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	<title>italia-improbabile &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/italia-improbabile/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "italia-improbabile"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 10:50:33 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Aquilaia (Umbria) - Un pioniere del Volo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=68</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 14:55:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il personaggio più famoso nella storia altrimenti monotona di questa cittadina fu, come ricorda una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;"><span>Il personaggio pi</span></span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> famoso nella storia altrimenti monotona di questa cittadina fu, come ricorda una lapide sulla torre in piazza con inciso un paio di ali spezzate e il motto <span>"Io volo!"</span>, Teobaldo Scapestri detto il Testadura sia per la sua caparbietà che per motivi di carattere fisico.<br />
Teobaldo aveva servito presso il grande Leonardo e l'aveva seguito nelle sue peregrinazioni, almeno finch</span><span style="color:blue;">é</span><span style="color:blue;"> un'inaspettata eredit</span><span style="color:blue;">à</span><span style="color:blue;"> gli concesse di lasciare il proprio lavoro e di tornare ad Aquilaia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Era rimasto fortemente colpito da Leonardo e dalle sue invenzioni, in particolare quelle riguardanti il volo umano e una volta sollevato dagli obblighi di un lavoro, si dedic</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a mettere in pratica quello che il genio di Vinci aveva lasciato sulla carta; si costruì allora un paio di rozze ali di tela grezza, impeciate e accordate alla meno peggio, del tutto somiglianti a quelle che aveva pi</span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> volte visto disegnare il suo maestro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://achedes.files.wordpress.com/2008/04/leoglider.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-94 aligncenter" src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/leoglider.jpg?w=300" alt="" width="225" height="141" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Quando secondo lui furono a posto, una fredda mattina del 1514, salì sull'alto della torre del paese, si allacci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> le ali al petto e alla schiena, si protese sulla piazza, spalancò le braccia e dopo aver proclamato ad alta voce "Io volo!" si lanci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> nel vuoto. Cadde come un sasso sul mercato sottostante finendo sul carretto di un commerciante di uova che incurante delle sue malmesse condizioni lo portò a bestemmie e calci nel sedere fino dal podestà per costringerlo a rifondergli il danno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">La cosa non impedì per</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a Teobaldo di riprovarci e, qualche tempo dopo, con un paio di ali nuove, mise in atto un secondo tentativo con lo stesso risultato del primo, se si esclude che quella volta fin</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> sopra dei sacchi di sementi; una terza volta fin</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> invece sopra un carico di letame che and</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a sporcare le merci in varie bancarelle e carri, e fu cos</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> che i mercanti andarono dal podestà e dissero che no, cos</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> non si poteva andare avanti, che lo facevano volare loro sì ma a calci nel culo e alla fine a Teobaldo venne vietato di continuare i suoi esperimenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Caparbio, lo Scapestri ricostruì le sue ali e prese a fare i suoi esperimenti nella notte, e il podestà lasci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> fare, anche perch</span><span style="color:blue;">é</span><span style="color:blue;"> in questo modo Teobaldo non danneggiava nessuno, se non se stesso e, forse, qualche residente nella piazza, che in piena notte si svegliava udendo la coraggiosa frase "Io volo!" e subito dopo lo schianto della testa del nostro eroe sul selciato.<br />
La cosa and</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> avanti per qualche anno, diventò una consuetudine per il paese e quando il nostro passava per le vie di Aquilaia, con la testa fasciata, veniva indicato a dito, deriso e i bambini gli tiravano sassi. Una notte per</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> del 1522 venne udito il fatale "Io volo!" e poi non ci fu nessun altro rumore se non una grassa risata lontana; e quelle furono le ultime notizie su Teobaldo Scapestri che non fu mai pi</span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> visto ad Aquilaia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">C'</span><span style="color:blue;">è</span><span style="color:blue;"> chi dice che finalmente Teobaldo era riuscito a volare e se n'era andato lontano, come gli uccelli; altri dicevano che a furia di sfidare la natura Teobaldo se l'era portato via il diavolo. Ci anche fu un ubriacone che s'era addormentato sulla piazza e che raccontò una strana storia, secondo la quale Teobaldo sarebbe salito sopra la torre, avrebbe gridato "Io volo" e avrebbe messo la mano destra sull'incavo del braccio sinistro all'indirizzo del paese; poi se ne sarebbe sceso per le scale e si sarebbe allontanato sopra un mulo ridendo di gusto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Sia come sia, la leggenda vuole che per Aquilaia si aggiri ancora il fantasma di questo pioniere del volo e che talvolta si senta ancora il fatidico "Io volo!" e lo schianto sul selciato; i superstiziosi evitano di parcheggiare sotto la torre per non correre il rischio, come asserisce qualcuno, di ritrovarla la mattina con ammaccature sul cofano e sul tetto, come se qualcosa ci fosse caduto sopra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><em>nell'immagine: disegno di Leonardo da Vinci per il volo umano</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castel Dadietro (Abruzzo) – Un’apparizione misteriosa]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 15:20:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una grotta delle colline sopra Castel Dietro da anni ormai ogni domenica al tramonto ha luogo un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#000080;">In una grotta delle colline sopra Castel Dietro da anni ormai ogni domenica al tramonto ha luogo un'apparizione che il vescovo stesso è stato costretto ad ammettere di origine divina ma sulle quali continua a persistere un forte imbarazzo sia tra gli alti prelati che nella semplice devozione popolare.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#000080;">Quest'apparizione all'inizio appare sempre vestita di una lunga ed ampia unica bianca con cappuccio, resta immobile per qualche minuto, poi alza le braccia in segno di benedizione e infine se ne va lasciando in tutti i presenti una sensazione di profonda pace e serenità che tutti i testimoni non esitano a definire "divina".</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#000080;">Fin qui, tutto bene; il punto è che, a differenza delle apparizioni per così dire canoniche, questa compare sempre e solo di schiena e, anche per colpa della tunica e del cappuccio, non si capisce mai quale santo o altro ente divino possa essere.</span></p>
<p style="text-align:center;" align="justify"><a href="http://achedes.files.wordpress.com/2008/04/scansione0003.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-90" src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/scansione0003.jpg?w=468" alt="baruffa religiosa" width="287" height="271" /></a></p>
<p align="justify"><span style="color:#000080;">Come si diceva, la chiesa è stata costretta a riconoscere la veridicità del miracolo, ma è alquanto preoccupata dal comportamento dei devoti che ogni domenica si recano in pellegrinaggio alla grotta dell'apparizione; si sono infatti formate diverse fazioni (le più numerose sono quelle dei Madonnisti -che dicono che quella che appare è la Madonna; e dei Crististi -che sono convinti trattasi invece di Gesù Cristo; ma ci sono anche i Sangabrielearcangelisti, i Padrepiisti e altri ancora) che se fino al momento dell'apparizione se ne stanno tranquilli a pregare, quando questa se ne va dopo aver lasciato loro la sensazione di profonda pace e serenità, si affrontano in zuffe blasfeme ed esecrabili, con teste fracassate a colpi di aspersorio, tentativi di strozzamento col rosario, ceri benedetti ficcati in posti innominabili, il tutto accompagnato da terribili urla e bestemmie.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#000080;">Se volete andare anche voi a vedere l'apparizione, siate prudenti e cercate in ogni caso di tenervi lontano dai gruppi più facinorosi, i cui membri portano sciarpe e innalzano striscioni dai nomi inquietanti come "Brigate Padre Pio" , "Madonna Warriors" o simili.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VERDOULAZ (Valle d'Aosta) - Il castello del porco]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 13:34:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Su un monte appena sopra questo paese, inconfondibile per la sua forma slanciata, si erge uno dei pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#003366;">Su un monte appena sopra questo paese, inconfondibile per la sua forma slanciata, si erge uno dei più bei castelli di tutta la valle, quello del duca di Verdoulaz, costruito nel 1500 e che è rimasto praticamente intoccato.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#003366;">Il castello è aperto alle visite, ma bisogna fare attenzione a non lasciare le signore da sole in qualche stanza, dal momento che potrebbero essere oggetto delle attenzioni del fantasma di Nicolas III di Verdoulaz, detto le Duc Cochon. Nicolas in vita era un incorreggibile dongiovanni, e pare che anche da morto non abbia perso le vecchie abitudini: per questo se qualche turista donna s'attarda e si stacca dal resto della comitiva, è molto facile che incominci a sentire dei sussurri alle orecchie, risolini, ammiccamenti, proposte più o meno velate; se poi il fantasma è in un giorno di grazia, le donne sentiranno come delle folate di vento a sollevar loro le gonne oppure come delle leggere carezze al posteriore e altrove.</span></p>
