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	<title>la-deutsche-vita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/la-deutsche-vita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "la-deutsche-vita"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:07:00 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Natale in Germania]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/12/05/natale-in-germania/</link>
<pubDate>Wed, 05 Dec 2007 17:20:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/12/05/natale-in-germania/</guid>
<description><![CDATA[No, non è il nuovo film dei Vanzina. È solo che è iniziato l’avvento, l’Adventszeit tedesco. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span>No, non è il nuovo film dei Vanzina. È solo che è iniziato l’avvento, l’<em>Adventszeit </em><span>tedesco. </span></span></p>
<p align="justify"><img src="http://www.comic-shop.net/cover/nichtweihnachten.jpg" height="215" width="216" /></p>
<p align="justify"><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify">Quello degli <em>Adventskalender</em>,<a href="#_ftn1" title="_ftnref1" name="_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:7pt;font-family:'Times New Roman';">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> dei biscottini al burro e alle spezie,<a title="_ftnref1" name="_ftnref1"></a><a href="#_ftn2" title="_ftnref2" name="_ftnref2"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:7pt;font-family:'Times New Roman';">[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></span></a><span></span><span></span> il vin brulé e i soprattutto i famigerati mercatini di Natale. Ora sono di moda anche qua, ma sfido chiunque non sia parente della Regina d'Inghilterra a trovare qualcosa di suo gusto e di adatto alle sue tasche.</p>
<p><!--[if !supportFootnotes]--></p>
<p align="justify"><span>Ho delle amiche tedesche che iniziavano a preparare i regali di Natale a luglio. E avrei pagato per vedere la faccia di quella che andò in visita alla famiglia livornese del fidanzato portando come dono una tovaglia in lino che lei stessa aveva ricamato a mano. Dicevo, avrei voluto vedere la sua faccia quando i fratelli del fidanzato, lamentando l'assenza dei tovaglioli - che in Germania sono un optional - si pulirono la bocca coi lembi della stessa. E avrei anche pagato per vedere la faccia della suocera non appena vide il rarissimo abete bianco che la (oramai non più) futura nuora le aveva portato quale presente personale. Non so se lo disse, ma di sicuro pensò: "E ora chi li spazza tutti quegli aghi?"</span></p>
<p align="justify"><span>Ogni famiglia tedesca ogni anno sega un abete alla radice e passato Natale lo butta. Mi facevano due zeri così con il disboscamento dell’Amazzonia e poi mi radevano al suolo la Foresta Nera. Questo è razzismo.</span></p>
<p align="justify"><span>E vogliamo parlare delle lucine di Natale? I tedeschi che ti rufolano nella spazzatura per vedere se hai separato l'imbottitura delle microbuste da spedizioni (quelle che straborda anche il francobollo, per intenderci) dalla carta delle stesse, che ti guardano male se per fare 20 km nel bel mezzo di una tormenta usi la macchina e non la bici (magari pure sgonfia, perché così duri più fatica e fai anche penitenza, già che ci sei metti anche il cilicio, tanto male non ti fa), che alla cassa al supermercato ti fulminano con lo sguardo se compri il latte nei cartoni e non nelle bottiglie, a Natale spendono e consumano quanto la provincia intera di Isernia in un anno per quelle orrende catene di luci che spero si fulminino tutte insieme in un gran botto atto a coprire tutti i loro cori natalizi.</span></p>
<p align="justify">Comunque, nonostante tutto, il Natale là è sempre meno peggio che qua.<br />
<!--[if !supportFootnotes]--></p>
<p><img src="http://www.nichtlustig.de/comics/full/051216.jpg" height="400" width="400" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />  <!--[endif]-->
</p>
<p class="MsoFootnoteText"><a href="#_ftnref1" title="_ftn1" name="_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:'Times New Roman';">[1]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> <span>Una splendida invenzione, senza dubbio.</span></p>
<p class="MsoFootnoteText"><a href="#_ftnref2" title="_ftn2" name="_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span><!--[if !supportFootnotes]--><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:7pt;font-family:'Times New Roman';">[2]</span></span><!--[endif]--></span></span></a> Io li preparo e li regalo ogni anno, ma mi fanno tutti le boccacce e secondo me come giro l’occhio li buttano pure.<span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Brecht à porter]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/11/15/brecht-a-porter/</link>
