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	<title>legge-sulleditoria &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/legge-sulleditoria/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "legge-sulleditoria"</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 22:24:01 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Wikipedia, giustizia 2.0]]></title>
<link>http://makemerospo.wordpress.com/2007/11/05/wikipedia-giustizia-20/</link>
<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 10:43:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>makemerospo</dc:creator>
<guid>http://makemerospo.it.wordpress.com/2007/11/05/wikipedia-giustizia-20/</guid>
<description><![CDATA[Accade che quando qualcuno diventa troppo grosso, diventa bersaglio dell&#8217;invidia di tanti.
Wik]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Accade che quando qualcuno diventa troppo grosso, diventa bersaglio dell'invidia di tanti.<br />
Wikipedia è stata accusata - in Francia - di aver pubblicato falsità sul conto di tre persone, ma è di ieri la notizia che gli avvocati dell'enciclopedia sono riusciti a dimostrare che la diretta responsabilità non è di Wikipedia in prima persona, bensì di chi ha pubblicato l'articolo.<br />
Vuoi perchè in Francia c'è una <a href="http://www.veneto-pmi.it/articoli/Associazioni/Ecco-la-legge-per-leconomia-digitale.cfm" title="Legge francese per l'economia digitale">legge</a> più intelligente che disciplina le pubblicazioni sul web (definita 'legge per accrescere la fiducia nell'economia digitale'), vuoi perchè oltr'Alpe c'è una mentalità più elastica in materia di <a href="http://www.juriscom.net/index.php" title="Juriscom, rivista di diritto dell'informazione e della comunicazione">diritto della comunicazione</a>, sta di fatto che la <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2" title="Wikipedia assolta in Francia">sentenza</a> è stata di totale assoluzione: <a href="http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-651865,36-973824,0.html?xtor=RSS-651865" title="Wikipedia ni coupable ni responsable">ni coupable, ni responsable</a>. Totale.<br />
Non credo sia la prima sentenza di questo tipo, ma sicuramente è la più eclatante perchè aveva come imputato uno dei colossi dello scambio di conoscenza sul web.<br />
Wikipedia ha espresso con grande abilità tutto quel potenziale positivo che è proprio di internet, alimentando e gestendo la cooperazione e la collaborazione degli utenti per la creazione di un centro di conoscenza e cultura quale è l'enciclopedia. Virtuale, gratuita e soprattutto libera.<br />
E' naturale che nel mucchio ci siano molte persone che abusano di tutta questa libertà e di tutto questo potere, ma per fortuna la giustizia questa volta è stata 2.0, imperniando la sentenza sulla responsabilità individuale dell'utente in un sistema di libero scambio e libera collaborazione per la diffusione della cultura.<br />
Tutto questo mentre da noi si discute (<a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=2" title="No alla legge sull'editoria">qui</a>, ma anche su <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/leggi-sul-web/56080-nuova-disciplina-dell-editoria-disegno-di-legge-3-agosto-2007-a.html" title="Discussione sulla legge sull'editoria">GiorgioTave</a>, su <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr/" title="Beppe Grillo e la legge Prodi-Levi">Beppe Grillo</a>, o in <a href="http://www.google.it/search?hl=it&#38;rlz=1T4DVXA_en___IT203&#38;q=disegno+di+legge+sull%27editoria&#38;meta=" title="disegno di legge sull'editoria">mille</a> altri posti le critiche) di <a href="http://www.isolapossibile.it/IMG/pdf/DDL_editoria_030807.pdf" title="Disegno di legge per la disciplina dell'editoria">come imbrigliare </a>la produzione editoriale del web nelle maglie di una concezione legislativa cresciuta con la carta stampata.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risposta di Levi sulla sua proposta di legge.]]></title>
<link>http://tartarugatecnologica.wordpress.com/2007/10/21/risposta-di-levi-sulla-sua-proposta-di-legge/</link>
<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 17:35:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>silviakittys</dc:creator>
<guid>http://tartarugatecnologica.it.wordpress.com/2007/10/21/risposta-di-levi-sulla-sua-proposta-di-legge/</guid>
<description><![CDATA[Vi copio/incollo e linko la risposta di Levi indirizzata nello specifico a Beppe Grillo.
