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	<title>meditazioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/meditazioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "meditazioni"</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 14:31:44 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[What I love]]></title>
<link>http://martuch.wordpress.com/?p=13</link>
<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 20:31:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>martuch</dc:creator>
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<description><![CDATA[I walk the streets of Japan till I get lost, 
With a graveyard tan carrying a cross,
Cause it doesn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration:underline;">I walk the streets of Japan till I get lost, <br />
With a graveyard tan carrying a cross,</span><br />
</strong>Cause it doesn't remind me of anything<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">I like studying faces in a parking lot,</span></strong><br />
I like driving backwards in the fog,<br />
Cause it doesn't remind me of anything<br />
I like gypsy moths and radio talk,<br />
I like gospel music and canned applause,<br />
Cause it doesn't remind me of anything<br />
I like colorful clothing in the sun,<br />
<span style="text-decoration:underline;"><strong>I like hammering nails and speaking in tongues</strong>,</span><br />
Cause it doesn't remind me of anything<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">The things that I've loved, the things that I've lost,<br />
The things I've held sacred that I've dropped<br />
I won't lie no more you can bet<br />
I don't want to learn what I'll need to forget</span></strong><br />
<span style="text-decoration:underline;">... <strong>We won't look back</strong>.</span></p>
<p> <br />
A volte persino quello che sarebbe giusto sembra completamente sbagliato.<br />
Alla fine che scegli? (Ma in fondo, quanto devo aspettare? Solo un anno o ancora un anno?)<br />
Che scegli? <br />
Quello che ameresti fare, quello che sarebbe giusto che tu facessi, assume una piega meramente egoistica.<br />
Seguire la tua passione a discapito di altri o fare quello che è più giusto secondo loro? E in parte, anche secondo te, perché in fondo sei davvero troppo incostante.<br />
Vorrei essere sicura di quello che scelgo per non dover tornare indietro, ancora e ancora.<br />
Ho bisogno di non avere più dubbi.<br />
Perché a volte pure quello che sembra tremendamente giusto è orribilmente sbagliato.<br />
Purtroppo.<br />
<strong><span style="text-decoration:underline;">Sometimes even the right is wrong.</span></strong></p>
<p>Alla fine c'è una soluzione alternativa? Sì.<br />
Scappare.<br />
C'è sempre l'Australia :), un paese bruciato dal sole.</p>
<p> </p>
<p>Ma... quante pare mentali che mi faccio! XD<br />
E concludo: <strong><span style="text-decoration:underline;">the morning is for sleeping</span>... <span style="text-decoration:underline;">save the night time for your weeping</span></strong> (XD). Voglio dormire! XD<br />
[Citazioni: Doesn't remind me, Audioslave; Lovers in Japan &#38; Cemeteries of London, Coldplay]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riflessioni &quot;In ospizio&quot;]]></title>
<link>http://scribacchiare.wordpress.com/2008/06/28/riflessioni-in-ospizio/</link>
<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 13:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>scribacchio</dc:creator>
<guid>http://scribacchiare.wordpress.com/2008/06/28/riflessioni-in-ospizio/</guid>
<description><![CDATA[
Ed ognuno con le sue storie
 le urla al mattino
l&#8217;attesa del pranzo
giunge la sera
Una vita n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><a href="http://files.splinder.com/96841932acc024d06efb0b38998c4ed6.jpeg"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;width:400px;margin:0 auto 10px;" src="http://files.splinder.com/96841932acc024d06efb0b38998c4ed6.jpeg" border="0" alt="" /></a><br />
<strong>Ed ognuno con le sue storie<br />
</strong> <strong>le urla al mattino<br />
l'attesa del pranzo<br />
giunge la sera</strong></p>
<p><strong>Una vita nell'oblìo<br />
per chi qui alloggia<br />
una vita da raccontare<br />
pochi cuori<br />
ad ascoltare</strong></p>
<p><strong>Il tempo ormai canuto<br />
quello del povero vecchio<br />
sfinito<br />
e non basta il bastone<br />
non è più servo<br />
non è più padrone<br />
del destino compiuto<br />
addesso..<br />
nel nulla svanito</strong></div>
<p><span style="font-weight:bold;font-style:italic;font-size:130%;">RIFLETTIAMO?!?!</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[...Del tempo]]></title>
<link>http://scribacchiare.wordpress.com/2008/06/24/del-tempo/</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 14:02:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>scribacchio</dc:creator>
<guid>http://scribacchiare.wordpress.com/2008/06/24/del-tempo/</guid>
<description><![CDATA[Non c´è altro che quello che vedo!!!

