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	<title>la-storia-in-pillole &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "la-storia-in-pillole"</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 23:38:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[ È una soap opera? No, è la storia inglese del XVI secolo: Enrico VIII e le sue sei mogli, parte II]]></title>
<link>http://alerika.wordpress.com/?p=406</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 13:36:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerika</dc:creator>
<guid>http://alerika.it.wordpress.com/2008/07/04/e-una-soap-opera-no-e-la-storia-inglese-del-xvi-secolo-enrico-viii-e-le-sue-sei-mogli-parte-ii/</guid>
<description><![CDATA[
No, no, no, nooooo, no! Io non ci sto a farmi battere sul tempo da una soap-opera televisiva! Tanto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://alerika.files.wordpress.com/2008/07/henryviii_and_wives.jpg"><img class="size-medium wp-image-408 aligncenter" src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/07/henryviii_and_wives.jpg?w=252" alt="Enrico VIII e le sue mogli" width="159" height="189" /></a></p>
<p style="text-align:center;">No, no, no, nooooo, no! Io non ci sto a farmi battere sul tempo da una soap-opera televisiva! Tanto per intenderci, <em>I Tudors </em>(sic)<em>, scandali a corte</em>. Che non mi si venga a dire che l'idea non l'ho avuta prima io!</p>
<p style="text-align:center;">Pertanto, nell'ambito della nostra amatissima rubrica <strong>La storia in pillole</strong><em>,</em> mi sono finalmente decisa a darmi una mossa e a terminare il post sul carissimo Enrico VIII Tudor.</p>
<p style="text-align:center;">Chi si fosse perso la prima puntata è caldamente pregato di cliccare <a title="Enrico VIII Tudor" href="http://alerika.wordpress.com/2008/04/02/e-una-soap-opera-no-e-la-storia-inglese-del-sedicesimo-secolo-enrico-viii-e-le-sue-sei-mogli/" target="_self">qui</a> e colmare le sue lacune prima di rovinarsi la sorpresa finale senza averci capito un H. Cavoli! Mica andrete subito a leggere la fine di un libro giallo senza sapere neanche di cosa parla, vero?</p>
<p style="text-align:center;">Dunque, avevamo lasciato il buon panzone  alle prese con la sua terza vedovanza. Che c'è, non mi credete quando vi dico che era un panzone? E invece è proprio così, per allora Enrico aveva messo su qualche chiletto e, se in televisione vedete quel pezzo di f..o dell'attore che interpreta il re, ciò non significa che Enrico fosse altrettanto bello. Guardate un po' qua!</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://alerika.files.wordpress.com/2008/07/henryviii_and_wives.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"> Dalle stelle....    <a href="http://alerika.files.wordpress.com/2008/07/henry8young.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-409" src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/07/henry8young.jpg?w=215" alt="" width="129" height="180" /></a>      <a href="http://alerika.files.wordpress.com/2008/07/henry8old.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-410" src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/07/henry8old.jpg?w=208" alt="" width="125" height="180" /></a> ...alle stalle!</p>
<p style="text-align:center;">Nell'ultimo ritratto era solo il 1535, Enrico era sposato con Jane Seymour, e dovevano arrivarne ancora altre tre di mogli! Quando si dice il fascino dell'uomo di potere... e pensare che alcune delle sue donne lo "amavano" veramente. Già, perché Enrico non aveva solo mogli, aveva anche "amanti" e da alcune di loro aveva anche ottenuto la tanto sospirata discendenza maschile: vedi ad esempio Henry Fitzroy, figlio di Elizabeth Blount, nato quando Enrico era ancora sposato con Caterina d'Aragona, dichiarato probabile erede al trono in assenza di figli legittimi e purtroppo morto a 17 anni di tubercolosi.</p>
<p style="text-align:center;"> Ma torniamo alle mogli di Enrico:</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;">Anna di Cleves</span></p>
