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	<title>maier &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/maier/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "maier"</description>
	<pubDate>Sun, 27 Jul 2008 08:56:18 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Redwood Online Blog]]></title>
<link>http://giantredwood.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 13:33:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>gmaier</dc:creator>
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<description><![CDATA[Welcome to the Redwood online blog. Created by me George Maier. I recently became rather intrested i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Welcome to the Redwood online blog. Created by me George Maier. I recently became rather intrested in Redwoods, they are amazing trees indeed. There are three types of redwood: Giant, Coastal and dawn and each type is amazing. The Coastal Redwood is the tallest specie on earth reaching higher than the statue of liberty. Giant has the largest mass of any tree on earth. And dawn until recently was thought extinct. A little back history on me now: Im a student in england, i like IT, Physics and yet somehow i still manage to get a girlfriend :) My dreams include going on a world tour and climbing everest; both a bit far fetched though :) .</p>
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<title><![CDATA[Alchemical Aviary]]></title>
<link>http://youenoch.wordpress.com/?p=41</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 05:40:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>I, Enoch</dc:creator>
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<description><![CDATA[
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<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://youenoch.files.wordpress.com/2008/05/alchemical-bird.jpg" alt="alchemical aves" width="400" height="240" /></p>
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<title><![CDATA[Fascismo di pietra]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/?p=20</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 06:20:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando è scoppiata la polemica sull’Ara Pacis, che Rutelli e Veltroni hanno impacchettato e che o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Quando è scoppiata la polemica sull’<a href="http://www.romasegreta.it/campo_marzio/arapacis.htm" target="_blank">Ara Pacis</a>, che Rutelli e Veltroni hanno impacchettato e che ora Alemanno vorrebbe velocemente disimballare dal “<a href="http://www.arapacis.it/" target="_blank">cofanetto</a>” di Meier, per caso, puro caso - alle volte il destino ci mette la coda – stavo leggendo un bel saggio di Emilio Gentile, <em>Fascismo di pietra </em>(Bari 2007), una interessante disamina sui rapporti, durante l’evo fascista, fra architettura, propaganda politica e recupero, vero o presunto, della storia e dell’estetica romana.<br />
Non ho mai avuto né mai avrò alcuna simpatia per il fascismo e per le dittature in genere, ma, da storica, e soprattutto da storica antica, ho sempre provato invece un vivo interesse per quel periodo e soprattutto per quell’intrico complicato e assieme naif che fu la propaganda del regime.<br />
Il fascismo è stato un movimento compiutamente italiano nella sua genesi, e questo, lasciatemelo dire, ha contribuito a renderlo di difficile decifrazione e studio. Perché, come tutte le cose che vengono generate nella nostra penisola, è spesso sfuggente, multiforme, impossibile da etichettare con precisione. L’essere italiano ha contribuito a farlo ritenere, spesso, come una sorta di “nazismo de noantri” fatto alla buona e, sotto sotto, sempre gestito con un pizzico di cuore: cioè una dittatura, sì, ma più morbida, più ciaciona che non quella spietata, organizzatissima ed ideologicamente monolitica di Hitler.<br />
Certo, i fascisti potevano essere crudeli, ma via, poi alla fine erano pur sempre italiani: al muro e in galera ci finivano proprio solo quegli oppositori testardi testardi; i professori che non giuravano fedeltà al regime, pur se cacciati dalle università, potevano trovare un buchetto all’<em>Enciclopedia Italiana;</em> il confino era comminato in isolette dal clima mite, dove oggi ci si va in vacanza colla famiglia. Se gli italiani sono per definizione brava gente, i fascisti non potevano essere compiutamente cattivi. Insomma, in virtù del suo essere un prodotto dell’Italia, il fascismo non viene quasi mai, nella coscienza collettiva, sia all’estero che in patria, percepito come un regime compiutamente “serio”, organico, illiberale, ma come un coacervo un po’ approssimativo di tante istanze, una cosa in cui tutto si tiene per mano, va a finire nel solito immenso calderone e alla fine si sdilinquisce e si stempera in un brodo primordiale e confuso.<br />
