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	<title>mestiere &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/mestiere/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "mestiere"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:25:21 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[TALKING: Orson Welles]]></title>
<link>http://nouvellepunk.wordpress.com/?p=143</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 21:52:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>unpopularpress</dc:creator>
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<description><![CDATA[


 
 Il cinema è un mestiere&#8230; Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table style="font-size:95%;background:0 0;margin-bottom:0.5em;width:auto;color:#000;" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="vertical-align:top;padding:0 1.2em;"> </td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;"> Il cinema è un mestiere... Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. </td>
</tr>
<tr>
<td style="padding:0 1.2em;"> </td>
<td style="padding:0 1.2em 0 0;">
<p style="text-align:right;">Orson Welles, Cahiers du cinema n. 165, 1965</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[(Buon)senso di giustizia]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/?p=783</link>
<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 10:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[In questi ultimi tempi la tolleranza verso i mendicanti sta raggiungendo livelli di guardia: sono se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi tempi la tolleranza verso i mendicanti sta raggiungendo livelli di guardia: sono sempre più numerosi i sindaci che emettono ordinanze di varia intensità, accomunate dall'intenzione di allontanare i questuanti dal centro cittadino.</p>
<p>Il problema, si sostiene da più parti, non sono i bisognosi, ma coloro che hanno fatto dell'accattonaggio un mestiere, oltretutto lucroso, insieme a coloro che non si limitano a chiedere ma arrivano a importunare i passanti: insomma, via gli imbroglioni e gli scocciatori.</p>
<p>Se il problema è davvero questo, pare interessante l'esperienza che in questi ultimi mesi si è sviluppata nel quartiere Portoria di Genova grazie all'impegno di un carabiniere. Si chiama Sergio Scupola, trent'anni, ed è un appuntanto scelto; da buon carabiniere - o semplicemente da buon cittadino - non sopporta i furbi. Così, nel suo ruolo di carabiniere di quartiere ha deciso di impegnarsi per allontanare dalle strade della zona i falsi poveri, i falsi invalidi, i falsi malati. «Ha "monitorato" tutta la zona - spiega il Corriere -, ha fatto una sua mappa mentale di chi chiede l'elemosina, ha scattato fotografie, compiuto indagini e anche qualche pedinamento».</p>
<p>Così ha scoperto malati gravi che godevano di ottima salute, miseri senza tetto con una casa più che dignitosa, pescatori che finanziavano il loro hobby con gli oboli degli ignari passanti, e addirittura un agiato pensionato che arrivava da Savona per chiedere l'elemosina al semaforo perché "a casa non sa cosa fare".</p>
<p>Per scoprire queste vicende e far cessare gli abusi non sono servite intercettazioni, l'esercito, investigatori, Ris, intimidazioni, malversazioni o aggeggi tecnologici: è bastato un carabiniere gentile e intelligente che al momento giusto ha saputo estrarre dalla fondina dell'anima l'arma del dialogo e dell'umanità. Facendo prevalere, nel suo piccolo, quella giustizia spicciola che migliora la vita di tutti i giorni.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Venditti - Notte prima degli esami]]></title>
<link>http://likeyoubetterdead.wordpress.com/?p=158</link>
<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 21:17:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>GioSko</dc:creator>
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<description><![CDATA[Su richiesta di Chiara!!!L&#8217;ho fatta veloce se vedete errori commentate!!!

