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	<title>messaggero-veneto &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "messaggero-veneto"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 12:08:09 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Le nostre acque malate]]></title>
<link>http://bepoglace.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 13:14:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>bepoglace</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stamane in prima pagina sul Messaggero Veneto la notizia shock: le falde sotterranee della zona a Su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Stamane in prima pagina sul Messaggero Veneto la notizia shock: le falde sotterranee della zona a Sud di Udine sono inquinate!<br />
La notizia è tale a prescindere dalla posizione che ha nei mezzi di informazione, è importantissima e molto più grave di tante altre, ma per gli addetti ai lavori non è una novità. I dati presentati dall'ARPA del Friuli Venezia Giulia non sono estemporanei, ma il frutto di lunghissime campagne di studio e monitoraggio. La notizia più importante, per noi professionisti della gestione del patrimonio acqua, è che finalmente l'informazione sia uscita dall'ambito tecnico per raggiungere il pubblico. Quella prima pagina riassume, con imprecisioni consuete nella stampa locale, un quadro che ci è noto, ma viene colpevolmente ritenuto irrilevante da parte dei politici e degli amministratori. Noi tecnici, si sa, siamo dei rompiscatole. Ma questa volta i colleghi sono riusciti a farsi sentire, ed è un gran bene che sia accaduto.<br />
Le falde più superficiali sono inquinate, i valori di concentrazione di alcune sostanze sono molto superiori ai limiti di legge ed a quelli tecnicamente accettabili. Nessuno attinge a quelle falde per il rifornimento di acqua potabile, il che ci tranquillizza, ma in verità c'è un altro punto di vista: nessuno pompa da quella falda per bere perché è inquinata.<!--more--><br />
Ebbene, sotto i nostri piedi ci sono masse d'acqua dove viaggiano trielina e cromo VI. La trielina sappiamo tutti cos'è, si usa per smacchiare, sgrassa. Leggete la bottiglietta che avete in casa, c'è scritto che è tossica, ed è anche cancerogena. Il cromo VI cos'è? Una delle forme di questo metallo, particolarmente pericoloso se assorbito dal nostro organismo. Avete mai visto il film "Erin Brockovich - Forte come la verità"? E' un bel film con Julia Roberts che parla di come una comunità negli USA è riuscita a fare riconoscere i danni (terrificanti) prodotti dal Cr(VI) che un'industria scaricava nella loro zona. Vi farete una bella idea di cosa significherebbe berselo.<br />
Nessuna paura, questi inquinanti sono presenti in falde non usate per rifornire gli acquedotti. Però si usano per irrigare i campi. Interessante, quindi bisogna mangiare i prodotti di quei campi per avvelenarsi.<br />
Il problema è solo quello di prendere coscienza dello stato preoccupante delle nostre acque sotterranee, fra un mese nessuno ricorderà più nulla e questo è di per sé il dramma.<br />
La gestione del territorio produce queste situazioni. La vulnerabilità delle falde acquifere dovrebbe essere una delle prime preoccupazioni di chiunque gestisca un territorio come l'alta pianura friulana, dove qualunque cosa finisca sul suolo, viene rapidamente trascinata in falda dall'acqua delle piogge. Questa pianura è più permeabile di una spugna, non tiene nemmeno un po'. Ci ostiniamo a scaricare l'impossibile sul suolo, nel suolo, nelle acque superficiali, continuando a credere alla favola che le nostre industrie sarebbero svantaggiate fino a morire se dovessero depurare gli scarichi come la legge prevede. Chiudiamo gli occhi e tappiamo il naso, mentre le industrie crepano comunque per incapacità imprenditoriale. Ci ostiniamo ad arricchire di nitrati le falde spargento tonnellate di fertilizzanti su campi di mais che non stanno in piedi né economicamente né dal punto di vista colturale. Stiamo applicando modelli di sviluppo ottocenteschi, basati sull'irresponsabilità, gettando alle ortiche patrimoni incredibili di risorse naturali che, come l'acqua, sono essenziali.<br />
Non ditemi che non ci sono i controlli, perché i dati dell'ARPA parlano chiaro da anni, non ditemi che qualcuno deve fare qualcosa, aspettando che questo qualcuno sia ... qualcun altro, perché tutti noi siamo corresponsabili, non ditemi che non vi importa "tanto io sono di Udine bevo l'acqua che viene dalla falda di Nimis", la natura ed i sistemi idrici non ragionano, non sono fatti a nostra misura, non sono a nostra disposizione sempre e comunque.<br />
Il grido d'allarme lanciato oggi dalla prima pagina del giornale è solo l'ennesimo tentativo di fare capire ai cittadini ed ai politici come stanno le cose. Non stiamo parlando del sesso degli angeli, non si tratta di voli pindarici né di posizioni ambientaliste radicali. I colleghi stanno dicendo che le cose vanno male. Quando il medico ti dice che sei ammalato, tu gli chiedi la cura, vero? Bene, iniziamo a chiedere una cura seria per le nostre acque, nel nostro stesso interesse.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Incidente Jerko: Messaggero Veneto]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/?p=23</link>
<pubDate>Sat, 03 May 2008 16:04:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Messaggero Veneto, 25 aprile 2008
Rifondazione: «Troppi i morti nei cantieri»
MONFALCONE. «Siamo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Messaggero Veneto, 25 aprile 2008</p>
<p><strong>Rifondazione: «Troppi i morti nei cantieri»</strong></p>
<p>MONFALCONE. «Siamo di fronte all’ennesimo morto sul lavoro e stavolta si tratta di uno di quegli immigrati che fanno tanto discutere per la sicurezza di questo paese, ma che non fanno notizia se muoiono per italianissimi profitti e padroni».Si è parlato anche di morti bianche nel corso del Comitato del Prc-federazione di Gorizia che si è aperto con un minuto di raccoglimento in ricordo dell’operaio deceduto martedì, in Fincantieri, e di tutti i morti sul lavoro. «Quante vittime ci vorranno ancora perché questo paese si decida ad affrontare la vera tragica emergenza sicurezza? La legge 123 sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, criticata da molti perché inasprisce troppo le pene per gli imprenditori, ritenuti responsabili da un tribunale dell’incidente mortale avvenuto sul lavoro, è un provvedimento giusto e importante. Ma fino a quando mancherà una cultura del valore del lavoro, la repressione anche se necessaria non basta», affermano i rappresentanti del Comitato, chiedendo quali risposte si appresti a dare la politica a questa emergenza.«Il quadro è desolante, tutte e quattro le forze presenti in Parlamento, per quanto riguarda il lavoro hanno le stesse proposte, detassare gli straordinari e legare gli aumenti salariali alla produttività. Tradotto dal politico-sindacalese significa, oltre alla cancellazione del contratto nazionale, principalmente due cose. Aumento delle ore lavorate (incentivi agli straordinari) e aumento notevole dei ritmi di lavoro (aumenti di produttività senza investimenti). Non si può continuare a parlare di aumenti di produttività e aumento dell’orario attraverso il ricorso allo straordinario e poi – concludono – piangere lacrime di coccodrillo quando un operaio muore, come alla TyssenKrupp, alla dodicesima ora di lavoro».</p>
<p>Messaggero Veneto, 25 aprile 2008  </p>
<p><strong>Operaio schiacciato, verso altri indagati</strong></p>
<p>MONFALCONE. Procede l’inchiesta della magistratura per accertare le responsabilità per la morte di Jerko Yuko, il saldatore fiumano deceduto martedì nello stabilimento Fincantieri. Ieri si è svolta all’ospedale di San Polo, condotta dall’anatomopatologo Lucio Furlan, l’autopsia sul corpo del 41enne, che ha in sostanza confermato quanto già si era dedotto nella prime ore dell’emergenza: il trauma toracico-addominale riportato dall’operaio in seguito allo schiacciamento del carrello era assolutamente incompatibile con la vita. Forse domani il nullaosta per i funerali. Non sono stati resi noti i nomi delle persone iscritte nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo, fascicolo aperto dal pm goriziano Carlotta Franceschetti. L’unico nome certo, per ora, è quello del responsabile della ditta per cui lavorava Jerco, una Ati (Associazione temporanea di imprese) che fa riferimento al consorzio Mistral con sede a Trieste. Tra gli indagati potrebbero esserci, però, pure alcuni dirigenti Fincantieri, anche se per ora tutto è coperto dal massimo riserbo. Resta sequestrata l’area del capannone dove è avvenuto l’infortunio mortale, che potrebbe essere attribuito a un tragico errore di comunicazione tra l’operatore del carrello e i lavoratori.Ieri alcune centinaia di dipendenti della salderia B e Onav officina navale, visto il clima di attesa rispetto alle decisioni della magistratura, hanno dato spontanamente atto a una sorta di sciopero bianco, pur non astenendosi dalle loro mansioni. Un’ora di sciopero in solidarietà è stata effettuata dai lavoratori della Ferriera di Trieste, mentre un’ora di salario è stato devoluto alla famiglia di Yuko dai dipendenti degli altri cantieri del gruppo.Ieri, al termine della cerimonia di commemorazione del 25 aprile, la direzione di stabilimento e i rappresentanti sindacali hanno incontrato i due fratelli di Jerko, Dinko e Marko, entrambi occupati nel cantiere (Marko era stato ricoverato in ospedale in stato di choc per aver assistito alla morte del fratello), a cui sono state manifestate le condoglianze e a cui è stata comunicata la piena solidarietà delle parti.Dopo lo sciopero generale di mercoledì a cui hanno aderito i 4.500 dipendenti del cantiere, ieri l’Ugl (una trentina di dipendenti) ha proseguito l’astensione dal lavoro per altre otto ore. «Non possiamo andare avanti così, la situazione a Monfalcone è gravissima. Già la settimana scorsa le Rsu avevano lanciato, inascoltate, allarmi a causa di una serie di incidenti», ha detto il coordinatore nazionale Fincantieri dell’Ugl, Alessandro Zupin, che ha aggiunto: «Ci aspettiamo che Fincantieri faccia la sua parte assumendosi tutte le responsabilità del caso e che il nuovo governo non diminuisca la severità delle pene nei confronti delle imprese, dando allo stesso tempo un immediato impulso a controlli e prevenzione. Altrimenti questo insopportabile stillicidio non finirà».E uno sciopero generale provinciale del settore industria per la prima metà di maggio, a sostegno della piattaforma per prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro, è stato annunciato dalla segreterie confederali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno deciso di formalizzare e pubblicizzare una propria piattaforma provinciale per prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro, rivendicazioni che saranno rivolte a istituzioni, enti locali, Inail, Azienda sanitaria e associazioni imprenditoriali, chiedendo a ciascuno impegni precisi. Fiom, sulla morte di Jerko Yuko, ha ribadito la costituzione di parte civile.</p>
<p>Messaggero Veneto, 25 aprile 2008<br />
 <br />
<strong>Fincantieri, anche il prefetto per ricordare i caduti della Resistenza e sul lavoro</strong></p>
