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	<title>leggende &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/leggende/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "leggende"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 04:56:13 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[mi ricordo]]></title>
<link>http://paradiso.wordpress.com/?p=169</link>
<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 22:42:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>paradiso</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230;ebbene si, eravamo funamboli e domatori di leoni. e di più, eravamo poeti e scrittori, music]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>...ebbene si, eravamo funamboli e domatori di leoni. e di più, eravamo poeti e scrittori, musicisti ed intellettuali, eravamo giovani insomma, ed i nostri sguardi andavano oltre i palazzi di via domenico fontana, oltre l'orizzonte che vedevamo dalla finestra della nostra classe. o se la vuoi vedere da un'altra angolazione, eravamo dei gran cialtroni, fancazzisti, rompicoglioni. ma comunque sognavamo. quello si. "sognavamo così forte che ci usciva il sangue dal naso".</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[UNA FAVOLA: "l'isola che non c'è"]]></title>
<link>http://cairano.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 22:00:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonioluongo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Nel VI secolo a.C. Esopo creò quel genere letterario particolare che fu detto favola e da allora l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://cairano.wordpress.com/files/2008/07/isola-che-non-ce.jpg"><img class="size-medium wp-image-156  aligncenter" src="http://cairano.wordpress.com/files/2008/07/isola-che-non-ce.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Nel VI secolo a.C. Esopo creò quel genere letterario particolare che fu detto favola e da allora la favola ebbe sempre grande successo, perché essa pur mascherata in veste di fiaba, rappresenta la società, in un'arguta e vivissima satira. <!--more-->E davvero ogni favola rappresenta un piccolo mondo in miniatura, il mondo e la società di quei tempi, ma anche il mondo e la società di oggi, poiché, nonostante la profonda diversità dei tempi, l'uomo non cambia in quanto è più profondo e più vero. Io ricordo molto bene, come se mi risuonassero ancora nelle orecchi, le fiabe della mia infanzia, quelle che mi venivano raccontate  da mia madre prima di addormentarmi. Sono passati molti anni, ma io ho ancora nella memoria quel " vissero felici e contenti", o quel "cammina cammina attraverso monti e attraverso valli", o quel "c'era una volta", come se li avessi appena sentiti. Sono voci, espressioni frasi, che sono penetrate profondamente nel mio animo, e penso che vi resteranno fino al termine della mia vita; ricordi che non si possono dimenticare, perché si sono amalgamati nella nostra personalità, sono cresciuti insieme a noi. Le fiabe erano per me molto importanti; non rappresentavano racconti fantastici, storie immaginarie: erano la dimensione nella quale io vivevo. Oggi mi accorgo che Cairano, rappresenta ancora una favola, come <a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/28/sentimenti-d%e2%80%99immagini/">commenta</a> il mio amico <a href="http://www.girodivite.it/_Enzo-Maddaloni">nanosecondo</a>, nel sogno: "l'isola che non c'è".</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Wayne Rainey]]></title>
<link>http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/?p=84</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 14:49:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
<guid>http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/?p=84</guid>
<description><![CDATA[Oggi vi parlo di un grande campione. Forse il più grande campione di tutti i tempi della classe 500]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/wayne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-85" src="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/wayne.jpg?w=300" alt="" width="300" height="242" /></a><a href="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/wayne_rainey.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-86" src="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/wayne_rainey.jpg?w=200" alt="" width="200" height="297" /></a><strong><em>Oggi vi parlo di un grande campione. Forse il più grande campione di tutti i tempi della classe 500. Pochi piloti possono vantare la classe nelle corse così come nella vita di questo uomo. Di seguito vi allego ciò che ho trovato spulciando per il web. L'articolo che segue è opera di Stefano Pavanello e mi trova pienamente d'accordo con  quanto scritto da lui. </em></strong></p>
<p><strong><em>Misano, 5 settembre 1993, in un pomeriggio di fine estate, in una curva anonima chiamata con poca fantasia Misano 1, un pilota perde il controllo della sua sibilante moto bianca e rossa.Si alza una nuvola di polvere, il pubblico esulta perché davanti un Cadalora quasi debuttante sta per vincere la seconda gara della stagione e Schwantz riapre la corsa verso un titolo del mondo che sembrava dovesse per l'ennesima volta sfuggirgli.</em></strong><strong><em>Poi le urla si spengono, la polvere ricade a terra e un silenzio di tomba avvolge il Santamonica...Rainey resta a terra, il pilota d'acciaio che non cade mai non si rialza, arrivano i soccorsi, il mondo continua a muoversi, i piloti a correre, ma forse nessuno si rende conto che il quel momento la corsa di un uomo dal polso di ferro e dagli occhi di ghiaccio si è interrotta per sempre...</em></strong><strong><em>Wayne Rainey nasce il 23 ottobre del 1960 Norwalk una tranquilla cittadina del Connetticus, la sua marcia di avvicinamento alla velocità su pista segue l'iter classico dei piloti d'oltreoceano, Rainey infatti esordisce nelle corse di Dirt Track e sviluppa già in quelli anni un guida fatta soprattutto di determinazione e forza.Il passo verso le piste di asfalto è breve e avviene nelle corse per derivate di serie, categoria nata e sviluppatasi in America, prima di salire agli onori mondiali con l'attuale Superbike. </em></strong><strong><em>Agli inizi della sua carriera è la Honda a spalleggiare la crescita agonistica del giovane Wayne e proprio con la moto giapponese, dopo essere diventato un pilota di spessore in patria, debutta nel Transatlantic Trophy (competizione che contrappone i migliori specialisti inglesi ai piloti americani in sella a grosse e pesanti 1000 strettamente derivate dalla serie) epico il duello con Schwantz che lo vede alla fine primeggiare dopo una serie di eccitanti duelli carena contro carena.</em></strong><strong><em>Il debutto nel mondiale avviene nel 1984 a dare al pilota la possibilità di correre è il neonato team Roberts( team che si rivelerà fondamentale per il proseguo della carriera di Wayne) che gli mette a disposizione una YZR 250 privatissima.</em></strong><strong><em>Fin dall'esordio nel Gp del Sudafrica si capisce che la moto non è assolutamente competitiva e che le gomme Dunlop standard, insieme alla pochissima conoscenza dei circuiti europei, saranno per Rainey ostacoli difficilissimi da superare.A fine stagione il bottino è davvero magro con un solo podio e un giro veloce in gara.La carriera di Rainey vacilla e coraggiosamente, il pilota americano preferisce tornare in patria per affinare le sue doti, che bruciare la sua carriera restando in Europa con una squadra che ancora non aveva i mezzi per assecondarlo.</em></strong><strong><em>Dal 1985 al 1987 si dedica al campionato AMA in sella alla Honda, sono gli anni della maturazione definitiva di Wayne, gli errori commessi agli inizi della sua carriera gli sono utili per riordinare le idee e per trovare la forza di riprovare a buttarsi nella mischia del campionato del mondo.</em></strong><strong><em>Nel 1988 Roberts lo richiama con se, la piccola squadra degli esordi è ora diventata un punto di riferimento per tutti all'interno del paddock e la Yamaha accortasi delle grandi doti manageriali di Kenny, gli affida materiale di prim' ordine e le ambite YZR 500.</em></strong><strong><em>Rainey diventa così la punta di diamante del team Roberts sponsorizzato dalla Lucky Strike e insieme al compagno di squadra Kevin Mcgee accetta di buon grado interminabili sedute di test invernali per prepararsi al meglio al debutto.</em></strong><strong><em>Il campionato inizia a Suzuka in Giappone e appare chiaro fin dall'inizio che Wayne non è più il brutto anatroccolo che correva in 250, ma un cigno maestoso capace di volare più forte di tutti, nonostante l'inesperienza nella classe regina. A Jerez quarta gara della stagione è già in lotta per la vittoria, ma il talento e il "mestiere" di Lawson riescono a piegare la sua resistenza.</em></strong><strong><em>La prima vittoria però non tarderà ad arrivare sarà l'Inghilterra a tenere a battesimo la prima affermazione nella classe 500, a Donington infatti, il debuttante Rainey dimostra che con la volontà e l'impegno è possibile vincere anche al debutto.</em></strong><strong><em>La grande dote del pilota americano è stata da sempre la costanza di rendimento, Rainey non mollava mai, era uno che lottava come un leone sia che stesse duellando per la vittoria sia che si combattesse per un piazzamento nelle retrovie.</em></strong><strong><em>La stagione '88 finisce con Wayne al terzo posto nella classifica assoluta, davvero non male per un debuttante.</em></strong><strong><em>Il 1989 è l'anno della definitiva ascesa, instaura con Roberts un rapporto di grande intesa, simile è il loro approccio alle corse, così metodico, preciso ed ostinato.In Roberts Wayne trova non solo un team manager, ma anche un vecchio combattente capace di elargire preziosi consigli e di regalargli la carica giusta nei momenti più difficili.</em></strong><strong><em>La prima gara a Suzuka è uno spettacolo di memorabile intensità Rainey e Schwantz infiammano la platea con sorpassi al limite accendendo la miccia di una rivalità che andrà avanti negli anni con grande rispetto reciproco, a differenza purtroppo di quanto avviene ora tra i grandi campioni moderni.</em></strong><strong><em>La Yamaha però non è a livello della Honda di Lawson, Rainey è spesso costretto a guidare al 110% per sopperire alle mancanze di un mezzo limitato anche dai pneumatici Dunlop decisamente peggiori delle Michelin di Eddie.Commette un errore fatale sulla pista di Anderstop e nonostante 3 vittorie e un rendimento molto costante regala la vittoria finale a Lawson terminando subito alle sue spalle in campionato.</em></strong><strong><em>1990 è un anno di grandi cambiamenti, la federazione internazionale decide di appesantire le 500 di 15 kg portando il peso a secco a 130, l'idea è quella di renderle più guidabili, ma l'effetto ottenuto è tutto il contrario visto che le moto più pesanti stressano maggiormente le gomme rendendo un inferno gli ultimi giri di gara.</em></strong><strong><em>Nello stesso anno il team Roberts entra nell'orbita Marlboro e i nuovi capitali insieme all'arrivo in squadra del campione del mondo uscente Lawson e del giovane talento Kocinski fanno del team Yamaha finalmente gommato Michelin, la vera forza del campionato.</em></strong><strong><em>Rainey fa capire fin da subito che non ha intenzione di concedere nulla ai suoi avversari, macina pole position, giri veloci e vittorie con una facilità disarmante e piega in fretta la concorrenza di nomi molto evocativi come Schwantz, Lawson,Gardner ed un giovane Doohan.Vince in tutto sette gare e si laurea per la prima volta campione del mondo con una gara d'anticipo nel gran premio di Cecoslovacchia.</em></strong><strong><em>Nella stagione 1991 Rainey si presenta più in forma che mai al via del campionato, la Yamaha è ritornata alle gomme Dunlop, anche se stavolta sono proprio le gomme anglo giapponesi l'asso nella manica per la Yamaha. L'australiano Michael Doohan prima guida della Honda, si dimostra in grande ascesa, ma le Michelin lo penalizzano fortemente, si capisce che sarà un osso duro nell'immediato futuro, ma per ora il dominio di Rainey non è in discussione e nemmeno uno straordinario Schwantz nulla può contro di lui.Vince 6 gare e si riconferma il numero uno indiscusso della classe regina.