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	<title>la-voce-della-campania &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "la-voce-della-campania"</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 11:59:37 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Telemassonerie]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/11/15/telemassonerie/</link>
<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 14:53:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp;
Bighellonando per la rete, capita di imbattersi in alcuni interessanti articoli, forse un po]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="snap_preview">&#160;</p>
<p><img src="http://www.cristiancontini.it/images/monalisa.jpg" alt="Da cristianocontini.it" align="right" border="2" height="289" hspace="4" vspace="4" width="196" />Bighellonando per la rete, capita di imbattersi in alcuni interessanti articoli, forse un po’ datati, ma capaci di far riflettere su certi strani fenomeni che non sempre hanno spiegazioni “logiche”. Continuando sulla falsa riga della <a href="http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/11/12/opus-dei-una-nomenclatura/" target="_blank">nomenclatura dell’Opus Dei</a>, sempre lei, l’ottima <a href="http://www.lavocedellacampania.it" target="_blank">Rita Pennarola</a>, già nel 2006, pubblicava un interessante <a href="http://www.lavocedellacampania.it/detteditoriale.asp?tipo=inchiesta1&#38;id=53" target="_blank">articolo sui retroscena delle intercettazioni Telecom</a> e delle sue strutture di sicurezza. L’articolo è riportato in calce  per intero, per chi non ha voglia di andarselo a leggere sul sito del giornale vi faccio io una sintesi condita da qualche considerazione personale(anche se fareste bene ad abbonarvi e a sostenere il lavoro di questo tipo di giornalisti, che sono quasi "eroici") .</p>
<p>La storia è questa: un gruppo di dirigenti Telecom (alcuni di altissimo livello),  responsabili di alcune attività delicatissime hanno tutti avuto contatti non sporadici con la <a href="http://www.elis.org/" target="_blank">ELIS</a> (struttura di formazione dall’<a href="http://www.answers.com/topic/opus-dei?nafid=22" class="answerlink">Opus Dei</a>) e partecipano al programma “<a href="http://www.elis.org/Fellow/" target="_blank">Fellows</a>“. Fra i Fellows che si occupano di tematiche legate alle tecnologie, vi sono anche manager e top manager praticamente di tutte le principali aziende di telecomunicazioni ed informatica in Italia. Ancora più interessante è lo stretto legame che si è andato formando negli anni fra il mondo delle tecnologie ed ELIS attraverso il consorzio <a href="http://www.consel.org/" target="_blank">Consel</a> (Consorzio ELIS – ente no profit per                      la formazione professionale superiore, che  nasce nel 1992 su                      iniziativa del  					<a href="http://centro.elis.org/" target="_blank">Centro ELIS</a>,  					definito come opera apostolica dell‘<a href="http://www.elis.org/Opus.Dei" target="_blank">Opus Dei</a>, per istituire un rapporto di                      lungo periodo con un panel di imprese altamente qualificato e per soddisfare le esigenze di formazione                          iniziale e continua dei consorziati.  					La società sostiene i progetti                          sociali promossi dall’<a href="http://www.elis.org/associazione" target="_blank">Associazione Centro ELIS</a>  						e dalla <a href="http://www.cedel.it/" target="_blank"> 						Cedel - cooperativa sociale educativa ELIS</a>). A giudicare dalla lista dei consorziati, una bella fetta del bel mondo dell'industria e dei servizi banchetta allegramente alla mensa del Consel. Secondo alcuni “dissidenti”: «Al di là degli aspetti morali o religiosi <a href="http://www.answers.com/topic/telecom-italia-s-p-a-adr?nafid=22" class="answerlink">Telecom Italia</a> è entrata da qualche anno nel Dna dell’Opus Dei con la nascita del Consorzio Consel, che permette agli affiliati un accesso diretto alle principali aziende di Stato poi privatizzate». L’articolo si spinge più in là, affermando che Telecom Italia ha sempre apprezzato il livello qualitativo dei corsi realizzati da ELIS, assumendo circa il 60% dei diplomati della sua Scuola di Formazione (<a href="http://www.elis.org/consel/" target="_blank">quali aziende che fanno parte del consorzio?</a>). Insomma un crocevia importante per entrare nei colossi finanziari italiani, presidiato da un comitato scientifico di cui facevano parte lo scomparso Adamo Bove (ricordate il manager Telecom volato giù da un cavalcavia a Napoli?) e il general manager security Giuliano Tavaroli (da poco rilasciato dopo quasi nove mesi di carcere preventivo, durante le indagini sull’affaire intercettazioni), oltre ad altri protagonisti della galassia Opus Dei nel Campus Biomedico o nelle tante altre filiazioni di Elis. Già tutto questo basterebbe a mettere seriamente in discussione il vertice della grande azienda un tempo fiore all’occhiello delle partecipazioni statali. Ma per non farci mancare niente, l’articolo rivela anche la connessione occulta con la massoneria tradizionale: secondo quanto riscostruito dagli inquirenti, Emanuele Cipriani (capo della società investigativa Polis d’istinto, arrestato con Tavaroli con l’accusa di intercettazioni illecite) aveva con Tavaroli un patto scellerato, che portava ad una «gestione dei rapporti patrimoniali quantomeno anomala e difficilmente compatibile con quanto dovrebbe accadere in un settore rilevante di una grossa multinazionale». E questo lo dicono i giudici. Che c'entra la massoneria? Semplice Cipriani era amico della famiglia Gelli.</p>
<p>Insomma, se ne volete sapere di più, vi tocca leggere tutto l’articolo, poiché c’è una vera e propria messe di sconvolgenti rivelazioni, tranquillamente ignorate dalle testate giornalistiche più importanti. Come al solito.<span class="titolone"></span></p>
<h2><span class="titolone"><b>TELECOM-PLOTTO</b></span></h2>
<p class="base2">&#160;</p>
<address><b>di Rita Pennarola, </b><b> Ottobre 2006 </b></address>
<p><i>La tragica fine di Adamo Bove, il supermanager della security Telecom “suicidato” con un volo di 40 metri lo scorso 21 luglio, potrebbe essere solo l’ultimo atto del duro scontro fra poteri finanziari (e paramassonici) occulti per il controllo del colosso italiano di telefonia e, forse, del futuro delle telecomunicazioni in Europa. Vediamo gli inediti assetti del potere in Telecom, fra uomini di area Opus Dei , faccendieri e piduisti.</i>Adamo Bove, il manager della security Telecom volato già il 21 luglio scorso da un ponte della Tangenziale di Napoli, era tra i professionisti di fiducia dell’Opus Dei. Il suo nome e la sua foto - con la scritta “deceduto” e la data sbagliata, 27 luglio - figurano ancora oggi fra i docenti degli Elis Fellows, i corsi professionali ad alto livello messi in campo dalla Prelatura romana con l’obiettivo di formare la nuova classe dirigente del Paese. Per entrare a far parte del prestigioso organigramma occorrono requisiti ben precisi: «I Fellows sono persone che sanno dare “valore e valori” ai giovani che frequentano Elis - si legge nella presentazione ufficiale - ed aderiscono al nostro Manifesto». Vale a dire il documento che sancisce la nascita di Elis dentro la compagine religiosa fondata da Escrivà. Più che esplicita, dunque,l’appartenenza dell’intero apparato formativo alla potente “famiglia” guidata da monsignor Javier Echevarría. Inoltre, «chi frequenta l’Opus Dei sa bene - dice un ex alunno - che non è ammesso alcun docente privo di solide “referenze” nel vasto milieu della compagiine cattolica». Ma la presenza di big targati Telecom, nei corsi Opus Dei, non si limita al solo Bove. La corposa lista dei professionisti fellows, anzi, vede di gran lunga in prima fila uomini chiave del colosso di Marco Tronchetti Provera. A cominciare da Rocco Mammoliti, ingegnere, altro supermanager della information security Telecom, e poi Attilio Achler, responsabile Network Operations, Giovanni Chiarelli (Technical Information Services), Maurizio Gri (Sviluppo e Formazione area Marketing), Luigi Ernesto Marelli (responsabile del Personale divisione RETE), Matteo Mille (pianificazione acquisti IT), Franco Moraldi (Sviluppoe Formazione area Tecnology), Stefano Nocentini (Innovation &#38; Engineering), Pietro Pacini (Telecontact Center), Lorenzo Roberti Vittory (Risorse Umane - Management Services). Tutti folgorati dal Verbo di san Escrivà. O, quanto meno, fedeli a quei principi.«Al di là degli aspetti morali o religiosi - fanno sapere alcuni dissidenti - Telecom Italia è entrata da qualche anno nel Dna dell’Opus Dei con la nascita del Consorzio Consel, che permette agli affiliati un accesso diretto alle principali aziende di Stato poi privatizzate». Non c’è infatti solo Telecom fra i membri del consorzio fondato in Italia dall’Opus: fra gli altri, figurano giganti come <a href="http://www.answers.com/topic/vodafone?nafid=22" class="answerlink">Vodafone</a>, Wind, Autostrade, Acea, Siemens. Ma a far la parte del leone è proprio Telecom con il suo management. E’ stato organizzato ad esempio dal duo Elis-Telecom il corso di formazione biennale (2005-2007) intitolato non a caso “Next Generation Network - Telecommunication Manager” per perfezionare le abilità nel settore di “Gestione e sicurezza delle reti Full IP”. A patrocinare l’iniziativa, il ministero per le Comunicazioni, gestito all’epoca dal nazional alleato Maurizio Gasparri. «Il motivo che portò Telecom Italia a dar vita al <a href="http://www.answers.com/topic/cedel?nafid=22" class="answerlink">Cedel</a> fu la possibilità di promuovere azioni formative dirette a giovani meritevoli, in una modalità integrata scuola-impresa», si legge nella pubblicità dell’iniziativa. Anche perchè «Telecom Italia ha sempre apprezzato il livello qualitativo dei corsi realizzati, assumendo circa il 60% dei diplomati dalla Scuola di Formazione Elis». Per garantire questo costante flusso delle nuove professionalità opusdeiste nei colossi finanziari italiani, l’accoppiata Elis-Telecom ha dato vita ad un apposito comitato scientifico. Del quale facevano parte lo scomparso Adamo Bove, in quota Tim, e l’altro uomo ombra in Telecom del general manager security Giuliano Tavaroli, vale a dire Fabio Ghioni. Tutti e tre fianco a fianco con protagonisti della galassia Opus Dei nel Campus Biomedico o nelle tante altre filiazioni di Elis.</p>
