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	<title>malinconie-urbane &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "malinconie-urbane"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 15:58:37 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[26 giugno 1963: 'Ich bin ein berliner' di JFK - Per non dimenticare mai]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=85</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 19:44:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[





Accadde oggi. Di certo non sapremo mai se il discorso che John Fitzgerald Kennedy tenne il 26 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em></em></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><em><span style="color:#000000;font-family:Georgia;">Accadde oggi.</span></em></strong><span style="color:#000000;font-family:Georgia;"> Di certo non sapremo mai se il discorso che <strong>John Fitzgerald Kennedy</strong> tenne il 26 giugno del 1963 davanti al museo di Berlino, dal lato della Germana Ovest, riuscì a penetrare nelle coscienze della gente, ma ci vollero ben altri 25 anni perché il 9 novembre del 1989, si avviasse lo sgretolamento del muro. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:9pt;color:#000000;font-family:Georgia;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="color:#000000;font-family:Georgia;"><span style="font-size:small;">Dopo la seconda guerra mondiale Berlino, capitale della Germania di Adolf Hitler, veniva suddivisa in quattro zone, tre sotto il controllo occidentale, di Usa, Gran Bretagna e Francia ed una, quella ad est e nettamente più vast,a sotto il controllo della Unione Sovietica. I lavori ufficiali per la costruzione dei 155 chilometri di muro cominciarono il 13 agosto del 1961. Il Presidente americano Kennedy arrivato a Berlino Ovest volle andare a vedere il muro, si soffermò non poco davanti a questo pezzo di freddo granito e alla fine tenne un discorso che resterà nella storia: “Tutti gli uomini, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire che sono un berlinese”. In verità l’ultimo pezzo del discorso Kennedy volle proporlo in lingua tedesca e memorabile resta il suo “…<strong>ich bin ein berliner</strong>..”. Probabilmente servì a poco, anche perché siamo in pieno periodo della guerra fredda e trovare supporti dall’una o dall’altra parte era cosa impossibile. Forse meglio di tutti seppe esprimere il perché del muro <strong>Viktor Suvorov</strong> “l’obiettivo del muro: evitare che il popolo della Germania Socialista potesse scappare nel mondo normale”. Quella del muro resta senza dubbio alcuno una delle pagine più nere di quanto provocò la seconda guerra mondiale nella storia contemporanea. Non si tratterà comunque del primo muro e non sarà neanche l’ultimo della storia dell’umanità. </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[TRIBERG: LE CASCATE PIU' ALTE DELLA GERMANIA]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=81</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 14:06:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
 

 
 
 
 
Triberg, definita la capitale degli orologi in legno, è nota come importante cen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/05/triberg7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-82" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/05/triberg7.jpg" alt="" width="470" height="269" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Triberg, definita la capitale degli orologi in legno, è nota come importante centro climatico, grazie alle sue magnifiche cascate, le più alte dell’intera Germania. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Le acque del fiume Gutach, scorrono scivolando verso valle, rimbalzando su 7 gradoni in pietra, creando spettacolari giochi di acqua e riflessi di luce.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ possibile visitare le cascate, scegliendo tra tre diversi itinerari, in base al gusto e alle curiosità che si intendono soddisfare: “naturale”, “culturale” e delle “cascate”, ognuno della durata di almeno 30 minuti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Sono inoltre suddivisi in base al grado di difficoltà fisica, che sarà necessario impiegare…di certo la camminata, qualunque sia quella che sceglierete, non sarà come una passeggiata in riva al mare!!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Sicuramente ne vale la pena, il paesaggio e le curiose scoperte che si possono fare, ripagheranno lo sforzo compiuto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Lungo i percorsi sono presenti alcuni originali gazebo, divenuti quasi un’icona della foresta nera, dove è possibile sostare per riposarsi, oppure per approfittare di favolosi scorci, per fare qualche interessante foto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Può anche accadere che riusciate a scorgere tra gli alberi, qualche scoiattolo in cerca di cibo! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">A tal proposito, prima di entrare, quando pagherete in vostro biglietto d’ingresso, vi suggeriranno di comprare le noccioline, da regalare agli “amici roditori”…purtroppo in buona parte delle volte si rivela una pura illusione!! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Vi toccherà mangiare tutte le noccioline, perché degli scoiattoli non troverete traccia!! Non sono in realtà così socievoli, come vorranno farvi credere!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Io, ho avuto modo di scorgerne uno, che furtivamente stava scendendo da un albero, proprio davanti all’uscita, quando ormai avevo perso le speranze di incontrarne! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Si è trattato davvero di un istante, visto che non appena è comparso, una fanciulla ha tentato di raggiungerlo per offrirgli delle gustose noccioline, a cui lo scoiattolo ha rinunciato volentieri, pur di non essere disturbato…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Può anche capitare, sempre se sarete fortunati, di intravedere un pignaiolo, un uccello dal becco lungo, che si diverte a pulire con perizia le noccioline, lanciate dai visitatori!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">A parte l’inconveniente degli scoiattoli “fantasma”, indubbiamente la vista delle cascate, induce davvero a credere che un magistrale maestro, sia l’artefice della creazione di tali spettacoli della natura. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ stato davvero sorprendente, raggiungere un punto in cui, l’acqua e il suo scrosciare erano talmente forti, da non consentire di parlare e neppure di fare le foto!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><span> </span>Lungo il cammino ho cercato di realizzare più foto possibili, in continua lotta con la perfezione naturale, nel tentativo di racchiuderla in un immagine, senza purtroppo riuscire nel mio intento!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Essere lì, di fronte a cotanta meraviglia, ti insegna come una foto non possa dare la medesima emozione, anche se studiata, anche se perfetta, rimane solo una copia dinnanzi alla superiorità della natura.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Abbiamo continuato la nostra salita fino alla fine di uno dei tre percorsi, con il cuore in gola per le emozioni e soprattutto per il sentiero che era estremamente ripido.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Molti erano i turisti che si riposavano o decidevano di rinunciare alla sfida.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Siamo arrivati sino in cima e ci siamo riposati sulle panchine, sapientemente distribuite lungo tutto il percorso…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La vista delle cascate da lassù non aveva eguali e le foto che riprendevano il rifrangere dell’acqua sino al fondo della vallata, avevano già ampiamente ripagato la mancanza di fiato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Se doveste ancora avere a vostra disposizione un po’ di forze, dopo la visita delle cascate, potrete visitare il piccolo paesino di Triberg, che è noto soprattutto per la lavorazione artigianale del legno e la produzione dei famosi orologi a cucù. La notevole scelta di modelli riuscirà a mettervi in difficoltà su quale acquistare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">L’atmosfera è natalizia 365 giorni all’anno, le pareti delle case sono dipinte, ad esempio con un Babbo natale che vola sulla sua slitta, trainata da renne in un fantastico paesaggio natalizio, rigorosamente sotto la neve.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Che sia agosto o settembre, non noterete grande differenza, il clima di festa e l’atmosfera da favola, non abbandonano mai questo luogo. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Ricorderete a lungo di Triberg, la fatica per le cascate, ma non dimenticherete mai l’aria sognante.</span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FRIBURGO:IL TEUTONICO BORGO COSMOPOLITA ]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=78</link>
<pubDate>Fri, 30 May 2008 14:00:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 