Io mi ricordo, quat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Su richiesta di Chiara!!!L'ho fatta veloce se vedete errori commentate!!!</strong></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/2X7lrFdk5Go'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/2X7lrFdk5Go&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><strong>Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra<br />
e un pianoforte sulla spalla.<br />
Come pini di Roma, la vita non li spezza,<br />
questa notte è ancora nostra.<br />
Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?<br />
Le bombe delle sei non fanno male,<br />
è solo il giorno che muore, è solo il giorno che muore.<br />
Gli esami sono vicini, e tu sei troppo lontana dalla mia stanza.<br />
Tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto,<br />
stasera al solito posto, la luna sembra strana<br />
sarà che non ti vedo da una settimana.<br />
Maturità ti avessi preso prima,<br />
le mie mani sul tuo seno, è fitto il tuo mistero.<br />
Il tuo peccato è originale come i tuoi calzoni americani,<br />
non fermare ti prego le mie mani<br />
sulle tue cosce tese chiuse come le chiese,<br />
quando ti vuoi confessare.<br />
Notte prima degli esami, notte di polizia<br />
certo qualcuno te lo sei portato via.<br />
Notte di mamma e di papà col biberon in mano,<br />
notte di nonno alla finestra, ma questa notte è ancora nostra.<br />
Notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni,<br />
notte di sogni, di coppe e di campioni.<br />
Notte di lacrime e preghiere,<br />
la matematica non sarà mai il mio mestiere.<br />
E gli aerei volano in alto tra New York e Mosca,<br />
ma questa notte è ancora nostra, Claudia non tremare<br />
non ti posso far male, se l'amore è amore.<br />
Si accendono le luci qui sul palco<br />
ma quanti amici intorno, mi viene voglia di cantare.<br />
Forse cambiati, certo un po' diversi<br />
ma con la voglia ancora di cambiare,<br />
se l'amore è amore, se l'amore è amore,<br />
se l'amore è amore, se l'amore è amore,<br />
se l'amore è amore.</strong></p>
<p><strong>TRADUZIONE</strong></p>
<p><strong>I remember of four guys with a guitar<br />
and a piano on the back.<br />
Like pines of Rome, the life won't break you,<br />
this night still belong to us.<br />
How come that secretaries get hitched with lawyers?<br />
The bomb of the six does not hurt,<br />
it's just the day that pass away, it's just the day that pass away.<br />
The exams are near, and you are too far from my room.<br />
Your father seems like Dante and your brother like Ariosto,<br />
this evening in the same place, the moon seems strange<br />
maybe it is 'cause i don't see you from a week.<br />
Maturity i wish i had you before,<br />
my hands on your breast, it's thick your mistery.<br />
Your sin is original like your american trousers,<br />
don't stop please my hands<br />
on your thighs close like churchs,<br />
when you want to confess<br />
Night before the exames, night of police<br />
sure you take someone away.<br />
Night of mom and dad with baby's bottle in the hand<br />
night of grandpa at the window, but this night still belong to us.<br />
Night of young actors, of cold pizza and culin folded pizza,<br />
night of dreams, of cups and champions.<br />
Night of tears and prayers,<br />
maths would never be my profession.<br />
And the airplanes flyes high between New York and Mosca,<br />
but tonight still belong to us, Claudia don't tremble<br />
i can't hurt you, if the love is love.<br />
The lights turn on on the stage,<br />
but how many friends around, i feel the will to sing.<br />
Maybe changed, for sure a little different<br />
but with the will to change,<br />
is love is love, if love is love,<br />
is love is love, if love is love<br />
if love is love.</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una favola..]]></title>
<link>http://wordstones.wordpress.com/?p=25</link>
<pubDate>Fri, 23 May 2008 08:57:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>antoniomigliore</dc:creator>
<guid>http://wordstones.wordpress.com/?p=25</guid>
