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	<title>las-vegas-edizioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/las-vegas-edizioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "las-vegas-edizioni"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 10:06:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Anticipazione de "La risolutezza"]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=259</link>
<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 14:21:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Questa una breve anticipazione del racconto che verrà pubblicato nella prossima antologia di Las Ve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin-left:10px;margin-right:10px;" src="http://www.gigafiles.co.uk/files/58/Firenze2.jpg" alt="" width="185" height="127" /><em>Questa una breve anticipazione del racconto che verrà pubblicato nella prossima antologia di <a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com/"><strong>Las Vegas Edizioni</strong></a>, in uscita nell'inverno. Sarà un estratto di <strong>"N</strong><strong>ella Vasca dei Terribili Piranha"</strong>,<strong> </strong>il romanzo.</em></p>
<p>A velocità sostenuta un ventilatore motorizzato di cinque metri per cinque svolta in piazza San Marco, infagottata dai teloni già segnati dalla verde graduale di muffa a livello d’acqua. Fatica tra la melma quel rosone meccanico, scostando onde tinte di smeraldo e mucillagine, scortato da altre imbarcazioni zigzaganti. Una mano si appoggia alla gomma nera che lo trascina dritto come una coda di pavone e il capitano, con un colpo di reni, balza sopra l’hovercraft del sindaco che interrompe la potenza ronzante delle sue pale, rallentando. Il sindaco se ne sta affranto come un bonzo al centro, dondolando per l’acqua smossa. Tossisce scatarrando, strappando ad intermittenza il velcro dei bottoni della sua tuta impermeabile gialla di plastica da tempesta oceanica, col cappuccio stretto sulla fronte a fermare il sangue.<!--more--><br />
“Io non ne posso più. Il turismo m’affoga. I cervelli della città m’affogano. La gente sogna uomini-pesce ovunque... Almeno lei mi dia qualche promessa di felicità per domani.”<br />
“In Iran, sul Mar Caspio, hanno avvistato una cosa del nostro tipo qualche anno fa. L’associano a problemi relativi alle condizioni ambientali della zona. In pratica: un attivista mascherato. Il resto è mitologia, roba da buttare... Ma almeno lui non attacca...”</p>
<p>“Iraniani... Ne avranno delle belle di allucinazioni... Io non volevo nemmeno fare il sindaco. Che razza di gioco è questo? Ci lamentavamo per quei cocciuti rivoltacoglioni del Movimento per la Casa. Questi cosa vogliono? Il loro acquario personale?”</p>
<p>“Senti, io sarò abituato a pescare pesci nella Sieve, ma questi son grossi, eh...”<br />
“Gianni... Ci ho pensato” risponde al capitano abbassando la testa e prendendolo per un gomito. “Quale era il centro esatto del mondo per il Rinascimento? L’oggetto di ogni riguardo? Non era né l’arte, né la pittura, né il palazzo... Era un diavolo di bipede spelato. Due gambe due, un cuore che pompa gagliardo ossigeno, due polmoni. Soprattutto: nessuna branchia! Io posso capire che, nelle difficoltà, la gente veda di tutto, ma anche voi adesso...”</p>
<p>Un fastidio dentro l’orecchio lo interrompe. È la laguna, che attacca a gorgogliare, come se stesse diventando d’olio bollente. I gommoni della polizia, dei militari, persino il pesante hovercraft vengono sballottati da un’onda lunga che si gonfia sollevandosi, partendo da via Cavour. Vanno veloci quei corpi, spostando acqua burrascosamente come nel triathlon. Il sindaco cade all’indietro in una capriola storta, riacciuffa una maniglia del gommone. Avverte il vuoto abissale sottostante, un deserto freddo dentro, come se le gambe gli si fossero smaterializzate nel terrore, raggrumate in mezzo al petto, con lo sbalzo del cuore attivato dalla detonazione improvvisa della dentatura, che gli fa comunque ingoiare un po’ di schifo liquido. Ha il sapore del sangue di una gengiva ferita misto a dentifricio. Gli altri gli puntano contro pistole, mitra e fiocine per beccare i corpi che stanno strisciando sotto i suoi piedi. Il sindaco fa cenno di abbassare la guardia, “per l’amore di...”. Viene ritirato su quando la corsa dei pesci si placa, filtrandosi per via Battisti e disperdendosi in Santissima Annunziata. Questa è l’ultima volta che lo vedranno in perlustrazione.</p>
<p>“Di qui in avanti, la gloria a voi miei cari. Io rimango a Palazzo. Io qui purtroppo non vi servo. Sgambettate voi. Fate anche il cagnolino. Ma surclassateli. E poi sputatemi le lische sui piedi”, ordina da dietro la schiena, gonfiatasi e corazzata come un guscio di tartaruga</p>