<p style="text-align:center;">Anna era nata nel ducato di Cleves, al confine con i Paesi Bassi. Nel 1539 si ritrovò a partire per l'Inghilterra per sposare un uomo, il re, che non aveva mai visto, né conosciuto e che l'aveva scelta in base al ritratto che di lei aveva fatto Hans Holbein il giovane, pittore di corte Tudor. Fu scelta, per così dire, sul catalogo. Il fratello di Anna accettò la proposta di matrimonio che Oliver Cromwell fece a nome di Enrico senza chiedere il permesso alla sorella -alla faccia del femminismo!-.</p>
<p style="text-align:center;">Ma, si sa, le cose scelte dai cataloghi senza prima provare di persona  si rivelano poi una delusione e così fu per Enrico, il quale rimase estremamente deluso dalla vista di Anna la prima volta che la incontrò. Perché il buon vecchio Hans si era, come dire..., "dimenticato"  di includere nel ritratto di Anna le cicatrici che le aveva lasciato il vaiolo, dipingendola invece con la pelle vellutata(probabilmente Hans seguì il suggerimento di Cromwell, che sapeva quanto il re fosse sensibile a certi aspetti ma voleva assolutamente quest'alleanza col ducato di Cleves). Inoltre, Anna era stata educata alla conoscenza del solo dialetto locale e non parlava francese, né inglese, oltre a non conoscere nulla di musica o canto, cose invece all'epoca ritenute il bagaglio minimo per ogni donna di corte che si rispettasse.</p>
<p style="text-align:center;">Nonostante tutto, il matrimonio si fece ma non venne mai consumato, pare infatti che  Enrico non riuscisse ad avere alcun rapporto sessuale con Anna. Nel frattempo il caro vecchio aveva già messo gli occhi sulla sua prossima vittima, una dama del seguito di Anna, e la povera regina, che sarà anche stata bruttina ma non era certo stupida e che di sicuro aveva udito le voci circa la fine che facevano le mogli che si erano messe fra Enrico e i suoi progetti, decise di concedergli l'annullamento del matrimonio. Ad Enrico comunque conveniva comportarsi bene con Anna, vista l'importanza strategica dell'alleanza col di lei fratello Guglielmo. Per questo motivo, Enrico concesse ad Anna il titolo di "sorella del re". Ella visse fino alla fine dei suoi giorni nella sua casa a Chelsea recandosi occasionalmente a corte. Non si risposò più ma almeno conservò intatta la testa sulle spalle!</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;">Catherine Howard</span></p>
<p style="text-align:center;">Anche il matrimonio con Catherine, come quello con Anna di Cleves, durò meno di un anno. Infatti, prima di poter festeggiare il primo anniversario di nozze, la testa di Catherine era già rotolata nel cesto, come quella di sua cugina Anna Bolena.</p>
<p style="text-align:center;">Catherine era di nobile lignaggio ma aveva fatto la fame tutta la vita, con un padre inetto e nullafacente che sapeva solo lamentarsi "del mondo crudele". Questi morì poco dopo che Catherine fu entrata al servizio di Anna di Cleves e capitò quindi a corte, nel raggio d'azione di Enrico VIII. Enrico sposò Catherine dopo l'annullamento del matrimonio con Anna. Tuttavia, la nuova regina era in realtà segretamente innamorata di Thomas Culpeper, uomo di corte, cameriere personale e favorito del re. Pare infatti che Thomas fosse uomo estremamente attraente. Purtroppo per loro però, le storie che giravano a corte sulla vita amorosa di Catherine prima del matrimonio avevano attirato l'attenzione dell'arcivescovo di Canterbury (capo della Chiesa Anglicana), il quale cominciò ad indagare e, dopo una perquisizione negli alloggi del Culpeper, trovò una lettera a lui indirizzata da Catherine, nella quale ella dichiarava il suo amore. Ora, ciò irritò non poco il caro Enrico e poco importava se l'amore fra i due fedifraghi non era stato consumato, tanto bastava a far infuriare il re e a fargli meditare vendetta. Perciò Enrico decise di far defungere la quinta moglie esattamente come aveva fatto con la seconda (sarà stato un caso che le due fossero parenti?). Non si sa realmente quanto Culpeper contraccambiasse Catherine, né quanto maturo fosse l'amore di questa nei confronti del Culpeper, vista la sua giovane età. Tuttavia è ragionevole pensare che il caro Thomas fosse un gran dritto e avesse subodorato la puzza di cadavere provenire dal corpo malconcio del re e del suo unico e cagionevole figlio maschio Edoardo. Con Catherine sul trono e lui come suo preferito, la vita sarebbe sicuramente stata una pacchia. Peccato per Thomas che i piani non vanno mai come ci si aspetta!</p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;">Catherine Parr</span></p>
