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	<title>libri-digitali &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/libri-digitali/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "libri-digitali"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:01:42 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Quando la libertà è legge, metodo e cultura]]></title>
<link>http://owblog.wordpress.com/?p=2195</link>
<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 14:03:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Jack</dc:creator>
<guid>http://owblog.it.wordpress.com/2008/10/05/quando-la-liberta-e-legge-metodo-e-cultura/</guid>
<description><![CDATA[Lawrence Lessig, per chi non lo conoscesse, è il papà delle Creative Commons: quelle licenze che r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Lessig" target="_blank">Lawrence <span class="highlighted0">Lessig</span></a>, per chi non lo conoscesse, è il papà delle <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">Creative Commons</a>: quelle licenze che regolano il diritto d'autore prevaricando la distribuzione limitata coperta da vari sotterfugi - tipo il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" target="_blank">Digital Right Management</a> o il Copyright - e la rende praticamente disponibile e, spesso, modificabile da terzi. Lessig è professore a Stanford e membro attivo della <a href="http://www.eff.org/" target="_blank">Electronic Frontier Foundation</a> e del <span class="new"><a href="http://www.softwarefreedom.org/" target="_blank">Software Freedom Law Center</a>, entrambi organi che operano nella distribuzione e nell'informazione nel campo del software libero.</span></p>
<p><!--more--></p>
[caption id="" align="alignright" width="200" caption="Lawrence Lessig"]<a class="image" title="Lessig forehead.jpg" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/26/Lessig_forehead.jpg"><img style="border:0 none;" title="Lawrence Lessig" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/26/Lessig_forehead.jpg/200px-Lessig_forehead.jpg" border="0" alt="" width="200" height="130" /></a>[/caption]
<p><span class="new"><strong>Il codice è legge</strong>. Lessig è anche scrittore, e si batte da sempre per il diritto ad avere una cultura assolutamente libera anche - ma soprattutto - su internet. </span>Suo il termine ormai famosissimo "Code is Law", dove indica due strade da percorrere: quella tecnologica e quella giuridica. Parlando per quella tecnologica, il "codice informatico" è un insieme di dati e testo (chiamato, appunto, codice) che permettono di creare un software per computer; in giurisprudenza invece, il termine "codice" indica una fonte del diritto <span style="text-decoration:line-through;">il testo che permette di risalire alle fonti di una legge</span>. In entrambi i casi nel suo libro <em><span class="new"><a href="http://www.ibs.it/book/9780465039142/lessig--lawrence/code:-and-other.html" target="_blank">Code and Other Laws of Cyberspace</a>, </span></em>Lessig dice chiaramente che il codice può diventare uno strumento di controllo sociale, da qui il termine "Code is Law".</p>
<p><strong>Metodo Lessig</strong>. Pluripremiato da associazioni e organizzazioni che si battono a favore del libero scambio senza restrizioni, Lessig è particolarmente  noto anche per il suo modo di concepire le presentazioni in pubblico. Questo stile, caratterizzato soprattutto da frasi molto brevi e addirittura da sole immagini, è stato definito dal fotoreporter canadese <span class="new">James MacLennan</span> il "<a href="http://www.presentationzen.com/presentationzen/2005/10/the_lessig_meth.html" target="_blank">metodo Lessig</a>".</p>
<p><span class="new"><strong>Cultura libera</strong>. Fermo restando di queste idee, nel 2002 fonda la <a href="http://www.freeculture.org" target="_blank">Free Culture</a></span> (tradotta in Cultura libera)<span class="new">, organizzazione contro </span>i brevetti software, che considera una minaccia in ascesa sia all'innovazione che al software libero/open source. Nel 2004 il concetto Free Culture diventa un libro divenuto ben presto bestseller in America. Per non smentirsi mai, Lessig pubblicò Free Culture sotto licenza CC, pertanto esiste sia la copia <a href="http://us.penguingroup.com/nf/Book/BookDisplay/0,,9780786547999,00.html?Free_Culture_Lawrence_Lessig" target="_blank">cartacea</a> (anche in <a href="http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2250-X/scheda" target="_blank">italiano</a>) a pagamento, che quella in <a href="http://www.free-culture.cc/freeculture.pdf" target="_blank">digitale</a> (anche qui presente in <a href="http://www.copyleft-italia.it/pubblicazioni/Lessig-CulturaLibera.pdf" target="_blank">italiano</a>) gratuita: tutte e due le versione sotto licenza generica <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/1.0/" target="_blank">CC by-nc 1.0</a>.</p>