<p align="justify"><a title="//www.allposters.com/" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="//www.allposters.com/" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg" alt="//www.allposters.com/" width="194" height="215" /></a></div>
<p align="justify"><span style="color:#003366;">La storia del fantasma è ben nota, e non son poche le turiste di una certa età, generalmente zitelle e di aspetto non gradevole, che si recano appositamente in visita al castello, facendo in modo di restare sole nelle ampie sale; sembra però che il fantasma, che anche da vivo era dotato di buon gusto, accolga queste con risate sguaiate, insulti, forti pernacchie e, nei giorni di grazia, a calci nel sed</span>ere.</p>
<p align="justify">
<p><span style="color:#800000;"><em>immagine tratta da: http://www.allposters.com/ </em></span></p>
<p align="justify">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FRATTOLE (Sicilia) – L’uomo più vecchio d’Italia]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=74</link>
<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 15:07:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Frattole va giustamente orgogliosa di Prospero Vegliardi di fu Gaetano, il suo cittadino più famoso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span style="color:#000080;">Frattole va giustamente orgogliosa di Prospero Vegliardi di fu Gaetano, il suo cittadino più famoso, l’uomo più vecchio d’Italia che raggiunse la bella età di 142 anni esatti, infatti era nato il 16 dicembre dell’anno 1852 e morì nello stesso giorno dell’anno 1994 quando, già  sofferente a causa di gravi </span></span><a title="old man" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/vecchio.gif"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="old man" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/vecchio.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/vecchio.gif" alt="old man" width="150" height="163" /></a></div>
<p><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span style="color:#000080;">problemi asmatici, morì stroncato dallo sforzo di soffiare sulle 142 </span></span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span style="color:#000080;">candeline </span></span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;"><span style="color:#000080;">della torta che gli avevano portato gli incauti telecronisti di “Italia in Diretta” per un servizio esclusivo (che peraltro venne interrotto e mai più trasmesso).</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SBRISSIO (Veneto) – Il beato Ruzzolone]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
<guid>http://achedes.wordpress.com/?p=77</guid>
<description><![CDATA[Questo paese è noto per il santuario che porta il suo nome e che si incontra andando su per il mont]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">Questo paese è noto per il santuario che porta il suo nome e che si incontra andando su per il monte Inciampo all'altezza del bivio per Campobelino. Si noterà, sulla parete del monte, un sentiero scosceso al termine del quale c'è una ripida scala scavata nella roccia che porta ad una nicchia dove si trova la statua della Madonna di Sbrissio, detta anche la Madonna Che Ride.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">La storia di questa Madonna è molto antica: pare che la statua sia stata collocata là nel 1126, dopo un'apparizione mariana a tre pastorelli del luogo e venne chiamata la Madonna delle Pecore; in seguito, durante la peste del 1232, la statua venne vista piangere e venne chiamata la Madonna che Piange e la conservazione del luogo, ormai frequentato devotamente da molti fedeli, venne affidata a frate Ruzzolone da Bentistà, il quale aveva l'incarico di salire ogni giorno fino alla statua per pulirla dalle tracce che i numerosi uccelli di passaggio lasciavano quotidianamente.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;"> Ora, un giorno avvenne che mentre il frate saliva con straccio ed il secchio d'acqua fino alla statua, mise un piede in fallo e scivolò giù per la scala, infilando la testa nel secchio e rotolando fino a valle in mezzo a rovi, pietre e sterpaglie. A questa scena, come testimoniarono tutti i pellegrini presenti, accadde il terzo miracolo: la bocca della statua si aprì e lasciò partire una risata forte e prolungata che risuonò per tutta la valle, mentre all'intorno si spargeva un forte odore di rose.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;" align="center"><a title="frate caduto" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/frate.gif"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="frate caduto" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/frate.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/frate.gif" alt="frate caduto" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">Da allora la Madonna prese il nome che mantiene tuttora, e venne fatta oggetto di una venerazione ancora più numerosa con dei risvolti piuttosto fastidiosi per fra Ruzzolone: i fedeli infatti presero, all'insaputa del religioso, ad ungere i gradini di roccia con grasso o strutto, a lasciarvi sopra bucce di banana, a bagnarli d'acqua d'inverno perchè gelasse, a passarvi sopra cera di sego, insomma a fare in modo che Ruzzolone scivolasse giù per la scala; qualcuno arrivava addirittura a nascondersi dietro un albero per dargli una spinta o per fargli lo sgambetto. Poi, mentre il povero frate scivolava e cadeva, i fedeli restavano in preghiera con lo sguardo fisso sulla statua, a vedere se il miracolo si ripeteva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000066;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;">Purtroppo, nonostante non passasse giorno che Ruzzolone non rovinasse fino a valle col suo secchio e il suo straccio, il miracolo non si ripetè ma la fede dei pellegrini era tale che continuarono a far cadere il frate fino al giorno in cui questo, ormai vecchio e con i segni di più di mille cadute, incocciò con la testa una roccia più spigolosa delle altre e lì ci rimase raggiungendo in tal modo una pace tanto meritata che in breve tempo fu proclamato Beato.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mutolo (Abruzzo) - Il segreto dei cittadini]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 11:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
<guid>http://achedes.wordpress.com/?p=85</guid>
<description><![CDATA[Mutolo è un piccolo paese sulle pendici del Monte Tacito e conta meno di cinquemila anime.
Leggenda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Mutolo è un piccolo paese sulle pendici del Monte Tacito e conta meno di cinquemila anime.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Leggenda vuole che i mutolesi nascondano un terribile segreto che si tramandano di generazione in generazione da tempo immemorabile e di cui nessuno, a parte gli stessi abitanti del paese, pare sia mai venuto a conoscenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Nessuno infatti è mai riuscito ad incrinare la riservatezza dei mutolesi, e addirittura nel Medioevo qualche signorotto provò ad estorcere con minacce, torture, violenze di vario genere il segreto, ma senza alcun risultato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">C'è chi ha fatto ipotesi varie sulla natura di questo segreto e a questo proposito c'è chi parla di profezie catastrofiche, di co</span><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">ntatti alieni, di magia nera, di animali fantastici, ma in realtà nessuno pu</span><span style="color:#333399;">ò</span><span style="font-family:Verdana;color:#333399;"> dire di saperne veramente qualcosa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="center"><a title="brutti ceffi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="brutti ceffi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.thumbnail.jpg" alt="brutti ceffi" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Si potrebbe anche pensare che non esista nessun segreto, ma è un fatto che in questo paese è comunissimo vedere piccoli crocchi di tre, quattro persone, di solito in luoghi appartati, che parlano sottovoce fra di loro, guardandosi attorno con aria sospetta, con gesti allusivi e ammiccamenti vari; se qualche estraneo si avvicina ad uno di questi gruppi, il gruppo immediatamente si scioglie salutandosi ad alta voce con aria indifferente e se poi quello domanda di cosa stavano parlando, per tutta risposta avrà un'alzata di spalle e "Ma niente, niente, cose nostre, sciocchezze..." in un tono annoiato che non però ammette repliche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">A parte questo, gli abitanti di Mutolo sono molto cordiali e il cibo in paese è ottimo.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DEMILLINA (Puglia) – Funghi e visioni]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:36:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
<guid>http://achedes.wordpress.com/?p=73</guid>
<description><![CDATA[Nei boschi selvaggi attorno a Demillina crescono molte varietà di funghi velenosi, anche se raramen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Nei boschi selvaggi attorno a Demillina crescono molte varietà di funghi velenosi, anche se raramente mortali, che gli abitanti dei luoghi limitrofi ricercano con passione per il loro alto potere ipnotico ed allucinogeno.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Sembra che gli effetti di questi funghi siano alquanto singolari, e che proprio per questi effetti non siano riconducibili ad un'altra qualsiasi tipologie di droghe e sostanze allucinogene sia naturali che artificiali finora conosciute.</span></p>