<p style="text-align:center;">L'ultima moglie del re fu anche l'unica che gli sopravvisse. Catherine Parr più che la moglie fu l'infermiera o meglio la badante del re. Enrico era ormai un uomo in abbondante sovrappeso, che aveva sempre abusato del consumo di carne rossa e soffriva, come molti all'epoca, di gotta oltre che di diabete. D'altro canto pare  che Catherine avesse una vera vocazione per la geriatria, visto che sposò Enrico dopo essere rimasta vedova (per la seconda volta) di un uomo di vent'anni più vecchio di lei.</p>
<p style="text-align:center;">Enrico e Catherine si sposarono nel 1543. Il merito che la storia le riconosce è quello di essere stata la fautrice della riconciliazione fra Enrico e le due figlie: Maria ed Elisabetta. Queste erano infatti state lasciate da parte dopo la nascita di Edoardo, figlio di Jane. Maria la sanguinaria ed Elisabetta la regina vergine: due donne straodinarie in modi diversi, ma questa è un'altra storia...</p>
<p style="text-align:center;">Poco dopo la morte di Enrico, Catherine riuscì finalmente a sposare l'uomo che amava veramente: Thomas Seymour, fratello di Jane e consigliere di Enrico. Solo che gli intrighi di corte non terminano mai, neanche per una regina in pensione. Infatti il caro Edward Seymour, cognato di Catherine, nonché Lord Protettore e reggente in vece di Edoardo, accusò Thomas di voler approfittare della piccola Elisabetta, che all'epoca viveva in casa sua e di Catherine. Per proteggere la reputazione di Elisabetta, Catherine fu costretta ad allontanarla, così il vecchio volpone Edward (che aveva probabilmente già intuito la futura grandezza della principessa) si assicurò che la cara Elisabetta non stesse troppo vicina alla corte. Edward per sicurezza fece arrestare il fratello. La povera Catherine, nel frattempo, dopo tre matrimoni infruttuosi, era rimasta incinta alla tenera età di trentacinque anni. Consideriamo che all'epoca era come se oggi partorisse mia nonna. Purtroppo infatti Catherine morì di complicazioni legate al parto.</p>
<p style="text-align:center;">Le donne di Enrico, fossero mogli o amanti, avevano tutte le loro caratteristiche particolari; nel bene o nel male nessuna di loro è passata inosservata. <strong>Perché <span style="text-decoration:underline;">ACCANTO</span> ad ogni grande uomo, c'è sempre una grande donna</strong> (o, come in questo caso, sei).</p>
<p style="text-align:center;">Fonte: Antonia Fraser, <em>Le sei mogli di Enrico VIII</em>. Ed. Storia Mondadori, 2001.</p>
<p style="text-align:center;">Un buon weekend a tutti i miei cari alunni :-D</p>
<p style="text-align:center;">Smack</p>
<p style="text-align:center;">Erika</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I MIEI EROI: SERJ TANKIAN]]></title>
<link>http://alerika.wordpress.com/?p=304</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 12:28:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerika</dc:creator>
<guid>http://alerika.it.wordpress.com/2008/05/20/i-miei-eroi-serj-tankian/</guid>
<description><![CDATA[Chi si è preso la briga di andare a leggere la pagina del mio profilo si ricorderà che uno dei mie]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://alerika.files.wordpress.com/2008/05/200px-serjtankian_2007.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-305" src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/05/200px-serjtankian_2007.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Chi si è preso la briga di andare a leggere la pagina del <a title="erika" href="http://alerika.wordpress.com/chi-siamo-erika-tomasi/" target="_blank">mio profilo </a>si ricorderà che uno dei miei eroi è Serj Tankian. Quello che non vi ho detto è perché, ma soprattutto: chi è lui, visto che la maggior parte di coloro a cui lo nomino cade dalle nuvole. Allora facciamo un po' di storia (che ci piace tanto).</p>