<description><![CDATA[Intimidito dalla sua condizione troppo essenziale e apparentemente inutile, un Punto decise un giorn]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Intimidito dalla sua condizione troppo essenziale e apparentemente inutile, un Punto decise un giorno di cambiare mestiere. Tante erano le alternative da seguire, i mestieri da poter provare a fare. Per caso s'imbattè nell'idea di lavorare come "a", la prima lettera dell'alfabeto, la prima vocale, la prima di tutte le classi, utilizzata quasi in ogni parola. Ma quella condizione di esagerato lavoro non piacque al Punto, abituato a lavorare tanto ma senza troppa ripetività.<br />
Decise così di cambiare completamente lavoro: indirizzato dal suo amico Pennino, conobbe Pennello che gli fece conoscere il duro lavoro di imbianchino. Sveglia mattina presto, correndo qua e là da una parete all'altra per tutto il giorno, quello di imbianchino era un lavoro davvero duro per il Punto che, oltretutto, rischiava continuamente di essere cancellato dalla faccia della terra dal suo distratto collega Pennello.<br />
In preda al panico per la neo-disoccupazione, il Punto trascorreva i giorni rotolando per le strade. A un certo punto si accorse che tutte le parole delle insegne dei negozi e delle botteghe delle strade che attraversava erano confuse. Non c'era più ordine nei testi. Anche i segnali stradali davano informazioni sbagliate; per non parlare delle librerie e delle edicole: le parole avevano invaso tutti i locali, pendevano da libri e giornali, insegne e segnali ed erano diventate confuse e illegibili. Il Punto non riusciva a spiegarsi bene cosa potesse essere accaduto.<br />
Un po' nostalgico del suo vecchio mestiere, il Punto decise così di ritornare al suo lavoro di sempre: certo, sarebbe stato difficilissimo rientrare proprio in quel momento in cui sembrava essersi perso l'ordine di sempre. Pian pianino, spingendo da una parte le piccole "o" di fine frase e dall'altra le sorelle maggiori e decisamente più ingombranti "O" d'inizio frase, iniziò silenziosamente a mettere ordine in quel soqquadro di parole e frasi senza senso. In poco tempo e non senza grandi difficoltà (immaginate come far saltare il rigo alle timide e poco coraggiose "i" che trovano sempre una buona scusa per far dittongo con le amiche vocali), il Punto riuscì a ripristinare l'ordine e il significato tra i testi e a riprendersi il proprio posto di lavoro, risollevato e incoraggiato: aveva compreso quanto importante fosse il suo ruolo tra le amiche parole, silenzioso facchino di senso.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mutande italiane]]></title>
<link>http://taccuinoditraduzione.wordpress.com/?p=186</link>
<pubDate>Fri, 16 May 2008 13:40:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>isabellamassardo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Alla notizia che fra qualche settimana mi recherò in Italia, un cliente ha reagito mandandomi una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://taccuinoditraduzione.files.wordpress.com/2008/05/mutande.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-187" src="http://taccuinoditraduzione.wordpress.com/files/2008/05/mutande.jpg?w=299" alt="" width="299" height="300" /></a></p>
<p>Alla notizia che fra qualche settimana mi recherò in Italia, un cliente ha reagito mandandomi una mail, in cui, in tono gentile e affabile, mi chiede se, per caso, una volta in Italia ho tempo di acquistare mutande da donna di una marca italiana che inizia e termina con i, introvabile da queste parti. [Le mutande  non sono per lui, ma per la moglie.]</p>
<p>Ora:</p>
<p>sono commossa all'idea che il <em>made in Italy</em> abbia un posto nel cuore dei miei clienti. Cerco sempre di essere disponibile e di aiutarli. Lavoro anche la sera e il fine settimana, per accontentarli. Se dopo la consegna del testo ci sono piccole modifiche da apportare, spesso e volentieri lo faccio gratuitamente (<em>service</em>). Quando i clienti non sanno usare Winzip (!), Trados, Transit, Acrobat Reader (!!), li aiuto. Se non sanno usare le formule in Excel, li aiuto. Se non trovano determinate informazioni su Google, li aiuto. Se devono prenotare una piazzola in un campeggio in Italia, li aiuto. Se devono confermare la prenotazione per fax in italiano, li aiuto. Se un loro amico si sposa in Italia e loro devono tenere un discorso in italiano, gli scrivo il discorso. Se vogliono in prestito il DVD di un film italiano (di solito, Il Gattopardo), glielo presto. Se vogliono la ricetta del vitello tonnato, gliela mando.</p>
<p>Ma:</p>
