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	<title>mad-architects &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mad-architects"</description>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 18:34:56 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[.°° Made in China_ Dal cucchiaio alla città.]]></title>
<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 23:46:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>emmanuelepilia</dc:creator>
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<description><![CDATA[
L&#8217;architettura è un segno della vita di una società e rappresenta il livello di sviluppo cu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-83" src="http://piliaemmanuele.wordpress.com/files/2008/04/zaha-hadid.jpg?w=510" alt="" width="510" height="286" /></p>
<p>L'architettura è un segno della vita di una società e rappresenta il livello di sviluppo culturale, economico e politico di un'epoca. Dunque, possiamo dire che l'architettura è la testimonianza storica dei progressi di questa era rappresentata. La città difatti è il sistema artificiale più complesso e che vive i cambiamenti più lenti, perché più stabilizzatori, tra quelli ideati dall'uomo, e la progettazione, la costruzione e l'organizzazione di questo sistema artificiale è la sfida più grande per l'intelletto umano. Non è un caso se storicamente, ogni grande imperatore, o regnante in generale, che si sia rispettato abbia, tra le prime cose, fondato la propria città, o modificato completamente le città esistenti. Dalle trasformazioni della Roma rinascimentale e barocca da parte dei papi, fino alle città di puro marchio fascista, la forma urbana è stato il principale <em>brand </em>con cui il governo di tutto mostra l'applicazione pratica della propria ideologia.<br />
Non a caso Piccinnato parla così della sua Sabaudia:</p>
<p><em>[...] Non       più la città murata contrapposta alla campagna, la città che impone       enormi spese e non produce, la città fine a se stessa e che in sé si       conclude, ma nuove forme urbane aperte e decentrate, ragionevoli ed       equilibrate con la loro funzione [...] Una città indissolubilmente legata al       suo territorio [...]</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-82" src="http://piliaemmanuele.wordpress.com/files/2008/04/piano-regolatore-sabaudia.jpg" alt="" width="490" height="491" /></p>
<p>Rappresentativo di una città nato per volere di un fascismo che si presentava allora come ente modernizzante assoluto, ed allo stesso tempo promotore dell'autarchia.</p>
<p>Agli inizi del ventunesimo secolo l'evento urbanistico di maggiore spicco è la crescente urbanizzazione della Cina che, guidata da un governo fortemente presente il quale si fa ideologia di se, non poteva sottrarsi a questa sorta di legge storica. Pechino, Beijing e Guangzhou sono le tre città che stanno aumentando il vantaggio concorrenziale al livello globale. Forgiati sotto il segno di produzione, sport, cultura, questi centri mondiali non potevano che essere lo specchio dell'ideologia nazionalistica cinese: produttività esasperata, consumismo edilizio che preme affinché studi mettano a punto edifici in tempi strettissimi, con conseguente calo di qualità diffusa e frequente abbattimento diffuso di edifici realizzati poco tempo prima, ma ormai considerati (giustamente, vista la qualità di produzione) fatiscenti. Consumismo per consumismo. Della Cina in architettese spesso si citano i progetti virtuosi degli europei e delle loro bizzarrie, i quali, viste le possibilità offerte, si sentono di poter sperimentare quanto di meglio hanno nel loro repertorio. Ed anche di più. Questo con effetti positivi su una generazione di architetti che si trova, dopo il predominio dell'influenza del neo realismo URSS, assolutamente senza maestri. Sotto quest'ottica è facile comprendere i motivi dell'esplosione (in termini numerici) di un'enormità di <em>studi clone</em> formati dal riflesso degli stranieri. Come ad esempio succede nel rapporto tra lo studio MAD e Zaha Hadid. Ma ovviamente il pensiero torna ancora una volta al razionalismo italiano: cosa sarebbe stato Terragni senza aver capito la lezione franco/tedesca? Sotto questa luce il fenomeno di questi ennesimi manieristi ci appare del tutto nuovo e certamente più interessante che come viene dipinto dalla deriva antiglobalizzatrice. E' certo, la Cina è una dittatura, e la sua politica è un danno sia ambientale che economico per il resto del mondo, ma come il revisionismo storico recupera architetti schierati verso il fascismo, per noi deve essere interessante capire con cosa ci dobbiamo scontrare. Dunque, se la città cinese è dominata dal consumo e riuso continuo di territorio organizzato in modo pessimo, è anche vero che i medio/piccoli studi di architettura stanno imparando a giocare con le armi della scenografia e dell'architettura effimera.<br />
Si sta vivendo quello che in Europa si viveva con le avanguardie storiche, con l'accettabile vittima della tradizione immolata per uno sviluppo del tutto inatteso da parte degli utenti della città: la gente comune.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://piliaemmanuele.wordpress.com/files/2008/04/1910186556.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-84" src="http://piliaemmanuele.wordpress.com/files/2008/04/1910186556.jpg?w=510" alt="" width="343" height="343" /></a></p>
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