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	<title>midryasi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "midryasi"</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 06:49:27 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Benevento- Rock Festival SWEET LEAF MUSIC FEST- CSA Depistaggio 25 e 26 luglio 2008]]></title>
<link>http://altocasertano.wordpress.com/?p=3218</link>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 17:25:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>ufficistampa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gruppo MU di Caserta
Doppio appuntamento per la seconda edizione dell&#8217;unico Festival del Sud I]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[caption id="" align="alignleft" width="280" caption="Gruppo MU di Caserta"]<a href="http://www.casertamusica.com/rubriche/articoli/2008-A/bmp/P1180202.JPG"><img src="http://www.casertamusica.com/rubriche/articoli/2008-A/bmp/P1180202.JPG" alt="" width="280" height="210" /></a>[/caption]
<p><a href="http://i66.photobucket.com/albums/h278/mrtnj/thanx-add.jpg"></a>Doppio appuntamento per la seconda edizione dell'unico Festival del Sud Italia dedicato alla psichedelia heavy, al doom e al fuzz rock. Il meglio dell'underground italiano il 25 e 26 luglio a Benevento.</p>
<p><strong>Benevento</strong>- Dopo i consensi ottenuti nel dicembre 2007 alla sua prima edizione, torna lo <strong>SWEET LEAF MUSIC FEST</strong>. Un appuntamento unico ed impedibile per chi si ciba di sonorità possenti e dilatate, desertiche ed oscure. Per questo secondo appuntamento, lo staff del Festival ha fatto le cose in grande. Nonostante alcune difficoltà incontrate durante l' organizzazione (ostacoli politici superati con forza e coerenza, defezioni dell'ultimo momento, scorrette quanto inutili "competizioni"), lo Sweet Leaf persegue ostinato il proprio obiettivo: far crescere e cementare dal basso l'amore e la passione per generi come lo stoner rock,<!--more Continua a leggere--> la psichedelia e il doom metal. Un concerto e al tempo stesso una festa, realizzata in collaborazione con il portale Perkele.it e sostenuta da importanti realtà locali quali Radio Città e Rock City Nights. Per questa seconda edizione, cambia la location: non più Vitulano, bensì BENEVENTO, grazie al prezioso supporto del Centro Sociale Depistaggio. E cambia anche l'impatto: due giorni di grande musica con ben 12 gruppi ad esibirsi on stage. Si parte alla grande venerdì 25 con i TOM BOSLEY di Avellino ed il loro muro sonoro che mischia fuzz rock, garage e psichedelia pesante. A seguire una promessa del panorama stoner doom nostrano: da Frosinone i granitici GODWATT REDEMPTION, pronti a presentare il materiale del disco d'esordio. Il Sannio è rappresentato dai TEVERTS, band giovane e agguerrita che propone uno stoner rock dinamico e melodico. Da Venezia arrivano invece gli UNDERDOGS. Usciti nel 2007 su Go Down Records con il debutto Ready to Burn, picchiano duro con il loro heavy stoner acido e fumoso. Gran finale con il ritorno degli headliners della prima edizione dello Sweet Leaf, i romani BLACK RAINBOWS. Forti della fresca partecipazione al Festival tedesco Stoned From the Underground, assicurano un live show coinvolgente ed esplosivo. La serata conclusiva sabato 26 vede alternarsi band emergenti ed affermate. Aprono il party i <strong>MU di Caserta</strong>, autori di un trascinante ed ipnotico heavy trance rock, e i salernitani CIRCLE OF WITCHES con il loro dirty stoner'n'roll. Giocano in casa i CHAOS CONSPIRACY, che con la nuova formazione a tre stupiscono grazie ad un caotico, violento, strumentale post core psichedelico. Roma è il luogo fisico, in realtà L'IRA DEL BACCANO giungono da galassie profonde e smisurate, il loro doomdelic instrumental space rock ne riflette alla perfezione l'essenza. Una batosta lisergica la donano i beneventani LOST MOON: energia da vendere ed esaltanti vibrazioni tra hard psych, metal e influssi tribali. Infine, i due gruppi di chiusura della festa. Occasione speciale perchè sarà la presentazione ufficiale dello split Behind the Same Cross e ghiotta anticipazione del successivo tour europeo. Sette pollici diviso da MIDRYASI da Varese, un acid doom allucinato e sulfureo â€" e DOOMRAISER, da Roma un tributo totale e devastante alle sacre divinità del doom. Slower, harder, drunker. I love you sweet leaf, though you can't hear!</p>