Non c´è attesa, non c´è tempo del pensiero, nel pensiero]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;"><em>Non c´è altro che quello che vedo!!!</em><br />
<em></em><br />
<em>Non c´è attesa, non c´è tempo del pensiero, nel pensiero! Si può consumare qualsiasi evento attorno alla mia figura, ma è come se non esistessi. Non aspetto il giorno dopo perchè il giorno dopo c´è.</em><br />
<em>E c´è dell´altro nel giorno che dovrà venire</em><br />
<em></em><br />
<em>Non scrivo quello che vorrei; pochi potrebbero comprendere, vago da solo nei miei ragionamenti e costruisco il pensiero. Quel pensiero che a te mi porta.</em><br />
<em>Non esamino più, come una volta, i fatti del giorno perchè ne dovrà cominciare un altro; ma lo attendo, quest´ultimo, che ultimo ancora non vuol essere, con il caffè nel bicchiere di plastica per star sveglio: bevanda nera senza colore!</em><br />
<em></em><br />
<em>Sono schiavo del tempo, ognuno di noi qui lo è, e sono ossessionato della corsa verso una altro, inutile, domani. Ho fatto del veder scorrere le lancette dell´orologio, il mio personale duello quotidiano.</em><br />
<em></em><br />
<em>Il tempo non è ancora corroso, fortunatamente, dall´ipocrisia degli uomini e non può prendermi in giro, quindi non può ingannarmi: combattiamo ad armi pari io ed il tempo.</em><br />
<em>Dopo anni trascorsi da perditempo, perchè questo, infine, ho fatto, ora conosco il valore di questo tempo, e vorrei, non una ma, due vite da percorrere ( sto ancora perdendo tempo e dovrò in qualche modo recuperarlo, no?) ma per quanto cerchi di correre non posso andare più in fretta, non corre come me il tempo ( lui ha il suo tempo) e ciò combatto di questo nemico!</em><br />
<em></em><br />
<em>Devo vincere, perchè se così sarà, il mio premio sarà altro tempo da attraversare, e non più di corsa ma, con te Amore mai trovato, con il tuo tempo!</em><br />
<em></em><br />
<em>Passare settimane, mesi, anni, in questa prigione della coscienza e stata una esperienza che ha costituito una variabile in quel futuro, per me, già pieno di punti interrogativi.</em><br />
<em>Ed è proprio quel futuro, di quel passato, che qui mi ha condotto.</em><br />
<em>Ora il tempo è cambiato: lo osservo ed è diverso; ne ascolto le melodie più dolci, lo vivo e gli corro dietro; combatterlo è una gara che posso vincere soltanto con l´Amore al mio fianco.</em><br />
<em>Perchè per entrambe il tempo è lo stesso! Non è?</em><br />
<em></em><br />
<em>Non c´è altro che quello che vedo...con gli occhi del cuore!!</em><br />
<em>Quando si vive un conflitto interiore, hai sempre paura di perdere, ti senti un fallito e cerchi comunque di stare in piedi da solo.</em><br />
<em>Non si può nascondere però il poprio stato! Alla fine gli altri te lo leggono nel volto, si accorgono di quanto soffri; ognuno, poi, sa giudicare da se stesso che cosa sia ,o meno, giusto fare o dire! La maggior parte delle volte non ti viene offerto nessuno aiuto!</em><br />
<em></em><br />
<em>Un uomo solitario gioca con se stesso e con il tempo ma, solo resta.</em><br />
<em>Un uomo con qualcuno da amare crea un mondo: io e ciò che avrebbe potuto essere di questa vita malvissuta.</em><br />
<em></em><br />
<em>Il tempo non potrà mai battermi perchè non sa, sebbene tutto da lui dipenda, che verso un Amore mi conduce.</em><br />
<em>Lo spettro del tempo è pericoloso solamente per chi non sa amare!!</em><br />
<em></em><br />
<em>Vivrò tutto il tempo necessario per raggiungerti, per trovarti, Amore caro, te lo prometto!!</em><br />
<em>Ti prego di perdonarmi...Avrò tutto il tempo.</em><br />
<em></em><br />
<em>Ecco io vedo un unico tempo</em><br />
<em>un solo Sole</em><br />
<em>una sola stella</em><br />
<em>un solo cuore</em><br />
<em>UN UNICO AMORE</em><br />
<em></em><br />
<em>Ecco io vedo questo tempo</em><br />
<em>quello del mio amore..</em><br />
<em></em><br />
<em>Grazie</em><span style="color:#0000ff;"><strong><a href="http://scribacchiare.splinder.com/"></a></strong></span><br />
<span style="color:#0000ff;"><strong></strong></span></div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Voce di uno che grida nel deserto]]></title>
<link>http://fresko.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 10:44:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcello</dc:creator>
<guid>http://fresko.wordpress.com/?p=186</guid>
<description><![CDATA[In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color:#eeeeee;padding:20px;"><img src="http://fresko.wordpress.com/files/2008/03/battesimo.jpg" style="margin-right:15px;" align="left" border="0" />In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". (Lc 1,39-45)</div>
<div style="background-color:#eeeeee;padding:20px;">In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: "Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? ". Ma Gesù gli disse: "Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Allora Giovanni acconsentì. Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto". (Mt 3,13-17)</div>
<p>Ancora lo stesso ricordo, ormai da tanti anni. Sento una voce di donna. E il calore di mia madre all'udirla, la sua gioia. Un semplice saluto: "Shalom!".<br />
Ho un sussulto nell'oscurità, nel grembo in attesa, nel cullarmi incosciente. Cambia qualcosa in me, cade la nebbia leggera che avvolgeva il mio spirito. Mi sento più libero, più forte e irrequieto, più pronto, diverso.<br />
Può una vita essere malinconica prima di vedere la luce? Può una voce modificare te stesso, prima di nascere? Ne sono certo. Come sono certo che mai più sentirò quella voce, che ha tolto una pelle per darmene un'altra.</p>
<p>Ho un'altra pelle che mi cinge la vita, quel che resta di un cammello che ha finito i suoi giorni. I miei di giorni, li capisco così poco! Mi ha chiamato il deserto nel pieno della mia giovinezza. E ho risposto.<br />