 
 
 
Friburgo nasce durante l’epoca medievale, XI secolo, ad opera dei duchi di Zahringen,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/05/friburgo5.jpg"></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/05/friburgo51.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-80" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/05/friburgo51.jpg" alt="" width="470" height="269" /></a> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Friburgo nasce durante l’epoca medievale, XI secolo, ad opera dei duchi di Zahringen, per poi divenire nel 1120 un importante polo commerciale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Dopo le distruzioni dell’ultima guerra, il centro storico è stato totalmente e fedelmente<span>  </span>ricostruito e ad oggi il cuore della città palpita attorno a Kaiser-Joseph-strasse: la prima zona pedonale dell’intera Germania, voluta dal partito dei verdi nel 1970.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non si tratta di una grande città, ma indubbiamente di una piccola cittadina da sogno, rilassante e nel contempo cosmopolita.<span>  </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Addentrandosi nella parte est del centro storico, è possibile apprezzare le molteplici strutture architettoniche, tra cui degna di nota è senz’altro la cattedrale di Munster, edificata in calcare rosso tra il XIII e il XIV.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ stato interessante scoprire che, la sua completa costruzione durò circa 300 anni e venne definitivamente terminata nel 1513.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ considerata una delle migliori costruzioni dell’architettura gotica tedesca e definita addirittura, come una delle più belle cattedrali cristiane al mondo!!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Inoltre, salendo circa 600 piccoli gradini all’interno della torre ottogonale, alta 160 metri circa, uno dei più antichi campanili gotici d’Europa, è possibile ammirare uno splendido panorama delle colline circostanti, una vista davvero mozzafiato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non è in ogni caso indispensabile scalare il campanile, per poter conservare un fantastico ricordo di Friburgo! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Infatti, è molto piacevole anche intraprendere una rilassante passeggiata tra i suoi innumerevoli vicoli, pavimentati con ciottoli provenienti dal Reno. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ possibile anche rinfrescarsi le mani, durante le caldi giornate d’estate, con l’acqua che scorre al centro delle vie, lungo quasi tutta la città. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Si tratta di micro-canali d’acqua scoperti, che esistono dai tempi antichi e che in passato avevano lo scopo di salvare gli edifici e le case, dai frequenti incendi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Sono rimasti sino ad oggi, in qualità di marchio identificativo di Friburgo e nondimeno <span> </span>come ottima fonte di sollievo per la sete dei nostri amici a quattro zampe!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Friburgo esprime solarità ed energia in ogni angolo della sua superficie, sarà anche per questo che diventa spesso meta preferita per ragazzi universitari in erasmus, basti considerare che su 180'000 abitanti, 22’000 sono studenti!</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questa amabile cittadina ai confini tra Svizzera e Francia, oltre ad essere facilmente raggiungibile e profondamente vivibile, potrà soltanto rimanervi nel cuore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Potrete addentrarvi nel coloratissimo mercato di fiori, frutta e verdura, che si trova in Munsterplatz proprio di fronte alla cattedrale ed acquistare qualche fiore da portare a casa come ricordo, oppure potrete scegliere una bottiglia di vino di quello che producono proprio qui a Friburgo, considerato il più buono del Baden.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questo variopinto e vivacissimo mercato, gestito esclusivamente da contadini ed artigiani delle zone circostanti, è presente in tutti i giorni della settimana, fatta eccezione per la domenica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Cosa si può desiderare di più? Un po’ di natura?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Friburgo, è la principale porta d’acceso alla zona meridionale della foresta nera, da qui<span>  </span><span> </span>potrete addentrarvi nei meandri più oscuri di questa intera regione, alla scoperta di laghi, cascate, boschi...</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Una città da respirare fino in fondo, in una regione da percorrere fino alla fine delle proprie forze. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Infatti è anche la posizione strategica a regalare una considerevole dose di fortuna a questa città che, pur continuando a conservare intatto il suo antico ruolo di polo commerciale di riferimento per Francia, Svizzera e Germania, diviene centro nevralgico del turismo sia di stranieri alla ricerca della foresta nera, sia di Tedeschi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non mancano neppure le curiosità in questo luogo dalle mille sorprese, ovunque lungo la città è possibile trovare affascinanti memorie storiche, come la casa della Balena, con il suo portale tardo-Gotico, dove soggiornò Erasmo da Rotterdam, oppure la fontana situata<span>  </span>nella piazza del municipio, dedicata a Berthold Schwartz, lo scopritore della polvere da sparo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Avevo letto da qualche parte che difficilmente Friburgo rimane indifferente a coloro che la incontrano ed infatti sono qui a scrivere di lei e delle sue meraviglie, con l’entusiasmo di un bambino alla scoperta dello splendore, che la natura gli sa regalare. </span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TERREMOTO DEL BELICE: IL DISASTRO SENZA FINE]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=75</link>
<pubDate>Tue, 06 May 2008 16:39:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[
 
 

