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	<title>linguaggio-del-corpo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/linguaggio-del-corpo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "linguaggio-del-corpo"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 23:36:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Linguaggio del corpo e interpretazione]]></title>
<link>http://potere.wordpress.com/?p=21</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 13:34:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Uroboro</dc:creator>
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<description><![CDATA[su Repubblica online vengo a conoscenza della pubblicazione di un libro sul linguaggio del corpo, ci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">su <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/psicologia/linguaggio-corpo/linguaggio-corpo.html" target="_blank">Repubblica online</a> vengo a conoscenza della pubblicazione di un libro sul linguaggio del corpo, cioè sull'interpretazione dell'atteggiamento di tramite l'osservazione della postura e delle varie posizioni del corpo; questa interpretazione dovrebbe essere (e in genere lo è) più attendibile ed affidabile del fermarsi alla comunicazione verbale della persona. Il libro in questione si intitola "What Every Body Is Saying" e l'autore è un certo Joe Navarro, agente FBI che afferma di aver passato la vita a smascherare comportamenti altrui.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;"><a href="http://potere.files.wordpress.com/2008/06/este_26081433_15190.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22" src="http://potere.wordpress.com/files/2008/06/este_26081433_15190.jpg?w=202" alt="linguaggio del corpo" width="202" height="300" /></a>Non ho nessun motivo di dubitare di questa affermazione -e non ho neanche avuto occasione di leggere il libro in questione, nell'articolo non viene nemmeno indicata la casa editrice- ma l'argomento non è certo una novità (personalmente ho avuto occasione di interessarmi alla cosa ancora ai tempi dell'università, a partire dal bel libro "La comunicazione non verbale", stampato da Laterza nel 1974).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">Ne approfitto comunque per un paio di riflessioni sull'argomento. La prima è che essendo appunto il linguaggio del corpo un argomento su cui c'è una ampia informazione da anni e anni, con centinaia di libri e articoli pubblicati dovunque da riviste mediche come il Lancet a riviste di divulgazione come Focus o la vecchia Domenica del Corriere, c'è un mucchio di gente che conosce la cosa e sta attenta alla propria posizione e a cosa trasmette con il corpo. Non solo: c'è chi sfrutta abilmente a proprio vantaggio questi principi quindi il rischio di essere ingannati è sempre presente. -e la cosa diventa <em>veramente</em> rischiosa quando si ha  a che fare con qualcuno  che ha fatto un corso di PNL su tecniche di seduzione o di vendita e allora noi magari crediamo di essere il gatto e non ci accorgiamo di essere il sorcio ...<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">La seconda cosa è che spesso in questi manuali si sottovalutano le possibilità di errore dovute alle abitudini individuali di postura. Per dirne una, nei libri si insegna che una posizione seduta con le gambe una sopra l'altra indica un atteggiamento di chiusura o di apertura nei confronti delle persone che stanno di fianco: se sollevo la gamba destra indico un atteggiamento di apertura verso la persona alla mia sinistra e di chiusura verso quella alla mia destra. Facile no? però non funziona: ad esempio, gli studenti che hanno l'abitudine di prendere appunti seduti poggiando quaderno o blocco sulla gamba accavallata prenderanno l'abitudine a sollevare quella gamba piuttosto dell'altra (in genere la sinistra, perchè i mancini continuano ad essere una minoranza). Se non si tiene conto delle abitudini individuali, si rischia di prendere cantonate solenni.<br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">Altra cosa ancora, non ho trovato un libro che colleghi linguaggio del corpo o comunicazione non verbale con la struttura e i flussi del corpo energetico: se io guardo la figura del tizio con le braccia incrociate </span><span style="color:#333399;">nell'immagine qui sopra</span><span style="color:#333399;">, mi viene da pensare che può sì indicare non essere a proprio agio ma nella medicina energetica questa posizione è anche vista come una naturale posizione di ricarica (le braccia conserte trattengono l'energia del corpo) e di concentrazione (le braccia conserte -come tutti gli incroci di arti- aiutano il coordinamento tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#333399;">Quindi è certamente sacrosanto leggere e studiarsi materiali e libri sulla questione, ma bisogna stare poi attenti quando si tratta di applicare quello che si è imparato, proprio perchè gli autori tendono a sottovalutare la possibilità di errori e a presentare determinati comportamenti e posture come indicatori infallibili e assoluti.  Non illudetevi quindi di arrivare a capire cosa pensa veramente la gente usando manuali del genere, o almeno non usando <em>solo </em>questi manuali...<br />
</span></p>
<p><span style="color:#333399;">namaste</span></p>
<p><span style="color:#333399;">ps<br />
