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	<title>metodo-scientifico &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/metodo-scientifico/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "metodo-scientifico"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:50:28 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Utilità della fisica (2)]]></title>
<link>http://iosonofabio.wordpress.com/?p=82</link>
<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 23:00:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>iosonofabio</dc:creator>
<guid>http://iosonofabio.it.wordpress.com/2008/08/13/utilita-della-fisica-2/</guid>
<description><![CDATA[La ricerca di base è comunque utile. È vero. La ricerca di base è una conditio sine qua non per i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca di base è comunque utile. È vero. La ricerca di base è una <em>conditio sine qua non</em> per il progresso tecnologico e i benefici derivati. Senza macchina di Carnot non si costruisce il frigorifero. Senza la fluidodinamica non si progettano gli aerei. Ora però mi chiedo: è tutto qui? <em>È tutta qui l'utilità della fisica di base?</em></p>
<p>Non voglio essere frainteso, non dico che è poco. Ma pensiamo un momento a noi, al nostro stile di vita, ai problemi quotidiani, alle nostre necessità. Pensiamo un attimo alle cose veramente importanti per noi. Per quanto mi riguarda: la mia famiglia e tutte le persone care, l'acqua, il cibo, i libri, la musica, le notti stellate, le emozioni, la fantasia... Che cosa può fare la fisica per tutto questo?</p>
<p>Alcuni punti sono saldi. I dischi mi permettono di ascoltare la musica, i telescopi di godere della bianca luce riflessa dei pianeti. Entrambi però sono già stati inventati da tempo, almeno da una generazione. Certo, con i DVD ascolto musica migliore che con le musicassette, e le nuove automobili sono più veloci, sicure e silenziose delle precedenti. Ma non mi basta. I computer di cinque anni fa, di dieci anni fa, potrebbero fare tutto quello che un utente medio abbisogna: navigare in internet, scrivere testi, stampare documenti, visualizzare fotografie. Tutto questo progresso tecnologico in cui siamo immersi comincia a sembrarmi futile ed irreale.</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:center;"><img class="alignleft" src="http://farm1.static.flickr.com/99/255241547_80eb1c2ea0_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /><img class="aligncenter" src="http://farm2.static.flickr.com/1168/860181962_7aa9182419_m.jpg" alt="" width="240" height="180" /></p>
<p style="text-align:left;">Se fosse solo per le ricadute tecnologiche, abbandonerei la fisica all'istante. Ma c'è un altro motivo che mi trattiene, che io ritengo almeno altrettanto importante. La fisica ha, in confronto a tutte le altre discipline di pensiero che l'uomo abbia mai sviluppato, una caratteristica che io trovo cruciale: la <em>convivenza tra conoscenza matematica, logica causale e aderenza alla realtà</em>.</p>
<p style="text-align:left;">Guardate il telegiornale e riflettete sulle notizie. Osservate le questioni politiche, le questioni sociali. Ascoltate le discussioni accese. Quasi sempre, la difficoltà dei problemi risiede in una <em>basilare incapacità di collegare un evento alle sue cause e alle sue possibili conseguenze</em>. O peggio ancora: in una fondamentale cecità riguardo all'esistenza stessa di cause e conseguenze di ogni evento.</p>
<p style="text-align:left;">Prendiamo il riscaldamento globale. La terra si sta probabilmente scaldando a causa delle attività umane. Se la comunità internazionale non prende delle contromisure rapide e - ahinoi - drastiche, i nostri nipoti o bisnipoti vivranno in una guerra permanente. I collegamenti logici sono in questo caso talmente facili da risultare banali. Temperature alte implicano scoglimento dei ghiacci, aumento della salinità del mare, siccità crescente. Tutti questi fenomeni, uniti alla probabile scarsità di fonti energetiche, implicano una probabile guerra planetaria. Eppure i grandi decisori sono muti. Gli statisti stimano più importanti le questioni politiche classiche: le sfere di influenza, il colonialismo, la ricchezza economica. È una strategia politica evidentemente suicida.</p>
<p style="text-align:left;">Prendiamo la crisi economica. Il nostro sistema economico, capitalistico, si basa sull'idea che il successo di un'azienda o di una nazione possa essere valutato tramite indicatori percentuali di crescita. La Cina cresce del 10%, brava. L'Italia dello 0,5%, meno brava. Gli Stati Uniti recedono dell'1%, orrore! Questo metro di giudizio percentuale è chiaramente folle. Intanto non è sostenibile nel lungo periodo, perché non considera la finitezza delle materie prime, della forza lavoro e del numero di consumatori - la funzione esponenziale esplode a +∞. In secondo luogo, non tiene conto che una crescita del 100% per un'azienda che vale 1$ è molto più semplice da ottenere rispetto a una crescita del 2% per un'altra che vale 100.000$. Basta pensarci su cinque minuti per capire che non c'è niente di strano nel fatto che la Cina cresca più dell'Europa e il Vietnam più della Cina stessa. La conclusione è la solita: il sistema è suicida.</p>
<p style="text-align:left;">Prendiamo un problema meno generale, il problema-calcio. Prima di tutto è manifestatamente insensato che un calciatore guadagni più di un funzionario di responsabilità, come un ingegnere o un magistrato. In secondo luogo, è necessario ridefinire il concetto di sport, ricollegandolo al suo fine principale, cioè non la vittoria ma la partecipazione, l'impegno. Infine, è noto da secoli che la certezza della pena è il metodo di educazione più efficace negli adulti: ogni tifoso violento viene multato di un bel po' di soldini ogni volta che è sospettato di disordini nello stadio. Invece si fanno sempre discorsi poco logici e molto emotivi, come i minuti di silenzio, le dichiarazioni di buona volontà...</p>
<p style="text-align:center;"><img class="alignleft" src="http://farm4.static.flickr.com/3184/2467112209_591b6cb9d0_m.jpg" alt="" width="240" height="169" /><img class="aligncenter" src="http://farm2.static.flickr.com/1196/1447503658_a06b42c10b_m.jpg" alt="" width="216" height="162" /></p>
<p style="text-align:left;">Quelli sopra esposti sono tre esempi che illustrano tutta la potenza del ragionamento fisico: utilizzo della logica causale, conoscenza basilare della matematica e confronto con la realtà. Il potere educativo della fisica è, sotto questo aspetto, immenso. In altre parole, l'utilità della fisica non è tanto nei suoi contenuti, che pure sono appassionanti e hanno importanti ricadute tecnologiche, quanto nel metodo. Ogni volta che, in una discussione, avviciniamo un interlocutore al metodo fisico, contribuiamo al benessere della società. Ogni volta che combattiamo discorsi basati sui dogmi, sui luoghi comuni, sulla pigrizia, sul conservatorismo della paura, sulla follia entusiastica dell'anarchismo, su ipotesi infondate, salti logici e idealismo (scarso realismo), abbiamo migliorato il mondo in cui viviamo.</p>
<p style="text-align:left;">Il metodo fisico è una delle più grandi vette della cultura umana ed una delle componenti irrinunciabili di una società consapevole, delle proprie capacità e dei propri limiti.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Era dei petabyte: fine della teorie?]]></title>
<link>http://motobrowniano.wordpress.com/?p=237</link>
<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 10:02:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
<guid>http://motobrowniano.it.wordpress.com/2008/07/11/era-dei-petabyte-fine-della-teorie/</guid>
<description><![CDATA[
La discussione su Edge vista da Wordle
La capacità di memorizzare e processare enormi quantità di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://motobrowniano.files.wordpress.com/2008/07/edge_anderson1.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-239" src="http://motobrowniano.wordpress.com/files/2008/07/edge_anderson1.png?w=300" alt="" width="379" height="157" /></a></p>
<h5><em>La discussione su Edge vista da <a href="http://wordle.net/" target="_blank">Wordle</a></em></h5>
<p>La capacità di memorizzare e processare enormi quantità di dati da parte di "nuvole" di computer renderà obsoleta le necessità di formulare ipotesi e teorie? La forza bruta del <a href="http://www.google.it/url?sa=t&#38;ct=res&#38;cd=5&#38;url=http%3A%2F%2Fresearch.yahoo.com%2Ffiles%2FBryantDISC.pdf&#38;ei=4Sh3SKeQL5Cy1gbX9KGeBg&#38;usg=AFQjCNEsgR-iur0BvUJTwYdq1VmWUYvd7Q&#38;sig2=RnLATSx2Y9DhQ3cfHhU9xw" target="_blank">DISC (Data Intensive Scalable Computation)</a> potrà individuare nell'oceano di dati a disposizione <em>pattern</em> e correlazioni così significative da consentire previsioni attendibili sul mondo senza dover ricorrere a sofisticate modellizzazioni?</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Anderson_(The_Long_Tail)" target="_blank">Chris</a> <a href="http://www.thelongtail.com/" target="_blank">"coda lunga"</a> <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chris_Anderson_(The_Long_Tail)" target="_blank">Anderson</a> ha lanciato questa provocazione dalle pagine digitali di <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/anderson08/anderson08_index.html" target="_blank"><em>The Edge</em></a> nelle scorse settimane.</p>