<p>le mutande se le comprano da soli.</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Postato da: IM</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Educare i clienti, tenerli per mano o legarli?]]></title>
<link>http://taccuinoditraduzione.wordpress.com/?p=177</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 13:57:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>isabellamassardo</dc:creator>
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<description><![CDATA[
C&#8217;è chi dice che i clienti bisogna educarli, ma sono troppo vecchia per credere a questa fol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://taccuinoditraduzione.files.wordpress.com/2008/05/frncescanogrande4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-183" src="http://taccuinoditraduzione.wordpress.com/files/2008/05/frncescanogrande4.jpg?w=261" alt="" width="261" height="300" /></a></p>
<p>C'è chi dice che i clienti bisogna educarli, ma sono troppo vecchia per credere a questa fola. <a href="http://ilbarbaro.splinder.com/post/17050538/Hand-holding+business" target="_blank">Il Barbaro </a>dice che bisogna tenerli per mano. Forse. Io penso che bisognerebbe tenerseli stretti legandoli<strong> </strong>con una corda robusta. E finire il tutto con un nodo del francescano.</p>
<p>Questa è la conversazione che ho avuto questa mattina con un project manager:</p>
<p>- Ciao, come va?</p>
<p>- !</p>
<p>- Sì, è vero, è un bel po'. No, di lavoro ne abbiamo.</p>
<p>- ?</p>
<p>- No, è che non ti chiamiamo più perché ci sono altri più economici. Capisci, dobbiamo tener conto dei nostri margini. (*)</p>
<p>- ??</p>
<p>- No, niente, ti chiamo perché un cliente dice che il suo contatto in Italia non è contento della traduzione. Ci dai una <em>second opinion</em>? Ci servirebbe fra mezz'ora. Vuoi essere pagata??</p>
<p><span style="color:#0000ff;">Postato da: IM</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cadaveri e papere]]></title>
<link>http://rapida.wordpress.com/?p=1225</link>
<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 16:25:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>rapida</dc:creator>
<guid>http://rapida.wordpress.com/?p=1225</guid>
<description><![CDATA[
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rapida.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/04/24/sardine_due_3.jpeg"><img alt="Sardine_due_3" src="http://rapida.typepad.com/filosofia/images/2008/04/24/sardine_due_3.jpeg" width="423" height="653" border="0" style="float:left;margin:0 5px 5px 0;" /></a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Curiosare nel mondo]]></title>
<link>http://riarene.wordpress.com/?p=32</link>
<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 18:26:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>riarene</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quello del giornalista è un &#8220;mestiere crudele&#8221;. L&#8217;ha definito così Eugenio Sca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Quello del giornalista è un "mestiere crudele". L'ha definito così Eugenio Scalfari, nella sua lectio magistralis, alla fiera internazionale del Giornalismo di Perugia.  Perché crudele? Perché al giornalista viene chiesto di "denudare" il mondo esterno: nei suoi fatti, nei suoi paesaggi, nelle persone che ne fanno parte. "Noi non ci appaghiamo delle apparenze - ha detto Scalfari -  ma cerchiamo di capire la sostanza dei fatti; ciò determina una vera e propria invasione". Denudare i fatti significa anche invadere le persone; il giornalista "invade" senza spogliarsi del proprio io. Vuole essere il primo, il più bravo a raccontare; per questo motivo spesso oltrepassa limiti che altre persone non travalicherebbero mai. </p>
<p style="text-align:justify;">Qundi chi è veramente un giornalista? Il  fondatore di Repubblica ne ha tratteggiato un quadro ben preciso, in cui la curiosità è una prerogativa essenziale. Una curiosità innata per il mondo, ma che non si esercita solo sui grandi eventi o sui grandi personaggi: è una semplice, "quotidiana" curiosità verso tutto ciò che ci circonda.</p>
<p> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Ud-rjTqcXXs'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/Ud-rjTqcXXs&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mastella e consorte: quando la politica è la professione]]></title>