se qualcuno è a conoscenza di materiali o libri che trattano il  linguaggio del corpo assieme al corpo energetico, mi farebbe molto piacere che me li comunicasse</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>(immagine tratta dall'articolo di Repubblica)</em></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Postulati della Comunicazione - Parte 3]]></title>
<link>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=71</link>
<pubDate>Thu, 22 May 2008 05:39:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniomansi</dc:creator>
<guid>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=71</guid>
<description><![CDATA[Ed eccoci alla 3a ed ultima puntata con gli assiomi della comunicazione. Non insisterò mai abbastan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://antoniomansi.files.wordpress.com/2008/05/comunicazione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-72" src="http://antoniomansi.wordpress.com/files/2008/05/comunicazione.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a>Ed eccoci alla 3<sup>a</sup> ed ultima puntata con gli assiomi della comunicazione. Non insisterò mai abbastanza nel dirti che è molto importante che tu acquisisca una certa padronanza con essi; è bene che tu riesca a gestirli in ogni momento, che tu possa riconoscerli quando sono in azione, affinchè tu possa utilizzarli a tuo vantaggio in ogni momento della vita. Ed ora passiamo agli ultimi due postulati:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>4. In ogni comunicazione vengono utilizzati linguaggi analogici e linguaggi digitali (o numerici).</strong><!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">I <strong>linguaggi analogici</strong> sono quelli che conservano una certa <strong>somiglianza</strong> (analogia) <strong>tra il significante</strong> (il segno) <strong>e il significato</strong> (ciò che il segno vuole esprimere) e di solito possono essere <strong>espressi su una scala continua</strong>. Un esempio è rappresentato dal linguaggio dei segni: se noi volessimo indicare con le nostre mani quanto grande è una palla non dovremmo far altro che porre le mani una di fronte all’altra con le dita leggermente piegate a ricordare appunto una palla (somiglianza); per esprimere la grandezza non dovremmo far altro che avvicinare o allontanare tra loro le mani (scala continua).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">I <strong>linguaggi digitali</strong> (o numerici), invece, <strong>non presentano alcuna somiglianza tra il significante e il significato</strong> e di solito sono <strong>espressi su una scala discreta</strong>. Un esempio è rappresentato dal linguaggio parlato o scritto: le parole infatti sono un insieme di segni che non hanno nulla in comune con ciò che vogliono significare; se ad un cinese diciamo “cavallo” non immaginerà mai che ci stiamo riferendo ad un equino! Inoltre se volessimo indicare un cavallo più grande o più piccolo non possiamo aumentare o diminuire la grandezza dei caratteri della parola ma dobbiamo aggiungerci un aggettivo (scala discreta).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>5. Una comunicazione può essere o simmetrica o complementare (asimmetrica).</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Una comunicazione si dice <strong>simmetrica</strong> se tra gli interlocutori vi è una posizione <strong>paritaria</strong>; si dice <strong>complementare</strong> (o asimmetrica) se uno degli interlocutori è in una posizione subalterna rispetto all’altro. Attenzione a non confondere i ruoli professionali o sociali, e dunque le relazioni che si instaurano tra due persone per questioni di status, con i ruoli rivestiti all’interno di una comunicazione. Non è detto infatti che ad una relazione professionale o sociale simmetrica (o complementare) corrisponda una relazione comunicativa simmetrica (o complemetare). Tra madre e figlio per esempio il più delle volte ci sarà una relazione asimmetrica (almeno fino a quando il figlio è piccolo) poiché il figlio tenderà a fare tutto ciò che la madre gli dice; ciò non esclude che un giorno (quando il figlio sarà cresciuto) la relazione possa diventare paritaria e dunque simmetrica e i due dovranno negoziare ogni volta il da farsi. Addirittura potrrebbe capovolgersi e ridiventare nuovamente complemetare ma questa volta è la madre ad avere una posizione subalterna rispetto al figlio (per esempio quando diventa anziana).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Processi simili a quello che abbiamo visto accadono ogni giorno tra capi e sottoposti, tra insegnanti e alunni, tra marito e moglie ecc.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Eccoti ora a disposizione tutti e 5 i postulati della comunicazione. Su queste basi costruiremo tutte le “lezioni” che seguiranno nei prossimi articoli sulla comunicazione efficace, sul linguaggio del corpo e simili.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Torna a trovarmi!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Antonio Mansi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Postulati della Comunicazione - Parte 2]]></title>
<link>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=55</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 06:32:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniomansi</dc:creator>
<guid>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=55</guid>
<description><![CDATA[Eccoci al secondo appuntamento con i fondamentali della comunicazione.