Il fascismo, come già notava acutamente Umberto Eco [<em>Fascismo eterno,</em> in <em>Cinque scritti morali,</em> Milano 1997, 25-48] non possiede, al contrario del nazismo, una sua ideologia forte di riferimento, o meglio, non ne possiede una di univoca e precisa: è un insieme di istanze, spesso pure in contraddizione fra loro. Uno dei motivi del suo “successo”, all’epoca e tuttora, sta proprio in questa indefinitezza di fondo: il nazismo è così strutturato nella sua impostazione che non si può rigettarne una parte senza mettere in crisi il tutto; il fascismo, invece, è come certi edifici antisismici: tu gli dai una botta e quelli, invece di cadere, si assestano: perdono qualche cornicione nel terremoto, ma, gira gira, te li ritrovi sempre davanti, anche se un po’ restaurati o acciaccati dagli anni.<br />
Rivoluzionario e conservatore, ateo e cattolicissimo, il fascismo è riuscito a tenere assieme un trombone come D’Annunzio, con il suo estetismo esasperato <em>fin de siécle,</em> e Marinetti, che voleva asfaltare il Canal Grande. In un movimento serio i due avrebbero dovuto razionalmente passare il tempo a prendersi a pugni, non essere considerati entrambi intellettuali di riferimento.<br />
Non avendo punti precisi ideologici al suo interno, in breve non possedendo una ortodossia conclamata e sempre rintracciabile, il fascismo, necessariamente, poteva consentire margini di libertà di pensiero (relativa) a chi se ne faceva adepto. Del fascismo esistono infinite declinazioni ed interpretazioni personali, il che favoriva le adesioni da parte di ampi strati della popolazione: ognuno, insomma, nel fascismo, pescava un po’ quello che più gli pareva.<br />
Questa relativa libertà ha prodotto anche uno dei paradossi più interessanti del fascismo: cioè quello di essere una delle poche dittature moderne al mondo ad aver saputo produrre un’arte d’avanguardia. Gli architetti del regime, da Piacentini in giù, erano bravi architetti: hanno saputo trovare soluzioni moderne, in linea con le più avanzate tendenze europee, in un’Italia ancora provinciale e retriva. Gli edifici e i dipinti dell’arte nazista, come quelli prodotti nella Russia staliniana, sono per la maggior parte inguardabili; la Roma fascista no. Pur nello scempio compiuto ai fori per sventrarli e creare la via dell’Impero, la Roma fascista ha una sua coerenza d’impianto urbanistico e architettonico, presenta edifici dalle soluzioni moderne. Anche quando è arte compiutamente di regime e d’occasione, messa al servizio della propaganda, è qualcosa di diverso da un mero esercizio su commissione. L’ordine di scuderia era restaurare la romanità? Gli architetti fascisti lo fecero, ma non fermandosi a vuote riproposizioni dell’antico, come accadde per molti cantori del regime in letteratura: reintepretarono l’antico con stilemi nuovi. Lo fecero così bene, a volte, che a tutt’oggi molte delle loro interpretazioni passano per ricostruzioni fedeli dell’antichità, e l’immagine che molto spesso è passata dei Romani non ha nulla a che fare con la Roma storica, ma è solo una ripresa di quella reinventata dalla propaganda fascista.<br />
In qualche modo si può sostenere che gli architetti del regime furono gli ultimi a “capire” la romanità, creando qualcosa di nuovo che cogliesse lo spirito dei romani antichi ma fosse, al tempo stesso, del tutto moderno. In questo senso essi furono gli eredi del Rinascimento italiano, che non imitava soltanto, ma si proponeva di ricreare l’antico ed il suo splendore nei tempi moderni. Nel dopoguerra la romanità non viene più presa a modello e reinterpretata: viene studiata con acribia filologica, ricostruita in vitro con pignoleria da storico o archeologo; operazione che a me, storica, procura una sorta di orgasmo, ma che è diversa e, dal punto di vista della mera creatività, meno emozionante.<br />
Ora, confesso che il padiglione di Meier non l’ho visto dal vivo, ma, sull’onda delle polemiche di questi ultimi giorni, sono andata a scaricarmi le foto e il progetto. Quello che mi ha colpito è la sua assoluta coerenza, dal punto di vista architettonico, con la Roma fascista e l’architettura di regime. Se guardate prima il <a href="http://www.arapacis.it/sede/il_progetto_meier" target="_blank">progetto Meier</a> e lo confrontate, ad esempio, con quelli di <a href="http://www.architettoluigimoretti.it/site/it-IT/Sezioni/Opere_e_progetti/Scheda/020_1933.html?link=Originali" target="_blank">Luigi Moretti</a> (autore della Casa del Balilla a Trastevere), ci ritroverete una aria di famiglia ben precisa. In questo senso il padiglione Meier può essere considerato una sorta di doppia citazione: un contenitore per un oggetto archeologico antico, però valorizzato in epoca fascista con ben preciso intento ideologico, che ripropone nelle forme l’architettura del periodo in questione, armonizzandosi quindi con quella cifra architettonica che è divenuto il modo con cui la città ha cercato, nel ‘900, di assorbire l’antico nel moderno.<br />
