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	<title>merendine &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/merendine/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "merendine"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 15:59:39 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Appello ai genitori!!]]></title>
<link>http://danielagigliotti.wordpress.com/?p=89</link>
<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 11:15:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>daniela</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ancora una volta, l&#8217;ennesima, Livia Turco e il Ministero dell salute ribascono l&#8217;aumento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta, l'ennesima, Livia Turco e il Ministero dell salute ribascono l'aumento di obesità nei bambini e negli adolescenti e si appellano ai genitori!!! più frutta e meno merendine...</p>
<p><strong> Abbasso queste</strong></p>
<p><img border="0" width="200" src="http://www.dietadellasalute.com/images/merendine.jpg" height="285" /></p>
<p><strong>Viva questa...</strong></p>
<p><img border="0" width="294" src="http://www.scuderi-minervino.it/Immagini/Frutta.jpg" height="211" /></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Via le  merendine davanti alle casse dei supermercati]]></title>
<link>http://carobebe.wordpress.com/?p=26</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 16:12:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>lindagrilli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Succede in Francia, ovviamente, non in Italia. Dal 1 giugno i supermercati LeClerc elimineranno dagl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.quechoisir.org/Ressources/Articles/Ressources_Articles_B9972D9C2CCD9BD9C12574050052EA85/illustration250actu.gif" alt="Un bambino francese alle casse" width="260" height="144" align="left" />Succede in Francia, ovviamente, non in Italia. Dal 1 giugno i supermercati LeClerc elimineranno dagli scaffali posizionati in prossimità delle casse, merendine, caramelle, cioccolatini e snack salati. La decisione è stata adottata in seguito alla richiesta del Ministro della salute francese - Roselyne Bachelot - che il 4 febbraio scorso ha presentato un programma contro l’obesità infantile. Le altre catene di supermercati (Auchan, Carrefour, Casino, Cora) non hanno ancora preso decisioni.</p>
<p>Ma non basta. Il Ministro ha proposto anche di togliere dai programmi televisivi per bambini la pubblicità dei prodotti troppo zuccherati e troppo grassi o salati. L'appello è stato raccolto da illustri firme come Ferrero, Mc Donald’s, Coca-Cola, Orangina-Schweppes. Altre grandi aziende come Nestlé, Kellogg's, Danone et Yoplait non hanno ancora deciso.</p>
<p>C'è da giurarci: d'ora in poi le mamme e i papà italiani guarderanno con grande invidia i cugini d'oltralpe, non più costretti ad assistere alle scene strazianti di propri figli - che strillano e fanno i capricci davanti alle casse del supermercato - pur di accaparrarsi il tanto agognato ovetto di ciccolato o il lecca-lecca supercalorico. Senza contare l'imbarazzo di dover levare, dalle mani del proprio pargolo, caramelle e sacchetti di patatine prontamente - e puntualmente - "agguantati" durante la coda col carrello della spesa in attesa di pagare.</p>
<p>Eppure, anche in Italia servirebbe con urgenza un'analoga misura. Il nostro paese, infatti, è tra i primi in Europa per la presenza di soggetti in sovrappeso ed obesi: nemmeno a dirlo, il grasso insidia la nostra salute già dai primi anni di vita. In base alla definizione di obesità infantile adottata dallo IOTF - l'International Obesity Task Force - negli anni 1999-2000 la quota di soggetti tra i 6 e i 17 anni in eccesso ponderale (in sovrappeso e obesi) era pari al 24,1% (in sovrappeso circa il 20% e obesi circa il 4%), e si stima che il fenomeno coinvolga un milione e 700 mila ragazzi tra 6 e 17 anni.</p>
<p>Che dire? Non ci resta che sperare in un miracolo...</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Merendine? No, grazie!]]></title>
<link>http://lacambusadeicorsari.wordpress.com/2008/04/01/merendine-no-grazie/</link>
<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 11:30:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>lucaripellino</dc:creator>
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<description><![CDATA[Collegandomi al post scritto da Carlo Zaccaria riguardante lo stretto legame salute-alimentazione, v]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Collegandomi al post </span><img align="right" width="249" src="http://www.pasticceriafranco.com/02prodotti/02_pasticceria_secca/1%20MERENDINE.JPG" height="173" /><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">scritto da <b><a href="http://lacambusadeicorsari.wordpress.com/2008/03/31/nell%e2%80%99era-dell%e2%80%99intelligenza-ci-lasciamo-avvelenare-dal-cibo/">Carlo Zaccaria</a></b> riguardante lo stretto legame salute-alimentazione, vorrei toccare un tasto dolente che mi sta veramente a cuore, pur non avendo ancora dei figli: le merendine! Ritengo fondamentale far partire un vero e proprio appello affinchè quante più persone possibili possano prendere coscienza dei danni (ovviamente senza rendersene conto) che arrecano alla salute e all’organismo dei propri bambini: la lettura dell’etichetta è fondamentale, e a leggere bene, anche le parti scritte guarda caso in piccolo, le confezioni di merendine, biscotti e brioches c’è da mettersi le mani nei capelli… E’ un trionfo di grassi vegetali, oli idrogenati, margarina, lecitina di soia (al 99,9% ogm), aromi rigorosamente non-naturali; a tutto ciò si aggiungano coloranti, conservanti, e tante altre “amenità” dell’industria alimentare, utilizzati a profusione perchè costano nulla e rendono tanto!! Che ne dite, non è ora di dire basta? Non è ora di dire: Nossignori, io mio figlio non lo avveleno? E allora facciamo partire da qui questo piccolo appello, da qui dove si parla di spesa consapevole, di salubrità del cibo, di gusto e sapori, e pure di massaie: l’appello affinchè qualcuno sacrifichi un pò del proprio tempo, magari togliendolo a cose molto meno utili, per tornare a fare la vecchia e cara torta di mele, o la crostata, o un bel panino con la marmellata! Se ne guadagnerà in ogni senso: salute in primis, ma anche portafoglio familiare e palato del bambino, oggi purtroppo troppo spesso omologato agli stessi “gustacci” chimici, pardon alimentari…</span></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Le merendine e le bidelle]]></title>