</em></strong><strong><em>Wayne è un animale da gara, riesce a trovare dentro di se le motivazioni per guidare "al di sopra dei problemi", pur non essendo un mago nella messa a punto, il biondo americano dagli occhi di ghiaccio, supera con una guida in derapata di esaltante difficoltà, le carenze di un mezzo che non sempre è all'altezza della concorrenza,e fa della costanza di rendimento una vera e propria fissazione. Rainey cade pochissimo e fin dai primi giri di gara riesce ad imporre un ritmo forsennato, impossibile da sostenere per i suoi avversari, carismatico, duro ed estremamente professionale Wayne è il pilota che ogni team manager vorrebbe avere. </em></strong><strong><em>1992 si apre con una brutta scoperta per il due volte campione del mondo, la Honda fa esordire un nuovo motore "a scoppi ravvicinati" per la sua NSR e Doohan fin dall'esordio annichilisce gli avversari dominando tutta la prima parte del campionato.</em></strong><strong><em>La chiave di volta della stagione sembra poter arrivare al Mugello quando con un Doohan in crisi, Wayne prende il comando, ma a metà gara cade e regala la gara ad un raggiante Schwantz.Il campionato sembra definitivamente perduto, ma ad Assen una banale scivolata, taglia fuori dai giochi uno sfortunato Doohan, che complice un intervento del tutto sbagliato dei medici olandesi rischia l'amputazione di un arto.</em></strong><strong><em>Rainey annusando la possibilità di portare a casa un campionato che tutti ormai davano per perso, tira fuori dal cilindro tutta la sua classe, accumula vittorie e piazzamenti consumando in breve tutto il vantaggio di Doohan in classifica.In Sud America va in scena l'ultimo atto di un campionato ricco di colpi di scena, un Doohan provato e magrissimo che fatica a reggersi in piedi, sale lo stesso in sella tentando una strenua difesa del titolo, ma Rainey è un vincente per natura e per nulla intenerito dal gesto del rivale si piazza terzo in gara conquistando i punti che gli servono per conquistare il suo terzo titolo consecutivo.</em></strong><strong><em>Il 1993 è l'anno di Schwantz, finalmente il texano dispone di una moto competitiva, mentre Rainey paga le scelte sbagliate della Yamaha e si presenta al via del campionato in ritardo. Lo scontro è tra i due rivali di sempre con un irriconoscibile Schwantz costante come non mai, e un Rainey costretto ad inseguire.In Inghilterra però accade il colpo di scena Doohan arriva lungo in staccata e abbatte Schwantz e il suo compagno di squadra Barros, il texano ne esce malconcio e debilitato fisicamente nelle ultime gare comincia ad arrancare, sembra ripetersi il copione del campionato '92 . Il pilota Yamaha già vincitore di 4 gare, da fondo a tutte le sue energie per scavalcare in campionato il convalescente pilota Suzuki.</em></strong><strong><em>A Misano Rainey inseguiva un sogno, laurearsi per la 4° volta campione del mondo, ergersi per l'ennesima volta al di sopra di tutti, fare la sola cosa che lo appagava cioè vincere,invece ha trovato una nuova vita, fatta di operazioni, sofferenze e paralisi in poche parole l'immobilità totale ed inappellabile dei suoi arti, la peggiore punizione che potesse capitare ad un uomo straordinario come lui.Le cause del dramma non sono mai state chiare, anche se la soluzione più probabile è che la pedana della moto si sia infilata nella schiena del pilota fratturandogli alcune vertebre dorsali.</em></strong><strong><em>Perdere Wayne è stato un duro colpo per il circus mondiale, forse prima della tragedia in pochi si erano resi conto della grande umanità di questo pilota, della sua folle determinazione.Negli anni in cui ci ha regalato emozioni è stato anche un campione di correttezza, senza mai andare sopra le righe anche durante i confronti più ravvicinati.</em></strong><strong><em>Finito il lungo iter ospedaliero ed il periodo di convalescenza Rainey è tornato nel mondo delle corde come team manager,ma la sua carriera in questi panni è stata piuttosto avara di soddisfazioni. Wayne non ha mai smesso di essere un pilota, nemmeno dopo aver perso l'uso delle gambe, pretendeva di insegnare ai suoi piloti ad andare in moto, quasi comandandoli con un telecomando, Capirossi che in 500 debutto proprio con il team dell'americano, soffrì molto di l' atteggiamento di Wayne che dimostrò da subito di avere un carattere troppo forte per fare il team manager.</em></strong><strong><em>La grandezza di un uomo si vede però anche dalla sua capacità di riconoscere i suoi errori, resosi conto che non era quello il suo futuro, Rainey ha lasciato, ha chiuso la porta del suo passato e si è ritirato a vivere con la sua famiglia ed il figlio Rex.</em></strong><strong><em>Mi resta un ricordo di Rainey ben impresso nella testa, mi ricordo di lui che alla domanda di un giornalista che gli chiedeva cosa gli mancava di più da quando aveva perso l'uso delle gambe rispondeva con gli occhi gonfi di lacrime "andare in moto!".</em></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'origine baltica di Venezia - parte III]]></title>
<link>http://scientificamente.wordpress.com/?p=8</link>
<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 08:16:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fra' Puccino</dc:creator>
<guid>http://scientificamente.wordpress.com/?p=8</guid>
<description><![CDATA[Uno dei dubbi, legati alla teoria sull&#8217;origine baltica del popolo che fondò Venezia, è se i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Uno dei dubbi, legati alla teoria sull'origine baltica del popolo che fondò Venezia, è se i Vinetiani fossero il primo popolo con questo nome a stabilirsi in quei luoghi, o se prima di loro già vi abitasse un popolo di nome Veneti.  Si tratterebbe, infatti, di una coincidenza difficilmente comprensibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Un aiuto ci viene da L. Perrier, <em>The elders from outer place</em>, Baltimora, 2002, secondo cui l'attuale Veneto era abitata da un popolo chiamato "Eneti" o "Veneti" già prima delle venuta dei Vinetani; quest'autore ritiene però che anche quel popolo avesse origine nordiche.  Secondo Perrier, questa ipotesi sarebbe dimostrata che i popoli che abitavano l'odierno veneto in epoca romana erano noti per il commercio dell'ambra, che si raccoglie proprio nel baltico.   E non a caso la via dell'ambra collegava, attraverso i fiumi navigabili del centro europa,  il Baltico e l'Alto Adriatico.  Un popolo abile nella navigazione lo avrebbe percorso senza problemi.</p>
<p style="text-align:justify;">Non è allora azzardato sostenere che forse, gli antichi Veneti emigrarono lungo la via dell'Ambra in due occasioni.  La prima ondata migratoria avvenne in un epoca imprecisata, al tempo dell'impero romano.  Successivamente, i contatti continuarono, insieme al commercio dell'ambra.  Fino a che, dopo la caduta di Vineta, si ebbe una seconda, più limitata, migrazione, dei profughi vinetiani che si recarono (perfettamente logico) proprio nei territori dei loro lontani cugini, andando ad occupare le isole della Laguna, ma imponendosi politicamente per le loro grandi conoscenze nautiche e forse anche grazie alle ricchezze che portarono con sé.</p>
<p style="text-align:justify;">La seconda ipotesi è che, invece, prima dei Vinetani nessun popolo con quel nome abitasse quelle terre.  L'ipotesi sarebbe smenta alcune fonti storiche, ma sono molto poche e potrebbero essere state modificate successivamente,  magari per ragioni politiche.   I Veneziani avevano ottime ragioni per voler dimostrare di avere sembre abitato in quei posti, e di avere un legame con i popoli della terraferma, giustificando così il loro dominio sul territorio della Repubblica.  E Venezia nel Medio Evo era una delle maggiori potenze mondiali.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Qualche leggenda e curiosità sulla Sella del Diavolo.]]></title>
<link>http://selladeldiavolo.wordpress.com/?p=46</link>
<pubDate>Thu, 12 Jun 2008 06:22:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>selladeldiavolo</dc:creator>
<guid>http://selladeldiavolo.wordpress.com/?p=46</guid>
<description><![CDATA[ 
                                                ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 67.9pt 0 36pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 67.9pt 0 36pt;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">                                                                                                                                    <a href="http://selladeldiavolo.wordpress.com/files/2008/06/dscf0068b.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-47" src="http://selladeldiavolo.wordpress.com/files/2008/06/dscf0068b.jpg?w=300" alt="veduta del poetto dalla sella del diavolo" width="300" height="225" /></a>                                     </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 67.9pt 0 36pt;">   <span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Vi sono varie <strong>leggende popolari</strong> legate alla <strong>Sella del Diavolo</strong>, la più nota è certamente quella relativa al nome stesso del luogo che vide combattere, per il dominio del <em>Golfo</em>, <a href="http://selladeldiavolo.wordpress.com/2008/06/02/angeli-e-diavoli-benvenuti-a-cagliari/">i diavoli e gli angeli</a> condotti dall’Arcangelo Michele.<span>  </span>Così come diverse sono le <em>curiosità</em> culturali che la riguardano.<span>  </span>Ad esempio, il canonico <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Spano">Giovanni Spano</a></strong>, autore di una famosa <em>Guida di Cagliari</em> (Edizioni Timon, 1861), ricordava che fra i ritrovamenti archeologici del suo tempo spiccava <em>“un toro di bronzo ed alle falde due valvole di bronzo che servivano per uso di acquedotto”</em>, purtroppo oggi andato perduto.<span>   </span>Una leggenda che affonda le origini in un fatto storico di sangue è quella che riguarda il <strong>fantasma del Dais</strong>.<span>  </span>Nel 1795, infatti, la <strong><a href="http://www.specus.it/urbana/colombi.html">Grotta dei Colombi</a></strong>, raggiungibile anche allora soltanto dal mare, fu teatro di un orribile delitto: un certo <strong>Dais</strong>, di professione barbiere e nota <em>testa calda</em>, era ritenuto (non si sa in base a quali prove) l’autore dell’<strong>assassinio</strong> dell’Intendente generale <strong>don Gerolamo Pitzolo </strong>e del Generale delle armi <strong>don Gavino Paliacho</strong>, marchese della Planaria, durante i moti popolari che avevano portato al temporaneo <em>scommiato</em> (rimpatrio) dei governanti piemontesi nel <strong>1793</strong>.<span>  </span>In Dais venne quindi condotto da alcuni “<em>amici</em>” in barca alla Grotta con il pretesto di una battuta di caccia ai colombi, allora in uso: venne poi legato alla parete, a pelo d’acqua, all’imboccatura della Grotta medesima e lasciato annegare lentamente con il salire della marèa.<span>   </span>Da allora la Grotta dei Colombi, già mèta di escursioni in barca e battute di caccia da parte dei cagliaritani, venne ritenuta un <em>luogo maledetto</em>, dove vagava senza pace lo <strong>spettro del Dais</strong> alla ricerca dei suoi assassini. <span> </span>E il <em>suono</em> prodotto dal vento e dal mare sarebbe il suo lugubre <em>lamento</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong><em><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Gruppo d’Intervento Giuridico</span></em></strong><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> e <strong><em>Amici della Terra</em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Freddie Spencer]]></title>
<link>http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/?p=79</link>
<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 20:56:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gianluca</dc:creator>
<guid>http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/?p=79</guid>
<description><![CDATA[
Da oggi vi parlo dei piloti che hanno fatto un pò la storia moderna del nostro sport preferito. L]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/spencerns.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-80" src="http://motoclubsanpaolo.wordpress.com/files/2008/06/spencerns.jpg?w=300" alt="" width="300" height="264" /></a></strong></em></p>