Ho lottato, nella solitudine, più che a guidare un esercito. L'attesa è diventata amica, la pazienza compagna. Un'altra voce, e una missione. Un'altra attesa. Aspetto qualcuno che non ho mai visto. So che lo riconoscerò, ma non so come. Lo servo senza conoscerlo.</p>
<p>Si immergono nel fiume. Lasciano nel Giordano i loro peccati, mentre il sole divampa il suo fuoco sulle loro teste. Dico di convertirsi, di cambiare la loro vita idolatra e impura. Devo prepararli: dovranno incontrare la gloria del Dio vero. Escono dall'acqua e li osservo. Troppi non cambiano. Prima che si asciughi il corpo, hanno la mente alle loro passioni.</p>
<p>Non posso fare di più, io. Non può fare di più quest'acqua, che è un segno senza forza. Devo muovere la loro volontà. Verrà un giorno in cui quest'acqua avrà volontà e potere. A loro sarà chiesto soltanto di credere.</p>
<p>Si avvicina un uomo e lo riconosco. Ha parlato al mio spirito la voce che mi accompagna da quando ero bambino. Non posso battezzare chi mi salva dai miei peccati. Ma lui insiste. Si immergerà nella stessa acqua. Ho paura che tremi il Giordano, che inondi questa terra arida e porti via con sé tutti i penitenti, ammassati sulle rive come a un censimento.</p>
<p>Scende nell'acqua, con calma, quasi a tastarne con tutto il corpo il contenuto. Chiude gli occhi, adesso che il fiume arriva alle sue spalle. Ha il volto sereno e luminoso, così diverso da quelli umiliati e affranti di qualche minuto prima. Sembra dire di sì. Ma non mi è dato di intendere a cosa. Riemerge, lentamente, così come vi era entrato.</p>
<p>Si aprono i cieli mentre prega con un'intensità che pare toccare Dio. Una voce parla dall'alto. Lo chiama Figlio. E lo Spirito scende su di lui con pienezza, aleggia sul suo capo come una colomba.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vagabondare marino]]></title>
<link>http://cucchiaiatediriso.wordpress.com/?p=4</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 11:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaonorato</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fra le mani stringo un pugno di sabbia
il rumore delle onde di un mare pigro
è la colonna sonora de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Fra le mani stringo un pugno di sabbia</p>
<p align="center">il rumore delle onde di un mare pigro</p>
<p align="center">è la colonna sonora del mio risveglio.</p>
<p align="center"> *</p>
<p align="center">I cavalieri di mare sono alla ricerca</p>
<p align="center">del loro pasto quotidiano</p>
<p align="center">e io assisto rapito ai loro continui assalti.</p>
<p align="center">*</p>
<p align="center">Un tiepido sole mi scalda l'anima</p>
<p align="center">il silenzio mi possiede e mi ipnotizza</p>
<p align="center">e scorgo in tutto questo il sorriso di Dio.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Radicamento]]></title>
<link>http://cucchiaiatediriso.wordpress.com/?p=3</link>
<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 10:39:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaonorato</dc:creator>
<guid>http://cucchiaiatediriso.wordpress.com/?p=3</guid>
<description><![CDATA[I miei piedi come radici,

le mie braccia come rami,

sento scorrrere nel mio ventre

le linfa che m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center">I miei piedi come radici,</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">le mie braccia come rami,</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">sento scorrrere nel mio ventre</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">le linfa che mi sostiene.</p>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
<p align="center">*</p>
<p align="center">Sento il mio cuore battere</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">incessantemente</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">tutto è dolore e piacere al tempo stesso</p>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
<div align="center"></div>
<p align="center">i miei occhi sono accecati dal sudore</p>
<p align="center">*</p>
<p align="center">Poi, a un certo punto</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">il dolore lascia il posto</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">a una gran sensazione di benessere</p>
<div align="center"></div>
<p align="center">e sorrido a me stesso pieno di gioia.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scriveva per terra]]></title>
<link>http://fresko.wordpress.com/2008/01/20/scriveva-per-terra/</link>
<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 17:15:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcello</dc:creator>
<guid>http://fresko.wordpress.com/2008/01/20/scriveva-per-terra/</guid>
<description><![CDATA[«Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all&#8217;alba si recò di nuovo nel tempio ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="background-color:#eeeeee;padding:20px;"><img src="http://fresko.wordpress.com/files/2008/01/scrive.jpg" style="margin-right:15px;" align="left" border="0" />«Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.<br />
Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più». (Gv 8, 1-11)</p>
<p>Mi sono attorno, mi chiudono in un cerchio e vedo i loro occhi, i loro sguardi che scrutano il mio, con violenza. Sono stravolti. Mi accusano, inveiscono. Mi hanno picchiata per togliermi da quel letto e Andrea è fuggito. Potevano fermarlo, ma volevano me. Ora mi guardano, vedono i lividi sul mio viso, le vesti strappate e vogliono distruggere ciò che non possono possedere.</p>
<p>Da quando il mio corpo è diventato donna, i miei occhi sono riflesso delle loro voglie. Li sento da sempre posarsi su di me e non vedere altro che le loro ossessioni. Anche adesso. Anche adesso che parlano di Dio con le pietre in mano non mi vedono; mi desiderano e vogliono cancellare, uccidendomi, i loro tormenti.</p>