<p align="justify"><a title="funghi.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="funghi.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg" alt="funghi.jpg" width="171" height="148" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Chi ingerisce questi funghi infatti dopo poco tende ad assumere una posizione seduta, sia che si trovi all’aperto che si trovi in luoghi chiusi, e dopo aver trovato una comoda posizione se ne sta immobile c</span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">on lo sguardo fisso nel vuoto, talvolta con reazioni emotive che possono andare dal pianto ad improvvisi e irrefrenabili scoppi di risa; la persona rimane sotto l’effetto del fungo per un periodo che va da una a due ore e che può -raramente- arrivare in certi casi anche a tre o più ore (ma va detto che in questi casi il drogato sembra ogni tanto esprimere dell'insofferenza: si alza, fa due passi, urina, si accende una sigaretta, si stiracchia ma poi comunque ritorna nella posizione in cui s'era accomodato all'inizio.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">La particolarità di queste allucinazioni consiste nel non essere semplici fantasie mentali, deliri mistici o alterazione delle percezioni della realtà: le testimonianze concordano nel definire queste allucinazioni dei veri e propri film, con una storia complessa e finita che il drogato segue a iniziare dai titoli di testa fino alla rituale parola "fine" o "the end" che conclude il suo viaggio.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Non solo: questi funghi sono di varietà alquanto differenti e alle singole specie corrispondono differenti allucinazioni. Abbiamo così il Fungo Pistola (<em>boletus waynianensis)</em>, che provoca la visione di film western; il Gallinaccio Marziano (<em>cantharellus ufosius)</em>, che provoca la visione di film di fantascienza; la Vescia Crepapelle (<em>licoperdaceus ridarolis)</em>, che provoca la visione di film umoristici, e via dicendo, per tutti i gusti e preferenze: nella chiesa di Demillina ogni domenica il parroco tuona contro i danni che può portare il consumo del Durone Turgido (<em>amanita moaniana</em>) che provoca la visione di film a carattere esplicitamente sessuale anche se il sindaco, noto anticlericale, gli rinfaccia il ripetuto uso della Spugnola della Madonna (<em>elvellacea clericalis</em>) con cui, a detta del suo oppositore, il buon prete si vede film come “Marcellino pane e vino”, “Bernadette”, ecc.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Gli abitanti del luogo sono quasi tutti abituali consumatori dei loro funghi ma ne sono anche molto gelosi e cercano di scoraggiare i turisti occasionali dalla loro raccolta ed uso; quindi, anche se siete in vena di trasgressioni e volete proprio provare un’esperienza di questo genere, non fidatevi dei consigli di “esperti” locali: potrebbero indicarvi il pericoloso Neraccio Merdoso (boletus vomitus) in cui vedreste film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia oppure film di Pingitore o altre pellicole tutte comunque dall’alto livello di tossicità; addirittura potreste trovarvi ad ingerire inconsapevolmente la letale Peveraccia Lacrimosa (steccherinus sentimentalis) il cui effetto è prima la visione completa di film con Amedeo Nazzari e poi –inevitabilmente- la morte preceduta da acuti dolori e spasimi. Quindi attenzione, e diffidate.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA FUGAZZA (Umbria) - Le pitture nella grotta]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=42</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 07:33:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[A circa 10 km. da questo paese, in direzione nord, verso il Pian delle Vacche, si incontrano le pend]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#000080;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">A circa 10 km. da questo paese, in direzione nord, verso il Pian delle Vacche, si incontrano le pendici del monte Fugazzera, dove si apre una piccola grotta attraversata per un breve tratto da un fiume sotterraneo. Il posto è conosciuto da tempo, ma fu solo nel 1979, con attrezzature moderne, che un gruppo di speleologi subacquei si immerse ad esplorare il corso del fiume fino a scoprire, dopo un sifone naturale, l'esistenza di un'altra grotta, molto più grande, con una serie di pitture rupestri che gli esperti stabilirono risalire al neolitico, quando certamente la grotta era molto più accessibile.</span></span></p>
<p><a title="rupestri.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/rupestri.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="rupestri.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/rupestri.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/rupestri.jpg" alt="rupestri.jpg" width="342" height="207" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;" align="justify"><span style="color:#000080;"><span style="font-size:10pt;line-height:150%;font-family:Verdana;">La stranezza di queste pitture è che rappresentano animali che, indiscutibilmente, non fanno parte della fauna locale: vi si riconoscono infatti un canguro, un ornitorinco, un cammello e un altro animale che, nonostante gli esami, le analisi, le ipotesi e ricostruzioni possibili fatte in anni e anni di studi e ricerche fatte da parte di scienziati di tutto il mondo, continua a non essere identificabile se non con un noto personaggio televisivo, Topo Gigio. Per questo gli scienziati, pur riconoscendo a denti stretti l'autenticità delle pitture, ne parlano con imbarazzo e appena possono cambiano discorso.</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>Immagine: pitture rupestri di Yellow Jacket Canon, Colo., da: <a href="http://memory.loc.gov">http://memory.loc.gov</a></em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GARGIULONA (Campania) – La pesca al lamellibranchio infimus]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 07:33:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gargiulona è un porto della costa napoletana i cui abitanti da tempo immemorabile sono dediti alla ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Gargiulona è un porto della costa napoletana i cui abitanti da tempo immemorabile sono dediti alla pesca del <em>lamellibranchio infimus</em>, una specie rara di piccolissimo crostaceo reperibile solamente a ridosso delle spiagge pietrose del posto e che è ricercatissimo per la sua squisitezza; la pesca di quest’animale è però ardua e difficile, anche perché per mantenere il proprio delizioso sapore la bestiola va mangiata cruda, mentre ancora sta muovendosi nell’acqua marina.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Per questo motivo i pescatori di Gargiulona hanno nel tempo consolidato un sistema di pesca più unico che raro: essi stanno a galleggiare a pancia in giù per ore in appostamento nelle acque vicino alla riva, con la testa sotto il pelo dell’acqua e tenendo fra le labbra una lunga cannuccia, in attesa del passaggio del gustoso crostaceo; quando questo appare, si avvicinano con estrema lentezza al malcapitato animale e quanto questo è abbastanza vicino all’estremità della cannuccia, con un solo risucchio forte e deciso aspirano la preda fino alla bocca dove viene consumato questo boccone tanto frugale quanto squisito.</span></p>
<p align="justify"><a title="pescistrani.gif" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/pescistrani.gif"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="pescistrani.gif" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/pescistrani.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/pescistrani.gif" alt="pescistrani.gif" width="360" height="165" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Come si capisce, questo è un tipo di pesca alquanto faticoso e snervante; il fatto poi di dover tenere per ore la testa sott’acqua e di non poter respirare tramite un tubo respiratore (la bocca è infatti impegnata a tenere pronta la cannuccia con cui catturare il lamellibranchio) ha fatto sì che gli abitanti di questa costa, generazione di pescatori dopo generazione di pescatori, abbiano sviluppato una anomalia respiratoria che in termini medici viene chiamata "forma inspiratoria tramite passaggio rettal-gastro-laringeo" mediante la quale l'aria viene inspirata dallo sfintere dell'ano (nella posizione di pesca dei rivieraschi infatti il deretano rimane quasi sempre fuori dell'acqua), da qui passa nel budello, risale per l'esofago, arriva alla trachea ed infine raggiunge i polmoni per poi venire regolarmente espirata dal naso o dalla bocca. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Oltre a questa singolare pesca, ricordiamo che nell’entroterra paese di Gargiulona sorge la più antica e grande fabbrica italiana di caramelle alla menta.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FIENIL DEL BANCO (Emilia Romagna) - I nonni della nebbia]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 06:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 


Tutta la zona di Fienil del Banco, tra Rovigo e Ferrara, è praticamente una palude stagnante ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:x-small;color:#000080;"> </span></p>
<div class="posttext" style="font-family:Verdana;">
<div class="posttext-decorator1">