<p style="text-align:justify;">Serj Tankian nasce a Beirut nell'agosto del '67 da famiglia armena, rifugiatasi in Libano a seguito della persecuzione del popolo armeno da parte della Turchia. Se vi interessa l'argomento, ma non siete proprio amanti della lettura di testi storici, potete sempre vedervi <em><a title="la masseria delle allodole" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46752" target="_blank">La masseria delle allodole</a></em>, film italiano del 2007 dei fratelli Taviani, che parla appunto del genocidio armeno.</p>
<p style="text-align:justify;">La famiglia si trasferisce successivamente negli Stati Uniti dove Serj cresce e, frequentando la scuola armena, conosce quelli che saranno i suoi futuri compagni di band: i <em><a title="s.o.a.d." href="http://www.systemofadown.com/" target="_blank">System of a Down</a></em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Con loro comporrà alcuni dei brani migliori della storia recente del metal  (anche se c'è chi li definisce <em>alternative rock.</em> Mah, io tutte 'ste etichette non le capirò mai). I System hanno infatti una sonorità particolare, dettata da momenti di chitarra elettrica frenetica, intervallati da altri in cui la voce calda di Serj vi culla come dei bambini. Poi ci sono i duetti di Serj e Daron Malakian (chitarrista della band), voce accogliente e sensuale il primo, voce stridula il secondo, classico caso di opposti che si compensano.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2007 Serj decide di provare la carriera solista, per cui la band si prende una pausa ed esce l'album <em><a title="elect the dead" href="http://www.myspace.com/serjtankian" target="_blank">Elect the dead</a></em>.  E qui Serj dà il meglio di sé. La sua voce è cambiata nel tempo, è diventata più matura e, a me personalmente, manda in visibilio.</p>
<p style="text-align:justify;">Il motivo per cui lo annovero fra i miei eroi però non ha a che fare con le sue abilità artistiche, ma con la sua lotta contro l'ingiustizia, contro chi cerca di mettere sempre tutto a tacere perché, se non se ne parla, allora il problema non esiste. <strong>Hitler</strong>, parlando dell'invasione della Polonia, ha detto: <em>"[...] l'obiettivo della nostra guerra non è quello di guadagnare delle linee, ma di distruggere fisicamente il nemico. Perciò ho dato l'ordine di mandare a morte senza pietà, né compassione tutti gli uomini, le donne ed i bambini di origine polacca. <strong>Dopo tutto, chi parla oggi del genocidio degli armeni?"</strong></em>  Già, chi ne parla più? Beh, Serj lo fa! Continua a perpetuare la memoria dei suoi cari parlando al mondo del genocidio armeno e per questo ha fondato, insieme  a Tom Morello, l'organizzazione <a title="axis of justice" href="http://www.axisofjustice.org" target="_blank">Axis of justice</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Ad aprile sono stata al suo concerto live ed ho capito che quest'uomo è un leader. Un trascinatore di masse. Non solo perché ha il carisma tipico dei frontmen delle band, ma perché è in grado di trasmettere l'amore per le persone e la giustizia, la forza d'animo, la grinta, anche solo con la sua presenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Serj, inoltre, ha scritto  una raccolta di poesie, anche se non sono certo per cuori teneri. Molte parlano di carnalità. Una, molto bella, si intitola <a title="misunderstood rose" href="http://www.youtube.com/watch?v=oe2gFS4hs-E" target="_blank">Misunderstood rose </a>e, se ci cliccate sopra, la potrete sentire declamare direttamente dalla suadente voce di Serj. </p>
<p style="text-align:justify;">Un abbraccio a tutti</p>