<p>Non è Andrea che vorrei qui nell'ultimo minuto, non è mio marito che pensa di amarmi mentre stringe i miei seni con ardore infantile. Non sono i peccati che piango. Piango un Dio di pietra come quei sassi, piango quest'anima senza pace, questo corpo che mi ha dato uomini e mai amore.</p>
<p>Anche stanotte la tristezza è arrivata prima del piacere. Spero che la morte arrivi prima del dolore. Non sarà così. Con che forza distruggeranno il tempio delle loro passioni! Sentirò ogni colpo sulla mia pelle. Si calmeranno, quando non vedranno più bellezza nella mia carne. Saranno sazi di giustizia e nessuno li può più fermare. Dio mio, Dio mio, perché hai dato quest'ordine? Perché la tua legge pesa più dei miei sbagli? Muoio senza te, lontana da me stessa.</p>
<p>Continuano a parlare, sento le loro voci come un chiacchierio. Adulterio. Mosè. Lapidare. Guardano un uomo, solo, per terra, lontano e fuori dal cerchio. Non so chi sia e cosa c'entri con me, con la mia fine. Avanti! Che aspettate? Smettete di discutere dei profeti e di Dio e tirate quelle maledette pietre prima che il vuoto prenda il mio posto!</p>
<p>L'uomo è vestito di bianco, scrive per terra e dice una frase. Finalmente il silenzio. È ora! Madre perdonami e custodiscimi come bambina nel tuo cuore. Ama il mio ricordo più di quanto odi le mie scelte.</p>
<p>Cadono a terra le pietre, non le loro passioni. Le sento andar via con loro, tra i tonfi dei sassi sulla sabbia. Rimango sola con lo sconosciuto.</p>
<p>Adesso è lui nel mio cerchio, e nessun altro. Sono ancora nella polvere mentre lui si alza. Raggiungo i suoi piedi, li bacio, non riesco a rialzarmi. Sento il suo sguardo, mi vede. Lo guardo anch'io, impaurita come un cane appena picchiato. "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". Nessuno mi ha condannata. Dove sono adesso non possono più entrare. Mi batte forte il cuore davanti al suo amore, so che lui, davvero, potrebbe condannarmi e non so come. "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più". Mi rialzo. Una parte di me rimane nella polvere.</p>
<p>Cosa mi hai tolto? Cosa mi hai dato? L'uomo si gira e si incammina. Non lo seguo. Rimango ancora qualche minuto a guardare per terra. Leggo i suoi segni. E piango.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Videro Gesù che camminava sul mare]]></title>
<link>http://fresko.wordpress.com/2008/01/01/videro-gesu-che-camminava-sul-mare/</link>
<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 16:41:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcello</dc:creator>
<guid>http://fresko.wordpress.com/2008/01/01/videro-gesu-che-camminava-sul-mare/</guid>
<description><![CDATA[«Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono vers]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="background-color:#eeeeee;padding:20px;"><img src="http://fresko.wordpress.com/files/2008/01/cammina.jpg" style="margin-right:15px;" align="left" border="0" />«Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao. Era ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro. Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Sono io, non temete". Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti.» (Gv 6, 16-21)</p>
<p>Questa pagina del Vangelo di Giovanni è tanto semplice nel racconto quanto fertile di possibili commenti e riscontri nell'esperienza di ogni fedele e nella vita di ogni uomo. Poiché mancano descrizioni estese dell'accaduto e per l'impostazione stessa del testo, possiamo lasciare ai margini una lettura puramente storico-critica per provare ad interrogare la Parola, per chiedere al Signore cosa possiamo e dobbiamo trattenere, quali insegnamenti per la nostra vita di fede sono nascosti in un brano tanto sintetico quanto profondo.</p>
<p><i>"Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao."</i></p>
<p>Era venuta la sera, era arrivata l'ora in cui la luce comincia a lasciare il posto al buio, alle tenebre. I discepoli si trovavano quindi in una condizione di pre-oscurità, di semi-oscurità. La sera è sempre un momento in cui declina la sicurezza e la solarità del giorno, l'allegria delle grida diurne; richiama un'atmosfera di raccoglimento, ma anche di nostalgia per qualcosa che non è più e che ritornerà soltanto con lo splendore della nuova aurora.</p>
<p>Viene subito alla mente la dicotomia luce-tenebra: nel suo Vangelo Giovanni paragona la luce di Gesù (Gv 1,4-5) (lui stesso è la luce che illumina ogni uomo, il bene, il Verbo) con le tenebre (il male, le potenze del male). Gesù lo afferma di se stesso in più occasioni (ad esempio in Gv 8,12: "Io sono la luce del mondo"); più volte riprende questa verità (Gv 11,9-10; 12,35-36) per mettere in guardia i discepoli, per insegnare loro a "camminare nella luce" "per non inciampare", "per non essere sorpresi dalle tenebre".</p>
<p>Luce e tenebra sono concetti utilizzati da Gesù per rendere la differenza essenziale tra la presenza di Dio (luce) e la sua assenza (tenebre), dando a queste ultime una realtà negativa: le tenebre esistono soltanto quando non vi è la luce, il loro esserci è collegato alla mancanza della luce, quindi il loro valore ontico è decisamente inferiore a quello della luce. Possiamo affermare che sono entità di "serie B", che sussistono finché l'Essere di "serie A" non appare. La teofania annulla quindi ogni presenza del male, così come la fede: "Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre" (Gv 12,46).</p>
<p>La fede quindi è teofania, presenza reale di Dio che disperde le tenebre. Per essere più precisi la fede è teofania nell'anima, dello Spirito nell'anima: Dio c'è sempre (Io Sono), ma senza fede non è presente al nostro essere (nel nostro cuore) e quindi il male che è in noi può (è lasciato libero di) e-sistere (da-sein, esser-ci, essere qui). Il male potrebbe non esserci (non essere in noi) se noi avessimo fede, se lasciassimo cioè esistere Dio in noi, con la sua presenza che annulla l'esserci delle tenebre.</p>
