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	<title>miti-e-mitologia &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "miti-e-mitologia"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 12:26:45 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'uomo ha paura di sè?]]></title>
<link>http://fabiomarzocca.wordpress.com/?p=144</link>
<pubDate>Sat, 19 Jul 2008 19:04:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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<description><![CDATA[
Negli ultimi secoli l&#8217;uomo ha messo in atto tutta la sua scienza, la sua curiosità, il suo g]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-145" src="http://fabiomarzocca.wordpress.com/files/2008/07/deep.jpg" alt="" hspace="10" vspace="10" width="250" height="200" /></p>
<p>Negli ultimi secoli l'uomo ha messo in atto tutta la sua scienza, la sua curiosità, il suo grande metodo esplorativo per conoscere sempre più la natura delle cose che lo circondano. Ha sviluppato tecnologie raffinatissime, pur di giungere alla conoscenza del mondo esterno e della natura. Ha superato se stesso, nuotando come un pesce sugli oceani e volando come un uccello nei cieli.<br />
In altre parole: l'uomo ha dimostrato il suo orgoglioso coraggio nei confronti della conoscenza di ciò che gli era "<em>esterno</em>", non riservando - tuttavia - lo stesso coraggio e volontà verso sè stesso, il suo mondo interiore.</p>
<p>Nel suo scritto "<em>Sanare la frattura</em>" del 1961, Carl Gustav Jung dice: "<em>In un'epoca in cui tutte le energie disponibili vengono riversate nell'indagine della natura, si presta pochissima attenzione all'essenza dell'uomo</em>".</p>
<p>Quindi si può pensare che quello stesso "<em>uomo interiore</em>" che pratica la scienza non ritiene se stesso degno di un'indagine altrettanto approfondita? E così accade che mentre conosciamo tutto della materia sub-atomica e delle fenomenologie fisiche che si susseguono nello spazio, non siamo spesso in grado di sapere cosa accade dentro di noi.</p>
<p>È una conclusione sconcertante e cruda, tuttavia occorre enunciarla: è radicata nell'uomo una profonda avversione a saperne di più su se stesso. Insieme a tutto il progresso esteriore compiuto negli ultimi secoli, non si è verificato un corrispondente sviluppo e miglioramento interiore. Sarà forse la paura di sé?</p>
<h6>(Foto: <em>Deep Conscience</em> di <a href="http://flickr.com/photos/Pensiero" target="_blank">Pensiero</a>)</h6>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Apollo e la nascita di Asclepio]]></title>
<link>http://fabiomarzocca.wordpress.com/?p=68</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 13:46:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un giorno Apollo notò la principessa Coronis mentre si lavava i piedi sulle rive di un lago, e subi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://fabiomarzocca.wordpress.com/files/2008/03/apollo_saurocton_louvre.jpg" alt="apollo_saurocton_louvre.jpg" align="left" hspace="10" vspace="10" />Un giorno Apollo notò la principessa Coronis mentre si lavava i piedi sulle rive di un lago, e subito la desiderò. Per il dio figlio di Leto il desiderio era un'emozione improvvisa che rischiava di legarlo agli umani, e di cui doveva liberarsi rapidamente. Scese su Coronis e la prese d'impeto, come lo scoccare di un dardo.</p>
<p>A differenza di Dioniso, per Apollo l'incontro di due corpi non poteva essere un assorbimento o una mescolanza: doveva necessariamente trattarsi di un urto essendo egli un dio che si fondava sul distacco dagli umani, come pure Atena e Artemis.</p>
