<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>lotta-partigiana &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lotta-partigiana/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lotta-partigiana"</description>
	<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 15:03:23 +0000</pubDate>

	<generator>http://wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[L'antifascismo tra valori e retorica]]></title>
<link>http://vitoschepisi.wordpress.com/?p=137</link>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 11:53:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>vitoschepisi</dc:creator>
<guid>http://vitoschepisi.it.wordpress.com/2008/09/17/lantifascismo-tra-valori-e-retorica/</guid>
<description><![CDATA[
Quasi sempre in Italia quando si parla di fascismo e di resistenza si tende a strumentalizzare. C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://vitoschepisi.files.wordpress.com/2008/09/fini_aa1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-138" title="fini_aa1" src="http://vitoschepisi.wordpress.com/files/2008/09/fini_aa1.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;">Quasi sempre in Italia quando si parla di fascismo e di resistenza si tende a strumentalizzare. </span><span style="font-size:12pt;color:#009900;">C’è molta retorica e c’è una frangia interessata che su queste questioni ci ha costruito una carriera politica e/o intellettuale.</span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"> E’ persino vergognoso ricordare come per alcuni, dopo essersi assicurati dell’aria mutata, sia stato facile recuperare la civiltà dei valori, dopo aver sostenuto l’opacità delle coscienze e addirittura farneticato sulle qualità della razza.</span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;">Le polemiche oggi sollevate sembra siano sui valori assoluti del pensiero. Si potrebbe liquidare tutto dicendo che l’antifascismo non possa essere pensato come un valore assoluto, perchè vale quanto, nello stesso modo, si possa affermare che il fascismo sia stato o meno il male assoluto. Tutto questo per rispetto alla necessaria prudenza di </span><span style="font-size:12pt;color:#cc6600;">guardare alla politica come un metodo per stabilire le regole e l’organizzazione di popoli e stati, più che una concezione filosofica che serva a misurare e stabilire le peculiarità dell’animo.</span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"> </span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#999900;">Il pensiero laico supera l’estremismo degli stereotipi (supremo, assoluto, sommo) e la politica deve essere incentrata sulla laicità dei sistemi per consentire di governare e convivere, e per dotarsi di regole condivise nell’interesse del popolo, piuttosto che metafisica delle coscienze per porre questioni ideologiche a confliggere sulla storia passata. </span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;">In Italia, però, sembra che quando una parte politica sia in crisi propositiva e non riesca a trovare un nesso logico tra le azioni ed i bisogni, non trovi di meglio da fare che passare a discutere dei massimi sistemi. </span><span style="font-size:12pt;color:#006699;">Si conferisce così alle questioni di speciosa sensibilità ideologica un vitale interesse per il futuro, anche quello, ad esempio, dell’approfondimento sulle scelte per lo sviluppo di Roma capitale, come è anche accaduto.</span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;">Per tornare sull’argomento, c’è una certa differenza tra il sostegno ai valori dell’antifascismo e l’inserirsi nella truppa degli antifascisti italiani, nello stesso modo in cui v’è differenza tra i principi universali della democrazia liberale ed il sostenere le tesi di una democrazia popolare. </span><strong><span style="font-size:12pt;color:#336600;">L’antifascismo in Italia è diventata una maschera dietro cui si sono nascoste, e si<span>  </span>nascondono ancora, ipocrisie ed opportunismi, ed a volte violenza e neo fascismo di sostanza.</span></strong><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><span style="font-family:Times New Roman;">Non si può certo ignorare che ci sia stata una differenza sostanziale tra gli antifascisti democratici e liberali e gli antifascisti marxisti: i primi lottavano per liberare il Paese dalla dittatura, i secondi per passare dalla dittatura fascista a quella comunista. Una differenza di non poco conto se si guarda a cosa sia poi successo ai paesi dell’est passati nell’orbita della “normalizzazione” staliniana. </span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><span style="font-family:Times New Roman;">I valori sono una cosa ed i metodi ed i comportamenti sono altro. Se i metodi oppressivi delle dittature fasciste, ovvero quelle totalitarie e comuniste, sono un male da respingere, sono nello stesso modo da respingere coloro che hanno usato e usano la contrapposizione a questo male per introdurne un altro di segno inverso. E’ da respingere, infatti, ogni principio che viene affermato con l’uso degli stessi metodi violenti che si vorrebbero condannare, soprattutto se non è in difesa di alcun atto di reale minaccia. </span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#ff3300;">A cosa vale, infatti, evocare il pericolo fascista in ogni momento e senza ragione se non a consolidare una rendita di posizione per una collocazione non certo marginale nella realtà politica e sociale del Paese?</span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"> </span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#ff6600;">A cosa vale poi<span>  </span>evocare il pericolo fascista se non a fomentare motivi di contrapposizione e di scontro o creare quelle condizioni, come quelle della favola di Esopo “Al lupo! Al Lupo”, in cui la morale è che il pastore, protagonista della favola dello scrittore greco, nel momento di effettivo pericolo non viene più preso sul serio? </span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:12pt;color:#999900;">In questa retorica antifascista c’è davvero qualcosa di perverso!