<p>Alla scala dei Petabyte, sostiene Anderson,  la gestione e l’utilizzo dell’informazione richiede un approccio diverso. Potendo visualizzare miliardi di dati nella loro totalità, è possibile “vedere” matematicamente i dati prima e solo dopo assegnarli un contesto.</p>
<p>Per secoli gli scienziati hanno applicato il metodo scientifico: costruzione del modello su date ipotesi, verifica sperimentale del modello tramite raccolta di dati, conferma o confutazione di quel modello.<br />
Dati senza modelli sono considerati solo rumore ed eventuali correlazioni tra i dati stessi sono solo coincidenze senza un modello entro il quale inserirle.</p>
<p>Fino ad adesso, aggiunge Anderson.</p>
<p>Con una tale quantità di dati l’approccio classico alla scienza – ipotesi, modello, test – potrebbe essere diventato obsoleto.</p>
<p>Possiamo inserire i dati in un cluster di computer e lasciare che algoritmi statistici scoprano <em>pattern</em> e schemi immediatamente utilizzabili senza che la scienza ne spieghi l'origine o li inserisca in un contesto teorico.</p>
<p>Anderson fa notare che questo nuovo approccio è tipico di <a href="http://www.google.it/">Google</a>: per esempio <a href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a> non ha avuto bisogno di conoscere a fondo il mondo e le convenzioni della pubblicità né di sviluppare sofisticati modelli economici e statistici per ottenere grandi successi. Sono bastati un po’ di matematica applicata, ottimi strumenti analitici ed un’enorme quantità di dati a disposizione.</p>
<p>Il direttore di <a href="http://www.wired.com/" target="_blank"><em>Wired</em></a> conclude così:</p>
<blockquote><p><em>La recente disponibilità di grandi quantità di dati unita a strumenti statistici per setacciare questi numeri, offre un’intera nuova strada per comprendere il mondo. La correlazione rimpiazza la causalità,e la scienza può ora avanzare anche senza modelli coerenti, teorie unificate o spiegazioni meccanicistiche</em></p></blockquote>
<p>Numerosi scienziati, filosofi ed addetti ai lavori <a href="http://www.edge.org/discourse/the_end_of_theory.html" target="_blank">hanno replicato</a> mettendo in evidenza come il ragionamento di Anderson appaia confuso e le sue ipotesi piuttosto deboli.</p>
<p><!--more--></p>
<p>La scienza ha sempre utilizzato i dati per compiere previsioni: basti pensare alle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_di_Keplero" target="_blank">leggi di Keplero</a> sul movimento dei pianeti, elaborate dall'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_di_Keplero" target="_blank">astronomo tedesco</a> sulla base dell'impressionante mole di dati ed osservazioni compiute dal collega olandese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tycho_Brahe" target="_blank">Tycho Brahe</a>.</p>
<p>Del resto strumenti matematici come le equazioni differenziali o la statistica sono stati creati proprio per maneggiare grandi quantità di dati.</p>
<p>I dati sono però solo un punto di partenza: permettono di stabilire delle ipotesi iniziali, sulle quali costruire modelli che, come <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/hillis.html" target="_blank">W. Daniel Hillis</a> sottolinea, possono portarci oltre i dati, verso previsioni più generali che si applicano a contesti che ampliano quelli iniziali.</p>
<p>La grande forza delle teorie consiste, tra l'altro, proprio nell'inglobare in poche brevi formule una gran quantità di dati. Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Maxwell" target="_blank">equazioni di Maxwell</a> ne sono il più elegante esempio.</p>
<p>La scienza non esaurisce il suo compito nella capacità di effettuare predizioni: anzi si potrebbe dire che questo è un effetto collaterale della sua più profonda missione, che consiste nel conoscere e nel comprendere la realtà.</p>
<p>L'Analisi Correlativa, come la battezza <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/kelly.html" target="_blank">Kevin Kelly</a>, è uno strumento potente, un processo di pura induzione che determina però una conoscenza meccanica, algoritmica, tipica appunto dei computer. Una scienza senza ricerca di teorie è una scienza senza umani, constata <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/lanier.html" target="_blank">Jaron Lainer</a>. Si può trasferire parte del "contesto della scoperta" alle macchine, ma, dice <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/origgi.html" target="_blank">Gloria Origgi</a>, il "contesto della spiegazione" non può che rimanere di pertinenza degli esseri umani.</p>
<p>Sottolinea <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/garreau.html" target="_blank">Joel Garreau</a> che, comunque, anche la semplice scelta dei dati da inserire in un calcolatore per l'elaborazione è una selezione artificiale che sottintende un'ipotesi e quindi una teoria da verificare o confutare.</p>
<p>L'analisi di miliardi di dati attraverso l'utilizzo il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grid_computing" target="_blank"><em>grid computing</em></a> alla ricerca di schemi nascosti, di correlazioni o di eventi unici è una metodologia di lavoro che sta producendo ottimi risultati in fisica, in biologia, nella genetica, nelle scienze sociali ed in economia. Ma i risultati producono spesso nuove domande e quindi la necessità di nuove ipotesi, di nuove teorie, di nuove spiegazioni. Da valutare attraverso nuovi esperimenti che producono nuovi dati. E così via. I dati sono solo un anello della catena.</p>
<p>Quello che forse si può osservare - <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2008/01/05/il-baule-nella-soffitta-digitale/" target="_blank">come avevo ipotizzato anch'io tempo fa</a> - è che quel gigantesco archivio condiviso nonché elaboratore distribuito qual' è Internet potrà produrre una generazione di scienziati - o di moderni filosofi naturali secondo <a href="http://www.edge.org/3rd_culture/bios/dysong.html" target="_blank">George Dyson</a> - che non leggerano più la Natura direttamente ma tramite la sua rappresentazione digitale proiettata nella Rete.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scienza e politica]]></title>
<link>http://emmedigi.wordpress.com/?p=48</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 05:29:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario</dc:creator>
<guid>http://emmedigi.it.wordpress.com/2008/05/18/scienza-e-politica/</guid>
<description><![CDATA[Leggendo il post di un amico stavo pensando – mi si scusi se qualche volta mi permetto di indulger]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Leggendo il post di un amico stavo pensando – mi si scusi se qualche volta mi permetto di indulgere all’arroganza di pensare – cosa succederebbe se applicassimo anche alla scienza la stessa logica della politica; anche quella che definiscono come “scienza della politica”.<br />
Nel post, per quanto ci ho capito, ammesso che ci fosse alcunché che si potesse capire, si parlava di, credo, galassie, rivolgendosi alle stelle; il soggetto: Einstein, che pare persona conosciuta, almeno all’autore, e ad alcuni frequentatori del sito. Il passaggio che ci interessa dovrebbe essere pressappoco questo: &#60;(Einstein) <span style="color:#333399;"><em>Tradì la teoria e corresse le equazioni, spiegando così la sua scelta: “questo termine è necessario soltanto al fine di rendere possibile una distribuzione quasi-statica della materia, come è richiesto dalla realtà delle piccole velocità delle stelle</em></span>”&#62;.<br />
Non so se voi ci avete capito qualcosa; io molto poco, anche leggendolo in francese. Sembra che lo stesso Einstein, non riuscendo a dimostrare una teoria – che come spiegato più avanti sarà dimostrabile solo molto più tardi – abbia accettato il fatto di utilizzare dei correttivi che, pur se non era in grado di dimostrare scientificamente, ne convalidavano la ratio pratica e “facevano funzionare l’equazione”.<br />
Ora, dicevo, se applicassimo i sofisticati strumenti di analisi della politica attuale a un sistema simile, dovremmo dedurre che aveva torto sia Einstein che coloro venuti dopo, per arrivare (senza nemmeno bisogno di alcuna approssimazione) alla conclusione che se l’universo si dimostra diverso da quanto finora conosciuto, e dimostrato, è solo colpa dell’universo che non si sa adattare alle ipotesi scientifiche fino ad ora messe in campo ovvero frettolosamente escogitate.</p>
<p>Giorgio Gaber: Un idea [Audio "http://se.mario2.googlepages.com/Unidea.mp3"]</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso INRAN]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=148</link>
<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 19:27:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>capemaster</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/04/25/il-caso-inran/</guid>
<description><![CDATA[Venerdì 25 Aprile, sulla rivista Espansione, sarà pubblicato un articolo sulla storia della sperim]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 25 Aprile, sulla rivista Espansione, sarà pubblicato un articolo sulla storia della sperimentazione sul mais Bt svolta dall'INRAN, dalla quale si desume la superiorità del mais Bt rispetto a quello convenzionale.</p>
<p>L'articolo è firmato da Piero Morandini, ricercatore all'Università di Milano. Insomma da un addetto ai lavori, non da un ideologo.</p>
<p>Così si svelerà finalmente l'arcano sulle fumonisine e il mais tradizionale.</p>
<p>Alla faccia di chi ha censurato per tanto tempo la ricerca.</p>