<p><em>[continua]</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Haendel subacqueo.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=229</link>
<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 11:11:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
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<description><![CDATA[The trumpet shall sound, and the dead shall be raised incorruptible, and we shall be changed. For th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border:1px solid black;margin:10px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/0/08/Alluvione_di_Firenze_01.jpg/300px-Alluvione_di_Firenze_01.jpg" alt="" width="99" height="143" /><em>The trumpet shall sound, and the dead shall be raised incorruptible, and we shall be changed. For this corruptible must put on incorruption and this mortal must put on immortality.</em><br />
(I <em>Corinthians </em>15 : 52-53)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anticipazione del racconto per Las Vegas edizioni]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=221</link>
<pubDate>Sun, 13 Jul 2008 16:39:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=221</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Ecco - disse Giannini - non so se da Roma sentite questo rumore. Bene: quello che state sent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://nellavascadeiterribilipiranha.files.wordpress.com/2008/07/alluvione-novembre-2009.jpg"><img class="size-full wp-image-222 alignleft" style="border:1px solid black;margin:10px;" src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2008/07/alluvione-novembre-2009.jpg" alt="" width="210" height="128" /></a></p>
<p style="text-align:left;">"Ecco - disse Giannini - non so se da Roma sentite questo rumore. Bene: quello che state sentendo non è un fiume, ma è via Cerretani, è la via Panzani, è il centro storico di Firenze invaso dalle acque".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nella Vasca a Las Vegas.]]></title>
<link>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=151</link>
<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 17:43:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alessandro Raveggi</dc:creator>
<guid>http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/?p=151</guid>
<description><![CDATA[
Ecco qui. Nella prossima stilosa antologia di Las Vegas Edizioni. Con un nuova narrazione inedita. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-202" src="http://nellavascadeiterribilipiranha.wordpress.com/files/2008/07/9ed2388075c62f822464fb503f6b5170.gif?w=128" alt="" width="128" height="92" /></p>
<p>Ecco <a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/17641548/and+the+winner+is...">qui</a>. Nella prossima stilosa antologia di <a href="http://www.lasvegasedizioni.com/home.htm"><strong>Las Vegas Edizioni</strong></a>. Con un nuova narrazione inedita. Sono in ballo, oltretutto, varie altre cose. Altre novità a breve. L'estate è calda e lunga.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Marco Candida]]></title>
<link>http://dalleprimebattute.wordpress.com/?p=120</link>
<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 22:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Chiara</dc:creator>
<guid>http://dalleprimebattute.wordpress.com/?p=120</guid>
<description><![CDATA[

Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande Marc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1348/540930162_acfbf941a0.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nuovo appuntamento che le interviste di DPB. Oggi ha accettato di rispondere alle mie domande <a href="http://lamaniaperlalfabeto.splinder.com/">Marco Candida</a>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ciao Marco, grazie di avere accettato il mio invito. Domanda di rito con la quale apro le mie interviste. Questo Blog si chiama "Dalle prime battute"; a quando risalgono le tue prime battute nel mondo letterario?<br />
</strong><br />
Ho cominciato a dodici anni con una Lettera 22. In classe a noi alunni facevano scrivere fiabe e racconti e spesso le fiabe e i racconti che scrivevo io venivano letti e apprezzati. Questo mi ha spinto a incominciare. Da allora ho scritto molto. Non ho mai scritto tanto per scrivere, però. Ho sempre cercato di scrivere storie: romanzi o racconti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ogni scrittore segue un suo metodo di lavoro. Stephen King ha diviso rigidamente la sua giornata in funzione della scrittura. Tu quale metodo usi?<br />
</strong><br />
Non ho un metodo. Ho una quantità. Se non scrivo almeno quattro o cinque pagine al giorno – e queste pagine devono essere ben rifinite – allora giudico la mia giornata poco produttiva.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Che cosa significa per te scrivere?<br />
