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	<title>medrano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/medrano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "medrano"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:31:44 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Una mattina, in Municipio.]]></title>
<link>http://tamtamsuonieculturedalmondo.wordpress.com/?p=145</link>
<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 11:22:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>porcaro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stiamo raccogliendo delle opinioni sul Tam Tam Suoni dal Mondo che serve come spunto per discutere d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Stiamo raccogliendo delle opinioni sul Tam Tam Suoni dal Mondo che serve come spunto per discutere di cultura a Mira.</p>
<p style="text-align:justify;">Ieri mattina sono andato a parlarne con Gualtiero Bertelli, in quanto assessore alla cultura del Comune di Mira in un periodo in cui è stato costruito il teatro e in un periodo in cui si è cominciato a spendere somme via via maggiori (da poco più di sei milioni fino a oltre 500... un bel salto!).</p>
<p style="text-align:justify;">Poi ho incontrato Dino Picardi, assessore alle poliche sociali nella scorsa amministrazione e molto vicino all'Associazione, con cui abbiamo discusso e costruito alcune cose: un rapporto tra il territorio, tra l'aspetto sociale e la manifestazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi, che invece, nella realtà, è stato il primo che abbiamo interpellato, Francesco Volpato. Il fautore del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, nella sua veste di assessore alla cultura nel quinquennio che ha visto come sindaco Luigi Solimini. Francesco ci è sempre stato molto vicino in questi ultimi quattro anni, da quando, cioè, l'associazione ha preso in mano come unico organizzatore, la manifestazione nel tentativo da noi messo in atto, di caratterizzare il festival secondo le sue radici e, proprio per questo, il suo consiglio è sempre stato prezioso.</p>
<p style="text-align:justify;">Stiamo contattando altri esponenti del mondo politico presente e passato di Mira per avere un quadro il più possibile vasto e completo sull'argomento.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi, in vista della cena che l'associazione Srazz ha organizzato venerdì sera, a chiusura del lungo travaglio che ha portato alla <a title="La sospensione del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2008" href="http://tamtamsuonieculturedalmondo.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&#38;post=100" target="_blank">sospensione</a> del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo, proprio per mettere un paletto che faccia da spartiacque tra questo periodo e uno nuovo, magari di rinnovamento, sono passato in Municipio.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi sono attardato a chiacchierare con una persona che lavora all'interno di questa struttura. Si è parlato di un po' di cose... sono venuto a conoscenza che c'è chi pensa che l'associazione sia sotto a quella confusione che la votazione del cittadino mirese dell'anno ha avuto attorno... ci sarebbe da parlare, ma sorvoliamo, perché non è né il momento né l'ambito giusto. E abbiamo parlato di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proxy" target="_blank">Proxy</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Firewall" target="_blank">Firewall</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi si è parlato che, come dipendente del Comune di Mira, ben sapendo di chi si è scritto nel <a title="Uno sguardo dietro le quinte del Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo 2008" href="http://www.srazz.com/download/dietro_le_quinte_del_tam_tam_2008" target="_blank">video in questione</a>, non gli sembra giusto dire quello che si è detto. Ok, lo possiamo accettare. Ma non cambiamo nulla, perché ci sono persone, all'interno di alcuni uffici comunali, che sono <a title="Jethro Tull - Thick as a Brick - Madison Sq. Garden 1978" href="http://it.youtube.com/watch?v=toHlMD50eYY" target="_blank">OTTUSI COME MATTONI</a> ed è giusto ricordarlo! Se molte cose non vanno, o vanno male, non si può sempre dare la colpa alla sfortuna, al governo, a dio o a chicchessia. Gli ho detto: "hai visto i lavori che sono stati fatti, come da programma elaborato di comune accordo?"... Non li aveva visti e non sapeva di questi impegni. "Ok, vai a vederli, oppure guarda <a title="Dopo un temporale - 4 giugno 2008" href="http://www.srazz.com/fotografie/tam_08/al_parco_4_giugno/" target="_blank">queste foto</a> e dimmi se l'intervento, che doveva togliere l'acqua dalla strada, è stato fatto secondo la buona regola dell'arte!"</p>