Mi tranquil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Vi copio/incollo e <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/testo_int.asp?d=36855" target="_blank">linko la risposta di Levi</a> indirizzata nello specifico a Beppe Grillo.</p>
<p>Mi tranquillizza? No</p>
<blockquote>
<h4>Lettera del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio On. Ricardo Franco Levi a Beppe Grillo</h4>
<p>19 Ottobre 2007</p>
<p>Caro Grillo,</p>
<p>ho letto il suo commento al disegno di legge di riforma dell’editoria appena approvato dal governo e vorrei tranquillizzare lei, i lettori del suo blog e, più in generale, il “popolo di Internet”.</p>
<p>Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né “tappare la bocca a Internet” né provocare “la fine della Rete”. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione.</p>
<p>Ciò che ci proponiamo è semplicemente di promuovere la riforma di un settore, quello, per l’appunto dell’editoria, a sostegno del quale lo Stato spende somme importanti, che è regolato da norme che si sono succedute in modo disordinato nel corso degli anni e che corrispondono ormai con grande fatica ad una realtà profondamente cambiata sotto la spinta delle innovazioni della tecnologia.</p>
<p>Non abbiamo lavorato nel chiuso delle nostre stanze. <strong><font color="#ff0000">Abbiamo pubblicato uno schema di legge e un questionario sul nostro sito internet, abbiamo ascoltato e incontrato tutti gli operatori del settore (gli editori grandi e piccoli, i giornalisti, gli specialisti della pubblicità, i distributori, gli edicolanti, i librai), ci siamo fatti aiutare da esperti dell’economia e del diritto.</font></strong><font color="#ff0000"><em><font color="#000000">(e gli esperti di internet?)</font></em></font><strong><font color="#ff0000"><br />
</font></strong></p>
<p>Il risultato del nostro lavoro, il disegno di legge approvato dal governo, è leggibile sul nostro sito</p>
<p>(http://www.governo.it/Presidenza/DIE/index.html) dove pure si possono trovare in totale trasparenza tutti gli elementi e i dettagli dell’intervento pubblico a favore dell’editoria.</p>
<p>Ci siamo mossi avendo un punto di riferimento preciso e impegnativo: la tutela e la promozione del pluralismo dell’informazione. Un principio affermato con chiarezza dalla Costituzione e che nell’articolo numero 1 del nostro disegno di legge abbiamo definito come “libertà di informare e diritto ad essere informati”.</p>
<p>Niente, dunque, è stato ed è più lontano dalle nostre intenzione della volontà di censurare il libero dibattito dei e tra i cittadini.</p>
<p>Ci occupiamo di editoria persuasi che, nel tempo in cui viviamo, un prodotto editoriale si definisca a partire dal suo contenuto (l’informazione), e non più dal mezzo (la carta) attraverso il quale esso viene diffuso.</p>
<p><font color="#ff0000">Vogliamo creare le condizioni di un mercato libero, aperto ed organizzato in modo efficiente. Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e più semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni (AgCom). </font><em>(Quindi vogliono proprio la registrazione,ma per tutti?Non è dato sapere!)</em><u><br />
</u></p>
<p>Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. <font color="#ff0000">Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.</font> <em>(quindi i blog non dovranno registrarsi?Vorrei una frase scritta in cui questo viene specificato)</em><br />
Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. <font color="#ff0000">Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.</font><u> </u><em>(su cosa si baseranno? le classifiche di Technorati o di BlogBabel? :evil:   )</em></p>
<p>L’informazione è un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto – e non per sfuggire alle nostre responsabilità –, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico.</p>
<p>Quanto alle responsabilità, la sostanza di ciò che abbiamo scritto nel nostro disegno di legge – e mi sembra una disposizione di buon senso – è che per chi pubblica un giornale debbano valere le medesime regole sia che si tratti di un giornale stampato sia che si tratti di un giornale on-line.</p>
<p>Più in generale e al di là di quanto previsto dalla nostra legge, credo, però, che il tema della responsabilità per ciò che viene pubblicato sulla rete sia un tema importante e che a nessuno dovrebbe stare più a cuore che a chi usa, apprezza e ama la rete.</p>
<p>Certo che il suo blog non chiuderà, le invio, caro Grillo, un cordiale saluto</p>
<p>Ricardo Franco Levi</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuova legge bavaglio sull'editoria: come è andata a finire...]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2007/10/21/nuova-legge-bavaglio-sulleditoria-come-e-andata-a-finire/</link>