<h3>CAPPUCCI IN CAMPO</h3>
<p>Ma Telecom non è “solo” Opus Dei. Proprio a partire dalla tragica fine (tuttora avvolta nel mistero) di Adamo Bove è possibile intravedere l’inedito scontro in atto fra superpotenze occulte per il controllo del colosso telefonico italiano e, forse, del futuro delle telecomunicazioni in Europa. L’ombra della massoneria si allunga infatti sui destini di Telecom attraverso Emanuele Cipriani, il detective a capo della società investigativa Polis d’istinto, arrestato con Tavaroli su ordine del gip milanese Paola Belsito con l’accusa di intercettazioni illecite. Tra i due esisteva - secondo la ricostruzione degli inquirenti - un patto scellerato, una «gestione dei rapporti patrimoniali quantomeno anomala e difficilmente compatibile con quanto dovrebbe accadere in un settore rilevante di una grossa multinazionale». Oltre 2 milioni di euro fra il 2004 e il 2005: queste le parcelle versate da Telecom all’agenzia di Cipriani, inserita fra i consulenti per la sicurezza Telecom. Ma secondo gli investigatori quelle indagini, «piuttosto che un interesse immediato e diretto del gruppo Pirelli Telecom», servivano a «far lavorare i privati su indagini di interesse dei Servizi, o semplicemente già note ai Servizi, facendone ricadere il costo su Pirelli Telecom». Per creare, alla fine, soprattutto fondi neri.Chi è veramente Cipriani? Dell’antico legame con la famiglia Gelli lui stesso non fa mistero: «da oltre 15 anni - dichiara - sono amico di Raffaello Gelli e di sua moglie Marta». Al punto che risulta essere stato ospite per lungo tempo in un appartamento dei Gelli a Montecarlo: «i soldi che sono stati ritrovati all’estero - racconta l’investigatore fiorentino ai pm - sono tutti miei… Per quanto riguarda le mie disponibilità presso Monaco, inizialmente indicai la domiciliazione presso l’abitazione dei signori Gelli e ciò quando gli stessi erano residenti a Montecarlo… I rapporti con la famiglia Gelli sono esclusivamente di amicizia…». Della venerabile coppia la <i>Voce </i>si era già occupata a dicembre 2005, rivelando che a partire dal 2001 entrambi erano stati membri di una commissione umanitaria all’interno dell’Onu. Più di recente ritroviamo i due alle prese con la querelle su Villa Ada, nella capitale: all’interno del mestoso parco pubblico lady Marta Sanarelli Gelli lo scorso anno si proponeva infatti di realizzare, attraverso la società Antiqua 2001, un mega ristorante, poi bloccato dalle proteste dei comitati civici.</p>
<h3>FAMIGLI CRISTIANI</h3>
<p>Intanto, grazie all’amico Cipriani, decine di migliaia di dossier su vip e gente apparentemente comune cominciano ad essere elaborati e passare di mano in mano fra l’agenzia fiorentina, i servizi segreti e il vertice Telecom. A coadiuvare il lavoro della Polis d’istinto erano, fra gli altri, due giornalisti: Guglielmo Sasinini e Francesco Silvestri, sempre in tandem, attivi a Famiglia Cristiana e, in precedenza, collaboratori della rivista ufficiale dei Carabinieri. Entrambi si erano fatti vivi con la <i>Voce</i>: la prima volta dopo la pubblicazione sul nostro giornale dell’inchiesta sul rapimento delle due Simone. Ci chiedevano altri materiali: rispondemmo che, come sempre, tutto quanto risultava documentato era già stato pubblicato. Poco più d’un anno fa Sasinini richiamò per domandarci se avessimo notizie su un imprenditore. Il tono misterioso della telefonata ci indusse a rifiutare ogni forma di normale scambio fra colleghi. Trait d’union fra i giornalisti del popolare settimanale religioso e l’agenzia fiorentina era stato proprio un uomo Telecom. Secondo la testimonianza resa al gip Belsito dalle ex segretarie di Cipriani, infatti, Sasinini era stato visto frequentemente in compagnia di Tavaroli e di Adamo Bove. Nel 2002 il giornalista stipula con Cipriani il primo contratto di consulenza su input del comune amico Giuliano Tavaroli, che era in procinto di transitare, insieme allo staff riservato di Tronchetti Provera, dalle segrete stanze Pirelli a quelle di Telecom. Il passaggio avviene nel 2004; un anno dopo Sasinini rinnova il contratto non più con Polis d’istinto, ma direttamente con Telecom. «Per quelle attività - dicono in ambienti vicini al giornalista - Sasinini percepiva un compenso annuo pari a 160 mila euro, compresi gli onorari derivanti dalla direzione del nuovo mensile Noi Security».</p>
<h3>SICURI DI “NOI”</h3>
<p>A che doveva servire e, soprattutto, che cosa era veramente quel periodico? Intanto, nasceva probabilmente da una costola di Noi., il mensile di casa Telecom diretto da Cinzia Vetrano con Gian Carlo Rocco di Torrepadula come responsabile “Communication and Image”. 63 anni, Rocco di Torrepadula è presente nell’organigramma di Telecom Italia spa in veste di procuratore così come Gustavo Bracco, capo delle risorse umane, che della pubblicazione risultava direttore editoriale. Quanto a Noi Security, dalle esigue tracce che si possono rinvenire oggi appare innanzitutto come un organo informativo ufficiale di casa Telecom. Lo conferma l’immagine che pubblichiamo in apertura: è ripresa dal sito del FTI, Forum per la Tecnologia dell’Informazione, che ancora il 2 gennaio 2006 riporta un brano tratto dalla newsletter di Noi.Security, la cui scritta campeggia sul logo Telecom. Ed è solo un caso che il bollettino abbia preso l’identico nome della società di vigilanza Noi Security Agency, che negli Stati Uniti ha vinto appalti «per garantire la sicurezza dal terrorismo - scrive il pacifista Aldo Capitini - di complessi per l’edilizia popolare a Pittsburgh, Filadelphia, Los Angeles, Brooklyn, Chicago, assicurandosi in pochi anni 20 milioni di dollari di fatturato, ma anche incappando in disavventure finanziarie e giudiziarie causate dall’eccessivo amore degli agenti per auto di lusso e ragazze»? Forse una coincidenza, dovuta al fatto che il direttore responsabile dell’omonimo giornale di casa Telecom, Sasinini, è riconosciuto da tempo come giornalista esperto di terrorismo mediorientale. Un uomo, comunque, che vive da anni sotto scorta. Nel 1999 la Padania, riportando la cronaca dell’aggressione subita nella sua casa milanese dalla compagna di Sasinini, scrive che il giornalista, «caporedattore e inviato di Famiglia Cristiana, esperto di terrorismo islamico e profondo conoscitore delle Br», viveva già «da cinque anni sotto scorta». Chi pagava questa scorta - assai prima dell’11 settembre - e perché? Il quotidiano della Lega aggiungeva poi alcune ipotesi sulla matrice dell’aggressione nella casa di Sasinini «che fa parte del gruppo Libera, quello di Caselli, che lavora per il sequestro dei beni dei Corleonesi». «Sasinini fu l’unico a pubblicare due lettere scritte da Moro durante la prigionia al nipote. Allora si credette che fosse in possesso dell’interno memoriale. Sasinini - concludono - ieri ha ricordato di aver ricevuto minacce a tal proposito anche dai vertici del governo. “Tutti mi chiamano Mino e loro, per intimidirmi, mi rammentavano la fine fatta da Mino Pecorelli“». Dalla stessa matrice antimafia provengono poi sia la moglie di Sasinini Katia Re che il suo alter ego giornalistico Francesco Silvestri, entrambi collaboratori, a inizio anni duemila, del periodico Narcomafie.</p>
<h3>QUESTIONE D’ISTINTO</h3>