Notte tra il 14 e il 15 Gennaio 1968, terremoto del Belice, quasi 400 morti, un migliaio di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/05/belice11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-77" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/05/belice11.jpg" alt="" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Notte tra il 14 e il 15 Gennaio 1968, terremoto del Belice, quasi 400 morti, un migliaio di feriti, circa 98000 persone rimaste senza tetto: una ferita nel cuore della gente che ancora oggi rimane aperta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Questo terribile e violento terremoto, colpì con due scosse particolarmente intense la zona del Belice della Sicilia occidentale, tra Palermo, Trapani e Agrigento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Fu di una forza talmente devastante da distruggere quasi interamente Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Felice e Gibellina.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">E’ una delle maggiori catastrofi, avvenute nel dopoguerra, a cui si assommeranno numerose difficoltà ed errori, tipici degli altri disastri del nostro paese: il ritardo dei soccorsi, la mancanza di preparazione dello Stato, i madornali errori della fase di ricostruzione, l’emigrazione forzata delle popolazioni e il degrado disarmante di chi, rimasto sul luogo suo malgrado, ha dovuto vivere per anni nello squallore delle baracche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">A seguito del disastro, diversi artisti dedicarono le proprie opere per la ricostruzione della zona e per la riqualificazione della vita delle popolazioni di quei luoghi, per gli anni a venire.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">A tal proposito, la regione del Belice fu per molto tempo, un luogo soggetto a notevoli cambiamenti, ambientali, strutturali, sociali, tanto da divenire un simbolo nella storia del nostro paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Gli anni successivi al terremoto non furono affatto semplici: nel Marzo del ’68, una rappresentanza della popolazione si diresse a Roma, in segno di protesta, al fine di ottenere il “via alla ricostruzione” e la fine della vita nelle baracche. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Aldo Moro, al tempo era presidente del consiglio.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Un gruppo forte, unito dalla disperazione e dal dolore, raccoltosi sotto il parlamento, urlò con quanta voce aveva nei polmoni: “Moro, dai i soldi ai siciliani!!”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Grazie a questo intervento di massa, la Sicilia ottenne la legge per la ricostruzione e lo sviluppo della valle siciliana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Le prospettive di svolta e di ripresa annunciate purtroppo, non vennero soddisfatte per oltre dodici anni! </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Nel ’70 Danilo Dolci, tra i principali protagonisti che hanno stabilito rapporti tra amministrazioni e la popolazione del Belice, diede vita alla prima radio libera italiana, “Radio Libera di Partinico” e realizzò una trasmissione clandestina, che aveva l’intento di denunciare i malfatti e le condizioni di estremo degrado, in cui versava la popolazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">A due anni dal terremoto, dichiarava il disimpegno dello Stato e gli sprechi di denaro pubblico nella ricostruzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">La radio, come prevedibile, riuscì a trasmette per pochissimo, addirittura soltanto 27 ore dopo l’apertura, venne chiusa da un azione della polizia!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Le condizioni non migliorarono, e chi non potè emigrare, continuò a vivere nelle baracche, tanto che venne proposto di creare una sorta di servizio civile alternativo al servizio militare, per poter aiutare la valle del Belice nelle opere di ricostruzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Il governo venne addirittura dichiarato “fuorilegge” per non aver rispettato la legge!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Questo è ciò che di raccapricciante non è stato fatto, nondimeno ciò che venne fatto successivamente per l’effettiva ricostruzione, fu un ulteriore disastro!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">L’architettura con cui è stata ricostruita non rispecchiava assolutamente i modelli tradizionali della zona e non era in grado di rispondere alle esigenze della popolazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Le tipologie utilizzate dagli ingegneri, non erano in linea con la soggettività della valle e rispecchiavano modelli di architettura scandinavi desueti e rispolverati per “l’occasione”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">L’architetto Calogero di Stefano disse: “Ricostruire un paese del Trapanese, come se fosse un quartiere danese, non rispetta minimamente la cultura e le tradizioni del popolo”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Poggioreale rimane un emblema di questa realtà priva di significato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">La ricostruzione del Belice è il risultato bizzarro di un laboratorio di sperimentazione architettonica, del tutto indifferente alle necessità sociali e strutturali del luogo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Furono molti anche gli artisti contattati per la realizzazione di opere d’arte da inserire in quel contesto, degna di nota è senz’altro la “Porta del Belice”, che si incontra per raggiungere Gibellina: una stella in acciaio alta 24 metri di Pietro Consagra.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;">Sono molteplici i “marchi” di questa interminabile tragedia, che hanno saputo trascinare il dolore nel presente, attraverso una “stella”, lungo un “Giardino segreto”, (di Francesco Venezia) fin dentro alla “Chiesa sferica” (di Ludovico Quadroni).</span></p>
<p><font face="Tahoma"><font size="3"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/05/belice1.jpg"></a></p>
<p></font></font></span><font face="Tahoma"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SOGNANDO...MINA]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=72</link>
<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 13:52:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[ 
Me ne sto lì seduta assente
con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la ment]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0Suf-_HCRx4'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/0Suf-_HCRx4&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span> </p>
<p><span>Me ne sto lì seduta assente<br />
con un cappello sulla fronte<br />
e cose strane che mi passan per la mente.<br />
Avrei una voglia di gridare<br />
ma non capisco a quale scopo<br />
poi d'improvviso piango un poco<br />
e rido quasi fosse un gioco.<br />
Se sento voci non rispondo<br />
e vivo in uno strano mondo<br />
dove ci son pochi problemi<br />
dove la gente non ha schemi.<br />
Non ho futuro né presente<br />
e vivo adesso eternamente<br />
il mio passato è ormai per me distante.<br />
Ma ho tutto quello che mi serve<br />
nemmeno il mare nel suo scrigno<br />
a quelle cose che io sogno<br />
e non capisco perché piango.<br />
Non so che cosa sia l'amore<br />
e non capisco il batticuore<br />
per me un uomo rappresenta<br />
chi mi accudisce e mi sostenta.<br />
Ma ogni tanto sento che<br />
gli artigli neri della notte<br />
mi fanno fare azioni non esatte.<br />
D'un tratto sento quella voce<br />
e qui comincia la mia croce<br />
vorrei scordare e ricordare<br />
la mente mia sta per scoppiare<br />
E spacco tutto ciò che trovo<br />
ed a finirla poi ci provo<br />
tanto per me non c'è speranza<br />
di uscire mai da questa stanza.<br />
Sopra un lettino cigolante<br />
in questo posto allucinante<br />
io sogno spesso di volare nel cielo.<br />
Non so che male posso fare<br />
se sogno solo di volare<br />
io non capisco i miei guardiani<br />
perché mi legano le mani.<br />
E a tutti i costi voglion che<br />
indossi un camice per me<br />
le braccia indietro forte spingo<br />
e questo punto sempre piango.<br />
Mio Dio che grande confusione<br />
e che magnifica visione<br />
un'ombra chiara mi attraversa la mente.<br />
Le mani forte adesso mordo<br />
e per un attimo ricordo<br />
che un tempo forse non lontano<br />
qualcuno mi diceva t'amo.<br />
In un addio svanì la voce<br />
scese nell'animo la pace<br />
ed è così che da quel dì<br />
io son seduta e ferma qui...</span></p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GRAZZANO VISCONTI E I SUOI FANTASMI]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=67</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 21:52:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[