E’ importante che tu prenda]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antoniomansi.files.wordpress.com/2008/05/communication2_400thumbnail1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-57" src="http://antoniomansi.wordpress.com/files/2008/05/communication2_400thumbnail1.jpg?w=100" alt="" width="94" height="121" /></a>Eccoci al secondo appuntamento con i fondamentali della comunicazione.<br />
E’ importante che tu prenda confidenza con questi postulati e ti eserciti a riconoscerne il ruolo.<br />
Continuiamo:</p>
<p><strong>3. Il flusso comunicativo viene interpretato secondo una punteggiatura degli eventi.</strong><!--more--></p>
<p>Ti è mai capitato di fare i complimenti a qualcuno e questi crede di essere stato preso in giro?<br />
E tu continui dicendo che è vero ma l’altro si arrabbia e ti manda a quel paese?<br />
Bene. E’ solo uno dei tanti casi in cui non c’è sincronia di punteggiatura: per giudicare un<br />
comportamento, una frase, un espressione,infatti, ognuno di noi parte da una certa sequenza di fatti che è necessariamente diversa da quella del proprio interlocutore.</p>
<p>Un tipico esempio a tal proposito è il seguente:</p>
<p>Lui Dice: Sai cara, ho parlato con Antonella in ufficio stamattina<br />
Lei Pensa: quella schifosa!<br />
Lei Dice: Ah, è quella ragazza molto carina che mi hai presentato alla festa del tuo amico, che cosa dice di bello?<br />
Lui Pensa: ecco, le piace! Non ci saranno problemi.<br />
Lui Dice: Be’ mi ha invitato a cena a casa sua per domani sera insieme agli altri colleghi<br />
Lei Pensa: si permette pure pure di invitarlo a cena, questa stronza!<br />
Lei Dice: Caro, domani sera avremo i miei qui a cena, non ricordi?<br />
Lui Pensa: non li sopporto i suoi genitori!<br />
Lui Dice: non mi avevi detto che venivano i tuoi a cena!<br />
Lei Pensa: te la do io la cena con Antonella!<br />
Lei Dice: Be’, ora lo sai: sono mesi che non invitavamo i miei a cena e non la disdico per la tua serata tra colleghi, ci saranno altre occasioni.<br />
Lui Pensa: Maledizione! Non la reggo una serata con i suoi!<br />
Lui Dice: Ma è una cena importante, ci sarà anche il direttore e tutti i colleghi!<br />
Lei Pensa: Me ne frego della tua cena, tu quella non la vedi!<br />
Lei Dice: Tu te ne freghi dei miei affetti! Sono mesi che non vedo i miei genitori, non li hai mai potuti sopportare, sei uno stronzo…..</p>
<p>Insomma, Capito?</p>
<p>Lui, partendo dall’invito della collega, voleva solo fare una cena con gli amici; Lei, partendo dalla sensazione di gelosia che aveva provato la sera della festa dell’amico verso quella donna, cerca in tutti i modi di impedire al compagno di andare a quella cena.</p>
<p>In questo modo la comunicazione è completamente distorta ed ognuno dei due parla a vuoto.<br />
Esercitati a scoprire nei tuoi dialoghi quotidiani la presenza di queste distorsioni.<br />
Alla prossima!</p>
<p>Antonio Mansi</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Prima Vista]]></title>
<link>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Mon, 19 May 2008 04:34:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniomansi</dc:creator>
<guid>http://antoniomansi.wordpress.com/?p=41</guid>
<description><![CDATA[Lo studio professionale del linguaggio del corpo è affascinante ma comporta molto tempo e tanta, ta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://antoniomansi.files.wordpress.com/2008/05/uomo-e-donna.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-42" src="http://antoniomansi.wordpress.com/files/2008/05/uomo-e-donna.gif?w=96" alt="" width="96" height="96" /></a>Lo studio professionale del <strong>linguaggio del corpo</strong> è affascinante ma comporta molto tempo e tanta, tanta, tanta pratica.<br />
Se però tu volessi interessarti all’argomento puoi cominciare a prendere in considerazione alcuni criteri fondamentali.<br />
Eccoli qui:<!--more--></p>
<p><strong>1. L’Atteggiamento</strong></p>
<p>E’ la postura che un individuo assume in un dato momento. Inoltre si pone attenzione anche ai movimenti<br />
che modificano la posizione del corpo: spostare il peso avanti o indietro, dondolarsi sulle piante dei piedi,<br />
accavallare le gambe, ecc.</p>
<p><strong>2. La Mimica</strong></p>
<p>E’ l’insieme di tutti i fenomeni che si possono osservare sul volto di una persona: sorriso, rossore, pallore, rughe ecc.</p>
<p><strong>3. La Gestualità</strong></p>
<p>Tutto ciò che si fa con braccia e mani, comprese le azioni quali spegnere una sigaretta, aprire una porta<br />
giocherellare con una matita, ecc.</p>
<p><strong>4. La Distanza (o Prossemica)</strong></p>
<p>Rappresenta il rapporto con lo spazio che ci divide dagli altri e tutti i movimenti che si fanno per<br />
modificare la distanza da essi: avvicinamenti e indietreggiamenti improvvisi, scarti, ecc.</p>
<p><strong>5. Il Tono</strong></p>
<p>E’ tutto ciò che è legato al il linguaggio verbale che però non siano le parole dette: intonazione, melodia del discorso,<br />