<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 23:21:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
<guid>http://salpetti.it.wordpress.com/2007/10/21/nuova-legge-bavaglio-sulleditoria-come-e-andata-a-finire/</guid>
<description><![CDATA[
Questo sarà un post breve ad integrazione del mio precedente post in cui mi dicevo abbastaza preoc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img border="1" width="487" src="http://img263.imageshack.us/img263/1291/78095525gv3.png" height="350" style="width:491px;height:352px;" /></p>
<p align="justify">Questo sarà un post breve ad integrazione del <a target="_blank" href="http://salpetti.wordpress.com/2007/10/19/nuova-legge-sulleditoria-legge-bavaglio/">mio precedente post </a>in cui mi dicevo abbastaza preoccupato per le nuove norme contenute nel <strong>Ddl sull'editoria</strong> che se fosse tramutato in legge avrebbe ripercussioni pesanti sul mondo dei blog. Forse adesso è il caso di essere un pò più <strong>ottimisti</strong>. Pare, infatti, che alcuni Ministri e lo stesso autore della legge si siano accorti del tragico errore. Il <strong>Ministro delle Comunicazioni</strong>, ad esempio, ha reso noto <a target="_blank" href="http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&#38;doc=14116&#38;sid=1">nel suo blog </a>che il Ddl sull'editoria deve essere corretto. "<em>Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali</em> - ha scritto Gentiloni - <em>ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog</em>". </p>
<p align="justify">Anche il <strong>Ministro Di Pietro</strong> <a target="_blank" href="http://www.antoniodipietro.com/2007/10/no_al_bavaglio_per_la_rete_1.html">nel suo blog </a>si è scagliato contro questa legge definendola "liberticida". Ha pure affermato che per quanto è in suo potere "<em>questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l'appoggio dell'Italia dei Valori al Governo</em>".  Evidentemente <strong>Riccardo Franco Levi</strong> quando ha realizzato questo disegno di legge <strong>non aveva la minima idea di cosa fosse un blog</strong>, adesso si sarà informato. Dal sito della Presidenza del Consiglio, infatti, ha risposto a tutte le accuse con <a target="_blank" href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/testo_int.asp?d=36855">una lettera aperta </a>a <strong>Beppe Grillo</strong>. Nelle prime righe della lettera si legge: "<em>Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né "tappare la bocca a Internet" né provocare "la fine della Rete". Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione"</em>. Una bella rassicurazione...</p>
<p align="justify">Staremo a vedere cosa succederà. Non bisogna, però, abbassare la guardia. E' vero che se <strong>due Ministri</strong> si sono sentiti in dovere di <strong>rispondere direttamente ai blogger italiani</strong> e se chi ha materialmete scritto il Ddl ha pubblicato sulle autorevoli pagine del sito della presidenza del Consiglio una lettera aperta in risposta ad un post di Beppe Grillo, allora <strong>il fermento che si è creato nella blogosfera italiana è stato ascoltato</strong> e ha dato i suoi frutti, ma è sempre meglio continuare a far sentire la nostra voce... ;-)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nuova legge sull'editoria: legge bavaglio!!!]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2007/10/19/nuova-legge-sulleditoria-legge-bavaglio/</link>
<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 16:16:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
<guid>http://salpetti.it.wordpress.com/2007/10/19/nuova-legge-sulleditoria-legge-bavaglio/</guid>
<description><![CDATA[
Quante volte si è ripetuto in questo blog che il Web è libero (si sono segnalati dei tentativi di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img225.imageshack.us/img225/4578/censurawh1.jpg" border="0" /></p>
<p align="justify">Quante volte si è ripetuto in questo blog che <strong>il Web è libero</strong> (si sono <a href="http://salpetti.wordpress.com/2007/07/07/in-nome-dellantiterrorismo-vogliono-snaturare-internet/" target="_blank">segnalati dei tentativi </a>di limitare in qualche modo questa libertà). I politici e i poteri non finiscono mai di provare a porre limiti a questo strumento di democrazia, da qualsiasi orientamento politico provengano. Anche il governo in carica ci stà provando in modo scandaloso. La nuova disciplina dell’editoria, infatti, prevede che <strong>qualsiasi attività Web dovrà registrarsi al ROC</strong> (<a href="http://www.agcom.it/operatori/roc/roc.htm" target="_blank">Registro degli operatori di Comunicazione</a>). Questo significa che anche chi vuole gestire un blog dovrà produrre dei certificati, pagare un bollo (e forse delle tasse), seguire un iter burocratico ed essere perseguibile secondo il codice penale per i reati di diffamazione  come per un giornale, anche per  i commenti agli articoli.</p>