<p style="text-align:justify;">Poi siamo passati al <a title="Fermata obbligata... continua" href="http://tamtamsuonieculturedalmondo.wordpress.com/wp-admin/post.php?action=edit&#38;post=100" target="_blank">post</a> che abbiamo inserito su questo blog quando abbiamo dovuto comunicare che il Tam Tam Suoni e Culture dal Mondo veniva sospeso: gli suonavano come irriverenti e ironoici i ringraziamenti che vi sono contenuti, alla luce di tutto ciò che scriviamo in queste pagine del blog. Gli ho detto, semplicemente, che tutte queste persone le abbiamo ringraziate con il cuore e non con l'idea di prendere in giro qualcuno di queste persone: non invitiamo a cena persone che sentiamo come ostili o, quantomeno, che non stimiamo. Ho concluso citando una frase dell'amico Gigi Libraio, che una volta mi disse: «<strong><span style="color:#ff0000;"><em>La cucina è un'arte (come tutte le attività umane che, a partire da una serie di elementi dati, producono qualcosa che prima non c'era), che trova il suo significato nel dare piacere al palato, e nel trasmettere considerazione, amicizia, affetto attraverso questo piacere. Possiamo dirvi che tra i nostri commensali non vi sono persone a cui non vogliamo bene</em>.</span></strong>»</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Detto questo, nel salutarlo, ho aggiuto: "ci sono cose strane che ci sussurrano all'orecchio, non le vogliamo dar per buone, non vogliamo crederci! altrimenti dovremo ricrederci su quanto ti ho appena detto!".</em></p>
<p style="text-align:justify;">Esco cantando:<br />
<span style="color:#333333;"><em>El problema...<br />
el problema xe che go un problema...<br />
Triboeo! doeori fra el bunigoeo e el bigoeo, pi mae de co bato a testa forte so un spigoeo,<br />
e co poco mi me incasso, sò ciapà da un spasmo, me incappo co parlo e pisso mato come erasmo,<br />
co l'acido e el tossego che me vien su dal stomego, bevo e me infumego, el dì dopo rumego.<br />
Acido muriatico sol stomego, xe caldo e son onfego ma stago qua sol sotoportego: l'arieta xe fina, stago fora anca in spadina.<br />
Pare che me passa, ma i pensieri me sassina,<br />
me altero, ciacero, come un tangaro, exaspero, exagero do minuti e son al macero.<br />
e de note vedo fighe, man co e vessighe, assae là impissae co me svejo a far e righe.<br />
no xe pi un caxo se ogni tanto sfaxo, rivo che son raxo e a volte no rincaxo, casco e bato el naxo.<br />
e doman, si, fasso un fia de straordinari e co vegno fora quatro spriss col campari.<br />
stress da lavoro, e el conubio sensa dubio xe el preludio aea situaasion che no afronti sensa studio!<br />
El problema xe che go un problema che me crea problemi,<br />
che soeo se ghe penso fa saltare tuti i schemi.<br />
stago tento e me scolto pa capire un pochetin,<br />
pi che scolto pi capisso che el problema vien da mi.<br />
Co xe note mi lo so che come sempre riva el beo,<br />
el problema xe un problema che me bate sol serveo, pi che scolto sto problema sto problema el torna indrio,<br />
vago in serca de capire: il problema sono io?</em></span></p>
<p><em>sarà<br />
ma go xa visto tuto, pare scritto,<br />
meto a testa sol cussin e fisso el soito sofito, stago sito,<br />
vedo co sforso pochi cambiamenti cussi lenti che gnanca me ne incorzo.<br />
Massa tempo texo e dopo resto stexo mexo lexo, vuoto come un rexo,<br />
pexo poco tempo spexo su progeti pi concreti, pi afeti, manco conceti, pi raporti pi o manco streti.<br />
E o so che no ghe spero, xe un pensiero nero pasegero,<br />
co i ga fato e regoe mi dove casso jero?<br />
serco vie de scampo, robe che no guanto,<br />
e vedo che e gaeja fra un goto e chealtro.<br />
Serte noti no xe magiche, vago torno e no dormo, me tormento finche xe giorno.<br />
serte noti me despojo de a me vita da bastardo,<br />
e a buto sora el leto e là... e a vardo.<br />
Sfide, perse quasi tute, fa gnente: satu quante volte me son xa catà ae strete?<br />
e resta robe intime, tante resta fisime.<br />
Camino sol bordo: te prego no sta spinxerme!<br />
El problema xe che go un problema che me crea problemi,<br />
che soeo se ghe penso fa saltare tuti i schemi,<br />