</strong><br />
C’è un lato prettamente personale e un lato titanico. Il lato personale è: scrivere certifica la mia esistenza. Scrivere mi dà la possibilità di illudermi che quello che faccio, anche quando non sembra possedere un senso immediato, può essere utile alle mie storie, ai miei pensieri, alla mia scrittura. Il lato titanico è: scrivere può rendermi utile agli altri.<br />
<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Sono convinta che la lettura sia importantissima, soprattutto per chi vuole tentare la strada della scrittura. Qual è la tua opinione al riguardo?<br />
</strong><br />
Sono d’accordo con te.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quali sono gli autori che più ti hanno influenzato?<br />
</strong><br />
Credo che la febbre per la scrittura mi sia venuta per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jack_London">Jack London</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway">Ernest Hemingway</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_King">Stephen King</a>. Quanto alle influenze, cerco di non lasciarmi influenzare troppo dagli stili dei molti autori che ho letto e riletto negl’anni. Magari è solo che non voglio ammetterle…</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C'è chi si rivolge al Pod, chi invece cede alle lusinghe degli editori a pagamento. Cosa pensi di questi due metodi offerti oggi dal mercato a chi aspira alla pubblicazione?<br />
</strong><br />
Penso che se un aspirante scrittore dopo aver incassato un centinaio di rifiuti da grandi, medie e piccole case editrici, e minuscole case editrici, crede ancora nel suo lavoro può rivolgersi al pod, rivolgersi agli editori a pagamento oppure può stamparsi il libro da solo che immagino sia anche più economico.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Oggi il web è considerato uno strumento molto importante. La maggior parte di coloro che aspirano a scrivere aprono un sito o un blog da utilizzare come vetrina personale, come mezzo per far conoscere il proprio lavoro. Cosa pensi di questa tendenza?<br />
</strong><br />
Sono sempre stato terrorizzato dall’idea di far conoscere il mio lavoro attraverso il blog o la rete. Di solito non sono disposto a mettere le cose scrivo in rete. Penso che il mio lavoro sia così bello e convincente che qualcuno potrebbe rubarmelo. Dipende. Se la forza del proprio lavoro è soprattutto lo “stile”, allora potrebbe essere un buon modo. Se è fatto di idee, contenuti, potrebbe essere rischioso</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:kPbuiWI1NBspUM:http://files.splinder.com/123ed8919dfa51b8811b51baa8c0556f.jpeg" alt="" /><strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Nel corso di quest'anno hai pubblicato già due libri. “<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/diario-sogni-candida-marco-las/libro/9788895744025?a=395754">Il diario dei sogni</a>”, Las Vegas Edizioni uscito a gennaio e “Domani avrò trent'anni”, Edizioni Eumeswil, praticamente appena uscito, a maggio. Due libri a così breve distanza sono un bel primato. Segno che hai davvero molte cose da dire. Ci racconti la genesi di queste tue ultime fatiche?<br />
</strong><br />
<img class="alignleft" src="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:XIKwag-OQkGgJM:http://files.splinder.com/6b18bba532ebd651df5ab071398ce007.jpeg" alt="" /> Ho scritto Il diario dei sogni in sei mesi soprattutto per liberarmi di alcuni pensieri che avevo in testa. Domani avrò trent’anni l’ho finito, invece, in cinque mesi ed è un omaggio ad alcuni autori di letteratura horror di serie B.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A cosa stai lavorando ora?<br />
</strong><br />
Sto raccogliendo le idee per un altro romanzo. Sto scrivendo una raccolta di racconti. Sto finendo un romanzo. Sto cercando un editore per il quarto romanzo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per concludere, quali consigli daresti a chi ambisce diventare scrittore?<br />
</strong><br />
Di cercare di non scrivere per compiacere. Se scrivi per compiacere, vivi nel dubbio che quel che hai scritto un giorno potrà non piacere più. Se non scrivi per compiacere, invece, se scrivi quello che senti e che ti sembra più giusto e più utile, puoi sperare che un giorno quello che hai scritto finalmente piacerà.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Grazie Marco e buon lavoro.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Grazie a te.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cento blogger hanno deciso di alzare la mano]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/?p=353</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 18:35:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>enpi</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.wordpress.com/?p=353</guid>