<p>Pubblicheremo il PDF dell'articolo quanto prima su questi pixel.</p>
<p><strong>UPDATE</strong> Ecco come promesso il file PDF dell'articolo (<a href="http://progettogalileo.files.wordpress.com/2008/04/polenta_25-04-08.pdf">qui</a>)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le Diossine, queste sconosciute]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=133</link>
<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 06:00:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabster2</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/04/10/le-diossine-queste-sconosciute/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;La diossina&#8221;, soprattutto dopo l&#8217;incidente di Seveso, è diventato uno degli spau]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float:left;" src="http://groups.google.it/group/progetto-galileo/web/Dioxine.gif" alt="Dibenzodioxine" width="160" height="72" />"La diossina", soprattutto dopo l'incidente di Seveso, è diventato uno degli spauracchi dell'età moderna; questo termine viene usato più per il suo valore di propaganda che per il suo esatto significato chimico.</p>
<p>Cerchiamo invece di capire qualcosa di più riguardo questa classe di composti chimici. Intanto non esiste <strong>"la diossina"</strong>, ma esiste una classe di composti il cui nome scientifico è dibenzo-<em>p</em>-diossine (<em>p</em> sta per para). La struttura della capostipite della serie si trova nell'immagine che apre l'articolo; si tratta di composti triciclici nei quali due anelli benzenici sono connessi da un anello contenente due atomi di ossigeno. Gli atri idrogeni sugli anelli benzenici possono essere sostituiti da diversi atomi o gruppi, e sono le dibenzodiossine clorurate che suscitano particolare preoccupazione per i loro effetti tossici. Con otto posizioni libere, si possono avere dibenzodiossine che contengono da uno ad otto atomi di cloro, ed un vasto numero di isomeri per un totale di 75 composti (chiamati <em>congeneri</em>).<img class="alignleft" style="float:left;" src="http://groups.google.it/group/progetto-galileo/web/TCDD.gif" alt="2,3,7,8-TCDD" width="207" height="72" /> La "diossina" per antonomasia è la 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-<em>p</em>-diossina (dove i numeri specificano la posizione degli atomi di cloro secondo una numerazione convenzionale), abbreviata in 2,3,7,8-TCDD o semplicemente TCDD, rappresentata qui a fianco. Questa molecola è planare, altamente simmetrica e rigida.</p>
<p>Dalla struttura si può già concludere che questi composti sono chimicamente stabili - quindi persistono a lungo nell'ambeinte e negli organismi; le policlorodibenzodiossine - soprattutto quelle più simmetriche - sono anche poco o ninete polari, per cui più solubili nei solventi organici e nei grassi che nei mezzi acquosi.</p>
<p>Le policlorodibenzodiossine si formano in piccole quantità durante i processi di combustione, specialmente ma non solo dei materiali plastici, vista la naturale tendenza del carbonio ad organizzarsi in anelli benzenici nelle condizioni opportune - come fiamme a bassa temperatura e povere di ossigeno - e l'onnipresenza di ossigeno e cloro; sembra che anche i cloruri metallici sulla superficie delle particelle di cenere abbiano un ruolo importante nella formazione delle policlorodibenzodiossine. Queste sostanze si formano anche durante la sbianca al cloro della carta, e da reazioni parassite che possono accadere durante la sintesi di una certa classe di erbicidi, gli acidi clorofenossiacetici e loro derivati.</p>
<p>La sintesi degli acidi di- e triclorofenossiacetici (<a title="Acido diclorofenossiacetico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_2,4-diclorofenossiacetico" target="_blank">2,4-D</a> e 2,4,5-T) si effettua con la reazione fra di- o triclorofenato sodico ed acido cloroacetico in ambiente basico; se la temperatura durante questo processo sale oltre certi limiti (140 °C durante la preparazione del 2,4,5-T), si ha invece la reazione fra due molecole di triclorofenato sodico con formazione di TCDD. Questa reazione è uno degli infrequenti casi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sostituzione_nucleofila_aromatica" target="_blank">sostituzione nucleofila aromatica</a>, e riesce ad avvenire poichè i due prodotti (TCDD e cloruro di sodio) sono molto stabili e la formazione di NaCl in soluzione produce un forte aumento di entropia. Questo è il motivo della presenza di diossine nell'Agente Orange e della loro formazione a Seveso.</p>
<p>Nonostante le diossine ed in particolare la TCDD siano spesso citate come i più tossici composti esistenti, i risultati degli studi su persone ed animali esposti alle diossine sono meno definitivi. Per esempio, <a title="Birth Outcomes of Women Exposed to Dioxin in Seveso Italy" href="http://www.niehs.nih.gov/research/supported/sep/2003/seveso.cfm" target="_blank">uno studio</a> pubblicato su <em><a href="http://www.ehponline.org/" target="_blank">Environmental Health Perspectives</a></em> (IF 5.86) nel giugno del 2003 non riesce a trovare alcuna correlazione significativa fra i livelli di TCDD nel siero materno e <em>adverse birth outcomes</em> (risultati avversi della nascita), mentre il rapporto dell'EPA sui rischi delle diossine è stato <a title="EPA ASSESSMENT OF DIOXIN UNDERSTATES UNCERTAINTY ABOUT HEALTH RISKS AND " href="http://www8.nationalacademies.org/onpinews/newsitem.aspx?RecordID=11688" target="_blank">criticato dalla National Academy of Sciences</a> per avere sottostimato l'incertezza sui rischi per la salute e forse sovrastimato il rischo di cancro.</p>
<p>Con questo non si vuole certo dire che immettere diossine nell'ambiente sia cosa saggia - anzi, la cosa prudente è cercare comunque di minimizzare l'emissione di questi composti. Il panico e l'allarmismo sulle diossine, invece, sono inutili se non dannosi.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista a Telmo Pievani]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=130</link>
<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 06:30:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Ferrigno</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/04/07/intervista-a-telmo-pievani/</guid>
<description><![CDATA[
Monsignor Elio Sgreccia , intervenuto al congresso organizzato dall&#8217;Ateneo Pontificio &#8216;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vL7FcvEydqg"><img style="cursor:pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_9Ha83GEwjKA/R0W57lmB0WI/AAAAAAAAAJo/Rm3Ilrm2TSA/s320/pastafarian.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elio_Sgreccia" target="_blank">Monsignor Elio Sgreccia </a>, intervenuto al <a href="http://www.upra.org/articulo.phtml?id=2406&#38;se=5" target="_blank">congresso</a> organizzato dall'Ateneo Pontificio 'Regina Apostolorum' <a href="http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_B.quotidiano?tema=quotidiano&#38;argomento=dettaglio&#38;sezione=&#38;data_ora=&#38;id_oggetto=141941&#38;id_session=79&#38;password=ssABwxvwoppqefjk&#38;quantita=" target="_blank">sostiene che</a> «<em>non c'è contraddizione tra creazione ed evoluzione, purché si mantengano alcuni punti fermi</em></span><span>»</span><span>. Quali sono i punti fermi?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>- Primo: <strong>l'evoluzione è governata da un disegno superiore</strong>;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>- Secondo: <strong>l'uomo è ontologicamente diverso dalle bestie</strong>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>E fin qui, niente da ridire, ognuno è libero di pensarla come meglio crede. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Il problema nasce se, attorno a questi <em>capisaldi</em> <strong>privi di fondamento scientifico</strong> si costruisce una 'teoria', le si dà il nome intrigante di '<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disegno_intelligente" target="_blank"> Intelligent design'</a> e si pretende di insegnarla nelle scuole come alternativa all'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank">evoluzionismo </a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank">darwiniano</a>.  E se proprio non si riesce a vendere l'I.D. come teoria scientifica, allora basta affermare che neanche il neodarwinismo è una teoria scientifica. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Negli Stati Uniti, una <a href="http://www.ncseweb.org/resources/news/2001/US/866_santorum_amendment_stripped_fr_12_21_2001.asp">sentenza del Congresso</a>* ha costretto alcuni stati a cancellare la norma che prevedeva di affiancare l'insegnamento dell'I.D. all'Evoluzionismo, ma la faccenda non è chiusa: in piena campagna elettorale sta per uscire nelle sale americane <a href="http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&#38;Codice=3729845&#38;Data=2008-3-26&#38;Pagina=CULTURA%20%26%20SPETTACOLI">un documentario</a> favorevole al creazionismo.</span><span><a href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_04_18/articolo_746316.html" target="_blank"></a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Telmo_Pievani" target="_blank"></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span>Abbiamo rivolto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Telmo_Pievani" target="_blank">Telmo Pievani</a> qualche domanda, per chiarire le idee a noi e ai lettori di Progetto Galileo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><br />