stego tento e me scolto pa capire un pochetin,<br />
pi che scolto e pi capisso che el problema vien da mi.<br />
Co xe note mi lo so che come sempre riva el beo,<br />
el problema xe un problema che me bate sol serveo, pi che scolto sto problema sto problema el torna indrio,<br />
vago in serca de capire: il problema sono io?<br />
...</em>
</p>
<p style="text-align:right;"><em><strong>El problema - Mediamente Mona - </strong></em><a title="Il sito di Herman Medrano" href="http://www.medrano.biz/" target="_blank"><em><strong>Herman Medrano</strong></em></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lírica barroca: memoria, espisteme, y arquitectura (A propósito de un soneto de Francisco de Medrano)]]></title>
<link>http://jgalbarro.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Wed, 28 May 2008 14:33:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>jgalbarro</dc:creator>
<guid>http://jgalbarro.wordpress.com/?p=48</guid>
<description><![CDATA[
Cuando cursaba COU y me enfrenté por primera vez a la obra de Luis de Góngora tuve la suerte de e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Cuando cursaba COU y me enfrenté por primera vez a la obra de Luis de Góngora tuve la suerte de encontrarme con <em>Góngora y el Polifemo</em> de Dámaso Alonso. Recuerdo con nitidez el “calor” que la lectura de aquel libro me produjo. Tenía las páginas amarillentas, pero limpias y sin notas; y se podía abrir con comodidad porque estaba ya un poco usado y el cosido lo permitía. En la página de la derecha se reproducían las octavas del <em>Polifemo</em>, le seguía un párrafo que ordenaba el delirio sintáctico del poeta, y continuaba con una copiosa anotación verso por verso de Dámaso Alonso. La lectura fue para mi fascinante porque me permitió comprender bastante bien (o todo lo que con esa edad se puede comprender) el <em>Polifemo</em>. La facilidad y maestría que mostraba Dámaso Alonso cada vez que se batía con cada verso me resultó tan iluminadora y subyugante que decidí copiar el libro… Sí, copiarlo a mano, con la excusa de que así lo estudiaba y aprendía mejor. Creo que inicié mi proyecto pero no lo acabé por falta de tiempo. Desde entonces descubrí que copiar los textos literarios de un autor me facilitaba enormemente su comprensión, y desde entonces lo he venido haciendo…</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">No podemos perder la perspectiva y olvidar que en el Siglo de Oro lo más frecuente entre los poetas y lectores era copiar los poemas que más les gustaban. El mismo hecho de la copia suponía ya una lectura peculiar de los textos. A veces la memoria hacía de intermediaria entre la lectura de un poema y su posterior puesta por escrito. La copia de poemas de memoria suponía un riesgo añadido al traslado de los textos, porque era muy fácil olvidar o confundir un verso, añadir o quitar una palabra, o sustituirla por otra semánticamente próxima.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Recientemente memoricé un excelente soneto de Francisco de Medrano (“Suelta la carta y brújula el piloto…”, y con el ejercicio me di cuenta de lo que podríamos llamar “el sentido epistémico de la memoria”, el mismo que había encontrado en la escritura. Interiorizar el texto me resultaba muy efectivo para asimilar con facilidad no solo las palabras y el contenido, sino también la estructura, y poder “verlo” mentalmente. Cuando en los días siguientes volví a repetir el texto me di cuenta que había traicionado el original y había sustituido sin querer unas palabras por otras que encajaban perfectamente en la composición tanto métrica como semánticamente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Este es el soneto de Francisco de Medrano:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;"><span> </span>Suelta la carta y brújula el piloto</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">cansado de luchar con agua y viento;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">azota de la nave el mar hambriento</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">este costado, abierto, y aquel, roto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;"><span> </span>Del impio marinero, ya devoto,</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">envuelto en voces sube el sentimiento</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">al cielo, que desprecia, malcontento,</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">del pasajero humilde el casto voto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;"><span> </span>Embiste el casco en un escollo duro,</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">y al más dichoso, en una tabla asido,</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">escupe el mar en las arenas, muerto</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;"><span> </span>Yo lucho con la ausencia, y, sostenido</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">de mi esperanza, ¿llegaré seguro,</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-left:78pt;">Flora, a tus ojos? ¡Muera yo en tal puerto!