<p>MONFALCONE. I caduti per la resistenza e i caduti per il lavoro: persone che hanno perso la vita per difendere, pur se in modo diverso, principi di equità, libertà, diritto al lavoro. È questo il principio che ha guidato ieri le cerimonie di commemorazione dei caduti per la Resistenza, svolte nello stabilimento Ansaldo e davanti al monumento dei 503 caduti del cantiere navale. Una cerimonia, questa, che ha visto partecipare eccezionalmente anche il direttore di stabilimento Carlo De Marco e il capo del personale Paolo Fabbri, il prefetto Roberto De Lorenzo, il questore Claudio Gatti, oltre ai rappresentanti sindacali, delle istituzioni e a numerosi lavoratori. Una cerimonia in cui si poteva percepire l’emozione provocata dalla morte di Jerco Yuko, il 41enne operaio croato schiacciato da un carrello mentre lavorava alla Pannelline.«Come rappresentante del governo ritengo opportuno essere presente, perché questo anniversario che celebriamo e il momento di dolore che vive la città meritano l’attenzione di tutti», ha detto il prefetto, invitando a una valutazione del 25 aprile priva di strumentalizzazioni, perché la data «è importante, è un momento particolare, non dobbiamo dimenticarlo e non cedere a chi vuole farla apparire come una commemorazione di parte: è la celebrazione di tutti«. Ricordando che proprio tramite la Resistenza gli italiani seppero riscattarsi dalla follia di essere entrati in una guerra in cui avevano pensato di essere imperialisti e occupanti, il prefetto ha rivolto un pensiero di solidarietà non solo a Yuko, ma anche ai suoi familiari, ai suoi capi e ai loro familiari «che si sono trovati dinanzi a una disgrazia terribile. È ingiusto che Monfalcone, che stava ponendo in essere un meccanismo di sicurezza di cui mi pregio di essere organo di controllo, sia stata colpita. Mi sento ferito anch’io e voglio dare testimonianza di stima verso chi, quello che ha potuto, ha fatto per la sicurezza sul lavoro. Ma tutti dobbiamo fare qualcosa e come si sono stretti assieme i monfalconesi nei giorno della Liberazione, dobbiamo unirci per liberare dai pericoli il lavoro».Anche il segretario regionale della Uil, Luca Visentin, ha ricordato Yuko e le altre vittime di incidenti sul lavoro. «Li ricordiamo tutti con tristezza e rabbia. A nulla serve nascondersi dietro l’errore umano, che dipende sempre da cattive condizioni del lavoro, eccessi dei ritmi di produzione, stress e stanchezza, controlli insufficienti, incapacità di trasmettere la cultura della sicurezza. In questo caso l’incidente mortale si è verificato in un’azienda in appalto, ma richiama alle sue responsabilità di vigilanza anche l’appaltante, la Fincantieri», ha detto, sottolineando che il governo uscente ha emanato un decreto importante in materia di sicurezza, che si chiede al nuovo esecutivo di confermare.Ha quindi ricordato il 25 luglio del 1943, quando la stragrande maggioranza degli operai del cantiere si riversò nelle strade di Monfalcone per festeggiare la caduta di Mussolini, giorno in cui era forte la speranza di libertà e che segnò l’inizio della Resistenza nel cantiere e nel mondo del lavoro isontino. «Davanti al monumento che li ricorda, ne celebriamo oggi la memoria, come ogni anno. Siamo convinti che solo non dimenticando il loro sacrificio potremo rifondare ogni giorno con nuova consapevolezza i principi della democrazia e il valore del lavoro, radice più profonda della nostra Costituzione repubblicana», ha detto, non dimenticando di ricordare anche il centenario del cantiere.Moreno Luxich coordinatore Fiom nella Rsu ha precisato che «non auspichiamo, ma pretendiamo che le morti bianche finiscano. È inaccettabile che lavoratori come Jerco arrivino in Italia per migliorare la loro vita e invece muoiano di lavoro. È inaccettabile che ciò avvenga in un’azienda simbolo di conquiste sociali ed emancipazione».</p>
<p>Messaggero Veneto, 25 aprile 2008 <br />
 </p>
<p><strong>A Panzano i vertici aziendali e i due fratelli della vittima</strong></p>
<p>MONFALCONE. Commemorazione anomala quella di ieri davanti al monumento ai 503 caduti dello stabilimento navale. Innanzi tutto è stata registrata la presenza del direttore di stabilimento, De Marco, e del capo del personale, Fabbri, ma accanto a loro c’erano anche il prefetto De Lorenzo e il questore Gatti. Oltre al segretario regionale della Uil, Luca Visentin, c’erano numerosi rappresentanti di vari Comuni isontini. Particolare anche la deposizione della corona che il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha fatto assieme al prefetto alla lapide dell’Anmil dedicata ai caduti del lavoro e collocata all’ingresso dello stabilimento Fincantieri.Un gesto diverso rispetto al protocollo, significativo di come la morte di Jerco Yuko abbia colpito nel profondo (c’erano anche i fratelli dell’operaio deceduto).Pizzolitto ha ricordato come la Resistenza sia stata frutto di organizzazione e spontaneismo, visto che difendeva valori fondanti del vivere civile, quali libertà ed equità. Toccando poi il tema del centenario del cantiere, ha ammesso che sono cent’anni di storia, imprese e risultati, «ma anche 100 anni di tragedie collettive, molte derivate dalla condizione di essere una città che ha vissuto a ridosso di un confine plurale, e di tragedie come quella dei morti per amianto o quella dell’operaio croato. Quindi, come lo slogan del centenario, possiamo dire Vivere di cantiere, ma anche Morire di cantiere».</p>
<p>Messaggero Veneto, 24 aprile 2008</p>
<p><strong>Monfalcone, cantieri fermi per 8 ore</strong></p>
<p>MONFALCONE. Dalla Fincantieri di Monfalcone all’Ilva di Taranto: all’indomani delle ennesime morti bianche in fabbrica, monta la protesta dei lavoratori. In una giornata dove si contano altre due vittime sul lavoro: a Roma e a Modena.Lo sciopero a Monfalcone. Sciopero di otto ore proclamato da tutte le single sindacali e picchetti davanti ai cancelli ieri per i 4.300 lavoratori degli stabilimenti Fincantieri di Monfalcone dove la protesta proseguirà oggi con altre 8 ore di sciopero indetto dall’Ugl. Qui martedì pomeriggio è morto l’operaio croato Iuko Jerco: 41 anni, dipendente di una ditta croata del Consorzio Mistral che lavora negli stabilimenti Fincantieri, è rimasto schiacciato da un macchinario.La Procura di Gorizia ha disposto l’autopsia e ha inviato avvisi di garanzia ai responsabili della Mistral.I colleghi hanno deciso di devolvere due ore di retribuzione alla famiglia e la Fiom-Cgil chiederà di costituirsi parte civile nell’inchiesta avviata dalla magistratura. I sindacati – preoccupati per un «esasperante aumento dei carichi di lavoro e di produzione, circostanze che abbiamo denunciato più volte» – chiedono anche con forza l’aumento degli addetti alla sicurezza e corsi obbligatori di almeno una settimana per i dipendenti di tutte le ditte esterne con insegnamento della lingua italiana per chi arriva dall’estero. Un’ora di sciopero è stata attuata anche negli altri stabilimenti italiani di Fincantieri. La protesta a Taranto. All’Ilva ieri mattina in centinaia hanno bloccato i cancelli: i lavoratori delle ditte d’appalto hanno scioperato per 8 ore e per 24 quelli dell’impianto dove è avvenuto l’infortunio. Oggi, per 24 ore, toccherà ai dipendenti diretti dell’Ilva. Arjan Gjoni, 47 anni di nazionalità albanese, lavorava alle dipendenze della ditta Pedretti di Brescia, che si occupa di lavori di manutenzione per conto dell’Ilva di Taranto. E’ precipitato martedì da una passerella a 15 metri da terra mentre con il suo caposquadra si stava occupando dell’assemblaggio di strutture metalliche. A quanto si è appreso, aveva la cintura di sicurezza sganciata e secondo alcuni colleghi stava lavorando da 12 ore consecutive. La procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza. Per protestare e chiedere più tutela, alle 5 di ieri mattina centinaia di lavoratori delle ditte dell’appalto dell’Ilva hanno bloccato con un sit in i cancelli delle portinerie-imprese dello stabilimento. Di lì a poco i sindacati di categoria Fim, Fiom e Uilm di Taranto proclamavano uno sciopero di 8 ore dei lavoratori dell’appalto-Ilva e di 24 ore nell’impianto laminatoio a freddo dove si è verificato l’incidente mortale.I morti di ieri. Ieri è stata una giornata segnata ancora una volta da numerosi incidenti: tre le vittime. Angelo Galante, 51 anni, sposato, portiere di uno stabile di via Nomentana, a Roma, è morto dopo essere precipitato per trenta metri cadendo dal terrazzo che stava pulendo. «Ma la cosa peggiore – racconta un testimone – è stato il comportamento dei passanti. Molti non si sono nemmeno fermati e addirittura c'è chi ha scavalcato il corpo senza guardare».A Modena un operaio di 46 anni, sposato con una figlia, è morto folgorato nel pomeriggio a causa di un infortunio sul lavoro avvenuto in Fiera. L’uomo, a quanto si è appreso, stava montando uno stand, occupandosi in particolare dell’impianto della luce, quando è stato raggiunto da una scarica elettrica, morendo sul colpo. A Ponte in Valtellina, in provincia di Sondrio, un anziano agricoltore ha perso la vita rimanendo schiacciato sotto un mezzo agricolo che si è ribaltato affrontando una curva mentre si dirigeva verso il paese. La vittima, Milo Pedrotti, di 85 anni, è stato sbalzato dall’autocarro per il trasporto della legna e del fieno, finendo intrappolato fra un albero e il mezzo pesante.</p>
<p>Messaggero Veneto, 24 aprile 2008</p>
<p><strong>Operaio schiacciato, inchiesta della Procura</strong></p>
<p>MONFALCONE. La Procura della repubblica di Gorizia ha ordinato l’autopsia sul cadavere dell’operaio croato morto nell’infortunio sul lavoro avvenuto l’altra sera nello stabilimento Fincantieri. L’autopsia – che sarà eseguita stamani all’ospedale San Polo – è stata ordinata dal sostituto procuratore Carlotta Franceschetti, che coordina l’inchiesta sull’incidente e che ha iscritto nel registro degli indagati, quale atto dovuto, il rappresentante legale della ditta per la quale lavorava la vittima, il 41enne Jerco Yuko. Lo stesso pm Franceschetti ha confermato il sequestro dell’area del capannone dove è avvenuto l’infortunio mortale e - da quanto trapelato da ambienti investigativi - nei prossimi giorni disporrà perizie tecniche per accertare le cause dell’incidente ed eventuali responsabilità.Sarebbe stato schiacciato non da una lamiera, ma da un carrello attrezzato per il trasporto della lamiere della Pannelline – la nuova linea di prefabbricazione semiautomatizzata dello stabilimento di Panzano - l’operaio di Fiume morto martedì sera per le gravi lesioni riportate al torace e all’addome. Il saldatore, dipendente di una ditta croata di saldocarpenteria che appartiene al Consorzio Mistral (con sede a Trieste) si sarebbe accucciato per effettuare saldature in un zona “cieca”, cioè non visibile dall’operatore del macchinario, che avrebbe fatto avanzare il carrello nel suo percorso proprio perchè non s’era accorto della presenza di Jerco Yuko.Sono gli uomini della polizia scientifica del commissariato di Monfalcone a condurre l’indagine per accertare la dinamica dell’infortunio, anche se sembra sia stata una tragica fatalità che, certo, non può servire a giustificare quanto successo, nè a dare un po’ di sollievo alle moglie e ai due bimbi piccoli che risiedono a Fiume. Alla tragedia si è aggiunto poi il fatto che alla morte del saldatore ha assistito il fratello, Marko Yuko, 49enne, che lavorava assieme a Jerco nello stesso reparto (pure un terzo fratello lavora in Fincantieri). Marko, cardiopatico, ha visto morire il fratello senza poter fare nulla: è stato colto da un grave malore, provocato dallo stato di choc che ha richiesto il suo ricovero al San Polo.Il pm Carlotta Franceschetti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in relazione all’infortunio e ha disposto, come detto, l’autopsia affidata all’anatomopatologo Lucio Furlan, che sarà effettuata alle 9.30 all’obitorio del San Polo. Altre persone, oltre al responsabile della ditta croata, sarebbero state iscritte nel registro degli indagati, ma sui nomi viene mantenuto il più stretto riserbo. Nei prossimi giorni inoltre la magistratura disporrà l’effettuazione di perizie tecniche, anche sul sito in cui si è verificato l’infortunio mortale e che è posto sotto sequestro.Il corpo di Jerco Yuko sarà rimpatriato nei prossimi giorni, quando sarà concluso l´iter delle indagini, anche se probabilmente già dopo l’autpsia potrebbe essere dato il nulla osta per la sepoltura.Intanto da parte di Fincantieri, che già martedi sera aveva annunciato di voler accertare la dinamica dell´infortunio, si ricorda che nel corso dell’anno passato sono state investite più di 100 mila ore in formazione coinvolgendo circa il 50% dei dipendenti. Sotto il profilo della sicurezza del lavoro, i consistenti investimenti nella prevenzione, nonché la sempre maggiore attenzione, hanno permesso un’ulteriore riduzione generale del 16% degli eventi infortunistici. «Siamo conspevoli che anche se abbiamo raggiunto risultati positivi, dobbiamo ancora impegnarci per proseguire su questa via di miglioramento», dichiarava il direttore dello stabilimento monfalconese, Carlo De Marco, affermazione che alla luce della morte di martedì assume un particolare significato.</p>
<p>Messaggero Veneto, 24 aprile 2008 <br />
 </p>
<p><strong>Lutto e rabbia tra i metalmeccanici «Basta perdere la vita sul lavoro»</strong></p>