<p style="text-align:justify;">Erika</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[È una soap opera? No, è la storia inglese del sedicesimo secolo: ENRICO VIII e le sue sei mogli]]></title>
<link>http://alerika.wordpress.com/?p=239</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 09:02:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerika</dc:creator>
<guid>http://alerika.it.wordpress.com/2008/04/02/e-una-soap-opera-no-e-la-storia-inglese-del-sedicesimo-secolo-enrico-viii-e-le-sue-sei-mogli/</guid>
<description><![CDATA[Carissimi tutti,
Eccoci qua con la prima puntata della nostra rubrica “La storia in pillole”. De]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Carissimi tutti,</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Eccoci qua con la prima puntata della nostra rubrica <strong>“La storia in pillole”. </strong>Dedichiamo l’onore di inaugurare questo nostro sforzo di divulgazione storica al caro estinto <strong>Enrico VIII Tudor, re d’Inghilterra (28 giugno 1491 – 28<span style="color:windowtext;"> </span>gennaio 1547) ed alle sue sei mogli: Caterina d’Aragona, Anna Bolena, Jane Seymour, Anna di Cleves, Catherine Howard e Catherine Parr.</strong></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong> </strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><a href="http://alerika.wordpress.com/files/2008/04/enrico-viii-opera-di-hans-holbein-il-giovane.jpg" title="enrico-viii-opera-di-hans-holbein-il-giovane.jpg"><img src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/04/enrico-viii-opera-di-hans-holbein-il-giovane.jpg" alt="enrico-viii-opera-di-hans-holbein-il-giovane.jpg" /></a> ENRICO VIII</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Il nostro ne ha combinate di tutti i colori sullo scenario politico dell’Europa del XVI secolo: lo scisma dalla Chiesa cattolica, lo scioglimento degli ordini monastici e l’incameramento dei loro beni nelle casse dello Stato, l’unificazione del Galles con l’Inghilterra, le guerre contro la Francia, e per cosa se lo ricorda la gente oggi? Per avere avuto sei (dico sei) mogli. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Io stessa fui abbagliata dal titolo di una biografia storica sullo scaffale di una libreria a Pisa, mentre stavo preparando l’esame di storia moderna. <strong>La biografia, scritta da Antonia Fraser, storica inglese, si intitola <i>Le sei mogli di Enrico VIII</i>. </strong>Eccovene un assaggio:</span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><i><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">“Ripudiata, decapitata, morta…ripudiata, decapitata, sopravvissuta”: il ritornello passa in un bisbiglio sulle labbra dei visitatori che percorrono i luoghi in cui si svolse la storia delle mogli di Enrico VIII. Nella tradizione popolare le sei donne sono ricordate non per come vissero, ma per come morirono. Le loro figure sono dipinte come altrettanti stereotipi del carattere femminile: la Donna Tradita, la Tentatrice, la Donna Buona, la Brutta Sorella, la Ragazza Cattiva, la Figura Materna. Un giorno, al castello di Hever, davanti a un presunto ritratto di Anna Bolena, sentii uno scolaretto esclamare con aria saputa: “Quella è la brutta”. E l’amico subito: “È vero, è proprio lei, la brutta”. In verità stava osservando un’immagine della “tentatrice” Anna Bolena. </span></i><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Parliamoci chiaro, se la biografia si fosse intitolata <i>Le vicissitudini di</i> <i>Enrico VIII</i> oppure <i>Vita, morte e miracoli di Enrico VIII</i> non l’avrei neanche degnata di uno sguardo, eppure quel rimando alle sue sei mogli fu per me irresistibile come il richiamo delle sirene per Ulisse. Solo che io non ho fatto l’eroina, non mi sono fatta legare a un palo cercando di resistere alla tentazione, ma ho seguito il consiglio di Oscar Wilde e nella tentazione ci sono caduta in pieno, acquistando il libro e leggendolo tutto d’un fiato. </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Voi mi chiederete, ma qual è l’importanza delle mogli di ‘sto Enrico? Beh, avevano importanza eccome, specialmente in un’epoca in cui i matrimoni servivano solo ed esclusivamente a sancire alleanze fra nazioni e ad ottenere una discendenza maschile. Proprio la mancanza di una discendenza maschile fu il motivo per cui il caro Enrico si disfece delle prime due mogli, Caterina d’Aragona e la “concubina” Anna Bolena, che prima gli fece perdere la testa e poi la perse essa stessa sotto la scure del boia. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ora, siccome la materia è più intricata di quanto appaia, ho deciso di dividere la prima puntata in due parti: I) le prime tre mogli di Enrico VIII, II) le seconde tre mogli di Enrico VIII. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">In questo post quindi ci occuperemo della I Parte: Le prime tre mogli di Enrico VIII</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Caterina d’Aragona</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">La prima moglie di Enrico, che lui in realtà aveva ereditato dal defunto fratello Arturo, fu Caterina d’Aragona, figlia dei Re Cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona (quelli che avevano finanziato l’impresa di Cristoforo Colombo e che, con il loro matrimonio appunto, contribuirono all’inizio dell’unificazione della Spagna), nonché zia di Carlo I re di Spagna, successivamente passato alla storia come Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Carlo era figlio di Giovanna la Pazza, sorella di Caterina, e di Filippo il Bello, figlio dell’imperatore Massimiliano I ed erede al trono di Asburgo. Ma che ci importa a noi di Carlo? Ci importa, perché fu proprio il timore che di Carlo aveva il papa Clemente VII (che si era ritrovato la patata bollente in mano alla morte di Giulio II) a frenare la concessione dell’annullamento del matrimonio fra Caterina ed Enrico, cosa che irritò non poco quest’ultimo il quale decise allora che chi fa da sé fa per tre, quindi a che ci serve far parte della Chiesa cattolica? Ed ecco lo scisma della Chiesa Anglicana. Così facciamo anche a meno di pagargli l’obolo di S. Pietro. Tieh!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ma torniamo a noi, o meglio a Caterina. Abbiamo detto che la mancanza di discendenza maschile da lei generata fu la ragione per cui Enrico decise di disfarsi di lei. In realtà la ragione fu questa, più una certa irritazione di Enrico nei confronti del di lei padre, Ferdinando, che aveva deciso di abbandonare un’alleanza stretta con l’Inghilterra ed il Papa per arginare le mire espansionistiche del re di Francia. Quindi, dopo sette gravidanze e dopo essere stata spremuta come un limone, la povera Caterina fu gettata via come uno straccio vecchio e segregata a vivere in un convento fino alla fine dei suoi giorni. L’unica figlia di Caterina che rimase in vita fu la principessa Maria. Essa, fervente cattolica, alla morte del fratello Edoardo ereditò il trono e passò alla storia col soprannome di “la sanguinaria”, datole a causa della ferocia con cui perseguitò i protestanti inglesi. E poi ditemi che non c’era un pizzico di vendetta nei confronti del padre! Adesso sapete perché il Bloody Mary è a base di succo di pomodoro. <span> </span></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Anna Bolena</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Un altro dei motivi per cui Enrico aveva fretta di disfarsi di Caterina era che si era invaghito della bella Anna Bolena, sorella della vecchia amante di Enrico, Maria Bolena. Anna Bolena era bella, così almeno dicono le cronache, anche se quei due scolaretti della biografia della Fraser probabilmente non sarebbero d’accordo. Enrico, che non era uno stinco di santo -era noto anche per essere un grande scommettitore-, la prese in moglie prima ancora che il suo matrimonio con Caterina fosse dichiarato nullo. E subito cominciarono a darci dentro, con scarsi risultati dal punto di vista di Enrico, che non vedeva arrivare eredi maschi neanche da Anna Bolena. In