le pause, il volume della voce, i sospiri, i gemiti ecc.</p>
<p>Ovviamente questa classificazione è abbastanza grossolana ma va benissimo per cominciare.</p>
<p>Esercitati a porre attenzione a tutto questo e cerca di classificare ogni movimento, gesto o comportamento<br />
in ognuna delle categorie.</p>
<p>Presto troverai su questo blog degli approfondimenti in merito.</p>
<p>Buon Divertimento!</p>
<p>Antonio Mansi</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Postulati della Comunicazione - Parte 1]]></title>
<link>http://dipendenze.wordpress.com/?p=86</link>
<pubDate>Wed, 07 May 2008 15:28:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>educatoridistrada</dc:creator>
<guid>http://dipendenze.wordpress.com/?p=86</guid>
<description><![CDATA[Eccoci alla prima puntata delle “lezioni” sulla comunicazione. Ti saranno utili in ogni occasion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><a href="http://dipendenze.files.wordpress.com/2008/05/comunicazione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-87" src="http://dipendenze.wordpress.com/files/2008/05/comunicazione.jpg?w=128" alt="" width="128" height="96" /></a><span>Eccoci alla prima puntata delle “lezioni” sulla comunicazione. Ti saranno utili in ogni occasione della vita, credimi! Incominciamo con I Postulati della Comunicazione.</span></p>
<p class="MsoNormal"><strong>Sono 5</strong>. Rappresentano la base della Comunicazione. L’ABC senza il quale non è possibile capire alcun altro concetto riguardante la Comunicazione.<br />
Sono stati formulati dalla cosiddetta <strong>Scuola di Palo Alto</strong> (Paul Watzlawick,<br />
Don D. Jackson, Janet Helmick Beavin e Gregory Bateson) negli anni ‘60.<!--more--><br />
Eccoti i primi due:</p>
<p class="MsoNormal"><strong>1. Non si può non comunicare</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Per quanto tu possa sforzarti di non voler comunicare non farai altro che comunicare che non vuoi comunicare. Sarà capitato anche a te di non voler parlare con nessuno.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Di solito la prima cosa che gli altri ti dicono quando si accorgono del tuo silenzio è: cos’hai? Perchè non parli?<br />
Ecco, anche quando taci comunichi lo stesso qualcosa a qualcuno: malessere, indisponenza, tristezza o semplicemente voglia di stare in silenzio.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione ed il secondo classifica il primo ed è dunque metacomunicazione</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Questo è un po’ più complicato ma non ti preoccupare: è più difficile a dirsi che a capirsi. Prova a pensare in quanti <strong>modi</strong> puoi chiedere a qualcuno di chiudere una finestra.</p>
<p class="MsoNormal">Potresti usare un comando: Chiudi quella finestra!<br />
Oppure con cortesia: potresti chiudere la finestra per piacere?<br />
In maniera formale: le chiedo scusa, le dispiacerebbe chiudere la finestra?<br />
In maniera arrabbiata e urlando: Chiuda quella finestra, maledizione!<br />
Insomma, come vedi <strong>ci sono tantissimi modi</strong> di chiedere a qualcuno di chiudere una finestra.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Il modo che scegliamo</strong> di usare di volta in volta <strong>è determinato dalla relazione</strong> che ci lega al nostro interlocutore: se è un nostro amico saremo meno informali che con un estraneo o se ci rivolgiamo ad un conoscente gli daremo del tu piuttosto che del lei e così via.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il secondo postulato, dunque, ci dice che se vogliamo capire che tipo di comunicazione sta avvenendo tra due interlocutori <strong>dobbiamo fare attenzione sia a ciò che si dice</strong> (chiudere la finestra) <strong>sia a come lo si dice</strong> (in modo formale, informale, arrabbiato ecc.), <strong>ovvero ciò che va oltre cio’ che si dice</strong> e per questo si chiama<strong> meta-comunicazione</strong> (oltre la comunicazione)</p>
<p class="MsoNormal">Tutto chiaro?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ora prova a porre attenzione nella tua vita quotidiana a questi concetti: cerca di indovinare quale relazione c’è tra le persone secondo il modo in cui dialogano; oppure prova a fare silenzio in diverse occasioni e poni attenzione a quello che succede.</p>
<p class="MsoNormal">A presto!</p>
<p class="MsoNormal">Dott. Antonio Mansi</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A Prima Vista]]></title>
<link>http://dipendenze.wordpress.com/?p=77</link>
<pubDate>Mon, 05 May 2008 08:27:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>educatoridistrada</dc:creator>
<guid>http://dipendenze.wordpress.com/?p=77</guid>