<div class="posttext-decorator2"><span style="font-size:x-small;color:#000080;">Tutta la zona di Fienil del Banco, tra Rovigo e Ferrara, è praticamente una palude stagnante caratterizzata dalla presenza costante di folti banchi di nebbia che riducono la visibilità praticamente a zero.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;">Gli abitanti di questi luoghi -chissà da quali tempi lontani- hanno sviluppato un particolare adattamento ambientale individuabile anche a livello somatico: se osservate anche solo di sfuggita la conformazione del loro viso, noterete facilmente quelle i tratti caratteristici di questa popolazione costretta a vivere in mezzo giorno e notte, estate e inverno, in mezzo alle più tenaci e persistenti nebbie del pianeta: le orecchie sono sproporzionate, enormi per poter captare anche il minimo suono; anche il naso è ipersviluppato, dalla larghe narici per potenziare l'olfatto ipersviluppato e dalle grosse vene rosse che non si sa bene a cosa servono ma che tutti da questa parti hanno; gli occhi di colore giallo vivo, costantemente spalancati –mai il minimo battito di palpebra!- in uno sguardo che nella zona chiamano "abajo" oppure "anabajo" a seconda che siano rivolti verso l'alto o verso il basso.<br />
</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;">Ma se gli abitanti del posto hanno imparato tutto sommato a sopravvivere in quelle tristi condizioni, per il malcapitato forestiero che deve recarsi in questo o quel paese, dal momento che la nebbia rende inutile l'uso di qualsiasi segnalazione visiva e che le vie che collegano i vari paesi sono praticamente degli argini che si intersecano fra loro ad angolo retto, la situazione non è certamente piacevole.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><a title="nebbione" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/foggy.jpg"></a></span></p>
<div style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><a title="nebbione" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/foggy.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/foggy.jpg" alt="nebbione" width="264" height="173" /></a></span></div>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"> <span style="font-size:x-small;color:#000080;">Le amministrazioni locali pensarono così di risolvere il problema affidando il controllo delle strade -come d’altronde capita in varie città italiane- a nonni-vigili che in quesito modo da una parte riescono ad integrare la loro talvolta piccola pensione, dall'altra possono rendersi ancora utili alla comunità.<br />
</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;">La cosa funziona in questo modo: i nonni vengono portati agli incroci tra i vari argini e fatti sedere su una sedia di paglia ad uno degli angoli dell’incrocio, muniti di una trombetta a pera e di un fiasco di vino rosso; dopodiché gli anziani se ne stanno seduti ore e ore in mezzo alla nebbia, dando fondo al fiasco e suonando ogni tanto la trombetta, tanto per vedere se c’è qualche altro nonno a qualche altro incrocio (i nonni hanno un codice tutto loro per trasmettersi messaggi con la trombetta) per non sentirsi soli e magari per scambiare qualche chiacchiera –perlopiù terribili bestemmioni. Appena però sentono il rumore di una macchina che si avvicina, i nonni pronti suonano a intervalli regolari la trombetta per attirare l'attenzione dell’autista, mettono gli occhi in posizione "abajo" per farsi individuare e quando poi la macchina si ferma danno al guidatore le adeguate indicazioni sull'incrocio.<br />
</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;">La cosa sembrava funzionare ma da un po' di tempo i nonni, che non sono per niente contenti di rimanere ore e ore giorno e notte in mezzo alla nebbia per quattro soldi (i comuni della zona sono alquanto tirati), hanno incominciato a fornire indicazioni false agli automobilisti cosicché in mezzo alla nebbia ormai è tipica questa sequenza di suoni: rombo di motore; trombetta trombetta trombetta; voce vecchio che da' indicazioni allo sventurato; nuovo rumore di motore; un grosso "pluf" della macchina che cade nella palude; bestemmie dell'autista; satanica risata del nonnetto cui rispondono lontane sopra le acque e gli argini, a catena come gli abbaiare nella notte, le risate solidali degli altri nonni-vigili di ronda nella nebbia.</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SALAZZO (Piemonte) - Guglielmo il Calabraghe]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 17:06:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Lungo la passeggiata sulle mura antiche ma ancora ben conservate di questo paese, si incontra alta ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#000099;"> Lungo la passeggiata sulle mura antiche ma ancora ben conservate di questo paese, si incontra alta e superba la statua in marmo di Guglielmo di Salazzo, condottiero e capitano di ventura detto il Calabraghe, che per lungo tempo, ai soldi del marchese di Salazzo, protesse la città dalle mire di conquista dei Savoia. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;color:#000099;">Va detto che il suo soprannome non deve assolutamente essere inteso in senso dispregiativo, anzi: gli venne infatti attribuito durante l'assedio di Salazzo da parte di Amedeo VI di Savoia, quando Guglielmo salì sulle mura per replicare all'ufficiale nemico che di sotto intimava la resa della città; il condottiero si calò la braghetta e, esibendo orgoglioso a due mani il proprio membro virile, le cui dimensioni erano valse al prode un altro soprannome, quello de l'Esagerato, disse al savoiardo: "Veh chi, dì a quel piciu dell'Amedeo che ci venga lui se ce ne ha uno d'uguale, e che ci porti anche la contessina sua sorella, che qua ce n'è per tutti".</span></div>
<div style="text-align:justify;"><a title="conte Louis de Buade" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/count.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="conte Louis de Buade" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/count.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/count.jpg" alt="conte Louis de Buade" width="113" height="252" /></a></div>
<p><span style="font-family:Verdana;color:#000099;">Secondo alcuni storici però l'episodio non ebbe mai luogo e il soprannome Calabraghe venne attribuito a Guglielmo in forza delle sue virtù e pratiche amorose; pare infatti che l'eroe di Salazzo nella sua vita non facesse altro che battagliare e fare l'amore, il più delle volte ambedue le cose in contemporanea, forte e deciso sia nelle tenzoni di campo che in quelle di letto. </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;color:#000099;">Sia come sia, per queste sue doti la sua statua è oggetto di una particolare attenzione superstiziosa, come si può benissimo notare dall'erosione del marmo reso lucido da innumerevoli toccamenti proprio all'incrocio delle gambe, laddove il Calabraghe riponeva, pare appunto raramente, il proprio orgoglio.</span></div>
<p><span style="color:#800000;"><em>nell'immagine: statua di Louis de Buade a  Quebec City</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VAL NASONA (Veneto) – Gli “scaculass”]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=24</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cacolette è una ridente cittadina della Val Nasona nota per le produzioni dell’artigianato locale]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">Cacolette è una ridente cittadina della Val Nasona nota per le produzioni dell’artigianato locale, piccole statuette (la loro grandezza in effetti non supera mai le dimensioni di un pugno) raffiguranti animali del posto come la volpe, la mucca, la cornacchia, ecc. Oppure scene di vita locale come il taglio del fieno, la raccolta delle mele o altro ancora e perfino piccoli presepi che meravigliano per la loro accuratezza e che fanno bella mostra di sé nei mercatini di tutta la valle.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">La tradizione di queste sculture è molto antica e viene affidata ad artigiani specialistici che si tramandano il mestiere di padre in figlio e che vengono chiamati "scaculass", cioè scaccolatori, dato che queste miniature vengono da loro costruite con arte e pazienza utilizzando unicamente le caccole del naso.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;"><a title="fingernoseeye.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/fingernoseeye.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="fingernoseeye.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/fingernoseeye.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/fingernoseeye.thumbnail.jpg" alt="fingernoseeye.jpg" width="195" height="295" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">Gli "scaculass" sono l'orgoglio di tutti i valligiani al punto che da queste parti soffiarsi il naso è considerato uno spreco ed è allora preferibile tenersi le narici intasate per fornire la materia prima agli artisti: quando ce n'è abbastanza, si sente risuonare per la vallata il tipico richiamo "<em>Uelà uelà el scaculass! Vè cà, vè cà o scaculass</em>"; a questo richiamo, uno degli artigiani parte dal borgo, arriva da chi l'ha chiamato e dopo averlo ringraziato con la tipica frase "<em>Sun chi, sun chi me scaculass</em>" inizia a scaccolarlo con minuziosa attenzione e delicatezza. Anche quando è il paesano a recarsi nella bottega dello scaculass, vengono dette le medesime parole, in un cerimoniale che si ripete uguale da secoli.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">Pur essendo gli unici al mondo a vantare una simile tradizione e pur essendo molto orgogliosi della loro arte, gli "scaculass" non ne sono gelosi e quando visiterete il paese, non mancate di entrare in una delle loro botteghe: sia che l'artigiano stia lavorando alla composizione delle sue opere, sia che stia procacciandosi la materia prima dal proprio o altrui naso, vi saluterà con un sorriso e vi tenderà la mano per una stretta (che vi raccomandiamo di accettare, se volete tenervelo amico).</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">Potrete così vedere da vicino la sua bottega, egli vi mostrerà i suoi lavori già completati, secchi e quelli ancora teneri, in fase di lavorazione; alla fine, se vi accorgete di essergli entrati in simpatia, potrete chiedergli di darvi una piccola scaccolatina e se non vi eravate sbagliati egli si accomoderà su uno sgaabello davanti a lui e procederà alla fatidica operazione tenendovi nel contempo compagnia raccontandovi storie del posto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;font-family:Verdana;color:#000099;">A dire il vero, gli "scaculass" trovano le caccole dei forestieri piuttosto scarse per quantità e alquanto difficili da lavorare, ciononostante farà il suo lavoro con la consueta cura e passione perché questi artisti sono, prima di tutto, uomini di buon cuore.</p>