compenso Anna Bolena mise al mondo Elisabetta I. Il suo regno è ricordato come l‘età dell’oro inglese. Parlando di perfidia femminile, l’aneddoto storico vuole che Anna facesse di tutto per comportarsi come una regina capricciosa e pretese che la ex regina Caterina le rendesse tutti i gioielli di famiglia ed anche il vestitino del battesimo di Maria, che Anna voleva indossasse Elisabetta. Caterina, da gran donna qual’era, restituì i gioielli ma fece un eloquente gesto dell’ombrello per quanto riguardava il vestitino del battesimo. Anna non era per nulla tenera con la povera Maria, la quale già doveva vivere lontana dalla mamma ed era passata dall’essere la futura regina ad essere la bastarda di corte, quella che ricordava ad Anna cosa le sarebbe successo se non si fosse sbrigata a mettere al mondo un maschio. Enrico non aspettò molto infatti. Ora gli si poneva di nuovo il quesito esistenziale: “Come mi libero adesso della babbiona? Ma certo, che sciocco. L’accuso di alto tradimento, incesto e stregoneria!” E così disse a tutti che la sua consorte aveva ben cinque amanti e che con uno di questi, più precisamente il fratello, aveva complottato contro la sua vita. Naturalmente tutti mangiarono la foglia e la povera Anna fu rinchiusa nella Torre di Londra in attesa che il boia facesse la sua parte. Fu decapitata nel 1536, lo stesso anno in cui Caterina d’Aragona morì in convento.</span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Jane Seymour</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ad Enrico non importava un ficco secco rinvenuto di fare la parte del vedovo inconsolabile ed, anzi, prontamente impalmò la dama di corte Jane Seymour. Jane fu la più tenuta in considerazione fra tutte le mogli di Enrico. Il motivo? Gli diede il sospirato figlio maschio: Edoardo Teniamo presente che Enrico VIII fu il primo sovrano a salire sul trono d’Inghilterra senza spargimenti di sangue da secoli, per cui ci teneva che la dinastia Tudor seguitasse a rimanere al comando. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Purtroppo Jane morì dopo due settimane dal parto e dopo un anno dal matrimonio, nel 1537. Fu sepolta nel Castello di Windsor ed è l’unica delle mogli di Enrico ad avere la tomba accanto a quella del re. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ma Enrico,come abbiamo avuto modo di vedere, non si perdeva d’animo per cosucce tipo la morte di una consorte, perciò, vista la salute cagionevole del piccolo Edoardo, cominciò a cercare carne fresca per l’accoppiamento regale, al fine di assicurarsi che almeno un altro erede maschio venisse messo al mondo. Per questo motivo…. </span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Il seguito alla prossima puntata! </strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>A presto su questi schermi con la seconda parte de “Le sei mogli di Enrico VIII”.</strong></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">E come promesso nell’introduzione alla nostra rubrica ecco a voi la fonte del post:</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Antonia Fraser, <i>Le sei mogli di Enrico VIII</i>, ed. Oscar Storia Mondatori, 2001.</strong></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Dateci un’occhiata, fidatevi. La Fraser è una storica di formazione anglosassone, il che significa che scrive per tutti e non solo per gli specialisti del settore. Inoltre il testo è preciso, non noioso. Insomma, provateci. Garantisco che ne vale la pena!</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Vostra </span></p>
<p align="justify"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Erika</span></p>
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<title><![CDATA[LA STORIA IN PILLOLE]]></title>
<link>http://alerika.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 10:22:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>alerika</dc:creator>
<guid>http://alerika.it.wordpress.com/2008/02/11/la-storia-in-pillole/</guid>
<description><![CDATA[ Maria Teresa D&#8217;Austria.