<description><![CDATA[Esiste la possibilità di conoscere le persone &#8220;a prima vista&#8221;? Probabilmente no, ma è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-78" src="http://dipendenze.wordpress.com/files/2008/05/uomo-e-donna.gif?w=96" alt="" width="96" height="96" />Esiste la possibilità di conoscere le persone "a prima vista"? Probabilmente no, ma è possibile imparare a percpire meglio ciò che gli altri vogliono comunicarci e a trasmettere più chiaramente ciò che noi vogliamo comunicare agli altri. Se tu volessi interessarti all’argomento puoi cominciare a prendere in considerazione alcuni criteri fondamentali.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Eccoli qui:<!--more--></p>
<p class="MsoNormal"><strong>1. L’Atteggiamento</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ la postura che un individuo assume in un dato momento. Inoltre si pone attenzione anche ai movimenti<br />
che modificano la posizione del corpo: spostare il peso avanti o indietro, dondolarsi sulle piante dei piedi,<br />
accavallare le gambe, ecc.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>2. La Mimica</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ l’insieme di tutti i fenomeni che si possono osservare sul volto di una persona: sorriso, rossore, pallore, rughe ecc.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>3. La Gestualità</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Tutto ciò che si fa con braccia e mani, comprese le azioni quali spegnere una sigaretta, aprire una porta<br />
giocherellare con una matita, ecc.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>4. La Distanza (o Prossemica)</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Rappresenta il rapporto con lo spazio che ci divide dagli altri e tutti i movimenti che si fanno per<br />
modificare la distanza da essi: avvicinamenti e indietreggiamenti improvvisi, scarti, ecc.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>5. Il Tono</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ tutto ciò che è legato al il linguaggio verbale che però non siano le parole dette: intonazione, melodia del discorso, le pause, il volume della voce, i sospiri, i gemiti ecc.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Ovviamente questa classificazione è abbastanza grossolana ma va benissimo per cominciare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Esercitati a porre attenzione a tutto questo e cerca di classificare ogni movimento, gesto o comportamento<br />
in ognuna delle categorie.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Presto troverai su questo blog degli approfondimenti in merito.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Buon Divertimento!</p>
<p>Dott. Antonio Mansi</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Body language with Jake, lesson I]]></title>
<link>http://spywareattack.wordpress.com/?p=315</link>
<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 14:12:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hue</dc:creator>
<guid>http://spywareattack.wordpress.com/?p=315</guid>
<description><![CDATA[Lezione n° 1 sul Linguaggio del Corpo: come ti faccio capire che il mio testosterone è il migliore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#666699;">Lezione n° 1 sul Linguaggio del Corpo</span></strong>: come ti faccio capire che il mio testosterone è il migliore tra gli altri.<br />
Come prima cosa è necessario trovarsi un sostegno, perchè è difficile spararsi una posa da figo stando in piedi o seduti, in entrambi i casi si rischia la figura del deficiente. Oltre che sembrare ridicoli nel primo caso e goffi nel secondo. Un bell'appoggio a mezz'aria consente una posizione ambigua: la parte del corpo superiore sarà rilassata, mentre quella inferiore sarà in tensione visto che deve fare da contropeso al sostegno. Avete trovato un muro o un'auto (come nel caso riportato sotto)? Bene.<br />
La posizione da assumere è la seguente: fondoschiena appoggiato al supporto, gambe accavallate e possibilmente dalla parte opposta rispetto alla direzione del torace - che sarà rivolto alla vostra interlocutrice. Tutto nella più completa nonchalanche. Con questa posizione dovete far intendere alla vostra preda: senti tu mi interessi (leggi: ti tromberei di dritto e rovescio) ma non voglio dartelo a vedere (leggi: voglio gestire io il gioco) e soprattutto non me ne frega un cazzo di quel che dici (leggi: non me ne frega un cazzo di quel che dici). Insomma sono il giusto mix di erotismo e dolcezza che cercavi (leggi: sono in vendita, vuoi anche un buono sconto?).<br />
Questa è la primissima fase dell'approccio, ovvero mostrare la mercanzia alla <em>femmina</em>.<br />
<strong><span style="color:#666699;">Esercizio</span></strong>: provate la posizione riportata nell'esempio più e più volte nei parcheggi del Carrefour, mi raccomando date una mancia al parcheggiatore abusivo così nessuno vi disturberà. Approfittare della microcriminalità quando serve.<br />
<strong><span style="color:#666699;">Esempio<br />
</span></strong>Jake qui è in piena akkiappanza. Sicuro di sè, forte anche di un'auto di tutto rispetto, cinge la propria preda col proprio corpo - <em>ma quanto sò figo ma quanto sò bello</em> sembra dire la posizione - e conversa con poco impegno.</p>