<p>Tutto 'sto gran preambolo era solamente per dire che <a href="http://www.amazon.com" target="_blank">Amazon</a>, la più grande libreria (e non solo) online esistente, sta <a href="http://www.amazon.com/Free-Culture/dp/B000OCXHM2/ref=kinw_dp_ke?ie=UTF8&#38;qid=1221255982&#38;sr=8-1" target="_blank">commercializzando</a> il libro "Free Culture" in formato digitale da leggere negli <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000FI73MA/ref=dp_kinw_strp_0/002-1092169-0284811" target="_blank">e-book Kindle</a>. Tutto bene sarebbe da pensare, peccato sia venduto con i lucchetti digitali DRM e  si fanno beffe del titolo inglese del libro <em>“Free Culture. </em><em>How Big Media Uses Technology and the Law to Lock Down Culture and Control Creativity</em>" e di quello in italiano (mai letterale chiaramente) <em>"Cultura Libera. Un equilibrio fra anarchia e controllo, contro l'estremismo della proprietà intellettuale"</em>. La cultura non è poi così libera quando ci sono di mezzo gli affari.</p>
<p>Articolo pubblicato originariamente su <a href="http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&#38;id_article=1131" target="_blank">AgoraVox</a></p>
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]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nullus amicus magis liber quam liber]]></title>
<link>http://faraona.wordpress.com/?p=247</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 11:54:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>faraona</dc:creator>
<guid>http://faraona.it.wordpress.com/2008/09/27/nullus-amicus-magis-liber-quam-liber/</guid>
<description><![CDATA[
Un appello al mondo della cultura da parte dell&#8217;associazione Liber Liber per il Progetto Manu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-248" title="liberliber" src="http://faraona.wordpress.com/files/2008/09/liberliber.gif" alt="" width="145" height="122" /><br />
Un <a href="http://www.liberliber.it/progetti/manuzio/appello.htm" target="blank">appello al mondo della cultura</a> da parte dell'associazione Liber Liber per il Progetto Manunzio.</p>
<blockquote><p>"Attorno al progetto Manuzio, e col fine principale di promuoverne e sostenerne lo sviluppo, è nata l'associazione culturale senza fini di lucro Liber Liber, dalla quale proviene questo appello.</p>
<p>Quello che chiediamo al mondo della cultura è innanzitutto di comprendere l'iniziativa, la sua importanza, le sue potenzialità. Già adesso, attraverso il progetto Manuzio, i dipartimenti di italianistica di numerose università possono disporre in maniera immediata e gratuita di testi essenziali per il loro lavoro didattico. Lo stesso vale per molti nostri connazionali residenti all'estero, che hanno a volte scarsissime possibilità di procurarsi testi in italiano, o per persone che iniziano, anche privatamente, lo studio della nostra lingua. E questi non sono che alcuni fra i casi possibili.</p>
<p>Chiediamo poi, a chi può, di aiutarci. Naturalmente ci sono le tradizionali forme di aiuto 'materiale' - ad esempio una donazione a favore Liber Liber. Ma un aiuto altrettanto prezioso è quello di chi può fornire dei testi. Ecco perché rivolgiamo un appello particolare agli autori (nel caso di testi ancora soggetti a diritti) e alle case editrici.<br />
[...]<br />
Siamo consci del fatto che le edizioni di opere 'classiche', non più soggette a diritto d'autore, costituiscono una fonte di reddito preziosa e insostituibile per moltissime case editrici, e che l'idea di una diffusione totalmente libera di questi testi possa essere considerata come una sorta di pericolosa 'concorrenza sleale'. Ma siamo sinceramente convinti che si tratti di una valutazione miope, sbagliata. Nella maggior parte dei casi, il testo elettronico non sostituisce e non può sostituire il libro - e spesso può trasformarsi in un incentivo all'acquisto del libro."</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[supersalute e gli e-book]]></title>
<link>http://supersalute.wordpress.com/?p=100</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 03:14:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>supersalute</dc:creator>
<guid>http://supersalute.it.wordpress.com/2008/04/08/supersalute-e-gli-e-book/</guid>
<description><![CDATA[I nostri visitatori più attenti hanno notato che nell&#8217;area shopping di supersalute.com è nat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri visitatori più attenti hanno notato che nell'<strong>area shopping</strong> di supersalute.com è nata una nuova sezione: <strong><a title="ebook reader, acquista online i dispositivi per la lettura di libri digitali" href="http://www.supersalute.com/shop/cat077.php?n=1" target="_blank">e-book reader</a></strong>. Per rispondere alle curiosità e anticipare gli eventi, accenno brevemente i motivi che hanno spinto supersalute.com a interessarsi ai <strong>dispositivi per la lettura di libri digitali</strong>.</p>
<p>La maggior parte dei concetti è ben spiegata nell'articolo <a title="articolo di approfondimento sui lettori di e-book" href="http://oltreweb.wordpress.com/2008/04/04/e-book-nuove-frontiere-dellinchiostro-digitale/" target="_blank">E-book, nuove frontiere dell'inchiostro digitale</a>. In estrema sintesi, supersalute.com si interessa al mondo dei dispositivi per leggere i libri digitali perché io ritengo vitale, per la propagazione della cultura, la diffusione dei contenuti tramite gli e-book. La possibilità di diffondere la cultura a costi più contenuti (oppure - perché no? - gratuitamente) ha portato noi di supersalute.com a chiederci come fosse possibile soddisfare la sete di conoscenza dell'universo di persone che gira intorno al nostro sito senza costringere tutti (a partire da noi) a dover partecipare a un gioco economicamente insostenibile.</p>