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 56.65pt 0.0001pt 2cm;">El texto que reproduzco procede de <em>Poesía de los Siglos de Oro</em>, ed. a cargo de Arcadio López-Casanova, Madrid, Castalia – Col. Castalia Prima, 1999, p. 163-164. Desde el punto de vista de la edición del soneto no entiendo bien el porqué de las comas que rodean a la conjunción en el v. 12. Por otra parte tengo que señalar que el adjetivo ‘impio’ se leía en la época como una palabra llana y bisílaba, y por tanto sin tilde. La versión electrónica que ofrece del texto la <a href="http://www.cervantesvirtual.com/servlet/SirveObras/12260732008005960754624/p0000001.htm">Biblioteca Virtual de Cervantes</a> como este error y otros varios en la puntuación (falta de los signos de exclamación del último verso y de la coma delante de ‘muerto’ v. 11, o en el v. 4-). No he podido consultar la edición que de este soneto en la p. 279 de <em>Paraíso Cerrado</em> (<em>Poesía en lengua española de los siglos XVI y XVII</em>), selección y edición de José María Micó y Jaime Siles, Galaxia Gutemberg-Círculo de Lectores, 2004.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Debo confesar que la memoria me falla con insistencia en los tercetos, y ha sido en el primero donde deslicé tres curiosas variantes:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong>Encalla</strong> el casco en un escollo duro,</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">y al más dichoso, <strong>a un madero</strong> asido</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">escupe el mar en las <strong>orillas</strong>, muerto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Para empezar, la variante <strong>encalla</strong> me parece tan válida literariamente como <em>embiste</em>, e incluso supera a esta en el juego de las aliteraciones, porque hace que el acento secundario de la segunda sílaba (“ca”), coincida con el de la cuarta (“ca”) y participe de la octava “co”, y añade una palatal lateral más al verso. No obstante, el “embiste” de la versión original arrastra más violencia que el “encalla”, y ese punto es necesario si tenemos en cuenta la muerte que luego se describe.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La segunda variante, <strong>a un madero</strong>, no sería tan válida como la del original, aunque el término sea propio de los textos que desarrollan el tópico de las navegaciones. Tal vez detrás de esta variante lo que hay es una actualización sintáctica, pues en el español de hoy día suena mejor “asido a un madero” que “asido en una tabla”. Probablemente el poeta buscaba el paralelismo sintáctico al final de estos dos versos (“en un escollo” / “en un madero”).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Finalmente creo que la variante menos interesante es la última, porque no aporta nada al verso más perfecto, en mi opinión, del soneto. El hipérbaton, no excesivamente brusco, deja el verbo (“escupe”) y el complemento predicativo (“muerto”) a cada extremo del verso sáfico, separados por el “mar” y por las “arenas”, que cruza el cuerpo fallecido.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">El soneto me parece en general excelente, un verdadero artefacto barroco. Si en los dos cuartetos y el primer terceto tenemos la descripción objetiva de un naufragio, en el último terceto se concentra todo el subjetivismo del poeta buscando un paralelismo entre las dos situaciones: el amor como un naufragio.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">No pretendo hacer un comentario estilístico del soneto, pero sí quiero detenerme en algunos detalles, por ejemplo, el primer verso no me parece en absoluto afortunado por la supresión del artículo en “brújula”, con el objeto de alcanzar las once sílabas, lo mismo sucede en el siguiente verso con “agua” y “viento”. Sin embargo el hipérbaton de los vv. 3 y 4 es muy bueno porque consigue mostrar con él la inestabilidad de la embarcación.