<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:middle;" src="http://img59.imageshack.us/img59/6740/akkiappanzaqg8.jpg" alt="akkiapp akkiapp" width="434" height="624" /> </p>
<p>E ovvio che questa pratica avrà successo se anche sul <em>davanti</em> si è ben messi:<br />
A questo punto non è importate che parliate. Anzi, state in silenzio.</p>
<p style="text-align:center;"><img style="vertical-align:middle;" src="http://img508.imageshack.us/img508/2345/akkiaaaaappmh8.jpg" alt="indovina chi ha la faccia così" width="400" height="650" /></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Psicologia spicciola]]></title>
<link>http://jumpto.wordpress.com/?p=192</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:02:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Warp9</dc:creator>
<guid>http://jumpto.wordpress.com/?p=192</guid>
<description><![CDATA[Il linguaggio del corpo fa parte della comunicazione non verbale, quel tipo di comunicazione fatto d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://jumpto.wordpress.com/files/2008/02/psicologo.jpg" alt="psicologo.jpg" align="left" hspace="10" vspace="10" />Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio_del_corpo" target="_blank">linguaggio del corpo</a> fa parte della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione_non_verbale" target="_blank">comunicazione non verbale</a>, quel tipo di comunicazione fatto di posture, atteggiamenti e mimiche dove non si usa, appunto, la parola ma che fa trasparire molte più informazioni di quelle che vorremmo elargire.<br />
Girovagando come al solito, ho trovato questi due test (da prendere sempre con le molle), dove potrete mettere alla prova la vostra abilità nello scoprire gli stati d'animo di una persona, attraverso questo linguaggio.</p>
<p>Ecco i link per:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.psicologi-psicoterapeuti.it/psychofun/quiz/corpo/index.html" target="_blank">il quiz sulle posture</a> - mio punteggio: 80%</li>
<li><a href="http://www.psicologi-psicoterapeuti.it/psychofun/espressioni/index.html" target="_blank">il quiz sulla mimica facciale</a> - mio punteggio: 80% (ma ho cannato le espressioni sulla seduzione... sono proprio tonto...)</li>
</ul>
<p>Voi quanto riuscite a fare ?</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A prima vista]]></title>
<link>http://risorseumane.wordpress.com/2007/12/18/a-prima-vista/</link>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 08:50:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>risorseumane</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Lo studio professionale del linguaggio del corpo è affascinante ma comporta molto tempo e tanta, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/uomo-e-donna.gif" title="uomo-e-donna.gif"><img src="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/uomo-e-donna.thumbnail.gif" alt="uomo-e-donna.gif" /></a></p>
<p>Lo studio professionale del linguaggio del corpo è affascinante ma comporta molto tempo e tanta, tanta, tanta pratica.<br />
Se però tu volessi interessarti all'argomento puoi cominciare a prendere in considerazione alcuni criteri fondamentali.<br />
Eccoli qui:<!--more--></p>
<p>1. L'Atteggiamento</p>
<p>E' la postura che un individuo assume in un dato momento. Inoltre si pone attenzione anche ai movimenti<br />
che modificano la posizione del corpo: spostare il peso avanti o indietro, dondolarsi sulle piante dei piedi,<br />
accavallare le gambe, ecc.</p>
<p>2. La Mimica</p>
<p>E' l'insieme di tutti i fenomeni che si possono osservare sul volto di una persona: sorriso, rossore, pallore, rughe ecc.</p>
<p>3. La Gestualità</p>
<p>Tutto ciò che si fa con braccia e mani, comprese le azioni quali spegnere una sigaretta, aprire una porta<br />
giocherellare con una matita, ecc.</p>
<p>4. La Distanza (o Prossemica)</p>
<p>Rappresenta il rapporto con lo spazio che ci divide dagli altri e tutti i movimenti che si fanno per<br />
modificare la distanza da essi: avvicinamenti e indietreggiamenti improvvisi, scarti, ecc.</p>
<p>5. Il Tono</p>
<p>E' tutto ciò che è legato al il linguaggio verbale che però non siano le parole dette: intonazione, melodia del discorso,<br />
le pause, il volume della voce, i sospiri, i gemiti ecc.</p>
<p>Ovviamente questa classificazione è abbastanza grossolana ma va benissimo per cominciare.</p>
<p>Esercitati a porre attenzione a tutto questo e cerca di classificare ogni movimento, gesto o comportamento<br />
in ognuna delle categorie.</p>
<p>Presto troverai su questo blog degli approfondimenti in merito.</p>
<p>Buon Divertimento!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[I Postulati della Comunicazione - Parte 1]]></title>
<link>http://risorseumane.wordpress.com/2007/12/16/16/</link>
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 16:10:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>risorseumane</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Sono 5.