<p><em><strong>Da oggi vi parlo dei piloti che hanno fatto un pò la storia moderna del nostro sport preferito. L'apertura di questa rubrica è dedicata a Freddie Spencer. Non avendo vissuto in pieno gli anni delle sue gesta mi affido a quanto scritto su wikipedia. Di seguito, infatti, trovate la scheda relativa a spenser pubblicata da wiki. Buona lettura.</strong></em></p>
<p><em><strong>Freddie Spencer (</strong></em><em><strong>Shreveport</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>20 dicembre</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>1961</strong></em><em><strong>) è un ex </strong></em><em><strong>motociclista</strong></em><em><strong> </strong></em><em><strong>statunitense</strong></em><em><strong>, ultimo pilota in ordine cronologico a vincere nello stesso anno il titolo mondiale in due differenti categorie.</strong></em></p>
<p><em><strong>Campione nazionale per la </strong></em><em><strong>classe 250</strong></em><em><strong> nel </strong></em><em><strong>1977</strong></em><em><strong> e nel </strong></em><em><strong>1978</strong></em><em><strong> (prima tra i "Novizi" e poi tra gli "Esperti"), Spencer esordì nel </strong></em><em><strong>motomondiale</strong></em><em><strong> due anni dopo come collaudatore della </strong></em><em><strong>Yamaha</strong></em><em><strong> nella </strong></em><em><strong>classe 500</strong></em><em><strong>: in quella stagione ebbe anche l'opportunità di scendere in pista nel </strong></em><em><strong>Gran Premio del Belgio</strong></em><em><strong>, ma non riuscì ad entrare in zona-punti. Nel </strong></em><em><strong>1981</strong></em><em><strong> passò alla </strong></em><em><strong>Honda</strong></em><em><strong>, dove guidò la rivoluzionaria NR500 a pistoni ovali, primo tentativo della Honda di far correre una quattro cilindri a quattro tempi, quando dal 1975 erano state le 2 tempi ad aver sempre vinto il titolo in 500. La moto, guidata inizialmente da Katayama e Grant, non ebbe risultati di rilievo, collezionando una serie di brutte figure, dovute anche alle difficoltà alla partenza dei GP, che al tempo prevedevano l'accensione a spinta delle moto. La quattro tempi, di solito, si avviava quando le due tempi erano già alla prima curva. Spencer subentrò a stagione iniziata e riuscì, se non altro, a farla girare sui tempi delle Suzuki e Yamaha, dominatrici dell'epoca. Nel 1982 la Honda abbandonò il progetto NR, schierando la NS 500 a due tempi, progetto meno rivoluzionario, che si caratterizzava per essere l'unica tre cilindri in gara contro le quattro cilindri Suzuki e Yamaha.</strong></em></p>
<p><em><strong>Nel </strong></em><em><strong>1982</strong></em><em><strong> vinse il suo primo </strong></em><em><strong>Gran Premio di motociclismo</strong></em><em><strong> in </strong></em><em><strong>Belgio</strong></em><em><strong>, e dopo aver bissato tale successo a </strong></em><em><strong>San Marino</strong></em><em><strong> si piazzò al terzo posto della classifica generale con 72 punti. Pilota molto veloce sul giro secco, si pose al centro dell'attenzione sia per aver ottenuto la </strong></em><em><strong>pole position</strong></em><em><strong> nelle ultime tre gare disputate, ma anche soprattutto per aver rivoluzionato lo stile di guida delle motociclette delle 500: prima che egli arrivasse, le traiettorie della 500 erano quelle della 250, ovvero classiche e rotonde. Spencer invece ha praticamente introdotto le linee attuali, in cui l'obbiettivo primario diventa fare meno strada possibile con la moto inclinata: nel suo stile di guida importante non è la velocità di percorrenza della curva, ma aprire prima degli altri tutto il gas.</strong></em></p>
<p><em><strong>Nel </strong></em><em><strong>1983</strong></em><em><strong>, dopo un duello serratissimo con </strong></em><em><strong>Kenny Roberts</strong></em><em><strong>, fu campione del mondo della classe regina a seguito di sei successi (in </strong></em><em><strong>Sudafrica</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>Francia</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>Spagna</strong></em><em><strong>, </strong></em><em><strong>Jugoslavia</strong></em><em><strong> e </strong></em><em><strong>Svezia</strong></em><em><strong> oltreché nel </strong></em><em><strong>Gran Premio delle Nazioni</strong></em><em><strong>), sette pole position e 144 punti, solo due in più del rivale. Nella stagione seguente vinse cinque gare, ma cinque furono anche i suoi incidenti e ciò non gli consentì di andare al di là del quarto posto in classifica ma con una condizione: se arrivava in fondo alla gare, aveva molte chances di vincerle.</strong></em></p>
<p><em><strong>Noto nel paddock per una sopravvalutazione dei propri mezzi (era convinto di avere la "super vista", ossia la capacità di vedere i volti di tutti i passeggeri di un </strong></em><em><strong>treno</strong></em><em><strong> anche attraverso il passaggio a livello), nel </strong></em><em><strong>1985</strong></em><em><strong> Fast Freddie corse sia nella 500 che nella </strong></em><em><strong>classe 250</strong></em><em><strong>, riuscendo a diventare campione del mondo di entrambe: sette successi e 141 punti nella prima, altre sette vittorie e 127 lunghezze nella seconda, riuscendo nell'impresa di sconfiggere campioni quali </strong></em><em><strong>Eddie Lawson</strong></em><em><strong> e </strong></em><em><strong>Anton Mang</strong></em><em><strong>. Nello stesso anno partecipò, vincendoli a sorpresa, al campionato </strong></em><em><strong>Superbike</strong></em><em><strong> e alla gara di </strong></em><em><strong>Daytona</strong></em><em><strong>.</strong></em></p>
<p><em><strong>Da quel momento in poi iniziò però la sua crisi: nel </strong></em><em><strong>Gran Premio di Spagna</strong></em><em><strong> del </strong></em><em><strong>1986</strong></em><em><strong>, primo della stagione, ottenne la </strong></em><em><strong>pole position</strong></em><em><strong> ma dovette ritirarsi a pochi giri dal termine a causa della </strong></em><em><strong>tendinite</strong></em><em><strong> mentre era largamente in testa. Altri infortuni (al </strong></em><em><strong>ginocchio</strong></em><em><strong>, agli </strong></em><em><strong>occhi</strong></em><em><strong>, alla </strong></em><em><strong>testa</strong></em><em><strong>) non gli permisero di ottenere un solo punto iridato in quella stagione, ma Spencer rifiutando di farsi curare dai medici del </strong></em><em><strong>motociclismo</strong></em><em><strong>, scatenò una serie di dubbi sulla veridicità dei suoi problemi fisici.</strong></em></p>
<p><em><strong>Ormai nettamante in crisi, colse solo quattro punti (raccolti tutti in </strong></em><em><strong>Svezia</strong></em><em><strong>) nel </strong></em><em><strong>1987</strong></em><em><strong>, mentre la concessionaria Honda che aveva aperto nel suo paese natio fallì miseramente. L'anno seguente si ritirò dall'agonismo, salvo tornarci fugacemente con l'aiuto di </strong></em><em><strong>Giacomo Agostini</strong></em><em><strong> nel </strong></em><em><strong>1989</strong></em><em><strong> e nel </strong></em><em><strong>1993</strong></em><em><strong> con la Yamaha, ottenendo come miglior risultato complessivo un quinto posto in </strong></em><em><strong>Spagna</strong></em><em><strong> il </strong></em><em><strong>30 aprile</strong></em><em><strong> dell'89. Rinetrò alle gare negli Stati Uniti, in superbike, prima con la Honda ed in seguito come pilota ufficiale della Ducati USA, con la quale colse l'ultima vittoria. In seguito appese definitivamente il </strong></em><em><strong>casco</strong></em><em><strong> al chiodo.</strong></em></p>
<p><em><strong>La sua drammatica uscita di scena ha fatto sorgere tra gli esperti alcune domande circa la sua grandezza </strong></em><em><strong>sportiva</strong></em><em><strong>: per alcuni fu il più grande, mentre per altri solo il più misterioso. Tra le tante voci è girata con insistenza anche la tesi di una crisi sentimentale che ha seriamente segnato questo pilota dalla psicologia alquanto complessa. Recentemente Spencer, adepto di una setta religiosa che proibisce i rapporti sessuali prima del </strong></em><em><strong>matrimonio</strong></em><em><strong>, ha aperto una scuola di motociclismo negli </strong></em><em><strong>Stati Uniti d'America</strong></em><em><strong>.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Maria delle Grazie Patrona Civitatis]]></title>
<link>http://angelaallegria.wordpress.com/?p=29</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:32:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>angelaallegria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel territorio modicano, fra le sanguinose rivalità sorte fra S. Pietro e S. Giorgio per il riconos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Nel territorio modicano, fra le sanguinose rivalità sorte fra S. Pietro e S. Giorgio per il riconoscimento del Santo Patrono, solo la Santa Vergine delle Grazie è riuscita ad essere subito riconosciuta ed accettata come Patrona Civitatis.<br />
Quali sono state le motivazioni che hanno portato a questa decisione?<br />
All’inizio del mese mariano del 1615 alcuni cittadini modicani residenti nei tuguri dei primitivi quartieri di Sant’Anna, di Santa Maria alla Scala, dell’Olivedda, dell’Idria, videro sul Monserrato, colle che si erge proprio innanzi alle menzionate località, una fiamma che cominciava ad ardere sempre alla stessa ora del giorno, al crepuscolo, per poi estinguersi improvvisamente poco dopo. Solo alcuni giorni più tardi, il 4 maggio, per l’esattezza, la folla, spinta dalla brama di conoscere, decise di far luce su quello oscuro mistero.<br />
Giunta sul luogo, la popolazione constatò che, nell’esatto punto in cui avevano osservato la fiamma, era situato un cespuglio di bossi sempreverde pur essendo sempre infiammato, vicino al quale si trovava un dipinto su tavola, dalle dimensioni di circa 80x50 cm, raffigurante la Vergine con il Bambino.<br />
Il popolo accolse il dipinto su ardesia come un dono divino, divulgando la leggenda secondo la quale il sacro dipinto fosse stato depositato in quella postura per volontà divina da un eremita sconosciuto, e in poco tempo deliberò di innalzare un santuario e di associarvi la confraternita del bossolo la quale prendeva il nome proprio dal sito in cui il dipinto era stato rinvenuto.<br />
I giurati e i nobili modicani accolsero la proposta senza la minima esitazione e stabilirono di finanziare loro stessi la costruzione.<br />
Fra essi possiamo ricordare: il conte Henriquez, Francesco Bolles, cavaliere di San Giacomo e segretario particolare del conte di Modica; il nobile Antonio Castani, discendente della famiglia Stefano dei baroni di Albania e Zapata, proclamato oggi Beato.<br />
Il progetto e l’esecuzione furono affidati al siracusano Vincenzo Mirabella.<br />
Dopo aver costruito il portale d’ingresso, colto ad occidente ed aver posto la sacra tavola su un altare improvvisato, ogni mattina la tavola veniva ritrovata rivolta verso est, guardando la parte altra e la parte bassa della città.<br />
L’evento, che tendeva a ripetersi, indusse i modicani a chiedere un altro progetto, nuovo, che venne realizzato e consiste nell’attuale portone settecentesco ancora visibile.<br />
Nonostante i buoni propositi, la chiesa non venne ultimata a causa della morte di Mirabella, contagiato dalla peste.<br />
In aggiunta a ciò, la mancanza di mezzi finanziari favorì la decisione di rimandare a tempi migliori il completamento del tempo.<br />
Il 3 agosto 1627 l’allora arcivescovo di Siracusa dichiarò S. Maria delle Grazie Patrona di Modica.<br />
 </p>
<p>9 luglio 2006<br />
<strong>Angela Allegria</strong></p>
<p>In <a href="http://www.modica.info"><span style="color:#4b4f8c;">www.modica.info</span></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[But Baxt Ta Satipè!]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/?p=323</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 16:27:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
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<description><![CDATA[ Da &#8220;Romantica Gente&#8221; di Daniela Lucatti.