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">El quinto verso es una condensación de contrarios tan típica del barroco, y al mismo tiempo tan cargada de significado, ¿cómo decir mejor y en menos palabras que alguien que no tiene fe la recupera por conveniencia? ¿No hay en este cuarteto una censura de aquellas personas sin fe que recurren tan solo a la divinidad en las calamidades?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Luego el primer terceto me planteó una duda que no he conseguido resolver. ¿Quién es el “más dichoso”? ¿El piloto o el pasajero humilde? ¿Tenía entonces el término “dichoso” el sentido irónico de “desventurado, malhadado”, que señala el Diccionario de la Lengua actual? ¿Cómo puede ser “dichoso” quien acaba muerto? ¿Se está refiriendo este “dichoso” a la voz del poeta que aparece en el último terceto, y que sí considera una dicha “morir en tal puerto”?</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">El último terceto recoge lo expuesto en el soneto (salvo lo señalado en el segundo cuarteto). Frente al “agua y viento”, el poeta lucha con la “ausencia”, y en lugar de asirse a una “tabla”, es “sostenido de mi esperanza”. De la misma manera se podría decir que las “arenas” son el correlato metafórico de los “ojos” de la amada, en los que ansía morir el poeta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Creo que la literatura del Siglo de Oro, y especialmente la lírica, es pura arquitectura, y es precisamente en sonetos como este dónde mejor se puede ver. El contenido de las composiciones suelen repetir los mismos materiales constructivos: el amor, el paso del tiempo, la muerte, etc.; lo distintivo, la gracia, el don y el arte residen en la composición, en la arquitectura, en la decisión de colocar aquí un hipérbaton (o un friso), allí una metáfora (o un arco), un adjetivo (o un bajorrelieve), o un endecasílabo (o una columna). La diferencia tan solo está en que la lírica no se ve pero se oye, y la arquitectura no se oye pero se ve.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Finale col botto]]></title>
<link>http://associazioneomilos.wordpress.com/?p=96</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 11:52:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>associazioneomilos</dc:creator>
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<description><![CDATA[
A conclusione di queste 4 serate del venerdì sera, Omilos Associazione Culturale ringrazia di cuor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7dVs5HriQAs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/7dVs5HriQAs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p>A conclusione di queste 4 serate del venerdì sera, Omilos Associazione Culturale ringrazia di cuore gli artisti che si sono avvicendati sul "palco", <strong>Bunna</strong> from Africa Unite, <strong>The Mellow Mood</strong> band, <strong>Furio </strong>dei Pitura Freska, i <strong>Dhl Posse</strong> e dulcis in fundo, concedetemelo un grazie di cuore ad <strong>Herman Medrano</strong> e<strong> Dj Tech</strong>.</p>
<p>Un ringraziamento particolare non può che andare a Luca e allo staff del bar <a href="http://maps.google.com/maps?f=l&#38;hl=it&#38;geocode=&#38;q=bar+Al+ritrovo&#38;near=Motta+di+Livenza+Treviso,+Veneto,+Italia&#38;jsv=107&#38;ie=UTF8&#38;ll=45.774707,12.608871&#38;spn=0.160678,0.320663&#38;z=12" target="_blank">Al Ritrovo</a>, senza il quale non saremmo riusciti a riportare un po' di vita a questa Piazza Luzzati fredda e vuota ormai da troppo tempo. Le foto dei concerti le potete trovare ovviamente qui in basso a dx (se ancora non ci avete fatto caso), cliccate sopra ad una di esse e potrete vedere tutte le scene immortalate in questi 4 venerdì sera ormai già passati. Comunque non temete, abbiamo già in serbo per voi altre sorprese che, molto probabilmente avranno come scenario la piazza di Motta di Livenza, approffittando della bella stagione ormai alle porte.</p>
<p>Un grazie personale, e qui mi congedo, a Pablo, Francesco C, Elena, Carmen(from London), Ivana, Elisa, Francesco B, Marco e tutti coloro che hanno voluto ed hanno creduto fin dall'inizio a questo progetto. Rinnovo l'invito a chiunque volesse dare il proprio contributo a farsi avanti....LUNGA VITA A OMILOS!!!</p>
<p style="text-align:right;">Francesco S.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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