<p>L'editoria tradizionale richiede infatti costi di produzione e di distribuzione che spesso le piccole realtà non sono in gradi di affrontare. Esiste un pubblico parcellizzato di lettori attenti e desiderosi di approfondimenti specifici e un gruppo di potenziali autori in grado di soddisfare le loro esigenze. Ma l'editore, che è il tramite in grado di mettere in contatto questi piccoli gruppi di lettori con il loro autore, non si mette certamente in movimento per vendere 200 copie di un libretto su un tema estremamente specialistico per una minuscola nicchia di interessati.</p>
<p>Il libro digitale invece offre l'opportunità di soddisfare le nicchie nel modo più diretto possibile, con strumenti e modalità di marketing che l'editoria tradizionale non è in grado di adottare.</p>
<p>Descrivo brevemente una situazione ideale che mi piacerebbe verder concretizzata nell'immediato futuro: un gruppo di appassionati di un tema specifico scrive a supersalute.com dicendo, per esempio: "ci piacerebbe poter trovare un libro che approfondisca il tema dell'insonnia e dei rimedi naturali per combatterla, con un accento particolare sulla melatonina." <strong>supersalute.com</strong> estenderà la richiesta a tutti i suoi interlocutori (gli utenti registrati al sito, i lettori del blog ecc.), chiedendo: vi interessa questo argomento?</p>
<p>A seguito del sondaggio, supersalute.com metterà questa richiesta a disposizione degli esperti che avranno manifestato il loro desiderio di mettersi in gioco collaborando con <strong>supersalute.com</strong>. Qualcuno di loro aderirà al progetto e qualche mese più tardi i clienti del sito avranno a disposizione un libro costruito sulla loro richiesta. Il libro verrà venduto a un piccolo gruppo di persone interessate. A un prezzo contenuto.</p>
<p>Visto che i costi di produzione e distribuzione sono più bassi, è da contemplare anche la possibilità che, pur vendendo un numero molto inferiore di copie, l'autore guadagni cifre comunque interessanti dalla vendita, perché la percentuale su ogni ebook sarà superiore.</p>
<p>Ci sarà quindi una comunità di lettori soddisfatta e una comunità di esperti altrettanto soddisfatta, in grado di produrre contenuti non solo seguendo la propria linea di ricerca ma anche assecondando richieste in grado di stimolare creatività, approfondimento  e studio.</p>
<p>Come tramite ci sarà un editore dalle attività limitate alla fase di produzione e di impaginazione per i dispositivi mobili. Il costo di produzione potrà essere sostenuto anche da piccole realtà perché tutto il resto (stampa, logistica, distribuzione) non ci sarà più. Quindi i libri potranno costare di meno sia in fase di produzione sia in fase di vendita.</p>
<p><strong>supersalute.com</strong> partecipa quindi già da adesso a questo principio di rivoluzione culturale, partendo dall'inizio, ovvero supportando la diffusione degli strumenti per leggere i libri digitali.</p>
<p>E' proprio per questo che <strong>venerdì 11 aprile, alle 18.30</strong>, io e Antonio Tombolini presenteremo <strong>a Perugia</strong> l'incontro <a title="e-book reader, presentazione a Perugia" href="http://myperugia.wordpress.com/2008/04/03/nuove-frontiere-dellinchistro-digitale/" target="_blank">NUOVE FRONTIERE DELL'INCHIOSTRO DIGITALE</a>, di cui si parla in <a title="Presentazione degli e-book reader a Perugia." href="http://myperugia.wordpress.com/2008/04/03/nuove-frontiere-dellinchistro-digitale/" target="_blank">questo post</a>.</p>
<p>Chi è interessato a conoscere i dettagli del nostro approccio può venirci a trovare a partire dalle ore 17 di venerdì, quando io e Antonio Tombolini saremo a disposizione dei curiosi per piccole dimostrazioni del funzionamento dei dispositivi di lettura.</p>
<p>Per ulteriori informazioni, contatti e dettagli ecco il <a title="Comunicato Stampa NUOVE FRONTIERE DELL'INCHIOSTRO DIGITALE" href="http://www.supersalute.com/press/cs_ebook_01.pdf" target="_blank">comunicato stampa</a>.</p>
<p>Marco di <a title="integratori" href="http://www.supersalute.com" target="_blank">supersalute.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[e-book, nuove frontiere dell'inchiostro digitale]]></title>
<link>http://oltreweb.wordpress.com/?p=30</link>
<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 23:49:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>supersalute</dc:creator>
<guid>http://oltreweb.it.wordpress.com/2008/04/04/e-book-nuove-frontiere-dellinchiostro-digitale/</guid>
<description><![CDATA[Perché uno smanettone ex-sistemista convertito al mondo della salute e del benessere dovrebbe inter]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Perché uno smanettone ex-sistemista convertito al mondo della salute e del benessere dovrebbe interessarsi ai libri digitali? Il lato geek della questione è chiaro: come sbavo alle recensioni dei nuovi palmari, così mi entusiasmo per le <a href="http://myperugia.wordpress.com/2008/04/03/nuove-frontiere-dellinchistro-digitale/" title="Venerdì 11 aprile 2008, Caffè di Perugia (via Mazzini 10, Perugia), ore 18.30">nuove frontiere dell'inchiostro digitale</a> (è proprio il titolo dell'incontro che ho organizzato a <span style="font-weight:bold;">Perugia l'11 aprile 2008</span>. <a href="http://myperugia.wordpress.com/2008/04/03/nuove-frontiere-dellinchistro-digitale/" title="Post dedicato alla presentazione degli ebook reader iLiad e Cybook">Clicca qui</a> per sapere tutto).</p>