Leggenda
O Del e O Beng, trovandosi in Transil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.files.wordpress.com/2008/06/handslanguage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-324" style="border:0 none;" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2008/06/handslanguage.jpg" alt="" width="360" height="192" /></a> Da "Romantica Gente" di Daniela Lucatti.<br />
Leggenda</p>
<p>O Del e O Beng, trovandosi in Transilvania, decisero   di creare l'uomo a loro immagine e somiglianza. Presero perciò un pugno di fango, lo plasmarono facendone una statuetta e la misero a cuocere in una caldaia.</p>
<p>Ciò fatto il dio e il diavolo se ne andarono a fare quattro passi. Si distrassero tanto da dimenticare la loro creatura. Quando tornarono, constatarono che l'uomo era tutto nero. Fu così creato il capostipite della razza negra.</p>
<p>O Del afferrò un altro pugno di fango e plasmò una seconda statuina. Questa volta però non volle ripetere l'errore di prima e, incoraggiato anche da O Beng, trasse presto l'uomo dalla caldaia.</p>
<p>L'uomo era poco cotto, pallido: &#60;&#60;E' bianco&#62;&#62; constatò il dio, facendo una smorfia, e si mise daccapo al lavoro.</p>
<p>Il terzo tentativo riuscì benissimo, anche perché O Beng, stufo di starsene sempre alle costole di O Del, se n'era andato per i fatti suoi.</p>
<p>Quando l'uomo fu tratto dalla caldaia era cotto a dovere come un pollastrello per il pranzo festivo del giorno di San Giorgio: né troppo nero, né troppo bianco, aveva il colore dell'oro abbrunato.</p>
<p>Soddisfatto della sua opera, O Del disse: &#60;&#60;Tu sei rom&#62;&#62;, tu sei uomo. ***</p>
<p>*** Nella lingua romanì, "rom" significa appunto "uomo"...</p>
<p>But Baxt Ta Satipè!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Angeli e diavoli: benvenuti a Cagliari!]]></title>
<link>http://selladeldiavolo.wordpress.com/?p=7</link>
<pubDate>Mon, 02 Jun 2008 14:04:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>selladeldiavolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un’antica leggenda narra che Lucifero, affascinato dalla spettacolare bellezza del Golfo di Caglia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><a href="http://selladeldiavolo.files.wordpress.com/2008/06/promontorio-sella1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8" src="http://selladeldiavolo.wordpress.com/files/2008/06/promontorio-sella1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a>Un’antica leggenda narra che Lucifero, affascinato dalla spettacolare bellezza del Golfo di Cagliari, cercò, insieme ai suoi diavoli, di impadronirsene. Dio, allora, mandò l’Arcangelo Michele insieme ai suoi angeli prediletti, per difendere il Golfo e liberarlo da Lucifero. La battaglia si combatté sopra il cielo delle acque limpide di Cagliari e vide gli angeli trionfare sui diavoli e la loro guida, Lucifero, cadere sul promontorio per dargli la forma attuale. Secondo un’altra teoria, Lucifero, in fuga, perse la sua sella tra le acque del golfo, creando il famoso promontorio, la Sella del Diavolo, che si affaccia sul Golfo degli Angeli, protettori di questo piccolo angolo di Paradiso terrestre. Agli uomini, l’arduo compito di proteggerlo dai diavoli moderni e farlo conoscere al resto del mondo. Benvenuti!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Avalon e dintorni]]></title>
<link>http://adrianotrento.wordpress.com/?p=382</link>
<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 11:53:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Adriano Trento</dc:creator>
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<description><![CDATA[Avalon e dintorni
Antiche civiltà, miti e leggende
xoomer.alice.it/mp.vannucchi/index.htm
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://adrianotrento.files.wordpress.com/2008/06/avalon.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-383" src="http://adrianotrento.wordpress.com/files/2008/06/avalon.jpg" alt="" width="400" height="96" /></a>Avalon e dintorni</p>
<p>Antiche civiltà, miti e leggende</p>
<p><a href="http://xoomer.alice.it/mp.vannucchi/index.htm">xoomer.alice.it/mp.vannucchi/index.htm</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il conte e la leggenda del drago di Salvatore Agneta]]></title>
<link>http://lucaniart.wordpress.com/?p=195</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 07:40:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Sulla memorabile e affascinante leggenda di un terribile drago che nei tempi passati terrorizzav]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/06/drago.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-228" src="http://lucaniart.wordpress.com/files/2008/06/drago.jpg?w=128" alt="" width="128" height="175" /></a> <br />
Sulla memorabile e affascinante leggenda di un terribile drago che nei tempi passati terrorizzava le popolazioni delle convalli dell'Agri e del Sauro, <strong>Salvatore Agneta</strong> di Stigliano, scrive un interessante saggio dal titolo <strong>Il conte e la leggenda del drago.</strong> Uno studio sospeso tra storia e tradizione, tra leggenda e realtà.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--> Il mito del Drago affascinò persino Levi durante il confino ad Aliano, che volle dedicare a questa storia, due pagine del Cristo si è fermato a Eboli. <br />
In un libretto di 60 pagine, intriso di vicende e fatti storici, che si snodano in tutto il corso del basso medioevo, fino all'inizio del 1500, Salvatore Agneta  cerca di ricostruire, tra memoria, fantasia popolare e documentazione scritta, le origini, i luoghi e i tempi di questo mito. <br />
I riferimenti storici sono tanti, oltre a Levi, anche Panetti, Molfese, Branco. Una serie di ricognizioni sul campo, di richiami e di rimandi poliedrici e sfaccettati, hanno consentito all'autore di giungere ad una esauriente e razionale ipotesi di questo mito.<br />
<strong><br />
Riporto di seguito alcuni stralci conclusivi del saggio:</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>"Una versione tramandata oralmente vuole che il drago vivesse in un lago sul monte Serra, presso Stigliano, e da lì si spostasse alla ricerca di uomini e bestie per soddisfare la sua fame, con particolare predilizione per le fanciulle di nome Margherita.<br />
La cosa andò avanti per molto tempo fino a quando "il principe" non lo uccise mozzandogli la testa</em>  <em>con un colpo di spada. Gli stiglianesi riconoscenti gli donarono il bosco La Foresta". (p.48 )</em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>"Un'altra versione sempre, sempre orale, vuole che il drago dimorasse presso "la grande piscina della Villa" che si trovava vicino al castello di Stigliano, e lì afferrasse i poveri malcapitati, uomini e bestie,che si recavano a prendere l'acqua o ad abbeverarsi. Il "principe" allora pensò di allontanare il mostro fornendogli come esca cinquecento pecore. Il gregge fu mandato  avalle ed il drago lo seguì, e man mano che scendeva ne divorava una parte. Quando ebbe mangiato anche l'ultima pecora, il mostro si ritrovò sperduto "nella valle del fiume" e da lì non fece più ritorno" (p.48 )<br />
</em><strong><br />
</strong><em>"L'unica strada percorribile in tal senso è quella che conduce a questa conclusione: il drago altro non sarebbe che la rappresentazione simbolica del fiume.<br />
E' questa dunque, la giusta chiave di lettura?<br />
Al di là delle tante versioni che la tradizione, nel tempo e attraverso vari relatori ha arricchito con particolari  sempre più diversi e fantastici, a ben guardare fra il drago e il fiume si possono trovare, d'accordo con il Branco, delle analogie sorprendenti. Il drago, infatti, può essere  lungo e sinuoso come il percorso di un fiume, impetuoso e travolgente come una piena, vorace e letale come la corrente dell'acqua, pestifero come l'aria di una palude.<br />
La fantasia popolare ha creato i draghi per simbolizzare forze naturali terrificanti. I dissodamenti e le bonifiche hanno assunto sovente, nell'agiofrafia e nella mitologia del cristianesimo, l'aspetto della lotta contro un drago.<br />
L'uccisore del drago è, da questo punto di vista, un eroe vincitore sul caos naturale; trionfando sulla palude, predispondendo un habitat più adatto all'uomo, egli si manifesta come benefattore." (p.53)</em><br />
<strong><br />
Salvatore Agneta, Il conte e la leggenda del drago, Collana i luoghi della memoria, Nicola Bruno Editore, 2003</strong></p>
<p style="text-align:right;"><em>Maria Pina Ciancio</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'origine baltica di Venezia - parte II]]></title>
<link>http://scientificamente.wordpress.com/?p=6</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 09:44:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fra' Puccino</dc:creator>
<guid>http://scientificamente.wordpress.com/?p=6</guid>
<description><![CDATA[Oltre a quelle già segnalate nel precedente post, altre prove militano a favore della tesi per cui ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Oltre a quelle già segnalate nel precedente post, altre prove militano a favore della tesi per cui Venezia è stata fondata dagli esuli della città baltica di Vineta.</p>
<p style="text-align:justify;">Anzitutto alcuni dei nomi dei dogi nel periodo tra l'800 e il 1000: Obelario, Orso I e Orso II, fino a Pietro I Orseolo: sono tutti nomi che ricordano il nome nordico di Ursus, spesso usato da principi e capi vichinghi.  Tra l'altro Pietro I Orseolo,  fondatore dell'omonima famiglia , andò al potere dopo una rivolta, forse una lotta tra gli abitanti di origine locale e quelli venuti dal Nord, che imposero il loro candidato.</p>
<p style="text-align:justify;">In secondo luogo, il ruolo fondamentale che l'assemblea popolare aveva a Venezia corrisponde al ruolo che avevano le assemblee nelle società vichinghe, mentre invece nelle società romanizzate la partecipazione popolare al potere erano ormai un ricordo del lontano passato.</p>
<p style="text-align:justify;">La tesi "ufficiale", inoltre, si basa su presupposti errati: si sostiene infatti che il nome "Venetia" deriverebbe dal nome dall'omonima regione augustea (X -Venetia et Histria).  Peccato che ai tempi di Augusto le regioni in cui era divisa l'Italia erano indicate solo con il numero, e non con i nomi, che sono stati introdotti in epoc recente in ambito accademico. </p>
<p style="text-align:justify;">Neanche il fatto che la regione fosse già abitata da un popolo chiamato "Veneti" è peraltro provata da attendibili fonti storiche precedenti alla caduta dell'impero romano.  </p>
<p style="text-align:justify;">La prima testimonianza potrebbe essere il nome di "Venetika" dato (quando?) dai bizantini alla costa dell'odierno Veneto, ma ciò in realtà potrebbe confermare la tesi dell'origine baltica del popolo che diede il proprio nome a Venezia, e che inizialmente si sarebbe ovviamente assestato sulle coste.   D'altro canto, spesso i Vichingi furono arruolati come mercenari o capitani da Bisanzio, e quindi sarebbe perfettamente logico che i bizantini  avessero ben volentieri accolto nei loro domini un popolo marinaro proveniente dal baltico, fossero vichinghi o balti; e ciò sarebbe coerente con il forte legame tra Venezia e Bisanzio, che continuò nei secoli.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'origine baltica di Venezia]]></title>
<link>http://scientificamente.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Thu, 22 May 2008 13:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fra' Puccino</dc:creator>
<guid>http://scientificamente.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[
