamo?
Barbara
Scontri all&#8217;esterno dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Ci mobilitiamo?<br />
Barbara<br />
Scontri all'esterno dell'Università "La Sapienza" di Roma tra militanti di estrema destra e giovani antifascisti. I disordini («una vera e propria aggressione», raccontano i collettivi di sinistra) si sono verificati in via Cesare de Lollis. Alcune persone sono rimaste ferite. Tre di loro sono stati medicati al pronto soccorso del Policlinico Umberto I. «Si tratta di tre codici gialli - fanno sapere dall'ospedale - Uno ha una spalla lussata, altri due hanno ferite alla testa, non profonde. Sembra che abbiano subìto delle sprangate». L'episodio è avvenuto in seguito alla vicenda dell'assemblea sulle foibe prevista inizialmente nella facoltà di Lettere, alla quale il rettore ha negato l'autorizzazione dopo la mobilitazione degli studenti antifascisti (continua nel commento).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Silenzio, va in scena....]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Sat, 24 May 2008 12:23:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo</dc:creator>
<guid>http://pensatori.it.wordpress.com/2008/05/24/silenzio-va-in-scena/</guid>
<description><![CDATA[
Signori, silenzio! Nessuno parli, disturbi o si intrometta! Il nuovo governo di Silvio IV va in sce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pensatori.files.wordpress.com/2008/05/y1pw5yocodrth1nmuufbmrexwhfxlpjhutrn-y1anmxr36jdjehwhbs4lmg9iul8fnco37gmyb4h1g.jpg"><img class="alignleft" style="border:0 none;float:left;margin:1px 4px;" src="http://pensatori.wordpress.com/files/2008/05/y1pw5yocodrth1nmuufbmrexwhfxlpjhutrn-y1anmxr36jdjehwhbs4lmg9iul8fnco37gmyb4h1g.jpg?w=240" alt="" width="240" height="300" /></a></p>
<p>Signori, silenzio! Nessuno parli, disturbi o si intrometta! Il nuovo governo di Silvio IV va in scena e nessuno provi a disturbarlo. Che si parli delle considerazioni di Travaglio, dei rifiuti della Campania, dell'urgente ponte sullo stretto, del nucleare a go-go o del fascistissimo decreto sui migranti, nessuno disturbi.</p>
<p>Sia ben chiaro a tutti che è iniziata una nuova stagione, le minoranze (che abbiamo il 40% o il 30%, minoranze sempre sono) si parlano; anzi dialogano! Ma che vuol dire dialogano? Temo significhi che chi governa fa quel che vuole e chi fa opposizione tace... altrimenti si demonizza l'avversario, si è antiberlusconiani e, per di più, si rovina il clima positivo. Positivo sempre e solo per loro.<!--more--></p>
<p>Ieri il capo dell'opposizione (???) era a Milano, con tutto il governo ombra, incluso il ministrombra per i rapporti con il parlamento (mica uno qualunque...), ha detto e fatto, brigato e disfatto, il tutto ospite gradito di Formigoni... Vorrà dire qualcosa? Mah!</p>
<p>Ora le cose sono chiare, ancora di più per chi ha visto La7 l'altro ieri sera, potevate votare per un'idea di paese, magari l'avete fatto, anche se l'idea di Paese del PD è questa (nucleare, ponte, tav, dal molin, rigassificatori, inceneritori, discariche, riforma costituzione, afghanistan, iraq, etc. Se po fà!)! Io non ci sono stato e mai ci starò, voi che fate? Sarete servi del padrone?</p>
<p>Matteo</p>
<p>P.S.   Mi è venuta in mente una canzoncina....<br />
I borghesi son tutti dei porci,<br />
più sono grassi più sono lerci,<br />
più son lerci e più c’hanno i milioni,<br />
i borghesi son tutti …</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marco Bavaglio?]]></title>
<link>http://pensatori.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 11:18:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Matteo</dc:creator>
<guid>http://pensatori.it.wordpress.com/2008/05/13/marco-bavaglio/</guid>
<description><![CDATA[Siamo di nuovo qui a parlare di censura e censori, il Travaglio ha colpito ancora&#8230;
Il giornali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo di nuovo qui a parlare di censura e censori, il Travaglio ha colpito ancora...</p>
<p>Il giornalista può piacere o no, di certo trovo scandalosa la condotta di Veltroni &#38; Friends (scontato il comportamento dei fascisti).</p>
<p>Voi che ne dite?</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/c2S7B-2oMYU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/c2S7B-2oMYU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>

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