<p>Ma l'attrazione per gli <span style="font-weight:bold;">e-book reader</span> va ben oltre la passione sfrenata per la tecnologia e per l'ultimo gadget. Qui si entra nell'ambito di questioni più alte che coinvolgono le modalità di diffusione della conoscenza e di propagazione del sapere. Una società <b>che sa di più</b> è in grado di effettuare scelte migliori.</p>
<p>Per capire meglio la portata di quello che si può definire un piccolo terremoto culturale, possiamo portare un esempio relativo a un settore affine, quello della musica. L'avvento di lettori di musica digitale con caratteristiche innovative, facili da utilizzare e venduti a costi ragionevoli, ha portato a una vera e propria rivoluzione nelle modalità di fruizione della musica.</p>
<p>Benché il CD non sia morto (non ancora) milioni di persone hanno comprato un iPod e hanno cambiato completamente il loro modo di ascoltare la musica.</p>
<p>Grazie all'iPod sono successe diverse cose, compresa quella di poter ascoltare musica che non si sarebbe mai acquistata. O di ascoltare musica in momenti in cui non la si sarebbe ascoltata. Ed è successo anche che gruppi musicali che non avevano accesso al mercato discografico sono finalmente riusciti a ritagliarsi una fetta di ascoltatori entusiasti.</p>
<p>I dispositivi di lettura digitali adesso hanno l'opportunità di salvare il mondo dell'editoria, l'ambiente e la nostra società dall'appiattimento culturale.</p>
<p>Ce lo dicono da anni: l'editoria è in crisi. Ma salvarla richiede un intervento drastico.</p>
<p>Il libro è un oggetto che persiste nella sua forma primordiale da secoli. La storia della musica <b>ascoltata grazie a un supporto</b> è storia recente e ha subìto nel suo breve periodo di vita una lunga serie di mutazioni (per cui siamo già abituati a "sopportare" i cambi di formato e la perdita della possibilità di ascoltare i formati perduti - si pensi soltanto al 78 giri: chi può sentirlo più? Solo qualche appassionato collezionista di cimeli).</p>
<p>La storia del libro invece lo vede sostanzialmente immutato e, per molti di noi, immutabile. La sola idea di profanare il rapporto materico tra la scrittura e le pagine stampate a molti di noi sembra un'ipotesi quasi blasfema.</p>
<p>Eppure che cosa succederebbe, in case sempre più piccole, in città sempre più caotiche, con oggetti - libri compresi - sempre più costosi... che cosa succederebbe se, grazie a un dispositivo come un e-book reader di ultima generazione, potessimo conservare gran parte delle letture che ci stanno a cuore in pochi centimetri di spazio? Se potessimo leggerle con la stessa qualità visiva di una stampa tipografica? Se fossimo in grado di portarci dietro decine di volumi senza doverli scegliere, organizzare, trasportare, grazie a un solo apparecchio dal peso di pochi grammi?</p>
<p>Non pensiamo soltanto alla lettura di piacere (ma che bello partire per le vacanze senza il cruccio di dover rinunciare a qualche libro che probabilmente, in un pomeriggio fresco e sereno, sarebbe in grado di spalancarci mondi meravigliosi). Pensiamo anche alle letture che ci servono per lavoro o per studio, alle riviste scientifiche inarrivabili perché pubblicate in altri stati, ai documenti che dobbiamo leggere per prepararci a un esame o a un incontro di lavoro... Potremmo mai portarci sempre dietro tutte quelle relazioni in PDF per poterle leggere in un momento di pausa, per esempio sulla metropolitana o in autobus? Possiamo pensare, noi smanettoni, di avere sempre dietro il nostro computer portatile (per carità, sempre più leggero, capiente e potente, ma pursempre un aggeggio poco ergonomico per la lettura in movimento)?</p>
<p>L'e-book reader ci consente di trasportare in poco spazio tantissime pubblicazioni. Ci permette di leggerle in modo semplice e con una qualità di lettura paragonabile a un testo stampato su di una buona carta riciclata. Ci offre l'opportunità di leggere in situazioni inaspettate. Non consuma le batterie come palmari o portatili, consentendo anche 24 ore di lettura continuativa senza la necessità di essere ricaricato.</p>
<p>Dal punto di vista dell'editoria, inoltre, consente un altro genere di sviluppo. Autori che non trovano sbocco nel mondo editoriale, sempre più legato al marketing e sempre meno alle finalità culturali, avrebbero l'opportunità di autoprodursi con costi accettabili, consentendo al mondo culturale di arricchirsi e di sviluppare le proprie potenzialità. E autori che, pur di sopravvivere (editorialmente parlando) assecondano le limitazioni o le richieste dell'editore, potrebbero permettersi ambiti di piena autonomia in un mercato parallelo, di nicchia ma dalle potenzialità inesplorate.</p>