Può non piacere o piacere, ma non è , insomma, un pugno in un occhio né una operazione estemporanea. E soprattutto, lasciatemelo dire, non riesco a capire perché, a questo punto, a pretenderne la rimozione sia l’ex fascista Alemanno. Dovrebbe sentircisi a casa.</p>
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<title><![CDATA[QUARANTA RAGIONI PER PRENDERLA A CALCI IN CULO]]></title>
<link>http://valterbinaghi.wordpress.com/?p=428</link>
<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 13:47:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>vbinaghi</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Corinne Maier - No kid. Quaranta ragioni per non avere figli - Bompiani
Questa signora, di professi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://giotto.internetbookshop.it/cop/copj13.asp?f=9788845260506" alt="no kid" /></p>
<p><strong>Corinne Maier - No kid. Quaranta ragioni per non avere figli - Bompiani</strong></p>
<p>Questa signora, di professione psicanalista (e attenzione quando affidate l'anima a questi "animatori"!), madre di due figli, confessa candidamente di essersi pentita della scelta: i figli son dolorosi da partorire, faticosi da accudire, quanti libercoli in meno scritti, quanti salotti letterari in meno frequentati.<br />
Il degrado di una civiltà si misura non tanto dal fatto che sentimenti del genere siano diffusi, ma che siano pubblicabili con encomio, congrua conseguenza di un femminismo che si pretendeva nato per liberare il sesso debole dall'oppressione patriarcale ed è riuscito per lo più solo a distruggerlo.<br />
Anzichè scagliarsi contro la pornografia strisciante (leggasi "deregulation della figa") con cui i media svendono l'immagine femminile ai peggiori istinti del popolino bavoso, la signora Maier accusa la maternità di avere ostacolato la libera espressione del suo genio.<br />
A questo noi gente semplice, che crede ancora in un futuro per la specie umana e non riesce nonostante membri come la Maier ad augurarsene l'estinzione, rispondiamo:<br />
1) che compiangiamo sinceramente i suoi figli<br />
2) e quasi nella stessa misura i pazienti e i lettori di questa ineffabile seguace di Freud<br />
3) che le ideologie più aberranti del XX secolo (che però abbiano manifestato un minimo di riguardo per il futuro della specie umana) da Mussolini a Stalin a Komeini avranno fatto sempre meno danni dell'onanismo suicida che si nasconde dietro la democratica pretesa di consumare la vita senza restituire nulla a nessuno, spendendo tutte le proprie energie per edificare un monumento alla propria inutile vanità. Presidente del consiglio, scrittrice o velina, nessuna di queste donne vale una madre.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Panenka: Fantasía centroeuropea]]></title>
<link>http://misterdato.wordpress.com/?p=58</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 11:40:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>misterdato</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Belgrado. Eurocopa 1976. Prepárense, algo grande va a pasar. Como diría después Pelé &#8220;alg]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font color="#0000ff"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/KdvUnhSv7cs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/KdvUnhSv7cs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></font></p>
<p align="justify"><font color="#0000ff">Belgrado. </font><a target="_blank" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Eurocopa_1976"><font color="#0000ff">Eurocopa 1976</font></a><font color="#0000ff">. Prepárense, algo grande va a pasar. Como diría después Pelé "<em>algo así solo lo puede hacer un genio o un loco".</em></font></p>
<div align="justify"><em><font color="#0000ff"></font></em></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">Había llegado a trompicones, pero la </font><a target="_blank" href="http://www.solofutbol.cl/futbol%20internacional/Mundiales%20de%20futbol/Alemania%201974/alemania%201974.html"><font color="#0000ff">RFA</font></a><font color="#0000ff"> era favorita. Beckenbauer, Vogts. Maier, Bonhof, Hoeness; era el ocaso de la gran generación que dominó Europa en el anterior lustro.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">El rival, Checoslovaquia, contaba con Nehoda, Svehlik, Viktor y Prohaska. Eran grandes jugadores, muchos desconocidos, ya que la Guerra Fría impedía que jugaran en los transantlánticos occidentales. </font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">La final comenzó con Checoslovaquia dominando. Pronto Svehlik batió por bajo a Maier. Minutos después Karl Dobias conseguía el 2 a 0. Igual que durante todo el campeonato, Alemania iba a trompicones. A remontar.