<p align="justify">Scenderemo adesso nei dettagli, ma è evidente come questa legge, se fosse approvata definitivamente, sarebbe una <strong>condanna a morte per i blog italiani</strong>. I blog, infatti, nascono spontaneamente e liberamente, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto, video e poter partecipare direttamente al dibattito pubblico. Se passerà questa legge, tutti i blog dovranno trasformarsi in testate giornalistiche perdendo la <strong>spontaneità</strong> e la <strong>libertà</strong> che li contraddistingue, perdendo al caratteristica di essere uno strumento aperto a tutti, quindi davvero <strong>pluralista</strong> (<strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html" target="_blank">QUI</a></strong> e <strong><a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327&#38;p=1" target="_blank">QUI</a></strong> trovate degli interesanti approfondimenti).</p>
<p align="justify">Trattandosi di una legge che regolamenta il settore dell'editoria (<strong><a href="http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf" target="_blank">QUI</a></strong> il testo completo), non dovrebbe riguardare i blog. Il punto focale è, infatti, <strong>la definizione di prodotto editoriale</strong> che viene data: "<em>Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso. [...] </em><em>Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico</em>".</p>
<p align="justify">Più avanti poi arriva un ulteriore chiara conferma che il riferimento è anche ai blog personali che vengono gestiti in modo amatoriale <strong>senza scopo di lucro</strong>: "<em>Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L'esercizio dell'attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative</em>".</p>
<p align="justify">Insomma, <strong>i blog non hanno scampo!!!</strong> Su <a href="http://www.civile.it/news/visual.php?num=45712" target="_blank">Civile.it </a>è spiegato <strong>come funziona il sistema adesso </strong>e come funzionerà<strong> </strong>nel caso passasse questa legge: oggi è prodotto editoriale quello realizzato da una <strong>casa editrice</strong>.<strong> </strong>Chi ha un prodotto editoriale (anche un sito) può registrarlo al ROC. <strong>La registrazione non è obbligatoria</strong> se non si è editori, ma è necessaria se si vogliono richiedere contributi pubblici. La nozione di prodotto editoriale è adesso <strong>vincolata al lucro</strong>, l'iscrizione al ROC impegna in una dichiarazione annuale su come e quanto si guadagna e al pagamento di diritti annuali in rapporto agli stessi.</p>
<p align="justify">Se il testo della nuova legge sull'Editoria, scritto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricardo_Franco_Levi" target="_blank">Ricardo Franco Levi</a>, braccio destro di <strong>Romano</strong> <strong>Prodi</strong>, fosse tramutato in legge, <strong>le cose cambieranno</strong>: diventerà prodotto editoriale pure un blog o un sito che non si prefigge di guadagnare, anche se gestito da un privato e non da na azienda. <strong>Ogni blog personale diventerà, quindi, prodotto editoriale</strong>, soggetto alla normativa sulla stampa con ma <strong>responsabilità penali</strong> aggravate in caso di denuncia penale. In sostanza diventerà attività editorile qualsiasi cosa scritta su Internet e ogni blogger sarà ritenuto responsabile per i commenti lasciati dai lettori.</p>
<p align="justify">Già <strong>Beppe Grillo</strong> <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html" target="_blank">ha fatto sapere</a> che nel caso in cui la <em>legge Levi-Prodi</em> fosse approvata, lui trasferirebbe il blog su un server straniero. Credo che questa sia l'unica soluzione per tutti i blogger che vogliono continuare ad avere un proprio spazio in cui scrivere liberamente i propri pensieri e in cui pubblicare liberamente foto e video. Il disegno di legge <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760" target="_blank">è stato approvato </a>in <strong>Consiglio dei ministri</strong> il 12 ottobre, spero vivamente che non venga convertito in legge o che almeno venga modificato. La Rete è uno srumento libero e democratico, evidentemente questo non piace ai nostri politici... ;-)</p>
]]></content:encoded>
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