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	<title>lucrezio &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/lucrezio/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "lucrezio"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:26:48 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Black Black Out]]></title>
<link>http://laterzafaccia.wordpress.com/?p=182</link>
<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 20:45:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Blog Babel è sospesa.
Ne so troppo poco per esprimere giudizi di qualche valore. Conosco però arr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://orientalia4all.net/post/blogbabel-e-temporaneamente-sospesa">Blog Babel è sospesa</a>.</p>
<p>Ne so troppo poco per esprimere giudizi di qualche valore. Conosco però arroganza, maleducazione ed aggressività. Tre ingredienti fastidiosi che hanno condito questi fatti.</p>
<p>La seconda parte del <a href="http://laterzafaccia.wordpress.com/2008/03/20/de-rerum-blog-1%c2%b0-parte/">mio post</a> non andrà in onda...</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[D'Ifigenia, o Ifianassa]]></title>
<link>http://taurie.wordpress.com/2008/01/23/difigenia-o-ifianassa/</link>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 20:45:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>taurie</dc:creator>
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<description><![CDATA[
[antistrofe 5]
&#8220;Non valsero preghiere della figlia, nè che il padre chiamasse ella per nome,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://i266.photobucket.com/albums/ii250/Taurie3/Ginestra-800.jpg" alt="" width="351" height="263" /></p>
<p><em>[</em><em>antistrofe 5]</em></p>
<p>"Non valsero preghiere della figlia, nè che il padre chiamasse ella per nome, nè la verginale età, a piegare i duci bramosi di guerra. E ai servi del sacrificio, dopo i voti agli dei, dette suoi ordini il padre. Prona ella era, col volto a terra, caduta sulle sue vesti. Lei prendessero come capra selvatica; lei, con risoluto cuore sollevassero sopra l'altare; e la sua bocca, la bella prora del suo bel volto, perchè non gridasse maledizione alla casa,</p>
<p><em>[</em><em>strofe 6]</em></p>
<p>volle ancorata e chiusa con la violenza di muti bavagli. Le scivolarono ai piedi le vesti del colore del croco; e dagli occhi pietosi con dardi di pietà feriva ora l'uno ora l'altro i suoi sacrificatori. E pareva un'immagine dipinta, e voleva parlare, ella che tante volte nelle stanze del padre, ai conviti, aveva fatto udire il suo canto, e tante volte, con quella sua voce pura di intatta vergine, amorosamente, in onore del padre amato, intonato aveva il peana del buon augurio alla terza libagione."</p>
<p><em>vv. 228-247, Agamennone, Eschilo</em></p>
<p>"Aulide quo pacto Triviai virginis aram<br />
Iphianassai turparunt sanguine foede<br />
ductores Danaum delecti, prima virorum.<br />
cui simul infula virgineos circum data comptus<br />
ex utraque pari malarum parte profusast,<br />
et maestum simul ante aras adstare parentem<br />
sensit et hunc propter ferrum celare ministros<br />
aspectuque suo lacrimas effundere civis,<br />
muta metu terram genibus summissa petebat.<br />
Nec miserae prodesse in tali tempore quibat,<br />
quod patrio princeps donarat nomine regem;<br />
nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras<br />
deductast, non ut sollemni more sacrorum<br />
perfecto posset claro comitari Hymenaeo,<br />
sed casta inceste nubendi tempore in ipso<br />
hostia concideret mactatu maesta parentis,<br />
exitus ut classi felix faustusque daretur.<br />
tantum religio potuit suadere malorum."</p>
<p><em>vv. 84-101, De Rerum Natura, liber I, Lucrezio</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fatiche umane]]></title>
<link>http://claudio88.wordpress.com/2007/10/29/fatiche-umane/</link>
<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 19:20:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>claudio88</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Se la mia ex prof di lettere passasse da queste parti probabilmente resterrebbe sorpresa dallo scop]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img border="0" width="268" src="http://www.ca.astro.it/SIA/atlante.jpg" height="280" /></p>
<p>Se la mia ex prof di lettere passasse da queste parti probabilmente resterrebbe sorpresa dallo scoprire che uno dei suoi scapestrati studenti si ricorda di un piccolo uomo chiamato Lucrezio.</p>
<p>Infatti, oggi stavo leggendo un passo della versione integrale de "Il viaggio a Occidente" di Wu Cheng'En che mi sono ricordato di un altro passo simile nei contenuti. Il passo de " Il viaggio a occidente è il seguente:</p>