 
 
 

Chi di voi, dovesse aggirarsi nella provincia piacentina, potrebbe imbattersi improvvisa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/04/4x.jpg"></a></span></span></p>
<p><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/04/4x1.jpg"></a><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/04/4x2.jpg"></a></p>
<p> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><a href="http://biaraven.files.wordpress.com/2008/04/4x1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-71" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/04/4x1.jpg?w=400" alt="" width="400" height="229" /></a> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p><span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Chi di voi, dovesse aggirarsi nella provincia piacentina, potrebbe imbattersi improvvisamente nel passato e come in un perfetto salto nel buio, potrebbe trovarsi di fronte ad un borgo dall’architettura del tutto insolita, in perfetto stile trecentesco.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Un ultimo borgo medievale ritrovato? Purtroppo no! Si tratta di un vero e proprio “falso storico”. Il suo nome sostiene il “gioco”, Grazzano Visconti, sembra provenire dal passato e racchiudere in sé una parvenza di nobiltà.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">In verità, si tratta della mirabile opera del conte Giuseppe Visconti di Vimodrone, che ha voluto ristrutturare totalmente un piccolo paese di modeste case arroccate intorno ad un castello secolare, ormai in uno stato di avanzato degrado. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">L’impatto decisamente anacronistico, che si prova addentrandosi tra le vie del borgo, è sicuramente piacevole. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La mente della rinascita di Grazzano è l’architetto Alfredo Campanili, che ha saputo magistralmente riportare il castello ad un nuovo splendore. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Venne eretto alla fine del 1300 e prima del restauro decisivo, subì diversi tentativi fallimentari di ristrutturazione, fino a che venne ridotto ad una sorta di rudere usurpato da contadini.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Oggi invece, nella sua nuova veste, è rinato come emblema di un mondo antico recuperato e calato nella modernità. Non tutto però può essere ricostruito o restaurato. Non tutto può essere riprodotto, neanche da un genio umano…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Dalle pieghe dell’antichità, posso riemergere avvenimenti, cancellati , relegati ai margini, ma che se pur sbiaditi, sono in grado di rimpossessarsi del presente ed imporsi nella contemporaneità. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">L’opera di Visconti e Campanili, per quanto meravigliosa, attribuisce al “borgo moderno” un ruolo di palcoscenico teatrale per un unico indiscusso protagonista, il castello che con i suoi secoli sulle spalle, si veste di una sacralità, di cui un borgo contemporaneo non può fregiarsi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Infatti, i fantasmi e le anime dannate, vagano e si rinchiudono in quei luoghi, che hanno attraversato i secoli uscendone ancora vivi e pronti a supportare il “carico mitologico”, appartenente a queste figure, così ricche di mistero.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il castello di Grazzano, non viene meno al suo impegno “storico” ed infatti diviene garante </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">delle verità nascoste di queste zone…</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Proprio nelle prossimità del centro del borgo, oltre la siepe, si può scorgere una statua curiosa dalle modeste dimensioni, una piccola donna paffuta, con braccia corte e dal volto combattuto tra felicità goliardica ed un sottile velo di tristezza: il suo nome è Aloisa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Si tratta del ritratto di una giovane donna, che disegnò sé stessa tramite la mano di una sensitiva, per contatto medianico, durante una seduta spiritica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La leggenda afferma che, durante il medesimo incontro, la donna raccontò le sventure che le accaddero mentre era in vita. Ciò le consentì, attraverso la catarsi dell’anima, di risorgere da una sorta di “damnatio memoriae”, nella quale era stata rinchiusa sino a quel giorno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La giovane sposa dal nome Aloisa, venne tradita dal marito, capitano dell’esercito e per questo perì fino a morire. Da quel momento, spirito inquieto, vaga per i lunghi corridoi del castello e attraverso il borgo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Spirito nondimeno “burlone” è noto anche per i suoi atteggiamenti decisamente poco delicati: capita spesso che schiaffeggi le donne, soprattutto se si “permettono” di visitare il castello in compagnia del proprio fidanzato o marito… </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La tradizione vuole infatti che i visitatori, per adulare lo spirito, portino omaggi alla statua, che in cambio darà protezione a tutti loro, ma soprattutto alle innamorate.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questo ha fatto si che Aloisa, per le sue sventure terrene e per i benefici che regala alle donne “in amore”, sia diventata una sorta di San Valentino al femminile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il fantasma di Grazzano quindi, “esiste” realmente oppure si tratta di una mera trovata pubblicitaria, considerato che in fondo tutto il borgo è, a tutti gli effetti, un falso storico?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Tuttavia, è sufficiente aggirarsi per le vie del paese, parlare con la gente, per accorgersi che Aloisa è qualcosa di più di una semplice trovata turistica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Si respira nell’aria un senso di attesa, di speranza, che qualcosa si renda manifesto… in fondo Aloisa fa parte del modus<span>  </span>vivendi degli abitanti di laggiù. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Ci sono state nel corso dei decenni anche vere e proprie indagini approfondite, ci sono stati giornalisti che sarebbero pronti a testimoniare che, durante sopralluoghi, si sono verificati fatti insoliti… </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La domanda è sempre la stessa, in queste situazioni: verità o suggestione?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questo non spetta a noi decretarlo, di certo atmosfere surreali come queste non lasciano indifferenti neppure i più scettici e certamente consentono ai sognatori di volare…quindi, a cosa serve scoprire LA VERITA’?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Georgia;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[PRIMA O POI TUTTI I MURI DEVONO CADERE...]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=61</link>
<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 16:10:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Non esiste muro, che non sia caduto, 
non esiste barriera, che qualcuno non abbia cercato di infran]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/0SlKA2Rgq20'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/0SlKA2Rgq20&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;">Non esiste muro, che non sia caduto, </span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;">non esiste barriera, che qualcuno non abbia cercato di infrangere.</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;">Non desistete mai dalla vostra lotta, combattete gloriosi metafisici soldati!</span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;">Lottate, lottate, per la vostra verità.</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SCRIVI E CONOSCERAI TE STESSO]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=62</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 15:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[

