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	<title>manipolazione_genetica &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/manipolazione_genetica/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "manipolazione_genetica"</description>
	<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:01:55 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le ragioni della paura]]></title>
<link>http://odiamore.wordpress.com/2007/12/17/le-ragioni-della-paura/</link>
<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 16:35:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>odiamore</dc:creator>
<guid>http://odiamore.it.wordpress.com/2007/12/17/le-ragioni-della-paura/</guid>
<description><![CDATA[Pare sia possibile eliminare la paura tramite la disattivazione o, più in generale, la manipolazion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nature.com/news/2007/071107/full/news.2007.224.html">Pare</a> sia possibile <i>eliminare la paura</i> tramite la disattivazione o, più in generale, la manipolazione di uno o più geni.</p>
<p>Hitoshi Sakano e il suo gruppo di ricerca dell'Università di Tokyo<a href="http://odiamore.wordpress.com/files/2007/12/catmousediplomatic.jpg" title="catmousediplomatic.jpg"><img src="http://odiamore.wordpress.com/files/2007/12/catmousediplomatic.thumbnail.jpg" alt="catmousediplomatic.jpg" align="right" height="94" hspace="8" vspace="2" width="76" /></a> sono riusciti nell'intento intervenendo su un gruppo di cellule olfattive. Risultato: un topo che non ha paura dei gatti.</p>
<p>Ecco nell'immagine a lato i due nuovi amici mentre passano il tempo libero giocando a scacchi - perché <a href="http://scacchi.wordpress.com/2007/12/14/scacchi-la-psicologia-della-lotta/">anche</a> secondo me una partita si gioca <i>con</i> un compagno e non <i>contro</i> un avversario.</p>
<p>In realtà,  hanno specificato i ricercatori, il gatto deve essere preventivamente nutrito - il semplice fatto che il topo non abbia più paura di lui non implica necessariamente che i gusti alimentari dell'altro subiscano variazioni ;-)</p>
<p>Più in generale, l'origine e il significato evolutivo delle personalità nel mondo animale sono ancora sconosciute; alcuni studi sottolineano però, <b>tra le cause della paura</b>, la scelta dei singoli individui di <i>puntare su un successo riproduttivo</i> presente o futuro. Una teoria citata sull'ultimo numero del Venerdì di Repubblica, in particolare, sostiene che:</p>
<p>- chi pensa di non riprodursi immediatamente - in genere perché le risorse ambientali non sono idonee ad allevare la prole - si dimostra più cauto nel correre rischi (in particolare correre rischi con i predatori) --&#62; <i>non ho intenzione di riprodurmi a breve = lascio più spazio alla paura e me la prendo con calma</i>;</p>
<p>- chi invece conta di riprodursi subito, appare più spavaldo verso i predatori e più propenso all'esplorazione dell'ambiente circostante <i>--&#62; ho intenzione di riprodurmi = sono più disposto a rischiare il tutto e per tutto pur di perseguire il mio scopo</i>.</p>
<p>Ora. In attesa di nuove ricerche sulla manipolazione genetica ai fini dell'eliminazione della paura, passiamo dal mondo animale al mondo dell'homo sapiens. Eliminazione, per inciso, che non saprei neanche se augurarmi, dal momento che spesso la paura ha un ruolo protettivo del quale non sono sicura di voler fare a meno anche quando avrò deciso che è per me giunto "il momento di riprodurmi".</p>
<p>Io la mia personale interpretazione su chi siano i predatori adesso ce l'ho ben chiara in testa. E sotto questa nuova prospettiva è <i>tutto</i>, stranamente, molto più chiaro.</p>
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