<p>MONFALCONE. Lutto e rabbia: nessuno ieri è entrato nella fabbrica di Panzano. Alle 8 ore di sciopero, proclamato dopo la morte del saldatore Jerco Yuko (alla cui memoria è stato deposto un mazzo di fiori all’ingresso dello stabilimento) e al presidio della portinerie iniziato alle 5.30 hanno partecipato tutti i lavoratori, diretti e indiretti. Lutto e rabbia «perchè non si può continuare a morire di lavoro» ripetevano, passeggiando davanti all’ingresso, guardando verso quel cantiere che sa da un lato dà loro da vivere, dall’altro rappresenta un motivo di forte preoccupazione. Quattro ore di sciopero alla fine di ogni turno sono state fatte anche dai metalmeccanici di tutta la provincia.«Oggi per tutti noi è sicuramente la giornata dell’indignazione. Anche le iniziative per il centenario della Fincantieri in città dovranno avere ora connotati diversi, sarà necessario mettere in sordina i festeggiamenti e riflettere su quanto successo, sul problema della sicurezza nello stabilimento che stiamo denunciando da tempo. I ritmi di lavoro aumentano e i più a rischio sono proprio gli operai delle ditte esterne. Ora siamo stanchi delle parole e sul problema della sicurezza servono i fatti», dice il segretario provinciale della Fiom, Paolo Liva, che ha voluto anche ricordare come il pensiero di tutti vada alla famiglia della vittima, per la quale i 4.300 lavoratori dello stabilimento hanno deciso di devolvere due ore di retribuzione. I rappresentanti dell’Ugl e lavoratori iscritti proseguiranno anche oggi, per otto ore, l’astensione dal lavoro.Nel corso dello sciopero alla Fincantieri sono giunte per manifestare anche delegazioni di lavoratori degli stabilimenti Ansaldo e Eaton, rappresentanti politici tra cui il neoeletto consigliere regionale Giorgio Brandolin e già alle 5.30 era presente dinanzi ai cacelli Fincantieri l’assessore alla politiche socio-assistenziali, Cristiana Morsolin, «perchè mi sento parte di quel mondo» ha detto.I rappresentanti sindacali hanno poi incontrato, nelle prime ore del mattino, il sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto e l’assessore provinciale al lavoro Marino Visintin, esponendo le richieste che a nome dei lavoratori saranno fatte a Fincantieri nei prossimi giorni a cominciare dall’aumento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nello stabilimento e dall’istituzione di corsi obbligatori di almeno una settimana per i dipendenti di tutte le ditte esterne in appalto a Panzano con insegnamento della lingua italiana. I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto inoltre un tavolo straordinario sulla sicurezza per il lavoro in provincia che dovrà partire proprio da un progetto basato sulle pratiche della sicurezza e dell’organizzazione del lavoro in Fincantieri.Sindaco e assessore hanno garantito il proprio impegno ad avviare il tavolo con il coinvolgimento dell'Azienda sanitaria e la supervisione del Prefetto.I sindacati ribadiscono che bisogna riflettere sul fatto che gli infortuni «non sono un prezzo da pagare, possono essere prevenuti ed evitati. Non è questione di destino, dietro a ogni infortunio ci sono responsabilità che vanno accertate e perseguite, da parte di magistratura e forze dell’ordine, ma anche delle istituzioni, Regione in particolare».</p>
<p>Messaggero Veneto, 23 aprile 2008 <br />
 </p>
<p><strong>Incidenti sul lavoro, nuova strage</strong></p>
<p>ROMA. Ancora morti bianche, ancora vittime sul lavoro. E’ di sei persone morte il bilancio della giornata di ieri, mentre i sindacati lanciano un nuovo appello a Napolitano: faccia di tutto per fermare la strage.Il dramma di Monfalcone. Ivo Jerkov, 41 anni, un saldatore di origine croata, è morto alla Fincantieri dopo essere stato schiacciato da un ponte mobile. L’operaio lavorava per una ditta esterna che aveva vinto un appalto per conto della Fincantieri. I sindacati hanno proclamato per oggi lo sciopero di 8 ore a Monfalcone e di un’ora in tutti gli stabilimenti del gruppo Fincantieri.Due fratelli folgorati a Este. Due fratelli – uno dei quali è il titolare di una piccola azienda – sono morti folgorati nel pomeriggio in un incidente avvenuto alla “Eurosfusi”, un’azienda di autotrasporti di Schiavonia d’Este, in provincia di Padova. Le vittime sono: Stefano Trovò, 42 anni, titolare della ditta, e Diego Trovò, 34. I due stavano lavorando alla pulizia della cisterna di una betoniera quando con una lunga spazzola idraulica hanno toccato i cavi della linea a media tensione, venendo raggiunti da una scarica elettrica.La tragedia sulla Venezia-Bologna. Un giovane bosniaco regolare di 21 anni, Adis Masinovic, residente a Codognè, in provincia di Treviso, non lontano da Sacile, è stato investito e ucciso poco prima delle 8 dall’Eurostar 9463 Venezia-Roma. I treni a lunga percorrenza sono stati deviati via Verona, con una maggiore percorrenza di circa 90 minuti. La circolazione dei treni sulla Bologna-Venezia è stata riattivata nei due sensi solo alle 11.45, dopo il nulla osta della magistratura per la rimozione del cadavere. Masinovic, dipendente di un’azienda di Treviso, lavorava come operaio in un cantiere allestito per la costruzione di una cavalcavia sulla Cispadana, e ha probabilmente tentato di attraversare i binari non accorgendosi dell’arrivo del treno. Ha cercato di spostarsi all’ultimo istante, ma è stato violentemente urtato dall’Eurostar. Un morto a Frosinone. Giulio D’Agostino, operaio di 44 anni originario di Giuliano di Roma, é morto in un incidente sul lavoro ieri mattina poco prima delle 8 in un cantiere di Villa Santo Stefano a Frosinone. Stava lavorando con altri colleghi alla ristrutturazione del tetto di un’abitazione con il montaggio di pannelli isolanti quando, secondo una prima ricostruzione, é precipitato da un’altezza di oltre otto metri. I carabinieri stanno verificando se l’azienda edile abbia rispettato tutte le norme di sicurezza contro gli infortuni sul lavoro.Mortale caduta a Taranto. In serata è morto in ospedale Gjoni Arjan, 47 anni, operaio della ditta Pedretti, impresa che lavora in appalto per l’Ilva di Taranto, caduto mentre insieme con il caposquadra stava lavorando all’assemblaggio di strutture metalliche su una passerella a 15 metri da terra. Il dipendente aveva riportato gravissimi traumi al torace e alle gambe. Sulla dinamica dell’incidente indagano i carabinieri della compagnia di Taranto.L’appello a Napolitano. Un appello al capo dello Stato, «affinchè riprenda con determinazione l’impegno che ha sino a ora portato avanti» e la richiesta di uno spettacolo di teatro «civile». Così i sindacati vogliono tenere alta l’attenzione sulla questione degli incidenti sul lavoro: oltre un milione censiti all’anno, un lavoratore ucciso – sottolinea in una nota – ogni sette ore. Al nuovo governo i sindacati chiedono di prendere «con la massima urgenza» decisioni su alcuni interventi «irrimandabili»: almeno il raddoppio di ispettori Asl e carabinieri del lavoro (ora meno di 1.000 unità in tutto) per rafforzare i controlli; la redistribuzione dei fondi dell’attivo dell’Inail (2 miliardi di euro l’anno e 13 miliardi di euro accumulati a oggi dagli anni precedenti) nel sostegno agli invalidi del lavoro, nella prevenzione attraverso la cultura della sicurezza e dando incentivi alle aziende che si mettono in sicurezza; l’assistenza psicologica da parte del servizio sanitario nazionale per tutti gli invalidi del lavoro che hanno subito gravi menomazioni; la reale operatività nella prevenzione, anche dentro le piccole aziende. <br />
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Messaggero Veneto, 23 aprile 2008</p>
<p><strong>Operaio muore schiacciato alla Fincantieri</strong></p>
<p>MONFALCONE. E’ morto schiacciato, forse tra due lamiere o forse da una sola grossa lamiera della nuova linea di prefabbricazione Pannelline. Una morte terribile, che si aggiunge al già purtroppo lungo elenco di infortuni verificatisi in questi ultimi giorni allo stabilimento Fincantieri di Monfalcone. La vittima è il 41enne saldatore croato Yuko Jerco. Abitava a Fiume con la moglie e due figli. L’operaio è morto verso le 18 di ieri a causa delle gravissime lesioni riportate nell’incidente avvenuto appunto nella nuova linea di produzione, dove enormi pannelli prefabbricati sono trasportati da rulli per essere poi saldati.Ancora frammentarie le informazioni sulla dinamica dell’infortunio, visto che i colleghi di lavoro (tra cui anche il fratello di Jerco) che hanno assistito alla tragedia sono in profondo stato di choc, tanto da aver dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.Yuko Jerco era dipendente di una ditta croata che appartiene al consorzio Mistral, insieme di più ditte attive nel settore della saldo-carpenteria e con sede a Trieste.Il 41enne stava appunto lavorando alla Pannelline quando sembra che, forse per un errore di comunicazione tra operatori, il rullo con la pesante sezione di acciaio sia avanzato sul suo percorso e abbia schiacciato il croato che si trovava sul percorso del blocco. Subito è stato chiesto soccorso ed è intervenuto il presidio medico dello stabilimento che ha cercato di rianimare l’uomo, avvisando nel contempo, viste le sue gravissime condizioni, il 118, che a sua volta ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato cittadino.Il corpo non presentava ferite esterne, ma le lesioni interne gravissime, come hanno riferito i sanitari, erano “incompatibili con la vita”. Il saldatore croato è deceduto per lo schiacciamento del torace e dell’addome e nonostante i medici abbiano tentato per mezz’ora di rianimarlo, niente hanno potuto contro la gravità delle sue condizioni.La notizia del decesso di Jerco ha provocato l’immediata reazione dei sindacati e dei lavoratori del cantiere. È stato chiesto un incontro con l’azienda e in accordo con il capo del personale Fabbri, i rappresentanti lavoratori per la sicurezza, tra cui anche quelli dell’Ugl, è stata decisa l’immediata sospensione della produzione. Per oggi è stato deciso il blocco totale delle portinerie a partire dalle 5 del mattino e otto ore di sciopero su tutti i turni. Potrebbe essere proclamato anche uno sciopero provinciale.«Come Fiom ci costituiremo parte civile. È una giornata tragica, con cinque morti sul lavoro in Italia. Una situazione che lascia senza fiato», afferma con forza il segretario regionale della Fiom, Gianpaolo Roccasalva.«Da tempo denunciamo la pericolosità delle lavorazioni e la mancata formazione dei lavoratori. Abbiamo chiesto più vigilanza sugli appalti – dice amaro Moreno Luxich, coordinatore Fiom della Rsu –, vigilanza che deve essere capillare. Avevamo anche segnalato come le cose stessero degenerando, avevamo chiesto all’azienda un controllo maggiore, che ci era stato assicurato. Si parla di quattro morti sul lavoro e ora troviamo nell’elenco anche uno dei nostri colleghi: da 10 anni in Fincantieri non si verificava un infortunio mortale. La causa? Accelerazione dei tempi di lavoro e mancanza di minime regole di sicurezza».Arrabbiato e addolorato, Luca Furlan della Uilm: «Occorre fermarsi un attimo per ragionare su ciò che non funziona, su cosa sta succedendo; abbiamo avuto una sfilza di infortuni di una certa entità in questi giorni che avrebbero potuto avere esiti peggiori e oggi siamo arrivati al mortale. Oggi piangiamo una persona. La competitività non si paga con la vita». </p>
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<title><![CDATA[17 aprile 2008, 2 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=162</link>
<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 07:59:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Zappalà e Marincic, esclusi ma ugualmente contenti  
Il leader dell’Udc ha sfiorato l’elezion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Zappalà e Marincic, esclusi ma ugualmente contenti  <br />
Il leader dell’Udc ha sfiorato l’elezione, l’assessore “verde” puntava a subentrare ad Antonaz se avesse vinto Illy</strong> <br />
 <br />
Per un po’ ci ha sperato. Ma chi poteva immaginare un successo leghista di simili proporzioni anche nell’Isontino? E così a “spuntare” con i resti un consigliere regionale per l’Udc è stata la circoscrizione di Trieste e non quella di Gorizia. «Un po’ paradossale - rileva ora il leader dei seguaci di Casini a livello provinciale, Leonardo Zappalà - se si pensa che l’ha fatto col 4 per cento mentre noi abbiamo raggiunto quasi il 6, e addirittura l’8 per cento in città. E un’ingiustizia di fondo è anche quella che Trieste possa esprimere ben 12 consiglieri, il doppio dei nostri 6, pur avendo un numero di abitanti inferiore».<br />
Ma, a parte queste considerazioni, il tono della voce del medico siculo-goriziano, al telefono, è improntato decisamente all’allegro andante: «Posso essere assolutamente soddisfatto - rimarca - sia per la vittoria di Tondo e del centro-destra, sia per il risultato dell’Udc (che ha guadagnato il 30 per cento rispetto a 5 anni fa), e mio personale. Credo che il nuovo governo regionale saprà rappresentare al meglio gli interessi di tutte le realtà territoriali, e non solo ragionare in termini di poteri forti come faceva Illy. Mi aspetto che Tondo ripaghi il contributo che Gorizia ha dato alla sua elezione, anche se ritengo che difficilmente ci sarà un assessore “nostrano”. E auspico risposte concrete ai nostri principali problemi, la sanità, le infrastrutture e il lavoro ai giovani».<br />
Non se l’è presa troppo neanche un altro dei “papabili” a un posto in consiglio regionale che, viceversa, ne sono rimasti esclusi, vale a dire Marko Marincic della Sinistra Arcobaleno. «Non pensavo di poter sopravanzare Antonaz - ammette l’assessore provinciale dei Verdi - ma, in caso di vittoria di Illy, Roberto sarebbe diventato sicuramente assessore e mi avrebbe ceduto il posto nell’assemblea. Fa niente: mi soddisfa comunque il primo posto di lista ottenuto in città. Purtroppo la Sinistra Arcobaleno, peraltro più alle Politiche che alle Regionali che hanno fornito un dato “reale”, ha scontato ritardi, incertezze e poca convinzione che ne hanno accompagnato la nascita. Tutto il risultato di queste elezioni è stato contrassegnato da un forte voto di protesta contro il centro sinistra diviso e rissoso degli ultimi tempi».<br />