<p>Apollo lasciò poi una strana creatura, un corvo dalle piume bianche come la neve, a custodire l'amata Coronis. Dopo poche settimane la donne si accorse di essere incinta, ma nel frattempo fu attratta da uno straniero che veniva dall'Arcadia e che si chiamava Ischys (in alcuni testi questo personaggio è assimilato a Teseo). Il corvo vide la principessa che si concedeva a Ischys e subito volò a Delfi per informare il suo padrone dell'accaduto.</p>
<p>Apollo divenne una furia: la sua corona d'alloro cadde nella polvere e trasformò le piume del corvo in un nero come la pece. Poi si rivolse alla sorella Artemis, chiedendole di vendicarlo e di uccidere Coronis. Non è la prima volta che Artemis viene invocata come artefice della vendetta di un dio: lo stesso fece Dioniso quando le chiese di uccidere Arianna.</p>
<p>La freccia di Artemis si conficcò nel petto di Coronis la quale, ormai morente, sussurrò ad Apollo di avere suo figlio in grembo.  Allora il dio tentò invano di rianimarla ma quando il corpo della principessa fu steso sul rogo e il fuoco fu appiccato, le fiamme si aprirono davanti alla mano di Apollo che estrasse dal ventre di Coronis suo figlio, Asclepio, colui che guarisce.</p>
<p>Di Coronis perciò non rimase che un mucchio di cenere, e la stessa sorte toccò molti anni dopo anche a suo figlio Asclepio che aveva osato riportare in vita un morto, provocando l'ira di Zeus che lo folgorò. Quell'unica volta, Apollo pianse.</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Dioniso: il vino]]></title>
<link>http://fabiomarzocca.wordpress.com/?p=50</link>
<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 08:24:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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<description><![CDATA[




Foto di Lorenzo Scaramella


Vieni beato Dioniso, nato dal fuoco, 
con la fronte di toro,
Bassa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<table align="left">
<tr>
<td><img src="http://fabiomarzocca.wordpress.com/files/2008/03/dioniso2.jpg" alt="dioniso2.jpg" align="left" hspace="10" vspace="10" /></td>
</tr>
<tr>
<td align="center"><i><font size="1">Foto di Lorenzo Scaramella</font></i></td>
</tr>
</table>
<p align="right"><i>Vieni beato Dioniso, nato dal fuoco, </i><br />
<i>con la fronte di toro,<br />
Bassaro e Baccheo, dai molti nomi, onnipotente,<br />
che ti rallegri delle spade e del sangue e delle sante Menadi,<br />
gridando evoé sull'Olimpo,<br />
Bacco folle, dal suono rimbombante,<br />
con il tirso come lancia, dall'ira profonda,<br />
onorato da tutti gli dei<br />
e dagli uomini mortali, quanti abitano la terra:<br />
vieni, beato, danzante,<br />
portando molta gioia a tutti.</i><br />
<i><font size="1">(Inno Orfico a Dioniso)</font></i></p>
<p align="left"><font size="7">N</font>on deve stupire quando leggiamo che il primo amore di Dioniso fu un ragazzo. Il racconto del mito supera i limiti dei mortali per rivelarci l'essenza dell'immagine archetipica attraverso i simboli, quindi il dio degli <i>opposti</i> e dell'<i>alterità</i> non potrà mai essere relegato entro il recinto delle umane emozioni. Sebbene Dioniso fosse irresistibilmente attraente per ogni figura femminile fino a trascinarla verso la perdita di ogni inibizione, il suo approccio all'amore fu segnato dall'incontro con <i>Ampelo,</i> un bellissimo fanciullo che viveva tra Satiri e Sileni.</p>
<p align="left">E non poteva essere altrimenti, dato il suo nome (Ampelo dal greco antico Αμπελος, «vite»). I due giovani giocavano insieme sulle rive del fiume Pattolo e Dioniso, a seguito di un sogno che riteneva premonitore,  raccomandava sempre ad Ampelo di evitare accuratamente il toro e le sue corna. Un giorno Ampelo, ritrovatosi solo sull'argine del fiume, vide di fronte a sé un gigantesco toro che si abbeverava assetato e decise di sfidare le raccomandazioni di Dioniso. Così lo cavalcò e per qualche attimo sentì un'ebbrezza che nessuna belva gli aveva mai dato; guardò verso la luna e si prese gioco di <i>Selene</i> la quale, infuriata, mandò un tafano a pungere l'animale.</p>