<p>  <span style="color:#ff6600;"><font face="Times New Roman"> </font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">Finirà questa caccia a cose vane?</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">In piedi all’alba, ti corichi a notte</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">E libero non sei. Trotti sul mulo</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">E sogni un palafreno. Sei un ministro,</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">Ti sogni duca o re. Ammucchi denaro</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">Dimenticando il timore di Yama.</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">Voglion lasciare gloria e soldi ai figli,</font></font></font></span><span style="color:#ff6600;"><font size="2"><font face="Times New Roman"><font color="#000000">Ma nessuno si ferma per riflettere.</font></font></font></span></p>
<p>Un bel passo, vero?  La lettura di questo mi ha ricordato il seguente passo tratto dal secondo libro de " De rerum natura":</p>
<p>                ... volgere lo sguardo laggiù, verso gli altri,<br />
          e vederli errare qua e là e cercare, andando alla ventura,<br />
      la via della vita, gareggiare d'ingegno, rivaleggiare di nobiltà,<br />
             adoprarsi notte e giorno con soverchiante fatica<br />
       per assurgere a somma ricchezza e impadronirsi del potere.</p>
<p>La comunanza dei contenuti è lampante e la verità intrinseca è così profonda che mi sono ricordato di tutti i trip mentali che mi sono sempre fatto riguardo le fatiche immani (alzarmi ogni giorno è una sofferenza) che devo fare e a quelle che tutti gli uomini devono fare (ma che sono meno importanti).</p>
<p>Se ci si fermasse a riflettere su questo fatto alcuni riderebbero della nostra sciocchezza, altri s'intristirebbero per la nostra condizione di continui lavoratori, mentre altri ancora mi manderebbero volentieri a quel paese affermando che il lavoro è neccessario ecc. Personalmente trovo che tutti i tre punti di vista siano allo stesso tempo sia accettabili che deprecabili (soprattutto quello pessimista).</p>
<p>Le considerazioni, le riflessioni e tutte le pappardelle varie sono così tante che metterle tutte in posto sarebbe un lavoro interminabile e lunghissimo, per cui preferisco dividere il tutto nei vari momenti in cui decido di rompere le scatole al mondo (più di quanto non faccia già).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PYR KAI YBRIS]]></title>
<link>http://mariodomina.wordpress.com/2007/09/18/pyr-kai-ybris/</link>
<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 13:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>md</dc:creator>
<guid>http://mariodomina.it.wordpress.com/2007/09/18/pyr-kai-ybris/</guid>
<description><![CDATA[
“E’ dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare,
guardare da terra il grande tr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a title="valle-di-silenzio.jpg" href="http://www.flickr.com/photos/saltatempo/"><img src="http://mariodomina.wordpress.com/files/2007/09/valle-di-silenzio.jpg" alt="valle-di-silenzio.jpg" /></a></p>
<p>“E’ dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare,<br />
guardare da terra il grande travaglio di altri;<br />
non perché l’altrui tormento procuri giocondo diletto,<br />
bensì perché t’allieta vedere da quali affanni sei immune.<br />
E’ dolce anche guardare le grandi contese di guerra<br />
ingaggiate in campo, senza alcuna tua parte di pericolo…”</p>
<p>Chissà se i sentimenti espressi con tanta chiarezza da <strong>Lucrezio</strong> all’inizio del secondo libro del <em>De rerum natura</em>, venivano provati e condivisi anche dalle variegate e ineffabili torme di piromani che hanno infestato la nostra estate mediterranea. Un po’ me li immagino: appiccare l’incendio e poi contemplare da lontano, al sicuro, il frutto della propria insulsa capacità di innescare una tale potenza distruttiva… guardare alberi, cespugli, macchia, volatili, animali, umani, case, strade, orti, filari, il tutto che viene divorato da un’immensa quanto folle opera “purificatrice” (magari il latino <em>purum</em>, di origine indoeuropea, ha a che fare con <strong><em>pyr</em></strong>,  il termine greco per indicare il fuoco…). C’è poi un tale abisso tra  la mediocrità del gesto e la terribile grandiosità del risultato, da lasciare talvolta storditi, esterrefatti.<br />
Quel che però si contempla il giorno dopo il misfatto, non ha più molto a che fare con la categoria del “sublime”: la terra violacea e i tizzoni neri ormai spenti e gelidi, i fianchi scoscesi e desertici della montagna, una scurità inqualificabile, scheletri  e fantasmi di alberi come mani e braccia impietrite verso il cielo,  l’assenza di vita che aleggia tutt’attorno, un silenzio innaturale, un’impressione di totale definitivo sradicamento, come se lì si fosse aperta una inguaribile ferita sul nulla. La metafora perfetta del nichilismo che avanza.</p>
<p>Ricordo che da bambino, a scuola, ci dicevano che “l’uomo primitivo aveva scoperto il fuoco”. Naturalmente quello “scoprire” aveva un significato molto più vasto e complesso, visto che il fuoco c’era già in natura: si trattava in realtà di imparare a gestirlo e di misurarsi con quell’immane potenza.<br />