<p><em><span style="color:#800000;">immagine da: http://www.marriedgamer.com/2008/01/24/things-more-fun-then-undertow/ </span></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PASSO DEL DODO (Calabria) – Animali estinti]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=38</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 16:41:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questa zona vivevano due specie di mammiferi uniche sul pianeta: il Mangialilla, un animale simil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#333399;">In questa zona vivevano due specie di mammiferi uniche sul pianeta: il Mangialilla, un animale simile alla lince che aveva appunto la caratteristica di mangiare solo animali di colore lilla, e il Camaleolilla, un animale simile ad un topo di campagna, di colore lilla sì ma che aveva però la prerogativa di cambiare colore all'avvicinarsi del Mangialilla.</span></p>
<div><span style="color:#333399;">In una fase evolutiva successiva, il Mangialilla divenne daltonico, così poté incominciare a mangiarsi il Camaleolilla il quale però in una fase evolutiva propria inibì la propria capacità di cambiare colore e rimaneva di colore lilla anche se in giro c'era il Mangialilla.</span></div>
<p><a title="dodo" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dodo-bird.gif"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="dodo" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dodo-bird.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dodo-bird.thumbnail.gif" alt="dodo" width="176" height="146" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p align="justify"><span style="color:#333399;">In una ulteriore fase evolutiva, i Mangialilla tornarono a mangiare gli animali di colore lilla, i Camaleolilla ripresero cambiare colore, insomma un bel casino.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#333399;">Per fortuna alla fine ambedue le specie si estinsero: i Mangialilla perché nella fase di daltonismo cercavano di mangiarsi gli orsi bruni (che loro vedevano colore lilla) che erano molto più grossi e famelici di loro, e i Camaleolilla sterminati dalla lince rossa che è sempre affamata e non ha mica tempo di star lì a guardare il colore della roba che mangia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#800000;"><em> nell'immagine: quello sfigato del Dodo</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[HORNFELD - La Colonna del Capriolo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=9</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 18:06:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
<guid>http://achedes.wordpress.com/?p=9</guid>
<description><![CDATA[In questo grosso borgo altoatesino, nel mezzo della piazza del mercato, c&#8217;era tempo addietro u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">In questo grosso borgo altoatesino, nel mezzo della piazza del mercato, c'era tempo addietro una alta colonna di legno sormontata da una testa impagliata di capriolo con lunghe, vistose corna.</span></span></p>
<div class="posttext">
<div class="posttext-decorator1">
<div class="posttext-decorator2">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">La fama di questa colonna è dovuta al fatto che fin dalla prima metà dell'ottocento anonimi delatori incominciarono ad appendervi la notte i nomi dei mariti traditi e di chi li aveva resi tali. Com'è ovvio, la cosa era motivo di grosse liti non solo in famiglia e turbava l'armonia della città.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://mondocane.myblog.it/media/02/00/975f2241485ca12e3a00b9f77e9d0773.jpg" target="_blank"><img style="float:left;border-width:0;margin:0.2em 1.4em 0.7em 0;" src="http://mondocane.myblog.it/media/02/00/009d85445e9aef026b18ea2cea520914.jpg" alt="975f2241485ca12e3a00b9f77e9d0773.jpg" width="320" height="196" /></a><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">Alcuni dei signorotti più in vista (e tra i più citati sulla colonna) si rivolsero al Borgomastro perché mettesse fine a quello scandalo ma il Borgomastro (che era rimasto vedovo molti anni prima e che ormai per motivi d'età molto difficilmente poteva essere coinvolto nella cosa) non vide perché impedire quello che, a suo parere, era uno dei pochi divertimenti che offriva il paese. Pensò anzi di ufficializzare la cosa, istituendo la HornFest (Festa del Corno) in cui le persone coinvolte dovevano ballare in circolo attorno alla colonna del capriolo: sembra che proprio da questa festa sia nata la tipica danza tirolese in cui i ballerini si scambiano sonori ceffoni e grosse pedate nel sedere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-family:Verdana;">La tradizione della colonna del capriolo e della HornFest durò fino al 1923, quando il colonnello italiano Ermanno Princisbecco Valdimontoni, neo responsabile militare della zona, la cui carriera nel regio esercito era notoriamente dovuta più alle battaglie perdute dalla moglie che a quelle vinte da lui, scelse proprio la colonna del capriolo per tenervi il suo discorso di insediamento tra lo sbellicarsi e lo scompisciarsi dei presenti che, pure, avrebbero avuto più d'un motivo per dolersene. In seguito qualcuno si incaricò di informare il colonnello -col necessario tatto- sulle ragioni di quel comportamento e il Princisbecco Valdimontoni, dimostrando uno scarsissimo senso dell'umorismo diede ordine di bruciare la colonna sulle cui ceneri però in seguito venne posta, non si è mai saputo da chi, una grande, lunga, enorme coda di paglia.</span></span></p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VENEZIA Il gondoliere pigro]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=5</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 18:05:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un tempo a Venezia i gondolieri remavano come tutti gli altri rematori, cioè seduti e con due remi,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://mondocane.myblog.it/media/01/02/276f9c0af2b1780b6f09fab6ebe0e405.jpg" target="_blank"><img style="float:left;border-width:0;margin:0.2em 1.4em 0.7em 0;" src="http://mondocane.myblog.it/media/01/02/336a12c00fe9a48143c3f472c82eadc7.jpg" alt="276f9c0af2b1780b6f09fab6ebe0e405.jpg" width="213" height="267" /></a><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Un tempo a Venezia i gondolieri remavano come tutti gli altri rematori, cioè seduti e con due remi, e il perché le cose siano cambiate ce lo racconta la storia di Anzoleto, il gondoliere pigro.</span></span></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Anzoleto era il più bravo gondoliere di tutta Venezia, conosceva a memoria tutti i canali e tutti i rii, sapeva tutto delle maree, delle correnti e dei movimenti delle acque, tanto che, quando doveva portare qualcuno in qualche luogo, dava un paio di colpi di remo, sistemava la gondola in un certo modo e diceva: "Bon, desso ne porta la corente", poi chiudeva gli occhi e si addormentava e la gondola arrivava regolarmente a destinazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">L'abilità e la fama di Anzoleto erano tali che i nobili facevano a gara per farsi portare da lui, compensandolo con borse piene di ducati anche solo per brevi tragitti, e per questo Anzoleto divenne oggetto di invidia da parte degli altri gondolieri.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Una sera Anzoleto, finito il lavoro, stava per tornare a casa e aveva dato un paio di colpi di remo, aveva sistemato la gondola in un certo modo e aveva detto "Bon, desso ne porta la corente", e s'era addormentato mentre la barca si avviava a destinazione. Mentre dormiva però altre gondole si avvicinarono alla sua e, con piccoli colpi di remo, ne deviarono la rotta fino a guidarla fuori della laguna, verso il mare aperto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Trasportata dalle correnti, con Anzoleto sempre addormentato, la gondola navigò per tutta la notte, finché all'alba venne catturata da una nave di pirati dalmati i quali presero un remo della barca, lo appuntirono e vi impalarono lo sventurato Anzoleto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">I gondolieri invidiosi, saputa la cosa, si pentirono e da allora, a ricordo perenne della tortura subita da Anzoleto, tutti i gondolieri di Venezia remano in piedi, con un remo solo.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ALLINDRE' (Piemonte) - Il Vortice dei '60]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=16</link>
<pubDate>Sun, 16 Mar 2008 17:47:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[In una collina ad ovest nella campagna attorno all&#8217;industriosa cittadina di Allindre&#8217; si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color:#000080;">In una collina ad ovest nella campagna attorno all'industriosa cittadina di Allindre' si manifestano da diverso tempo fenomeni stranissimi che hanno fatto parlare di volta in volta gli studiosi di una alterazione selettiva del continuum musico-temporale, di un buco nero di carattere spaziovinilico o di influenze poltergeist-nostalgiche, ipotesi tutte e nessuna valida, dal momento che nessuna di queste può essere verificata.</span><span style="color:#000080;"> </span></p>
<p><span style="color:#000080;">E' un fatto però che su questa collina compaiono all'improvviso, come se fossero spuntati dal terreno o come se si fossero materializzati dal nulla, vecchi 45 giri di cantanti italiani degli anni '60 come Little Tony, Rita Pavone, i Giganti, Gigliola Cinquetti, Marisa Sannia, Nico Fidenco e altri ancora. </span></p>