Rappresentano la base della Comunicazione. L&#8217;ABC senza il quale non è possibile capi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/comunication_m.jpg" title="comunication_m.jpg"><img src="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/comunication_m.thumbnail.jpg" alt="comunication_m.jpg" /></a></p>
<p><b>Sono 5</b>.<br />
Rappresentano la base della Comunicazione. L'ABC senza il quale non è possibile capire alcun altro concetto riguardante la Comunicazione.<br />
Sono stati formulati dalla cosiddetta <b>Scuola di Palo Alto</b> (Paul Watzlawick,<br />
Don D. Jackson, Janet Helmick Beavin e Gregory Bateson) negli anni '60.<br />
Eccoti i primi due:<!--more--></p>
<p><b>1. Non si può non comunicare</b></p>
<p>Per quanto tu possa sforzarti di non voler comunicare non farai altro che comunicare che non vuoi comunicare. Sarà capitato anche a te di non voler parlare con nessuno.  Di solito la prima cosa che gli altri ti dicono quando si accorgono del tuo silenzio è: cos'hai? Perchè non parli?<br />
Ecco, anche quando taci comunichi lo stesso qualcosa a qualcuno: malessere, indisponenza, tristezza o semplicemente voglia di stare in silenzio.</p>
<p><b>2. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione ed il secondo classifica il primo ed è dunque metacomunicazione</b></p>
<p>Questo è un po' più complicato ma non ti preoccupare: è più difficile a dirsi che a capirsi.<br />
Prova a pensare in quanti <b>modi</b> puoi chiedere a qualcuno di chiudere una finestra.<br />
Potresti usare un comando: Chiudi quella finestra!<br />
Oppure con cortesia: potresti chiudere la finestra per piacere?<br />
In maniera formale: le chiedo scusa, le dispiacerebbe chiudere la finestra?<br />
In maniera arrabbiata e urlando: Chiuda quella finestra, maledizione!<br />
Insomma, come vedi <b>ci sono tantissimi modi</b> di chiedere a qualcuno di chiudere una finestra.<br />
<b>Il modo che scegliamo</b> di usare di volta in volta <b>è determinato dalla relazione</b> che ci lega al nostro interlocutore:<br />
se è un nostro amico saremo meno informali che con un estraneo o se ci rivolgiamo ad un conoscente gli daremo del tu piuttosto che del lei e così via.<br />
Il secondo postulato, dunque, ci dice che se vogliamo capire che tipo di comunicazione sta avvenendo tra due interlocutori <b>dobbiamo fare attenzione sia a ciò che si dice</b> (chiudere la finestra) <b>sia a come lo si dice</b> (in modo formale, informale, arrabbiato ecc.), <b>ovvero ciò che va oltre cio' che si dice</b> e per questo si chiama<b> meta-comunicazione</b> (oltre la comunicazione)</p>
<p>Tutto chiaro?<br />
Ora prova a porre attenzione nella tua vita quotidiana a questi concetti:<br />
cerca di indovinare quale relazione c'è tra le persone secondo il modo in cui dialogano;<br />
oppure prova a fare silenzio in diverse occasioni e poni attenzione a quel che succede.<br />
A presto!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risorse Umane, Relazioni e Comunicazione]]></title>
<link>http://risorseumane.wordpress.com/2007/12/16/risorse-umane-relazioni-e-comunicazione/</link>
<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 08:21:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>risorseumane</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Da che parte stai? Sei il capo o il dipendente?
Il selezionando o il selezionatore?
Prima o poi n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/hr_1.jpg" title="hr_1.jpg"><img src="http://risorseumane.wordpress.com/files/2007/12/hr_1.thumbnail.jpg" alt="hr_1.jpg" /></a></p>
<p>Da che parte stai? Sei il capo o il dipendente?<br />
Il selezionando o il selezionatore?<br />
Prima o poi nella tua vita lavorativa, e non, ti ritroverai a ricoprire ora l'una ora l'altra parte.<br />
<strong>Ognuno di noi ha il suo capo</strong> o delle persone a cui rendere conto delle proprie azioni; ed <strong>ognuno di noi è un capo</strong> e ha la reponsabilità del comportamento delle persone che gli sono state affidate.<!--more--><br />
Negli ultimi anni, inoltre, si è diffusa, anche in ambiente lavorativo, la modalità del lavoro in team portando così, ognuno di noi, a doversi confrontare con persone del nostro stesso "livello gerarchico".<br />
Abbiamo dunque imparato una cosa così semplice quanto fondamentale quando si parla di Risorse Umane, ovvero Persone: <strong>L'uomo è un animale sociale</strong>.<br />
Le Persone non possono fare a meno di relazionarsi con qualcuno.<br />
Pensaci: quale senso avrebbe la tua vita se non ci fossero altri uomini e altre donne con cui relazionarti?<br />
Non riusciresti neanche a ri-conoscer-Ti ovvero a conoscere te stesso poichè non potresti paragonarti a niente e a nessuno, saresti semplicemente qualcosa di diverso dal resto ma non sapresti mai di essere un uomo o una donna.<br />
