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	<title>lingua-straniera &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lingua-straniera/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lingua-straniera"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 23:46:36 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Il fastidio dell'incomprensibilità]]></title>
<link>http://fernandacorona.wordpress.com/?p=110</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 10:27:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fernanda Corona</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non voglio sembrare razzista o intollerante. Non è mia intenzione. Ma ci sono cose che mi irritano ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio sembrare razzista o intollerante. Non è mia intenzione. Ma ci sono cose che mi irritano troppo. E' da qualche tempo che medito di scriverne e stasera mi va.</p>
<p>Mi irrita chi sta di fronte a fissarmi e a borbottare cose che chiaramente mi riguardano <em>in una lingua che non posso capire</em>. Questi gruppetti di albanesi, o macedoni che siano, che parlano e ridacchiano nella loro lingua è assolutamente fastidioso.<br />
E' sleale: non mi permette di difendermi e questo non mi va giù.<br />
Perchè se un italiano dice cose che non mi vanno ho <em>la lingua e le palle</em> per rispondere a tono. Ma se non capisco quello che dicono e dalle facce e risatine son certa non sia niente di simpatico non mi resta che lanciare occhiate di fuoco ed essere brusca.<br />
E dentro provo un fastidio infinito, un'intolleranza assurda verso chi si comporta così.</p>
<p>Questo mio sfogo, o quel che è, vuole escludere tutti quelli che si sono sempre comportati correttamente con me. Non voglio assolutamente generalizzare la cosa, è più una questione diretta solo a quel gruppetto di cretini.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[In the Ghetto]]></title>
<link>http://martowskaja.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 15:17:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>margottolina</dc:creator>
<guid>http://martowskaja.wordpress.com/?p=81</guid>
<description><![CDATA[Ho letto solo adesso l&#8217;ultimo numero di Giap - la newsletter di Wu Ming. Interessante l&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto solo adesso l'ultimo numero di Giap - la newsletter di Wu Ming. Interessante l'editoriale: "<span class="inverse4"><b><a href="http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap20_VIIIa.htm#ghetto">Liberarsi della mentalità del ghetto</a></b>". Ho scritto a Giap alcune mie annotazioni che magari possono interessare anche qui. </span></p>
<blockquote><p>Ciao a tutti,<br />
ho molto apprezzato la vostra analisi del "ghetto" con riferimento alla situazione italiana. Mi trovo sostanzialmente d'accordo, e vorrei condividere con voi solo alcune note/pensieri:<!--more--></p>
<p>- La situazione dei "<a href="http://www.google.com/search?q=brain+drain&#38;ie=utf-8&#38;oe=utf-8&#38;aq=t&#38;rls=org.mozilla:en-US:official&#38;client=firefox-a"><b>brain drain</b></a>" non può essere circoscritta alla sola università. Conosco persone che se ne sono andate dall'Italia - persone brillanti e validissime - per lavorare, per sposarsi con qualcuno (perché all'estero anche quello viene meglio), per avere delle opportunità. Quindi non solo in ambito universitario. Io stessa - chissà se brillante e validissima - mi trovo all'estero, e non lavoro nell'università. Devo tornare in Italia, ma probabilmente cercherò di andarmene di nuovo. L'Italia sembra morta.</p>
<p>- Sul paragone finale tra l'Italia e i due <b>"coniugi" di Erba</b>...non so se è una coincidenza, o magari è stato uno spunto, ad ogni modo proprio stamattina ho letto un'intervista a Vittorino Andreoli su Oggi (settimana del 13 Febbraio 08). Certo "Oggi" non è un'ottima referenza, ma me l'hanno portato in regalo dall'Italia e a certi <span style="font-style:italic;">guilty pleasures</span> è quasi impossibile resistere. Ad ogni modo, Andreoli dice: <span style="font-style:italic;">"Siamo in presenza di persone con povertà di pensiero, e anche affettiva, perché l'affetto è solo tra loro, gli altri non esistono. Poi c'è una forma di anestesia morale. Per coppie così non esiste ciò che è bene e ciò che è male. È male quel che ostacola la simbiosi, è bene ciò che la facilita</span>". E ancora "<span style="font-style:italic;">Qui a scatenare l'odio è il rifiuto ossessivo verso un modo di vivere, quello dei vicini, che è altro da sé, diverso, minaccioso per il personale equilibrio. I conigui di Erba si sono sentiti come invasi da chi voleva espropriarli dalle loro cose, loro che avevano fatto il mututo, fatto sacrifici, e avevano soltanto quello, il nido, la casa. Era la loro identità sociale</span>".</p>
<p>- Sull'assuefazione al ghetto, e alla stagnazione, l'altro paragone che sento spesso fare rispetto all'Italia è quello dell'esperimento della rana (o "boiling frog" per dirla - giustamente - all'inglese &#60; <a href="en.wikipedia.org/wiki/Boiling_frog">en.wikipedia.org/wiki/Boiling_frog</a> &#62;</p>
<div style="margin-left:40px;font-style:italic;">The <b>boiling frog</b> story states that a frog can be boiled alive if the water is heated slowly enough — it is said that if a frog is placed in boiling water, it will jump out, but if it is placed in cold water that is slowly heated, it will never jump out.</div>
<p>- Infine, sulla conoscenza e la pratica delle <b>lingue straniere</b>, c'è una sorta di "campagna" che Vittorio Zucconi sta protando avanti con i lettori che seguono la sua rubrica (Lettere al Direttore) su Repubblica.it contro il doppiaggio dei film in Italia e a favore dei film in lingua originale con i sottotitoli. Incredibile vedere quanti lettori - rane che sguazzano nell'acqua che si sta riscaldando - reclamano la sensatezza del doppiaggio, con splendide quanto incredibili motivazioni. Penso che battersi per questa novità in Italia sarebbe un buon inizio e una buona pratica di "resistenza" alla ghettizzazione culturale.</p>
<p>Grazie</p></blockquote>
]]></content:encoded>
</item>

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