<p><span style="color:#000080;">Questi vengono reperiti in buono stato, completi di copertine d'epoca con dietro il tagliando per il juke-box,  e nonostante l'opposizione degli studiosi e degli scienziati inviati da Accademie e Università da tutti le parti del mondo, che non gradiscono interferenze nelle loro ricerche, s'è sviluppato ormai un gruppo di fanatici locali che a loro volta non gradiscono la presenza di estranei , soprattutto perchè in comune con i funghi questi oggetti hanno la caratteristica di essere commestibili.</span></div>
<div><span style="color:#000080;">E così gli appassionati pattugliano regolarmente la collina e si impadroniscono di ogni disco che riescono a trovare; la sera poi si riuniscono nei bar locali per scambi sia di materiali che di informazioni scambiandosi assaggi l'un con l'altro di un "Fatti mandare dalla mamma" o di un "Non ho l'età" e commentando poi i diversi gusti.</span></div>
<div><a title="mangiatore di vinile" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dischi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="mangiatore di vinile" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dischi.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/dischi.thumbnail.jpg" alt="mangiatore di vinile" width="170" height="145" /></a></div>
</div>
<div><span style="color:#000080;">In mancanza di spiegazioni scientifiche, questi appassionati stanno elaborando almeno una tipologia empirica del fenomeno: ad esempio pare infatti da loro definitivamente appurato che i dischi di Gianni Morandi e Rita Pavone si trovano di regola sotto piante di acacia subito dopo l'imbrunire ed abbiano un sapore dolciastro, che i dischi di complessi in genere si trovano nei prati preferibilmente di trifoglio ed abbiano un forte sapore di rabarbaro, mentre i dischi di Gino Paoli, Sergio Endrigo e Nicola di Bari si  trovano in luoghi umidi come marcite e simili e abbiano un gusto delicato di violaciocca.</span></div>
<div><span style="color:#000080;">Particolare da non trascurare: non è stato mai,  a tutt'oggi,  reperito alcun vinile di cantanti stranieri  né di Claudio Villa.</span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Castelmazzo (Veneto) - Gli scultori di roccia]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=8</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 04:37:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Camminando per i monti attorno a Castelmazzo, è facile incontrare grosse rocce rozzamente scolpite ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color:#0000ff;">Camminando per i monti attorno a Castelmazzo, è facile incontrare grosse rocce rozzamente scolpite raffiguranti volti o corpi umani in varie posizioni, dai nomi quali "la Vergine di Castelmazzo", "il Nasone di Castelmazzo", "il Soldato di Castelmazzo", "la Gigetta di Castelmazzo", "il Gigante di Castelmazzo", "il Gobbo di Castelmazzo" e via dicendo.</span></div>
<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">Al turista frettoloso queste appaiono il più delle volte come scherzi della natura, fenomeni dovuti ad erosione, frane o altri eventi fortuiti.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">In realtà si tratta di vere e proprie sculture, create con pazienza dai montanari locali; è questa infatti una vecchia tradizione per la quale gli innamorati delusi, coloro che hanno subito dei torti o comunque, chi ha motivo di rancore -a torto o a ragione- con qualcun altro, fa un ritratto di questo nella roccia viva.</span></p>
<p align="justify"><a title="donna silenziosa" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/silent-woman-sculpture.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="donna silenziosa" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/silent-woman-sculpture.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/silent-woman-sculpture.jpg" alt="donna silenziosa" width="152" height="227" /></a></div>
<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">La cosa più singolare di questa tradizione è lo strumento usato dai montanari nel compimento dell'opera: la propria testa, battuta ripetutamente e con costanza e perizia contro la roccia fino a darvi una certa forma.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">Se vi fermate a parlare con qualcuno dei vecchi del paese che sono stati scultori di rocce -riconoscibili dalle profonde cicatrici sulla fronte- tutti vi confermeranno che la creazione di una di queste opere arreca sollievo -soprattutto quando l'opera è conclusa- e che comunque da' all'artista altre cose a cui pensare oltre alle miserie della vita quotidiana anche se, per usare le parole di uno di loro "La roba più dificile, ostia, è meterci la firma!".</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#ff0000;"><em>immagine dal sito: http://www.sungubala.com/</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SONDES (Friuli) - La maledizione del gallo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=27</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 07:04:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Se vi capita di passare per di qua e vi fermate a pernottare in una locanda del posto, prima di cor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#003366;"> Se vi capita di passare per di qua e vi fermate a pernottare in una locanda del posto, prima di coricarvi non chiedete all'albergatore di darvi la sveglia presto la mattina dopo: costui probabilmente vi guarderebbe di traverso, e potrebbe arrivare anche a cacciarvi dal locale.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#003366;">Il fatto è che a Sondes si verifica quotidianamente uno strano fenomeno che pur se è stato oggetto di studi e ricerche serissimi, non è mai stato possibile spiegare in modo scientifico: da secoli infatti per tutto il paese, all'alba, risuona un potente, acuto canto di gallo che sveglia tutta la popolazione. Non ci sarebbe niente di strano se non che a Sondes non ci sono galli, e nemmeno nell'arco di una decina di chilometri dal borgo. Sono stati fatti controlli serissimi, ricerche accuratissime e indagini minuziose, ma il mistero continua.</span></p>
<p align="justify"><a title="The cock crows, di Michael Renk" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/deadcock.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="The cock crows, di Michael Renk" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/deadcock.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/deadcock.jpg" alt="The cock crows, di Michael Renk" width="223" height="223" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#003366;">L'unica spiegazione, se così vogliamo chiamarla, la si trova in una leggenda medievale che racconta di come, passando il Barbarossa per il paese e fermandosi a dormire, diede ordine di non svegliarlo per nessun motivo altrimenti avrebbe fatto volare qualche testa; impauriti, gli abitanti di Sondes andarono a tirare il collo a tutti i galli del paese e a quelli del contado per evitare che venisse disturbato il sonno del crudele condottiero.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#003366;">Nel paese quella notte s'era fermato anche Cresto, un uomo pio che se ne andava pellegrino verso Roma, che accortosi della strage che veniva compiuta cercò di convincere i paesani a lasciar vivere i galli, povere innocenti creature di Dio; Cresto implorava, pregava, perorava con voce sempre più alta, sempre più alta finché, dato che non si riusciva a farlo smettere, fu tirato il collo anche a lui perché non disturbasse il sonno imperiale.</span></p>
<p align="justify">
<div><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#003366;">Cresto però prima di tacere riuscì a proferire quella che sarebbe divenuta la maledizione del paese: disse che avrebbe preso lui il posto dei galli e che avrebbe dato la sveglia a tutti per tutte le mattine di tutti i secoli a venire. E così fu. Per questo ora San Cresto è venerato sugli altari come protettore dei galli e tutti gli abitanti di Sondes, da secoli, hanno pesanti borse sotto gli occhi.</span></div>
<pre><span style="color:#ff0000;"><em> nell'immagine: copertina dell'album The Cock Crows On ep, di Michael Renk</em></span></pre>
<p><a title="The cock crows, di Michael Renk" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/deadcock.jpg"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VIGONZOLA DI SOPRA (Lombardia) - La busta di Elpidio]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 06:52:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Su un costone della torre del Palazzo del Comune di Vigonzola, si nota chiaramente il profilo di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;"><br />
Su un costone della torre del Palazzo del Comune di Vigonzola, si nota chiaramente il profilo di una busta rettangolare, come se questa fosse stata impressa a forza nel muro, che la gente del posto chiama "la busta di Elpidio".</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;">La leggenda racconta che Elpidio, funzionario comunale timorato di Dio e rispettoso della legge, venne un giorno avvicinato da un mercante senza scrupoli che tentò varie volte di corromperlo con grosse somme di denaro per la concessione di una licenza.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;"><a title="il idiavolo" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diavolo1.jpg"></a></span></span></p>
<div style="text-align:center;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;"><a title="il idiavolo" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diavolo1.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diavolo1.jpg" alt="il idiavolo" width="249" height="359" /></a></span></span></div>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;">Elpidio rifiutò tutte queste offerte e il mercante allora si rivolse al diavolo per essere aiutato. In una notte di tregenda, il diavolo si presentò ad Elpidio con una busta rigonfia e gliel'aprì davanti: dalla busta uscirono un conto corrente in Svizzera, due Rolex d'oro, profumi d'Oriente, una Lancia Thema, un baule di azioni IngDirect, due massaggiatrici tailandesi, il posto di caposettore e un abbonamento a Sky.</span></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;">Elpidio non si perse d'animo e rifiutò anche queste offerte, dicendo al diavolo:</span></span></p>