<p>Sentito dal gip Belsito come persona informata sui fatti, Sasinini racconta nel dettaglio i suoi rapporti di consulenza con Tavaroli e soprattutto con Emanuele Cipriani, vale a dire il personaggio intorno al quale ruotano praticamente tutte le quattrocento e passa pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Una ricostruzione tanto minuziosa da risultare inquietante per gli stessi magistrati, che definiscono questo sistema di investigazioni illecite come «un possibile ed evidente strumento di pressione, di condizionamento, di minaccia, se non addirittura di estorsione nelle mani di un ristretto gruppo di persone». Al punto che gli inquirenti non mancano di sottolineare che il sistema creato da Tavaroli e Cipriani è «una struttura la cui esistenza genera certamente un notevole allarme». Nessuna traccia comunque è finora emersa, dal lavoro dei magistrati, su coloro che detengono quote nella Polis d’istinto srl insieme allo stesso Emanuele Cipriani (20.000 euro sui 100 mila del capitale sociale) e a sua moglie, la trentaseienne Benedetta Leoni, presente nell’azionariato con 33.300 euro. Si tratta di due personaggi finora mai balzati agli onori delle cronache. La prima è Eliana Albanese, classe 1928. Attuale detentrice di quote nominali in Polis d’istinto per 17.700 euro (e non presente in nessun’altra società), la Albanese è stata fino al 2001 socio accomandatante della sigla “spiona” di casa Cipriani. Succedeva in questa carica al fondatore dell’agenzia, Patrizio Martelli, fiorentino, 68 anni, che l’aveva ricoperta fino al 1998. Facendo ancora un passo indietro troviamo anche il nome del socio accomandatario che nel ‘90 passa il testimone a Cipriani: si tratta di Antonio Berneschi, nato ad Arezzo nel 1961, il quale nel ‘93 esce definitivamente dalla Polis. Attualmente Berneschi risulta titolare di un’altra sigla investigativa operante a Firenze. Si tratta della agenzia investigativa Pubblica &#38; Privata «fondata - si legge nella brochure - negli anni Novanta da Antonio Berneschi che vanta un’esperienza ultraventennale in forza al Nucleo Informativo dell’Arma dei Carabinieri e alla Sezione Speciale Antiterrorismo (attuale R.O.S.) dove ha conseguito diversi encomi per attività di investigazione». Ma torniamo alla Polis d’istinto e al quarto ed ultimo socio. E’ il quarantaseienne Luciano Seminara, presente nell’organigramma Polis con 29.000 euro e in una sfilza di altre sigle, sempre come socio. Il più recente acquisto risale ad appena l’8 agosto di quest’anno, quando fa il suo ingresso nella romana R.A.S.T. Recupero Ambientale Smaltimento Trasporti, una srl con quasi 50 mila euro in dote, nel cui parterre Seminara fa ora la parte del leone. R.A.S.T. e Polis d’istinto - insieme alla M.C.S., una srl con 12 mila euro di capitale e sede a Roma - sono le uniche tre società facenti tuttora capo a Seminara, il quale fra il 2001 e il 2006 aveva ceduto le sue partecipazioni in altre srl tutte con sede nella capitale: si tratta di Tetris, S.C.Q., Giambus &#38; Dodo Charter and Broker, Traiano 2000 Bioimmagini ed infine ADA Europe. Di tutte queste aziende - com’era prevedibile - è sparita ogni notizia dal web. Così come criptata appare attualmente la Nice Consulting srl (www.niceconsulting.com), dedita alla “consulenza per la gestione dei patrimoni mobiliari e immobiliari”, partecipata da Emanuele Cipriani con 4 mila euro (sui circa 25 mila del capitale sociale) e della quale, comunque, non c’è traccia nella corposa inchiesta della magistratura milanese.</p>
<h3>LO SCONTRO</h3>
<p>Un lavoro - quello reso dalla Procura e dal gip - che appare solo come un primo squarcio in un universo torbido destinato probabilmente a portare alla luce altri clamorosi filoni d’inchiesta. Perchè una schedatura a tappeto come quella messa in campo per anni dalla “spectre” di Tavaroli, Cipriani e dagli 007 che ruotavano intorni a loro (in primis l’agente Sismi Marco Mancini, vedi box), non poteva evidentemente avere solo la finalità di creare fondi neri da dirottare in paradisi fiscali, come è finora stato accertato. Di certo, però, nella monumentale ordinanza del gip Belsito la figura di Adamo Bove non risulta in alcun punto inficiata da ombre o sospetti specifici, ma piuttosto inserita in un contesto popolato da criminali e loschi faccendieri. Cos’altro di nuovo aveva scoperto su di loro Bove, il quale nei mesi precedenti aveva già offerto un contributo decisivo alle indagini della procura di Milano che portarono all’arresto dei dirigenti Sismi per il sequestro di Abu Omar? Che cosa stava per rivelare agli inquirenti prima di essere catapultato già dai 40 metri del viadotto di via Cilea della Tangenziale, lasciando accese le quattro frecce della Mini di sua moglie, la brillante ricercatrice partenopea del Cnr Wanda Acampa? «La presenza di Adamo Bove e di alti funzionari Telecom a corsi di formazione dell’Opus Dei - spiega un esperto di fatti parareligiosi - potrebbe indicare che lo scontro per il controllo Telecom tra massoni “deviati” come l’amico di Gelli Emanuele Cipriani, e la nomenklatura finanziaria dell’Opus abbia visto, almeno per ora, soccombere quest’ultima». Con una vittima sul campo: l’ex poliziotto napoletano Adamo Bove, per la cui morte - ha raccontato Wanda Bove all’Espresso - non ho ricevuto da Tavaroli nemmeno un biglietto di condoglianze. Uno scenario fosco. Sul quale, a Napoli, è chiamato a far luce un pubblico ministero di grande esperienza come Giancarlo Novelli. L’ipotesi accusatoria è: istigazione al suicidio.</p>
<h3>CARO BOVE LE SCRIVO...</h3>
<p>Circa tre anni fa Adamo Bove aveva avuto contatti professionali con una delle principali agenzie investigative operanti sulla piazza napoletana ed oltre, la A Zeta di Antonino Restino. «Eravamo stati noi - ricorda Carmine Evangelista, investigatore di punta della sigla partenopea - a cercare un contatto con il dottor Bove, come spesso facciamo con altri potenziali clienti, per sottoporre alla Tim il caso di una truffa sulle schede telefoniche che stava avvenendo nel Napoletano». Quella proposta non ebbe seguito, perchè nel frattempo la società stava attivando altri meccanismi di contrasto. Bove però aggiunse: «Sono io che chiedo qualcosa a voi: di aiutarmi a scoprire se esistono soggetti interni alla Tim responsabili di fornire tabulati interni della Tim ad una rete esterna di investigatori. E chi sono queste persone». Dunque Adamo Bove fin dai tempi della sua permanenza in Tim aveva avuto sentore della fuga illecita dei tabulati e intendeva vederci chiaro. Ma non finisce qui. L’ultima mail scambiata fra Bove ed Evangelista è del 12 luglio di quest’anno. Esattamente nove giorni prima del tragico volo dalla Tangenziale. «La mail che il dottor Bove ci inviò nel luglio scorso - dettaglia Evangelista - era la risposta ad una nostra nuova sollecitazione. Gli avevo scritto dopo aver letto sull’Espresso che aveva preso il posto di Giuliano Tavaroli in Telecom. Conoscendo la sua cortesia e professionalità, proponevo a Bove nuove forme di collaborazione con la nostra agenzia». Il messaggio restò per alcune settimane senza risposta. Poi il 12 luglio Adamo Bove scrive. Nella mail spiega ad Evangelista e Restino che nell’ambito delle sue nuove mansioni «non rientrano attività per le quali io possa avvalermi della vostra collaborazione perchè non ho facoltà di effettuare verifiche interne». Riletto oggi, quel messaggio suona come una rivelazione: «E’ mai possibile - si chiede Restino - che un manager a capo della security Telecom non avesse quei necessari poteri di controllo?». L’ipotesi è che quella nomina fosse in realtà stata svuotata di reali poteri, forse proprio in ragione dei sospetti che Adamo Bove nutriva da tempo sulla fuga dei tabulati. E molti dubbi il manager di A Zeta Antonino Restino li avanza anche sulla versione ufficiale del suicidio: «Mi sembra impossibile che un investigatore esperto come Adamo Bove, se voleva proprio porre fine alla sua vita, non lo abbia fatto con le modalità tipiche di chi fa questo mestiere, cioè rendendo palesi le ragioni del suo gesto. Un investigatore di professione non si butta giù lasciando accese le quattro frecce dell’auto…». Perplessità, infine, sull’elenco delle società di investigazione che, come riportato dai quotidiani, lavoravano per conto di Telecom. «In Italia - dice subito Restino - esistono sei, sette importanti agenzie, riconosciute da tutti coloro che operano in questo settore. Nessuna fra queste fa parte di quell’elenco. La Polis d’istinto era nel nostro ambiente e all’interno della Federpol (la più autorevole associazione di categoria, ndr) pressochè sconosciuta, e così le altre». Il dubbio, insomma, potrebbe essere che almeno alcune, fra queste sigle, fossero state messe in piedi ad hoc? Restino annuisce. E rincara la dose: «Ancor più sorprendente è poi la lista delle somme percepite per quegli “incarichi”. Parliamo di parcelle fino a 5 milioni di euro. E siamo totalmente fuori mercato. Il fatturato medio delle principali agenzie investigative in Italia arriva a massimo uno, due milioni di euro». In un anno.</p>
<h3>LA SCORCIATOIA PER IL PARADISO</h3>