<link>http://frecciatricolore.wordpress.com/2008/01/18/mastella-e-consorte-quando-la-politica-e-la-professione/</link>
<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 09:05:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>frecciatricolore</dc:creator>
<guid>http://frecciatricolore.wordpress.com/2008/01/18/mastella-e-consorte-quando-la-politica-e-la-professione/</guid>
<description><![CDATA[«Nella buona e nella cattiva sorte»: non poteva che andare così, la love story di Clemente &amp; ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><span style="font-weight:bold;">«Nella buona e nella cattiva sorte»: non poteva che andare così, la love story di Clemente &#38; Alessandrina,</span> sancita quando lui diede a lei il primo bacio sulla spiaggia newyorkese di Oyster Bay, Long Island. Insieme al catechismo, insieme nella gioventù cattolica, insieme all'altare, insieme nella scalata al potere, insieme nei guai giudiziari. Roba da fotoromanzi d'altri tempi. Quelli in cui lui dice a lei: «Salvati! Sono perduto!» E lei: «Mai! Piuttosto morta!» Certo, non è la loro l'unica coppia della politica italiana. Basti ricordare Palmiro Togliatti e Nilde Jotti (contro i quali i parroci affiggevano perfidi manifestini: «Non solo Togliatti ci ha l'amante / ma la ricopre di pellicce e brillanti») oppure sul fronte opposto Raffaele Jervolino e Maria de Unterrichter, ministro lui e sottosegretario lei. O ancora, in tempi recenti, Piero Fassino e Anna Serafini. Clemente e Alessandrina («Così mi chiamo: il segretario comunale era fissato coi diminutivi e registrava tutte le neonate così: Franceschina, Carmelina, Assuntina...») hanno però qualcosa di speciale. Lui ammise un giorno: «Io non sono Clinton e Sandra non è Hillary». Per anni, però, dopo averla svezzata portandosela dietro ai congressi democristiani («Stavo seduta in prima fila per un'intera settimana») ha cercato d'imporla nel «suo» mondo. Prima piazzandola su poltrone come quella di commissario straordinario della Croce rossa regionale o di amministratore dell'Azienda di soggiorno di Capri. Poi tentando di farla eleggere alla Camera, quindi ipotizzando lanciarla come sindaco di Benevento («La gente mi vorrebbe ma al Nord non capirebbero») e infine sistemandola non solo come consigliere ma addirittura alla guida dell'assemblea regionale. Familismo? Fece spallucce: «La verità è che senza Sandra il Consiglio sarebbe rimasto imballato. Ringraziassero il cielo con la faccia per terra».</div>
<div align="justify"> <span style="font-weight:bold;">Lei ricambiò compiendo a Ceppaloni il primo viaggio ufficiale da presidentessa, accolta dal marito ministro e sindaco del paesello sannita con la fascia tricolore</span>: «Signor sindaco...», «Signora presidente...». Non bastasse, non ha perso occasione in questi anni di dipingere il consorte con toni agiografici non si sa quanto venati di ironia: «È il più grande statista del mondo». Ne parla, ha scritto Aldo Cazzullo, come se parlasse di Adenauer. E giura che non è amore: «Lo stimo». Quando hanno letto il provvedimento giudiziario firmato dal giudice per le indagini preliminari Francesco Chiaromonte, quelli che conoscono un po' Clemente &#38; Alessandrina, il loro entourage familiare, la loro rete di rapporti politici hanno sorriso. Perché, se in Internet c'è chi esulta, a partire da www.mastellatiodio.com e dal blog di Beppe Grillo che mette in primo piano un video mastelliano con la canzone «Vaffanculo» di Marco Masini, è fuori discussione che almeno una parte delle accuse contestate appaiono a prima vista sconcertanti anche al più incallito degli anti-mastelliani. Una multa stracciata? Un'interrogazione parlamentare presentata per dare fastidio al direttore generale dell'ospedale Caserta Luigi Annunziata? Una pressione su Bassolino perché «desse loro una utilità consistita nell'assicurare loro la nomina a commissario dell'Area Sviluppo Industriale di Benevento di una persona designata dal Mastella»? Per carità, può darsi che i magistrati abbiano in mano prove schiaccianti di reati non ancora rivelate. Come può darsi che la scelta di cedere subito l'inchiesta a Napoli riconoscendo la propria incompetenza ma solo «dopo» avere spiccato gli ordini di cattura e avere terremotato la politica italiana sia formalmente corretta. Si vedrà. Una eventuale forzatura, però, sarebbe devastante. Perché ciò che i critici rimproverano a Clemente e Alessandrina, fermo