<strong>Progetto Galileo</strong>: Gli evoluzionisti spesso non accettano di confrontarsi su un piano scientifico con i sostenitori dell'ID, affermando che questa teoria non può essere considerata scientifica. Il confine tra scienza e non scienza è molto labile, <strong>con quali argomentazioni si può affermare la non scientificità dell'ID</strong>?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>Telmo Pievani</span></strong><span>: Gli scienziati fanno bene, a mio avviso, a non accettare confronti con creazionisti o neocreazionisti in contesti istituzionali e scientifici che diano una implicita patente di plausibilità all'interlocutore. Devono invece imparare ad accettare il confronto sui media generalisti, per evitare che un pubblico di non esperti sia esposto a opinioni tendenziose senza un contraddittorio ben argomentato. L'ID non è scienza perché non ha una base empirica, non ha inferenze logiche e argomentative fondate e non è nemmeno una buona controversia perché non coglie reali punti deboli del programma di ricerca evoluzionistico. E' una dottrina teologica o filosofica. Infine, non regge ad un semplice ragionamento per assurdo: se un progettista intelligente fosse stato davvero all'opera nella storia naturale, non sarebbe stato per nulla "intelligente". </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><br />
<strong>PG</strong>: Con quali argomentazioni è possibile sostenere la scientificità della teoria dell'evoluzione? In particolare, <strong>la teoria dell'evoluzione è falsificabile</strong>? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>TP</span></strong><span>: Certamente. La teoria dell'evoluzione può generare moltissime "predizioni rischiose" che uno scienziato può falsificare o corroborare, anche in laboratorio. La componente storica della spiegazione evoluzionistica, poi, non esclude affatto che sia verificabile e che ipotesi alternative siano sottoposte alla prova dei fatti accertati.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>PG</span></strong><span>: La teoria dell'evoluzione è un "paradigma utile" in termini di capacità predittiva o capacità di fornire soluzioni? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-align:justify;"><strong><span>TP</span></strong><span>: Al momento, è l'unico programma di ricerca in grado di tenere insieme in una cornice coerente i dati in nostro possesso provenienti dalle discipline più diverse, dalla genetica delle popolazioni alla paleontologia. Il nucleo esplicativo è quello neodarwiniano. Si discute poi sull'importanza di singoli fattori, sui ritmi del cambiamento, sull'importanza dei tratti non adattativi e sui livelli di selezione. Ma sono controversie che non intaccano la solidità del programma di ricerca in generale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>PG</span></strong><span>: In molti criticano l'impostazione negativa della teoria dell'evoluzione. Un teologo come <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788860301185/mancuso-vito/anima-suo-destino.html" target="_blank">Vito Mancuso</a> e un biologo come <a href="http://www.internetbookshop.it/book/9780195111309/kauffman-stuart/home-the-universe.html" target="_blank">Stuart Kauffman</a> sono finiti curiosamente per convergere sull'idea che il caso non basti a spiegare l'enorme varietà di forme su cui agisce la selezione naturale e che <strong>l'ordine potrebbe essere una proprietà intrinseca della materia, in grado di emergere spontaneamente</strong> in determinate condizioni. Siamo abbastanza lontani dall'ID. A questo livello, un dialogo è possibile? <strong>Cosa ne pensi di queste teorie?</strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:12pt;text-align:justify;"><strong><span>TP</span></strong><span>: Kauffman era partito dall'idea che i processi di autorganizzazione potessero sostituire la selezione naturale e generare una teoria dell'evoluzione alternativa. Poi ha cambiato idea e adesso parla della complementarità fra proprietà emergenti e selezione naturale. Il testo di Mancuso è eterodosso e molto coraggioso, ma si basa sul solito errore di leggere la natura con la lente della teologia. Finisce così per vedere nella natura ciò che non esiste, ovvero un piano finalistico ordinato. Gli elementi di reticolarità del vivente non giustificano in alcun modo l'idea che in natura siano nascosti fini o direzioni preordinate. E' un salto logico infondato. L'evidenza empirica ci dice che la storia naturale è caratterizzata da una radicale, profonda contingenza. Questo è il dato su cui deve riflettere il teologo, come il filosofo. Non dobbiamo cercare nella natura i fondamenti dei nostri convincimenti teologici, e ancor meno delle nostre credenze. Rischiamo di esserne delusi...</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>PG</span></strong><span> E infine una domanda opzionale, mi rendo conto che andiamo un po' fuori tema. La diffidenza nei confronti della teoria dell'evoluzione mi sembra rientri in una diffidenza generalizzata nei confronti della scienza. L'idea che la scienza e la tecnica non siano strumenti neutri ma contengano in sé una qualche intrinseca negatività è piuttosto diffusa. <strong>Per te scienza e tecnologia sono strumenti neutrali?</strong> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><strong><span>TP</span></strong><span>: Non credo proprio che siano neutrali. Sono strumenti umani. Come tali, carichi di opportunità e di rischi al contempo. Il problema è capire come gestire la loro ambiguità. Possiamo farlo rispettando l'insopprimibile curiosità umana, ma decidendo insieme, democraticamente, caso per caso, dove porre eventuali limiti. Di certo, i limiti non possono essere imposti, secondo me, dalla paura, dall'ignoranza e da strutture di pensiero dogmatiche fondate su precetti religiosi che appartengono soltanto a una parte della società.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><!--[if !supportEmptyParas]--><a href="http://renzoelucia.blogspot.com/"><em> Andrea Ferrigno</em></a><!--[endif]--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><!--[if !supportEmptyParas]--> * «<em>The Conferees recognize that a quality science education should prepare students to distinguish the data and testable theories of science from religious or philosophical claims that are made in the name of science. Where topics are taught that may generate controversy (such as biological evolution), the curriculum should help students to understand the full range of scientific views that exist, why such topics may generate controversy, and how scientific discoveries can profoundly affect society</em>.»</p>
<p class="MsoNormal">«I membri del Congresso riconoscono che una educazione scientifica adeguata dovrebbe preparare gli studenti a <strong>distinguere</strong> i dati e le teorie virificabili della scienza da <strong>affermazioni religiose o filosofiche fatte in nome della scienza</strong>. Per argomenti che possono generare controversie (come l'evoluzione biologica), il programma dovrebbe aiutare gli studenti a comprendere la totalità dei punti di vista scientifici esistenti, il perché tali argomenti possono generare controversie e come le scoperte scientifiche possono influenzare profondamente la società.»</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Impact Factor: Blogbabel degli scienziati?]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=116</link>
<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 11:08:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>capemaster</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/03/20/impact-factor-blogbabel-degli-scienziati/</guid>
<description><![CDATA[Alla domanda &#8220;conosci qualche rivista scientifica autorevole&#8221;, moltissime persone rispon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Alla domanda "conosci qualche rivista scientifica autorevole", moltissime persone risponderebbero con un paio di nomi, <a href="http://www.nature.com" target="_blank">Nature</a> e <a href="http://www.sciencemag.org" target="_blank">Science</a>. Probabilmente però, la maggior parte delle stesse persone non saprebbe rispondere se gli fosse chiesto "come si calcola l'autorevolezza di una rivista?".</p>
<p>Con l'Impact Factor (IF).</p>
<p>L'IF è un quoziente che esprime il numero medio di citazioni di un articolo della rivista scientifica X.<br />
Viene calcolato in un modo abbastanza semplice. Si tiene sotto osservazione la rivista per due anni (ad es: 2006-2007) e si tiene straccia di due grandezze: numero di articoli pubblicati e numero di citazioni ottenute da quegli articoli nei due anni. L'Impact Factor per il 2008 della rivista X sarà dato delle citazioni totali sul numero di articoli pubblicati.</p>
<p>Detta così è proprio banale. E infatti lo è fin troppo.</p>
<p>Le citazioni conteggiate, ad esempio, vengono solo da un gruppo  di riviste (ampio, ok, ma non del tutto rappresentativo), ovvero da quelle appartenenti al ciruito <a href="http://isiknowledge.com" target="_blank">ISI </a>(la struttura che si occupa dell'indicizzazione).<br />
In secondo luogo, le riviste che pubblicano pochi articoli sono favorite in questo sistema: diminuendo il denominatore, alzo l'IF. Così come lo sono le riviste generalistiche: più settori tratto, più sarò citato. Oppure le riviste che si occupano di pubblicare <i>review </i>su determinati argomenti.</p>
<p>Viene fuori quindi un quadro distorto dell'autorevolezza, che però  - a mio modo di vedere - è <b>compensato dal processo di referaggio.</b><br />