Avete presente il mito sull&#8217;origine di Venezia? Più o meno si può riassumere così: dei pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://scientificamente.wordpress.com/files/2008/05/vineta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-7" src="http://scientificamente.wordpress.com/files/2008/05/vineta.jpg?w=300" alt="" width="300" height="127" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Avete presente il mito sull'origine di Venezia? Più o meno si può riassumere così: dei profughi dall'entroterra veneto, di fronte alle invasioni barbariche seguite alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, hanno fondato una città nella Laguna, nell'isola chiamata Rivo Alto (da cui il moderno Ri(vo)alto), che nel X secolo ha assunto il nome di Venezia.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa ricostruzione è del tutto irrealistica. Non si comprende, tanto per soffermarsi su un solo aspetto, perché gli abitanti di Rivo Alto avessero cambiato nome alla loro città, e perchè gli avessero dato quel nome.</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene: una risposta c'è, e la si trova nella mitologia (o forse nella storia) del Nord Europa, dove si parla di una ricca città commerciale marittima chiamata (guarda caso) Vineta, che si trovava in un luogo imprecisato nella costa meridionale del Baltico, tra Germania e Polonia, nella regione che i vichinghi chiamavano Vendland (terra del misterioso popolo dei Vendi). Vineta era stata descritta dagli arabi come "una grande città sul mare con dodici cancelli, la più grande delle città in Europa, nel lontano nord ovest del paese di Misiko, in una laguna vicino al mare<span style="font-size:x-small;color:#660000;font-family:Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="color:#2a3942;">".</span></span></p>
<p style="text-align:justify;">La leggenda racconta che Vineta fu sommersa dalle acque prima dell'anno 1000, altre leggende raccontano che il Re vichingo Harald distrusse la città nel 970 d.C.</p>
<p style="text-align:justify;">Guarda caso proprio nel periodo in cui Venezia assunse il suo nome.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco allora che un'altra teoria sull'origine di Venezia si fa strada. E' realistico ipotizzare, e molte prove militano a favore di questa tesi, che un folto gruppo di profughi di Vineta sia fuggita dalla città distrutta, forse seguendo le rotte (marittime o  fluviali) che secoli prima avevano portato altri Vendi-Veneti a stabilirsi nell'attuale Veneto.</p>
<p style="text-align:justify;">Quei profughi portarono con sé le loro straordinarie conoscenze nautiche, ed ottennero asilo a Rivo Alto e nelle altre isole della laguna, ben accolti dal bizantini, felici di poter contare sulle qualità marinare di quel popolo venuto dal lontano Nord. E quei profughi diedero il nome della loro città d'origine al nuovo insediamento, anche per la somiglianza dei luoghi (anche Vineta sorgeva al centro di una laguna).</p>
<p style="text-align:justify;">I nuovi venuti assimilarono la lingua e la cultura dei locali, più o meno come accadde ai Franchi in Francia, ma come in quel caso furono i Vinetani a prendere le leve del controllo militare e commerciale, facendo così nascere la Venezia che nei secoli successivi dominerà il Mediterraneo.</p>
<p style="text-align:justify;">Molte sono le prove a sostegno di questa ricostruzione, ma una è particolarmente significativa.</p>
<p style="text-align:justify;">Confrontate la prua di una gondola e la prua di un drakkar, la tipica imbarcazione vichinga. Sono identiche, tanto da poter affermare che la gondola altro non è se non un drakkar in miniatura.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>(continua)</em></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MISTERIOSE LEGGENDE SI RIVELANO REALTA']]></title>
<link>http://chiaracats.wordpress.com/?p=175</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 09:57:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>chiaracat</dc:creator>
<guid>http://chiaracats.wordpress.com/?p=175</guid>
<description><![CDATA[chiara scrive: la sai la leggenda di un ristorante al cisternino
chiara scrive: che dice sia abusivo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>chiara scrive: la sai la leggenda di un ristorante al cisternino<br />
chiara scrive: che dice sia abusivo e ti cuociono le bistecche sulla grata dei carrelli della spesa??<br />
doic  scrive: è vero<br />
doic   scrive: non è una leggenda<br />
chiara scrive: O_O<br />
chiara scrive: ma perchè non lo fanno chiudere<br />
doic   scrive: nessuno lo sa<br />
doic scrive: dice però lui sappia qualcosa sul moby prince<br />
doic  scrive: è un puttanaio cmq!<br />
doic scrive: apparte che bruciano le persiane ancora verniciate per fare la brace</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Migliora il tuo modo di suonare la chitarra]]></title>
<link>http://fumisterie.wordpress.com/?p=59</link>
<pubDate>Tue, 13 May 2008 09:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Taglia</dc:creator>
<guid>http://fumisterie.wordpress.com/?p=59</guid>
<description><![CDATA[Esistono diversi modi per migliorare le proprie capacità di chitarrista come:  velocità, coordina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-63" src="http://fumisterie.wordpress.com/files/2008/05/plet2.png?w=83" alt="" width="83" height="96" />Esistono diversi modi per migliorare le proprie capacità di chitarrista come:  velocità, coordinazione, pulizia, creatività, ma ce n'è uno solo che dà un risultato sicuro (nella fattispecie un successo planetario) in tempi brevissimi e soprattutto con uno sforzo minimo. Ho sentito dire in giro (in giro... non posso aggiungere di più, vediamo di capirci) che esiste un plettro ricavato da un dente di Satana che se usato (e pare sia appartenuto a tutti i più grandi del rock, e di sicuro non fa parte del bagaglio dei Tokio Hotel) infonde un magico potere al suo possessore... ho cercato tra i miei plettri ma credo di non averlo... non è materia di ricerca nell'ultimo film di Indiana Jones, per cui è ancora là fuori...</p>
<p style="text-align:center;">  <a href="http://it.youtube.com/watch?v=pcJwz7wu8_s&#38;feature=related"><strong>Tenacious D</strong> </a>con Jack Black, Satana è interpretato da Dave Grohl <em>(non ho potuto inserire il video direttamente qui, perché cliccandovi sopra youtube dice: mi dispiace ma non possiamo inviarlo, perciò ho messo solo il link. Fun-cool).</em> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aquilaia (Umbria) - Un pioniere del Volo]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=68</link>
<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 14:55:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
<guid>http://achedes.wordpress.com/?p=68</guid>
<description><![CDATA[Il personaggio più famoso nella storia altrimenti monotona di questa cittadina fu, come ricorda una]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;"><span>Il personaggio pi</span></span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> famoso nella storia altrimenti monotona di questa cittadina fu, come ricorda una lapide sulla torre in piazza con inciso un paio di ali spezzate e il motto <span>"Io volo!"</span>, Teobaldo Scapestri detto il Testadura sia per la sua caparbietà che per motivi di carattere fisico.<br />
Teobaldo aveva servito presso il grande Leonardo e l'aveva seguito nelle sue peregrinazioni, almeno finch</span><span style="color:blue;">é</span><span style="color:blue;"> un'inaspettata eredit</span><span style="color:blue;">à</span><span style="color:blue;"> gli concesse di lasciare il proprio lavoro e di tornare ad Aquilaia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Era rimasto fortemente colpito da Leonardo e dalle sue invenzioni, in particolare quelle riguardanti il volo umano e una volta sollevato dagli obblighi di un lavoro, si dedic</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a mettere in pratica quello che il genio di Vinci aveva lasciato sulla carta; si costruì allora un paio di rozze ali di tela grezza, impeciate e accordate alla meno peggio, del tutto somiglianti a quelle che aveva pi</span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> volte visto disegnare il suo maestro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://achedes.files.wordpress.com/2008/04/leoglider.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-medium wp-image-94 aligncenter" src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/leoglider.jpg?w=300" alt="" width="225" height="141" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Quando secondo lui furono a posto, una fredda mattina del 1514, salì sull'alto della torre del paese, si allacci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> le ali al petto e alla schiena, si protese sulla piazza, spalancò le braccia e dopo aver proclamato ad alta voce "Io volo!" si lanci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> nel vuoto. Cadde come un sasso sul mercato sottostante finendo sul carretto di un commerciante di uova che incurante delle sue malmesse condizioni lo portò a bestemmie e calci nel sedere fino dal podestà per costringerlo a rifondergli il danno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">La cosa non impedì per</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a Teobaldo di riprovarci e, qualche tempo dopo, con un paio di ali nuove, mise in atto un secondo tentativo con lo stesso risultato del primo, se si esclude che quella volta fin</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> sopra dei sacchi di sementi; una terza volta fin</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> invece sopra un carico di letame che and</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> a sporcare le merci in varie bancarelle e carri, e fu cos</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> che i mercanti andarono dal podestà e dissero che no, cos</span><span style="color:blue;">ì</span><span style="color:blue;"> non si poteva andare avanti, che lo facevano volare loro sì ma a calci nel culo e alla fine a Teobaldo venne vietato di continuare i suoi esperimenti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Caparbio, lo Scapestri ricostruì le sue ali e prese a fare i suoi esperimenti nella notte, e il podestà lasci</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> fare, anche perch</span><span style="color:blue;">é</span><span style="color:blue;"> in questo modo Teobaldo non danneggiava nessuno, se non se stesso e, forse, qualche residente nella piazza, che in piena notte si svegliava udendo la coraggiosa frase "Io volo!" e subito dopo lo schianto della testa del nostro eroe sul selciato.<br />
La cosa and</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> avanti per qualche anno, diventò una consuetudine per il paese e quando il nostro passava per le vie di Aquilaia, con la testa fasciata, veniva indicato a dito, deriso e i bambini gli tiravano sassi. Una notte per</span><span style="color:blue;">ò</span><span style="color:blue;"> del 1522 venne udito il fatale "Io volo!" e poi non ci fu nessun altro rumore se non una grassa risata lontana; e quelle furono le ultime notizie su Teobaldo Scapestri che non fu mai pi</span><span style="color:blue;">ù</span><span style="color:blue;"> visto ad Aquilaia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">C'</span><span style="color:blue;">è</span><span style="color:blue;"> chi dice che finalmente Teobaldo era riuscito a volare e se n'era andato lontano, come gli uccelli; altri dicevano che a furia di sfidare la natura Teobaldo se l'era portato via il diavolo. Ci anche fu un ubriacone che s'era addormentato sulla piazza e che raccontò una strana storia, secondo la quale Teobaldo sarebbe salito sopra la torre, avrebbe gridato "Io volo" e avrebbe messo la mano destra sull'incavo del braccio sinistro all'indirizzo del paese; poi se ne sarebbe sceso per le scale e si sarebbe allontanato sopra un mulo ridendo di gusto.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:blue;">Sia come sia, la leggenda vuole che per Aquilaia si aggiri ancora il fantasma di questo pioniere del volo e che talvolta si senta ancora il fatidico "Io volo!" e lo schianto sul selciato; i superstiziosi evitano di parcheggiare sotto la torre per non correre il rischio, come asserisce qualcuno, di ritrovarla la mattina con ammaccature sul cofano e sul tetto, come se qualcosa ci fosse caduto sopra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#800000;"><em>nell'immagine: disegno di Leonardo da Vinci per il volo umano</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IL MEGLIO DI JUGALE!!]]></title>