<blockquote>
<div>
<blockquote><p><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;"> </span></span></p>
<blockquote>
<blockquote><p><strong><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="color:#ff0000;"><em><span style="font-size:x-small;">pussa via pussa via</span><br />
<span style="font-size:x-small;">pensi mi a l'anima mia</span><br />
<span style="font-size:x-small;">megio poc  o nint de mio</span><br />
<span style="font-size:x-small;">che ciaparlo nel dadrìo.</span></em></span></span></strong></p></blockquote>
</blockquote>
</blockquote>
</div>
</blockquote>
<p><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-small;color:#000080;"><span style="font-family:verdana,geneva;">Il diavolo, scornato, se ne andò tra fumo e fiamme portandosi il mercante all'inferno e scagliando con rabbia la busta là, sul costone della torre, dove tutti la possono vedere.</span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PIRAGLI (Toscana) - La Bibbia più grande del mondo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=36</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 06:39:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nella Certosa di Piragli, nel cuore della Toscana medievale, è conservata la famosa Bibbia di Pirag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">Nella Certosa di Piragli, nel cuore della Toscana medievale, è conservata la famosa Bibbia di Piragli, riconosciuta senza tema di smentita come la Bibbia più grande del mondo. Essa infatti è frutto dello strenuo lavoro di oltre cento frati benedettini che dal 1112 al 1128 la compilarono in 16.146 grossi tomi che da soli costituiscono l'intera biblioteca delll'Abbazia.</span></p>
<p align="justify"><a title="bibbia" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/piragli.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="bibbia" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/piragli.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/piragli.jpg" alt="bibbia" width="206" height="260" /></a></div>
<p align="justify"><span style="color:#0000ff;">La stesura di questa Bibbia fu ispirata, voluta ed imposta da uno dei primi priori della Certosa, il francese Jean Pupillon, detto l'Orbo, che, debole di vista come si può intuire dal suo soprannome, voleva poter disporre di un testo sacro da consultare in privato durante le sue meditazioni senza far ricorso a frati lettori o simili; l'opera venne quindi compilata in caratteri molto grandi, praticamente un'unica lettera per ogni singola pagina, e così la si può consultare ancor oggi, se si la ha pazienza, appunto, di un certosino.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PISCARETO DELLA STAGNA (Emilia-Romagna) - Uno scherzo evoluzionista]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=35</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 09:53:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questo paese, come d&#8217;altra parte gran parte della regione, era di forte tradizione socialista ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color:#000080;">Questo paese, come d'altra parte gran parte della regione, era di forte tradizione socialista e libertaria, per cui non deve meravigliare quello che vi capitò in occasione della visita del Reverendo Cardinale Alfonso Lorenzutti nel marzo 1885, per l'inaugurazione del nuovo duomo di Piscareto.</span><span style="color:#000080;">Il parroco aveva commissionato al pittore locale Amedeo Braghetta un trittico per il frontale della nuova chiesa in cui venissero raffigurati il Peccato, la Redenzione e la Salvezza. Braghetta, uomo pio oltreché artista, aveva pensato per il Peccato di raffigurare Adamo ed Eva nell'Eden, e fu questo che diede ad alcuni soci del locale circolo "Fiaccola Anarchica" l'idea e lo spunto per la beffa che doveva passare alla storia.</span><a title="anarchia" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/anarchism_anarchist_wmn_lg.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="anarchia" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/anarchism_anarchist_wmn_lg.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/anarchism_anarchist_wmn_lg.jpg" alt="anarchia" width="209" height="260" /></a></div>
<p><span style="color:#000080;">Gli anarchici infatti con raggiri e scuse varie riuscirono prima a farsi amico il Braghetta e poi a convincerlo a seguirli in una notte di bagordi; fu così che il povero pittore ad un certo punto si trovò, complice il sangiovese generosamente offerto, tra le braccia e il resto di una donna di costumi più che libertari fatta venire appositamente da Bologna, anch'essa generosamente offerta.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Alla fine della baldoria, però, gli anarchici presentarono il conto: il Braghetta avrebbe dovuto fare quello che loro volevano: in caso contrario avrebbero spifferato tutto alla di lui consorte, donna di chiesa, dalle forti mani di contadina e per niente comprensiva. A nulla valsero le proteste, il pianto e le implorazioni del Braghetta e nemmeno il parroco poté sospettare qualcosa quando il pittore si presentò la sera prima dell'arrivo del Cardinale "per dare gli ultimi ritocchi" all'opera già finita.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Il giorno dopo, quando il Cardinale Lorenzutti su invito del parroco davanti a tutti i credenti riuniti e in presenza delle autorità del paese, tolse il velo al trittico, dapprima nessuno si accorse di quello che era successo e probabilmente la cosa sarebbe passata inosservata se proprio mentre il Cardinale benediceva l'opera d'arte uno degli anarchici non avesse gridato: "Guardate, guardate Adamo ci ha il bunigolo" tra lo stupore degli astanti che solo allora si resero conto dello scherzo: il povero Braghetta, ricattato, aveva aggiunto ad Adamo ed Eva l'ombelico, andando in questo modo contro la dottrina della chiesa e in favore delle teorie evoluzionistiche e positiviste.</span></p>
<p><span style="color:#000080;">Il parroco in seguito fece venire un pittore da un'altra città (il Braghetta aveva dovuto defilarsi) per coprire quella vergogna, ma ancora oggi, se passate davanti al duomo di Piscareto in un'umida giornata di pioggia, vedrete chiaramente filtrare attraverso la mano di colore successiva l'oggetto della beffa e comunque presso l'osteria "Da Anteo" è appesa in bella vista, tra il ritratto di Malatesta e la bandiera nera e rossa, una stampa dell'epoca in cui è raffigurato il dipinto prima del ritocco voluto dal parroco.</span></div>
<div><a title="adamo ed eva, eden" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/adamo-ed-eva-2.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="adamo ed eva, eden" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/adamo-ed-eva-2.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/adamo-ed-eva-2.jpg" alt="adamo ed eva, eden" width="200" height="258" /></a></div>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sisalone (Piemonte) - Il Ponte sul Brigno]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=10</link>
<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 11:30:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Filiberto Monachini era un ricco proprietario terriero di Sisalone, vittima del demone del gioco d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Filiberto Monachini era un ricco proprietario terriero di Sisalone, vittima del demone del gioco d'azzardo.</span></span></p>
<div class="posttext">
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<div class="posttext-decorator2">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Di lui in paese ricordano che accettava qualsiasi tipo di puntata su qualsiasi tipo di gioco o scommessa, dalla zecchinetta alle corse dei cani, dal ramino pokerato alla tombola, dal mercante in fiera al tressette-ciapa-no; viveva nel Circolo cittadino, dove mangiava al tavolo verde e dormiva sopra il biliardo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Di lui si ricorda inoltre che non ebbe mai a vincere nemmeno una lira (un vecchio del posto giura di aver sentito da un suo lontano parente che il Monachini una volta aveva imbroccato un ambo sulla ruota di Napoli, ma non sembra attendibile). Certo è che la sua sfortuna era grande almeno quanto la sua caparbietà: una ad una, il Monachini dovette vendere le sue proprietà per far fronte ai debiti di gioco che accumulava in continuazione finché si ritrovò nella miseria più totale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a title="fantasma sul ponte" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/immagine.gif"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="fantasma sul ponte" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/immagine.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/immagine.gif" alt="fantasma sul ponte" width="156" height="155" /></a></div>
<p><span style="font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">Una fredda sera d'inverno, vestito di pochi stracci, il Monachini stava attraversando il ponte sul Brigno, il fiume che divide la città a metà, quando un passante impietosito gli mise in mano una moneta. Il Monachini se la rigirò in mano più volte finché, come colto da una decisione improvvisa, la gettò in aria dicendo ad alta voce: "Testa: mi pago un bicchiere di vino. Croce: mi butto". Il suo corpo non venne mai ripescato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color:#003366;"><span style="font-size:11pt;font-family:Tahoma;">La gente del posto dice che l'anima dannata del giocatore suicida si aggira ancora in quel luogo ed evita di passare da quelle parti nelle sere di martedì, giovedì e sabato dopo il tramonto, quando tra le nebbie sopra il fiume si può intravedere una figura biancastra che talvolta avvicina i temerari che attraversano il ponte sul Brigno e con terribile voce cavernosa pone loro domande tipo "Qual'è stato il numero jolly al superenalotto?" e alla risposta del malcapitato, qualunque essa sia, l'ombra maledetta esclama: "Porca puttana! Mai che venga fuori il quarantasette!" e se ne ritorna fra le nebbie con ulteriori bestemmie e imprecazioni.</span></span></p>