<p>Penso alla tendenza del web di oggi, che ha messo in evidenza il valore delle nicchie, dei piccoli gruppi di persone fortemente motivate, contrapposti al mercato di massa che i mezzi di comunicazione di massa e i prodotti di massa cercano di omogeneizzare con messaggi e prodotti medi (o mediocri) che possano andare bene per tutti. A discapito di qualità e a detrimento di ogni sostanza culturale.</p>
<p>L'e-book ha le carte in regola per fare il suo onesto lavoro di salvatore della cultura universale. Il costo degli apparecchi è destinato a scendere in poco tempo. Le modalità di vendita sono destinate a cambiare (immagino un'evoluzione paragonabile a quello che adesso è uno dei modi di vendere il telefono cellulare: non compri un telefono ma un abbonamento a un servizio che include il comodato d'uso dell'apparecchio). I contenuti potranno soddisfare le curiosità di piccoli gruppi fortemente interessati ad argomenti molto specifici (esperti di marketing, lo sapete anche voi che questo è un valore). Lungi dall'auspicare una società del "tutto gratis per tutti," sarà certamente possibile pensare che una grande fetta dei contenuti al di fuori del diritto d'autore (ma anche quelli pubblicati nella modalità <a href="http://www.creativecommons.it/" target="_blank">creative commons</a> secondo il concetto del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft" title="copyleft, la definizione di Wikipedia" target="_blank">copyleft</a> - guardate che ci sono fiorfiore di <a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/libri.html" title="Tutti i libri di WuMing sono scaricabili dal loro sito" target="_blank">romanzi</a> liberamente scaricabili!) sarà disponibile gratuitamente.</p>
<p>Capiterà così una cosa fenomenale: si leggerà di più. Si leggeranno cose migliori. Si potranno leggere documenti ai quali sarebbe stato altrimenti difficile accedere (perolomeno comodamente). Il livello culturale della nostra società crescerà.</p>
<p>Come per la musica, il mercato tradizionale non morirà. Dopo aver letto un libro digitale che ci piace da morire, ne compreremo una copia cartacea da regalare a un amico che non ha il reader (o la compreremo per noi stessi, così come accade a volte per i CD - prima scopro un musicista scaricandolo dal web e poi corro a comprare, digitali o meno, tutti i suoi lavori).</p>
<p>Le librerie non chiuderanno. Come non hanno chiuso i fotografi o i negozi di dischi. Ma si adegueranno. Immagino distributori di ebook nelle nostre librerie del cuore, dove arrivare con il dispositivo in mano (o con una scheda o senza nulla, che la scheda ce la daranno loro) e scaricare per pochi euro blocchi di libri - per genere, per autore, per parola nel titolo, per argomento trattato... "Mi scarichi sul mio <b>iLiad</b> tutti i libri che parlando di web 2.0, grazie."</p>
<p>Se mi sono appassionato a questo argomento tanto da inserirlo tra le mie attività di business è perché credo che diffondere i dispositivi per la lettura digitale servirà a diffondere la cultura. Compresa quella fetta di cultura che mi sta a cuore per questioni di salute e di lavoro.</p>
<p>Chiederò ai medici che conosco di scrivere monografie da vendere a pochi euro sul sito. E loro le scriveranno non solo perché offriranno loro l'opportunità di una grande visibilità, ma anche perché pur vendendole, per esempio, a 5 euro a copia, consentirebbero loro di guadagnare le stesse cifre (ma anche molto di più!) rispetto a quello che guadagnano adesso con l'editoria tradizionale. Pensate che nella catena di ideazione produzione promozione distribuzione di un libro, un volume dal costo al pubblico di 17 euro porta all'autore 1 euro di guadagno. Su un oggetto che si vende a 5 euro, l'autore ne potrebbe guadagnare 2 o anche 3!</p>
<p>La diffusione dei libri digitali quindi può portare soltanto benefici. Adesso che gli schermi riproducono con grande fedeltà l'esperienza di lettura della carta (non sono retroilluminati e si leggono PERFETTAMENTE alla luce del sole), l'unica cosa da aspettare è che i prezzi, nei prossimi due o tre anni, calino drasticamente.</p>
<p>Il prezzo sarà giusto quando sarà intorno ai 300 euro per un prodotto top (che consenta di leggere, scrivere e ascoltare) e tra i 100 e i 150 euro per un prodotto base. Considerando che adesso uno dei più bei lettori in commercio (<b>Cybook</b>) costa 339 euro, non siamo tanto lontani dal giorno in cui tutti potremo comprarci un e-book reader.</p>
<p>Siete in grado di immaginare quanti milioni di tonnellate di carta potrebbero essere risparmiati grazie a questa piccola rivoluzione? Già adesso qualcosa sta succedendo, nel passaggio dalla lettura dei quotidiani su carta alla lettura sul computer o sui dispositivi mobili (palmari e telefoni mobili).<br />
E l'e-book reader consuma addirittura meno energia di un cellulare!</p>
<p>Marco di <a href="http://www.supersalute.com" title="la cultura della salute e del benessere" target="_blank">supersalute.com</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Libri scolastici digitali: qualcosa si muove!]]></title>
<link>http://faraona.wordpress.com/?p=157</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 22:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>faraona</dc:creator>
<guid>http://faraona.it.wordpress.com/2008/04/03/libri-scolastici-digitali-qualcosa-si-muove/</guid>
<description><![CDATA[ 
Avevo già segnalato una nuova casa editrice (BBN) che pubblica e-book scolastici.