<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 16:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/11/15/brecht-a-porter/</guid>
<description><![CDATA[Non che ce ne fosse bisogno, però ho appena avuto la conferma dell&#8217;estrema attualità dei cla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Non che ce ne fosse bisogno, però ho appena avuto la conferma dell'estrema attualità dei classici. Me l'ha data Bertolt Brecht (segue ovazione in varie lingue).</p>
<p align="justify"><img src="http://catedral.weblog.com.pt/arquivo/brecht1.gif" height="306" width="216" /></p>
<p align="justify">Sto scrivendo un articolo sul rapporto tra lui e Wolf Biermann (uno che l'ovazione ce l'ha di serie) e ho riletto giusto ieri un suo scritto sul teatro epico, sullo straniamento e sull'effetto che una rappresentazione deve avere sullo spettatore. Uno scritto che mi ha fatto ripensare allo scambio di vedute che abbiamo avuto in questi giorni in merito a Facebook.</p>
<p><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify">Brecht sosteneva che la rappresentazione teatrale non doveva portare lo spettatore all'identificazione passiva con quanto accadeva sulla scena. Mentre i tragici greci miravano al coinvolgimento e alla catarsi dello spettatore, Brecht voleva spingere il pubblico alla riflessione critica. Lo spettatore doveva essere sempre cosciente del fatto che stava assistendo a una rappresentazione, doveva mantenere il distacco e la lucidità necessari a ragionare su quanto stava accadendo. Per evitare che si immedesimasse, Brecht inseriva delle canzoni, proiettava delle scritte sullo sfondo, portava in scena le locandine dei giornali. Il pubblico si fermava a riflettere su quanto stava accadendo, perché si rendeva conto che quella era una finzione e non la vita vera.</p>
<p align="justify">Ecco, a chi spesso confonde reale e virtuale, a chi vive di chat, blog, wall, commenti, pizzicotti, cioccolatini, :-********* e :-(((( ci vorrebbe ogni tanto un bell'effetto straniamento. Una scritta "è la chat, bellezza", una canzoncina fischiettata da Mecki Messer o un bel nocchino dato bene.</p>
<p align="justify">Perché a confondere realtà e finzione, poi, si fa la fine di madame Bovary, o quella del Quijote. E non so cosa è peggio.</p>
<hr /><strong><br />
</strong></p>
<p align="justify"><a href="#nota1" title="testo1" name="testo1"><strong>Visto che per Brecht i fini della scrittura erano semre didattici, mi rifaccio al Meister e dico che l'articolo si intitola <em>Brecht, il tuo erede...</em> La tesi è che Biermann ha citato, rielaborato e straziato Brecht, dimostrando di aver imparato la lezione del suo maestro, che a sua volta aveva citato, rielaborato e straziato le opere della tradizione classica, per renderle vive.</strong> </a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di libri, prassi e buone maniere ]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/31/di-libri-prassi-e-buone-maniere/</link>
<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 07:40:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/31/di-libri-prassi-e-buone-maniere/</guid>
<description><![CDATA[A me piace molto fare opera di scouting letterario. Ordino i miei bei librini tedeschi su Amazon, me]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><span>A me piace molto fare opera di scouting letterario. Ordino i miei bei librini tedeschi su Amazon, me li leggo per benino, preparo delle accurate schede di lettura e poi cerco la casa editrice cui presentarli.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://www.lavoro.marche.it/News/Immagini/libri.jpg" height="200" width="266" /></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Mi piace ed è anche un ottimo investimento per il futuro.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>La settimana scorsa ho scritto a tre case editrici tedesche per sapere se avevano già venduto i diritti di altrettanti romanzi. La prima che mi ha risposto lo ha fatto con estrema gentilezza, dopo un paio d'ore. Chiamandomi per nome, mi ha detto che purtroppo il libro è già in traduzione ma che d’ora in avanti mi avvertiranno ogni volta che avranno delle nuove uscite e che si augurano che in una prossima occasione andrà meglio. Le altre due mi hanno risposto subito dopo, sempre chiamandomi per nome e dicendo che per l’Italia si affidano a un’agenzia. Mi hanno invitato a scrivere alla stessa, dicendo che avevo parlato con loro e che loro erano d’accordo con che preparassi una scheda di lettura da presentare alle varie case editrici italiane, qualora i diritti non fossero ancora stati venduti. Detto fatto.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Dopo quattro giorni (non poche ore, quattro giorni) mi è arrivata questa risposta:</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span> </span></p>