<link>http://iragazzidelpon.wordpress.com/?p=36</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 18:51:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>iragazzidelpon</dc:creator>
<guid>http://iragazzidelpon.wordpress.com/?p=36</guid>
<description><![CDATA[

Il disegno è di Giovanni Catapano

Jugale alla gente: &lt; Gente, sapete di cosa vi parlerò oggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://iragazzidelpon.files.wordpress.com/2008/04/iugale-dis.jpg"></a></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://iragazzidelpon.files.wordpress.com/2008/04/iugale-dis.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-40" src="http://iragazzidelpon.wordpress.com/files/2008/04/iugale-dis.jpg?w=400" alt="" width="400" height="253" /><br />
Il disegno è di Giovanni Catapano<br />
</a></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color:#ff0000;">Jugale alla gente: &#60; Gente, sapete di cosa vi parlerò oggi??&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">&#60;NO!!!!!!!!&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Allora Jugale…&#60;E allora è inutile che ve lo dica!!&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">La gente va via delusa</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">IL GIORNO DOPO:&#60;Gente,sapete di cosa vi parlerò oggi??&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">La gente questa volta…&#60;Si!!!!!!!!&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Jugale:&#60;allora se lo sapete è inutile che ve lo dica!!&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">La gente va via delusa e decide che per il terzo incontro metà folla avrebbe risposto “si” e l’altra metà “no”</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">IL GIORNO DOPO:&#60;Gente,sapete di cosa vi parlerò oggi??&#62;</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Come d’accordo metà folla rispose “SIIIII!!!” e l’altra metà “NOOOO!!!”</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Jugale:&#60;allora quelli che lo sanno lo dicano a quelli che non lo sanno…!!!&#62;</span></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#339966;">Ascolta il mio podcast!</span><br />
</span></strong><a href="http://iragazzidelpon.podOmatic.com/entry/2008-04-17T12_15_56-07_00"><img src="http://iragazzidelpon.podomatic.com/img/play_button.gif" alt="" width="66" height="25" /></a></p>
<p>ciao, Alessandra</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Leviatano]]></title>
<link>http://marcoleonardi1991.wordpress.com/?p=1418</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 16:35:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
<guid>http://marcoleonardi1991.wordpress.com/?p=1418</guid>
<description><![CDATA[



&#8220;Distruzione del Leviatano&#8221;. Incisione del 1865 di Gustave Doré



Leviatano (לִ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:252px;"><a class="image" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Destruction_of_Leviathan.png"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9d/Destruction_of_Leviathan.png/250px-Destruction_of_Leviathan.png" border="0" alt="" width="250" height="311" /></a></p>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Destruction_of_Leviathan.png"><img src="http://it.wikipedia.org/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>"Distruzione del Leviatano". Incisione del <a title="1865" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1865">1865</a> di <a title="Gustave Doré" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gustave_Dor%C3%A9">Gustave Doré</a></p>
</div>
</div>
</div>
<p><strong>Leviatano</strong> (<strong><span class="Unicode" style="font-family:Code2000,TITUS Cyberbit Basic,Doulos SIL,Chrysanthi Unicode,Arial Unicode MS,Bitstream Cyberbit,Bitstream Vera,Gentium,GentiumAlt,Lucida Sans Unicode;">לִוְיָתָן</span></strong> "contorto; avvolto", <a title="Lingua ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ebraica">lingua ebraica</a> <strong>Livyatan</strong>, <a title="Ebraico tiberiense" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebraico_tiberiense">ebraico tiberiense</a> <strong><span class="Unicode" style="font-family:Code2000,TITUS Cyberbit Basic,Doulos SIL,Chrysanthi Unicode,Arial Unicode MS,Bitstream Cyberbit,Bitstream Vera,Gentium,GentiumAlt,Lucida Sans Unicode;">Liwyāṯān</span></strong>) è il nome di una creatura <a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia">biblica</a>. Si tratta di un terribile <a title="Mostro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mostro">mostro marino</a> dalla leggendaria forza presentato nell'<a title="Antico Testamento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antico_Testamento">Antico Testamento</a>. Tale essere viene considerato come nato dal volere di <a title="Dio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio">Dio</a>.</p>
<p>Le citazioni più importanti le possiamo trovare nei seguenti passi:</p>
<table style="background:transparent none repeat scroll 0 0;width:auto;margin-bottom:0.5em;font-size:95%;color:#000000;text-align:left;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align:top;padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"><span style="font-style:normal;font-size:125%;"><strong>«</strong></span> Ecco là il mare grande, vasto, immenso... e il mostro che Tu hai creato per scherzar con esso. <span style="font-size:125%;"><strong>»</strong></span> (<a class="external text" title="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Salmi+104,25-26&#38;formato_rif=vp" rel="nofollow" href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Salmi+104,25-26&#38;formato_rif=vp">Salmi 104,25-26</a>)</td>
<td style="padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="background:transparent none repeat scroll 0 0;width:auto;margin-bottom:0.5em;font-size:95%;color:#000000;text-align:left;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align:top;padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"><span style="font-style:normal;font-size:125%;"><strong>«</strong></span> In quel giorno, con la spada dura, grande e forte, Il Signore, visiterà Levithan, il serpente tortuoso, e ucciderà il mostro che è nel mare. <span style="font-size:125%;"><strong>»</strong></span> (<a class="external text" title="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Isaia+27,1&#38;formato_rif=vp" rel="nofollow" href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Isaia+27,1&#38;formato_rif=vp">Isaia 27,1</a>)</td>
<td style="padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="background:transparent none repeat scroll 0 0;width:auto;margin-bottom:0.5em;font-size:95%;color:#000000;text-align:left;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align:top;padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"><span style="font-style:normal;font-size:125%;"><strong>«</strong></span> Dio si vanta di aver generato questo mostro marino, simbolo della potenza del Creatore. <span style="font-size:125%;"><strong>»</strong></span> (<a class="external text" title="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Giobbe+40,20-28&#38;formato_rif=vp" rel="nofollow" href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Giobbe+40,20-28&#38;formato_rif=vp">Giobbe 40,20-28</a>)</td>
<td style="padding:0 1.2em;"></td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table id="toc" class="toc" border="0" summary="Indice">
<tbody>
<tr>
<td>
<ul style="display:none;">
<li class="toclevel-1"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Nella_letteratura"><span class="tocnumber">1</span> <span class="toctext">Nella letteratura</span></a></li>
<li class="toclevel-1"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Simbologia"><span class="tocnumber">2</span> <span class="toctext">Simbologia</span></a></li>
<li class="toclevel-1"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Ipotesi_di_identificazione"><span class="tocnumber">3</span> <span class="toctext">Ipotesi di identificazione</span></a></li>
<li class="toclevel-1"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Nella_cultura_popolare"><span class="tocnumber">4</span> <span class="toctext">Nella cultura popolare</span></a>
<ul>
<li class="toclevel-2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Film"><span class="tocnumber">4.1</span> <span class="toctext">Film</span></a></li>
<li class="toclevel-2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Fumetti"><span class="tocnumber">4.2</span> <span class="toctext">Fumetti</span></a></li>
<li class="toclevel-2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Videogiochi"><span class="tocnumber">4.3</span> <span class="toctext">Videogiochi</span></a></li>
<li class="toclevel-2"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano#Altro"><span class="tocnumber">4.4</span> <span class="toctext">Altro</span></a></li>
</ul>
</li>
</ul>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2><span class="mw-headline">Nella letteratura</span></h2>
<p>La figura del mostro portò il <a title="Filosofia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia">filosofo</a> inglese <a title="Thomas Hobbes" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Hobbes">Thomas Hobbes</a> a paragonare la sua forza con il potere assoluto dello <a title="Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato">Stato</a>. Infatti nel suo celebre trattato di filosofia politica <a title="Leviatano (Hobbes)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviatano_%28Hobbes%29">omonimo</a> egli paragona il potere dello Stato alla devastante forza della creatura del mare, necessaria al mantenimento della pace e dell'ordine.</p>
<p><a title="Herman Melville" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Herman_Melville">Herman Melville</a> nel celebre romanzo <a title="Moby Dick" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moby_Dick">Moby Dick</a> (o <em>The Whale</em> - la balena - <a title="1851" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1851">1851</a>) cita più e più volte la figura del Leviatano incarnandola nel <a class="mw-redirect" title="Capodoglio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Capodoglio">capodoglio</a>, animale che secondo lui, per le sue immense proporzioni e la sua spaventosa potenza, più rappresenta questa figura mitologica. In <a title="Lingua ebraica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ebraica">ebraico moderno</a>, la parola <em>Leviatano</em> significa infatti "<a title="Balena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balena">balena</a>".</p>
<p><a id="Simbologia" name="Simbologia"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Simbologia</span></h2>
<p>Dal punto di vista allegorico, il Leviatano rappresenta spesso il <a title="Caos" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caos">caos</a> primordiale, la potenza priva di controllo, benché biblicamente sia più spesso espressione della volontà divina e "simbolo della potenza del Creatore".</p>