Quanto al possibile isolamento della Provincia stretta nella morsa di governi nazionale, regionale e del capoluogo di centro destra, Marincic viaggia sulla stessa lunghezza d’onda di Enrico Gherghetta: «Spero in un rapporto di correttezza istituzionale, anche perchè sono tanti i comuni dell’Isontino amministrati dal centro sinistra». (vi.co.) </p>
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<title><![CDATA[12 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=161</link>
<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 15:41:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’appello: «Non basta Valenti, c’è un’altra città che ha saputo superare le contrapposizion]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’appello: «Non basta Valenti, c’è un’altra città che ha saputo superare le contrapposizioni nazionalistiche»  <br />
Marincic: non disperdere il voto  <br />
«Con me la Sinistra ha dato l’opportunità di eleggere un goriziano»</strong> <br />
 <br />
«Gorizia non può essere rappresentata in regione dal solo Gaetano Valenti. C’è anche un’altra città che ha saputo andare oltre le contrapposizioni nazionalistiche del secolo scorso. Una città che non si sente solo italiana, o slovena, o friulana ma plurale e per questo europea. Una città che, anziché al passato, guarda al nostro presente e al futuro dei nostri figli. Quest’altra città ha oggi la possibilità di tornare ad essere rappresentata in consiglio regionale votando il capolista della Sinistra l’Arcobaleno. Esprimendo il proprio voto di preferenza per Marko Marincic i goriziani possono esprimere il voto più utile per portare in consiglio regionale la voce della Gorizia futura».<br />
È questo l’appello con il quale Marko Marincic, assessore provinciale e consigoliere comunale del Forum, si è rivolto agli elettori negli incontri conclusivi della sua campagna elettorale per le Regionali.<br />
Ricordando che da molti anni ormai Gorizia non ha saputo esprimere un consigliere regionale di centro-sinistra, egli ha sottolineato che, indicandolo come capolista, la Sinistra ha voluto dare alla città l’opportunità di eleggere in Regione un goriziano, espressione della sinistra, della pluralità linguistica di questo territorio, dell’impegno per l’ambiente.<br />
«Sta agli elettori – ha affermato ancora Marincic – scegliere se cogliere quest’opportunità o disperdere il proprio voto tra candidati anche dignitosissimi, ma che, obiettivamente, non possono andare oltre il ruolo di gregari dei “capitani” provenienti da altri territori di questa o persino da altre province».<br />
Marincic ha quindi sottolineato che il voto alla Sinistra l’Arcobaleno è un voto «doppiamente utile».<br />
«In primo luogo – ha spiegato – per riconfermare la coalizione di Intesa Democratica, e secondariamente per renderla più vicina ai veri bisogni della gente e non agli interessi dei potentati economici».<br />
«Siamo ancora con il governatore uscente, Riccardo Illy, per far sì che il centro-sinistra sia veramente diverso dal centro-destra. Le vere novità del programma della coalizione sono quelle che noi vi abbiamo apportato», ha ricordato Marincic soffermandosi in conclusione su altri due aspetti importanti di questa tornata elettorale.<br />
Il primo, positivo, è la novità del progetto di una sinistra nuova, unita, aperta alla società civile che si riconosce nel simbolo multicolore dell’arcobaleno.<br />
Il secondo, negativo, la tentazione di molti, delusi e sfiduciati, di non andare a votare.<br />
«Ma chi non vota non fa altro che boicottare se stesso perché tutto rimarrà uguale a prima. L’unica possibilità per far cambiare le cose è impegnarsi perché cambino davvero», ha concluso Marincic.</p>
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<title><![CDATA[11 aprile 2008, 7 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=160</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:10:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: coniugare sviluppo e ambiente 
 
CORMÒNS. Coniugare sviluppo e ambiente. Caserma Amadio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: coniugare sviluppo e ambiente</strong> <br />
 <br />
CORMÒNS. Coniugare sviluppo e ambiente. Caserma Amadio, tematiche ambientali e sviluppo delle potenzialità logistiche del territorio isontino sono stati al centro dell’incontro, l’altra sera, fra l’esecutivo comunale cormonese e i candidati al consiglio regionale per Sinistra Arcobaleno della provincia di Gorizia: l’assessore regionale Roberto Antonaz, l’assessore provinciale Marco Marincic ed Ennio Pironi.<br />
I candidati della Sinistra Arcobaleno sono stati ricevuti dal sindaco Luciano Patat, che ha esposto le esigenze del centro collinare; dal canto loro, gli esponenti del partito hanno sottolineato come l’esecutivo cormonese, vicino idealmente ai valori che stanno alla base della Sinistra Arcobaleno, stia imprimendo una svolta importante a Cormòns, offrendo anche una visione innovativa per il futuro. «Il programma di Intesa democratica punta ad ampliare in regione le forme di raccolta differenziata spinta già sperimentate a Gorizia – ha detto Marincic – si cerca di dare spazio a tecnologie nuove e a basso impatto ambientale. Per il momento i dissociatori molecolari sembrano offrire una soluzione più rispettosa dell’ambiente degli inceneritori e delle discariche. Al momento, tuttavia, non ravviso la necessità di utilizzare il dissociatore per bonificare la discarica di Pecol dei Lupi».<br />
Per quanto riguarda l’uso dello strumento partecipativo per decidere cosa fare della Caserma Amadio, i tre candidati al consiglio regionale si sono dichiarati d’accordo: è la soluzione più trasparente e che assicura una scelta condivisa per il futuro della città.<br />
«Ci assumiamo l’impegno di portare all’attenzione della regione tutte le esperienze e il grande potenziale che ha l’Isontino – ha detto Marincic –, questo territorio è stato considerato spesso soltanto per il suo peso elettorale, ma credo che abbia molto ancora da dare all’intera regione, in termini di collaborazione transfrontaliera, anche nel settore ospedaliero abbiamo tante potenzialità. Un altro tema fondamentale è il potenziamento del trasporto merci e dell’attività logistica: deve essere valorizzato il ruolo di Gorizia».</p>
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<title><![CDATA[11 aprile 2008, 3 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=159</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 14:08:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: «Corridoio 5 senza Tav favorirebbe il ruolo di Gorizia»  
  
«Con le proposte che l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: «Corridoio 5 senza Tav favorirebbe il ruolo di Gorizia»</strong>  <br />
  <br />
«Con le proposte che la Sinistra l’Arcobaleno ha apportato al programma di Intesa democratica Gorizia ha l’opportunità di vedere valorizzato il proprio ruolo sull’asse del Corridoio 5 mitigando l’impatto ambientale». E’ quanto afferma il capolista alle regionali Marko Marincic.<br />
«A Illy - spiega Marincic - abbiamo chiesto ed ottenuto alcuni impegni che consentano di spostare, entro i prossimi 5 anni, il 40% del traffico merci dalla strada alla ferrovia. Sarà possibile farlo con gli strumenti del bilancio ecologico e della Vas (valutazione ambientale strategica)». «La Tav non serve - ha aggiunto il candidato -, anzi è controproducente essendo un’opera costosissima dai tempi lunghissimi, con un impatto ambientale insostenibile. Servirebbe, poi, solo a pochi treni passeggeri di lungo percorso. Quello che serve è invece migliorare il servizio locale per i pendolari, ma soprattutto potenziare il traffico merci su ferrovia. Non servono opere faraoniche ma interventi mirati, in grado di potenziare la rete ferroviaria, valorizzando il passaggio per Gorizia dove la Sdag si è dotata di una piattaforma d'interscambio gomma-rotaia. Mettendo in rete le strutture logistiche col porto di Monfalcone, l'aeroporto di Ronchi, l'interporto di Cervignano, Gorizia e l'Isontino potranno generare ricchezza e posti di lavoro dai traffici che attraversano il nostro teritorio, decongestionando le strade dal traffico pesante e salvaguardando l'ambiente».</p>
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<title><![CDATA[10 aprile 2008, 3 Gorizia]]></title>
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<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 09:04:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[No alla nuova diga sull’Isonzo 
MARINCIC (SIN.ARCOBALENO) 
 
Il capolista della Sinistra l’Ar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>No alla nuova diga sull’Isonzo <br />
MARINCIC (SIN.ARCOBALENO)</strong> <br />
 <br />
Il capolista della Sinistra l’Arcobaleno Marko Marincic ha avuto, in questi giorni, una nutrita serie d’incontri con numerose realtà del territorio isontino. Ieri si è incontrato con la Comunità Arcobaleno, dove don Alberto De Nadai, le operatrici sociali e gli ospiti della comunità stessa hanno voluto condividere con lui il pranzo e illustrargli le proprie esperienze. Marincic ha sottolineato la necessità che queste esperienze vengano fatte conoscere alla città e sostenute dalle pubbliche amministrazioni. Di progetti comunitari e di temi ambientali si è parlato invece negli incontri con le amministrazioni comunali di Savogna e Doberdò. Netta contrarietà è stata espressa da Marincic nei confronti della realizzazione della diga sull’Isonzo nei pressi di San Mauro: «Vanno percorse ipotesi alternative, meno impattanti e condivise con la popolazione».</p>
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<title><![CDATA[09 aprile 2008, 2 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=155</link>
<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 22:16:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il candidato alla presidenza del Fvg promette investimenti per università e autoporto. Ospedale pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il candidato alla presidenza del Fvg promette investimenti per università e autoporto. Ospedale pronto a breve Numerosi gli interventi degli esponenti del centro-sinistra che si sono ritrovati all’auditorium di via Roma<br />
Illy: «Gorizia è rinata»<br />
Il governatore: senza confine la vita è cambiata</strong></p>
<p>«In questi cinque anni di governo della Regione abbiamo cambiato molte cose, mentre a Gorizia è proprio cambiata la vita, con l’entrata della Slovenia e la caduta del confine. La città è davvero rinata, c’è stata una svolta epocale. E noi faremo di tutto per consentire a Gorizia di crescere ancora». Queste le parole di Riccardo Illy nel suo intervento effettuato durante la festa delle 100 torte, andata in scena in via Garibaldi. «Sul piano dell’economia – ha sottolineato il presidente della Regione uscente – è fondamentale il campo della logistica: siamo dell’idea di sviluppare e ingrandire l’autoporto del capoluogo isontino come “retroporto” degli scali portuali di Monfalcone e Porto Nogaro».<br />
«Ci sono poi potenzialità straordinarie – ha aggiunto il candidato governatore – in considerazione della posizione strategica di Gorizia e anche in vista della trasformazione in autostrada del raccordo Gorizia-Villesse che partirà a breve, per opera di Autovie venete, e dell’imminente completamento della tratta autostradale verso Lubiana». Illy ha quindi posto l’accento sulle prospettive del settore commercio a Gorizia, preconizzandone un tempestivo rilancio e sulle potenzialità dello sviluppo in chiave universitaria del capoluogo isontino.<br />
«Università – ha detto il candidato alla presidenza della Regione – per la quale abbiamo contribuito con investimenti concreti sia sotto il profilo dell’edilizia sia per quanto riguarda i corsi di laurea. Per Gorizia l’università è importante anche perché ringiovanisce e dà dinamismo a questa città e dunque continueremo a investire per lo sviluppo universitario del capoluogo isontino».<br />
Per quanto riguarda il tema della sanità e del San Giovanni di Dio, Riccardo Illy ha confermato che a breve il nuovo ospedale sarà pronto: «La direttrice generale dell’Azienda sanitaria, Manuela Baccarin, mi ha detto che tra due settimane saranno pronti a consegnarlo – ha precisato il governatore uscente –. Nei prossimi due-tre mesi si potrà dunque fare il trasloco. Anche quella dell’ospedale, insomma, è stata una nostra promessa mantenuta».<br />