<p><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify"><em>Gentile Signora,</em><br />
<em> Lei può consigliare il libro privatamente a chi vuole, ma se un editore fosse interessato, si deve rivolgere alla nostra agenzia che rappresenta in esclusiva per l'Italia i diritti delle case editrici che trova nella Client list allegata.</em><br />
<em> Quando riceverò richiesta da parte dell'editore, io potrò informarlo se a quel momento i diritti saranno ancora liberi o se sarò in trattative con altri ecc.</em><br />
<em> Mi dispiace ma non possiamo prendere nessun impegno nei suoi confronti.</em>
</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Ora, vorrei solo far notare l’intestazione della missiva (la mia era firmata con nome e cognome) e il tono di frasi quali “</span>Lei può consigliare il libro privatamente a chi vuole” e “mi dispiace ma non possiamo prendere nessun impegno nei suoi confronti”.</p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Avrei potuto risponderle in mille modi, mi sono limitata a dire che le ho scritto perché forse lei non lo sa ma questa è la prassi, perché non volevo creare incidenti diplomatici, e che in futuro mi guarderò bene dal rifarlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span><span> </span>E continuo a non capire la gente che non ci piacciono i crucchi.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Boyscout, zucche e ventolin]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/30/boyscout-zucche-e-ventolin/</link>
<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 14:08:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/30/boyscout-zucche-e-ventolin/</guid>
<description><![CDATA[ Chi come me è appassionato del Batman anni &#8216;60 sa che il motto dei boy-scout è essere sempr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sta-bw.de/images/CIMG1577_2337,,,,.jpg" alt="Estete parati" align="bottom" height="222" width="290" /> Chi come me è appassionato del Batman anni '60 sa che il motto dei boy-scout è <strong>essere sempre pronti<em> </em></strong>(i perfettini <em>sabelotodo</em> saranno lì pronti a ricordarci che in latino è <strong>estote parati</strong>, stavolta li frego). A me i boy-scout sono sempre stati antipatici, ma non è per questo che non sono mai pronta a nulla.</p>
<p>Negli anni in cui ho vissuto in Germania, era una tragedia.</p>
<p><!--more continua a leggere...--></p>
<p align="justify">Le mie amiche il 20 di ottobre avevano già prenotato le zucche. Tre settimane prima di Pasqua avevano già la casa piena di uova dipinte e rami di pesco in fiore. Il peggio di sé lo davano a Natale, ma mi riservo di parlarne un'altra volta.</p>
<p align="justify">In Germania erano sempre tutti pronti perché per loro quello che conta è l'atmosfera, o meglio l'intraducibile <em>Stimmung</em>, una via di mezzo tra sentimento, stato d'animo e suggestione. L'elemento decorativo che più contribuisce alla <em>Stimmung</em> è la candela. Profumata, a forma di fiore di loto, di quelle che si ripiegano su se stesse, a palla, meglio se quasi consumata, una candela in una casa tedesca non manca mai. Serve a creare un ambiente <em>gemütlich</em>, altra parola intraducibile che va dal comodo, all'accogliente, all'intimo, al raccolto. Senza candele i tedeschi non vivono.</p>
<p align="justify">Io di solito le zucche le mangio, di farci i pupazzini non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello. A Pasqua mi basta vedere in lontananza un fiore che smoccolo alla ricerca del Ventolin. Per Natale da piccola cantavo "I'm dreaming of a wild Christmas" e ci credevo davvero. E soprattutto odio la puzza, il fumo e l'appiccicume delle candele.</p>
<p align="justify">Ecco perché non sono sempre pronta.  E poi, se lo fossi, avrei studiato ingegneria.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Di matematica e imbecilli]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/12/di-matematica-e-imbecilli/</link>
<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 13:15:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/12/di-matematica-e-imbecilli/</guid>
<description><![CDATA[Uno, due e tre.