<p>I Centri di formazione Elis fondati dall’Opus Dei hanno una scorciatoia diretta per il paradiso. Non si tratta di assoluzioni plenarie o benedizioni, ma del Consorzio Consel, che Elis ha fondato nel 1992 insieme a partner societari del calibro di Telecom Italia, Stet, Italcementi, Ericsson, e ancora Anas, Italtel, Italia Lavoro, Albacom, Wind, Siemens e Trenitalia, per citare solo i nomi più altisonanti. Fusioni suggellate in tempi più recenti dall’ingresso diretto di Elis nell’azionariato di uno fra questi giganti: quella stessa Tim dai cui alti ranghi proveniva un prestigioso docente dei corsi di perfezionamento Elis come Adamo Bove e Rocco Mammoliti. Attraverso un’attenta selezione dei discenti ed un’ancor più accurata scelta del corpo docente, Elis, “Attività per la formazione della gioventù lavoratrice e per la solidarietà sociale”, rende possibile ai giovani rampolli di area Opus la formazione e l’accesso diretto nei ranghi operativi delle principali aziende italiane, che per la restante parte degli aspiranti restano quasi regolarmente solo un miraggio. Uno dei canali diretti per l’accesso è il programma Elis Fellow, «orientato al coinvolgimento a titolo di volontariato nelle attività Elis di dirigenti, quadri, docenti universitari e altri personaggi di rilievo nella società», con l’unica condizione che aderiscano al Manifesto Elis, contenente in maniera esplicita i principi formativi dell’Opus. «Il nostro compito - spiegano all’Avel, altra costola di Elis votata a rappresentare una sorta di agenzia per il lavoro - è quello di fare da trait d’union fra i nostri corsisti e le aziende alla ricerca di personale specializzato». In primis, naturalmente, quelle aderenti al Consorzio, come la stessa Telecom, in cui le carriere dei pii giovani vengono prontamente avviate con appositi stages. Ai convegni organizzati dal Centro Elis di via Sandro Sandri nella capitale non hanno fatto mancare la loro presenza, negli ultimi anni, grossi big dell’imprenditoria e della politica. Nel 2002, quando era inquilino di Palazzo Chigi, fece un salto Giuliano Amato per parlare di “Lavoro nel modello sociale europeo”. Quello stesso anno il direttore di Elis Bruno Picker (che solo qualche mese fa magnificava sulle colonne de La Stampa le nuove sinergie dei suoi centri formativi con la Rai), ebbe l’onore di ospitare il numero uno di Sviluppo Italia Carlo Borgomeo (tuttora docente, peraltro, ai Corsi Fellows), lo scomparso Gianmario Roveraro (soprannumerario Opus) in rappresentanza delle Residenze Rui, ma anche il giornalista Rai Giovanni Minoli, il presidente di Italia Lavoro Luigi Covatta e il general manager Telecom delle Risorse umane Mario Rosso. Andiamo avanti. Sempre nel 2002 ci va, fra gli altri, l’allora vertice Bankitalia Antonio Fazio; l’anno dopo il sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli. Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo si fa vedere in visita ufficiale a fine 2005 per inaugurare il nuovo anno formativo e benedire, subito dopo la Santa Messa, le solenni celebrazioni del quarantesimo anniversario dalla nascita di Elis. Sempre nel 2005 si segnalano le presenze di personalità come Vito Gamberale, Francesco Chirichigno e Mario Landolfi, quest’ultimo nella sua veste di ministro per le Telecomunicazioni. A novembre 2004 si segnala, infine, una fugace apparizione di Giuliano Tavaroli, intervenuto alla presentazione delle “corsie preferenziali” Elis Fellows in qualità di vertice Telecom.</p>
<h3><font size="4">TELECOM E PIDUISTI<br />
</font></h3>
<p>C’è ancora lunga ombra della P2 in tutta la vicenda che, dalle prime indagini sul sequestro illegale di Abu Omar, conduce fino agli spioni di casa Telecom. Quell’ombra ha due nomi e cognomi. Il primo è quello di Emanuele Cipriani, l’investigatore privato amico della famiglia Gelli (vedi articolo principale), l’uomo chiave di tutta l’inchiesta della Procura milanese. Ma il secondo è quello di Marco Mancini, l’agente del Sismi arrestato l’estate scorsa proprio per il sequestro di Omar ed oggi nuovamente nell’occhio del ciclone per le amicizie - e spiate - pericolose con l’ex manager della security Telecom Giuliano Tavaroli. Negli anni ‘80 i brigadieri dei Carabinieri Mancini e Tavaroli lavorano insieme nel nucleo contro le brigate rosse agli ordini del colonnello Umberto Bonaventura. Trovato morto in circostante misteriose all’interno della sua abitazione romana nel 2002, alla vigilia della testimonianza decisiva sul caso Mitrokin, Bonaventura era stato lo stesso ufficiale sospettato di aver portato via dal covo di via Montenevoso, nel 1978, l’originale del memoriale di Aldo Moro. A comandare quel reparto speciale dell’Arma anti BR era il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la cui appartenenza agli elenchi della P2 è stata confermata dallo stesso Licio Gelli in un’intervista rilasciata alla Voce nella primavera di quest’anno. «Il nostro era un rapporto magnifico, leale - ha dechiarato il Venerabile - lui era iscritto alla P2 così come suo fratello Romolo, altro generale dei Carabinieri. Ma l’uno non sapeva dell’altro. Era la nostra regola». Quanto all’epoca del loro sodalizio, Gelli è abbastanza preciso: «Ci conoscemmo a metà anni settanta, a Roma». Prima, dunque, del periodo in cui maturò il blitz nel covo di via Montenevoso. Torniamo a Mancini, che nel 1984 ritrova Bonaventura al Sismi e fa carriera nella sua ombra. Quando Bonaventura esce di scena Mancini, divenuto nel frattempo referente in Italia della Cia, scala il vertice dei Servizi italiani, proprio mentre l’amico Tavaroli diventa il responsabile unico della sicurezza nei colossi targati Marco Tronchetti Provera: prima Pirelli e poi Telecom. Immortalato dalla stampa internazionale sulla scaletta del velivolo militare che ha riportato in Italia la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, Mancini e la sua divisione del Sismi rappresentavano probabilmente l’ala interna antagonista rispetto a quella guidata da Nicola Calipari. Scrive il Manifesto: «Durante il sequestro Sgrena percepimmo nettamente un contrasto all’interno del servizio, precisamente tra la prima divisione e l’ottava, quella diretta da Caliparie impegnata nelle mediazioni. Fra noi per capirci parlavamo di “Sismi 1” e “Sismi 2”. Se una partita si è giocata tra “i due Sismi”, la sparatoria di Baghdad l’ha chiusa. E Mancini è andato a prendere Giuliana, ferita. Ma un navigatore di lungo corso di quegli ambienti, che peraltro vuol bene all’ex capo della prima divisione, ci aveva avvisati fin da subito: “C’è il Sismi di Calipari e il Sismi di Mancini. E questi ultimi - diceva l’amico 007 - sono capaci di inventarsi di sana pianta un’operazione…”». Costata la vita a Nicola Calipari.</p>
<h3>STATE BUORA SE POTETE...</h3>
<p>A chi riferiva Giuliano Tavaroli l’andamento di schedature a tappeto ed acquisizioni illegali dei tabulati ad opera di spioni superpagati da Telecom? A Marco Tronchetti Provera, come sembrano ipotizzare i magistrati milanesi, o all’amministratore delegato Carlo Buora, come sostiene il difensore di Tavaroli, Massimo Dinoia? Sessant’anni a maggio, un lungo passato nel management Fiat, dopo una fugace apparizione nei ranghi alti di Benetton, a inizio anni novanta Buora fa il suo ingresso in Pirelli, dove in breve diventa l’assoluto alter ego di Tronchetti Provera, che affida al collaudato manager lo strategico compito di rappresentarlo in Olimpia, Telecom, Tim, e di tenerne alte le sorti anche dentro colossi come Rizzoli Corriere della Sera, Mediobanca, Ras, Immobiliare Unim e, più recentemente, l’Inter. E’ quasi con l’intero bagaglio di queste partecipazioni che Buora va a sedere nell’aristocratico consiglio d’amministrazione dell’Istituto Oncologico Europeo targato Umberto Veronesi, che vede schierato fra i suoi azionisti il salotto buono dell’alta finanza italiana: alle stesse Pirelli, Telecom, Mediobanca, Rcs e Ras si aggiungono infatti Capitalia, Unipol, Generali, la Milano Assicurazioni della famiglia Ligresti (quest’ultima presente anche nell’azionariato Tim), Mediolanum e la tormentata Bpi di Giampiero Fiorani. Un bel pezzo, insomma, del capitalismo “rosso”, con una spruzzatina (non di più) d’azzurro berlusconiano. Di veramente suo, Carlo Buora, non conserva ora più nulla: solo poche settimane fa, il 28 luglio di quest’anno, si è spogliato infatti dell’unica quota societaria posseduta, con la donazione al figlio Jacopo, 25 anni, della sua partecipazione in E.M.T.O. srl, la finanziaria che aveva fondato insieme alla moglie Daniela Borgogni. Quest’ultima resta presente nella sigla milanese insieme a Jacopo e alla figlia ventinovenne Francesca Buora. Ventiquattromila euro di capitale sociale, sede nel capoluogo lombardo, la società è amministrata con ampi poteri da Cinzia Dattilo, classe 1953, anche lei milanese doc, e si occupa di «acquisto, vendita e permuta di beni immobili, gestione dei propri immobili e finanziamento degli enti cui partecipa o ai quali, comunque, è interessata». A fine anni ottanta E.M.T.O. aveva incorporato l’Immobiliare Gimla, altra srl lombarda amministrata dall’anziano Roberto Filippa da Montegrotto d’Asti.Dei recenti trasferimenti di quote e nude proprietà E.M.T.O. fra i componenti della famiglia Buora si sono occupate le fiduciarie Istifid e Compagnia Nazionale Fiduciaria spa. De minimis non curat praetor. Ha ben altro da fare, il supermanager Buora, chiamato dai giudici per spiegare cosa sapeva sul sistema di spionaggio interno alla security Telecom. Quanto ai conti svizzeri sulla Banca del Gottardo, un secco chiarimento lo ha fatto lo stesso Tronchetti Provera che, in una conferenza stampa all’indomani del ciclone giudiziario, ha difeso Buora (nominato nel frattempo vicepresidente esecutivo di Telecom): «Avevo, come il dottor Buora, un conto in Svizzera, chiuso a fine 2000. Su quel conto non è mai avvenuto niente di irregolare». Staremo a vedere.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Opus Dei: una nomenclatura]]></title>
<link>http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/11/12/opus-dei-una-nomenclatura/</link>
<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 16:04:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>stratex</dc:creator>
<guid>http://lampidipensiero.wordpress.com/2007/11/12/opus-dei-una-nomenclatura/</guid>