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">A los pocos minutos Dietmar Müller recorta distancias. A partir de ahí el Panzer alemán, comandado por el <em><a target="_blank" href="http://www.soccerbusinessonline.com/soccer/industria/Resumen_ALEMANIA%202006_Beckenbauer.asp">Kaiser</a>, </em>acosa a los checoslovacos. Un Viktor inconmesurable desvía los <em>misiles </em>que se lanzan sobre su portería. Transcurría el minuto 89 cuando, fieles a su historia, los alemanes empataban la final con un gol del marrullero Hölzenbein. </font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">Prórroga. Todo sigue igual. Penaltys.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">Los checos empezaban. Los primeros 7 tiros fueron gol. 4 a 3 para Checoslovaquia. El siguiente lanzamiento era para </font><a target="_blank" href="http://www.futbolfactory.futbolweb.net/index.php?ff=historicos&#38;f2=00001&#38;idjugador=449"><font color="#0000ff">Uli Hoeness</font></a><font color="#0000ff">. Falló. Según se dice no quería tirarlo.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">El quinto penalty, el de la posible victoria checa, era para </font><a target="_blank" href="http://www.as.com/futbol/articulo/queria-hacer-algo-distinto-ocurrio/dasftb/20040629dasdaiftb_38/Tes"><font color="#0000ff">Antonín Panenka</font></a><font color="#0000ff">. En frente, </font><a target="_blank" href="http://es.wikipedia.org/wiki/Sepp_Maier"><font color="#0000ff">Sepp Maier</font></a><font color="#0000ff">, el mejor portero del mundo en aquellos tiempos. A dónde lanzar? El silbato suena. Pequeña carrerrilla. Antonín va a golpear el balón y se da cuenta de que Maier dobla las rodillas hacia su izquierda. Era <em>el</em> momento. Su amigo y compañero Ivo Viktor le había dicho que si lanzaba los penaltys como lo hacía en los entrenamientos le retiraría el saludo. Valía la pena arriesgarse.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">Sorprendentemente Panenka colocó la punta de su bota derecha debajo del balón. Con un ligero toque, el esférico realizó una parábola que se dirigía lentamente al centro de la portería. Maier, tirado en el césped, observaba incrédulo lo fácil que habría sido pararla. El balón no había llegado a la red cuando Antonín levantó los brazos, sabía que sería gol. Había pasado a la historia.</font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff"></font></div>
<div align="justify"><font color="#0000ff">Aquella Eurocopa destinada a homenajear a Cruyff y Beckenbauer, los dos mitos de los setenta, encumbró a otro notable jugador que pasaría a la leyenda por hacer del penalty pura fantasía.</font></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Holger Maier - Sensitivity analysis of salinity models]]></title>
<link>http://blog.litfuse.com.au/2007/11/29/holger-maier-sensitivity-analysis-of-salinity-models/</link>
<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 11:36:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>litfuse</dc:creator>
<guid>http://blog.litfuse.com.au/2007/11/29/holger-maier-sensitivity-analysis-of-salinity-models/</guid>
<description><![CDATA[The podcast of Holger Maier&#8217;s (University of Adelaide) presentation on &#8220;Sensitivity anal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>The <a href="http://media.litfuse.com.au/2007/maierrsf07.mp3" title="Holger Maier at the SAMDB NRM Regional Science Forum">podcast</a> of Holger Maier's (University of Adelaide) presentation on "Sensitivity analysis of models used to predict the effects of policy decisions on salinity levels in the River Murray"</p>
<p><a href="http://www.samdbnrm.sa.gov.au" title="South Australian Murray Darling Basin Natural Resources Management Board">SAMDB NRM Board</a>'s Regional Science Forum on 29 November 2007 co-sponsored by the SAMDB NRM Board and the <a href="http://e-nrims.dwlbc.sa.gov.au/cnrm/" title="Centre for Natural Resource Management">Centre for Natural Resource Science</a>.</p>
<p>Register for this feed: <a href="http://feeds.ltifuse.com.au/litfuse" title="Litfuse feed">http://feeds.litfuse.com.au/litfuse</a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mitomanía, capítulo XI: El maldito San Isidro del Atlético de Madrid en Bruselas]]></title>
<link>http://elhacha.wordpress.com/2007/11/19/mitomania-capitulo-xi-el-maldito-san-isidro-del-atletico-de-madrid-en-bruselas/</link>
<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 12:13:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>elhacha</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Después de un arduo trabajo de recopilación de datos, fechas, visitas a la hemeroteca y un buen n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos0.jpg" title="caos0.jpg"><img src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos0.jpg" alt="caos0.jpg" /></a></p>
