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	<title>lattacco &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lattacco/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lattacco"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 09:57:31 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Da Rodi a Peschici l’odissea dei turisti nelle stazioni fantasma ]]></title>
<link>http://vicodelgargano.wordpress.com/?p=212</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 10:13:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblichiamo un interessantissimo articolo de &#8220;l&#8217;Attacco&#8221; che trovate oggi nella v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Pubblichiamo un interessantissimo articolo de "l'Attacco" che trovate oggi nella versione cartacea in edicola , in merito alle stazioni ferroviarie semiabbandonate dell'ultimo tratto della ferrovia San Severo-Calenella. <em>[jeremiah]</em></p></blockquote>
<p><img class="alignleft" src="http://www.attacco.it/img/hdr/attacco.gif" alt="" width="207" height="44" /></p>
<p>Niente biglietterie né informazioni Quat­tro stazioni fantasma: Carpi­no, Rodi Garganico, San Me­naio e Calenelle (Peschici). Quattro stazioni delle Ferro­vie del Gargano dove que­st'anno i turisti e gli habitué del trenino della montagna del Sole non hanno trovato nessuno: la biglietteria, un punto informazione, il capo­stazione e naturalmente il bi­gliettaio. Il trenino entra ed esce dalle stazioni sotto l'oc­chio delle telecamere, i pas­seggeri salgono e scendono con ma senza poter chiedere a nessuno nessun tipo di in­formazione. Per le Ferrovie del Gargano si tratta di «una riqualificazione», per turisti e sindaci si tratta di un vero e proprio ridimensionamento del servizio. La biglietteria e il bigliettaio sono stati sostituiti da un punto vendita automa­tizzato e, spiega il direttore di esercizio Daniele Giannetta «abbiamo potenziato i punti vendita nei paesi». A Rodi Garganico la stazione è sul mare, le tabaccherie autorizza­te sono in paese. Se il turista è già in stazione e non riesce a utilizzare la biglietteria auto­matizzata deve salire in paese o a piedi o prendendo il pul­mino comunale e poi riscen­dere. La situazione si compli­ca a Calenelle, la stazione è a diversi chilometri da Peschici. «Sa­rebbe opportuno almeno per i mesi estivi garantire un ser­vizio diverso ai turisti, è una questione soprattutto di im­magine», sottolinea il sindaco di Peschici, Domenico Vece­ra. Se per i biglietti l'alternati­va è di non arrivare in stazio­ne sprovvisti, il problema del­l'assenza di chicchesia a cui ri­volgersi per avere informazio­ni al momento non è stato ri­solto. Nelle stazioni ci sono i manifesti con orari e coinci­denze, ma nulla di più. «Se si ha bisogno di sapere se c'è un ritardo, o se si fa in tempo per la coincidenza con altro treno si può usare nelle stazioni un citofono collegato alla stazio­ne di San Severo - sottolinea il dirigente delle Ferrovie Da­niele Giannetta - comprendo però che non trovare nessuno in stazione soprattutto nei mesi estivi non è il massimo. Per questo abbiamo già fatto il cambio di destinazione d'uso delle stazioni per poter­le trasformare in punto di in­formazione e anche promozio­ne turistica con accordo even­tualmente con cooperative locali. Ma siamo arrivati con questo progetto a estate inizia­ta». A fine anno, e a quel pun­to saranno penalizzati prima di tutto i residenti, neppure con il citofono si potranno avere informazioni. «A fine anno chiuderemo anche San Severo» preannuncia netta. Nelle stazione però dovrebbe­ro essere installati dei pannel­li elettronici. La completa au­tomatizzazione delle stazioni è legata a questioni economi­che in termini di costi del per­sonale. <strong>Ma se non conviene te­nere aperta una stazione per­ché il volume di passeggeri è così ridotto allora, e questo da anni sostengono anche al­cuni sindaci, non ha senso neppure avere una linea ferro­viaria lungo la costa.</strong></p>
<p><em>fonte: l'Attacco</em></p>
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<title><![CDATA[La scalata di Bobby Solo Calamita]]></title>
<link>http://giovannimaddamma.wordpress.com/?p=211</link>
