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	<title>liberta-dopinione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/liberta-dopinione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "liberta-dopinione"</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 07:11:06 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il Times stronca il ddl antiblog]]></title>
<link>http://cissiboy.wordpress.com/2007/10/25/il-times-stronca-il-ddl-antiblog/</link>
<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 14:07:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>cissiboy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Se le botte che la maggioranza sta ricevendo al Senato da questa mattina appaiono carezze alle paffu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Courier new, Arial"><font face="Arial"><font face="Arial">Se le botte che la maggioranza sta ricevendo al Senato da questa mattina appaiono carezze alle paffute guance di Prodi, forse farà più male al premier l’articolo che Bernhard Warner dedica sul londinese “Times” alla proposta di legge contenuta nel ddl sull’editoria a proposito dell’obbligo di registrazione dei blogger.</p>
<p>Il tema – affrontato poi lucidamente e nel dettaglio – è anche lo spunto per descrivere con graffiante ironia lo stato della politica italiana, a cominciare dal titolo: “Assalto geriatrico ai blogger italiani”.<br />
La premessa infatti è che un paese governato da vecchi non è in grado di comprendere le dinamiche che la modernità impone.</p>
<p>“Per gli standard del G8 – è il folgorante inizio dell’articolo – l’Italia è un paese strano. In poche parole, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da pensionati 70enni”.<br />
“Nella malaugurata ipotesi che l’Italia dovesse dichiarare guerra – prosegue Warner – le decisioni sarebbero prese da un capo di stato che aveva quasi 20 anni quando la Germania si arrese al termine della Seconda Guerra Mondiale”.<br />
Secondo il giornalista, l’incapacità di adattarsi al mondo moderno dei nostri governanti è tutta qui. “Sarebbe così anche nel vostro paese se i nonni fossero al commando”</p>
<p>Segue una dettagliata spiegazione della proposta di legge che costringerebbe “anche un innocuo blog sulla squadra di calcio preferita a registrarsi presso lo Stato”, anche se non è un sito internet commerciale.<br />
Nell’ultima stesura, modificata dopo le prime proteste, sarebbe addirittura il ministero delle comunicazioni a decidere chi e perché deve registrarsi.</p>
<p>Al di fuori dall’Italia, spiega, il progetto ha generato risatine maliziose che nella migliore delle ipotesi l’hanno definito semplicemente “legge anti-blogger”. Ma nel loro tono non c’è allarme, proprio perché chi conosce l’argomento sa che il problema può essere facilmente aggirato da utenti anche poco esperti, mascherando il proprio IP o trovando ospitalità su server stranieri.<br />
E non solo. Siamo in Italia, ricorda Warner. Il paese dove idraulici e capitani d’industria sono “evasori fiscali seriali”. “Non preoccuparti amico (in italiano nel testo), goditi il Sole, il vino rosso e le tagliatelle”.</p>
<p>Scherzi a parte, il giornalista inglese (che ci paragona allo Zimbabwe e a Pechino) nota come il problema abbia due risvolti preoccupanti. Per cominciare, il disegno sembra mirato a chiudere la bocca a voci dissenzienti e di successo come quella di Beppe Grillo, che non a caso è certo che la norma stessa sia stata scritta apporta per lui. Ma questo non è il dato più importante per Warner. Il maggior problema è economico. Il primo impatto della legge sarebbe quello di trasformare tutti i blogger italiani in potenziali fuorilegge. E a rimetterci sarebbe tutta l’industria web del belpaese, già molto più debole rispetto al resto dei paesi sviluppati.</p>
<p>Come potrebbe vendere in Italia i suoi prodotti una società che produce software per la pubblicazione di blog, o un social network? Non solo verrebbero allontanati posti di lavoro altamente qualificati, ma ci sarebbe un effetto drammatico su qualunque forma di libera espressione, arte ed anche educazione.</p>
<p>Su questo punto specifico Warner può parlare per esperienza personale. Lavora infatti a Roma, dove tiene un corso di introduzione al giornalismo presso la sede nella Capitale della John Cabot University. I suoi studenti coprono la città e i problemi universitari attraverso un blog chiamato The Matthew Online. Se la legge dovesse passare, non potrebbero semplicemente passare ad un server estero. Sarebbero tra i pochi ad essere costretti a sottostare a questa “folle norma”.</p>
<p>“Ogni semestre – scrive – dovrei portare i miei studenti al Ministero delle Comunicazioni in un incubo burocratico che di sicuro sarebbe completato in mesi e trasformerebbe quelli che oggi sono giovani giornalisti idealisti in qualcosa di più remunerativo, magari sostenitori della lobby per le armi da fuoco”.<br />
E conclude: “E quindi mi appello a Paolo Gentiloni (un ex giornalista) e a Ricardo Franco Levi, che ha concepito questa assurda legge. Ridurre al silenzio la gioventù del vostro paese è davvero la migliore soluzione per affrontare alcune ruote cigolanti (leggi Grillo)?...</p>
<p>Dagospia 25 Ottobre 2007</font></font></font></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tu blogghi e io ti tasso: libera rete in libero stato?]]></title>
<link>http://uniferpi.wordpress.com/2007/10/19/tu-blogghi-e-io-ti-tasso-libera-rete-in-libero-stato/</link>
<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 12:33:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcobardus</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Shut Up.