La questione de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://faraona.wordpress.com/files/2008/04/garamond.gif" alt="garamond.gif" /> <img src="http://faraona.wordpress.com/files/2008/04/bbn.jpg" alt="bbn.jpg" /></p>
<p>Avevo <a href="http://faraona.wordpress.com/2007/09/17/testi-scolastici-con-licenza-di-copiare/">già segnalato</a> una nuova<a href="http://www.bibienne.com"> casa editrice (BBN) </a>che pubblica e-book scolastici.<br />
La questione dei libri di scuola digitali è da alcuni anni dibattuta su forum e blog, ma spesso la discussione – carta sì, carta no, peso e costi – si concentra sul fatto che le case editrici hanno poco interesse a pubblicare testi scolastici online e che questi resteranno un miraggio.<br />
Quindi ben volentieri avevo postato a proposito di BBN, anche in virtù del fatto che pubblica contenuti con licenza Creative Common (e su questo blog, sapete, si segnalano risorse gratuite).<br />
Posso anche spingermi a polemizzare sul fatto che non sia stata prestata da parte dei media alcuna attezione alla nascita di questa iniziativa ma, si sa, alcune notizie sono scomode ed è più facile seguire gli ordini di scuderia (e lapidare gli insegnanti).<br />
Ho letto però in questi giorni che un altro editore ha pubblicato testi digitali.<br />
<a href="http://www.ebookditesto.it/">Garamond</a> infatti ha aperto una sezione con alcuni testi per le scuole superiori.<br />
Bene, la storia si fa interessante, pare che si smuova un po' il mercato :)<br />
Può darsi che anche i colossi, ancora arroccati sulle loro posizioni, siano costretti a rinnovare i cataloghi, a vantaggio degli studenti e del bilancio delle loro famiglie – e forse anche della qualità.</p>
<p>Esaminiamo quindi da vicino le caratteristiche e le differenze tra le due offerte.<br />
Infatti a prima vista potrebbero apparire concorrenti, ma vedremo che i due editori si muovono in modo diverso.</p>
<p>Per prima cosa noto che in entrambi i cataloghi non ci sono ancora molti testi (ma questo è accettabile, essendo novità) e che non ci sono testi in comune (cioè testi della stessa materia per lo stesso corso di studi).<br />
Ma vediamo punto per punto:</p>
<p><strong>I saggi: </strong><br />
<em><strong>BBN:</strong></em> per avere il saggio bisogna scaricare un foglio, compilarlo e spedirlo alla casa editrice, ci arriva il link con la password per scaricare il saggio completo.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> basta registrarsi e si può scaricare il file, ma di un solo capitolo.</p>
<p><strong>Il peso dei file:</strong><br />
<em><strong>BBN:</strong></em> i testi sono divisi in moduli, i primi 4 moduli del testo di storia per licei – che corrispondono al programma del primo anno – pesano mediamente 1,7 mega.<br />
Quindi tutto il testo (599 pag.) peserà approssimativamente 6,8 mega, per una media quindi di 0,01 a pag.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> un solo capitolo del testo di grammatica (94 pag) pesa 3,2 mega per una media di 0,03 a pagina.<br />
Sembrerà un conto barbino, ma io che viaggio (mannaggia) con la 56k questi conti me li faccio, perché tre volte tanto significa che mi scarico 18 mega invece di 6...  °_°<br />
Segnalo anche che non è l'apparato iconografico a pesare di più nel testo di Garamond, perché è più ricco l'altro.</p>
<p><strong>Il numero di pagine:</strong><br />
<strong><em>BBN:</em></strong> dichiara il numero di pagine per ogni file – pure per quelli gratuiti (e il peso nella pagina del download).<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> non ci dice di quante pagine è composto il testo (e neanche quanto pesa).</p>
<p><strong>Il prezzo:</strong><br />
Qui la differenza si fa importante: sebbene sia difficile fare un paragone tra i prezzi (anche perché non c'è corrispondenza fra i testi, non abbiamo il numero di pagine ecc...) risulta evidente che la politica applicata dalle due case editrici è concettualmente diversa.<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> stabilisce un prezzo per ciascun testo (dichiara che è circa il 50% in meno di un corrispondente testo tradizionale) e  –  qui la novità –  rilascia per le scuole delle licenze collettive, come se i testi fossero un software, ad un prezzo ancora inferiore.<br />
È possibile comunque acquistare il libro in modo autonomo, al prezzo dichiarato di copertina.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> ha stabilito un prezzo unico per ogni testo, indipendentemente dalla materia o dal numero di pagine. I testi costano poco: 9,90 euro l'uno, non sono previsti acquisti di classe.</p>