____________________________________________________________________]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><a href="http://alerika.wordpress.com/files/2008/02/cripta_cappuccini_vienna.jpg" title="la romba di Maria Teresa d’Austria e del consorte"></a><a href="http://alerika.wordpress.com/files/2008/02/maria-teresa-daustria.jpg" title="maria-teresa-daustria.jpg"><img src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/02/maria-teresa-daustria.jpg" alt="maria-teresa-daustria.jpg" /></a> <em>Maria Teresa D'Austria.</em></span></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong><em>_________________________________________________________________________</em></strong></span></p>
<p align="center" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Carissimi, oggi inauguriamo la nostra nuova rubrica <strong>“La storia in pillole”.</strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong></strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Dite la verità: quante volte a scuola vi siete addormentati durante la lezione di storia? A me succedeva spessissimo, finché non ho conosciuto una cara amica che insegnava storia e filosofia in un liceo. Lei, che mi ha aiutata a preparare gli esami di storia all’università, mi ha fatto conoscere il lato divertente ma soprattutto umano del passato. Si, perché il problema è che quella che ci insegnano a scuola è una storia masticata, metabolizzata e risputata per noi da alcuni autori su un asettico libro di testo, generalmente pieno di date e fatti, ma dimentico del fattore più importante: che ciò che muove l’essere umano è la PASSIONE. La passione non è una questione meramente fisica, è uno stato mentale, è quello che fa girare il nostro mondo conosciuto.</span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ebbene, molto umilmente, qui mi propongo di farvi conoscere “in pillole” alcuni fatti storici che testimoniano proprio la passione umana. La scelta degli eventi che vi racconterò è collegata ad una mia passione, quella per le biografie storiche. Perché in fondo, chi se ne frega dell’anno d’inizio della rivoluzione francese, io voglio sapere come viveva la gente a quell’epoca, dai re e regine, al popolo, passando per nobiltà, clero e altri. Oppure, lo sapevate che il primo Stato al mondo ad abolire la tortura e la pena di morte  si trovava in Italia alla fine del ‘700 ? Era il Granducato di Toscana, anche se in realtà lo guidava un austriaco illuminato, uno dei sedici figli di Maria Teresa d’Austria. Grande donna, sia per il suo spessore politico che per la circonferenza del suo giro vita. Pare che il primo elevatore della storia sia stato messo a punto per calare il corpo di Maria Teresa nella sua tomba di famiglia, visto il suo peso imponente al momento della morte. </span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><a href="http://alerika.wordpress.com/files/2008/02/cripta_cappuccini_vienna.jpg" title="la romba di Maria Teresa d’Austria e del consorte"><img src="http://alerika.wordpress.com/files/2008/02/cripta_cappuccini_vienna.jpg" alt="la romba di Maria Teresa d’Austria e del consorte" /></a> <em>Tomba di Maria Teresa D'Austria e del consorte.</em></span></p>
<p><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong><em></em></strong></span></p>
<p><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
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<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Eh si , questo ed altro vi verrà raccontato molto presto. E siccome ogni bravo storico cita delle fonti attendibili (come dovrebbe fare anche ogni bravo giornalista), vi informerò sempre del/i testo/i che ho usato per scrivere il pezzo. Anche perché così, magari, vi viene voglia di darci una sbirciatina. </span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">La prima puntata della nostra nuova rubrica si intitola <strong>“È una soap opera? No è la storia inglese del sedicesimo secolo: ENRICO VIII e le sue sei mogli”.</strong> Prossimamente su questo schermo.   </span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Prossimi appuntamenti:</strong> </span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Il Santo Graal e il Codice da Vinci. Come ho capito che era una bufala.   </strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Maria Teresa D’Austria. Donna di spessore.    </strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"><strong>Lucrezia Borgia e il veleno della società.    </strong></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';"></span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Ciao ciao </span></p>
<p align="justify" style="text-align:justify;margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:'Lucida Sans Unicode';">Erika</span></p>
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