<description><![CDATA[ Cento blogger hanno deciso di alzare la mano, rispondendo alla chiamata di Las Vegas edizioni. Si t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16254406/l%27elenco+dei+partecipanti+al+c">Cento blogger</a> hanno deciso di alzare la mano, rispondendo alla chiamata di Las Vegas edizioni. Si tratta di un gioco-concorso: <strong>è sufficiente ricopiare <a href="http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21">questo post</a> sul proprio blog e inviare per mail il link di un proprio post - una narrazione, un'idea, qualcosa che colpisca.<br />
Alla fine gli autori selezionati entreranno a far parte di un'antologia</strong>.</p>
<p>Il punto cruciale della questione è: la rete ha cambiato le scritture e le narrazioni?<br />
Se ne parla da dieci anni, da quando prima l'avvento dei fora e del forumismo, e poi l'invenzione del blog (web + log) hanno reso democratico l'uso di internet.<br />
Dalla fine degli anni novanta (forum) e dall'inizio degli anni duemila (blog) chi aveva (e ha) qualcosa da dire, può farlo senza costi, senza controlli, senza permessi.<br />
Negli atti di un convegno di otto anni fa (La scrittura professionale. Ricerca, prassi, insegnamento. Atti del I Convegno di studi - Perugia, Università per Stranieri, 23-25 ottobre 2000) si legge:</p>
<p><em>La scrittura in rete sta imponendo stili e tipi di testo (e modalità di lettura, scrittura, organizzazione del testo) in passato generalmente non praticati (vi si sofferma, tra l'altro, Raffaele Simone, che riprende quanto detto altrove più estesamente). Qualcosa di paragonabile a quando si passò dal rotolo al codice: sta cambiando il nostro modo di interazione fisica col supporto scritto. Quanta porzione di testo riesco a leggere quando srotolo un papiro? Che cosa cambia quando lo stesso testo posso sfogliarlo? Quale forma prende il testo quando l'unità di lettura non è più la pagina che sfoglio ma la videata che faccio scorrere?</em></p>
<p>Nel 2004 Eianudi dà spazio - per la prima volta - alle narrazioni dei blogger: esce l'antologia <em>La notte dei blogger</em>, a cura di Loredana Lipperini. L'idea era raccogliare le narrazioni dei blogger più seguiti, più in vista, le webstars (all'epoca si chiamavano: Proserpina, Arkangel, Sasaki Fujika ecc.).<br />
Da allora su blog e blogger sono usciti innumerevoli libri - tutta saggistica, tipo "Come mettere su un blog in 5 minuti", "Chi scrive sui blog?" e roba simile.<br />
<strong>Nessuno, però, ha mai pensato di chiedere ai blogger, a chi "scrive in rete", di alzare la mano e chiedere - loro, sì: direttamente - di far parte di un libro; di segnalarsi e di partecipare a una selezione.<br />
O meglio, nessuno fino a oggi</strong>.<br />
La volontà di fare qualcosa che faccia epoca c'è. Le adesioni anche; è possibile partecipare ancora per un mesetto.<br />
Chi vuole, lo faccia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pulp, tanto Pulp, mai abbastanza.]]></title>
<link>http://musicaos.wordpress.com/?p=169</link>
<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 21:11:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>musicaos</dc:creator>
<guid>http://musicaos.wordpress.com/?p=169</guid>
<description><![CDATA[Luciano Pagano
su &#8220;Saxophone Street Blues&#8221; di Hector Luis Belial

Credo che non ci sia n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><b>Luciano Pagano<br />
su "Saxophone Street Blues" di Hector Luis Belial</b></p>
<p><img src="http://www.musicaos.it/2008/immagini/saxophonestreetblues.jpg" /></p>
<p>Credo che non ci sia nulla di più bello, per chi sia appassionato di scrittura e cultura, dell'avere la possibilità, il coraggio e la sfrontatezza di dare vita a una casa editrice. Il fascino del mondo dell'editoria e l'oggetto libro si annidano con molta probabilità nei meandri inconsci di tutti coloro che hanno cominciato a scrivere. Ci vuole una buona dose di azzardo. Dunque, "Viva Las Vegas", che oltre a essere il titolo dell'uscita inaugurale - un'antologia di racconti - suona come il migliore degli auguri, per una casa editrice, "<a href="http://www.lasvegasedizioni.com/" target="_blank">Las Vegas Edizioni</a>", che prende il nome dalla città dell'azzardo per eccellenza e che esce con tre titoli, tra i quali l'opera seconda di Marco Candida. "<b>Saxophone Street Blues</b>" è un romanzo breve scritto da <a href="http://hectorbelial.blogspot.com/" target="_blank"><b>Hector Luis Belial</b></a>. "Saxophone Street Blues" è un luogo dove tutto può accadere. Un nulla cosmico alla portata del primo tassista a servizio dell'ultimo uomo in fuga. Un territorio ultrapsichico dove avviene un omicidio terribile. Non sappiamo molto dell'autore di questo libro, non più