<p><strong>La licenza:</strong><br />
Anche qui la differenza è di approccio.<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> rilascia i testi con una licenza collettiva (visionabile sul sito) che consente agli insegnanti di fotocopiare, duplicare, distribuire liberamente i contenuti.<br />
<em><strong>Garamond: </strong></em>non fa cenno di questo, evidentemente l'approccio è ancora quello dell'editoria tradizionale.</p>
<p><strong>Gli aggiornamenti:</strong><br />
È chiaro che, in entrambi i casi non si parlerà più di ristampe! evviva! :D<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> gli aggiornamenti sono gratuiti, segnalati sul sito e via mail agli insegnanti che hanno adottato.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> gli aggiornamenti sono gratuiti nell'arco dell'anno scolastico dell'acquisto.</p>
<p><strong>I supporti free (approfondimenti e robe varie):</strong><br />
Entrambi gli editori mettono a disposizione contenuti aggiuntivi, ma:<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> basta registrarsi al sito e tutti i file free, di qualsiasi materia, sono scaricabili da chiunque.<br />
Inoltre sono rilasciati con licenza Creative Commons, questo significa che se io prendo un file e lo pubblico sul mio blog, e ve lo faccio pure scaricare, devo solo citare la fonte (e non lucrarci, of course).<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> gli approfondimenti sono free, ma solo per chi ha adottato il testo.<br />
Anche qui, l'atteggiamento di Garamond mi pare ancora troppo legato all'editoria classica.<br />
Penso che, in rete, si debba essere un pochino più... generosi :D</p>
<p><strong>I testi:</strong><br />
Paragonare i testi da un punto di vista di qualità di contenuti è, almeno in questa fase, impossibile. Per prima cosa dovrebbero esserci due testi della stessa materia e poi, per poter fare un'analisi seria... dovrebbero essere della mia materia! :D<br />
Quindi se fino ad ora ho riportato dati di fatto, su questo posso solo offrirvi la mia impressione:<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> I testi – lo leggo sul sito, ma basta scaricare il piano dell'opera di storia per rendersi conto – sono stati progettati per essere digitali. Sono modulari, componibili ecc.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> A me sembrano testi normalissimi, la lavorazione dei quali invece di arrivare alla tipografia si è fermata al file pdf.<br />
Entrambe le case editrici utilizzano i link all'interno del testo, devo dire però che visivamente i testi Garamond sono decisamente più scarni.</p>
<p><strong>In ultimo... il sito:</strong><br />
Mi sarebbe piaciuto analizzare per bene pure questo aspetto, ma non ho le competenze per farlo.<br />
Anche da questo punto di vista ci sono molte differenze tra i due, ma non ci capisco molto di grafica, e neppure di webmarketing, e magari ci sono scelte dettate da motivi di questo genere che non riesco a comprendere.<br />
Mi limito al visibile:<br />
<em><strong>BBN:</strong></em> il sito è molto curato e si vede che è fatto da professionisti, però c'è molto materiale dentro e la navigazione è poco intuitiva.<br />
<em><strong>Garamond:</strong></em> il sito è artigianale, ma pulito e immediatissimo, ai testi si arriva con un click.</p>
<p>Basta così: questo post mi ha portato via un pomeriggio intero, più di ricerca che di scrittura, ovviamente.<br />
(ma l'avete davvero letto tutto? °_° vi prego, ditemelo: io non ci credo che qualcuno legga un post così lungo fino in fondo!)</p>
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<title><![CDATA[Vendere libri a pezzi]]></title>
<link>http://cordef.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 07:44:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>cordef</dc:creator>
<guid>http://cordef.it.wordpress.com/2008/02/12/vendere-libri-a-pezzi/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;editore Random House ha iniziato un test per vendere libri a capitoli (2.99$ l&#8217;uno) (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>L'editore <a href="http://www.randomhouse.com/madetostick/?ref=home&#38;attr=banner" title="Random House &#62; Made to Stick" target="_blank">Random House ha iniziato un test</a> per vendere libri a capitoli (2.99$ l'uno) (<b><font color="#ff0000">→</font></b> <i><b><a href="http://online.wsj.com/article_print/SB120269423731957889.html" title="Wall Street Journal &#62; Publisher Tests Selling by the Chapter" target="_blank">Wall Street Journal</a></b></i> 11.02.2008). Lo slogan scelto è provocatorio: <i>You can buy pie by the slice. So why not a book?</i> ("Se puoi comprare una torta a fette perché non un libro?").</p>