<p><strong>SWEET LEAF MUSIC FEST '08</strong> 25 e 26 luglio CSA Depistaggio - Via Mustilli Benevento</p>
<p># <strong>25 LUGLIO</strong></p>
<p>BLACK RAINBOWS, UNDERDOGS, TEVERTS, GODWATT REDEMPTION, TOM BOSLEY</p>
<p># <strong>26 LUGLIO</strong></p>
<p>DOOMRAISER, MIDRYASI, LOST MOON, L'IRA DEL BACCANO, CHAOS CONSPIRACY, CIRCLE OF WITCHES, MU</p>
<p>Info: <a href="http://www.myspace.com/sweetleafmusicfest">www.myspace.com/sweetleafmusicfest</a> (Comunicato inviato da Donato Zoppo)<br />
Pubblicato da red. prov. "Alto Casertano-Matesino &#38; d"</p>
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<title><![CDATA[STONED HAND OF DOOM CHAPTER 4 - Pt.II]]></title>
<link>http://baronedelmale.wordpress.com/?p=197</link>
<pubDate>Wed, 21 May 2008 16:18:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>anderzz</dc:creator>
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<description><![CDATA[Witchcraft, La Ira de Dios, The Foreshadowing, El Thule, Stoner Kebab, Midryasi, L’Ira del Baccano]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><em>Witchcraft, La Ira de Dios, The Foreshadowing, El Thule, Stoner Kebab, Midryasi, L’Ira del Baccano, Winter of Souls, Black Rainbows<br />
17/05/2008<br />
INIT (Roma)</em></p>
<p style="text-align:center;"><img src="http://baronedelmale.wordpress.com/files/2008/05/l_03bab41ea978e11bd2d07eb0c6a95b6113.jpg?w=189" alt="" width="189" height="300" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Con le orecchie che ancora fischiano l’entourage baronale si sveglia e si attiva per raggiungere l’INIT e la seconda parte dello Stoned Hand of Doom vol.4. Arriviamo nei pressi del locale ben consapevoli di trovarci di fronte a una line up ricca ed eccezionalmente variegata, con i grandissimi Witchcraft come punta di diamante.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Purtroppo ci perdiamo le esibizioni di Black Rainbows e Winter of Souls, mentre possiamo cogliere solo le ultimissime note del set targato Ira del Baccano. La prima band che apprezziamo in pieno sono i lombardi Midryasi, alla terza apparizione in casa SHOD, autori di una prestazione al fulmicotone tra Pentagram e Black Sabbath ma con un’attitudine quasi à la Stooges. Stupisce soprattutto la grandissima presenza scenica del cantante bassista Convulsion, raro animale da palco, capace di ipnotizzare il pubblico con uno sguardo da reparto neuropsichiatrico. Canzoni potenti e ottima risposta dei presenti, che non possono che essere soddisfatti di una furia ai limiti dell’hardcore; Divertente siparietto alla fine del set, quando i Doomraiser tutti vengono chiamati sul palco a cementare un’amicizia di vecchia data. Applausi e pazze risate.<!--more--></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Il tempo di un pasto frugale ed ecco la pietanza che ci voleva, gli Stoner Kebab, che alzano il volume e sparano lapilli di fango bollente in sala, ustionando una folla che comincia ad essere consistente. C’è molto sludge di “vecchia” generazione nel DNA dei toscani, Bongzilla, Eyehategod<span> </span>e Iron Monkey sono stati metabolizzati a dovere e riadattati al classico Palm Desert sound, gli ampli danno l’impressione di essere bollenti come griglie tanta è la “pompa” che sprigionano, la ferocia vocale, poi, rende il tutto ancora più dannatamente marcio. Alla fine risulteranno essere la miglior band italiana del lotto per quanto ci riguarda.