<p><i>"Venuta intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao."</i></p>
<p>Ci sono altre due immagini che possiamo commentare brevemente togliendole per un attimo da un puro contesto narrativo: il mare e la barca.</p>
<p>Il mare rappresenta, nella cosmologia biblica, il caos delle forze ribelli e primordiali, qualcosa di oscuro, di immenso e sconosciuto, di temibile per la sua grandezza, imprevedibilità e potenza. È la vasta dimensione degli eventi, delle situazioni che incontriamo e che ci circondano, di fronte alle quali siamo piccoli, inermi e impotenti; è il mondo con le sue forze che insidiano la creazione.</p>
<p>La barca rappresenta il mezzo con cui ci muoviamo nell'esistente, la nostra vita oggettiva e concreta, il nostro cammino nella storia.</p>
<p>La scena si svolge dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci fatta da Gesù sul monte. Infatti il testo dice che i "discepoli scesero al mare".  Questo "scendere" ricorda almeno altre due discese. La prima è quella del pubblicano che scende dal tempio dopo aver pregato (Lc 18,9-14) (qualcuno traduce "tornò a casa sua", ma la traduzione dal greco è "discese"). La seconda è la discesa di Gesù e dei tre discepoli dal monte Tabor dopo la sua trasfigurazione (ad esempio in Lc 9,37). In entrambi i casi vi è una discesa dopo un incontro profondo con Dio (preghiera del pubblicano, manifestazione della gloria di Dio sul Tabor). In entrambi i casi si passa da un momento forte di presenza del Signore e di relazione con Lui, ad un ritorno alla "normalità", alla vita quotidiana: il pubblicano torna a casa sua mentre i discepoli accompagnano nuovamente Gesù nella sua missione salvifica ("quando furono discesi dal monte una gran folla gli venne incontro").</p>
<p>A differenza della discesa dal Tabor, Gesù non è fisicamente con loro: si era ritirato tutto solo sulla montagna per evitare la gente che dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, per una interpretazione molto umana della missione del Messia, voleva farlo re.</p>
<p>Non sappiamo se la decisione dei discepoli di recarsi verso l'altra riva sia stata presa autonomamente o se erano d'accordo con Gesù di cambiare luogo (così viene descritto negli altri vangeli). La cosa sicura è che partono senza il Maestro, si avviano, iniziano il loro cammino nel mare, senza la presenza fisica di Gesù. Anche l'immagine dell'"altra riva" è ricca di simbolismi: qualcuno la interpreta come il "Regno di Dio", la sponda opposta al regno di questo mondo, dove Dio stesso ci attende per accoglierci. In senso escatologico certo, ma anche di inizio di una nuova vita (qui ed ora) in una relazione più forte e stabile con Lui.</p>
<p><i>"Era ormai buio, e Gesù non era ancora venuto da loro. Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento."</i></p>
<p>Ecco le condizioni del viaggio: la sera con la sua tenue presenza di luce ha lasciato il posto all'oscurità totale della notte, siamo nel pieno delle tenebre che avvolgono la barca e i discepoli. Come se non bastasse il mare è agitato da un forte vento.</p>
<p>Possiamo collegare questa realtà a tante situazioni della nostra vita: gli eventi ci sovrastano con la loro forza e la loro violenza, navighiamo in mezzo ad ostacoli che riusciamo a controllare solo con grande fatica, le avversità soffiano contro di noi e la nostra povera barca. Di un sollievo neanche l'ombra, di una consolazione o un piccolo conforto neanche un segno; si continua a remare. Dio, che non è salito con noi sulla barca, non è ancora arrivato, ma noi non ce ne curiamo più di tanto e continuiamo per la nostra strada.</p>
<p><i>"Dopo aver remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Sono io, non temete".</i></p>
<p>Anche i discepoli continuano per la loro strada, navigando per un bel tratto di mare e a nessuno viene in mente di invocare Gesù, di chiamarlo anche solo nel proprio cuore. Forse non avevano ancora compreso la divinità di Gesù e non avendolo fisicamente con loro nella barca, come nella tempesta raccontata nei sinottici (ad esempio in Mc 4,35-41), non pensano di rivolgersi a qualcuno che non vedono.</p>
<p>È Gesù a prendere l'iniziativa: ancora una volta è lui che guarda alle nostre difficoltà e ci viene incontro, vede le nostre fatiche e si avvia verso di noi per prendere un po' di peso sulle sue spalle. Gesù cammina sulle acque: è superiore agli elementi della natura che domina a sua piacimento, che si sottomettono a lui. La sua presenza sovrasta qualsiasi avversità, su di lui gli eventi non hanno potere, è lui a controllarli, è lui il Signore dell'essere.</p>
<p>I discepoli hanno paura. Paura il cui senso non è da ricercare nella successione oggettiva degli eventi, quanto in una rivelazione improvvisa, nel riconoscere in Gesù, con meraviglia e terrore, qualcosa di più forte dell'uomo, di divino. (Non era bastato il grande segno della moltiplicazione dei pani e dei pesci di poco prima per fornire loro questa sicurezza?). Come in ogni passo della Bibbia in cui la divinità si manifesta all'uomo, è Dio stesso a rassicurare dal turbamento di una tale rivelazione. Qui è Gesù che dice: "Sono io, non temete".</p>
<p><i>"Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti."</i></p>
<p>Quando i discepoli decidono di prendere Gesù con loro, la barca giunge rapidamente a destinazione. Non è Gesù che si mette a remare e loro non possono andare più veloce con un uomo in più sulla barca. Gesù non toglie l'onere del viaggio, lo sforzo del remare. Sono le condizioni del viaggio a cambiare (gli altri vangeli dicono infatti che il vento cessò): le avversità per giungere all'altra riva svaniscono, i tempi per arrivare alla méta si riducono.</p>