Sconcerto, incredulità, perplessità, stupore. Ecco le reazioni di fronte alla notizia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://flickr.com/photos/linnybinnypix/558449351/" title="photo sharing"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1379/558449351_0f73742d06_m.jpg" alt="Shut Up." style="border:0;" /></a><br />
<br />
<span style="font-size:0.9em;margin-top:0;"><a href="http://flickr.com/photos/linnybinnypix/558449351/">Shut Up.</a><br />
</span><br />
Sconcerto, incredulità, perplessità, stupore. Ecco le reazioni di fronte alla notizia di un disegno di legge che "lascia intravedere l'obbligo di iscrizione<br />
al registro per chi ha attività editoriali, forse anche per chi ha un blog o un sito". Un disegno contro la rete e contro la libertà d'opinione. Non sono solo i o a pensarla così. Leggo prima su <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327">Punto Informatico</a>, poi, sempre più allibito, ricerco la notizia su <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html">Repubblica.it</a> e infine attraverso l'aggregatore RSS leggo il post del giorno sul blog di <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html">Beppe Grillo</a>.<br />
<!--more--><br />
Come <a href="http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr.html">si legge</a> sul blog di Beppe Grillo,</p>
<blockquote><p>la legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.<br />
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.<br />
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.</p></blockquote>
<p>"Se passa questa legge sarà la fine della Rete in Italia", secondo Grillo. A mio parere, non esagera. Affatto. E' preoccupante tutto ciò ed è curioso che sia stato proposto un disegno di legge di questa natura, dopo il V-day, dopo le polemiche e le minacce a <a href="http://mastellatiodio.blogspot.com/">blog</a> "<a href="http://dementemastella.blogspot.com/">dissidenti</a>" da parte di <a href="http://clementemastella.blogspot.com/">insigni ministri</a>. </p>
<p>Che ne sarà di tutti i blog e i siti di chi vuole dire la sua? E della micro-editoria?</p>
<p>Forse, come conclude Grillo, è davvero il caso di correre ai ripari, magari trasferendoci in massa sui server di qualche paese più democratico...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo strascico polemico del Vaticano sulla manifestazione del 1° maggio]]></title>
<link>http://bloguepol.wordpress.com/2007/05/02/lo-strascico-polemico-del-vaticano-sulla-manifestazione-del-1%c2%b0-maggio/</link>
<pubDate>Wed, 02 May 2007 15:28:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fab-Blogue Pol</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora non riesco a fare il paio tra l&#8217; intervento del conduttore Andrea Rivera e le accuse a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">Ancora non riesco a fare il paio tra l' intervento del conduttore Andrea Rivera e le accuse a lui rivolte dall’ <em>Osservatore</em> <em>Romano</em> di “terrorismo”. Non mi capacito della diversità di approccio, ma mi rendo conto da chi davvero provengano le parole fuori luogo, gli accostamenti arditi, impossibili ed offensivi</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">.</span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Il Vaticano si offende. Al punto da definire "terrorismo" le parole del conduttore del concertone del primo maggio a Piazza San Giovanni a Roma. <strong><span style="font-family:Verdana;">L'</span><span style="font-family:Verdana;"><em>Osservatore Romano</em></span></strong><strong><span style="font-family:Verdana;"> commenta esattamente con un "</span></strong><em><strong><span style="font-family:Verdana;">anche questo è terrorismo</span></strong></em><strong><span style="font-family:Verdana;">".</span></strong> Per la seconda volta utilizza questo termine inappropriato.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Il "terrorismo" di Rivera è ironia, sarcasmo e critica che pur potendo essere considerata forte non può essere equiparata ad un linguaggio che </span><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">usa “terrorismo” senza averne evidentemente una coscienza pratica</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">. L’artista si è espresso sull’evoluzionismo dicendo: "<em><span style="font-family:Verdana;">Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta</span></em>". E’ chiaro che non abbia voluto fare un discorso profondo sull’evoluzionismo con queste parole, non sarebbe stato il caso di far discorsi di alto profilo accademico in quell’ambito.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;"><strong><font color="#993300">S</font><font color="#993300">i </font>è trattato di opinioni. Va rispettata la libertà di espressione e d’opinione.</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;"></span></strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Il conduttore ha poi aggiunto: "<em><span style="font-family:Verdana;">Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet e Franco</span></em> "(celebri dittatori). Anche questa è un’opinione personale, ma non può di certo essere tacciata di “terrorismo”, che è da cosa ben diversa da ogni altra frase pronunciata dal conduttore.