<p>Después de un arduo trabajo de recopilación de datos, fechas, visitas a la hemeroteca y un buen número de recortes de periódico, la undécima entrega de <strong><font color="#ff0000"><a target="_blank" href="http://elhacha.wordpress.com/mitomania/">Mitomanía</a></font></strong> es una auténtica joya para los amantes del fútbol. Se trata de la final de Copa de Europa de 1974, en Bruselas, entre el <strong>Atlético de Madrid</strong> y el <strong>Bayern de Münich.</strong> Aquella final sirvió para coronar al ogro alemán de Münich, y para frenar el impecable fútbol del Atlético de los setenta, un auténtico equipazo. Un partido, sin duda, de leyenda. Que lo disfruten. <!--more--></p>
<p><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos2.jpg" title="caos2.jpg"><img width="275" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos2.jpg" alt="caos2.jpg" height="414" style="width:230px;height:399px;" /></a><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos3.jpg" title="caos3.jpg"><img width="256" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos3.jpg" alt="caos3.jpg" height="433" style="width:200px;height:417px;" /></a></p>
<p>El 15 de mayo de 1974, casualmente día de San Isidro, patrón de Madrid, en el estadio de <strong>Heysel de Bruselas</strong>, se dieron cita ante 48.722 espectadores el Atlético de Madrid y el Bayern de Munich. Varios miles de aficionados atléticos viajaron para asistir a la final. J<strong>uan Carlos Lorenzo</strong> tenía que alinear un equipo con tres sensibles e importantísimas bajas. Después de la cacicada de la UEFA tras el partido ante el Celtic de Glasgow estaban sancionados sin poder jugar Ayala, Quique y Panadero Díaz.</p>
<p><img src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos4.jpg" alt="caos4.jpg" /></p>
<p>De inicio el equipo rojiblanco frenó la presión de los alemanes y poco a poco impone fue imponiendo su ritmo de juego. Pero ni alemanes ni madrileños consiguieron marcar ni un solo gol. Se llegó a la prórroga y ahí,  en el minuto 113, el árbitro belga Lereaux, señaló un golpe franco directo al borde del área del Bayern. <strong>Sepp Maier</strong> colocaba la barrera mientras que <strong>Luis</strong> hacía lo propio con el balón. El centrocampista madrileño dio  unos pasos hacia atrás separándose del esférico. Lo miró, miró a Maier, dio unos pasos y acarició el balón con su pie derecho. El esférico se elevó, salvó la barrera y Luis levantó el brazo celebrando el gol que aún no se había producido. Maier sólo acertó a esbozar la estirada mientras que con la mirada seguía al balón que se colaba por su escuadra derecha. A sólo siete minutos del final el Atlético se veía campeón de Europa.  Pero cuando todo parecía que la copa viajaría a Madrid, a falta de unos segundos para que se acabara el partido, se produce una falta sobre <strong>Gárate</strong>, que no se pitó, y <strong>Schwarzenbeck</strong>, un central torpe y que jamás en su vida volvió a anotar un gol, disparó desde su casa sorteando una maraña de piernas para colarse en la portería de reina rozando el poste. La alegría rojiblanca se torna en tristeza infinita, llanto y lamento. La mala suerte se ceba en el equipo. Por entonces no se lanzaban penaltis en caso de empate y habría de jugarse un partido de desempate.</p>
<p><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos5.jpg" title="caos5.jpg"><img src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos5.jpg" alt="caos5.jpg" /></a></p>
<p><strong>Alineaciones de la final de la Copa de Europa 1973-74:</strong></p>
<p><strong>At. Madrid:</strong> Reina, Heredia, Eusebio, Capón, Adelardo, Luis, Irureta, Ufarte (Becerra), Gárate y Salcedo (Alberto). Gol: Luis Aragonés (113 minutos)</p>
<p><strong>Bayern Munich:</strong> Maier, Hansen, Schwarzenbeck, Beckenbauer, Breitner, Roth, Zobel, Hoeness, Torsttenson, Muller y Kappelman. Gol: Schwarzembeck (120 minutos)</p>
<p><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos6.jpg" title="caos6.jpg"><img width="245" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos6.jpg" alt="caos6.jpg" height="431" style="width:203px;height:413px;" /></a><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos7.jpg" title="caos7.jpg"><img width="229" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos7.jpg" alt="caos7.jpg" height="427" style="width:193px;height:419px;" /></a><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos7.jpg" title="caos7.jpg"><img border="0" align="left" width="1" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos7.jpg" alt="caos7.jpg" height="1" /></a><img border="0" align="left" width="1" src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos7.jpg" alt="caos7.jpg" height="1" /><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos8.jpg" title="caos8.jpg"><img src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos8.jpg" alt="caos8.jpg" /></a></p>