<p>Al di là di ogni interpretazione possibile, nel rileggere questo brano del Vangelo, mi è parso di scorgerne una in particolare, di ritrovare i punti chiave tipici di ogni storia di conversione.</p>
<p>a)	Partenza da soli sulle strade della vita. Quando inizia il momento delle scelte importanti, ci troviamo già senza la compagnia di Dio. Spesso lo abbiamo conosciuto, ma lasciato da parte, non è entrato nella nostra vita e comincia a farsi buio prima ancora che arriviamo all'età adulta.<br />
b)	Il cammino si presenta pieno di difficoltà, gli eventi soffiano contro di noi, le tenebre ci circondano (il male e il peccato hanno la meglio su di noi) e non abbiamo nessun punto "forte" a cui aggrapparci, che dia un senso a questo viaggio.<br />
c)	Gesù prende l'iniziativa, si fa incontro per una sua scelta autonoma. Ci vede affaticati e oppressi, si interessa di noi, ci ama per primo.<br />
d)	Adesso tocca a noi scegliere: prendere Gesù con sé sulla propria barca è un atto di volontà. Ora che l'abbiamo riconosciuto serve un minimo di cooperazione che si attua nella libertà. Potremmo anche lasciarlo al largo, nei flutti delle onde e non farlo entrare nella nostra vita.<br />
e)	Quando Gesù sale a bordo la vita cambia. Noi non siamo più quelli di prima, è un incontro che trasforma. Ma anche la nostra vita non è più la stessa: si rema diversamente, il male e le tenebre non sono annullate, ma con Gesù esse non sono più forti di noi, il mare è immenso e sconosciuto come prima, ma la barca si muove rapidamente verso l'altra riva. Chi crede in Lui è accompagnato costantemente dalla certezza di non essere sballottato, tra le tempeste della storia, da forze oscure e dinamismi ciechi; anche nelle avversità e nelle tribolazioni confida in Dio, si abbandona a Lui, ringraziando di tutto quello che accade, sicuro che "tutto concorre al bene di coloro che amano Dio" (Rm 8,28).</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ti ho amato di amore eterno]]></title>
<link>http://fresko.wordpress.com/2007/12/02/ti-ho-amato-di-amore-eterno/</link>
<pubDate>Sun, 02 Dec 2007 09:03:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marcello</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà». Questo passo di Geremia (31, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="background-color:#eeeeee;padding:20px;">«Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà». Questo passo di Geremia (31, 3) è stata una delle prime letture della Bibbia con la quale il Signore mi ha parlato. Una di quelle pagine che Dio mette davanti ai miei occhi e, soprattutto al mio cuore, per dirmi quello che vuole dirmi.</p>
<p style="background-color:#eeeeee;padding:20px;">È  stato un incontro d'Amore, in cui la Parola (che è Dio stesso che si dona) si è rivelata per parlarmi del Dio d'Amore. Non è facile pubblicare qualcosa di personale, anche se i blog sono proprio questo: uno spazio personale. Pensare che il seme che Dio ha messo nel mio cuore sia occasione fertile anche per altri è l'unico motivo per cui metto online queste meditazioni.</p>
<p>«Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà.»</p>
<p>Dio rivolge ad ognuno di noi queste parole, a tutti noi che siamo nel peccato, che non ricambiamo il Suo amore, dimenticandoci di Lui, voltandogli le spalle. Quanta grandezza in questa frase, quanta misericordia, quanta profondità in queste poche parole!</p>
<p>«Ti ho amato di amore eterno».</p>
<p>È un amore che noi uomini non possiamo donare qui sulla terra, neanche alla persona a cui vogliamo più bene, un amore che trascende il tempo.</p>
<p><em>«Ti ho amato di un amore che non conosce fine, quindi ti amerò per sempre. Io che ti ho dato la vita ti amerò per sempre, anche dopo quella a cui troppo spesso pensi come l'unica vita. Ti amerò anche dopo, poiché Io sono il Dio che supera il tempo. Io che ho creato il tempo, non metterò questo limite al mio amore per te.»</em></p>
<p>«Ti ho amato di amore eterno».</p>
<p><em>«Non solo ti amerò da oggi in poi per tutta l'eternità, ma ti ho amato anche prima, per tutta l'eternità che veniva prima di oggi. Poiché tu eri nei miei pensieri prima che iniziasse il mondo e prima di venire alla luce qui sulla terra.»</em></p>
<p>Perché quindi un verbo al passato? «Ti ho amato»? Perché Dio quando ama, ama per sempre.</p>
<p><em>«Da quando ho pensato a te, prima che il tempo esistesse, ti ho amato. Per questo, Io che sono Dio, e che amo per sempre, ti ho amato quando sei nato, ti amerò per tutta la tua vita (qualsiasi cosa tu faccia) e ti amerò dopo la tua morte.</em></p>
<p><em>Per questo non esiste la morte: poiché Io ti amo, tu continuerai ad esistere con me nell'eternità, nella mia mente che ti crea, nel mio amore che ti crea. Poiché Io sono fuori dal tempo, tu sarai con me nell'eternità.</em></p>
<p><em>Solo tu puoi mettere fine a questo amore, non Io. Solo tu puoi scegliere la morte, darti la morte e rifiutare di vivere, rifiutare di essere amato da me.</em></p>
<p><em>Anche in questo caso "Ti ho amato"; e ti amerò fino al tuo ultimo "no", soffrirò fino al tuo ultimo "no", busserò fino al tuo ultimo "no".»</em></p>
<p>«Ti ho amato di amore eterno».</p>
<p>Non di un amore eterno, ma di amore eterno, dell'amore eterno. Noi conosciamo tanti tipi di amore: l'amore di amicizia, l'amore di tenerezza, l'amore di fratellanza e spesso confondiamo l'amore con qualcosa d'altro, con l'affettività, i sentimenti o l'erotismo. Soltanto Dio, però, può darci l'amore eterno, che è lui stesso.</p>
<p>In realtà questa frase svela l'essere stesso di Dio: amare di amore eterno è l'essere stesso di Dio, è l'Amore che ama. Il suo amore è il suo essere, ma anche il nostro: noi dipendiamo dal fatto che Lui, Amore, ama.</p>