Dopo la pausa “pasticciera” al palazzo Unione, Illy e Cossiga si sono recati nell’auditorium, dove ad accoglierli, oltre ai tanti militanti e simpatizzanti del centro-sinistra, c’erano anche i rappresentanti “ufficiali” di tutte le forze politiche che sostengono Illy in queste elezioni. Tutti hanno voluto salutare l’ex presidente Cossiga e ribadire, in brevi interventi, il loro convinto sostegno al governatore. La prima a parlare è stata la candidata della Slovenska Skupnost, Mara Cernic, la quale ha sottolineato il lavoro svolto dalla giunta regionale uscente per la tutela della minoranza slovena, ricordando peraltro che, «grazie all’ultima legge elettorale licenziata, la Slovenska Skupnost si è potuta ripresentare con il proprio simbolo e la propria identità».<br />
È quindi, intervenuto Gianni Glessi, candidato nella lista dell’Italia dei valori. Evidenziando che la strada dell’Euroregione tracciata da Illy «è l’unica che consentirà la valorizzazione e lo sviluppo di queste terre», Glessi ha sottolineato però il problema «della minor fiscalità in Slovenia. Questione che penalizza l’economia sul versante italiano e che dovrà, quindi, essere assolutamente presa in considerazione dal prossimo governo regionale».<br />
È stata, quindi, la volta dell’esponente dei Cittadini per il presidente, Bruno Malattia, che ha ricordato la nascita del suo movimento «che intendeva e intende rappresentare la società civile che vuole impegnarsi per il bene pubblico e ha sollecitato, in questi anni, un cambiamento del costume politico. Un ricambio che, peraltro, oggi si percepisce nella nuova forza rappresentata dal Partito democratico». Malattia ha insistito sulla necessità di «immettere nella classe politica giovani e donne, proprio in quell’ottica del ricambio che diventa assolutamente indispensabile per un paese. Non è possibile che, a ogni elezione, ci troviamo di fronte sempre la stessa classe di governo. Noi vogliamo rappresentare la rottura dei vecchi schemi: è per questo che siamo nati ed è per questo che ci stiamo impegnando».<br />
Marko Marincic, candidato della lista “La Sinistra Arcobaleno”, ha invece rammentato «le molte cose positive fatte dalla giunta Illy, in questi cinque anni e, fra queste, il reddito di cittadinanza e la ferma presa di posizione sul Cpt. È vero – ha aggiunto –, ci sono posizioni diverse su alcune questioni, in particolare sul Corridoio 5 e sull’energia, ma sono certo che riusciremo a trovare una sintesi positiva».<br />
Infine, il deputato del Partito democratico, Alessandro Maran, candidato alla Camera: «Riccardo Illy è sempre stato in vantaggio in questa campagna elettorale – ha rimarcato – perché ha il consenso della gente per ciò che ha fatto nel corso del suo mandato. È molto importante – ha concluso – che ci sia una coalizione che lo sostiene che si sia messa in campo per governare e non soltanto per vincere».<br />
Piero Tallandini</p>
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</item>
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<title><![CDATA[08 aprile 2008, Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=153</link>
<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 10:11:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Chi sarà eletto dovrà impegnarsi per lavoro, salute e sicurezza»
Un documento di Aea, Pirati In]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Chi sarà eletto dovrà impegnarsi per lavoro, salute e sicurezza»<br />
Un documento di Aea, Pirati Ineos e Carico sospeso</strong></p>
<p>MONFALCONE. La tutela della salute dei lavoratori esposti a malattie professionali, la sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro, il diritto al lavoro e contro ogni forma di precarietà sono i principi su cui si basa il documento di richieste che venerdì le associazioni monfalconesi, Associazione esposti amianto di Monfalcone, Carico sospeso e Pirates for a better world (comunità dei dipendenti e familiari Ineos films Monfalcone), hanno consegnato ai candidati isontini per la Regione, nel corso di un incontro dibattito organizzato dalle stesse associazioni. Le richieste, che si estende ai candidati non solo al consiglio regionale, ma anche al Parlamento della repubblica, riguardano un impegno puntuale e attivo su questioni particolari, quali la situazione epidemiologica e le previsioni di mortalità a causa dell’esposizione all’amianto.<br />
«È indifferibile per i prossimi decenni – scrivono nel documento i tre presidenti delle associazioni, Rita Nadalini Nardi (Aea), Emilio Cicciarella (Carico), Olimpia Valentini (Pirates) – l’adozione di provvedimenti socio-sanitari adeguati e mirati alla diagnosi precoce, al trattamento medico e a progetti di cure specifiche per il mesotelioma della pleura. Serve dare concretezza a Monfalcone al Centro di eccellenza sulle malattie asbesto correlate. La legge regionale 22 del 2001 deve essere adeguata al più presto a fronte dell’esplodere dell’emergenza amianto. Inoltre devono essere ripristinate la legalità e l’efficacia della stessa legge che, a seguito del mancato finanziamento della legge e del “golpe” intentato dai burocrati dell’assessorato regionale alla Sanità che hanno privato di rappresentanza i comprensori più colpiti, è venuta a mancare rendendo meno efficace la legge e tradendo lo spirito con cui era stata approvata all’unanimità».<br />
Non mancano riferimenti alle attuali condizioni di lavoro che richiedono venga garantita «una formazione comune e condivisa alla sicurezza, attraverso corsi interaziendali fruibili da tutti i lavoratori, anche stranieri e/o appartenenti a varie realtà lavorative».<br />
Sostengono la necessità del potenziamento dei servizi adibiti a controllo e prevenzione, come la Medicina del lavoro, in modo da garantire ai lavoratori un costante aggiornamento e formazione specifica, con particolare riferimento ai fattori di rischio caratteristici dei diversi ambienti lavorativi e del territorio di appartenenza. Le figure incaricate e responsabili della sicurezza dei lavoratori devono essere libere di agire in autonomia e indipendenza, al di fuori da ogni possibile conflitto di interessi con il datore di lavoro. Chiedono anche che sia fornita ai mezzi di comunicazione una documentazione costante, puntuale e corretta su situazione della realtà lavorativa di appartenenza, impegno politico di parti sociali e associazioni.<br />
Nel documento non manca un riferimento alla chiusura di realtà produttive efficienti e produttive «causata dalla leggerezza e dall’incompetenza di alcuni amministratori pubblici locali e da scellerate scelte finanziarie e industriali», fenomeno che deve cessare definitivamente per mezzo di norme e leggi che impediscano alle imprese speculazioni immobiliari, delocalizzazioni ingiustificate e uso disinvolto di risorse pubbliche. «Infine – chiedono – va sancita per legge la mobilità diretta dal comparto privato a quello pubblico nei casi in cui vi sia stato concorso da parte della pubblica amministrazione nel determinare cancellazioni di posti di lavoro». Le tre associazioni chiedono infine di incontrare consiglieri e parlamentari eletti entro settembre.</p>
<p><a title="Scarica il documento integrale" href="http://markomarincic.files.wordpress.com/2008/04/rivendicazioni_tre_associazioni_04_03_08.doc" target="_blank"><span style="font-size:x-small;"><strong>Scarica il documento integrale</strong></span></a> (right click + save as).</p>
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<title><![CDATA[06 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 09:07:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Si sono prese l’impegno di comunicare in modo costante con i cittadini Intanto Marincic si dice d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Si sono prese l’impegno di comunicare in modo costante con i cittadini Intanto Marincic si dice d’accordo con Romoli sul maggior peso per Gorizia  <br />
Il Forum “interroga”  <br />
Sotto tiro stavolta le tre candidate del Pd</strong> <br />
 <br />
Numerosi sono stati gli argomenti affrontati, fra cui la questione sanitaria, il senso del fare politica e l’importanza della comunicazione costante con i cittadini. «È stato un incontro molto utile, in quanto ha permesso di parlare dell’identità del Pd e di affrontare anche i punti critici, in modo sereno e costruttivo», ha rimarcato Andrea Bellavite, incaricato di fare il moderatore, alla presenza di una trentina di persone, fra cui la maggior parte degli esponenti storici del Forum. Dopo avere spaziato fra varie tematiche, le tre candidate hanno preso un impegno: «Dimostrando un accordo nel modo di pensare – ha detto Bellavite –, le tre esponenti del Pd si sono dette disponibili a comunicare in modo costante e continuo con i cittadini, non soltanto nel periodo elettorale, ma anche normalmente».<br />
C’è intanto da registrare un intervento di Marko Marincic, consigliere comunale del Forum che è capolista, nelle Regionali, della Sinistra Arcobaleno. Marincic ha dichiarato di condividere la richiesta del sindaco Romoli di attribuire a Gorizia un maggior peso nel contesto regionale, anche dislocando in città una Direzione regionale come quella alle Relazioni internazionali. «A dire il vero – ha aggiunto Marincic –, forse Romoli questo progetto poteva non soltanto richiederlo ora, ma attuarlo direttamente quando, non tanti anni fa, svolgeva l’influente ruolo di assessore regionale alle Finanze. Ma non è mia intenzione fare polemica. La proposta è condivisibile e meritevole di un sostegno trasversale e compatto da parte delle forze politiche goriziane e isontine».<br />
Marincic ha colto l’occasione per aggiungere ulteriori elementi a sostegno del ruolo che a Gorizia dovrebbe essere riconosciuto in particolare in quel settore prioritario che sono le politiche europee e le relazioni internazionali. L’esponente del Forum ha ricordato che da tempo la Provincia (di cui è assessore), i Comuni e molte altre realtà del territorio hanno sviluppato un’intensa attività progettuale con i fondi dei programmi Interreg. «Questo ruolo va riconosciuto a Gorizia, facendo tesoro delle esperienze qui maturate al fine di riempire di contenuti anche la più vasta Euroregione propugnata dal presidente Illy. Un ruolo altrettanto importante l’Isontino lo ha assunto nel settore della cooperazione internazionale e nelle politiche di pace, diventando anche la sede naturale per ospitare le attività del Crelp, Coordinamento regionale degli enti locali per la pace». L’impegno di Marincic, in caso di elezione, sarà volto a far sì che il citato centro trovi la sua naturale collocazione a Gorizia, in sinergia con gli enti e le associazioni di volontariato che già operano in tali settori, ma anche con le realtà universitarie presenti in città.<br />
Un altro tema importante per Marincic è quello della logistica, dove Gorizia e in particolare la Sdag potrebbero «assumere il ruolo di centro direzionale di tutto il complesso di strutture logistiche presenti in provincia e nelle immediate vicinanze». Nell’area isontina potrebbe sorgere un vero e proprio distretto della logistica con il “cervello operativo” a cavallo del confine tra Sant’Andrea e Vrtojba.</p>
<p> </p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[04 aprile 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 22:42:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: no alla svendita dell’area ospedaliera 
  
Fa molto piacere che i sindaci di Gorizia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: no alla svendita dell’area ospedaliera</strong> <br />
  <br />
Fa molto piacere che i sindaci di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter Vrtojba abbiano condiviso un'idea che la Sinistra l'Arcobaleno sta sostenenedo da tempo: quella di mantenere una destinazione ad uso pubblico dell’area dell’attuale ospedale di via Vittorio Veneto ed anzi di farne un’area strategica per il futuro di tutta l’area urbana dei tre comuni. Già da tempo Marjan Sosol e Livio Bianchini avevano proposto il riutilizzo dell’area per realizzarvi un centro universitario. In qualità di capolista della Sinistra l’Arcobaleno alle elezioni regionali ho fatto mia quest’idea assumendo il preciso impegno, in caso di elezione, di lavorare affinché l’area ospedaliera non sia svenduta, smembrata e lottizzata, ma venga valorizzata al meglio, vista la sua collocazione strategica.<br />