<p>El partido de desempate fue una paliza del <strong>Bayern de Munich</strong>. Con el Atlético asolado por las bajas y con <strong>Irureta</strong> lesionado, en el minuto 28 <strong>Hoeness</strong> adelantaba a su equipoy en la segunda la apisonadora alemana marcaría otros tres tantos. En el minuto 56 "<strong>Torpedo" Muller</strong> marcaba el segundo. Al poco Lorenzo hacía su primer cambio al dar entrada a Benegas por Adelardo. <strong>Gerd Muller</strong> marcaría el tercero y a ocho minutos del final <strong>Hoeness</strong> marcaba el cuarto gol para el Bayern, segundo de su cuenta particular.  El <strong>Atletico de Madrid</strong> había merecido ganar la final en el primer encuentro y no pudo. <strong>Fue un15 de mayo de 1974, San Isidro.</strong></p>
<p><a href="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos9.jpg" title="caos9.jpg"><img src="http://elhacha.wordpress.com/files/2007/11/caos9.jpg" alt="caos9.jpg" /></a></p>
<p><strong>Atlético:</strong> Reina, Melo, Heredia, Eusebio, Capón, Adelardo (Benegas), Luis, Alberto (Ufarte), Salcedo, Becerra y Gárate.</p>
<p><strong>Bayern Munich:</strong> Maier, Breitner, Hansen, Schwarzenbeck, Beckenbauer, , Roth, Zobel, Hoeness, Torsttenson, Muller y Kappelman.</p>
<p>Goleadores: Hoeness (2) y Muller (2)</p>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/10/15/la-noche-que-nacio-el-miedo-escenico/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 1: Real Madrid 6-Anderlecht 1, Copa UEFA 1986.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/10/18/cuando-el-atleti-fue-rey-del-mundo/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 2: Atlético Madrid, campeón Intercontinental, año 1975.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/10/29/mitomania-capitulo-iii-real-madrid-eintracht-el-mejor-partido-de-la-historia/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 3: Quinta Copa Europa Real Madrid 7-Eintracht Francfort 3.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/03/mitomania-capitulo-iv-cuando-los-leones-rugian-en-europa/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 4: Final Copa UEFA Athletic Bilbao-Juventus, año 1977.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/05/mitomania-capitulo-v-el-historico-sevilla-de-los-anos-cincuenta/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 5: Eliminatoria Copa Europa Sevilla-Benfica, año 1957.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/07/mitomania-capitulo-vi-la-recopa-del-valencia-de-alfredo-di-stefano/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 6: Recopa de Europa para el Valencia, año 1980.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/12/mitomania-el-golazo-historico-de-nayim-y-la-recopa-del-zaragoza/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 7: El golazo de Nayim y la Recopa del Zaragoza, año 1995.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/13/mitomania-capitulo-viii-cuando-europa-se-rindio-al-real-madrid-de-los-ye-yes/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 8: Sexta Copa de Europa del Madrid. Los ye-yés de 1966</font></a></li>
<li><a target="_blank" href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/15/mitomania-capitulo-ix-el-milagro-de-bakero-en-el-infierno-de-kaiserslautern/"><font color="#515151">Mitomanía capítulo 9: El milagro de Bakero en Kaiserslautern, Copa Europa 1991-92.</font></a></li>
<li><a href="http://elhacha.wordpress.com/2007/11/16/mitomania-capitulo-x-el-historico-5-0-del-milan-al-real-madrid-en-san-siro/">Mitomanía capítulo 10: Milán 5-Real Madrid 0, Copa de Europa 1989.</a></li>
<p><font color="#ff0000"><strong>Fuentes:</strong></font> <strong>Archivo Diario ABC - Hemeroteca Nacional</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O 'poder escuro' deve ser combatido pelo direito]]></title>
<link>http://economialegal.wordpress.com/2007/10/14/o-poder-escurodeve-ser-combatido-pelo-direito/</link>
<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 15:45:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcusfaro</dc:creator>
<guid>http://economialegal.wordpress.com/2007/10/14/o-poder-escurodeve-ser-combatido-pelo-direito/</guid>
<description><![CDATA[Em artigo divulgado na publicação Harvard International Review, o professor de história, Charles ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Em artigo divulgado na publicação <em>Harvard International Review</em>, o professor de história, <a href="http://www.ces.fas.harvard.edu/people/faculty/maier.html" target="_blank">Charles S. Maier</a>, faz considerações sobre “globalização, desigualdade e conflito” (ver artigo <a href="http://hir.harvard.edu/articles/1614/" target="_blank">aqui</a>).</p>