<p><em>«C'è solo un amore eterno e sono Io. Per questo ti dico che ti ho amato come solo Io posso amare: solo Io posso creare amando. Il tuo amore può scaldare il cuore, può offrire tenerezza, può suscitare gioia, può rendere felice, ma non può creare.</em></p>
<p><em>Però ti ho insegnato come devi amare tu, con mio Figlio ti ho insegnato come devi amare tu: donando te stesso. Dona te stesso per amore, a me e agli altri. È il massimo che puoi fare per ricambiare il mio amore. È il massimo che puoi fare per assomigliarmi.»</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[X]]></title>
<link>http://zibalblog.wordpress.com/2007/09/05/x/</link>
<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 21:23:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ziba_L_bloG</dc:creator>
<guid>http://zibalblog.wordpress.com/2007/09/05/x/</guid>
<description><![CDATA[
&#8220;Non sarebbe assolutamente meraviglioso se nessuno si preoccupasse di ciò che fate, di ciò ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#663399"><strong></strong></font><font color="#663399"><strong></strong></font><font color="#663399"><strong></strong></font><font color="#663399"><strong></p>
<p align="left"><img align="right" width="95" src="http://zibalblog.wordpress.com/files/2007/09/ribbon.gif" alt="ribbon.gif" height="117" />"Non sarebbe assolutamente meraviglioso se nessuno si preoccupasse di ciò che fate, di ciò che dite, del modo in cui tenete la casa, di ciò che v'importa possedere, delle cause alle quali vi appassionante o del sesso della persona che amate?<br />
Eppure c'è sempre qualcuno che sembra crearsi problemi riguardo alla vostra sessualità o al modo in cui la esprimete.<br />
Ogni volta che vi sforzate di modificare voi stessi in qualche modo a causa di qualcuno, state decidendo di vivere la vostra vita secondo criteri altrui. Agendo così permettete a un'altro di fissare le vostre regole di comportamento.<br />
Perché dovreste scegliere di concedere un tale potere a un'altra persona? Forse lo fate per evitare conflitti, ottenere consensi, ricevere attenzioni o guadagnare rispetto, amore o affetto. Ma qual'è l'effetto di tutto ciò su voi stessi? Anche se forse raggiungerete uno o tutti questi scopi, ciò che perderete è ben più prezioso: è la facoltà di essere voi stessi.<br />
La prossima volta che vi trovate ad affrontare qualcuno che non riesce ad accettare voi e la vostra sessualià, ricordate che potete scegliere. Potete sforzarvi di essere ciò che vogliono gli altri oppure essere voi stessi.</p>
<p><font color="#663399"><strong><font color="#993366"><strong>"Oggi mi ricorderò che quando interagisco con gli altri, posso scegliere: o indebolire il mio arbitrio personale per compiacere qualcun altro oppure mantenerlo integro compiacendo me stesso/a."</strong></font></strong></font><font color="#663399"><strong><font color="#663399"></font><font color="#993366"><strong></strong></font></strong></font></p>
<p></strong></font></p>
<h2><font color="#3366ff">XI</font></h2>
<p><strong><font color="#663399">"A volte la discriminazione dovuta alla vostra sessualità può essere così dolorosa che è difficile non farsi coinvolgere.<br />
Per esempio, potreste ritrovarvi a pensare: "E' naturale che la mia azienda non mi sostenga: perché dovrebbero volere un gay a capo di questo progetto?<br />
...Ma lasciandovi coinvolgere supinamente in queste valutazioni discriminatorie non fate altro che reprimere voi stessi e la vostra sessualità. Invece di considerarvi un essere umano di valore, importante, degno di essere amato, finite per vedervi con gli occhi degli altri: una persona imbarazzante, una fonte di disagio, un essere incompleto e di scarso valore che merita pochissimo rispetto, tempo o attenzione.<br />
Oggi, invece di vedervi come un riflesso di ciò che gli altri vedono in voi, provate a usare il vostro specchio per guardare con attenzione la vostra immagine. Tralasciate i giudizi e e le valutazioni altrui e osservatevi bene. Poi dite ad alta voce: "Non importa che cosa pensano o dicono gli altri di me, io credo di essere una persona importante, piena di amore, meravigliosa, che merita di essere trattata con considerazione, gentilezza e rispetto". E non limitatevi a declamarlo ad alta voce. Trattatevi proprio così!</font></strong></p>
<p><strong><font color="#993366"><strong>Oggi non accetterò le convinzione false o crudeli che altri possono avere nei miei confronti. Non importa cosa pensano di me, io penso questo: sono lesbica e sono una persona meravigliosa"</strong></font></strong><strong><font color="#993366"><strong></strong></font></strong></p>
<h2><font color="#3366ff">XII</font></h2>
<p><strong><font color="#663399">"Uno degli aspetti più frustranti di essere gay o lesbica è dover affrontare gli stereotipi della società eterosessuale secondo cui gli uomini e le donne omosessuali vogliono solo tre cose nella vita: sesso, sesso e ancora sesso.<br />
Chiunque sia visto in vostra compagnia viene considerato un/a  vostro/a amante. Può anche accadere che gli amici etero temano di passare del tempo da soli con voi per paura di eventuali avances sessuali o che familiari evitino di farvi visita per timore "d' interrompere qualcosa".<br />
Se non potete cambiare l'atteggiamento dell'intera società, potete intervenire su quello che, chi vi conosce, pensa significhi essere gay o lesbica. Cominciate con il chiedere ai vostri amici etero se loro vogliono andare a letto con tutti i membri dell'altro sesso che incontrano. Poi dite loro che, come gli eterosessuali, non tutti vogliono andare a letto solo perché sono<br />
omosessuali.<br />
Sottolineate che anche gli eterosessuali hanno amici dell'altro sesso. E poi chiarite che i gay possono essere amici di altri gay e le lesbiche avere amicizie con altre lesbiche.<br />