<p align="left">Il toro si innervosì e cominciò a correre e saltare, finché non fece cadere Ampelo e lo incornò a morte. Le lacrime di Dioniso segnarono un evento che avrebbe cambiato la sua natura e la natura del mondo: versò dell'ambrosia sulle ferite di Ampelo, nel tentativo di farlo riavere e si disperò nel pianto. Intorno a sé Eros, i Sileni, Helios e le Ore tentarono di consolarlo, senza successo. Finché giunse <i>Atropo,</i> una delle Moire filatrici del destino, che trasformò il corpo di Ampelo in un tralcio si vite, concedendo una nuova esistenza al ragazzo.</p>
<p align="left">Dioniso colse subito il primo grappolo che nacque dalla pianta e cominciò a spremere gli acini, guardandosi le mani macchiate di rosso. Assaggiò così il nettare sulle sue dita e si accorse che nessun dio aveva in suo potere qualcosa che potesse avvicinarsi a quel liquore misto d'ambrosia. Era ciò che mancava all'esistenza e che il mondo aspettava: l'<i>ebbrezza</i>.</p>
<p align="left">&#160;</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dioniso: la nascita]]></title>
<link>http://fabiomarzocca.wordpress.com/?p=47</link>
<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 15:18:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio</dc:creator>
<guid>http://fabiomarzocca.wordpress.com/?p=47</guid>
<description><![CDATA[ A Zeus la cadmeia Semele generò un figlio illustre,
unitasi a lui in amore, Dioniso ricco di gioia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div align="right"> <img src="http://fabiomarzocca.wordpress.com/files/2008/03/dioniso.jpg" alt="dioniso.jpg" align="left" hspace="10" vspace="10" /><i>A Zeus la cadmeia Semele generò un figlio illustre,<br />
unitasi a lui in amore, Dioniso ricco di gioia,<br />
lei mortale un figlio immortale, e ora ambedue sono dèi.<br />
</i><font size="1">Esiodo (Teogonia, 940-42)</font></div>
<div align="left"></div>
<div align="left"><font size="7">L</font>a nascita di Dioniso è molto dibattuta, ma questa sembra essere la versione più comune e accreditata: Zeus, travestito da uomo mortale, ebbe una segreta avventura d'amore con <i>Semele</i>, figlia del re Cadmo di Tebe. Venuta a conoscenza del tradimento, la dea <i>Hera</i> - sotto le sembianze di una vecchia nutrice di Semele - finse di non credere  che il padre del bimbo nel grembo della principessa (incinta ormai di sei mesi) fosse proprio Zeus, a meno che la giovane con convincesse il suo amante a rivelarsi nel suo vero aspetto.</div>
<div align="left">Semele seguì quel consiglio e quando Zeus rifiutò di accondiscendere, gli negò il suo letto. Furibondo, il dio allora le apparve fra tuoni e folgori in tutta la sua gloria, tuttavia la visione di tanto splendore uccise la giovane.</div>
<div align="left">Fu allora che <i>Hermes</i> salvò il bambino: lo prese, infatti, e lo cucì in una coscia di Zeus, dove egli poté maturare per altri tre mesi venendo poi alla luce. Per questo motivo Dioniso è detto <i>nato due volt</i>e o anche <i>il fanciullo della doppia porta</i>.</div>
<p align="left">Il mito della nascita dalla coscia fa pensare all’invenzione ateniese sul modello della famosa nascita dalla testa: <i>Pallade Atena</i> che balza fuori dal capo di Zeus. Dioniso ha una natura androgina che contrasta con la sua forza generatrice maschile, ma ribadisce il suo essere ambiguo e doppio, l'<i>alterità</i>.</p>
<p align="left">Dioniso è il dio degli opposti: maschio-femmina, bambino/adulto, cacciatore e vittima, dio del fuori, che si sottrae con il suo corteo a ogni strutturato ordinamento civile, mentre preferisce come suo habitat  ciò che è senza luogo, come il mare o le radure boscose o la montagna.</p>
<p align="left">&#160;</p>
]]></content:encoded>
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