 


“…scrivere aiuta ad entrare nel “nostro” mondo… in quello più profondo…dove sens]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Tahoma;"></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"> <img border="0" align="top" width="450" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/03/india-rajastan-047.jpg" height="600" /></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><img border="0" align="top" width="1" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/03/india-rajastan-047.jpg" height="1" />“…scrivere aiuta ad entrare nel “nostro” mondo… in quello più profondo…</span><span style="font-family:Tahoma;">dove sensazioni ed emozioni diventano parole…</span><span style="font-family:Tahoma;">anche le cose che possono sembrare scontate, in realtà, mostrano la loro vera essenza…</span><span style="font-family:Tahoma;">e quando lasci la penna…ti stupisci di ciò che hai tirato fuori: </span><span style="font-family:Tahoma;">un altro pezzo di te.”</span><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;">Chi è lo scrittore? </span><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;">Lo scrittore, non necessariamente possiede requisiti specifichi, a sostegno della propria<span>  </span>dote. Spesso accade che scrittori, non abbiano mai intrapreso studi umanistici, né abbiano conseguito alcuna laurea…</span><span style="font-family:Tahoma;">In realtà, il vero “mestiere” dell’autore consiste nel camminare per le strade del mondo, attraversare luoghi lontani e dimenticati, conoscere le genti più diverse, con la capacità di saper raccogliere tutte le emozioni e saper narrare i vissuti personali ed altrui.</span><span style="font-family:Tahoma;">La grande dote che lo contraddistingue, è proprio quella di conoscere il segreto delle passioni, tradotte in parola, delle esperienze, trasformate in racconto, l’arte di saper convertire ogni immagine, ogni sensazione, che ha attratto la sua attenzione, in linguaggio.</span><span style="font-family:Tahoma;">Umberto Galimberti, noto filosofo, sostiene che, ciò che manca maggiormente ai nostri “giovani uomini” è la proprietà di linguaggio, non fine a sé stessa, ma in relazione ai vissuti personali e sociali.</span><span style="font-family:Tahoma;">Sostiene che la nostra epoca, soffra prevalentemente di “analfabetismo sentimentale”: l’incapacità di saper esprimere ciò che accade dentro di noi, ci lascia in balia di sensazioni senza nome. Tutto questo porta a perdersi, a vivere un senso di inadeguatezza nei confronti della nostra stessa anima. </span><span style="font-family:Tahoma;">La letteratura serve anche e soprattutto a questo, ad insegnarci il linguaggio delle emozioni, scoprire che il nostro patire, ha un nome e nel passato altri hanno subito il nostro dolore.</span><span style="font-family:Tahoma;">Per questo ritengo che la scrittura sia propedeutica per una maggiore conoscenza della nostra identità e del nostro complesso mondo di percezioni; non è necessario essere scrittori professionisti, ma essere in grado di immaginare ciò che abbiamo vissuto, tradotto in un racconto, in una poesia, è ciò che basta per il nostro intento.</span><span style="font-family:Tahoma;">Il valore di questa dote è inequivocabile. </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[BERLINO-DIAPASON]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=60</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 23:28:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
<guid>http://biaraven.wordpress.com/?p=60</guid>
<description><![CDATA[ ELOGIO ALLA LIBERTA&#8217; CONQUISTATA