<description><![CDATA[Comincio ad avere concreti dubbi sulla coerenza di alcuni uomini politici e sulla reale consistenza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://macekmuri.blog.siol.net/files/2007/07/opus_dei.jpg" border="2" alt="Da macekmuri.blog.siol.net" hspace="4" vspace="4" width="204" height="204" align="right" />Comincio ad avere concreti dubbi sulla coerenza di alcuni uomini politici e sulla reale consistenza delle loro dichiarazioni, soprattutto in tema di laicità.</p>
<p>Quello che segue è il testo integrale <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/opus.htm" target="_blank">di un articolo</a> di Rita Pennarola, pubblicato per la prima volta su La Voce della Campania. Ora, io mi limito a leggere e tirare fuori alcune osservazioni, per cercare di capire se, effettivamente, certi eventi che accadono in Parlamento, apparentemente privi di spiegazioni chiare e semplici, non possano in realtà essere il frutto di logiche "esterne" alla dialettica democratica e ad una trasparenza che dovrebbe essere il punto di partenza di qualunque discorso serio sulle istituzioni.</p>
<p>Riepilogando un po' dei dati riportati nell'articolo, emerge che:</p>
<ul>
<li>almeno 11 esponenti politici presenti in parlamento sono <strong>simpatizzanti </strong>dell'Opus Dei (fra essi Cesare Salvi e Massimo D'Alema, all'epoca entrambi dei DS. Il primo oggi è capogruppo di Sinistra Democratica al Senato; il secondo è ministro degli esteri)</li>
<li>almeno 5 esponenti politici presenti in parlamento sono <strong>ospiti ricorrenti</strong> delle iniziative dell'Opus Dei (fra essi spicca Romano Prodi)</li>
<li>almeno 4 esponenti  politici presenti in parlamento sono <strong>sostenitori </strong>dell'Opus Dei (fra essi, spiccano la senatrice Binetti e Silvio Berlusconi)</li>
<li>almeno 4 esponenti  politici presenti in parlamento sono <strong>militanti </strong>dell'Opus Dei (fra essi, spiccano i senatori Fumagalli Carulli e Dell'Utri)</li>
</ul>
<p>Quindi, in totale, in Parlamento siederebbero 24 rappresentanti della nazione, in qualche modo legati ad una società segreta straniera, sottoposta al controllo diretto del Capo dello Stato Città del Vaticano.  Si tratta in ogni caso di un dato parziale, poiché la lista è vecchia e non tiene conto delle novità intercorse fra l'epoca dell'articolo e oggi. Credo anche che vi possano essere delle persone citate magari per qualche svista e sarebbe interessante sentire che cosa hanno da dire in materia. Soprattutto alcuni senatori.</p>
<h2><span style="font-size:x-small;"><strong>Opus Dei: La nomenklatura in Italia</strong></span></h2>
<p>Un lavoro eccellente di ricerca, che deve il primo impulso agli amici di Filorosso di Verona. Da leggere nel contesto generale del fenomeno dei <a href="http://www.kelebekler.com/occ/xisti.htm" target="_blank">cristianisti o teocon</a>, il movimento polimorfo che cerca di sfruttare politicamente e in senso occidentalista la cultura religiosa italiana.</p>
<p>Prendo per validi i dati presentati in questo articolo, comunque sarò felice di concedere il più ampio diritto di replica a tutte le persone citate: ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma non di quelle di altri. Non pubblico per demonizzare, ma per informare e - per quanto sia possibile - avvicinarci alla verità.</p>
<p>Questo articolo si può leggere utilmente in associazione ad altri presenti su questo stesso sito, che riguardano:</p>
<ul>
<li>la svolta americanista di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/meeting.htm" target="_blank">Comunione e Liberazione</a></li>
<li>il rapporto <a href="http://www.kelebekler.com/occ/amway01.htm" target="_blank">tra i "teocon" e Amway</a> la multinazionale del multilevel marketing</li>
<li> le lobby che spingono il <a href="http://www.kelebekler.com/occ/vaticano1.htm" target="_blank">Vaticano a sostenere l'impero americano</a></li>
<li> le attività politiche di <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/storia/it05.htm" target="_blank">Alleanza Cattolica</a></li>
<li> il ruolo di <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/tfp01.htm" target="_blank">Tradizione Famiglia e Proprietà (TFP) e del Centro Lepanto</a></li>
<li> l'utilizzo <a href="http://www.kelebekler.com/occ/padrepio.htm" target="_blank">economico-mediatico della figura di Padre Pio</a>.</li>
<li> la creazione del <a href="http://www.kelebekler.com/occ/acton.htm" target="_blank">think tank neoconservatore "Istituto Acton"</a> a Roma.</li>
</ul>
<p>Questo articolo è comparso in diversi siti - <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/opus1.jpg" target="_blank">Carmilla OnLine</a>, <a href="http://www.disinformazione.it/">Disinformazione.it</a>, Comedonchisciotte e <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/www.informationguerrilla.org">Information Guerrilla</a>.</p>
<p><a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/migit.htm" target="_blank"> Miguel Martinez</a></p>
<p>Prove generali di franchismo in Italia. A lanciare l'allarme giusto due anni fa era stata <a href="http://www.ecn.org/filorosso/" target="_blank">Filorosso</a>, associazione antirazzista veronese collegata col gruppo nazionale di <a href="http://www.peacelink.it/" target="_blank">Peacelink</a>. Una grande manifestazione contro l'integralismo cattolico alla base di violenze e razzismo: era questa la proposta di Filorosso, che denunciava apertamente la presenza di un "laboratorio avanzato delle destre", per mettere a punto le strategie del "nuovo blocco di consenso che va dalla Lega a Forza Italia, da Alleanza Nazionale a Forza Nuova fino agli integralisti cattolici". "Vogliamo dire con fermezza che oggi nella nostra città - aggiungevano i pacifisti - il fascismo è cosa reale e che a questa educazione al razzismo non sono estranee neppure le alte gerarchie ecclesiastiche, legate ai potentati dell'Opus Dei, che a Verona controlla la maggior parte dell'economia". Un modello "esportabile in breve tempo anche al di fuori del nostro territorio". A maggio 2001 quello stesso blocco di potere avrebbe trionfato alle politiche in Italia. A ottobre 2002 il fondatore dell'Opus Dei Josemaria Escrivà de Balaguer, amico e consigliere del dittatore fascista Francisco Franco, viene proclamato santo.</p>
<p>Quanto ha contato e quanto conta oggi la corazzata religiosa di origine spagnola negli assetti di potere del Paese? Ma, soprattutto, fino a che punto arriva la sua trasversalità? Fanno ancora rumore, ad esempio, gli strali lanciati su <a href="http://www.kelebekler.com/occ/comunisti.htm" target="_blank">Massimo D'Alema</a> nelle scorse settimane per la sua partecipazione ufficiale alla santificazione di Escrivà in piazza San Pietro. Una presenza duramente stigmatizzata da Gianni Vattimo e Paolo Flores d'Arcais, e ancor più dallo scrittore Antonio Tabucchi, il quale ricorda in un articolo sul Paìs che proprio quest'anno nelle Asturie sono ricominciate le ricerche delle fosse comuni in cui giacciono i resti di oltre trentamila dissidenti franchisti. E che D'Alema "non poteva non sapere".<br />
Quella del lider maximo, comunque, è stata una partecipazione tutt'altro che occasionale. L'8 gennaio di quest'anno, infatti, ai festeggiamenti per il centenario dalla nascita del neosanto erano in prima fila pezzi da novanta dell'opposizione come Francesco Rutelli e Cesare Salvi. Con loro, il presidente Rai Antonio Baldassarre, l'opusdeista 'confesso' Alberto Michelini, e poi Rocco Buttiglione, Giulio Andreotti, <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/tfp01.htm" target="_blank">Alfredo Mantovano</a> e il leader della Cisl Savino Pezzotta, tutti habitué di analoghi appuntamenti. Niente di nuovo sotto il sole, comunque, per la famiglia Rutelli, dal momento che il 21 novembre del 2000 - in pieno clima preelettorale - Barbara Palombelli aveva tenuto banco all'Università Santa Croce dell'Opus Dei, nella capitale, per la presentazione del libro di Marta Brancatisano Il Vangelo spiegato a mio figlio. Nessun problema, visto che lo stesso leader della Margherita aveva partecipato all' inaugurazione in pompa magna di un colosso universitario dell'Opus alle porte di Roma nel giugno dello stesso anno, quando era ancora sindaco della capitale.</p>
<h3>MAI DIRE RUI</h3>
<p>Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l'Opus Dei rappresenta la più potente multinazionale dell'educazione religiosa e fattura - secondo stime della stampa cattolica dissidente - non meno di 30 milioni di dollari al mese.<br />
Lungo l'asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all'Opus, ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore nell'imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel '94, cui è succeduto l'attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.<br />
E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.<br />
Autentico business core dell'Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal ministero).<br />
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall'inizio su centinaia di sostenitori ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell'Ucid, colosso associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i simpatizzanti dell'Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente della Camera. Sempre nel '59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino a tutt'oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.<br />
Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi, cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra <a href="http://www.kelebekler.com/occ/dellutri.htm" target="_blank">Marcello Dell'Utri</a> e Silvio Berlusconi. "Ho visto Silvio la prima volta all'università Statale di Milano nel '61", raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A farli incontrare era stato "un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell'Opus Dei". Primo organismo nato dall'intesa fu una squadra di calcio: "Silvio era il presidente, io allenavo - ricorda ancora Dell'Utri - e suo fratello Paolo giocava da centravanti". "Si chiamava - conclude - Torrescalla, dal nome della residenza universitaria dell'Opus dove io vivevo, e dove avevamo messo la sede della squadra".</p>
<h3>SILVIO VORREI CHE TU</h3>
<p>Direttore di Torrescalla, che sorge in un parco e dispone di piscina, campi da tennis e palestra, è attualmente Renzo Arborea, coadiuvato da Marco Giorgino ed Antonio Torello. Fra le presenze ricorrenti in occasione di convegni organizzati dalla residenza milanese, spiccano quelle di Umberto Di Capua, numero due di Assolombarda nonché general manager di ABB Italia, ed Ettore Barnabei, ex patron della Rai ed attuale presidente di Lux Video. In prima fila per la santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca l'autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all'indomani della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell'Opus: quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di Wojtyla il neo cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, altra figura carismatica per i seguaci di Escrivà.<br />
Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier Berlusconi, che all'inaugurazione dell'anno accademico 2001-2002 dell'elitaria location meneghina ha inviato il suo braccio destro Fedele Confalonieri, autore di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei giovani all'interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l'ex presidente della Ras Assicurazioni Umberto Zanni e la senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da un capo all'altro della penisola. Assente "giustificato" Marcello Dell'Utri, alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere) per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.<br />
Di "santa mafia" ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell'Opus). In realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con una "santa massoneria", dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di vista dell'elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle due diverse consorterie.<br />
Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia Fabio Venzi, secondo il quale "alcuni massoni sono nell'Opus Dei e alcuni membri dell'Opus Dei sono in Massoneria", anche perché "queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità". E conclude ammettendo che "esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali".<br />
Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto spesso s'incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla luce del sole. Succede, ad esempio, durante le kermesse mondano-religiose che costellano la vita dell'Opus e delle sue attività imprenditoriali targate Rui. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il Campus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.</p>
<h3>FRATELLO EURO, SORELLA LIRA</h3>
<p>Partiamo dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello scorso anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al centro della polemica, una questione di incompatibilità all'interno dell'omonimo gruppo bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un'altra importante carica, quella di presidente della Fondazione Carige.<br />
Dell'affiliazione all'Opus Lorenzelli non fa mistero "ma - tiene a precisare in un'intervista a Repubblica - la Prelatura non gestisce il Campus", anche se "vigila su di esso - aggiunge - offrendo l'assistenza pastorale e l'orientamento dottrinale delle attività formative".<br />
Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra i più bei nomi dell'imprenditoria nazionale: dal già citato Alberto Falck all'editore Leonardo Mondadori, entrambi presenti al Gran Galà di Villa Sormani Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva per finanziare le attività universitarie dell'Opus. E ancora, Giancarlo Elia Valori (negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato all'Opus), il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, il numero uno Farmindustria Giampiero Leoni e Carlo Caruso, direttore dell'ospedale San Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca, organizzata nel marzo scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l'ex presidente della struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo Arullani, attualmente in carica), il direttore del Tg1 Alberto Del Noce, corso a moderare, giusto un anno fa, il convegno dall'emblematico titolo "Il significato nel dolore nell'insegnamento del Beato Josemaria Escrivà", e perfino Alberto Sordi che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato parte del terreno su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona Trigoria, nei dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della Roma presieduta dall'amico Franco Sensi.<br />
Personaggio chiave dell'establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce, sede a Roma in Palazzo dell'Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso prelato dell'Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina del reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo rettore dell'ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l'attesa per il prossimo 26 novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al 'papabile' per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.</p>
<h3>LA COMPAGINE PARTENOPEA</h3>
<p>"Escrivà ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo squallore e che si può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la cravatta giusta, se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come sempre fece egli stesso". Parola di <a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/messori.htm" target="_blank">Vittorio Messori</a>, tra i biografi del fondatore più accreditati nelle alte sfere della Prelatura. Un dettato preso alla lettera dai seguaci partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi maggiormente elitarie e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che, secondo quanto pubblicato di recente da Le Monde Diplomatique, amava "farsi trasportare in una cadillac nera" ed "aveva ottenuto dall'amico Francisco Franco il titolo di marchese di Peralta"), gli adepti nostrani continuano a flagellarsi periodicamente nell'intimo delle mura domestiche.<br />
Non è ancora del tutto scomparso dalle loro case il cilicio: una sorta di busto metallico chiodato da applicare di tanto in tanto nel corso della settimana, a fini di mortificazione della carne, come spiegava a fine anni '80 il giornalista Maurizio Di Giacomo nel libro choc Opus Dei edito da Tullio Pironti. Altro precetto in primo piano, l'assoluta esclusione di qualsiasi pratica anticoncezionale, compresi i pochi metodi ammessi dalla chiesa ufficiale. Le loro famiglie sono generalmente popolate da un gran numero di figli, tutti pronti a frequentare, naturalmente, le centinaia di residenze, scuole ed università dell'Opus sparse nel mondo.<br />
Partiamo dai centri scolastici che vedono in prima fila l'Istituto Belforte di corso Europa, "l'unica scuola a Napoli pensata e realizzata per la donna", recita lo slogan. Con elementari, medie e liceo linguistico riconosciuti dallo Stato, la Belforte aderisce al Faes, la già ricordata filiazione delle Residenze Rui, ed è diretta dall'opusdeista doc Maria Ruju. Nell'organigramma figurava, fino a metà anni novanta, anche Nober Manoukian. Rotariano, ex Ucid e direttore di un'industria di smalti nella zona di Ponte Chiasso, Manoukian rappresenta una figura mitica dell'opusdeismo nazionale, più volte celebrato anche a Torrescalla e al Campus romano. Fedele alla tradizionale 'attenzione' per il mondo dell'informazione ("l'Opus - fanno sapere i portavoce ufficiali - controlla nel mondo 630 giornali e 52 catene tv"), anche la Belforte organizza corsi di giornalismo, cui prendono parte esponenti delle principali testate partenopee. E naturalmente, ogni anno, lo stand dell'istituto di corso Europa giganteggia in occasione di Euripe, la kermesse a carattere nazionale che si svolge in primavera a Napoli con fini ufficiali di orientamento universitario ("ma in realtà - dicono negli ambienti laici - per reclutare quanti più giovani è possibile nelle residenze della Rui o in altre strutture dell'Opus").<br />