Più una rivista ha in IF alto, più è difficile pubblicarci. I <i>referee </i>tendono ad essere molto più fiscali e a richiedere molte evidenze sperimentali per l'approvazione di un lavoro.<br />
Non solo.<br />
Riviste come Nature e Science, hanno addirittura filtri scientifici precedenti al processo di<i> peer review</i> che valutano subito il peso specifico di una potenziale pubblicazione.</p>
<p>Per concludere, anche se a prima vista l'IF sembra una cazzatella alla BlogBabel o alla Technorati, la comunità scientifica sa prendere contromisure adeguate per mantenere un livello serio - e aggiungo commisurato all'impegno intellettuale - della misura dell'autorevolezza.</p>
<p><a href="http://www.capemaster.net" target="_blank">Capemaster</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scoperto un errore fondamentale nei modelli atmosferici?]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=115</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 19:04:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabster2</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/03/17/scoperto-un-errore-fondamentale-nei-modelli-atmosferici/</guid>
<description><![CDATA[La temperatura superficiale di un pianeta dotato di atmosfera come la Terra dipende dal bilancio fra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La temperatura superficiale di un pianeta dotato di atmosfera come la Terra dipende dal bilancio fra la radiazione solare assorbita, e la radiazione che viene riemessa dal pianeta verso lo spazio; questa è solo una versione su larga scala dei bilanci di energia be noti nella chimica ed ingegneria.</p>
<p align="justify">I gas serra - per primo il vapore acqueo - riducono la trasparenza dell'atmosfera a particolari lunghezze d'onda, cosicchè parte della radiazione riemessa dalla superficie terrestre viene trattenuta dall'atmosfera che quindi si riscalda fino al punto in cui l'aumento di flusso radiativo (la radiazione di corpo nero), che è proporzionale alla quarta potenza della temperatura, ristabilisce l'equilibrio*. Grazie al naturale effetto serra, la Terra è un pianeta con una temperatura superficiale piuttosto mite.</p>
<p align="justify"><!--more--></p>
<p align="justify">L'ipotesi del riscaldamento globale antropogenico sostiene che le emissioni antropiche di anidride carbonica in particolare stanno sconvolgendo l'equilibrio dell'atmosfera causando un aumento di temperatura media globale che per magnitudine e velocità è fuori dalla variabilità naturale del nostro pianeta. Un corollario di questa ipotesi è il <i><b>runaway greenhouse effect</b> </i>(RGE per brevità), secondo il quale arrivati ad una certa soglia di riscaldamento globale si attiveranno dei meccanismi di retroazione positiva che causeranno un enorme (cioè, fino a 6 °C se ricordo bene) incremento di temperatura in breve tempo.</p>
<p align="justify">Le equazioni usate per modellare il fenomeno dell'effetto serra non sono spropositatamente complicate, ma nemmeno banali. Classicamente, la soluzione di una di queste equazioni (equazione di Schwarzschild-Milne con approssimazione  di Eddington) suppone un'atmosfera semi-infinita; ovvero, che si estende dalla superficie del pianeta fino all'infinito (mentre l'atmosfera reale ha un limite, per quanto non netto). Questo è stato fatto per semplicità di calcolo, e dal 1922 - quando Milne pubblico il suo lavoro - la validità del modello di atmosfera semi-infinita non è stata messa in discussione.</p>
<p align="justify">Solo nel 2007 lo scienziato ungherese ed ex-ricercatore NASA <b>Ferenc M. Miskolczi</b> ha pubblicato un articolo (<a href="http://met.hu/doc/idojaras/vol111001_01.pdf" target="_blank" title="Greenhouse effect in semi-transparent planetary ">disponibile qui</a> in inglese) che contiene la risoluzione delle equazioni necessarie a modellare l'effetto serra nel caso di un'atmosfera finita. Queste nuove equazioni contengono un termine di retroazione negativa, che renderebbe impossibile lo RGE - secondo l'ipotesi di Miskolczi, la temperatura media globale oscilla intorno ad un valore di stato stazionario (l'oscillare intorno ad uno stato stazionario è una caratteristica di molti altri sistemi naturali) che viene mantenuto grazie ai cambiamenti di concentrazione di vapore acqueo nell'atmosfera, del quale gli oceani costituiscono un tampone pressochè illimitato.</p>
<p align="justify"> I sistemi a retroazione positiva sono inerentemente instabili, perchè gli effetti di una perturbazione vengono amplificati finchè il sistema finalmente non raggiunge uno stato più stabile. E' difficile pensare che se lo RGE è la caratteristica naturale dell'atmosfera terrestre, questo fenomeno non sia già avvenuto in passato quando la concentrazione di CO2 era molto maggiore di ora.</p>
<p align="justify">Miskolczi ha dichiarato <a href="http://www.dailytech.com/Researcher+Basic+Greenhouse+Equations+Totally+Wrong/article10973.htm" target="_blank" title="Michael Asher">ad un blogger</a> di Daily Tech che la NASA ha rifiutato di pubblicare le sue scoperte per non rischiare di compromettere gli enormi finanziamenti erogati alla ricerca sul riscaldamento globale. Il ricercatore si è quindi dimesso dalla NASA per protesta ed ha pubblicato il suo articolo sul <i>Quarterly Journal of the Hungarian Meteorological Service</i> - che non è certo una rivista di prestigio, questo è evidente. Ma la veridicità di una ipotesi non dipende dal giornale sulla quale viene pubblicata. I risultati di queste nuove equazioni sembrano adattarsi meglio di quelli classici alle osservazioni sia dell'atmosfera terrestre che di quella marziana.</p>
<p align="justify">L'ipotesi di Miskolczi, giova ricordarlo, non nega l'esistenza di un riscaldamento globale antropogenico, ma afferma che il fenomeno dell'effetto serra contiene in sè un meccanismo di retroazione negativa che limita le variazioni di temperatura. Per lo stesso motivo, non si tratta nemmeno di una correzione marginale all'ipotesi del riscaldamento antropogenico.</p>
<p align="justify">Ora dovremo aspettare che la scienza faccia il suo corso e che altri ricerca possano esaminare il lavoro del nostro ricercatore in modo da fornire conferme, smentite o ulteriori correzioni. Per il momento, Miskolczi non è l'unico ricercatore che ritiene che la sensibilità della temperatura alla concentrazione di CO2 sia molto minore di quanto comunemente accettato: anche S. Schwartz è arrivato a <a href="http://www.ecd.bnl.gov/steve/pubs/HeatCapacity.pdf" target="_blank" title="HEAT CAPACITY, TIME CONSTANT, AND SENSITIVITY OF EARTH'S ">simili conclusioni</a> (PDF) per una via diversa.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Fabster</p>
<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La fisica al volante]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=114</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 09:03:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlettodarwin</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/03/17/la-fisica-al-volante/</guid>
<description><![CDATA[La maggior parte di noi nella vita comune si scontra con i principi che regolano la fisica come la c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp3.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/Rvns5WgXuDI/AAAAAAAAA6s/DyjNlBCLedI/s1600-h/covercrop.jpg"><img src="http://bp3.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/Rvns5WgXuDI/AAAAAAAAA6s/DyjNlBCLedI/s200/covercrop.jpg" style="float:left;cursor:pointer;margin:0 10px 10px 0;" border="0" /></a>La maggior parte di noi nella vita comune si scontra con i principi che regolano la fisica come la conosciamo noi oggi; ci siamo abituati ormai a tutti gli effetti della teoria delle onde elettromagnetiche, in forma della disponibilità di corrente alternata, di cellulari, TV, radio. Allo stesso modo ormai la chimica è entrata a far parte della vita con l'innumerevole quantità di materiali che usiamo.</p>
<p>Ci sono però alcune branche della fisica che rimangono piuttosto distanti, anche se in realtà governano il nostro vivere quotidiano: fra queste la più elusiva di tutte è la teoria della relatività nella sua accezione Einsteiniana; quella precedente, la relatività galileiana, la esploriamo ogni giorno quando parte l'ascensore o sui dossi du una macchiana, ma quella Einsteiniana la si vede poco.<br />
<!--more--><br />
Un posto dove Einstein regna è il vostro amato TomTom, o qualsiasi altro navigatore satellitare GPS. La storia è questa: un satellite in orbita intorno alla terra si trova in una situazione di spazio-tempo curvata dalla presenza della terra stessa, che piega l'orbita come una palla su di un foglio elastico. Questa curvatura fa sì che il satellite vada più veloce di un pochetto al giorno; immaginatevi la palla ruotare intorno al foglio elastico curvato dalla presenza della terra; la palla tenderà a cadere e pertanto ad accelerare.</p>
<p>La stessa cosa può essere descritta come confronto tra il tempo misurato da un orologio sul satellite e da uno sulla terra. Sul satellite il tempo scorre più piano (di qualcosa come 1 decimo ogni dieci anni). Questo effetto, che nella misura si riduce a millionesimi di secondo, in realtà ha un effetto notevole sulla misura che il GPS offre, ovvero la posizione di un mezzo in movimento. Senza farla lunga sul fatto che in realtà il GPS misura il segnale di più satelliti e lo incorcia, un errore di quel genere si tradurrebbe in un errore di guida sull'ordine del Km al giorno.</p>