Infine fate loro notare che i loro rapporti intimi implicano più di un semplice rapporto fisico. E spiegate che i rapporti intimi fra gay e fra lesbiche hanno anch'essi vari livelli: fisico, mentale, emotivo e spirituale".</font></strong></p>
<p><strong><font color="#993366">"Oggi posso educare coloro che pensano alla mia sessualità solo in termini di sesso. Farò loro sapere quanto sono significative le mie interazioni con altri gay e lesbiche e come arricchiscono la mia vita".</font></strong><strong><font color="#3366ff"><strong><em> </em></strong></font></strong></p>
<p><strong><font color="#3366ff"><strong><em></em></strong></font></strong></p>
<p><strong><font color="#3366ff"><strong><em>da </em></strong></font></strong><strong><font color="#3366ff"><strong><em>Amy A. Dean - Meditazioni per chi ama il proprio sesso</em></strong><br />
</font></strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VII]]></title>
<link>http://zibalblog.wordpress.com/2007/09/04/vii/</link>
<pubDate>Tue, 04 Sep 2007 21:02:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ziba_L_bloG</dc:creator>
<guid>http://zibalblog.wordpress.com/2007/09/04/vii/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Ciò che vi rende differenti dal 90% della popolazione è che siete fisicamente, emozionalmen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<h4><font color="#663399"><img align="right" width="126" src="http://zibalblog.wordpress.com/files/2007/09/0008.gif" alt="0008.gif" height="100" style="width:117px;height:80px;" />"Ciò che vi rende differenti dal 90% della popolazione è che siete fisicamente, emozionalmente e spiritualmente attratti da appartenenti al vostro sesso. A parte questa semplice distinzione, tutto ciò che riguarda il vostro rapporto con gli altri si basa su esperienze simili. Eppure la scelta che avete compiuto per identificare ed esprimere la vostra sessualità può spingere gli altri a rifiutare tutto di voi, anche ciò che avete in comune.<br />
Perché questo rifiuto dovrebbe ferirvi tanto? Vivendo da gay o da lesbica avete imparato la tolleranza: concetto che vorreste possedessero tutti. Voi sapete cosa significa sentirsi diversi, un "outsider", sentirsi privi di contatto con gli altri. Forse siete stanchi di rivivere continuamente queste sensazioni quando gli altri vi rifiutano a causa della vostra sessualità.<br />
Oggi mettete alla prova la vostra pazienza. Non tutti vi accetteranno nel modo in cui li accettate voi. Tollerate ciò che potete e lasciate che gli altri facciano lo stesso".<br />
</font><br />
<font color="#993366">"Oggi cercherò di essere paziente e di accettare che le opinioni altrui su di me possano o non possano cambiare. Ognuno avanza con il passo adatto; io devo procedere con il mio passo, con loro o senza di loro".</font></h4>
<h2><font color="#0000ff">VIII</font></h2>
<h4><font color="#663399">"Cosa avete fatto di recente che, secondo voi, abbia richiesto coraggio? Forse vi siete rivelati a un amica intima. Avete chiuso finalmente un rapporto infelice. Avete informato i vostri i genitori che la vostra partner verrà con voi nelle prossime vacanze. O avete invitato fuori qualcuna che vi interessa da tempo.<br />
O forse non avete fatto neppure una di queste cose...<br />
...Il coraggio è, per definizione la capacità di vincere la paura e lo sconforto. Perciò coraggio non significa mettersi in situazioni stressanti o sgradevoli. Coraggio non è controllare le emozioni. Coraggio non vuol dire esitare, arrendersi, rimanere in silenzio o minimizzare le esigenze personali.<br />
Coraggio è la capacità di essere più forti davanti alla paura e allo sconforto invece di venirne soffocati.<br />
Non potete immergere solo un dito nel coraggio. Buttatevi incondizionatamente.<br />
Cercate di identificare un'area della vostra vita che vi causa paura o sconforto e poi fate qualcosa che vi aiuti ad affrontare queste sensazioni".</font></h4>
<h4><font color="#993366">"Oggi mi butterò e avrò coraggio. non scapperò esiterò o fingerò di non vedere; affronterò, libererò e gestirò un problema che conta davero per me".</font></h4>
<h2><font color="#0000ff">IX</font></h2>
<h4><font color="#663399">"Non sarebbe assolutamente meraviglioso se nessuno si preoccupasse di ciò che fate, di ciò che dite, del modo in cui tenete la casa, di ciò che v'importa possedere, delle cause alle quali vi appassionante o del sesso della persona che amate?<br />
Eppure c'è sempre qualcuno che sembra crearsi problemi riguardo alla vostra sessualità o al modo in cui la esprimete.<br />
Ogni volta che vi sforzate di modificare voi stessi in qualche modo a causa di qualcuno, state decidendo di vivere la vostra vita secondo criteri altrui. Agendo così permettete a un'altro di fissare le vostre regole di comportamento.<br />
Perché dovreste scegliere di concedere un tale potere a un'altra persona? Forse lo fate per evitare conflitti, ottenere consensi, ricevere attenzioni o guadagnare rispetto, amore o affetto. Ma qual'è l'effetto di tutto ciò su<br />
voi stessi? Anche se forse raggiungerete uno o tutti questi scopi, ciò che perderete è ben più prezioso: è la facoltà di essere voi stessi.<br />
La prossima volta che vi trovate ad affrontare qualcuno che non riesce ad accettare voi e la vostra sessualià, ricordate che potete scegliere. Potete sforzarvi di essere ciò che vogliono gli altri oppure essere voi stessi.</font></h4>
<h4><font color="#993366">"Oggi mi ricorderò che quando interagisco con gli altri, posso scegliere: o indebolire il mio arbitrio personale per compiacere qualcun altro oppure mantenerlo integro compiacendo me stesso/a."<br />
</font><br />
<em><font color="#3366ff">da Amy A. Dean - Meditazioni per chi ama il proprio sesso</font></em></h4>
<p><font color="#993366"></p>
<h4></h4>
<p></font></p>
<h4></h4>
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