Ecco le prove lampanti del fatto che gli imbecilli e le persone intelligenti sono di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/sardo-violenza/sardo-violenza/sardo-violenza.html" title="giudice tedesco imbecille">Uno</a>, <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/micciche/micciche/micciche.html" title="politico italiano imbecille">due</a> e <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/nobel-pace-2007/nobel-pace-2007/nobel-pace-2007.html" title="Nobel a americano intelligente">tre</a>.</p>
<p align="justify">Ecco le prove lampanti del fatto che <strong>gli imbecilli e le persone intelligenti sono distribuiti equamente</strong> in ogni nazione. Ora non chiedetemi, come fa regolarlmente il dring, di <strong>quale tipo di distribuzione</strong> sto parlando, perché non è aria.</p>
<p align="justify">Nessuno, poi, mi toglie dalla testa che se l'America fosse un paese <a title="nota1" name="nota1"></a>democratico<a href="#testo1"><sup>1</sup></a> il mondo negli ultimi sette anni sarebbe stato molto diverso.</p>
<hr />
<p align="justify"><a href="#nota1" title="testo1" name="testo1"><sup>1</sup>Gore aveva preso più voti di quell'altro.</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wundertüte e Strudel (ja Kartoffel e Weltanschauung)]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/11/wundertute-e-strudel-ja-kartoffel-e-weltanschauung/</link>
<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 10:05:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
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<description><![CDATA[Wundertüte è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><em>Wundertüte</em> è una di quelle parole tedesche, meravigliose e intraducibili, che tanto mi affascinano. O meglio, una traduzione ci sarebbe anche, “sacchetto delle meraviglie” o “borsa piena di sorprese”, ma vuol dire tutto e nulla.In Germania invece è un contenitore - in genere a forma di cono - pieno di dolciumi e piccoli giochi, che viene regalato ai bambini il primo giorno di scuola.</p>
<p align="justify"><img src="http://www.wehmeyer-druck.de/images/produkte_verpackung_4.jpg" alt="Wundertüte" height="220" width="180" /> Il dring, che ha frequentato una <em>deutsche Schule</em> in Spagna, mi ha detto che in genere gli alunni delle ultime classi li preparano alle matricole, ma non so se è così dappertutto.</p>
<p align="justify">Da quando ci siamo iscritti a un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) ogni mercoledì andiamo a ritirare tutti i nostri prodotti biologici: latte, yogurt, formaggi, frutta, pane e una borsa contenente verdure di stagione miste. Io pago tutte le settimane 5 euro e mi consegnano un bel sacchettone con l’insalata appena colta, le zucchine, le carote, le patate, i finocchi, i cetrioli, i ravanelli, ma anche verdure che per me crescevano su Marte, tipo la verza, il cavolo nero, la rapa bianca (lo ammetto: l’ho usata per fare un centrotavola!) e la barba di frate. Ogni settimana ci lasciamo sorprendere e apriamo ansiosi il sacchetto magico che, ovviamente, abbiamo ribattezzato <em>Wundertüte. </em></p>
<p align="justify"><!--more continua a leggere...--><br />
La settimana scorsa, tra le altre cose, abbiamo trovato due belle zucchette <img src="http://www.gimp-werkstatt.de/pfadwerkzeug/kuerbis_trans.gif" height="100" width="75" /> , che io ho subito utilizzato per inventare - alla faccia di chi pensa davvero che io cucini le pesche coi fagioli - un bello <strong>Strudel di zucca e salsiccia</strong>.</p>
<p align="justify">Ingredienti per la pasta: <font size="-1">130 gr. farina, 1 cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un po’  di acqua.</font></p>
<p align="justify">Ingredienti per il ripieno: una zucchetta, una cipolla, un po’ di noce moscata di Ceylon (insomma, la mia è di Ceylon, me l’ha portata la mia scenografa di soap preferita), una salsiccia, un uovo (solo il rosso), olio e sale.</p>