<p>La cosa complessa dal punto di vista della progettazione è che più si vuole precisione nel posizionamento (ad esempio nel passaggio dal GPS al Galileo), più ci vuole precisione nella misura del tempo a bordo dei satelliti e più si deve calcolare esattamente l'effetto Einsteniano.</p>
<p>Insomma, quando guardate la mappa della strada per andare al Santuario del Divino Amore, ricrdatevi che Einstein vi sta sorridendo sornione.<br />
<a href="http://carlettodarwin.blogspot.com/" target="_blank">Carletto Darwin</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uàlter o Berlusca? Il problema dei sondaggi]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=106</link>
<pubDate>Fri, 14 Mar 2008 11:37:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlettodarwin</dc:creator>
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<description><![CDATA[La discussione sulla sondaggite, malattia politico-giornalista che fa vedere fischi per fiaschi, sta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/R9OSA3mrKPI/AAAAAAAAUro/LSl8iI5I9RU/s1600-h/ElezioniTedesche_2005.jpg"><img src="http://bp3.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/R9OSA3mrKPI/AAAAAAAAUro/LSl8iI5I9RU/s200/ElezioniTedesche_2005.jpg" style="float:right;cursor:pointer;margin:0 0 10px 10px;" border="0" /></a>La discussione sulla sondaggite, malattia politico-giornalista che fa vedere fischi per fiaschi, sta raggiungendo vette comiche durante l'attuale campagna elettorale Italiana. Non sto qui a dettagliare quello che <a href="http://carlettodarwin.blogspot.com/search?q=2008+anno+sondaggi" target="_blank">più volte</a> si è detto. Stavolta mi piacerebbe parlare di un caso che potrebbe far drizzare parecchie orecchie. Correva l'anno del Signore 2005 e il governo tetesko allora presieduto dal cancelliere Schröder aveva indetto elezioni anticipate. Praticamente senza speranza, visto che "tutti i sondaggi" lo davano indietro di una quantità industriale di punti, tra il 10 e il 15%. La campagna elettorale non spostò una virgola nei "trend" dei sondaggi e si concluse a metà Settembre con la situazione che avete a lato nel grafico: DC teteska al 41%, Socialdemocratici al 32%.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><!--more--></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Uno direbbe: <i>perkè noi tovere votare cuanto tifferenza kosì crante?</i> Naja, succede poi che il 18 Settembre dalle urne esce una sonora pernacchia, con una parità dei due partiti intorno al 35% e il giorno dopo si scatenano una marea di commenti pesanti e sarcastici contro i professionalissimi istituti demoskopici teteski. I quali, con calma serafica, affermarono che loro avevano prodotto i dati in modo scientifico; ma che non erano responsabili delle rispettive interpretazioni politiche. Vabbè, uno potrebbe dire che tengono famiglia e provano a difendersi. La situazione poi non è nuova e, a guardarlo come fenomeno, si scopre che nella metà delle elezioni recenti i sondaggi prenderebbero una toppa, più o meno clamorosa: si sbagliarono di 5 punti sia nel 2006 che nel 2001 in Italia con orientamenti diversi (nel 2001 la differenza data a più del 10% spinse addirittura ad annullare il confronto televisivo), si sbagliarono alla rielezione di Bush e stanno sbagliando a catena nelle primarie Statunitensi. D'altro canto ci hanno preso bene in Francia, in Inghilterra e in Russia recentemente.</p>
<p align="justify">Se siete arrivati fino a qui e avete voglia di risolvere l'inghippo, vi dico chi non è l'assassino: i sondaggisti sono praticamente tutti bravi, preparati, lavorano con metodo statistico da manuale e praticamente non hanno fatto alcun errore negli ultimi 20 anni. Vabbè, allora chi è l'assassino?</p>
<p align="justify">Il colpevole di questo dramma collettivo che ormai da anni influenza in modo inequivocabile la politica è colui che commette questi tre errori nel leggere un sondaggio:</p>
<p align="justify"><b>1. Non considera le forchette. </b>Un sondaggio non dice che il PdL sta al 41,5% e il PD sta al 36,5%. Il sondaggio campiona un sottoinsieme minimo ma rappresentativo dell'elettorato; insomma, telefona a 2000 persone, cerca in queste 2000 le mille che siano rappresentative dell'elettorato (ce ne servono un po' gggiovani, un altro po' vecchi, un po' impiegati statali, un po' imprenditori con partita IVA, ecc ecc) e fa un modello statistico. Che dice che, ripetendo le duemila telefonate in quell'esatto momento tantissime volte, quelle percentuali si avvicinerebbero al risultato vero con un certo grado di confidenza e all'interno di un certo intervallo. Insomma, dice che più o meno con 5% di tolleranza, ci potremmo essere. Ovviamente questo viene influenzato da chi risponde a vanvera e da chi si vergogna di dire per chi vota, tipicamente i sostenitori del governo uscente.</p>
<p align="justify"><b>2. Fa la media di diversi sondaggi. </b>Magari poi fatti con metodiche differenti e in momenti differenti. E, assurdo matematico massimo, fa la media solo dei valori puntuali e si riscorda di considerare le forchette. Perché al limite si potrebbe anche fare un'analisi statistica di molti sondaggi; insomma, dato il rapporto enorme tra campione sondaggiato e popolazione votante (uno a quarantamila nei casi tipici, uno su mille in casi rari), l'evento "media dei sondaggi" presenta dei risultati assurdi; mi sono fatto dei calcolini e verrebbe un forchettone tendente al gaussiano di quasi il 20%; insomma un dato praticamente inutilizzabile.</p>
<p align="justify"><b>3. Mette i risultati in un grafico temporale.</b> E ovviamente ci mette solo i valori puntuali. Poi esagera, e ci costruisce i trend, utilizzando diverse curve di interpolazione. Ovviamente tutto sotteso a fare la previsione per il giorno delle elezioni.</p>
<p align="justify">Il crescendo rossiniano di queste errate interpretazioni dei sondaggi, del loro essere considerati come misure puntuali e dei loro grafici temporali, porta alle cantonate planetarie ormai storiche degli ultimi anni. <i>E la responsabilità è di chi mette le bandierine, non di chi produce gli exit polls o i sondaggi.</i></p>
<p align="justify">Finiamo la lezioncina da professore del primo anno di statistica sbilanciandoci un po', dato che tirare il sasso e nascondere la mano è da piscialletto. Che succederà alle elezioni prossime venture in Italia, basandoci sui sondaggi attuali? I sondaggi dicono una sola cosa interessante: che tantissime persone non indicano il voto; questo, unito alle alte percentuali di votanti tipiche Italiane, dice semplicemente che i risultati sono "too-close-to-call". Che non vuol dire pareggio, che non vuol dire che succederà come in Germania o come alle scorse elezioni del 2006. Vuol dire che la partita può essere ancora giocata; può essere giocata politicamente, non andando dietro al sondaggio di turno, alle medie dei sondaggi, o ai loro trend.</p>
<p align="justify">Insomma il risultato delle elezioni è ancora aperto e la battaglia tra Berlusca e Uàlter è ancora aperta.</p>
<p align="justify">Carletto Darwin</p>
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<p align="justify">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una lezione per tutti]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/03/06/una-lezione-per-tutti/</link>
<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 16:48:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/03/06/una-lezione-per-tutti/</guid>
<description><![CDATA[Non sappiamo se le avventure della Carlucci nel mondo della Fisica delle particelle siano finite opp]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Non sappiamo se le avventure della Carlucci nel mondo della Fisica delle particelle siano finite oppure no. Vedremo nei prossimi giorni che succedera' e PG vi terra' informati.</p>
<p align="justify">Al di la' delle valutazioni che ognuno di noi puo' fare sulla vicenda, di valore politico, culturale o scientifico, credo che il caso Maiani-Carlucci debba servire di <b>lezione per tutti</b> e per il futuro in Italia.</p>
<p align="justify">Come abbiamo piu' volte evidenziato in questo blog e nei nostri blog privati da anni, la scienza non e' un argomento da bar di cui ognuno puo' avere opinioni personali.</p>
<p align="justify"><!--more--></p>
<p align="justify">Non conoscendo né il procedere del metodo scientifico, né le dinamiche dello stesso mondo accademico (per non parlare della fisica delle particelle!), la Carlucci e' entrata in un campo minato. Solo il silenzio dei grandi media la sta salvando da ripercussioni ben piu' gravi, che in un paese sano e normale avrebbero portato alle dimissioni o alla cancellazione delle liste elettorali.</p>
<p align="justify">Vorrei soltanto dire che l'episodio della Carlucci e' soltanto la punta dell'iceberg di un generale e ampio problema dell'Italia contemporanea: <b>la disinformazione e ignoranza scientifiche</b>.</p>
<p align="justify">Parafrasando il nostro <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/manifesto/">Manifesto</a>: <i>"Complici una cultura non proprio incline alle materie scientifiche dell’Italia, un antiscientismo psicodelirante di certe parti sociali, una tecnofobia paradossale nell’era tecnobioinformatica e un sensazionalismo dei media che pur di shockare si inventa notizie inesistenti, il nostro paese sta inesorabilmente avviandosi in un vicolo cieco da cui difficilmente sarà possibile uscire."<br />