<pubDate>Thu, 08 May 2008 20:40:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazione_sito</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fonte: L&#8217;Attacco - Autore: Michele Iula

Nomen omen, dicevano i latini. Nel nome il destino. P]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>Fonte: L'Attacco - Autore: Michele Iula</strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><a href="http://giovannimaddamma.files.wordpress.com/2008/05/calamita.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-212 alignleft" style="float:left;" src="http://giovannimaddamma.wordpress.com/files/2008/05/calamita.jpg?w=217" alt="" width="217" height="256" /></a>Nomen omen</em>, dicevano i latini. Nel nome il destino. Pinuccio Calamita, una attrazione magnetica alla poltrona. Una lunga storia politica, con balzi in avanti e indietro, a destra e a sinistra, nel solco di un trasformismo da prima Repubblica. Altrimenti come spiegare il salto sul carrozzone dei favoriti alla vittoria (lista Pepe), solo due giorni prima del ballottaggio, passando dal PD all’UDC? La storia politica di “Bobby Solo” –così lo chiamano i colleghi di Giunta-, dal capello phonato con la riga di lato, dallo stile anglosassone da primo delle classe, come dicevamo, risale a tredici anni fa. Nel 1985 infatti, si ritrova a fare il consigliere di minoranza (lista Dc) della amministrazione guidata da Mimì Russo (PCI), l’allora sindaco di Stornara. Dopo cinque anni (1990), si candida nuovamente a sindaco e viene eletto. Prima scalata. Nel frattempo, non molla l’impiego all’ufficio di collocamento, “conquistato” all’età di diciotto anni. Per dieci anni fa il sindaco, e le decisioni importanti venivano puntualmente prese dal vice-sindaco delfino Giovanni Maggiore (socialista). Proprio in quel periodo, si trova a gestire la fase di costruzione della 167 (già approvata dalla precedente amministrazione), nella quale era prevista la costruzione di due strutture di edilizia popolare, oltre a terreni assegnati a diverse cooperative. Ancora, si lancia in numerose iniziative megalomani. Presenta un megaprogetto per la costruzione di una caserma enorme, inusuale per un paesino dalle poche anime come Stornara: bocciato. Lo stesso per il P.R.G. (Piano Regolatore Generale), abnorme rispetto alla popolazione. Fa costruire una villetta nell’ex campo sportivo, tuttora in disuso.<em> Cui prodest</em>?, direbbero ancora i latini: a chi giova tutto ciò?. L’unica nota positiva, sembra essere la costruzione del campo sportivo. Insomma, il comune di Stornara nelle sue due legislature, ha avuto una crescita vicina allo zero, con in dote molti debiti fuori bilancio che tuttora fanno sentire il proprio peso. I fondi regionali ricevuti a suo tempo (300 milioni circa), non sono stati restituiti: lo sforzo delle successive amministrazioni sta cercando di piallare la disastrosa situazione dei conti. Ma lo <em>yes-man</em> Calamita, continua a dire sempre sì a tutti, promettendo anche l’impossibile, spinto dalla volontà (politica) di potenza. Intanto continua a lavorare al collocamento. Il secondo balzo in avanti, risulta essere al contempo un balzo di lato. Nel 1998, passa dal CCD al PPI, e si candida alla Provincia di Foggia al posto del prof. Gerardo La Quale. Giunto allo scranno provinciale, gli elettori giurano che guarderà agli interessi del paese di origine. Nient’affatto. Dieci anni da assessore e per il suo territorio realizza una pista ciclabile che collega Stornara a Stornarella. Ben poca cosa per un assessore. All’interno del partito usa la strategia, vecchia come il mondo, della demonizzazione dell’avversario e della lotta comune. La gente di Stornara comincia a capire, vede che le promesse sono puntualmente disattese. Ma nel frattempo “Bobby Solo” pianifica il futuro, sogna l’ennesima scalata e per farlo ha bisogno di riacquistare consensi dal basso; magari dalla stessa Stornara. Il prossimo anno ci saranno le comunali. Capolista per l’UDC sarà, udite udite, Rocco Calamita, fratello di Pinuccio. La possibilità di “balzare” in Regione, in qualità di consigliere tra le fila dell’UDC, si fa troppo ghiotta per Pinuccio; nel frattempo si gode il successo e tesse la tela per il prossimo balzo; mai, però, nel vuoto.</span></span></p>
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