Un campus universitario che risponderebbe alle esigenze di crescita dell’università di Nova Gorica potrebbe stimolare anche le due università regionali, già presenti in città, a non smobilitare ma, al contrario, a rafforzare la propria presenza a Gorizia, configurando così nei fatti quello che potrebbe diventare il nucleo di un polo universitario di portata internazionale, perlomeno nel contesto centroeuropeo. Ben vengano anche ulteriori proposte che si integrerebbero col campus universitario, come quella di affiancarvi la presenza di istituzioni scientifiche in grado di qualificare Gorizia in direzione dell’innovazione e dell’eccellenza in campo economico. Parlando di quell’area, poi, non va assolutamente trascurato il vicino Parco Basaglia, troppo spesso dimenticato, così come colpevolmente Gorizia ha rimosso anche il ricordo di Franco Basaglia, da cui il parco prende il nome. Si tratta di un’area verde preziosa, oggi in parte ridotta a parcheggio di sfogo ed a continuo rischio di degrado, che andrebbe invece recuperata, magari come luogo di aggregazione giovanile di valenza internazionale. Qualche timido passo in questa direzione si è fatto col progetto interreg Senza Muri, ma molto di più rimane ancora da fare.<br />
Perciò credo che su questo tipo di progetti valga la pena di scommettere. E’un occasione concreta per sperimentare quel Patto per Gorizia che il Forum ha proposto alla città e alle sue rappresentanze politiche ed istituzionali. Agli altri candidati al consiglio regionale, a prescindere dalla loro collocazione partitica, propongo di sottoscrivere un impegno condiviso per far sì che l’area ospedaliera non venga svenduta ma diventi strategica per il rilancio di Gorizia. E’ un’impegno che da capolista della Sinistra l’Arcobaleno mi sento di assumere e spero che altrettanto facciano le colleghe e i colleghi che si candidano a rappresentare Gorizia e l’Isontino in Regione.</p>
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<title><![CDATA[30 marzo 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/30/30-marzo-2008-4-gorizia-2/</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:53:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[ «Centro universitario al posto dell’ospedale»
 
MARINCIC 
 
«La Sinistra Arcobaleno è mol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p> <strong>«Centro universitario al posto dell’ospedale»<br />
 <br />
MARINCIC</strong> <br />
 <br />
«La Sinistra Arcobaleno è molto più di un cartello elettorale e la anima la volontà di andare al di là delle singole identità che la compongono rispondendo alla richiesta pressante di una sinistra più compatta e incisiva»: lo ha dichiarato il capolista per la circoscrizione di Gorizia Marco Marincic in un incontro in cui sono stati delineati i punti che egli stesso si impegna a portare in Regione nel caso in cui venga eletto. A cominciare dal riconoscimento delle potenzialità dell’Isontino: «Da anni Gorizia non elegge un consigliere regionale di centro-sinistra e la Sinistra Arcobaleno, scegliendomi come capolista, ha voluto dare alla città questa opportunità. Una scelta estranea alla logica dei campanili, ma che esprime la necessità di una rappresentanza equilibrata del nostro territorio, le cui qualità non sempre sono state riconosciute a livello regionale». Una ricchezza data anche dalla posizione privilegiata in cui si trova Gorizia, al centro dell’euroregione: «La collaborazione si misura su progetti locali e concreti, solo così l’euroregione non sarà uno slogan vuoto, ma un progetto concreto a vantaggio della gente. Proficui rapporti transfrontalieri costituiscono un beneficio per i cittadini. Abbiamo perso l’opportunità di una sanità transfrontaliera e ora più che mai serve un rilancio della sanità isontina, all’insegna di una collaborazione che sia sinonimo di maggiore qualità e integrazione». Un no deciso è quello espresso nei confronti dell’alta velocità e di tutte quelle opere che arrecano danno al paesaggio: «Per potenziare la rete logistica non serve sventrare il Carso, basta valorizzare quella già esistente. Il nostro obiettivo è spostare il 40 per cento del trasporto merci da gomma a rotaia».<br />
Un’attenzione particolare è stata espressa anche nei confronti di alcune importanti strutture goriziane, come l’aeroporto dei fratelli Rusjan che potrebbe diventare la sede operativa della protezione civile contro gli incendi boschivi, e l’area dell’attuale ospedale civile che non va svenduta, ma recuperata: «Gorizia deve potere scegliere che cosa fare di quest’area. Noi proponiamo di insediarvi un centro universitario di portata centroeuropea». Non poteva mancare nel programma di Marko Marincic, anima verde della Sinistra Arcobaleno, una forte attenzione all’ambiente: «Mi impegnerò per mantenere il nostro ambiente ricco e fonte di ricchezza.<br />
Valorizzare l’Isonzo e il Carso, sia da un punto di vista storico sia naturalistico, può avere delle interessanti ricadute anche in termini economici. A fini turistici possono essere recuperate anche le numerose caserme vuote e in rovina che sono disseminate nella provincia di Gorizia. Propongo un piano straordinario della Regione per il loro recupero a fini turistici, per produrre energia pulita e per attività economiche innovative».</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[30 marzo 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=119</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:51:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ma mercoledì al Kulturni tutta la cittadinanza potrà intervenire per porre delle domande 
 
Bott]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ma mercoledì al Kulturni tutta la cittadinanza potrà intervenire per porre delle domande <br />
 <br />
Botta e risposta tra candidati <br />
 <br />
Il Forum ha chiamato a raccolta i rappresentanti della Sinistra Arcobaleno</strong> <br />
  <br />
Non sarà una semplice presentazione dei candidati isontini della Sinistra Arcobaleno alle elezioni regionali del 13 e 14 aprile prossimi quella in programma mercoledì 2 aprile, bensì una sorta di “botta e risposta” tra gli stessi candidati e i rappresentanti del Forum per Gorizia Gorica Guriza e la cittadinanza. L’iniziativa, promossa dal Forum, si svolgerà nella sala ridotto del Kulturni Dom (via Italico Brass) alle 18.<br />
Pur avendo ufficialmente dichiarato di non schierarsi come coalizione dalla parte di una lista piuttosto che di un’altra, lasciando dunque questa decisione ai singoli rappresentanti, il Forum ha ritenuto opportuno dedicare un pubblico incontro all’approfondimento della conoscenza dei singoli candidati della Sinistra Arcobaleno (in cui confluiscono Verdi, Pdci, Sinistra democratica e Rc) e dei loro programmi.<br />
Sarà un’iniziativa, quella di mercoledì prossimo, in “stile Forum”: la partecipazione della collettività, che da sempre sta a cuore alla coalizione, sarà infatti un elemento cruciale dell’incontro al quale sono stati invitati Marko Marincic, Gabriella Gabrielli, Roberto Antonaz, Gloria Giuricin, Alessandro Perrore e Ennio Pironi. La composizione della lista Sinistra Arcobaleno, circoscrizione della Provincia di Gorizia, è piuttosto variegata, aspetto coerente con la volontà che la muove: andare al di là delle singole identità rispondendo alla richiesta pressante di una sinistra più compatta e incisiva.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ 30 marzo 2008, 8 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:49:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Calderoli critica? Allora siamo bravi» 
PATAT 
 
CORMONS. &#8220;Il fatto che esponenti politi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Calderoli critica? Allora siamo bravi» <br />
PATAT</strong> <br />
 <br />
CORMONS. "Il fatto che esponenti politici come Roberto Calderoli critichino il nostro operato ci fa pensare che stiamo facendo bene il nostro lavoro - non si è fatta attendere la replica del sindaco Luciano Patat alle osservazioni del senatore del Carroccio -: voglio sottolineare inoltre che nella stessa giornata noi abbiamo ricevuto due delegazioni, una dei Cittadini per il presidente e l'altra di Sinistra arcobaleno e non c'è stato bisogno di un cordone di poliziotti. La Lega Nord parla tanto di sprechi della pubblica amministrazione: quanto ci è costata la visita di Calderoli in termini di utilizzo di forze dell'ordine?".<br />
Venerdì mattina è giunta al mercato di piazzale Sfiligoj il vicepresidente del gruppo socialista al parlamento europeo Pasqualina Napoletano, accompagnata dai due candidati al consiglio regionale per Sinistra arcobaleno Marco Marincic e Ennio Pironi. Sono stati distribuiti volantini informativi sulla campagna elettorale e gli esponenti politici hanno dialogato con i cittadini cormonesi, quindi sono stati ricevuti in municipio dal sindaco e da tutti i componenti della giunta.<br />
Pasqualina Napoletano ha sottolineato con rammarico che in questa campagna elettorale si parla poco di Europa; secondo la vicepresidente del gruppo socialista il centrodestra ha una tradizione di euroscetticismo alle spalle ma nemmeno il Partito democratico di Veltroni sta dimostrando di credere molto nell'Ue. Invece nell’Isontino, ha detto Napoletano, si nota una maggiore vicinanza all'Europa e non solo in senso geografico.<br />
Marincic e Patat hanno quindi illustrato rispettivamente i progetti di cooperazione internazionale finora affrontati e quelli futuri nonché gli interventi di promozione turistica sul territorio, con un particolare riguardo nei confronti della produzione vitivinicola.<br />
Durante l'incontro è nata l'ispirazione per una nuova iniziativa da fare insieme agli ungheresi a Bruxelles per superare i conflitti sulla denominazione Tocai.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[29 marzo 2008, 4 - Gorizia ]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=99</link>
<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Troppo sfumate le differenze tra Pdl e Pd su temi importanti quali i diritti dei lavoratori»  
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Troppo sfumate le differenze tra Pdl e Pd su temi importanti quali i diritti dei lavoratori»  <br />
La Sinistra: no al nucleare  <br />
Arcobaleno, incontro in Provincia con l’europarlamentare Napoletano <br />
INIZIATIVE <br />
Toccato anche il nodo del Corridoio V</strong> <br />
  <br />
«La sinistra non è una categoria dello spirito, ma una visione del mondo che ora più che mai necessita di importanti punti di riferimento fatti di carne e ossa».<br />
Lo ha dichiarato la vicepresidente del gruppo socialista all’Europarlamento Pasqualina Napoletano in occasione dell’incontro “Con l’Isontino per un’Europa sociale pacifica e fondata sui diritti” promosso dalla Sinistra Arcobaleno, svoltosi ieri pomeriggio nella sala consiliare della Provincia.<br />
«Ne abbiamo bisogno – ha spiegato - per bloccare Berlusconi al Senato ma anche per avere voce in capitolo su tutto quello che succederà dopo la tornata elettorale».<br />
A riceverla sono stati alcuni dei candidati della Sinistra Arcobaleno alla elezioni regionali: Ennio Pironi, Marko Marincic, Roberto Antonaz, Alessandro Perrone assieme ai due candidati alle politiche per la Camera e il Senato, rispettivamente Ottavio Romano e Loredana Panariti.<br />
«La Sinistra Arcobaleno vuole riappropriarsi, rinnovandoli, dei valori che l’accompagnano da sempre - ha dichiarato Roberto Antonaz, assessore regionale uscente – a cominciare dal ripudio di qualsiasi guerra e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori. Su queste e altre importanti tematiche la differenza tra il Popolo delle Libertà e il Partito Democratico è troppo sfumata, per questo motivo riteniamo di essere l’unica vera novità del panorama politico attuale e la società civile ne è consapevole».<br />
Cinque, invece, sono stati i punti toccati da Marco Marincic, assessore provinciale: la sanità («Abbiamo perso ormai l’opportunità dell’ospedale transfrontaliero, ma ci impegneremo per salvaguardare le esigenze dei cittadini di questo territorio») l’Euroregione, la collaborazione transfrontaliera, la politica energetica («dobbiamo dire no al nucleare e imboccare la strada della diminuzione dei consumi e delle fonti rinnovabili»), e i collegamenti infrastrutturali, con particolare riferimento al Corridoio V: «Il Corridoio V va realizzato, ma senza opere faraoniche che si rivelano inutili e per di più mutilano il paesaggio. Bisogna investire intelligenza e progettualità a favore della rete logistica esistente facendo in modo che buona parte del traffico merci passi dalla gomma alla rotaia».<br />
Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche Alessandro Perrone, portando la sua esperienza di operaio metalmeccanico e sindacalista, Ottavio Romano e Loredana Panariti, candidati della Sinistra Arcobaleno alla Camera e al Senato.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[28 marzo 2008, Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=98</link>
<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:50:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: no al nucleare, città e provincia non diventino una pattumiera energetica 
 
MONFALCONE]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: no al nucleare, città e provincia non diventino una pattumiera energetica</strong> <br />