<p>Secondo l'esegesi <a title="Rabbino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rabbino">rabbinica</a> il Leviatano aveva una compagna femmina che però non è più. Si dice che nell'era messianica il Lieviatano, animale acquatico, combatterà con il <a title="Behemoth" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Behemoth">Behemoth</a>, animale terrestre, e che quest'ultimo riuscirà sul primo: nel mondo avvenire gli uomini giusti faranno un banchetto con la carne del Leviatano, pesce puro secondo le norme della <a title="Casherut" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Casherut">Casherut</a>.</p>
<p><a id="Ipotesi_di_identificazione" name="Ipotesi_di_identificazione"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Ipotesi di identificazione</span></h2>
<div class="thumb tright">
<div class="thumbinner" style="width:202px;"><a class="image" title="Leviathan" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Leviathan_old.jpg"><img class="thumbimage" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/be/Leviathan_old.jpg/200px-Leviathan_old.jpg" border="0" alt="Leviathan" width="200" height="146" /></a></p>
<div class="thumbcaption">
<div class="magnify"><a class="internal" title="Ingrandisci" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Leviathan_old.jpg"><img src="http://it.wikipedia.org/skins-1.5/common/images/magnify-clip.png" alt="" width="15" height="11" /></a></div>
<p>Leviathan</p>
</div>
</div>
</div>
<p>Alcuni storici delle religioni identificano Leviatano come un prestito derivante dalla religione <a title="Babilonia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babilonia">babilonese</a> e, più in particolare, dalla mostruosa dea <a title="Tiamat" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiamat">Tiāmat</a>, destinata ad essere vinta dagli "dèi nuovi", fra cui <a title="Marduk" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marduk">Marduk</a>.</p>
<p>Alcuni etnologi hanno avanzato l'ipotesi che possa trattarsi del <a class="mw-redirect" title="Coccodrillo del Nilo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coccodrillo_del_Nilo">Coccodrillo del Nilo</a>.</p>
<p>Il libro Giobbe lo descrive con denti spaventevoli e scaglie come di una corazza (Giobbe 41:14-17). Il Coccodrillo oltre ad essere armato di denti smussati, usati per trattenere le prede, è provvisto da una corazza di squame cornee sul dorso che riescono a respingere sassi, frecce e proiettili. Il libro di Giobbe menziona che dalle sue narici esce fumo (Gb 41:20) probabilmente riferito a quando viene sbuffata via acqua. Giobbe lo descrive anche come un animale estremamente forte e senza terrore il "re su tutte le maestose bestie selvagge" (Gb 41:33,34) e il Coccodrillo è uno degli animali più pericolosi d'Africa. Alcuni Coccodrilli del Nilo sono stati avvistati nuotare in mare.</p>
<p>Il rischio di confondere il pesce Leviatano con un coccodrillo o un drago, che è un altro elemento della <a class="mw-redirect" title="Qabbalah" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Qabbalah">Qabbalah</a> ebraica, sembra sia dovuto all'accostamento di questa figura con il <em>serpente primordiale</em>, metafora del serpente che tentò <a title="Adamo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adamo">Adamo</a> ed <a title="Eva (Bibbia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eva_%28Bibbia%29">Eva</a>, accostamento presente anche nel testo dello <a title="Zohar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zohar">Zohar</a>.</p>
<p><a id="Nella_cultura_popolare" name="Nella_cultura_popolare"></a></p>
<h2><span class="mw-headline">Nella cultura popolare</span></h2>
<p><a id="Film" name="Film"></a></p>
<h3><span class="mw-headline">Film</span></h3>
<ul>
<li>Nel film di animazione <em><a title="Atlantis - L'impero perduto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atlantis_-_L%27impero_perduto">Atlantis - L'impero perduto</a></em> viene citato il Leviatano come mostro posto a difesa dell'entrata della citta di <a title="Atlantide" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atlantide">Atlantide</a>.</li>
</ul>
<p><a id="Fumetti" name="Fumetti"></a></p>
<h3><span class="mw-headline">Fumetti</span></h3>
<p>Nel fumetto <em><a title="Gea (fumetto)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gea_%28fumetto%29">Gea</a></em> è un essere dormiente che funge da collegamento fra il nostro mondo e quello dei diavoli, che si risveglia mediante il sacrificio dell'arconte permettendo così il passaggio di un'orda di demoni.</p>
<p><a id="Videogiochi" name="Videogiochi"></a></p>
<h3><span class="mw-headline">Videogiochi</span></h3>
<ul>
<li>Nel videogioco <em><a title="Corruption" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Metroid_Prime_3:_Corruption">Metroid Prime 3: Corruption</a></em> (<a title="Nintendo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nintendo">Nintendo</a>, <a class="new" title="Retro Studios (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Retro_Studios&#38;action=edit&#38;redlink=1">Retro Studios</a>, 2007) il Leviatano è il trasportatore della corruzione del <a class="new" title="Phazon (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Phazon&#38;action=edit&#38;redlink=1">Phazon</a>.</li>
<li>In <em><a title="Age of Mythology" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Age_of_Mythology">Age of Mythology</a></em>, il Leviatano viene presentato come una gigantesca <a title="Balena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balena">balena</a> disponibile nella civiltà egizia.</li>
<li>In <em><a title="Final Fantasy VIII" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_VIII">Final Fantasy VIII</a></em> Leviathan è un GF (<a class="mw-redirect" title="Guardian Force" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guardian_Force">Guardian Force</a>) assimilabile dal <a class="new" title="Supremo Norg (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Supremo_Norg&#38;action=edit&#38;redlink=1">Supremo Norg</a>.</li>
</ul>
<p><img src="http://homepage.mac.com/cheethorne/ff8/images/leviathan.jpg" alt="http://homepage.mac.com/cheethorne/ff8/images/leviathan.jpg" /></p>
<ul>
<li>In <em><a title="Final Fantasy IX" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_IX">Final Fantasy IX</a></em> Leviatano è il nome dell'Eiodolon dell'acqua oceanica.</li>
<li>In <em><a class="mw-redirect" title="Devil May Cry 3" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Devil_May_Cry_3">Devil May Cry 3</a></em>, il Leviatano viene rappresentato come una grande <a title="Balena" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Balena">balena</a> creata nell'antichità dal re dei demoni. Vola sulla cima di una torre denominata Torre dei Demoni o Temen-Ni-Gru, rappresetante la porta tra il mondo dei demoni, l'<a title="Inferno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Inferno">Inferno</a>, e il mondo dei vivi, la <a title="Terra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terra">Terra</a>.</li>
</ul>
<p><a id="Altro" name="Altro"></a></p>
<h3><span class="mw-headline">Altro</span></h3>
<ul>
<li>Nel parco di divertimenti italiano di <a title="Gardaland" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gardaland">Gardaland</a> il leviatano è presente nell'attrazione <em>I Corsari</em>, dove ha la faccia da uomo e il corpo di mostro marino.</li>
</ul>
<p>FONTE: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale">wikipedia.it</a></p>
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</item>
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<title><![CDATA[Una squadra fantastica]]></title>
<link>http://rds4ever.wordpress.com/?p=92</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 20:25:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>rds4ever</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sembrava una sera estiva come molte altre in quel di Messina,Sicilia.Una sera dove si schiattava let]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Sembrava una sera estiva come molte altre in quel di Messina,Sicilia.Una sera dove si schiattava lettaralmente dal caldo,e attendevi un filo di vento come un impiegato aspetta lo stipendio.In una sera così,l'unica cosa da fare era sedersi al bar (sport tipicamente siciliano) e chiaccherare del + o del -,oppure passeggiare ciclicamente sempre intorno alla stessa piazza oppure ancora meglio cercare di intrufolarsi nelle serate organizzate nei lidi.Ma quella sera non era cosa,e soprattutto mancava parecchia voglia.Ci voleva una novità,e pregavo intensamente affinchè qualcosa ci smuovesse.L'occasione(o la novità,chiamatela come vi pare) si materializzò sotto forma di torneo di calcio a 8,nelle mentite spoglie di un'avversario affrontato più volte(e sconfitto anche più volte).All'improvviso non sapevo se essere contento o scappare a fare una passeggiata per evitare il discorso ma qualcosa mi ha trattenuto lì.Avevo un pensiero,o un sogno magari,che mi dava forza,fiducia e coraggio e soprattutto non mi faceva sentire inferiore.</p>
<p>Decidemmo quindi di unire le nostre forze,e iniziò ovviamente la discussione sul nome da dare alla squadra.... CONTINUA</p>
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<title><![CDATA[VERDOULAZ (Valle d'Aosta) - Il castello del porco]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=76</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 13:34:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Su un monte appena sopra questo paese, inconfondibile per la sua forma slanciata, si erge uno dei pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="color:#003366;">Su un monte appena sopra questo paese, inconfondibile per la sua forma slanciata, si erge uno dei più bei castelli di tutta la valle, quello del duca di Verdoulaz, costruito nel 1500 e che è rimasto praticamente intoccato.</span></p>
<p align="justify"><span style="color:#003366;">Il castello è aperto alle visite, ma bisogna fare attenzione a non lasciare le signore da sole in qualche stanza, dal momento che potrebbero essere oggetto delle attenzioni del fantasma di Nicolas III di Verdoulaz, detto le Duc Cochon. Nicolas in vita era un incorreggibile dongiovanni, e pare che anche da morto non abbia perso le vecchie abitudini: per questo se qualche turista donna s'attarda e si stacca dal resto della comitiva, è molto facile che incominci a sentire dei sussurri alle orecchie, risolini, ammiccamenti, proposte più o meno velate; se poi il fantasma è in un giorno di grazia, le donne sentiranno come delle folate di vento a sollevar loro le gonne oppure come delle leggere carezze al posteriore e altrove.</span></p>
<p align="justify"><a title="//www.allposters.com/" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="//www.allposters.com/" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/04/skeleton-hands-babydoll-posters.jpg" alt="//www.allposters.com/" width="194" height="215" /></a></div>
<p align="justify"><span style="color:#003366;">La storia del fantasma è ben nota, e non son poche le turiste di una certa età, generalmente zitelle e di aspetto non gradevole, che si recano appositamente in visita al castello, facendo in modo di restare sole nelle ampie sale; sembra però che il fantasma, che anche da vivo era dotato di buon gusto, accolga queste con risate sguaiate, insulti, forti pernacchie e, nei giorni di grazia, a calci nel sed</span>ere.</p>
<p align="justify">
<p><span style="color:#800000;"><em>immagine tratta da: http://www.allposters.com/ </em></span></p>
<p align="justify">
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<title><![CDATA[Mutolo (Abruzzo) - Il segreto dei cittadini]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 11:23:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mutolo è un piccolo paese sulle pendici del Monte Tacito e conta meno di cinquemila anime.