&#8220;Berlino è il nostro domani, perchè esso ci appart]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> ELOGIO ALLA LIBERTA' CONQUISTATA</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/g9LSDSQz6tA'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/g9LSDSQz6tA&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;">"Berlino è il nostro domani, perchè esso ci appartiene, e non può essere altrimenti. Il domani appartiene ai giusti, ai forti, ai valorosi."</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SU DI UN TRENO NELLA NOTTE]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=56</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 10:01:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
<guid>http://biaraven.wordpress.com/?p=56</guid>
<description><![CDATA[ 
 Buio di una notte senza tempo.Dolore senza tregua in una notte senza fine.Desiderio e curiosit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"><img border="0" align="top" width="450" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/03/train1.jpg" height="600" /> </font></p>
<p> <span style="font-family:Tahoma;">Buio di una notte senza tempo.</span><span style="font-family:Tahoma;">Dolore senza tregua in una notte senza fine.</span><span style="font-family:Tahoma;">Desiderio e curiosità per l’illusione di un momento.</span><span style="font-family:Tahoma;">Musica ininterrottamente musica nelle orecchie, a volume assordante.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un odore insostenibile sotto il naso, forse spazzatura, o forse no, soltanto un disperato che mi dorme accanto. </span><span style="font-family:Tahoma;">Il movimento delle rotaie mi culla un po’, in questa specie di inferno dinamico.</span><span style="font-family:Tahoma;">Febbre, febbre alta e tosse di fronte a me. </span><span style="font-family:Tahoma;">No avrà una polmonite, devo uscire, liberarmi dalla puzza e dalla malattia. </span><span style="font-family:Tahoma;">Esco, mi alzo a stento e mi fiondo fuori dalla cabina.</span><span style="font-family:Tahoma;">Occhi famelici, occhi di uomini traditori incalliti, maledetti militari in cerca di un po’ di distrazione, lì fuori, lì addosso a me.</span><span style="font-family:Tahoma;">Voci a squarciagola a tagliare il silenzio della notte, risate diaboliche, parole che non conosco pudore,</span><span style="font-family:Tahoma;">puzza, di nuovo quella puzza insostenibile.</span><span style="font-family:Tahoma;">Il moto del treno e la mia gamba che non ce la fa più.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un viaggio nel buio e attraverso l’inferno, un viaggio che partiva dal profondo sud e che doveva arrivare a Milano.</span><span style="font-family:Tahoma;">A Milano sembrava non arrivare mai. </span><span style="font-family:Tahoma;">Una notte, un sogno appena realizzato e troppe ore <span> </span>sulle mie gambe stanche.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un passaggio involontario, attraverso il celato universo, di uomini alla deriva.</span><span style="font-family:Tahoma;"> </span><span style="font-family:Tahoma;">Solo ora, solo dopo un anno intero ho saputo razionalizzare quel giorno, intramontabile, estenuante come una missione sulla luna…che proprio quella notte mi aveva abbandonata. </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[31/12/2007 POSTDAMMER PLATZ]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=54</link>
<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 15:53:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
<guid>http://biaraven.wordpress.com/?p=54</guid>
<description><![CDATA[ 
Un attimo di ristoro prima della grande sera, dell’ultima sera.Poi di nuovo in piazza, in Postd]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"><img border="0" align="top" width="640" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/03/tn_pc290014.jpg" height="480" /> </font></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;">Un attimo di ristoro prima della grande sera, dell’ultima sera.</span><span style="font-family:Tahoma;">Poi di nuovo in piazza, in Postdammer Platz per in grandi fuochi.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un boccone al solito posto, piatti italiani, tedeschi, portate senza patria e poi…</span><span style="font-family:Tahoma;">di nuovo in piazza.</span><span style="font-family:Tahoma;">Nessuna prenotazione, nessun piatto diverso da quello del giorno prima, una sera come tutte le altre. Un giorno diverso solo per chi, nel resto dei giorni non vive, non si può esprimere,<span>  </span>per coloro che nella vita sopravvivono e solo in occasione delle feste comandate, si vestono, si truccano, indossano l’abito migliore e si preparano a vivere. </span><span style="font-family:Tahoma;">Che dici, ci avviciniamo? Beh direi di sì. Perché aspettare.</span><span style="font-family:Tahoma;">Usciamo dal locale e tempo di attraversare Oranienburgerstrasse e siamo già in auto.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un piccolo imprevisto: le strade che portano alla Piazza, sono già chiuse dalle volanti della polizia, ovviamente in perfetto tempismo tedesco. Niente paura, seguiamo qualche berlinese e in venti minuti raggiungiamo la nostra meta.</span><span style="font-family:Tahoma;">Il freddo è tagliente, il vento non da tregua ed io cerco di coprire i pochi lembi di pelle rimasti scoperti, senza grande risultato. Il gelo ti penetra nelle ossa, oltre i pantaloni, fin sotto la calzamaglia in cachemire. L’anima intanto esplode di sensazioni contraddittorie, non sente neppure il freddo. In Postdammer Platz uomini, donne, provenienti da chissà dove si riunisco sotto i chioschi in legno adibiti per l’occasione. Si beve, si beve molto, per non sentire il vento, per non collassare. Io bevevo perché sentivo che la mente non poteva reggere lucida. Tengo il bicchierone tra due guantoni di lana rosa e aspetto impaziente l’ora x. Mi guardo intorno a 360 gradi e mi sento felice come una bimba che fa il girotondo con le amiche. Manca proprio poco, iniziano ad aumentare i colori, i rumori dei fuochi, si respira nell’aria la festa, non c’e’ molto, anzi nulla di lussuoso intorno, solo gente ed emozioni. Ecco!! Dieci, nove, otto…tre, due, uno……..AAAAAAAAAaHhh!!</span><span style="font-family:Tahoma;">Il primo sguardo negli occhi del mio angelo, Happy new year!! Oddio! Il cielo è illuminato a giorno, come un quadro impressionista, mille colori, mille suoni, un momento in perfetto divenire di forme e luci…i grattacieli sono illuminati , come se avessero alle spalle un bagliore colorato a rende loro merito. </span><span style="font-family:Tahoma;">Niente aveva l’aspetto di una banalità, ogni gesto, ogni immagine, ogni sorriso, ogni lacrima, lì e soltanto lì è autentico. Non può esistere finzione in un luogo dove per decenni, non c’è stato spazio neppure per esprimere la propria identità, un luogo dove tutto di ciò che fosse soggettività veniva stroncato. Questo popolo vuole esprimersi tutto senza mentire, soltanto e semplicemente urlando se stesso.</span><span style="font-family:Tahoma;">Berlino, in fondo un pò Biba Stardust, urla ogni volta in faccia al nemico sconfitto, il suo volere, le sue passioni, la sua inconfondibile identità. Ride, cresce e non si ferma, implacabile lotta in un complesso di accadimenti, regolati dall’eterno ritorno.</span><span style="font-family:Tahoma;">Non un capodanno qualunque, un capodanno vero, concreto, semplicemente autentico, senza maschere, schietto, sincero, che ha regalato un caloroso “happy new year” ad ogni angelo dagli occhi verdi che ha incontrato sulla sua strada.</span><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[OLTRE GLI OCCHI…IL BUIO]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=52</link>
<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 17:42:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
<guid>http://biaraven.wordpress.com/?p=52</guid>
<description><![CDATA[
Il dialogo nel buio: mostra che non  mostra, ma che insegna a vedere.