<p class="MsoNormal">Ecoando um debate em curso, que tem criticado as reformas simplistas pró-mercado (ver exemplos <a href="http://economialegal.wordpress.com/2007/07/16/contestacoes-ao-livre-mercado-suscitam-missao-para-juristas/" target="_blank">aqui</a> e <a href="http://economialegal.wordpress.com/2007/06/01/a-globalizacao-produz-injustica-mas-qual-a-saida/" target="_blank">aqui</a>), propagadas por diversos países desde os anos 1990, Maier indica o que considera ser um problema central da política no mundo hoje e nas próximas décadas:<!--more--></p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">“A questão [mais] importante não será se alguma associação internacional, tal como a União Européia, ou algum novo competidor poderoso como a China, ascenderá e limitará a atual dominância dos Estados Unidos [na política mundial]. A questão será: se os Estados ou associações de Estados serão atores internacionais efetivos diante de forças como a militância religiosa, a migração em massa, a proliferação nuclear, o aquecimento global e as novas desigualdades econômicas que emergem da globalização impulsionada pelo mercado”.</p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal">E, no cerne desse problema, Maier situa – por meio de metáfora tomada da expressão “matéria escura”, <a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/MatÃ©ria_escura" target="_blank">usada pelos físicos</a> para teorizar sobre a existência da força gravitacional no cosmo – o que designa como “poder escuro” (<em>dark power</em>).</p>
<p class="MsoNormal">Para Maier, embora não seja tão evidente como a violência manifestada em guerras civis (como na América Central), ou exercida por milícias (como no Iraque) ou por máfias, o poder escuro atua com grande impacto em arenas “infrapolíticas”: as esferas da família, da religião e da economia.</p>
<p class="MsoNormal">Do ponto de vista jurídico, parece óbvio que o “poder escuro” deve ser combatido e desmontado mediante:</p>
<p class="MsoNormal">(a) a evolução doutrinária do Direito de Família construída por juristas atentos a certos fenômenos (Maier chama atenção para o “poder muito real” exercido sobre crianças e jovens, nas famílias e nas escolas, ou por falta de educação adequada);</p>
<p class="MsoNormal">(b) elaborações do Direito Constitucional no campo da definição da liberdade religiosa e no dos arranjos federativos capazes de acomodar as diferenças confessionais e identitárias; e</p>
<p class="MsoNormal">(c) a Análise Jurídica da Política Econômica (AJPE).</p>
<p class="MsoNormal">Quanto à tarefa crítica da AJPE, certamente deve ela dar conta de superar o que Maier vê como aspecto “intrigante” das instituições econômicas, tais como são tornadas inteligíveis por economistas ortodoxos. Nas palavras de Maier:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">“O que torna tão intrigante o papel do poder escuro em nossas instituições econômicas é que ele é normalmente negado por teóricos ortodoxos, que caracterizam a atividade econômica como se ela ocorresse por meio de trocas livres de constrangimentos e benéficas para todas as partes.”</p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal">O que Maier vê, no lugar da troca sem constrangimentos e mutuamente benéfica fantasiada por economistas ortodoxos, é uma realidade muito diferente. Para Maier, não se pode aceitar a suposição de que a maioria dos atores econômicos (juridicamente, sujeitos de direito) “teriam voluntariamente escolhido as condições sob as quais interagem”. Ao contrário:</p>
<blockquote>
<p class="MsoNormal">“[O]s participantes do mercado confrontam-se com arranjos [institucionais] – empregadores, investidores, compradores – que eles não podem escolher ou modificar. Para eles, a vida econômica é mais um reservatório de poder escuro. [...] [R]relativamente poucos dentre os trabalhadores no mundo escolhem onde eles trabalham, como trabalham e as recompensas que podem colher.”</p>
</blockquote>
<p class="MsoNormal">Uma lição que se pode tirar das observações de Maier é o que ele ressalta, ao frisar o papel de um outro tipo de poder. Este outro poder provavelmente não seria um “poder escuro”, mas sim “claro”. Não seria baseado na coerção, e sim (possivelmente) em disposições como a confiança. Nesse sentido, Maier diz: “O poder que deveríamos estar construindo é o que é ínsito a instituições com legitimidade e autoridade (<em>authoritative legitimacy</em>), não o que é inerente apenas aos arsenais”. E acrescenta: “Poder não é a capacidade de fazer violência”.</p>
<p class="MsoNormal">Pode-se concluir que o poder escuro deve ser combatido pelo direito mediante a construção de instituições que se baseiem em um outro tipo de poder, não coercitivo.</p>
<p class="MsoNormal">Elaborar a doutrina jurídica de modo a fazer expandir no mundo as instituições fiduciárias, e não as coercitivas (ver uma discussão preliminar <a href="http://www.planalto.gov.br/ccivil_03/revista/Rev_74/artigos/Marcus_rev74.htm" target="_blank">aqui</a>), é uma tarefa cara ao direito contemporâneo e, em especial, à AJPE.</p>
<p class="MsoNormal">- - - - - - - - - - - - - - - -</p>
<p class="MsoNormal">Veja <strong>neste blog</strong> a matéria correlata:</p>
<ul>
<li>
<p class="MsoNormal">"<a href="http://economialegal.wordpress.com/2007/06/29/violencia-direitos-economia-desenvolvimento/" target="_blank">Violência estrutural, direito, economia e desenvolvimento</a>"</p>
</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Vitter scandal becoming circus]]></title>