<link>http://uffaprof.wordpress.com/2007/12/19/le-merendine-e-le-bidelle/</link>
<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 09:21:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>uffaprof</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il personale ATA. E’ l’altra metà del cielo degli impiegati nella scuola. Da una parte gli inse]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman">Il personale ATA. E’ l’altra metà del cielo degli impiegati nella scuola. Da una parte gli insegnanti, dall’altra il personale ATA.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>ATA sta per Assistente Tecnico Amministrativo. Ma anche chi pulisce i cessi e i pavimenti (che non è certo faccenda tecnica o amministrativa)<span>  </span>fa parte del personale ATA.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Il vecchio e caro bidello di un tempo, vestito con la classica giacchetta da usciere se era un uomo o con il grembiule se era una donna, non si chiama più così. “Bidello” è parola che oggi da fastidio, è considerata brutta perché è antica, vetusta e superata, e tutto ciò che sa di vecchio ai giorni nostri non piace. Anzi oggi quello che una volta era il bidello di una scuola non lo si chiama in nessun modo, perché rivolgersi a lui o a lei col vecchio appellativo potrebbe suonargli come un’offesa, mentre chiamarlo con questo nuovo acronimo che somiglia più alla sigla di un partito o di un sindacato sarebbe semplicemente ridicolo e infatti nessuno lo fa.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Ma una cosa non sembra essere cambiata in tanti anni in tutta questa popolazione che vive da più di un secolo negli atri e nei corridoi delle nostre scuole: la loro voglia di lavorare.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>C’è ancora chi, seduto su una sedia, fa la calza o il maglione di lana all’uncinetto, chi sta immobile ore e ore fissando l’orologio o una parete vuota, chi sfoglia Novella 2000, chi, trascinandosi con le gambe pesanti e gonfie come mortadelle, ciabatta per chilometri a passo di tartaruga portando per mano una circolare di classe in classe, chi ancora addolcisce gli umori tristi dei prof con una tazzina di caffè.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Ma il passatempo preferito delle bidelle (io continuo a chiamarle col loro caro e vecchio nome) è quello di litigare tra di loro su chi debba fare oggi o domani le pulizie dei corridoi, a chi spetti questa settimana a pulire i cessi.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>E’ bello sapere che almeno certe cose non sono cambiate in questi ultimi cinquant’anni. Ad esempio in tutto questo tempo a quanti dirigenti scolastico è venuta la geniale idea di fornire alle bidelle delle attrezzature tecnologicamente avanzate (dette comunemente aspirapolvere), o qualsiasi altro sistema per rendere il loro lavoro un tantino più agevole e più efficace, non dico da quelle delle loro ex colleghe divenute nonne nel frattempo, ma persino di quelle dell’ottocento? I supermercati sono pieni di prodotti tecnologici per la pulizia delle case a prezzi superconvenienti. E con meno di cinquecento euro una scuola<span>  </span>potrebbe avere<span>  </span>le aule e i corridoi puliti come si deve. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>E invece no, sempre col secchio e la ramazza <span> </span>in mano, le povere bidelle, anche se devono pulire chilometri di corridoi e centinaia di vetrate. La verità è che questo lavoro è così assurdamente impegnativo e faticoso che poi di fronte all’enormità dell’incarico le bidelle finiscono col non fare un bel niente. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Così sui soffitti delle scuole decine di specie diverse di aracnidi crescono e si riproducono e le ragnatele sono talvolta così spesse che sembra di essere in una casa di fantasmi invece che in un edificio scolastico. Per i bagni una spruzzata di Wc-Net dentro la tazza basta per una settimana, tanto le ciambelle sono quasi sempre divelte e quindi si fa presto; per le aule ci si accontenta di<span>  </span>una sistemata ai banchi e di un panno umido sopra la lavagna, e per quanto riguarda i finestroni di vetro, beh è probabile che non vedano una goccia di sapone se non una volta all’anno.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>A ciò si è aggiunta pure, ultimamente, la maleducazione dilagante delle nuove generazioni, che sembrano provare gusto a imbrattare muri, banchi e pavimenti trasformando nell’arco di un paio di ore mattutine le  aule in autentiche latrine.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Oggigiorno non c’è scuola di questo paese  che non sia dotata di uno spazio bar con tavolini, macchinette del caffè, distributori automatici di bevande, merendine, stick di caramelle, patatine, gelati e altro. </font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>I ragazzi divorano come cavallette centinaia di prodotti, gettando dove capita gli involucri delle loro frettolose consumazioni.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Il risultato è duplice: aule ridotte a discariche e obesità dilagante.</font></span><span style="font-size:13pt;"><font face="Times New Roman"><span>     </span>Le vedi nei corridoi le ragazze coi salvagente di grasso ai fianchi. Portano delle magliette aderentissime e striminzite due o tre taglie più piccole, lasciando che i cotechini trasbordino. E pure non fanno niente per nascondere quelle oscenità adipose, anzi le ostentano come trofei di guerra, in barba allo schifo che provocano in chi è costretto a guardarle per non urtarle durante le traversate dei corridoi. </font></span></p>
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