 <br />
MONFALCONE. «Come candidato capolista della Sinistra Arcobaleno per l’elezione in consiglio regionale mi impegnerò a fondo per contrastare qualsiasi velleità di fare di Monfalcone e dell’Isontino una della pattumiere energetiche d’Italia»: è una presa di posizione netta e inequivocabile quella di Marco Marincic, che così reagisce alla notizia di uno studio che individua in Monfalcone uno dei 12 possibili siti per centrali nucleari in Italia.<br />
“Il nucleare è stato bandito dal nostro Paese con una scelta chiara fatta dai cittadini con referendum popolare. Tuttavia, in tempi recenti, sempre più spesso si parla di ritorno al nucleare, scelta addirittura tri-partisan in quanto la proposta di Guido Possa di Fi è stata immediatamente fatta propria dal ministro Bersani del Pd, come pure dai centristi di Casini. Ciò dimostra quanto bisogno di Sinistra Arcobaleno ci sia oggi in Italia, per evitare scelte energetiche improvvide”, sostiene Marincic, il quale ricorda che «a prescindere dai rischi, il costo del nucleare è molto superiore alle alternative esistenti. Senza parlare delle scorie nucleari, che non si ha la più pallida idea di dove mettere, a meno di non chiedere all’“amico governo” cinese di poter usare le loro discariche nucleari... in Tibet!».<br />
«Io credo che i cittadini della provincia dovrebbero dire un chiaro “no” preventivo a questa ipotesi come ad altre velleità di costruire enormi impianti energetici a Monfalcone e mi riferisco a quello ventilato dalla Westinghouse – aggiunge Marincic –. La Sinistra Arcobaleno punta invece, oltre al rispetto degli impegni per riconvertire la termocentrale che ancora sputa polveri e veleni, allo sviluppo delle fonti rinnovabili, dal solare fotovoltaico, alla geotermia, all’eolico, alle biomasse che potranno dare piena autonomia energetica alla regione, senza dimenticare il risparmio con la riduzione di sprechi».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[25 marzo 2008, 2 Gorizia ]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/25-marzo-2008-2-gorizia/</link>
<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 22:29:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Caro-soste blu in funzione antismog»
 
MARINCIC 
Aumentare le tariffe dei parcheggi a pagamento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Caro-soste blu in funzione antismog»</strong><br />
 <br />
MARINCIC <br />
Aumentare le tariffe dei parcheggi a pagamento nel centro cittadino, in particolare per i Suv e gli altri veicoli più impattanti e attivare la sosta gratuita, invece, nelle zone periferiche e negli appositi parcheggi scambiatori, come Casa Rossa, Expomego e Palasport, che dovrebbero essere collegati al centro attraverso bus navetta a circolazione continua. È questa un delle proposte espresse nell’ultimo consiglio comunale dal consigliere del Forum per Gorizia, Marko Marincic, che ha presentato, in merito un emendamento al bilancio di previsione 2008 fatto proprio dal sindaco.<br />
L’obiettivo di questa proposta, che fa parte di un pacchetto che prevede anche l’attivazione di un’ampia isola pedonale, è quello di ridurre al massimo la concentrazione di gas di scarico nell’area del centro cittadino, concentrazione che, recentemente, ha provocato, come in gran parte delle città anche della nostra regione, un innalzamento dei valori delle polveri sottili, con conseguente attivazione della circolazione con le targhe alterne prima e del blocco totale del traffico poi, anche se quest’ultimo provvedimento è durato solo poche ore. Secondo Marincic, Gorizia dovrebbe, quindi, istituire un’ampia isola pedonale, in pratica tutto il centro storico, dove la gente, pendolari compresi, dovrebbe arrivare con i bus dopo aver lasciato l’auto nei cosiddetti parcheggi scambiatori. E per chi si ostinasse a voler parcheggiare nelle vie a ridosso del centro, soprattutto le auto di grossa cilindrata, dovrebbero essere previsti ticket elevati, ma l’amministrazione comunale dovrebbe prevedere anche, sempre nelle zone centrali, l’eliminazione delle zone blu e l’installazione di disco orario in modo tale da disincentivare l’uso dell’auto anche per i pendolari. Inoltre, Marincic ha anche presentato un altro emendamento, sempre fatto proprio da sindaco, in cui si prevede il potenziamento del servizio di autobus anche con Nuova Gorizia e Sempeter. «Ho chiesto inoltre – aggiunge Marincic – di valutare con attenzione la proposta dei sindaci Mirko Brulc e Dragan Valencic di estendere nei tre comuni di Gorizia, Nuova Gorizia e Sempeter, linee urbane gratuite per incentivare l’uso del mezzo pubblico, provvedimento con il quale potrebbe migliorare sensibilmente anche la situazione del traffico, attualmente problematica, in via San Gabriele».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 marzo 2008, 1 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/23-marzo-2008-1-gorizia-2/</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 23:05:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecopiazzole stop
«Insistiamo: per non perdere i risultati raggiunti dall’amministrazione preceden]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecopiazzole stop</strong></p>
<p>«Insistiamo: per non perdere i risultati raggiunti dall’amministrazione precedente con la raccolta differenziata e aumentarne la percentuale è necessario realizzare le ulteriori isole ecologiche che erano state programmate, isole che poi la giunta Romoli ha bloccato, pur inserendone una, quella di via Cipriani, per il 2009». Il consigliere del Forum, Marko Marincic non demorde e anche nell’ultimo consiglio comunale ha presentato un emendamento al bilancio, in cui si chiedeva l’attivazione di nuove isole ecologiche accanto a quelle di Lucinico, Straccis e Piedimonte. Ma l’emendamento è stato bocciato. «Realizzare un’isola ecologica costa circa 100 mila euro – replica l’assessore Del Sordi -. Ma anche la sua gestione ha costi molto elevati che stiamo quantificando per capire se è davvero conveniente utilizzare questi strumenti. Per questo la costruzione di nuove isole è sospesa. Crediamo, invece, che la differenziata potrà aumentare considerevolmente con il nuovo regolamento per la raccolta dei rifiuti che sarà portato a breve all’attenzione del Consiglio».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[23 marzo 2008, 1 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/23-marzo-2008-1-gorizia/</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 23:04:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
<guid>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/23-marzo-2008-1-gorizia/</guid>
<description><![CDATA[Gorizia ha perso così il contributo che la Provincia eroga ogni anno ai Comuni che superano il 50%
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gorizia ha perso così il contributo che la Provincia eroga ogni anno ai Comuni che superano il 50%<br />
Raccolta differenziata scesa al 47%</strong></p>
<p>La raccolta differenziata a Gorizia scende sotto il 50% nel 2007 e la città perde così il contributo che la Provincia eroga, da quest’anno, a tutti i Comuni che superano questa percentuale. A ottenerlo sono stati tutti i paesi dell’Isontino, tranne che Monfalcone, Grado e, appunto, Gorizia, che si è fermata al 47,12%. È quanto emerge dai dati forniti dalla stessa Provincia, che nei giorni scorsi ha effettuato il riparto delle risorse destinate, appunto, ai centri che sono arrivati oltre il 50% nella raccolta differenziata. Si tratta, complessivamente, di 200 mila euro che sono stati “spartiti” fra i 22 Comuni virtuosi. I fondi sono stati distribuiti sulla base di diversi parametri, fra cui il numero di abitanti e la percentuale di raccolta differenziata. La “fetta” più grossa è toccata a Ronchi dei Legionari, che ha “portato a casa” 40 mila 300 euro, con il 66,32% di differenziata, seguìta da Staranzano, che ha ottenuto 22 mila 900 euro, con il 64,77% di differenziata, e da Cormòns che, con il 62,06%, introiterà 19 mila 600 euro. In cima alla classifica, per quanto riguarda i risultati della raccolta differenziata c’è il comune più piccolo, ovvero Dolegna del Collio, dov’è stato differenziato il 73% del totale dei rifiuti prodotti. Gorizia, che nel 2006 aveva raggiunto circa il 51% nella differenziata, invece, come detto, rimarrà a bocca asciutta e non vedrà neppure un euro dei contributi provinciali. «A tutt’oggi non abbiamo assolutamente avuto alcuna informazione in merito a questi dati – commenta con una certa irritazione l’assessore comunale all’Ambiente, Francesco Del Sordi –, per cui mi permetto di contestare, al momento, queste notizie. Detto questo, se è vero che la percentuale della raccolta differenziata di Gorizia è sopra il 47%, la considero un ottimo risultato. Considerando le carenze con cui ancora viene svolto il servizio, mi sembra che i goriziani siano stati bravi, anche perché c’è un calo fisiologico dopo un certo periodo». «Va anche rilevato – ha aggiunto Del Sordi – che non si possono paragonare i comuni di dimensioni maggiori, come Gorizia, che ha 36 mila abitanti, con quelli più piccoli, dove l’attuazione della differenziata è molto più facile. Peraltro, va detto che c’è la netta sensazione che Iris, gestore del servizio, non abbia grande interesse a incentivare la differenziata, visto che le molte sollecitazioni ad attivare determinati interventi che vanno in questa direzione sono rimasti inevasi, come quello riguardante la collocazione di contenitori per carta, plastica e metallo nei condomini». Punta invece l’indice contro l’amministrazione comunale l’assessore all’Ambiente e consigliere comunale Marko Marincic. «Il decremento della differenziata è cominciato nella seconda metà del 2007 e ha raggiunto il suo apice in dicembre – rimarca –, e credo che a provocare questa “marcia indietro” da parte di alcuni cittadini sia stato l’atteggiamento tenuto dall’amministrazione Romoli da quando è in carica, un atteggiamento che sembra volto più a disincentivare la differenziata che a incentivarla. Purtroppo, il fatto di non aver raggiunto e superato il 50% nel 2007 ricadrà nelle tasche dei cittadini, visto che Gorizia si sarebbe potuta portare a casa, con una situazione diversa, fino a 50 mila euro che sarebbero potuti servire per alleggerire le bollette». Patrizia Artico </p>
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<title><![CDATA[22 marzo 2008, 4 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/25/22-marzo-2008-4-gorizia/</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 23:02:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Marincic: per le cucine temo un “taglio” selvaggio
«Il sindaco Romoli deve chiarire fino in fon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: per le cucine temo un “taglio” selvaggio</strong></p>
<p>«Il sindaco Romoli deve chiarire fino in fondo cosa intende quando parla di accorpare le cucine che forniscono i pasti caldi alle scuole comunali, perché temo che ci troveremo di fronte a un forte taglio indiscriminato delle strutture esistenti». Il consigliere del Forum per Gorizia, Marco Marincic, torna all’attacco sulla questione degli ipotizzati accorpamenti dei punti cottura comunali, attualmente ce ne sono 15, dopo che la giunta Romoli ha bocciato un suo emendamento al bilancio in cui si chiedeva che questa operazione non avesse luogo. «Il sindaco non ha chiarito quante cucine intende chiudere ma, soprattutto, come intende organizzare il servizio pasti nelle mense delle scuole quando alcune delle cucine saranno eliminate – insiste Marincic –. Si fa presto ad assicurare che la qualità dei cibi non subirà modifiche, come ha fatto il primo cittadino, ma bisogna capire cosa si intende per qualità». Marincic, come aveva già fatto qualche giorno fa, quando “scoprì” le intenzioni della giunta di ridurre il numero delle cucine, evidenzia che «già nel trasporto dei pasti fra un luogo e l’altro, pur se non distanti fra loro, c’è di fatto un “impoverimento” della qualità dei cibi, ma non solo. L’ipotizzato accorpamento dovrebbe portare a concentrare la preparazione dei pasti in pochi siti, si sente addirittura parlare della metà di quelli attuali, con un aumento considerevole, quindi, del lavoro per alcune strutture. Sarebbe quanto mai opportuno che ci venisse spiegato come si intende organizzare questa nuova impostazione». Infine, il consigliere del Forum ritiene indispensabile che «l’amministrazione comunale apra un confronto con i genitori delle scuole interessate che devono necessariamente essere coinvolti in questo progetto del Comune e ritengo anche che debbano poter dire la loro sull’ipotesi di accorpamento delle cucine e questo non dopo che l’operazione è stata fatta ma prima. L’apporto dei genitori, com’è accaduto in passate esperienze, è molto importante per far funzionare bene le cose». (p.a.) </p>