<link>http://neworleanscitybusiness.wordpress.com/2007/07/13/vitter-scandal-becoming-circus/</link>
<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 20:06:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>neworleanscitybusiness</dc:creator>
<guid>http://neworleanscitybusiness.wordpress.com/2007/07/13/vitter-scandal-becoming-circus/</guid>
<description><![CDATA[By Deon Roberts, Online Editor
The news that Sen. David Vitter’s name is connected to the phone re]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>By Deon Roberts, Online Editor</p>
<p>The news that Sen. David Vitter’s name is connected to the phone records of the “D.C. Madam” is a lot to digest, especially for those of us in Louisiana still trying to recover from the 2005 hurricanes.</p>
<p>But if that wasn’t enough, Larry Flynt and the former madam of the now-shuttered Canal Street brothel have stuck their heads into the spotlight, making a frenzied situation even more frenzied.</p>
<p>Flynt, Hustler magazine publisher, is taking credit – and gloating – for exposing Vitter’s name on the “D.C. Madam’s” phone records. Flynt said he wants to root out hypocrisy among members of Congress.</p>
<p>"I don't want a man like that legislating for me, especially in the areas of morality," he said.</p>
<p>Since when did Flynt care about morals anyway?</p>
<p>Jeanette Maier, who operated the Canal Street brothel, has also joined the chaos.</p>
<p>On Tuesday, Maier said Vitter was once a client of her brothel. Maier hasn’t produced any proof that Vitter was a customer, and her attorney said Maier never made mention of Vitter as a client. Maier’s attorney, Vinny Mosca, also said Vitter’s name was not part of any evidence in the case.</p>
<p>On Wednesday night, Maier, who apparently hadn’t had enough publicity, called WWL-AM 870 radio and gave a mind-numbingly confusing explanation of why she leaked Vitter’s name. Even the radio host, Tommy Tucker, admitted confusion.</p>
<p>In explaining why she leaked Vitter’s name, Maier talked about the public being able to “do the math” and figure out that he had been a client of the Canal Street brothel. Huh?</p>
<p>She then went on and on about how she likes the job Vitter is doing and she wants him to keep fighting for the recovery of New Orleans. What a way to help the recovery; Vitter hasn't been in Congress all week, likely due to all the controversy. Later in the radio interview, Maier also admitted that she thinks Vitter would be mad that she leaked his name.</p>
<p>I'm waiting to see who's going to jump into the bedlam next.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Canal Street madam leaves room for questions]]></title>
<link>http://neworleanscitybusiness.wordpress.com/2007/07/11/canal-street-madam-leaves-room-for-questions/</link>
<pubDate>Wed, 11 Jul 2007 15:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>neworleanscitybusiness</dc:creator>
<guid>http://neworleanscitybusiness.wordpress.com/2007/07/11/canal-street-madam-leaves-room-for-questions/</guid>
<description><![CDATA[By Deon Roberts, Online Editor
The woman who ran a brothel on Canal Street says Sen. David Vitter wa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>By Deon Roberts, Online Editor</p>
<p>The woman who ran a brothel on Canal Street says Sen. David Vitter was a client of her now-shuttered establishment.</p>
<p>Jeanette Maier released Vitter’s name Tuesday, the day after Vitter apologized for his name appearing on phone records connected to the so-called “D.C. Madam.”</p>
<p>Vitter’s office has not responded to Maier’s claims.</p>
<p>Maier has kept the list of her brothel’s clients secret since she pleaded guilty in 2002 for running the operation. According to the Associated Press, guilty pleas in the Canal Street brothel case had the effect of keeping the brothel’s customer list unpublished.</p>
<p>Maier's claim about Vitter is open for scrutiny, if only because her attorney, Vinny Mosca, said Maier never made mention of Vitter as a client. Mosca also said Vitter’s name was not part of any evidence in the case. It sounds like Mosca is all but calling Maier a liar. I wonder if she’ll use Mosca as an attorney again. And will Maier produce proof to show Mosca and others that she is telling the truth?</p>
<p>On a different note, with Maier offering Vitter’s name, should she disclose the names of others? Ever since Maier’s brothel was shut down, many in the New Orleans area have longed to see the client list, which is thought to include the names of prominent lawyers, doctors and elected officials.</p>
<p>Is it fair for Maier not to disclose other names? Has she released Vitter’s name only because he is in the spotlight for apologizing for being associated with the “D.C. Madam”? Why could she not offer up names before?</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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