Ideatore di Euripe e fondatore dell'IPE, l'Istituto per le attività educative con sede al Vomero in via Luca Giordano, è l'ex presidente del Consiglio regionale della Campania, il forzista Raffaele Calabrò. Cardiologo all'ospedale Pausilipon, amico personale e collega di Paolo Cirino Pomicino (il quale, non a caso, nella sua veste di ministro del Bilancio andò ad inaugurare una struttura dell'Opus Dei a Napoli nel 1991), Calabrò può contare su una famiglia che condivide da sempre il suo ferreo credo. A partire dalla moglie Giovanna Perrone, che insegna alla Belforte, e poi la madre Elisa Calabrò, decana della compagine partenopea, la sorella Lea, insegnante e sposata col magistrato Salvatore Iovene, anche lui devotissimo: tutti uniti nel verbo di Escrivà ed impegnati a vario titolo nel promuovere l'attività delle due residenze napoletane. La Monterone, più antica, ha sede nel cuore della Napoli chic, in un antico palazzo di via Crispi, ed è riservata ai maschi. Diretta da Lorenzo Burdo, può ospitare fino a cinquanta studenti, in grado di pagare una retta pari a circa 13 milioni di vecchie lire l'anno. All'inaugurazione dell'anno accademico 1999-2000 era intervenuto come relatore, accanto a Raffaele Calabrò, l'allora ministro della Pubblica istruzione Ortensio Zecchino.<br />
Alle fanciulle è riservata invece la Residenza Villalta, poco distante dalla Monterone (è in via Martucci), inaugurata a novembre del 2001 alla presenza di autorità cittadine e simpatizzanti assidui dell'Opus, come il giudice minorile Maria Lidia De Luca, fervente seguace di Escrivà da sempre, così come il marito Raffaele Raimondi, altro magistrato, inserito nel comitato ristretto dei saggi per il Giubileo 2000. Anche Villalta, sessanta posti letto e rette analoghe alla Monterone, è gestita dall'IPE, che attualmente è presieduto da Luigi Coccurullo e diretto da Mario Spasiano.<br />
Intanto cresce, anche nel capoluogo partenopeo, il numero degli adepti che, dal mondo delle professioni, riescono a spiccare il volo verso quello delle istituzioni. E' il caso di Mario Delfino, dermatologo, che dal 2001 siede in consiglio comunale a Napoli sotto le insegne, naturalmente, di Forza Italia. A distinguersi nella schiera degli opusdeisti era stata anche sua sorella Giovanna Delfino, numero uno delle Edizioni Scientifiche Italiane, per i cui tipi era uscito qualche anno fa un libello agiografico di grande tiratura sulla vita del beato.<br />
Restando in zona Palazzo Sangiacomo incontriamo poi un altro fervente: si tratta di Gianni Pomicino, parente dell'ex ministro ed ingegnere, che più volte ha ospitato nella sua casa del Vomero incontri aventi ad oggetto le beatitudini di Escrivà. All'università prestava invece la sua opera Roberto Marrama, l'economista partenopeo scomparso qualche anno fa, cui recentemente l'IPE ha intitolato un concorso per borse di studio finalizzate all'accesso nel Campus Biomedico. Considerato un ideologo del pensiero di Escrivà, Marrama apparteneva infatti alla stretta nomenklatura partenopea dell'Opus.<br />
Assai più variegato, in zona, il panorama dei simpatizzanti, che comprende anche grandi firme dell'edilizia locale come Bruno Brancaccio e Bruno Capaldo, entrambi proprietari ad Ischia di appartamenti in un complesso residenziale che ospita anche magioni estive della famiglia Calabrò.<br />
Il nome di Capaldo, notoriamente vicino a Forza Italia, è finito nell'occhio del ciclone per una fra le più recenti tangentopoli all'italiana: quella per il tourbillon di mazzette intorno all'affare Inail di Potenza.</p>
<h3>IN PRINCIPIO FU SUSANNA</h3>
<p>C'è anche lei, Susanna Tamaro, la reginetta del connubio tra spiritualità &#38; business editoriali, nel novero delle grandi firme che scrivono per Ares, la casa editrice milanese dell' Opus Dei votata a diffondere il Verbo del neo santo Escrivà de Balaguer, di cui edita l'opera omnia in un'apposita collana. Per i tipi di Ares la Tamaro ha pubblicato il suo libro più intimo, una sorta di autobiografia dell'anima intitolata Verso Casa. Fondata nel 1956 in contemporanea col decollo, in Italia, di moloch educativi coma la Fondazione Rui, anche Ares riceve subito l'imprimatur ufficiale con l'erezione ad ente morale avvenuta per decreto del capo dello Stato nel 1966. Scorrendo la lista di coloro che hanno affidato in questi anni all'editrice dell'Opus i propri manoscritti si incontrano griffe prevedibili ed altisonanti - come quelle dei cardinali <a href="http://www.kelebekler.com/occ/biffi.htm" target="_blank">Giacomo Biffi</a> e Joseph Ratzinger, o di Rocco Buttiglione - accanto a nomi finora mai inseriti fra i cantori delle lodi di Escrivà.<br />
Cominciamo da Massimo Caprara. Proprio lui, l'uomo che un tempo sussurrava a <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevefassino5.htm" target="_blank">Togliatti</a>. Il passaggio nelle fila del Polo deve aver coinciso con la scoperta di un cuore opusdeista, sulle note del quale il Nostro si abbandona a due libri in odor di pentimento: le duecento e passa pagine di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevefassino.htm" target="_blank">Gramsci </a>e i suoi carcerieri e, poco dopo, Paesaggi con figure, destinato a purgare il lettore d' ogni residuo di "totalitarismo comunista".<br />
Restiamo sulla sponda ex <a href="http://www.kelebekler.com/occ/marx0.htm" target="_blank">marxista </a>e precisamente nella fu Telekabul, il Tg3: il suo vaticanista di punta, Aldo Maria Valli, pubblica per Ares ben due volumi: Affetti speciali e A noi la linea, destinati a mostrare come sia possibile trasformare la tv in un mezzo educazionale per famiglie.<br />
Per completare l'opera, Ares pubblica il lungo racconto confessione di Leonardo Marino Così uccidemmo il commissario Calabresi: questo l'esplicito titolo "per far comprendere - scrivono gli editori nella presentazione - le ragioni della condanna di <a href="http://www.kelebekler.com/occ/prevedxsx.htm" target="_blank">Adriano Sofri</a> ed Ovidio Bompressi".<br />
Le corazzate di Ares restano comunque Studi Cattolici e Fogli, massime esternazioni del pensiero opusdeista contemporaneo. Al primo, con cadenza mensile e diretto da Cesare Cavalleri, hanno collaborato, tra gli altri, <a href="http://www.kelebekler.com/occ/baget2.htm" target="_blank">Gianni Baget Bozzo</a>, Ombretta Fumagalli Carulli, <a href="http://www.kelebekler.com/caimani/55.htm" target="_blank">Vittorio Mathieu</a>, nonché gli stessi Aldo Maria Valli e Susanna Tamaro.</p>
<h3>LA LISTA</h3>
<h3>MILITANTI, SOSTENITORI, SIMPATIZZANTI &#38; C.</h3>
<p>[LEGENDA - MILITANTE: iscritto o comunque appartenente alla nomenklatura dell'Opus Dei; SOSTENITORE: molto vicino alle iniziative dell'Opus Dei; SIMPATIZZANTE: assiduo alle manifestazioni organizzate dall'Opus Dei; OSPITE: presente anche in forma occasionale ad iniziative organizzate dall'Opus Dei o da sigle ad essa notoriamente collegate]</p>
<p>ALBERONI FRANCESCO - OSPITE - SOCIOLOGO<br />
ANDREOTTI GIULIO - MILITANTE - SENATORE A VITA<br />
ANGELETTI LUIGI - SIMPATIZZANTE - SEGRETARIO UIL<br />
ARANDA ANTONIO - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
ARBOREA RENZO - MILITANTE - DIRETTORE<br />
COLLEGIO TORRESCALLA<br />
ARMATO TERESA - SOSTENITORE - ASSESSORE<br />
TURISMO REGIONE CAMPANIA<br />
ARULLANI PAOLO - MILITANTE - PRESIDENTE<br />
CAMPUS BIOMEDICO<br />
BAGET BOZZO GIANNI - SOSTENITORE - EDITORIALISTA<br />
BALDASSARRE ANTONIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE RAI<br />
BARUCCI PIERO - OSPITE - ECONOMISTA<br />
BELLONI PIERO - MILITANTE - VICEPRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI<br />
BOLCHI ANDREA - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
BERLUSCONI PAOLO - SIMPATIZZANTE<br />
IMPRENDITORE<br />
BERLUSCONI SILVIO - SOSTENITORE<br />
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO<br />
BERNABEI ETTORE - SOSTENITORE<br />
PRESIDENTE LUX VIDEO<br />
BIANCO LUCIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CNR<br />
BINETTI PAOLA - SOSTENITORE - CAMPUS BIOMEDICO<br />
BLASI PAOLO - MILITANTE - BANCHIERE<br />
BOFFI GIANDOMENICO - MILITANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
BRANCACCIO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE<br />
BRANCATISANO MARTA - SIMPATIZZANTE - SCRITTRICE<br />
BRUDO LORENZO - MILITANTE - DIRIGENTE IPE<br />
BUTTIGLIONE ANGELA - SOSTENITORE - DIRETTORE TG PARLAMENTO<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/acton.htm" target="_blank"> BUTTIGLIONE ROCCO</a> - SIMPATIZZANTE - LEADER UDC<br />
CALABRO' ELISA - MILITANTE<br />
CALABRO' LEA - MILITANTE - INSEGNANTE<br />
CALABRO' RAFFAELE - MILITANTE - CONSIGLIERE REGIONALE CAMPANIA<br />
CAMILLERI RINO - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
CANIATO RICCARDO - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
CAPALDO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE<br />
CAPRARA MASSIMO - SOSTENITORE - OPINIONISTA<br />
CARUSO CARLO - SOSTENITORE - DIRETTORE - SAN RAFFAELE<br />
CASINI PIER FERDINANDO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CAMERA<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/mdc.htm" target="_blank"> CAVALLERI CESARE</a> - MILITANTE - DIRETTORE 'STUDI CATTOLICI'<br />
CERVO ARNALDO - MILITANTE - DOCENTE UNIV.<br />
CESARINI FRANCESCO - OSPITE - PRESIDENTE UNICREDITO<br />
CIABATTONI AMOS - MILITANTE - COFONDATORE RUI<br />
COCCURULLO LUIGI - MILITANTE - PRESIDENTE IPE NAPOLI<br />
COLAO VITTORIO - OSPITE - AMMINISTRATORE DELEGATO OMNITEL<br />
CONFALONIERI FEDELE - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE MEDIASET<br />
CORIGLIANO GIUSEPPE - MILITANTE - UFFICIO STAMPA PRELATURA<br />