 

 


E’ possibile vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il dialogo nel buio: mostra che non<span>  </span>mostra, ma che insegna a vedere.</span></span></span></span></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-family:Tahoma;"><font face="Tahoma"><font face="Tahoma"></p>
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<p><span style="font-family:Tahoma;"><font face="Tahoma"><font face="Tahoma"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> <img class="alignnone size-medium wp-image-74" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/04/tn_ciechix1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="171" /></p>
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<p></font><span style="font-family:Tahoma;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ possibile vivere questa esperienza unica, presso l’istituto dei ciechi in via Vivaio n°7, a Milano.</span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">“Il dialogo nel buio”, è una mostra-itinerario, allestita appunto negli spazi dell’istituto dei ciechi milanese, che i visitatori percorreranno, immersi totalmente in un buio assoluto, accompagnati da una guida rigorosamente non vedente!</span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il viaggio ripercorre luoghi e contesti urbani e naturali, che non vengono annunciati, ma che verranno scoperti personalmente dai visitatori, “soltanto” con l’ausilio degli altri sensi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non preoccupatevi! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non sarete mai abbandonati a voi stessi, sentirete in ogni istante la voce rassicurante dell’accompagnatore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">A dire il vero, non ho personalmente vissuto alcun attimo di panico, tutt’altro, ho riscoperto nel profondo della mia anima, una sicurezza inconscia, istintiva e primordiale che mi ha concesso di vivere in assenza di luce, con totale naturalezza, certa e confortata da un intensa familiarità personale, che vivo con il buio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Alla conclusione del percorso verrete condotti ad un caffè davvero insolito, il Caffè Noir, dove potrete assaporare un gustoso aperitivo, ovviamente al buio, sorseggiando un cocktail,oppure una bibita, preparati da un barman “senza vista” e potrete ascoltare una musica soave, suonata al pianoforte da un pianista rigorosamente non vedente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ quasi surreale trovarsi in breve tempo a proprio agio in una situazione simile, in un contesto di assenza di un senso e nel medesimo tempo, di assoluto prevalere degli altri, soprattutto del gusto e dell’udito, che grazie ad una “grande assente”, possono trionfare e conquistare il primo posto, da “eterni secondi”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questa indiscutibile interessante esperienza, è stata ideata da un tedesco, Andreas Heineke, che l’ha esportata in molte capitali europee, dove ha riscosso notevole interesse. Infatti, attualmente ad Amburgo esiste già un’istallazione permanente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La mostra “Dialogo nel buio”, è una possibilità di liberarci dei nostri occhi, per poter meglio comprendere il mondo dei non vedenti e soprattutto, per rivivere determinate esperienze con l’utilizzo di tutti gli altri sensi, un po’ screditati dalla nostra società e dalle nostre errate abitudini di affidarci esclusivamente ed immediatamente al senso, che è in grado di darci una percezione più diretta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Per noi l’idea del buio è per associazione, simbolo di perdita, di lutto, la nostra paura più profonda, sin da quando eravamo bambini. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il luogo dove prendono forma streghe e fantasmi, le creature dei nostri incubi, il luogo dell’ignoto e dell’abbattimento delle conoscenze strutturate. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Grazie a questa iniziativa, per una volta, i ruoli saranno capovolti e saremo noi ad essere “assistiti e rassicurati” da coloro che la vista non l’hanno mai avuta ed hanno col tempo imparato a conoscere e gestirsi questo mondo, in modo differente dall’usuale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Saremo costretti ad affinare tutte le altre nostre qualità per “sopravvivere”, una sorta di catarsi liberatoria dalla paura del buio e dall’egemonia visiva del mondo occidentale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Un ottima situazione, in cui sei tu a sentirti, per una volta, “diversamente abile”, in cui sei tu a dovere necessitare di un aiuto, una sorta di mondo al rovescio, dove è possibile trovare un oasi di giustizia, troppo spesso negata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">All’inizio entri nel buio per capire la vita dei ciechi e poi ti trovi ad uscire dal buio con la volontà di tornarci ancora una volta, per parlare con la guida, col barista e col pianista, che hanno avuto tempo di raccontarsi e a cui hai potuto raccontarti, senza vista, ma anche senza distrazioni, in un luogo dove non vedere, non ha il significato di “non esserci”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Un ultimo punto a favore di questa esperienza, decisamente più concreto, è l’opportunità offerta a molti non vedenti di lavorare e valorizzare le proprie capacità, un ottimo percorso per rivendicare ruoli di maggior rilievo all’intero della società. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Troppi buoni motivi e ancora sconosciuti i “contro” di questa esperienza, per lasciarsela sfuggire.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
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<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ possibile vivere questa esperienza unica, presso l’istituto dei ciechi in via Vivaio n°7, a Milano.</span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">“Il dialogo nel buio”, è una mostra-itinerario, allestita appunto negli spazi dell’istituto dei ciechi milanese, che i visitatori percorreranno, immersi totalmente in un buio assoluto, accompagnati da una guida rigorosamente non vedente!</span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il viaggio ripercorre luoghi e contesti urbani e naturali, che non vengono annunciati, ma che verranno scoperti personalmente dai visitatori, “soltanto” con l’ausilio degli altri sensi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non preoccupatevi! </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Non sarete mai abbandonati a voi stessi, sentirete in ogni istante la voce rassicurante dell’accompagnatore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">A dire il vero, non ho personalmente vissuto alcun attimo di panico, tutt’altro, ho riscoperto nel profondo della mia anima, una sicurezza inconscia, istintiva e primordiale che mi ha concesso di vivere in assenza di luce, con totale naturalezza, certa e confortata da un intensa familiarità personale, che vivo con il buio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Alla conclusione del percorso verrete condotti ad un caffè davvero insolito, il Caffè Noir, dove potrete assaporare un gustoso aperitivo, ovviamente al buio, sorseggiando un cocktail,oppure una bibita, preparati da un barman “senza vista” e potrete ascoltare una musica soave, suonata al pianoforte da un pianista rigorosamente non vedente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">E’ quasi surreale trovarsi in breve tempo a proprio agio in una situazione simile, in un contesto di assenza di un senso e nel medesimo tempo, di assoluto prevalere degli altri, soprattutto del gusto e dell’udito, che grazie ad una “grande assente”, possono trionfare e conquistare il primo posto, da “eterni secondi”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Questa indiscutibile interessante esperienza, è stata ideata da un tedesco, Andreas Heineke, che l’ha esportata in molte capitali europee, dove ha riscosso notevole interesse. Infatti, attualmente ad Amburgo esiste già un’istallazione permanente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">La mostra “Dialogo nel buio”, è una possibilità di liberarci dei nostri occhi, per poter meglio comprendere il mondo dei non vedenti e soprattutto, per rivivere determinate esperienze con l’utilizzo di tutti gli altri sensi, un po’ screditati dalla nostra società e dalle nostre errate abitudini di affidarci esclusivamente ed immediatamente al senso, che è in grado di darci una percezione più diretta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Per noi l’idea del buio è per associazione, simbolo di perdita, di lutto, la nostra paura più profonda, sin da quando eravamo bambini. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Il luogo dove prendono forma streghe e fantasmi, le creature dei nostri incubi, il luogo dell’ignoto e dell’abbattimento delle conoscenze strutturate. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Grazie a questa iniziativa, per una volta, i ruoli saranno capovolti e saremo noi ad essere “assistiti e rassicurati” da coloro che la vista non l’hanno mai avuta ed hanno col tempo imparato a conoscere e gestirsi questo mondo, in modo differente dall’usuale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Saremo costretti ad affinare tutte le altre nostre qualità per “sopravvivere”, una sorta di catarsi liberatoria dalla paura del buio e dall’egemonia visiva del mondo occidentale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Un ottima situazione, in cui sei tu a sentirti, per una volta, “diversamente abile”, in cui sei tu a dovere necessitare di un aiuto, una sorta di mondo al rovescio, dove è possibile trovare un oasi di giustizia, troppo spesso negata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">All’inizio entri nel buio per capire la vita dei ciechi e poi ti trovi ad uscire dal buio con la volontà di tornarci ancora una volta, per parlare con la guida, col barista e col pianista, che hanno avuto tempo di raccontarsi e a cui hai potuto raccontarti, senza vista, ma anche senza distrazioni, in un luogo dove non vedere, non ha il significato di “non esserci”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Un ultimo punto a favore di questa esperienza, decisamente più concreto, è l’opportunità offerta a molti non vedenti di lavorare e valorizzare le proprie capacità, un ottimo percorso per rivendicare ruoli di maggior rilievo all’intero della società. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;">Troppi buoni motivi e ancora sconosciuti i “contro” di questa esperienza, per lasciarsela sfuggire.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Tahoma;"><span style="font-size:small;"> </span></span></p>
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<title><![CDATA[CATALOGHI DELLE DIVERSITA']]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 17:46:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
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<description><![CDATA[LA PAGINA NERA DI NONSOLOMODA