</i></p>
<p align="justify">Credo che la campagna che i bloggers che si occupano di scienza stanno portando avanti sul caso Maiani-Carlucci, servira' in futuro ad evitare che politici senza scrupoli, giornalisti ignoranti e ballerine avvenenti si occupino di tematiche di cui non conoscono le basi ne' la portata, delegando invece l'informazione, la ricerca e i poteri decisionali alla stessa comunita' scientifica senza interferenze esterne.</p>
<p align="justify">E' un sogno? Forse. Ma se incominciano dal nostro piccolo a scovare i casi, le bugie, le bufale e a denunciare la malainformazione, forse un giorno riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo.</p>
<p align="justify">Ma dobbiamo essere tutti noi, ricercatori, laureandi, semplici appassionati, ad esporci, a far sentire la nostra voce, a spiegare alla gente comune e ai media la bellezza e il fascino della ricerca scientifica.</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><a href="http://www.fabristol.splinder.com">Fabristol</a></p>
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<title><![CDATA[Parcelle esattoriali eteree]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/02/29/parcelle-esattoriali-eteree/</link>
<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 14:22:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlettodarwin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il concetto di onda è sempre stato piuttosto intuitivo, basandosi sulla percezione visiva della pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bp2.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/RzdGAcNwE7I/AAAAAAAAPtw/WUQKbSy6AJA/s1600-h/Radio_vorn.jpg"><img src="http://bp2.blogger.com/_SZZt4Cer5Oc/RzdGAcNwE7I/AAAAAAAAPtw/WUQKbSy6AJA/s200/Radio_vorn.jpg" style="float:right;cursor:pointer;margin:0 0 10px 10px;" border="0" /></a>Il concetto di onda è sempre stato piuttosto intuitivo, basandosi sulla percezione visiva della propagazione delle onde nei liquidi. Lo imparano i bambini da piccoli al mare, ed è sempre stato patrimonio comune del pensiero scientifico. È sempre stato patrimonio comune anche il fatto che le onde si propagano attraverso un mezzo. Quelle del mare attraverso l'acqua; quelle sonore attraverso l'aria o attraverso le corde di un violino; quelle sismiche attraverso la terra; e così via.<br />
Tutti questi concetti, anzi pre-concetti, intuitivi furono alla base di uno delle più grosse cantonate della scienza moderna, l'etere: nel secolo diciannovesimo il progresso della tecnologia e della scienza correlate allo studio delle onde elettromagnetiche fece dei passi enormi; si compresero la natura di tutta una serie di fenomeni, dalla luce alle scariche di statica ai fenomeni magnetici. E si posero le basi teoriche e matematiche della teoria dell'elettromagnetismo, nella forma ormai consolidata e alla base di tutti i sistemi attuali di radio-comunicazione.<br />
Tutti gli scienziati si aspettavano però che la comunicazione avvenisse attraverso un mezzo, e, dato che non si vedeva, si misere di buona lena a descriverlo e quindi a provare ad effettuare delle misure per trovarlo: il mezzo lo chiamarono etere per il suo essere elusivo.<br />
Questo pensiero comune a praticamente l'intero establishment scientifico dell'epoca, con una maggioranza raramente ritrovabile nella storia della del pensiero empirico galileiano, era dettato dal più ovvio buon senso, ovvero il fatto che poter far propagare un qualcosa ci volesse un qualcos'altro.<br />
Malgrado l'ovvietà dell'etere e a causa del fatto che non si riuscisse a mettere su una misura una che ne provasse l'esistenza, successe che due scienziati, Michelson e Morley, concepirono un esperimento molto interessante per cercare tracce del "vento" associato all'etere per via dei movimenti di rivoluzione della Terra nello spazio. L'esperimento diede un risultato univoco e difficile da degludire: l'etere non c'era, per cui la propagazione elettromagnetica avviene nel vuoto. Un concetto forte da comprendere e che solo grazie ad altri scienziati di grandissima levatura, fu chiarito nella sua interezza nei decenni a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.<br />
Un concetto che una persona comune tipicamente non conosce e non riesce a gestire con la sola immaginazione. Tantopiù che la parola stessa, etere, è rimasta di uso comune per più di cento anni in tutte le lingue malgrado sia sostanzialmente sbagliata. E, oltre a non aver senso linguistico, la parola etere è alla base di una delle più strane interpretazioni del diritto in materia di demanio pubblico, ovvero la regolamentazione, assognazione e pagamento delle frequenze.<br />
Ora, mentre è sacrosanto che le frequenze debbano essere regolate, dato che non facendolo si rischierebbe di avere un bailamme di stazioni tutte una sopra all'altro e tutti potrebbero trasmettere sulle frequenze di emergenza di polizia e croce rossa, un mistero della storia del diritto rimane il fatto che esse vengano trattate come un demanio pubblico con un valore di mercato. E quindi sottoposte a tutela ministeriale durante l'atto della vendita, fenomeno comune a tutti i paesi industrializzati.<br />
La questione di fondo è che sostanzialmente si vende, a volte con procedura d'asta, la possibilità di usare il vuoto. Che questo abbia delle proprietà interessanti è pacifico, ma rimane vuoto. Numeri alla mano, anche nel vuoto più assoluto (concetto non esistente nella teoria quantistica moderna) le onde elettromagnetiche vanno a passeggio indisturbate. Per cui addirittura venderlo rimane per lo meno un atto coraggioso.<br />
Viene da pensare che, chi lo compra, non sa che sta comprando il nulla. Un nulla interessante, ma pur sempre nulla.<br />
PS: a coloro che si sono eccitati nel vedere che "la scienza sbaglia", volevo far notare che la storia dell'etere in realtà prova il contrario: la scienza è un processo continuo di sperimentazione, misura, modellizzazione e previsione. Il costrutto teorico galileiano si è prestato a tutte le prove possibili e immaginabili e si è sempre dimostrato ovvio e funzionante. E nel caso in questione ha funzionato da manuale.<br />
Quello che la storia dell'etere in realtà prova è semplicemente che la scienza non è un'istanza democratica: non ha ragione la maggioranza ma neanche la minoranza; ha ragione solo chi porta le misure riproducibili. Al limite anche uno contro tutti gli altri.<br />
Insomma, come si dice in gergo, il consenso tra scienziati non è scienza.<br><br />
Carletto Darwin</p>
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<title><![CDATA[L'evoluzionismo non è una ideologia politica]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/?p=80</link>
<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 22:57:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/02/28/levoluzionismo-non-e-una-ideologia-politica/</guid>
<description><![CDATA[Approffitto di un episodio avvenuto qualche giorno fa a Verona, a cui sono venuto a conoscenza quasi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Approffitto di un episodio avvenuto qualche giorno fa a Verona, a cui sono venuto a conoscenza quasi per caso, per chiarire alcuni punti del pensiero scientifico che dovrebbero essere chiariti .</p>
<p align="justify">E' stato organizzato un <a href="http://progettogalileo.wordpress.com/2008/02/25/ad-avercela-una-stampa-cosi/">Darwin Day</a> a Verona dalla locale associazione dell'UAAR, ospitato dalla Società Letteraria di Verona. Ho trovato riportati articoli della stampa locale, del quotidiano L'Arena, a cui non posso accedere direttamente. Quindi riporterò i pezzi trovati nelle <a href="http://www.uaar.it/news/2008/02/23/verona-darwin-day-uaar-indigna-centrodestra/">Ultimissime</a> del sito dell'UAAR. Se qualcuno riuscisse a darmi link all'originario ne sarei grato.</p>
<p align="justify">Non voglio entrare nelle polemiche relative a religione, all'associazione UAAR o alla faccenda del Papa e la Sapienza. Ciò che vorrei invece sottolineare è il comportamento incredibile di alcuni politici e le loro richieste a dir poco assurde.</p>
<p align="justify">In particolare le dichiarazioni di Ciro Maschio (consigliere di AN):</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><i>«[...] ciascuno a Verona è libero di dire ciò che vuole e di organizzare convegni a spese proprie dove preferisce, ma non lo faccia in una istituzione che riceve finanziamenti dall’amministrazione comunale e soprattutto non senza garantire il pluralismo».</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">E ancora Lorenzo Fontana (Lega):</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<div align="justify"><i>"sottolinea come la mancanza di contraddittorio, su un argomento che fa discutere l’ambiente scientifico, sia «espressione di una presa di posizione ideologica»"</i></div>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Tralasciando la questione finanziaria per cui molte lobbies e associazioni culturali e religiose hanno denaro e spazi pubblici dalle istituzioni, ma appena qualcuno tocca argomenti scientifici bollenti questo fa scandalo. Tralasciando questo dicevo, fa veramente sorridere l'espressione <i>"non senza garantire il pluralismo"</i>.</p>