CORTESE ARDIAS AMELIA - SIMPATIZZANTE - PARTITO LIBERALE NAPOLI<br />
CORTESINI RAFFAELLO - MILITANTE - CHIRURGO<br />
COSSIGA FRANCESCO - SIMPATIZZANTE - SENATORE A VITA<br />
CURCI BEATRICE - OSPITE - GIORNALISTA NEWSITALIA<br />
D'AGOSTINO FRANCESCO - OSPITE - UNIV. TOR VERGATA<br />
D'ALEMA MASSIMO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE DS<br />
D'ANGELO GUIDO - SIMPATIZZANTE - DOCENTE UNIV. NAPOLI<br />
D'IPPOLITO SERGIO - SOSTENITORE - STAFF EURIPE NAPOLI<br />
DE BENEDETTI CARLO - OSPITE - IMPRENDITORE<br />
DE GIOVANNI ASTRID - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
DE LUCA M. LIDIA - SOSTENITORE - MAGISTRATO TRIB. MINORI NAPOLI<br />
DE MAIO ADRIANO - OSPITE - RETTORE POLITECNICO MILANO<br />
DEL NOCE ALBERTO - SIMPATIZZANTE - GIORNALISTA<br />
DELFINO GIOVANNA - SOSTENITORE - DIRETTORE - EDIZIONI SCIENTIFICHE IT.<br />
DELFINO MARIO - MILITANTE - CONSIGLIERE COMUNALE NA<br />
DELL'UTRI MARCELLO - MILITANTE - SENATORE FORZA ITALIA<br />
DI BARI MICHELE - MILITANTE - TESORIERE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA<br />
DI CAPUA UMBERTO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE ABB ITALIA<br />
DI PALMA MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
DIANZANI FERDINANDO - SOSTENITORE - PRESIDE FAC. MEDICINA C. BIOMEDICO<br />
DINA' MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
DONATI PIERPAOLO - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE<br />
ETCHEGARAY ROGER - SOSTENITORE - CARDINALE<br />
FALCK ALBERTO - MILITANTE - IMPRENDITORE<br />
FARRI UMBERTO - MILITANTE - PRESIDENTE IST. COOPERAZ. UNIVERSITARIA<br />
FAZIO ANTONIO - SIMPATIZZANTE GOVERNATORE BANKITALIA<br />
FAZIO MARIANO - MILITANTE - RETTORE UNIVERSITA' DELLA SANTA CROCE<br />
FENU CARLO MARIA - MILITANTE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA<br />
FINAMORE ROSANNA - SOSTENITORE - UNIV. GREGORIANA ROMA<br />
FONTANA MASSIMO - - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
FONTANAROSA ALDO - OSPITE - GIORNALISTA LA REPUBBLICA<br />
FORLANI ARNALDO - SIMPATIZZANTE - EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO<br />
FUMAGALLI ARMANDO - SOSTENITORE - UNIV. CATTOLICA MILANO<br />
FUMAGALLI CARULLI OMBRETTA - MILITANTE - SENATORE<br />
FUSCAGNI STEFANIA - SOSTENITORE PRORETTORE UNIV. FIRENZE<br />
GARACI ENRICO - SOSTENITORE - DIR. IST. SUPERIORE SANITA'<br />
GAROFANO MICHELE - MILITANTE - EX PRESIDENTE MONTEDISON<br />
GAVAZZI FRANCESCO - OSPITE - EDITORIALISTA<br />
GELAO SAVERIO - COLLABORATORE - EDIZIONI ARES<br />
GHINI GIUSEPPE - OSPITE - DOCENTE UNIV. URBINO<br />
GIACOBINI STEFANIA - OSPITE - GIORNALISTA TG3<br />
GIORGINO MARCO - MILITANTE - COLLEGIO TORRESCALLA<br />
GIRONE GIOVANNI - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
GROSSI GRONDI STEFANO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
GUICCIARDI C. GIOVANNI - MILITANTE - PRESIDENTE ASS. TORRESCALLA<br />
GUIDI ANTONIO - OSPITE - SOTTOSEGR. SANITA'<br />
IOVENE SALVATORE - MILITANTE - MAGISTRATO<br />
ISIDORI ALDO - OSPITE - UNIVERSITA' LA SAPIENZA<br />
LEONI GIAMPIERO - SOSTENITORE - PRESIDENTE FARMINDUSTRIA<br />
LO CICERO MASSIMO - OSPITE - ECONOMISTA<br />
LOJODICE ALDO - MILITANTE - DOCENTE DIRITTO COSTITUZ. BARI<br />
LORENZELLI VINCENZO - MILITANTE PRESIDENTE CARIGE<br />
LUCCHINI PIERO - MILITANTE - IMPRENDITORE<br />
MANOUKIAN NOBER - MILITANTE - EX PRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/tfp01.htm" target="_blank"> MANTOVANO ALFREDO</a> - SOSTENITORE - SOTTOSEGRETARIO GIUSTIZIA<br />
MARINI CLARELLI M. VITTORIA - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
MARRAMA TITTI - MILITANTE - INSEGNANTE<br />
MARRELLI LUIGI - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE<br />
MARZANO ANTONIO - OSPITE - MINISTRO ATTIVITA' PRODUTTIVE<br />
MASSA CARLO - MILITANTE - DOCENTE UNIV. NA<br />
MAURO MARIO - SOSTENITORE - EUROPARLAMENTO<br />
MAZZETTI DI PIETRALATA CARLO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/messori.htm" target="_blank"> MESSORI VITTORIO</a> - SOSTENITORE - GIORNALISTA<br />
MEZZAROMA ROBERTO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE<br />
MICHELINI ALBERTO - MILITANTE - GIORNALISTA<br />
MICOSSI PIERO - OSPITE - ASSESSORE SANITA' REGIONE LIGURIA<br />
MINOLI GIANNI - OSPITE - GIORNALISTA<br />
MONDADORI LEONARDO - SOSTENITORE - EDITORE<br />
MONETA FAUSTO - MILITANTE - IMPRENDITORE<br />
MONTANARI BRUNO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' CATANIA<br />
MUSTO MARINA - MILITANTE - UNIV. PARTHENOPE<br />
NATALE ROBERTO - OSPITE - GIORNALISTA TG3<br />
NAVARRO JOAQUIN - MILITANTE - PORTAVOCE SANTA SEDE<br />
OTRANTO GIORGIO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
PADULA BRUNO - MILITANTE - SACERDOTE PRELATURA OPUS DEI SICILIA<br />
PALLA PIER GIOVANNI - MILITANTE - DIRETTORE RIVISTA UNIVERSITAS<br />
PALMIERI MANUELA - SOSTENITORE - STAFF EURIPE NAPOLI<br />
PALOMBELLI BARBARA - OSPITE - GIORNALISTA<br />
PALUMBO GIUSEPPE - OSPITE - PRES. COMM. AFFARI SOCIALI CAMERA<br />
PANSARELLA MICHELE - OSPITE - AVVOCATO<br />
PAOLINI FEDERICA - SOSTENITORE - UNIVERSITA' SANTA CROCE<br />
PEROCCO ERMINIO - OSPITE - PUBBLICITARIO<br />
PERRONE GIOVANNA - MILITANTE - INSEGNANTE<br />
PETRUCCI LUIGI - MAGISTRATO<br />
PEZZOTTA SAVINO - SOSTENITORE - LEADER CISL<br />
PINCHERA ALDO - SIMPATIZZANTE - ENDOCRINOLOGO<br />
POLESE NELLO - SIMPATIZZANTE - EX SINDACO NAPOLI<br />
POMICINO C. PAOLO - SIMPATIZZANTE - EX MINISTRO<br />
POMICINO GIANNI - SOSTENITORE - INGEGNERE<br />
PORFIRIONE M. ANTONIETTA - SIMPATIZZANTE - CAMPUS BIOMEDICO<br />
PREDA STEFANO - OSPITE - PRESIDENTE BORSA ITLIANA SPA<br />
PRODI ROMANO - OSPITE - PRESIDENTE UE<br />
PUPPI GIGLIOLA - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE<br />
RAIMONDI RAFFAELE - SOSTENITORE - MAGISTRATO<br />
RASCHIELLI PAOLA - SOSTENITORE - CAMPUS BIOMEDICO<br />
RATZINGER JOSEPH - SOSTENITORE - CARDINALE<br />
RAZZANO ALFREDO - MILITANTE - DIRETTORE RUI<br />
RAZZANO GUIDO - MILITANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
RICCIARDI ANTONIO - MILITANTE - EURIPE<br />
ROCCA AGOSTINO - MILITANTE - INDUSTRIALE ACCIAIO<br />
ROMANO GIUSEPPE - MILITANTE - GIORNALISTA MI<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/vaticano3.htm" target="_blank"> ROMITI CESARE</a> - OSPITE - PRESIDENTE RCS<br />
ROVERATO GIANMARIA - MILITANTE - AMM. DELEGATO AKROS MILANO<br />
RUGGERI COSTANZA - OSPITE - GIORNALISTA<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/nassiriya.htm" target="_blank"> RUINI CAMILLO</a> - SOSTENITORE - CARDINALE<br />
RUJU MARIA - MILITANTE - DIRETTRICE IST. BELFORTE NAPOLI<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/dellutri.htm" target="_blank"> RUMI GIORGIO</a> - MILITANTE - DOCENTE UNIV. CATTOLICA MILANO<br />
RUTELLI FRANCESCO - SIMPATIZZANTE - LEADER ULIVO<br />
<span style="text-decoration:line-through;"> SALVI CESARE - SIMPATIZZANTE - ESPONENTE DS</span> - <strong>Smentita diretta dell'interessato, pervenuta su questo blog (v. commenti)</strong><br />
SARACENI VINCENZO - OSPITE - ASSASSORE SANITA' REGIONE LAZIO<br />
SCAZZOCCHIO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
SCUDIERO MICHELE - MILITANTE - PRESIDE GIURISPRUDENZA NAPOLI<br />
SILVESTRI LINO - MILITANTE - TRIB. ECCLES.<br />
SENSI FRANCO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE ROMA<br />
<a href="http://www.kelebekler.com/occ/vaticano2.htm" target="_blank"> SODANO ANGELO</a> - SOSTENITORE - CARDINALE<br />
SOMALO M. EDUARDO - SOSTENITORE - CARDINALE<br />
SORDI ALBERTO - SOSTENITORE - ATTORE<br />
SPASIANO MARIO - MILITANTE - DIRETTORE IPE NAPOLI<br />
SPINA LUCIO - SOSTENITORE - EURIPE NAPOLI<br />
SUNSERI NINO - OSPITE - GIORNALISTA EUROFINANZA<br />
TAMARO SUSANNA - SOSTENITORE - SCRITTRICE<br />
TOMMASINI ANTONIO - OSPITE - PRES. COMMISSIONE SANITA' SENATO<br />
TONON GIANCARLO - OSPITE - VICEPRESIDENTE KERIOS<br />
TORELLO ANTONIO - MILITANTE - COLLEGIO TORRESCALLA<br />
TRAPATTONI GIOVANNI - SIMPATIZZANTE - CT NAZIONALE CALCIO<br />
TRAVAGLINI ANTONIO - MILITANTE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA<br />
URBANI LEONARDO - SOSTENITORE - UNIVERSITA' PALERMO<br />
UVA ALBERTO - SOSTENITORE - IMPRENDITORE<br />
VALITUTTI RAFFAELE - OSPITE - MINISTERO TRASPORTI<br />
VALLI A. MARIA - SOSTENITORE - GIORNALISTA TG 3<br />
VALLI RENATO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS<br />
VALORI G. ELIA - SOSTENITORE - MANAGER<br />
VANZINI GIANFRANCO - OSPITE - AMM. DELEGATO AEFFE<br />
VESCOVI ANGELO - SOSTENITORE - RICERCATORE<br />
VILLANI PAOLA - MILITANTE - PUBBLICISTA<br />
VODOLA LILIANA - MILITANTE - INSEGNANTE<br />
ZAMAGNI STEFANO - OSPITE - UNIV. BOLOGNA<br />
ZANNI UMBERTO - MILITANTE - EX PRESIDENTE RAS<br />
ZECCHINO ORTENSIO - OSPITE - EX MINISTRO<br />
ZERMAN P. MARIA - OSPITE - GIORNALISTA SOLE 24 ORE</p>
<p>Gli articoli apparsi originariamente su questo sito possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione chenon si cambi nulla, che si specifichi la fonte - il sito web Kelebek http://www.kelebekler.com -e che si pubblichi anche questa precisazione.<br />
Per gli articoli ripresi da altre fonti, si consultino i rispettivi siti o autori</p>
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