restando l'obbligo di colpire i reati, ha a che fare più con la sanzione morale che con i provvedimenti giudiziari. Mai negato, Clemente, il suo modo di fare politica. Lo scrisse anche in un vecchio diario spiegando come occupa i momenti liberi: «Ne approfitto per sbrigare qualche pratica clientelare: pensioni, richieste di trasferimento, assunzioni, sussidi vari, orfani e invalidi civili». E ammiccava: «Mi raccomandano i figli che devono fare gli esami di maturità. Rispondo di sì a tutti, in realtà non mi impegno». Cos'è poi una raccomandazione? «Un peccato veniale. Per molto tempo servita a riequilibrare le ingiustizie nord-sud». Per lui la politica è questo: «Non può essere testimonianza od oltranza». Se lo sfidano risponde: «Sono Mastellik, sulle poltrone non mi fregano». Vogliamo dirlo? Nella sfrontatezza con cui parla di potere, sindaci, ministeri o sottosegretariati, c'è un candore che fa di lui un politico meno ipocrita e più trasparente di tanti altri. La moglie, che Dagospia incoronò come «femmina d'irreparabile bellezza », è uguale. Parola di Clemente: «È Sandra che tiene per me i contatti con la gente comune. Da lei capisco quello che pensa. Partecipa a comunioni e matrimoni. Cinquanta regali solo in giugno. Ci vorrebbe un'indennità supplementare per i deputati del Sud». Lei manda torroncini natalizi a centinaia di persone e lei si batte per la Falanghina e il caciocavallo di Castelfranco in Miscano e le provole affumicate del Matese e lei porta il marito al Columbus Day per incontrare gli emigrati di New York che possono tornare comodo e ancora lei organizza spettacolari serate a casa con decine di invitati («A mio marito per i 25 anni di matrimonio non ho chiesto l'anello col brillante ma una cucina da ristorante ») ed elettori e amici e clienti. Perché, certo, anche ieri ha ripetuto che lei e Clemente fanno politica in difesa «dei valori cattolici». Ma come li difendi, questi valori, senza un po' di primari, di assessori, di consiglieri comunali, di caporedattori o direttori nelle Asl?</div>
<div align="justify"> Gian Antonio Stella</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">
<address>fonte: Corriere della Sera </address>
</div>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[“Sono sempre andato a cercare delle storie, perché è l'unica cosa che so fare”, ci lascia un decano del giornalismo italiano]]></title>
<link>http://caffenews.wordpress.com/2007/11/06/%e2%80%9csono-sempre-andato-a-cercare-delle-storie-perche-e-lunica-cosa-che-so-fare%e2%80%9d-ci-lascia-un-decano-del-giornalismo-italiano/</link>
<pubDate>Tue, 06 Nov 2007 11:14:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Esposito</dc:creator>
<guid>http://caffenews.wordpress.com/2007/11/06/%e2%80%9csono-sempre-andato-a-cercare-delle-storie-perche-e-lunica-cosa-che-so-fare%e2%80%9d-ci-lascia-un-decano-del-giornalismo-italiano/</guid>
<description><![CDATA[

&#8220;Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/CpFrUfHvgJ8'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/CpFrUfHvgJ8&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><font size="2"></p>
<p align="center"><em><strong><img border="0" align="right" width="350" src="http://landofhopeanddreams.blog.kataweb.it/files/land_of_hope_and_dreams/images/2007/04/22/biagi.jpg" height="278" />"Ad un ragazzo che vuol fare questo mestiere direi: fallo proprio se lo ritieni necessario. Si pensi: una volta si diceva la vocazione. È forse un termine che sa un po' di mistico, di voti per la vita. Fallo proprio se credi che questo sia il tuo lavoro. E allora se è questa la tua aspirazione, non c'è nulla di meglio. L'illusione di mettere una virgola nel grande romanzo che si scrive ogni giorno, con una tua parola. Orgoglio, vanità? Quando abbiamo incominciato noi, l'obbiettivo era diventare una firma. Adesso forse è più importante diventare una faccia, è più facile. Credo che poi sia sempre essenziale possedere una testa". (</strong></em><a target="_blank" href="https://www.odg.mi.it/docview.asp?DID=1884"><em><strong>Enzo Biagi</strong></em></a><em><strong>)</strong></em></p>
<p align="center"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ZI-kazDDCPU'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/ZI-kazDDCPU&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p></font></p>
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