<p align="justify">Impastare gli ingredienti della pasta fino a che non sono ben amalgamati e lasciar riposare una mezzora in un luogo fresco. Nel frattempo far soffriggere la cipolla, aggiungere la zucca tagliata a dadini, un po’ di sale e la noce moscata. Tagliare la salsiccia a pezzi e buttarla nella padella solo a fuoco spento (altrimenti si cuoce troppo). Stendere la pasta, versare la farcia sulla parte centrale della sfoglia e chiudere i due lembi uno sull’altro. Spennellare la superficie con il rosso d’uovo e cuocere a 180° per 45 minuti.</p>
<p align="justify">Questa settimana ho trovato un sedano-rapa (che carlathustra continua a chiamare inspiegabilmente cavolo-palla), vediamo cosa produrrà la mia fantasia perversa!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti 2]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/01/io-nonj-capisco-la-gente-che-non-ci-piacciono-i-crauti-2/</link>
<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 11:23:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/10/01/io-nonj-capisco-la-gente-che-non-ci-piacciono-i-crauti-2/</guid>
<description><![CDATA[Mi piacerebbe molto leggere questa notizia sui nostri giornali. Tra l&#8217;altro guardo spesso il t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify">Mi piacerebbe molto leggere <a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2566421.html?ref=hpsbdx2">questa notizia</a> sui nostri giornali. Tra l'altro guardo spesso il telegiornale di ARD e in confronto a quelli della televisione italiana - privata o pubblica che sia - è la sagra dell'oggettività, l'apoteosi del contenuto, un concentrato di tempo presente . E continuo a non capire la gente che parla male dei tedeschi.<span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/09/15/io-non-capisco-la-gente-che-non-ci-piaccioni-i-krauti/</link>
<pubDate>Sat, 15 Sep 2007 08:21:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/09/15/io-non-capisco-la-gente-che-non-ci-piaccioni-i-krauti/</guid>
<description><![CDATA[Ieri al telegiornale di Sky hanno fatto un servizio su come in Europa è stata accolta la notizia de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Ieri al telegiornale di Sky hanno fatto un servizio su come in Europa è stata accolta la notizia della sentenza di condanna alla McLaren, per la famosa <em>spy-story</em> ai danni della Ferrari. La risposta più frequente al sondaggio fatto in Italia – dove siamo tutti chiaramente filoferrari – è stata “La sentenza è stata troppo mite” (ricordiamoci,  poi, che siamo quelli che hanno dichiarato innocente Andreotti). In Inghilterra e Spagna – dove sono rispettivamente pro-Mc Laren e pro-Alonso, pilota della McLaren – hanno risposto “La sentenza è stata troppo dura”. In Germania invece – dove dovrebbero essere tutti pro-Mercedes, la casa automobilistica legata alla McLaren </span><span>–</span><span> hanno risposto “Non ce ne frega nulla, ci sono cose più importanti cui pensare”. Io non capisco la gente che parla male dei tedeschi.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E tu, in che fase sei?]]></title>
<link>http://egolalia.wordpress.com/2007/08/28/e-tu-in-che-fase-sei/</link>
<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 13:07:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaradavinci</dc:creator>
<guid>http://egolalia.wordpress.com/2007/08/28/e-tu-in-che-fase-sei/</guid>