delle informazioni che lui stesso vuol farci rinvenire sul suo blog dandy e imaginifico. La lingua con cui è scritto questo romanzo è la cosa che colpisce di più, <i>stordire</i> è forse un verbo che si addice al testo, senza posa. L'etichetta di PULP è quanto di più abusato e travisato possa darsi nei tentativi di approcci alla critica letteraria. Un racconto in salsa Lovecraftiana con flebili indizi di Edgar Allan Poe, magari con un vicolo da Jack lo squartatore? PULP. Un romanzo, così come potevano essere gli ispirati e terribili (inteso nel senso positivo di <i>scuotenti</i>)  esordi di giovani autori negli anni '90? PULP. Un genere che travalica le decadi e giunge intatto ai giorni nostri non può che richiedere continue contaminazioni. Quella tra cinema e letteratura è di certo quella cui si attinge più spesso, preludio di quello che avviene e avverrà nelle commistioni con i mondi del videogame o del web 2.0. Quel senso di stordimento riesce a creare quella sospensione per cui si dimentica la provenienza di genere soprattutto nelle pagine iniziali nelle quali avviene un processo di presa a ritroso della vicenda per avviare la narrazione. Per questo motivo il romanzo, al termine della lettura, ha stuzzicato corde molto più simili a quelle cui si può accedere con la lettura di un fumetto di Moore &#38; Lloyd, oppure la visione di altre opere di genere come Seven o Fight Club; a ciò si aggiunge la colonna sonora, ovvero i pezzi che l'autore fa 'suonare' durante la lettura di "Saxophone Street Blues". C'è molto del Easton Ellis di American Psycho. Ecco dunque un buon romanzo. <i>Si possono individuare i padri ispiratori - tutti rigorosamente under 50 - di questa scrittura, tenendo per certo che lo stile di Hector Luis Belial si allontana anni luce dalla sciatteria cui ci avevano abituato certi epigoni del pulp</i>. Alla piacevole lettura spero segua un altro libro firmato - ma forse è meglio presupporre <i>targato - </i>Hector Luis Belial...e se si trattasse di una <i>Unofficial Biography</i>, in pieno stile anglosassone?</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="right"><a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788895744018/belial-hector-l/saxophone-street-blues.html" target="_blank">Saxophone Street Blues, Hector Luis Belial<br />
Las Vegas Edizioni, I Jackpot, 2007, Torino, pp. 135, €10</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[i sogni son desideri. la-la-lallà!]]></title>
<link>http://milanoromatrani.wordpress.com/2007/11/07/i-sogni-son-desideri-la-la-lalla/</link>
<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 13:37:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>enpi</dc:creator>
<guid>http://milanoromatrani.wordpress.com/2007/11/07/i-sogni-son-desideri-la-la-lalla/</guid>
<description><![CDATA[TRANI. dieci giorni e passa che ho il pollice destro nero. l&#8217;ho schiacciato nello sportello de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>TRANI. dieci giorni e passa che ho il pollice destro nero. l'ho schiacciato nello sportello della mia stessa automobile. da dieci giorni e passa <strong>tutti</strong> quelli che han visto il mio pollice hanno pronosticato: <em>ti cadrà l'unghia, lo sai?</em> - non sempre come prima cosa; prima, di solito, un verso disgustato, di quelli gutturali.<br />
ora, il punto è proprio questo, sono passati dieci giorni e passa: l'unghia non è caduta. tutti han detto <em>cadrà</em>, ma lei, l'unghia, è ancora attaccata al suo pollice. per quanto ne so io - e io so solo quello che mi han detto - cadrà. ma, per ora non è caduta.<br />
che vuol dire?<br />
senplicemente che <strong>tutti </strong>(l'interezza, insomma)<strong> possono avere torto</strong>, che non è certo che una cosa condivisa, un giudizio, un'idea, siano esatti.<br />
quindi - forse - è vero quello che dice Andrea Malabaila - scrittore e (da gennaio) <a href="http://www.lasvegasedizioni.splinder.com/" target="_blank">editore</a> - in <a href="http://www.starlight2010.com/forum/andrea-malabaila-intervista-vt1586.html" target="_blank">questa</a> intervista:<em><br />
</em><span class="postbody"><span style="font-weight:bold;"><em><span style="color:darkred;"></span>Non smettete mai di inseguire quello che volete davvero. Anche se vi sembra di aver perso il treno giusto, forse non è troppo tardi. Forse, anzi, non è mai troppo tardi. Eppure molta gente ad un certo punto spegne l’interruttore delle ambizioni e chiude per sempre i suoi sogni in quel cassetto che non aprirà più.</em></span></span><br />
che davvero bisogna essere in grado di sognare i sogni e non smettere; di perseguirli, di sperarci. nonostante tutto e <strong>tutti</strong>.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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