</div>
</div>
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<title><![CDATA[MEMINISSA  (Molise) -  Un libro magico]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 16:34:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Nell&#8217;abbazia di Meminissa, isolato eremo tuttora abitato nella campagna molisana, si conserva]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;" align="justify"><span style="color:#000080;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;"> Nell'abbazia di Meminissa, isolato eremo tuttora abitato nella campagna molisana, si conserva dal 1200 circa un documento medievale il cui mistero da secoli appassiona enigmisti, cabalisti, psicologi e altri cultori dell'occulto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;">
<div style="text-align:center;"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/libro.thumbnail.jpg" alt="libro magico" width="308" height="211" /></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Si tratta del famoso Libro della Memoria Perduta, opera pare del negromante Jacopo Scordamai, cui si attribuisce anche l'invenzione del piatto del buon ricordo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;font-family:Arial;">Questo libro venne commissionato a Jacopo dal conte di Memini, suo amico e protettore, ed era destinato al di lui figlio, che non riusciva a dimenticare un amore infelice. Questo libro rientra infatti tra la categoria di quelli magici, ed ha la peculiarità appunto di far dimenticare le cose man mano che lo si legge. Il suo mistero perdura nel tempo giacché tutti coloro che si sono cimentati nella sua lettura, dopo qualche decina di pagine, si dimenticano di cosa stanno leggendo e devono ricominciare daccapo rendendo così vano ogni tentativo di studio ed interpretazione.</span></span></p>
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<title><![CDATA[PIZAGHESE (Lombardia) - La notte del generale Garibaldi]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 16:32:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel 1859 Giuseppe Garibaldi, al comando dei Cacciatori delle Alpi, ebbe occasione di passare per que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Nel 1859 Giuseppe Garibaldi, al comando dei Cacciatori delle Alpi, ebbe occasione di passare per questa località per far riposare sé e i suoi uomini prima dello scontro coll'esercito austriaco; Pizaghese, città di patrioti e fiera nemica dell'Impero, lo accolse trionfalmente con gran sventolio di tricolori e tripudio di popolo. Non solo: fermatosi in una locanda per passarvi la notte, l'albergatore e i cittadini tutti pensarono di rendergli quel soggiorno memorabile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Si iniziò a cena, quando il generale, che in quel periodo stava seguendo una dieta ferrea per motivi di colesterolo, si vide arrivare una serie di portate che andavano dalla zuppa pavese a vari tipi di gnocchi e pastasciutte in salse locali, ad una serie gargantuesca di arrosti di cacciagione varia, al salame d'oca di Mortara alle mortadelle di fegato e alle filzette di Montevecchia, con formaggi della Lomellina e di Sannazzaro, il tutto con dosi massicce di vini bianchi di S. Colombano e rossi dell'Oltrepò pavese.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a title="garibaldi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/garibaldi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="altare di giuseppe garibaldi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/garibaldi.gif"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/garibaldi.gif" alt="altare di giuseppe garibaldi" width="329" height="287" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Garibaldi cercava disperatamente di sfuggire e tanta accoglienza, ma era tutto inutile vista l'insistenza dei suoi ospiti e allora si scherniva e assaggiava un po' di questo e un po' di quello senza esagerare; quando però arrivarono in tavolo le quaglie allo spiedo con polenta in salsa di tartufo grigio guarnite da asparagi di Civalegna, il generale alzò bandiera bianca e vi si gettò sopra con un entusiasmo pari solo a quello dei pizagottí, spazzolando quella e tutte le altre portate precedenti, e si fermò solo dopo aver reso onore ai dolci locali assortiti: roselline, cannoli, reginette ecc. tutte guarnite di mostarda, miele e cioccolato.</span></p>
<p align="justify"><a title="garibaldi1.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/garibaldi1.jpg"></a></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Era passata l'una di notte quando, dopo l'ultimo cannolo, il generale riuscì a scusarsi con gli ospiti e, mentre i suoi fidi lo proteggevano dai più scalmanati che insistevano per il bicchiere della staffa, arrancò con una serie di impressionanti rutti e flatulenze verso la sua camera.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">Qui lo attendeva un ulteriore omaggio della città di Pizaghese: sopra il letto faceva bella mostra di sé, con le abbondanti grazie bene in vista, Pasqualina Pisognelli di fu Gaetano, che la gente del posto chiamava con affetto "la maialona" e che sì prese cura dell'eroe -scambiando per giochi erotici le sue rimostranze- fin oltre le quattro del mattino.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Dopo che la Pisognelli se ne fu andata, il generale comunque non riuscì a chiudere occhio, visto che al piano inferiore i pizagotti continuarono fino all'alba a cantare ininterrottamente e sguaiatamente "La bella Gigogin" con voci impastate dal vino ma non per questo meno potenti, e passò la notte a rigirarsi nel letto maledicendo l'infame politica piemontese di non inimicarsi per nessun motivo le borgate in cui passava l'esercito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;"> Quando al mattino l'esercito piemontese e quello austriaco si affrontarono, sulla piana di Pizaghese appunto, Giuseppe Garibaldi, con un mal di testa belluino e il midollo ridotto ad acquetta, fece prendere ai Cacciatori delle Alpi una batosta di tal fatta che non solo mise a repentaglio le sorti della guerra, ma fu talmente vergognosa che i libri di storia (quelli italiani, non quelli austriaci) non riportano nemmeno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;"> Nonostante questo, a Pizaghese ancor oggi ricordano con compiacimento l'accoglienza fatta all'Eroe dei due mondi e sulla facciata della vecchia locanda, al centro del paese, si può a tutt'oggi vedere la lapide che recita, non senza un certo orgoglio:</span></span></p>
<div><span style="color:#000080;"><strong><em><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;">"In questa locanda, prima di affrontare l'odiato nemico asburgico</span></span></em></strong></span></div>
<div><strong><em><span style="font-family:Verdana;"><span style="font-size:x-small;font-family:verdana,geneva;color:#000080;">NON dormì il Generale Giuseppe Garibaldí".</span></span></em></strong></div>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[OSSAROTTA (Friuli) - La Diga dei Suicidi]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=39</link>
<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 09:39:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Il paese e la piccola valle di Ossarotta sono tra i luoghi turistici più frequentati d&#8217;Itali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;"> Il paese e la piccola valle di Ossarotta sono tra i luoghi turistici più frequentati d'Italia e questo perché godono di uno spettacolo unico al mondo: da una stretta gola fra i monti sovrastanti infatti prorompono in tutta la loro potenza e velocità, con un fragore terrificante e in uno splendore cristallino gli scarichi dalla diga del fiume Copate, che portano regolarmente con sé, lanciandoli in mezzo all'aria in un glorioso turbinio di acque e facendoli restare per un attimo quasi sospesi nel cielo, i cadaveri dei suicidi del Ponte di Boscocornuto (<a href="http://achedes.wordpress.com/2008/03/02/ossacornuta-friuli-il-ponte-dei-suicidi/" target="_blank">vedi</a>).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><a title="diga dei suicidi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diga.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="diga dei suicidi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diga.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/diga.jpg" alt="diga dei suicidi" width="246" height="282" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Oltre a questo, il luogo non offre un granché, ed è appunto l'ideale per la gita di una giornata a godersi uno spettacolo strepitoso -forse un po' lugubre ma comunque veramente eccezionale nel suo genere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">I turisti che arrivano hanno a loro disposizione un ampio parcheggio, terrazza con bar, ristoranti con vista sulla diga e una serie di bancarelle e botteghine dove possono trovare souvenir di vario genere, dalle cartoline ai piatti del buon ricordo ai filmini o diapositive dei corpi di suicidi famosi o di cadaveri lanciati dalla diga in modo particolarmente spettacolare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:6pt;text-align:justify;line-height:150%;"><span style="color:#000080;"><span style="font-family:Verdana;">Anni addietro, il principale motivo di richiamo dell’Ossarotta venne a mancare a causa di incaute decisioni delle autorità competenti e questo provocò un tracollo dell'industria turistica locale ma per fortuna dopo qualche tempo la situazione tornò alla normalità e il flusso dei visitatori è continuo aumento, dal singolo gitante ad intere comitive (in aumento i giapponesi) per cui è meglio prenotare con adeguato anticipo presso la vostra agenzia di viaggi preferita.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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