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<title><![CDATA[21 marzo 2008, 10 Gorizia]]></title>
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<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 23:01:12 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Marincic: il treno veloce Casanova sarà soppresso, si rifletta sulla Tav
MONFALCONE. «Colpisce la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marincic: il treno veloce Casanova sarà soppresso, si rifletta sulla Tav</strong></p>
<p>MONFALCONE. «Colpisce la notizia, apparsa in questi giorni sulla stampa, della probabile soppressione del Casanova, il treno veloce che da oltre quattro anni collega Venezia con Lubiana»: lo afferma Marco Marincic, capolista della Sinistra arcobaleno per le elezioni regionali nel collegio isontino. Secondo la stampa slovena, ricorda Marincic, il taglio sarebbe imminente, già dal 1º aprile, tanto che le Ferrovie slovene non accettano più prenotazioni per viaggi successivi a quella data. La ragione della soppressione del Casanova, pendolino che nella tratta Mestre-Monfalcone riesce a toccare il 160 km/h di velocità, coprendo la distanza tra Venezia e Opicina in un’ora 52 minuti (quasi altrettanto, un’ora 40’, impiega poi per raggiungere Lubiana), sarebbe nell’esiguo numero di passeggeri. Si parla di qualche decina di persone a viaggio, a fronte di una capienza di 160 posti. Troppo pochi per coprire i costi del servizio. Se la soppressione del Casanova, già annunciata sul proprio sito da Trenitalia, sarà confermata, fra Lubiana e Venezia rimarrà operativo solo il collegamento notturno, molto più lento (5 ore circa). Tutto ciò, ad avviso della Sinistra arcobaleno, dovrebbe far riflettere sul senso di alcuni progetti infrastrutturali che andrebbero sicuramente rivisti sulla base delle reali esigenze del traffico. «Noi crediamo che sull’asse del Corridoio 5 vada sicuramente potenziato il trasporto merci, spostando il 40% delle stesse dal trasporto su gomma a quello su rotaia, così come previsto nel programma di Intesa democratica – afferma Marincic –. Il trasporto ferroviario va potenziato e velocizzato, ma appare assurdo perforare il Carso per fare la Tav al servizio di poche decine di passeggeri. Per il trasporto merci, invece, esistono efficaci alternative di sistema. Nel corso del mio mandato amministrativo in Provincia ho avuto modo di approfondire questi temi e di elaborare proposte concrete, a partire dal miglioramento delle reti e dei nodi logistici esistenti». «Agli elettori – conclude Marincic – chiedo di sostenere la mia candidatura al consiglio regionale, dove m’impegnerò affinché siano realizzate opere utili a potenziare il trasporto ferroviario di persone e merci, senza inutili, costosissime e devastanti opere come quelle richieste dalla Tav, tipologia di collegamento ferroviario non soltanto inutile, ma controproducente per le esigenze del nostro territorio». </p>
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<title><![CDATA[21 marzo 2008, 2 Gorizia]]></title>
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<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 23:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Confermata la riduzione delle cucine
Se diversi emendamenti e ordini del giorno dell’opposizione s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Confermata la riduzione delle cucine</strong></p>
<p>Se diversi emendamenti e ordini del giorno dell’opposizione sono stati accolti, alcuni sono stati, invece bocciati dal sindaco Romoli. Fra questi, quello presentato dal consigliere del Forum per Gorizia, Marco Marincic, riguardante l’ipotizzato accorpamento delle 15 cucine che oggi preparano i pasti per gli scolari degli istituti comunali e di altre strutture pubbliche. Marincic ha chiesto che questi accorpamenti non abbiano luogo, ma il sindaco Romoli ha risposto che questa era una promessa che non poteva fare. «Se si chiede il mantenimento dei livelli qualitativi del servizio mensa sono il primo a essere d’accordo – ha affermato il primo cittadino – ma se si vuole, invece, evitare gli accorpamenti delle cucine, non lo sono. Una buona amministrazione, infatti, punta a ridurre le spese che si possono ridurre mantenendo la stessa qualità nei servizi erogati. Ed è quanto intendiamo fare con le tante cucine attive, che assorbono molte risorse che potrebbero essere impegnate diversamente. Quindi siamo intenzionati a studiare la loro possibile riduzione». Alcuni consiglieri della minoranza, peraltro, hanno messo in luce alcune “dimenticanze” nel bilancio. Lo stesso Marincic ha posto la questione del mancato inserimento nel documento contabile di una voce riguardante contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali. «Si rischia di far perdere così a Gorizia importanti risorse proprio nella fase d’avvio della nuova programmazione comunitaria 2007-2013 – ha affermato Marincic –, anche considerando che, come non mai in passato, la città si trova inserita in ben otto possibili linee di finanziamento per la cooperazione territoriale. Le opportunità ci sono eccome – ha concluso – mancano solo idee e progetti concreti per coglierle». Il consigliere del Partito democratico, Daniele Orzan, invece, ha scoperto che «l’amministrazione comunale non era a conoscenza del fatto che ci sono oltre 29 mila euro, derivanti dalla raccolta del 5 per mille alla quale avevano partecipato 1.084 sottoscrittori, che il Comune aveva richiesto per finanziare il recupero delle case per anziani di via Campagnuzza». Accolto, anche l’emendamento presentato dai consiglieri Bozidar Tabaj e Federico Portelli del Pd, per l’inserimento in bilancio del contributo regionale per la riqualificazione del quartiere di Sant’Andrea che l’amministrazione comunale si era “dimenticata” di inserire. (p.a.) <br />
 </p>
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<title><![CDATA[20 marzo 2008, 3 Gorizia]]></title>
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<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 22:58:47 +0000</pubDate>
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<description><![CDATA[Sarà sempre più facile chiedere cure e servizi a cavallo del confine
Primi bilanci per la collabor]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sarà sempre più facile chiedere cure e servizi a cavallo del confine</strong></p>
<p>Primi bilanci per la collaborazione sanitaria transfrontaliera. «Nell’arco di questi anni – sono le parole della direttrice generale dell’Azienda sanitaria isontina, Manuela Baccarin – siamo stati in grado di consolidare il dialogo tra medici italiani e sloveni, avviare procedure sanitarie omologate attraverso la stesura di protocolli creando di fatto un bacino di utenza unico transfrontaliero al quale viene garantito così un livello qualitativo di assistenza sempre più elevato». Concetti espressi, ieri mattina, dalla direttrice generale dell’Azienda isontina nell’ambito di un mini-convegno andato in scena, nella sala del consiglio provinciale, durante la quale è stato presentato e illustrato nel dettaglio l’esito dei primi sei anni di collaborazione transfrontaliera tra gli ospedali di Gorizia e San Pietro-Nuova Gorizia delineando, inoltre, le prospettive che si aprono per i prossimi anni. Progetti di collaborazione rientranti nel programma di iniziativa comunitaria Interreg Italia-Slovenia 2000-2006. «Il programma di collaborazione prevede per i prossimi anni, fino al 2013, ulteriori passi avanti – ha sottolineato la direttrice Baccarin - per consentire ai cittadini italiani e sloveni di accedere ancora più facilmente alle strutture del rispettivo paese confinante e ai servizi sanitari di integrarsi in misura sempre maggiore». Nell’immediato futuro diventerà, insomma, una prassi sempre più facilitata e consolidata, per i cittadini goriziani, accedere alla prestazioni sanitarie offerte dalle strutture ospedaliere della vicina San Pietro. «In questi anni siamo riusciti a raggiungere uno scambio sempre più stretto tra gli operatori – ha affermato dal canto suo il direttore della azienda ospedaliera di San Pietro-Nuova Gorizia, Silvan Saksida – e ad avviare uno scambio effettivo di pazienti grazie a percorsi clinici condivisi e ai protocolli transfrontalieri concordati». I progetti sanitari di collaborazione transfrontaliera tra Gorizia e San Pietro-Nuova Gorizia hanno interessato in tutto nove ambiti: nefrologia e dialisi, giovani e uso di sostanze psicoattive, neurologia, oculistica, cardiologia, monitoraggio della qualità, ortopedia, pronto soccorso ed emergenza territoriale, terapia intensiva. «Il lavoro svolto dai medici, dagli infermieri e dai vari collaboratori ha avuto risultati concreti – ha precisato nella relazione introduttiva Manuela Baccarin –, sia in termini di nuove relazioni, omologazione di procedure, acquisizione di strumenti sia, soprattutto, di contatti a livello di professionisti. I vari settori che hanno riguardato il progetto di collaborazione transfrontaliera in campo sanitario hanno seguito percorsi diversi e hanno ottenuto diversi risultati». Al mini-convegno svoltosi ieri, in Provincia, hanno portato il saluto delle rispettive amministrazioni l’assessore comunale alle politiche sanitarie, Silvana Romano e l’assessore provinciale alle politiche confinarie, Marko Marincic. Piero Tallandini </p>
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<title><![CDATA[16 marzo 2008, 11 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/2008/03/24/16-marzo-2008-11-gorizia/</link>
<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 22:57:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Sinistra arcobaleno con Illy in un ruolo lasciato libero dal Pd
MONFALCONE. A livello regionale c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Sinistra arcobaleno con Illy in un ruolo lasciato libero dal Pd</strong></p>
<p>MONFALCONE. A livello regionale confermano il sostegno a Intesa democratica e al candidato presidente, Riccardo Illy, ma a livello nazionale e sopratutto in senso politico rivendicano il ruolo di sinistra forte, lasciato libero dal Pd, che si connota come forza di sinistra, moderata, interclassista. La Sinistra - L’Arcobaleno, in cui confluiscono Verdi, Pdci, Sinistra democratica e Rc, ha presentato i suoi candidati isontini per la Regione Marco Marincic, Gabriella Gabrielli, Roberto Antonaz, Gloria Giuricin, Alessandro Perrone, Ennio Pironi, per il Senato Loredana Panariti e per la Camera Ottavio Romano. «Crediamo che in Italia ci sia una forte aspettativa di politiche di sinistra e noi intendiamo recuperare l’entusiasmo e la volontà di partecipazione delle persone», ha detto Marincig, ricordando assieme a Roberto Antonaz e agli altri candidati di aver voluto appoggiare Illy per proseguire un percorso iniziato, con aspetti validi a cui però sono stati aggiunti elementi innovativi importanti quali l’equità, la solidarietà, lo sviluppo sostenibile, il bilancio ecologico. «Credo che a Monfalcone e nell’Isontino ci siano tanti motivi per scegliere a livello regionale Intesa democratica. Se si legge il programma di Tondo ci si accorge che non c’è cenno a questa zona, invece il governo regionale Illy ha fatto e programma di fare molto. Noi – ha detto Antonaz, assessore regionale uscente – rappresentiamo la sinistra che a Monfalcone è stata decisiva e ha una presenza storica. L’appello è di scegliere Intesa democratica e Sinistra Arcobaleno perché rappresenta la continuità di questa terra». Tra i temi che si affronteranno il lavoro, l’ambiente, i servizi sociali, la scuola pubblica, come ricorda Perrone, l’antifascismo e la qualità del lavoro. Per Pironi una delle battaglie da proseguire sarà quella della liberalizzazione dell’autostrada, mentre Loredana Panariti sottolinea che un esiste «un voto utile. Esiste il voto di chi sente alcuni problemi e vuole continuare ad avere voce. Il processo di democratizzazione non si ferma al voto e una sinistra senza voce non ha senso». Ieri anche Forza nuova ha presentato i suoi candidati monfalconesi al Senato, Benito Borgia e Mauro Steffè, e alla Camera, Alessandro Borgia. «Pd e Pdl hanno programmi praticamente uguali, noi vogliamo proporre una classe politica nuova, con programmi nuovi e facce nuove», dice Steffè, che ricorda la necessità di intervenire su immigrazione, che va regolamentata, lavoro, con la lotta al precariato, e famiglia, con politiche di sostegno alle madri. «Per scuola, ricerca, sanità, autostrade deve esserci il controllo statale e comunque occorre dare la precedenza agli italiani. Non siamo razzisti, ma conservatori e intendiamo privilegiare chi è italiano davvero», aggiunge, auspicando a livello locale la collaborazione con il Pdl. (cris.v.) </p>
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