</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Invece <em>l' <span style="font-family:Verdana;">Osservatore Romano </span></em>di oggi : "<strong><em><span style="font-family:Verdana;">E' terrorismo lanciare attacchi alla</span></em></strong><em><span style="font-family:Verdana;"> </span></em><strong><em><span style="font-family:Verdana;">Chiesa</span></em></strong><strong><span style="font-family:Verdana;">.<em> E' terrorismo alimentare furori ciechi</em></span></strong><em><span style="font-family:Verdana;"> e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo". </span></em></span><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">Davvero la Chiesa Cattolica parla sempre in nome dell’amore? E di quale amore parla? Esistono varie forme di amore, non solo quello maggioritario. L’amore per l’uomo dovrebbe rispettare le sue scelte personali, sessuali e di vita. </span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">A preoccupare l'<em>Osservatore</em> non sono tanto la "<em><span style="font-family:Verdana;">sconcertante superficialità</span></em>" e gli "<em><span style="font-family:Verdana;">argomenti</span></em> <em><span style="font-family:Verdana;">risibili </span></em>", ma la "<em><span style="font-family:Verdana;">pericolosità" di attacchi mossi da un palco così illuminato dai riflettori dei</span></em> <em><span style="font-family:Verdana;">media</span></em>. Ma </span><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">la pericolosità</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> (che già di per sé indica una non chiara concezione della differenza tra ciò che è verbalmente pericoloso) </span><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">sta nel diffondere ai media</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;"> <strong><span style="font-family:Verdana;">dichiarazioni fuorvianti ed accostamenti verbali spropositati</span></strong></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> </span><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">sui quali la Chiesa sta insistendo</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">, (coppie di fatto/pedofilia docet) anche nell’esprimere la sua critica come in quest’ultima occasione. <strong><span style="font-family:Verdana;">La superficialità sta nel rispondere alle opinioni diverse con termini come “terrorismo”e “furori ciechi”.</span></strong> Dove sta l’argomentare intelligente? Bisognerebbe analizzare le frasi esatte dei vertici ecclesiastici, che dovrebbero essere perlomeno capaci di argomentare le proprie ragioni in maniera "distinta" da un artista. </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Altra voce distorta è stata quella dei </span><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">sindacati</span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">, critici verso Rivera ma </span><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">autori di una clamorosa autorete</span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">. Per Raffaele Bonanni della Cisl, "<em><span style="font-family:Verdana;">il concerto del primo maggio non è il luogo adatto per fare politica</span></em>". Ma </span><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">non venga a dire che gli interventi dei leaders sindacali non abbiano </span></strong><strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">contenuti politici</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#990000;font-family:Verdana;">, <strong><span style="font-family:Verdana;">non è mai stato così</span></strong></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">. Forse vuol essere l'unico abilitato a farlo per il suo ruolo? (E con lui gli altri leaders sindacali) </span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">Ad ogni modo, raggiunto nel backstage subito dopo la sua esibizione, Rivera ha dichiarato che gli erano giunte voci che qualcuno si era risentito per le sue dichiarazioni: "<em><strong><span style="font-family:Verdana;">Non trovo giusto che qualcuno mandi i proiettili a Bagnasco, ma la Chiesa in cui mi riconosco è quella di San</span></strong></em><strong><span style="font-family:Verdana;"> </span></strong><em><strong><span style="font-family:Verdana;">Francesco</span></strong></em>" ed in seguito ha chiarito sul suo sito e da cattolico il contenuto delle espressioni pronunciate sul p</span><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;">alco:</span></p>
<p><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Verdana;"></span><strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Arial;">"</span></strong><em><strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Arial;">Io credo nei preti che combattono il degrado nelle periferie, nei preti antimafia, nei missionari che rischiano la vita per renderla migliore agli altri ma credo anche nella libertà di coscienza che un uomo di fede deve mantenere all'interno della Chiesa stessa. La mia satira vuol invitare a riflettere e non certo a creare un clima di odio e istigazione inutile. Se alcune battute sono state ritenute fuori luogo anche anche l'articolo 21 (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed altri mezzi di diffusione) è da ritenersi fuori luogo nella nostra Costituzione</span></strong></em><strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Arial;">".</span></strong><span style="font-size:10pt;color:#222222;font-family:Arial;"></span><span style="font-size:1pt;color:#222222;font-family:Verdana;"> </span><span style="font-family:Verdana;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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