<description><![CDATA[In Germania qualche anno fa era di moda parlare per fasi pseudofreudiane. In realtà non so se era p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><span>In Germania qualche anno fa era di moda parlare per fasi pseudofreudiane. In realtà non so se era proprio una moda generalizzata, o se era limitata alla cerchia di amici del mio unico ex-fidanzato tedesco, strano come un cane verde, ma tant’è. Per esempio – un esempio a caso, senza pensare a chi vive con me e fino a poco tempo fa era detto ingegnere filippino – se eri fissato con le pulizie, ti chiedevano: <em>Bist du gerade in Deiner Putzphase<a title="nota1" name="nota1"></a>?<a href="#testo1"><sup>1</sup></a> </em>, se uno faceva regali a destra e a manca: <em>Bist du gerade in Deiner Spendephase<a title="nota2" name="nota2"></a>?<a href="#testo2"><sup>2</sup></a></em>, e così via.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Nella nostra famiglia certe espressioni restano appiccicate come zecche, e passano addirittura da una lingua all’altra. Quindi questa storia delle fasi, ora, l’applichiamo sia all’italiano che allo spagnolo. ‘Ma tu non esci mai dalla <strong>fase rompicoglioni</strong>?’ chiede quasi quotidianamente il dring alla sottoscritta. ‘Speriamo che questa <strong>fase ora-carico-la-macchina-col-goniometro </strong>(e pure pesando le valigie per distribuire meglio il peso, tutto vero) passi presto’ rispondo io.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Da quando c’è marlonbrando, è tutta una fase. Oltre a quella <strong>del ciucciamento</strong>, in cui portava tutto alla bocca, con predilezione per la coda di Pulcinea del <a title="nota3" name="nota3"></a>Toboso<a href="#testo3"><sup>3</sup></a>, ne ha viste di tutti i colori. </span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Un mese fa, ogni volta che lo mettevamo nella vasca per fare il bagnetto, lui si concentrava e la faceva, poi si alzava in piedi, la guardava e ce la mostrava tutto soddisfatto. Era la <strong>fase dell’autodeterminazione escrementizia</strong>, quella del <em>defeco ergo sum</em>. Una bella fase, non c’è che dire. Comunque, è sempre meglio di quella del goniometro.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>In Spagna ha attraversato la <strong>fase Robin Hood</strong>. In spiaggia si avvicinava ai bambini che avevano più giocattoli di lui, socializzava amorevolmente e, senza che se ne accorgessero, cioè senza colpo ferire, né agire con prepotenza, sottraeva loro, un pezzo alla volta, tutto il tesoro. Poi si voltava e riprendeva a giocare da solo coi i loro giochi, mentre quelli, increduli e ignari di cosa fosse successo, piangevano. È detta anche fase Arsenio Lupin, fase dell’abolizione della proprietà privata o della paraculite acuta. Nel frattempo divorava chili di sabbia, ma sempre e soltanto col cucchiaio, perché signori si nasce.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Al mare ha avuto pure una <strong>fase fetish</strong>. Era fissato sui piedi della gente, non poteva sopportare che qualcuno fosse scalzo e, come vedeva una scarpa, doveva provarla a tutti finché non trovava il legittimo proprietario. Questa fase è detta anche del principe azzurro.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span>Adesso sta attraversando la <strong>fase Vissani</strong>, ovvero: "decido io cosa mangiare. Il latte è da lattanti, le pappe sono da pappanti, voglio mangiare da solo (con i mei 8-denti-8), con la forchetta ed esclusivamente cose dure, come me." Oppure le crocchette al pollo del cane. Non ha ancora capito che di <a href="http://omfaloscopia.blogspot.com/2007/06/die-weltbestimmerin.html" title="Weltbestimmerin">Weltbestimmerin</a> ce n’è una sola.</span></p>
<hr />
<p align="justify"><a href="#nota1" title="testo1" name="testo1"><sup>1</sup>Stai giusto attraversando la fase della pulizia?</a><br />
<a href="#nota2" title="testo2" name="testo2"><sup>2</sup>Stai giusto attraversando la fase della beneficienza?</a><br />
<a href="#nota3" title="testo3" name="testo3"><sup>3</sup>Una nostra conoscente, neuropsichiatria infantile, disse: “si mette tutto in bocca, sta chiaramente attraversando la fase orale.” Mi chiedo con insistenza cosa farà quando attraverserà quella anale.</a></p>
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