Leggenda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Mutolo è un piccolo paese sulle pendici del Monte Tacito e conta meno di cinquemila anime.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Leggenda vuole che i mutolesi nascondano un terribile segreto che si tramandano di generazione in generazione da tempo immemorabile e di cui nessuno, a parte gli stessi abitanti del paese, pare sia mai venuto a conoscenza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Nessuno infatti è mai riuscito ad incrinare la riservatezza dei mutolesi, e addirittura nel Medioevo qualche signorotto provò ad estorcere con minacce, torture, violenze di vario genere il segreto, ma senza alcun risultato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">C'è chi ha fatto ipotesi varie sulla natura di questo segreto e a questo proposito c'è chi parla di profezie catastrofiche, di co</span><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">ntatti alieni, di magia nera, di animali fantastici, ma in realtà nessuno pu</span><span style="color:#333399;">ò</span><span style="font-family:Verdana;color:#333399;"> dire di saperne veramente qualcosa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;" align="center"><a title="brutti ceffi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="brutti ceffi" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/ceffi.thumbnail.jpg" alt="brutti ceffi" /></a></div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">Si potrebbe anche pensare che non esista nessun segreto, ma è un fatto che in questo paese è comunissimo vedere piccoli crocchi di tre, quattro persone, di solito in luoghi appartati, che parlano sottovoce fra di loro, guardandosi attorno con aria sospetta, con gesti allusivi e ammiccamenti vari; se qualche estraneo si avvicina ad uno di questi gruppi, il gruppo immediatamente si scioglie salutandosi ad alta voce con aria indifferente e se poi quello domanda di cosa stavano parlando, per tutta risposta avrà un'alzata di spalle e "Ma niente, niente, cose nostre, sciocchezze..." in un tono annoiato che non però ammette repliche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="font-family:Verdana;color:#333399;">A parte questo, gli abitanti di Mutolo sono molto cordiali e il cibo in paese è ottimo.</span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[DEMILLINA (Puglia) – Funghi e visioni]]></title>
<link>http://achedes.wordpress.com/?p=73</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 13:36:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>achedes</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nei boschi selvaggi attorno a Demillina crescono molte varietà di funghi velenosi, anche se raramen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Nei boschi selvaggi attorno a Demillina crescono molte varietà di funghi velenosi, anche se raramente mortali, che gli abitanti dei luoghi limitrofi ricercano con passione per il loro alto potere ipnotico ed allucinogeno.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Sembra che gli effetti di questi funghi siano alquanto singolari, e che proprio per questi effetti non siano riconducibili ad un'altra qualsiasi tipologie di droghe e sostanze allucinogene sia naturali che artificiali finora conosciute.</span></p>
<p align="justify"><a title="funghi.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg"></a></p>
<div style="text-align:center;"><a title="funghi.jpg" href="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg"><img src="http://achedes.wordpress.com/files/2008/03/funghi.jpg" alt="funghi.jpg" width="171" height="148" /></a></div>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Chi ingerisce questi funghi infatti dopo poco tende ad assumere una posizione seduta, sia che si trovi all’aperto che si trovi in luoghi chiusi, e dopo aver trovato una comoda posizione se ne sta immobile c</span><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">on lo sguardo fisso nel vuoto, talvolta con reazioni emotive che possono andare dal pianto ad improvvisi e irrefrenabili scoppi di risa; la persona rimane sotto l’effetto del fungo per un periodo che va da una a due ore e che può -raramente- arrivare in certi casi anche a tre o più ore (ma va detto che in questi casi il drogato sembra ogni tanto esprimere dell'insofferenza: si alza, fa due passi, urina, si accende una sigaretta, si stiracchia ma poi comunque ritorna nella posizione in cui s'era accomodato all'inizio.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">La particolarità di queste allucinazioni consiste nel non essere semplici fantasie mentali, deliri mistici o alterazione delle percezioni della realtà: le testimonianze concordano nel definire queste allucinazioni dei veri e propri film, con una storia complessa e finita che il drogato segue a iniziare dai titoli di testa fino alla rituale parola "fine" o "the end" che conclude il suo viaggio.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Non solo: questi funghi sono di varietà alquanto differenti e alle singole specie corrispondono differenti allucinazioni. Abbiamo così il Fungo Pistola (<em>boletus waynianensis)</em>, che provoca la visione di film western; il Gallinaccio Marziano (<em>cantharellus ufosius)</em>, che provoca la visione di film di fantascienza; la Vescia Crepapelle (<em>licoperdaceus ridarolis)</em>, che provoca la visione di film umoristici, e via dicendo, per tutti i gusti e preferenze: nella chiesa di Demillina ogni domenica il parroco tuona contro i danni che può portare il consumo del Durone Turgido (<em>amanita moaniana</em>) che provoca la visione di film a carattere esplicitamente sessuale anche se il sindaco, noto anticlericale, gli rinfaccia il ripetuto uso della Spugnola della Madonna (<em>elvellacea clericalis</em>) con cui, a detta del suo oppositore, il buon prete si vede film come “Marcellino pane e vino”, “Bernadette”, ecc.</span><span style="color:#000099;"> </span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:12pt;line-height:150%;color:#000099;">Gli abitanti del luogo sono quasi tutti abituali consumatori dei loro funghi ma ne sono anche molto gelosi e cercano di scoraggiare i turisti occasionali dalla loro raccolta ed uso; quindi, anche se siete in vena di trasgressioni e volete proprio provare un’esperienza di questo genere, non fidatevi dei consigli di “esperti” locali: potrebbero indicarvi il pericoloso Neraccio Merdoso (boletus vomitus) in cui vedreste film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia oppure film di Pingitore o altre pellicole tutte comunque dall’alto livello di tossicità; addirittura potreste trovarvi ad ingerire inconsapevolmente la letale Peveraccia Lacrimosa (steccherinus sentimentalis) il cui effetto è prima la visione completa di film con Amedeo Nazzari e poi –inevitabilmente- la morte preceduta da acuti dolori e spasimi. Quindi attenzione, e diffidate.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La leggenda dell'ebreo errante]]></title>
<link>http://paultemplar.wordpress.com/2008/03/26/la-leggenda-dellebreo-errante/</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 09:25:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
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<description><![CDATA[


Gesù sale lentamente,faticosamente,sulla strada che lo porterà al monte Calvario,dove la morte ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong></p>
<div style="text-align:center;"><strong><em><img src="http://www.capurromrc.it/ebreosue/001ebreoerrante.jpg" alt="" width="287" height="443" /></em></strong></div>
<div>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Gesù sale lentamente,faticosamente,sulla strada che lo porterà al monte Calvario,dove la morte per crocifissione lo sta aspettando.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Sulla strada due ali di folla fanno largo all’uomo chino,con sul capo la corona di spine che lo fa sanguinare.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Ad un tratto Gesù ha un cedimento;la strada è ripida,la croce pesante.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;"><span> </span>Un uomo,un ebreo,gli si avvicina, e gli dice con fare arrogante:”Cammina,cammina”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">E Assverus,o Aasvero,o anche Cartaphilos,secondo altre versioni.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Gesù alza lo sguardo e gli dice:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">“Io cammino,ma lo stesso farai tu fino alla fine dei tempi,quando io ritornerò”</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">E l’uomo,da quel momento,iniziò il suo lunghissimo cammino,con addosso solo le sue vesti e la bisaccia con dentro poco denaro,secondo alcuni trenta,la paga di Giuda.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Nasce la leggenda dell’ebreo errante,che si diffonderà soprattutto nei primi secoli dopo la morte del Nazareno,circolando principalmente a Roma,dove i cristiani tendevano,per motivi politici,ad assolvere i romani dall’accusa di aver ucciso il figlio di Dio,a scapito degli odiati ebrei.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Nel 1200 il racconto viene ampliato in uno scritto, il Flores Historiarum", composto nel 1235 da Roger de Wendover,ripreso poi da Mathew Paris nell’Historia Major.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">E’ chiaramente propaganda antisemita,verso un popolo che non ha amici quasi da nessuna parte,in Europa,e soprattutto in un periodo in cui stanno per muoversi le prime crociate per liberare il sepolcro di Gesù dai musulmani,ma anche in un periodo in cui l’odio antisemita si sparge agli angoli dell’Europa,dal Portogallo fino alla lontana Russia.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Una figura metaforica,quindi,che viene di volta in volta accostata alla diaspora seguita alla distruzione del tempio di Gerusalemme sotto l’impero di Tito,o anche come allegoria della malvagità umana.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Eppure,nelle cronache medioevali,come nei due libri citati,la figura sembra quasi esistere realmente;l’ebreo errante viene avvistato nel regno di Napoli,in Armenia,a Forli.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Ogni volta l’uomo racconta la sua triste storia,di quando commise l’errore fatale di schernire Gesù.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">L’uomo citava fatti avvenuti durante la crocifissione con tale dovizia di particolari da rendere particolarmente credibile il suo racconto.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;">Una leggenda che ha percorso tutto il medioevo,rendendo ancora più acuto il sentimento di odio e rancore verso il popolo ebreo,e che partorirà inevitabilmente una serie impressionante di atti di intolleranza verso di loro.</span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><span style="font-family:Verdana;font-size:small;"> <img src="http://files.splinder.com/a6ea530a2ccb3e94c1ec67800719810e.jpeg" alt="" width="189" height="94" /></span></p>
<p class="MsoNormal" align="center"><strong>www.misteriemisteri.splinder.com </strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
</item>

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