<p>Mi aspetto che prima o poi anche Google introduca qualcosa del genere in <a href="http://books.google.com/advanced_book_search" title="Google &#62; Books Search &#62; Ricerca avanzata" target="_blank">Google Book Search</a>. E poi c'è Amazon: il reader (<b><font color="#ff0000">→</font></b>  post <a href="http://cordef.wordpress.com/2007/11/20/kindle-di-amazon/" title="Cordef blog &#62; Kindle di Amazon" target="_blank">Kindle</a>) l'ha già, i libri digitali pure (<b><font color="#ff0000">→</font></b> funzione <font color="#ff0000"><a href="http://www.amazon.com/b/?node=10197021&#38;tag=word08-20" title="Amazon &#62; Search Inside" target="_blank"><i>search inside</i></a></font>). Chi ho dimenticato? Apple! La società di Steve Jobs va alla grande nel commercio on-line di musica e film (con iTunes), nella portabilità con splendidi lettori di Mp3 (<b><font color="#ff0000">→</font></b> post <a href="http://cordef.wordpress.com/2007/11/05/ipod-touch/" title="Cordef blog &#62; iPod Touch" target="_blank">iPod Touch</a>), telefoni cellulari (iPhone) e Pc che tutti sognano di avere (<b><font color="#ff0000">→</font></b> post <a href="http://cordef.wordpress.com/2008/01/16/apple-stupisce-ancora/" title="Cordef blog &#62; MacBook Air" target="_blank">MacBook Air</a>): manca solo un lettore di libri...</p>
<blockquote><p><font color="#ff0000"><b>? </b></font>Di fronte alla prospettiva di leggere su schermo (Pc) o schermino (lettori vari) capitoli di libri molti lettori/lettrici della mia generazione starnazzano: "<i>i libri non moriranno mai!</i>". Certo, lo dicevano anche dei papiri. Io penso che ciò che è nato sulla carta rimarrà sulla carta. Ciò di cui abbiamo bisogno (che non abbiamo e che ti chiedo) sono testi nati a video e per essere letti a video. Di tesi di carta sugli ipertesti ce ne sono troppe (<a href="http://www.tesionline.it/ricerca/risultati.jsp?q=ipertesto&#38;resultcanali=&#38;settoreid=&#38;cAutore=&#38;nAutore=&#38;cRelatore=&#38;nRelatore=&#38;annoD=&#38;annoA=&#38;UnivID=&#38;FacolID=&#38;CorsoID=" title="Tesionline &#62; Ricerca &#62; Tesi su ipertesto" target="_blank">87 su Tesionline</a>). Ah già: pensa che assurdità sarebbe questo post scritto e letto su carta. <font color="#ff0000"><b> </b></font></p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Kindle? No, grazie.]]></title>
<link>http://faraona.wordpress.com/2007/11/26/kindle-no-grazie/</link>
<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 00:46:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>faraona</dc:creator>
<guid>http://faraona.it.wordpress.com/2007/11/26/kindle-no-grazie/</guid>
<description><![CDATA[
Amazon commercializza un lettore di testi digitali che presenta alcune novità rispetto ai prodotti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="kindle.jpg" href="http://faraona.wordpress.com/files/2007/11/kindle.jpg"><img src="http://faraona.wordpress.com/files/2007/11/kindle.jpg" alt="kindle.jpg" /></a></p>
<p>Amazon commercializza un lettore di testi digitali che presenta alcune novità rispetto ai prodotti già esistenti sul mercato, ma non sono, a mio parere, innovazioni che possano smuovere l'interesse verso questo tipo di tecnologia.<br />
Questo oggetto, infatti, si propone di diventare l'iPod dei libri e tramite questo dispositivo si possono acquistare 90.000 titoli in formato elettronico a 9,99 dollari. In inglese, ovviamente, quindi noi non saremo certo un mercato interessante. Ma quello che non lo rende appetibile è il modo maldestro di affrontare l'annosa questione dei formati: è infatti vincolato ad un formato (DRM, proprietario) penalizzante: i pdf, per esempio, non li legge.<br />
Chi è interessato alla questione dei formati può leggersi il post sulla <a href="http://faraona.wordpress.com/2007/08/29/mondadori-e-libri-pacco/">Mondadori e i "libri pacco"</a> dove avevo già sollevato il problema, agli altri basti la domanda: perché devo spendere 400 dollari (399) per poi poter leggere solo i testi acquistati da Amazon*?<br />
Dovremo ancora aspettare un po' prima di poter posare gli occhi su un lettore sicuri che non ce ne costi uno.<br />
E poi questo ha un design trogloditico e, si sa (apple insegna), anche l'occhio vuole la sua parte - specialmente se dobbiamo spenderlo.</p>
<p>*+ giro su wikipedia offerto dalla casa, mentre per leggere i blog si paga °_°</p>
]]></content:encoded>
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