Ora facciamo un altro passo avanti e riflettiamo: <strong>possiamo dire che ogni relazione è comunicazione</strong>?<br />
Certo che sì!<br />
Ogni volta che agisci stai comunicando qualcosa al mondo, anche se non vuoi: se cammini per strada stai comunicando che stai andando da qualche parte, se lo fai velocemente significa che vai di fretta, se lo fai lentamente e con la testa per aria probabilmente sono i tuoi pensieri a viaggiare piuttosto che il tuo corpo, e se all'improvviso ti fermi sbuffando nervosamente e battendo il piede per terra è piuttosto probabile che sei davanti ad un semaforo che rischia di farti arrivare in ritardo ad un appuntamento.<br />
In tutte queste azioni non sei in relazione con nessuno eppure comunichi.<br />
Figuriamoci quando ti trovi a doverti relazionare con qualcuno, per non parlare di quando è tua l'intenzione di volerti relazionare!<br />
Anche se non vuoi, infatti, ti trovi a doverti relazionare con qualcuno: pensa a quando sei seduto su un treno e una bella ragazza ti chiede di cederle il posto; oppure un rapinatore entrando nella tua banca ti chiede di stare calmo e tenere le mani in alto; o ancora quando devi recarti alla posta per pagare le bollette.<br />
Sono tutte situazioni in cui tu non scegli di metterti in relazione eppure devi comunicare.<br />
Ovviamente quando il desiderio di entrare in relazione con qualcuno parte da te la comunicazione diventa anch'essa intenzionale e magari sei più predisposto e ti riesce meglio.<br />
Abbiamo dunque imparato alcuni concetti fondamentali.<br />
<strong>Se siamo delle persone</strong> siamo sempre in relazione con qualcuno con cui <strong>non possiamo fare a meno di comunicare</strong>, anche quando non lo vogliamo; inoltre queste<strong> relazioni</strong> (e quindi la conseguente comunicazione) possono essere <strong>di due tipi</strong>:<strong> simmetriche</strong> (quando abbiamo a che fare con persone del nostro stesso livello) e <strong>a-simmetriche</strong> (quando abbiamo a che fare con un nostro capo o un nostro subordinato).<br />
Che ne dici, d'ora in poi, di prestare un po' più di attenzione alle tue relazioni?A ciò che comunichi e a ciò che gli altri vogliono comunicarti?</p>
<p>Potresti capire molte cose di te stesso e del mondo che ti circonda.<br />
Basta solo un po' di esercizio.<br />
Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Mimare è essere tutt’uno con...”]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2007/09/30/mimare-e-essere-tutt%e2%80%99uno-con%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 12:34:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2007/09/30/mimare-e-essere-tutt%e2%80%99uno-con%e2%80%9d/</guid>
<description><![CDATA[ Tempo fa fui rapita dalle fascinose spire di un’arte appassionante - il mimo - che mi condusse al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://redprimrose.wordpress.com/files/2007/09/mano_gesto.jpg" title="mano_gesto.jpg"><img border="0" align="left" width="250" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2007/09/mano_gesto.jpg" alt="mano_gesto.jpg" height="250" /></a> Tempo fa fui rapita dalle fascinose spire di un’arte appassionante - il mimo - che mi condusse alla decisione di frequentare un corso.</p>
<p>Lezioni di tal genere non sono, come si potrebbe pensare, un qualcosa di totalmente rilassante, o poco faticoso.</p>
<p>Nella formazione di un mimo vi è una grande preparazione fisica, sportiva direi, atta a condurre l’individuo alla conoscenza approfondita del proprio corpo, di ogni più piccolo muscolo e del movimento che, isolatamente, gli si può far fare.</p>
<p>E’ proprio da questa profonda conoscenza che si riesce, per esempio, a trasformare il proprio viso in una maschera, a simulare passeggiate, corse e il salire scalini pur rimanendo nel medesimo punto di uno spazio; a dare il senso del volo pur avendo i piedi ben saldi al suolo.</p>
<p>C’è, quindi, un lavoro notevole e continuo fatto di esercizi che coinvolgono tutte le parti del corpo.</p>
<p>“Conobbi” - artisticamente e non -, in quel periodo, personaggi quali Marcel Marceau, Jacques Tati, Jacques Lecoq, Jango Edwards, Lindsay Kemp: prospettive diverse di una stessa arte; feci degli stages con alcuni degli allievi migliori di Marceau e Lecoq.</p>
<p>“Il corpo poetico” - chiamiamolo così come lo avrebbe definito Lecoq - comincia a "muoversi" dopo aver analizzato il mondo (dove per mondo si intende tutto, dai sassi alle piante, agli animali) e la sua rappresentazione, improvvisando sulla base della conoscenza tecnica dei movimenti, del linguaggio del gesto e di tutte le aree di recitazione (tragedia, commedia dell’arte, melodramma, etc.).</p>
]]></content:encoded>
</item>

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