&#8220;Avete appena visto un esperimento sensoriale, e di memoria, ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><u><span style="font-family:Tahoma;">LA PAGINA NERA DI NONSOLOMODA</span></u></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><u><span style="font-family:Tahoma;"></span></u></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">"Avete appena visto un esperimento sensoriale, e di memoria, che ha voluto rinunciare alla descrizione, alla voce, ma non ai concetti ispiratori di fotografia e montaggio.</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Assenti ma presenti nella silente ragnatela di parole: relazione, connessione, sospensione, leggerezza e originalità. Concetti cari a Italo Calvino.</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"> </span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">"Se mi date tanti soldi vi farò una bellissima architettura, se me ne date ancora di più, ve la farò scomparire".<br />
-Yoshio Taniguchi-</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"> </span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Parole non pronunciate, non udite, per una volta scomparse...come:</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Qualità, sostenibilità, paesaggio, territorio, città...</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Corto circuito di luoghi, natura e naturalezza...</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Graffi di colori e di sapori...</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Tempo, calma, ascolto, dimensione temporale...</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Sagome di assenze, calchi di memorie...</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"> </span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Cataloghi delle diversità...dicevamo.</span><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;">Cosi è, se vi pare".</span></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Tahoma;"><font color="#000000">Così e se vi pare, la natura.</font></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-family:Tahoma;"></span><span style="font-family:Tahoma;"><font color="#000000">Infinita moltitudine di sensazioni e sensi. </font></span><span style="font-family:Tahoma;"><font color="#000000">IL silenzio a coronare questo quadro. </font></span><span style="font-family:Tahoma;"><font color="#000000">Non serve la voce di un uomo per ascoltare e comprendere.</font></span><span style="font-family:Tahoma;"><font color="#000000">Basta ascoltare il silenzio in silenzio.</font></span><span style="font-family:Tahoma;"><span style="color:#333333;font-family:Tahoma;"></span></span></p>
<p></span></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DOVE SONO FINITI GLI ANGELI?]]></title>
<link>http://biaraven.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 20:38:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>biaraven</dc:creator>
<guid>http://biaraven.wordpress.com/?p=48</guid>
<description><![CDATA[











Guardo oltre lo specchio e scorgo un bambino.Un infante dagli occhi d’angelo che mi gu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Tahoma;"><img border="0" align="top" width="362" src="http://biaraven.wordpress.com/files/2008/03/tn_angeli.jpg" height="289" /></span></p>
<p><span style="font-family:Tahoma;"></span></p>
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<p><span style="font-family:Tahoma;">Guardo oltre lo specchio e scorgo un bambino.</span><span style="font-family:Tahoma;">Un infante dagli occhi d’angelo che mi guarda e mi cerca.</span><span style="font-family:Tahoma;">E’ solo nella sua solitudine, si perde nei suoi occhi, mentre cerca i miei.</span><span style="font-family:Tahoma;">Oltre lo specchio: il profondo.</span><span style="font-family:Tahoma;">Oltre l’anima: l’istinto.</span><span style="font-family:Tahoma;">Tra il mare e il fuoco, solo quel bambino dagli occhi grandi, a mantenere una parvenza di equilibrio.</span><span style="font-family:Tahoma;">Non sa nulla del suo destino, vive in preda a deliri ed emozioni violente.</span><span style="font-family:Tahoma;">Non conosce dimora e non conosce pace.</span><span style="font-family:Tahoma;">Ma dove sono finiti gli angeli?</span><span style="font-family:Tahoma;"> </span><span style="font-family:Tahoma;"> </span></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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