</span></strong><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><span style="font-family:Times New Roman;">Sono dunque da considerarsi allo stesso modo del peggior fascismo quelle situazioni in cui, senza motivo concreto, per sostenere una contrapposizione ci si possa rendere protagonisti di manifestazioni di intolleranza e di violenza. Per tale ragione è così giusto ritrovarsi tra i valori dell’antifascismo (termine che sarebbe meglio sostituire con “non fascismo” per evitare che dietro il sostantivo “antifascismo” ci si possa confondere e mescolare con comportamenti di ugual tipo. ndr)<span>  </span>senza però fare di questa scelta, naturale per un democratico, un distintivo di appartenenza. </span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:12pt;color:#990033;">Non servono patacche per essere democratici e liberali, le patacche servono solo a coloro che strumentalizzano questa condizione di asserito antifascismo, ed in Italia ce ne sono tanti. </span><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><span style="font-family:Times New Roman;">Chi crede nei valori della libertà e della democrazia non ama che sia un punzone a stabilire l’appartenenza a quei valori che sono già nel proprio patrimonio culturale. Non è utile l’applicazione di marchi di fabbrica e che ci sia qualcuno che arrivi persino a porre discrimine su coloro che non hanno bisogno alcuno nè di riconoscimenti nè di legittimità. Se poi la pretesa proviene da coloro che non mostrano d’aver ancora maturato una cultura pluralista e democratica certa, il rifiuto della strumentalizzazione è ancora più giustificato.</span></span></p>
<p class="Normale1" style="text-align:justify;margin:0;"><em><strong><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"><span style="font-family:Times New Roman;">Vito Schepisi</span></span></strong></em><span style="font-size:12pt;color:#54415b;"></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dichiarazione Collettiva di Responsabilita' Italiana]]></title>
<link>http://mauriziomorabito.wordpress.com/?p=341</link>
<pubDate>Thu, 07 Feb 2008 22:48:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>omnologos</dc:creator>
<guid>http://mauriziomorabito.it.wordpress.com/2008/02/07/dichiarazione-collettiva-di-responsabilita-italiana/</guid>
<description><![CDATA[Che dite, non sarebbe un buon inizio?
Noi sottoscritti Italiani di vita e di cultura riconosciamo di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Che dite, non sarebbe un buon inizio?</p>
<p><em>Noi sottoscritti Italiani di vita e di cultura riconosciamo di:</em></p>
<p><em>-avere come <strong>obiettivo una felicita'</strong> "</em><strong>facile</strong>, mai seriosa, non troppo impegnativa, non troppo faticosa<em>" (1)</em></p>
<p><em>-essere <strong>capaci di tollerare di tutto</strong> e di piu' in nome di tale felicita': al punto da aver inventato e poi permesso non solo lo stabilirsi della dittatura fascista e l'impunita' dei delitti come quello Matteotti, ma anche l'implementazione delle vergognosissime leggi razziali, e l'entrata in guerra per dimostrare una virilita' del nostro regime poi rivelatosi metaforicamente eunuco</em></p>
<p><em>-essere anche capaci di <strong>atti di incredibile eroismo</strong> nella lotta partigiana, e di costruire fra fame e macerie una Repubblica con una Costituzione avanzatissima per i suoi tempi: ma <strong>solo dopo aver toccato il fondo</strong> e anche piu' in giu', dopo che "</em>una mattina<em>" (il 9 settembre) improvvisamente ci siamo "</em>svegliati<em>" e abbiamo "</em>trovato l'invasor<em>" (come indicato con sottile ironia nella celeberrima "</em>Bella Ciao<em>")</em></p>
<p><em>-<strong>non avere remore a piangere miseria e a lamentarci</strong> della scarsa rappresentativita' della "</em>Casta<em>" dei politici: per poi acquistare in massa le TV ultrapiatte, strafregandosene della <strong>previdenza</strong>, ed eleggere senza tema di smentita quegli <strong>stessi, vituperati politici</strong> (2)</em></p>
<p><em>-sognare un mondo dove <strong>non occorrano regole</strong> e tutto venga risolto d'amore e d'accordo: e per quel motivo, riconosciamo di arrivare <strong>a lastricare di buone intenzioni la strada per il nostro inferno</strong>, a partire dal <strong>radicamento di mafia e affini</strong> come gruppi di mutuo soccorso contro lo Stato-nemico, passando poi per la pericolosissima <strong>ingerenza etico-episcopale</strong> nella politica, non cosi' dissimile dal corporativismo dirigista del fascismo, per finire con il <strong>consociativismo catto-comunista</strong> degli ultimi sessanta anni che blocca ormai ogni idea e ogni riforma e trasforma la politica in una pura "</em>spartizione della torta<em>". Della corruzione per un pezzo di pane e/o un panettone, siamo ormai famosi nel mondo.</em></p>
<p><em>-parlare infine <strong>a vanvera di liberta' di pensiero</strong> e di opinione, nonostante appunto siamo pronti a demonizzare chi la pensi diversamente da noi quasi fossimo <strong>tutti tanti Torquemada</strong>: tanto che non e' possibile sentire ogni opinione neanche nelle manifestazioni a favore dei diritti civili</em></p>
<p><em>Riconosciamo infine l'ovvieta' che se vengono ripetute le azioni passate, e' quasi impossibile aspettarsi risultati diversi. Un giorno forse ne trarremo le conseguenze: <strong>speriamo solo di non dover aspettare di essere "</strong></em><strong>invasi</strong><em><strong>"</strong> da qualche ex-alleato, di nuovo.</em></p>
<p>(seguono: 60 milioni di firme)</p>
<p>(1) Sulle promesse del populismo italiano: Piero Ignazi, IlSole24Ore, 03/02/2008</p>
<p>(2) Sul contrasto fra TV ultrapiatte e previdenza: Marco Liera, IlSole24Ore, 09/12/2007</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
