<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>korporatsiya &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/korporatsiya/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "korporatsiya"</description>
	<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 11:06:27 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Premiata ditta Putin]]></title>
<link>http://politiche.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 13:01:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>brasseriefoucault</dc:creator>
<guid>http://politiche.it.wordpress.com/2008/03/17/premiata-ditta-putin/</guid>
<description><![CDATA[Putin è indubbiamente un uomo forte. Di sicuro più a suo agio nell’azione o nella repressione, p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Putin è indubbiamente un uomo forte. Di sicuro più a suo agio nell’azione o nella repressione, piuttosto che nella reazione, come le poche cose fatte dopo il massacro di Beslan dimostrano. Ma, nonostante l’immagine del potere russo all’esterno sia di una forte leadership personale, e la dimensione carismatica sia un’evidenza incontrovertibile, egli non governa da solo. Alcuni giornali russi hanno parlato di Korporatsiya, corporazione. Una struttura piramidale dominata da ex veterani del KGB che hanno saldato il potere politico a quello economico.</p>
<p class="MsoNormal">La comunicazione pubblica istituzionale è incentrata sulla figura carismatica di Putin, ma ogni decisione, anche quella apparentemente più legata all’arbitrio di un uomo di potere che ha spostato la propria dimensione istituzionale da <i>primus super partes</i> <span> </span>a quasi quella di <i>legibus solutus</i>, è collegiale. Anche la recente scelta a sorpresa di incaricare lo sconosciuto Viktor Zubkov come Primo Ministro è stata presa da questa corporazione. Olga Kryshtanovskaya, direttrice del Centro di Studi Superiore dell’Accademia Russa di Sociologia ha pubblicamente sostenuto che questo direttorio è composto da quattro persone, tutte amiche di Putin da vari anni, come lui nativi di Sanpietroburgo; provenienti dallo stesso contesto e che condividono col Presidente la stessa visione strategica sulla Russia. Si tratta di Igor Sechin, Viktor Ivanov, <span> </span>Sergei Ivanov e di Nikolai Patrushev. Provengono tutti dagli ex servizi segreti sovietici e occupano posizioni di rilievo nello staff del Cremlino. E’, quindi, Putin un nostalgico dell’Unione Sovietica? Putin, e la corporazione, hanno rimodernato l’inno nazionale sovietico, ristabilito i gruppi di “gioventù pro Cremlino” e c’è una continuità, è vero, fra le due classi dirigenti. Ma queste sono semplicemente delle strategie di costruzione identitaria e politica. Questa elite è meno interessata al potere burocratico degli ex gerarchi del PCUS e guarda di più al potere economico. Anzi, essi sono l’economia russa. In un certo qual senso, ci troviamo di fronte ad un gruppo che è patriotticamente realmente interessato allo sviluppo economico della nazione. Sono dei modernizzatori, non c’è dubbio. Ma sono dei modernizzatori autoritari. Da questo punto di vista condividono un approccio realista, machiavellico ed antiumanitario con la tradizione comunista leninista. Per raggiungere un fine nobile ed emancipatore dell’umanità qual è il comunismo, si possono sacrificare kulaki, dissidenti e i marinai di Kronstadt. C’è, quindi, una continuità con la storia russa recente; ci troviamo di fronte ad una sorta di staliniana modernizzazione forzata, un piano quinquennale.</p>
<p class="MsoNormal">La corporazione è un club di industriali, non di burocrati. Sechin, per esempio, siede nel consiglio di amministrazione della Rosneft, un’importante azienda energetica. Sergei Ivanov è a capo della potente United Aircraft Company. Viktor Ivanov è nel consiglio direttivo della Almaz-Antei, un’azienda di produzione missilistica, e della Aeroflot, la compagnia aerea di bandiera. Dmitry Medvedev, altra figura di spicco del Cremino, anch’egli siede nel consiglio di amministrazione della Gazprom. Ci troviamo di fronte al conflitto d’interessi eletto a sistema. Proprio come è successo in USA con i “padroni del petrolio”. Questi industriali, poi, a capo di aziende di stato, ne sono, in pratica, quasi diventati i proprietari; tutti condividono un preciso progetto politico dove ci sia più spazio per il capitalismo in un mercato oligopolistico bloccato. Con lo stato che protegge i loro interessi.</p>
<p class="MsoNormal">C’è, quindi, il tentativo di costruire una tecnostruttura modernizzante e moderna ma espungendo la democrazia (forse mai del tutto attecchita) dal sistema politico russo. La Kryshtanovskaya ha dichiarato a Radio Free Europe che la corporazione sta chiaramente perseguendo una strategia di concentrazione dei poteri inconciliabile con uno stato di diritto. Putin, giunto al suo ultimo mandato, starebbe infine per realizzare una mossa astuta e perversa. Non contento di mettere un uomo di sua fiducia al Cremlino, egli sta cercando di completare una riforma istituzionale attraverso la quale il sistema politico russo si trasformerebbe da presidenziale in un premierato, con il ruolo del presidente depotenziato. Ineleggibile come Presidente, Putin non lo sarebbe come Primo Ministro.</p>
<p class="MsoNormal"><i> </i></p>
<p class="MsoNormal"><i>Alessio Postiglione</i></p>
<p class="MsoNormal">Pubblicato su Notizie Verdi del 16-08-07</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