<strong> Eraclito</strong>, uno dei più grandi filosofi greci, dedicò al “fuoco” grande attenzione: il filosofo del perenne fluire delle cose, del divenire, del contrasto e della dialettica non poteva non rimanere colpito da quell’elemento così insolito e terribile. Il fuoco si alimenta divorando, permane fluendo, sta e si muove, dà vita (calore, cibo) e morte allo stesso tempo. Esso ha a che fare con l’indigenza e la sazietà, la guerra e la pace (frammento 65); è addirittura ciò che giudicherà e condannerà tutte le cose (66); il fuoco è sempre vivente (30), scambio universale (67, 90), movimento e ciclo eterno (76), ciò che governa tutte le cose (64).<br />
Ma proprio di fronte a un fenomeno così potente della natura – al punto da esserne quasi forma e sostanza, pilastro cosmologico, se non materialmente certo simbolicamente -  si deve esercitare la massima cautela: il fuoco va governato con il <em>lògos</em>, con la misura:</p>
<p>“Bisogna spegnere la dismisura (<em>ybris) </em>più di un incendio”  (43).</p>
<p>Il termine greco <strong><em>ybris</em></strong> è traducibile con insolenza, tracotanza, violenza, prepotenza. Ma il suo significato filosofico riguarda più precisamente l’oltrepassamento della misura, la sfrenata insensatezza, l’agire contro gli dei, ma anche contro il <em>lògos</em>, la ragione.<br />
La lezione di quest’estate, come la lezione di tutti i giorni, è che delle due l’una: o il nostro rapporto con l’essere rientra nel binario della misura, della ragione, del<em> lògos</em>,  oppure finiremo per essere divorati dal fuoco della <em>ybris</em>, della nostra smisurata, stolta e insensata tracotanza.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/saltatempo/">Saltatempo</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[la soluzione è acquosa]]></title>
<link>http://lucianopagano.wordpress.com/2007/07/21/la-soluzione-e-acquosa/</link>
<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 22:18:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucianopagano</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Né importa alcunché da qual vitto il corpo sia nutrito,
purché ciò che mangi, digerito, possa d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lucianopagano.wordpress.com/files/2007/07/daphnialongispina.jpg" alt="daphnialongispina.jpg" /></p>
<p>Né importa alcunché da qual vitto il corpo sia nutrito,<br />
purché ciò che mangi, digerito, possa distribuirsi nel corpo<br />
e serbare costantemente umida la condizione dello stomaco.</p>
<p align="right"><strong>Tito Lucrezio Caro</strong>, <strong>La natura delle cose</strong><br />
(Libro IV, vv. 630-632, <em>trad. it. </em>Luca Canali)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[esiterai? t'indignerai?]]></title>
<link>http://iperio.wordpress.com/2007/06/20/esiterai-tindignerai/</link>
<pubDate>Wed, 20 Jun 2007 10:12:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>iperio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
macro museum contemporary art roma, originally uploaded by iperio.
E tu esiterai, e per di piú t]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="flickr-frame"><a href="http://www.flickr.com/photos/iperio/457589419/" title="photo sharing"><img src="http://farm1.static.flickr.com/221/457589419_ab4edaf5ed.jpg" class="flickr-photo" /></a></p>
<p><span class="flickr-caption"><a href="http://www.flickr.com/photos/iperio/457589419/">macro museum contemporary art roma</a>, originally uploaded by <a href="http://www.flickr.com/people/iperio/">iperio</a>.</span></p>
<p class="flickr-yourcomment">E tu esiterai, e per di piú t’indignerai di dover morire? Tu cui è morta la vita mentre ancora sei vivo e vedi e consumi nel sonno la parte maggiore del tempo, e pure da sveglio dormi e non smetti di vedere sogni, e hai l’animo tormentato da vane angosce, né riesci a scoprire qual sia cosí spesso il tuo male, mentre ebbro e infelice ti incalzano da ogni parte gli affanni e vaghi oscillando nell’incerto errare della mente - (Lucrezio, De Rerum Naturae, III, vv. 1045-1052).</p>
<p>mi hanno parlato di una storia tremenda, che non ripeto qui, ora.<br />
una ragazza che soffre in modo indicibile, in ospedale, e i dottori che l'assistono, una dottoressa che la segue.<br />
Se fossi la Morte la libererei, ma sono solo un misero mortale, e il pensiero di lei mi prende allo stomaco, mi angoscia, ma inutilmente.<br />
non posso fare niente.<br />
eppure non posso non pensare</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La battaglia]]></title>
<link>http://iperio.wordpress.com/2007/02/07/la-battaglia/</link>
<pubDate>Wed, 07 Feb 2007 08:14:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>iperio</dc:creator>
<guid>http://iperio.it.wordpress.com/2007/02/07/la-battaglia/</guid>
<description><![CDATA[
La vita è una lunga battaglia nelle tenebre.
 
Lucrezio
(l&#8217;immagine eccezionale è di Ariqu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" src="http://farm1.static.flickr.com/161/381000973_3da729b657.jpg?v=0" height="500" style="width:500px;height:500px;" /></p>
<p>La vita è una lunga battaglia nelle tenebre.<br />
 <br />
Lucrezio</p>
<p>(l'immagine eccezionale è di <a href="http://www.flickr.com/photos/ariil/">Arique</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>

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