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Gli El Thule erano certamente molto attesi, come non considerare infatti la loro ultima fatica <em>Green Magic</em> uno dei migliori dischi stoner usciti in Italia? Peccato che nel caso dei bergamaschi il soundcheck non sia stato dei migliori; ed è un vero peccato perché il rock’n’roll desertico dei nostri avrebbe meritato senza dubbio una resa più adeguata. Tirando le somme non si può non lodare comunque pezzi del calibro di <em>Adam Bomb</em> e <em>Black Mamba, </em>che sono stati tra i più movimentati dell’intero festival; agli El Thule va sicuramente il merito di aver reso più “ballabile” e “scapocciante” la seconda giornata dello SHOD con una grande presenza scenica e un’attitudine quasi punk. Alla prossima!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Atmosfera totalmente opposta con la band seguente, i misteriosi The Foreshadowing, combo gothic doom di cui fanno parte vari personaggi della scena metal romana, freschi autori di un disco targato addirittura Candlelight. I sei “goticoni”, ad essere sinceri, ci sono sembrati dei pesci fuor d’acqua; troppo il divario tra la loro proposta, figlia essenzialmente di My Dying Bride, Paradise Lost e Katatonia, e l’accento marcatamente stoner-doom del festival. Le canzoni, per quanto ben suonate, ci sono sembrate eccessivamente derivative e poco incisive, di certo non aiutate da una generale immobilità sul palco che non ha coinvolto più di tanto i presenti. Vedremo cosa ci sapranno proporre in futuro, il contratto con Candlelight è comunque sia un trampolino di lancio privilegiato e un’occasione da non perdere.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Quanti di noi si erano chiesti chi fossero questi fantomatici Ira de Dios? Credo la stragrande maggioranza, visto che l’attacco dei peruviani (!) ha spiazzato praticamente tutti. Una miscela di stoner violentissimo e rock’n’roll sanguinolento con inserti psych da manuale, testi in spagnolo e un batterista ercolino che picchia come se fosse idrofobo. Non conosciamo i pezzi, non conosciamo i dischi, possiamo anche obiettare che fondamentalmente questi tre inca non siano affatto degli innovatori, ma gente che si fa l’”iradiddio” di chilometri per suonare sotto casa tua, ci mette l’anima e spacca come se il giorno seguente fosse il giorno del giudizio è minimo minimo da monumento. Hasta luego hombres!</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Passano i consueti venti minuti di pausa e <em>Chylde of Fire </em>ci scaraventa a 40 anni fa. I Witchcraft inondano di classe l’INIT con una semplicità che colpisce; fare confronti con i pur ottimi gruppi precedenti è assolutamente improponibile, i quattro svedesi incantano e convincono tutti grazie al loro stile totalmente vintage. I brani sono tutti memorabili, in particolar modo quelli di <em>Firewood</em>, forse il capolavoro della band, ma anche la stupenda <em>Alchemist </em>(che il simpatico Magnus annuncia in un buon italiano) fa sgranare occhi e orecchie a un pubblico ormai arrivato allo zenit dell’entusiasmo. Noi, che per motivi anagrafici non abbiamo mai visto i Blue Cheer nel ’69, I Sabbath nel ‘70 e i Pentagram nel ’72, abbiamo finalmente la nostra piccola rivincita. Una rivincita che assaporiamo col sorriso sulle labbra, contenti che esista un gruppo capace di comporre una <em>Queen of Bees </em>o una <em>Wooden Cross,</em> fregandosene di mode e trend, suonando semplicemente il bel rock di una volta.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">A fine serata barcolliamo un po’ tutti, siamo sudati, allegri e un po’ alticci. Qualcuno ha sete e qualcun altro piscia per strada, c’è chi vomita e chi ride in compagna, alcuni addirittura maledicono i fighetti fuori dal vicinissimo Circolo degli Artisti accorsi a vedere quelle checche degli Yuppie Flu.<span> </span>Il Barone torna a casa con la testa ancora ciondolante e un fischio perenne nelle orecchie. Ci sarà anche l’anno prossimo. Eccome se ci sarà.</p>
<p style="text-align:right;">Andrea Zeppieri</p>
<p style="text-align:center;"><code><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/QJ-bhEZSZYo'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/QJ-bhEZSZYo&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></code></p>
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