<p align="justify">Non credo di aver mai assistito ad una lezione di biologia (in questo caso del professor Fusco) in cui un consiglio comunale chiedesse il contradditorio per garantire il pluralismo. E neppure che qualcuno chiedesse che ad un convegno di fisica ci fossero come ospiti degli opinionisti per garantire il <i>contradditorio</i> (forse l'esperta di "fisica <i>della particella</i>" Carlucci l'avrebbe richiesto). Le diatribe tra scienziati sono e rimangono all'interno della normale dialettica accademica e non hanno alcun bisogno di "spintarelle" di politici.</p>
<p align="justify">L'evoluzionismo, per quanto la società lo abbia rivestito di connotati ideologici e di partigianeria, è un argomento scientifico, non ideologico né politico. E non è un "<i>argomento che fa discutere la comunità scientifica</i>". Non nel senso che intendono loro almeno. <b>La comunità scientifica si interroga e discute sui meccanismi alla base dell'evoluzionismo, ma non sull'evoluzionismo in sè.</b></p>
<p align="justify">Ma soprattutto il pluralismo di cosa? Citando la <a href="http://www.uaar.it/news/2008/02/24/verona-letteraria-difende-darwin-day/">lettera</a> con cui la Società Letteraria si difende dalle accuse:</p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify"><i>"Non ci risulta che la comunità scientifica internazionale e il mondo accademico abbiano mai preso le distanze dalle teorie di Darwin, contrapponendovi teorie alternative."</i></p>
<p align="justify">&#160;</p>
<p align="justify">Il fatto è che a tuttora non esiste alcuna spiegazione ufficiale alternativa all'evoluzionismo e anche se esistesse non devono di certo essere i politici a pretendere un contradditorio. Se il riferimento, non tanto velato, è all'ID (Intelligent Design), esso non ha alcun valore scientifico e neppure logico se vogliamo dirla tutta.</p>
<p align="justify">La scienza non è un argomento come gli altri, di cui si può discutere al bar ed ognuno può avere la sua opinione. Non è neppure (o non dovrebbe essere) una bandiera ideologica da utilizzare per i propri scopi elettoralistici. <b><i>L'evoluzionismo dà una spiegazione al fenomeno naturale, non una valenza etica dello stesso.</i></b> Esattamente come un fisico si appresta a studiare il comportamento degli elettroni in un atomo, un naturalista studia gli strati geologici del passato per capire i meccanismi della vita. Perché il secondo viene tacciato di prendere una "posizione ideologica" mentre il primo no?</p>
<p align="justify">Quando studio le ossa di un Ittiosauro sto cercando di capire i meccanismi della natura o sto supportando un'ideologia?</p>
<p align="justify">Quando da un esperimento ho dei dati, numeri quantificabili e replicabili e li pubblico in una rivista sto convalidando i miei esperimenti o sto facendo propaganda ideologica? E se la comunità internazionale scientifica li accetta come veritieri fanno tutti parte di una lobby ideologica?</p>
<p align="justify">La scienza si muove diversamente rispetto a politica, letteratura, gossip, moda o arte. Non è un oggetto di discussione di cui ognuno può avere una propria opinione.</p>
<p align="justify">E' uno strumento di conoscenza che permette di arrivare a conclusioni condivise dalla maggior parte di scienziati possibili, in base a dati <b>verificabili</b>, <b>riproducibili ed evidenti</b>. Essa è l'unico strumento umano i cui feedback le permettono di autocorreggersi continuamente e di mettersi in dubbio grazie a correzioni, rivoluzioni e perfezionamenti.</p>
<p><a href="http://www.fabristol.splinder.com">Fabristol</a></p>
<p><i></i></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Galileo]]></title>
<link>http://progettogalileo.wordpress.com/2008/02/19/galileo/</link>
<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 19:48:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>carlettodarwin</dc:creator>
<guid>http://progettogalileo.it.wordpress.com/2008/02/19/galileo/</guid>
<description><![CDATA[Oggi Marcello Cini su La Stampa fa una curiosa critica al metodo Galileiano:
Per quanto riguarda la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi Marcello Cini su <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cultura/200802articoli/30256girata.asp" target="_blank">La Stampa</a> fa una curiosa critica al metodo Galileiano:<br />
<span style="font-style:italic;">Per quanto riguarda la scienza è vero che il metodo galileiano delle «sensate esperienze» e delle «certe dimostrazioni» ci ha permesso di formulare le grandi leggi della natura che stanno alla base della nostra conoscenza delle proprietà della materia inerte e del nostro dominio su di essa, ma è altrettanto vero che esso è certamente inadeguato a comprendere, per esempio, i fenomeni delle diverse forme della materia vivente e quelli della sfera della mente degli animali e dell'uomo.</span><br />
Ora, il metodo è un processo di ricerca continua e mi sembra molto debole notare, nel mezzo del processo, che esso non è adeguato; soprattutto quando lo stesso metodo in 4 secoli (and counting) ha dimostrato di funzionare benissimo.<br />
A dirla tutta, si potrebbe prendere la stessa intervista e riscriverla nel 1950, dicendo:<br />
<span style="font-style:italic;">ma è altrettanto vero che esso è certamente inadeguato a utlizzare, per esempio, i fenomeni gravitazionali e nelle varie forme di viaggi spaziali.</span><br />
Mah.</p>
<p>Carletto Darwin</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Benedetto e la sapienza]]></title>
<link>http://nicolabel.wordpress.com/2008/01/15/benedetto-e-la-sapienza/</link>
<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 00:41:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>nicolabel</dc:creator>
<guid>http://nicolabel.it.wordpress.com/2008/01/15/benedetto-e-la-sapienza/</guid>
<description><![CDATA[L’appello, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" align="justify"><img src="http://corrispondenti.net/images/2590.jpg" align="middle" height="310" width="500" />L’<b>appello</b>, firmato da 67 docenti e condiviso da molti altri, è di quelli destinati alla prima pagina dei giornali: papa Benedetto XVI non tenga il discorso inaugurale all'apertura del nuovo anno accademico dell’<b>università La Sapienza</b> di Roma, perché, secondo le <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=16924&#38;sez=HOME_ROMA" target="_blank">parole</a> degli estensori del documento, questo «evento incongruo», questa «sconcertante iniziativa», stride con l’<b>autonomia del sapere</b> rivendicato dall'accademia sin dai tempi di Cartesio e conseguito faticosamente già nel Settecento. Tanto più che l'allora cardinal Ratzinger in un <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&#38;currentArticle=GSUY8" target="_blank">discorso</a> del 1990 ha mostrato di condividere la posizione del filosofo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Feyerabend" target="_blank">Feyerabend</a>, secondo il quale la condanna a <b>Galileo</b> fu «razionale e giusta, e solo l'opportunità politica ne può legittimare la revisione».</p>
<p class="MsoNormal" align="justify">Ritengo <b>intempestiva</b> la richiesta dei docenti, formulata a pochi giorni dall'evento e perciò  destinata a sicuro insuccesso. Ed è facile il gioco di chi giudica <b>pretestuoso</b> contestare la liceità dell'intervento del pontefice all'inaugurazione dell'anno accademico richiamando il processo a Galileo, avvenuto quattro secoli fa. Ben più efficace per i professori sarebbe stato invece ricordare le parole dell'enciclica <i><b>Spe salvi</b></i>, pubblicata da Benedetto XVI solo poche settimane fa, laddove <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20071130_spe-salvi_it.html" target="_blank">scrive</a>: «la ragione ha bisogno della  fede per arrivare ad essere totalmente se stessa».</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">E se da un lato la comunità scientifica non può ritrarsi dall'ascoltare le posizioni del Papa senza entrare in contraddizione con l'apertura propria del <b>metodo scientifico</b> e a-dogmatico che pure vuole difendere, dall'altro è paradossale ritenere l'appello dei docenti una forma di <b>censura </b>verso le posizioni cattoliche. Non esiste libertà di parola se essa non si accompagna alla libertà di dissenso, e chi nega agli altri la seconda non può invocare per sé la prima.</p>
<div align="justify"></div>
<p class="MsoNormal" align="justify">Chiediamo perciò al Papa di manifestare la forza delle tesi che sostiene, imitando l'atteggiamento del premier iraniano <b>Ahmadinejad </b>il quale, invitato alla <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/esteri/iran-usa/ahmadinejad-new-york/ahmadinejad-new-york.html" target="_blank">Columbia University</a> lo scorso settembre, non solo ebbe la possibilità di esprimere le proprie idee ma anche il coraggio di non sottrarsi da un accesissimo dibattito con docenti e studenti di quella università.</p>
<div align="justify"></div>
<p align="justify">Del resto se <b>Paolo di Tarso</b> all’areopago non rinunciò al <a href="http://www.biblegateway.com/passage/?search=Acts%2017:16-34&#38;version=3;" target="_blank">dialogo</a> con i filosofi pagani, non si capisce perché Benedetto XVI debba sentirsi in diritto di esimersi da ogni contraddittorio.</p>
<p align="justify"><b>Edit</b>: tra i molti interventi in merito alla vicenda, segnalo alcuni blog <a href="http://www.wittgenstein.it/post/20080115_34062.html" target="_blank">più</a> e <a href="http://www.raucci.net/2008/01/15/ma-non-maleducati/" target="_blank">meno</a> famosi.</p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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