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	<title>miti-leggende-e-fiabe-del-mare &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "miti-leggende-e-fiabe-del-mare"</description>
	<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 18:38:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Delfini]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=335</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 15:22:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Ma i delfini non hanno dimenticato che sono stati uomini
e anche nella loro anima incosciente ne ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Ma i delfini non hanno dimenticato che sono stati uomini<br />
e anche nella loro anima incosciente ne serbano il ricordo”<br />
</em><strong>Oppiano</strong></p>
<p><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/delfinidelo.jpg"></a>Fin dall’antichità, l’amicizia e il legame tra uomo e delfino sono testimoniate in leggende e racconti mitologici. Plinio il Vecchio, nella sua “Storia Naturale”, ne da un esempio: narra di un delfino che, dopo la morte dell’amico bambino, si lascia morire per il dolore.<br />
Posidone, dio del mare, in segno di riconoscenza, immortala l’immagine di un delfino messaggero tra le <a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/delfiniknosso.jpg"></a>stelle del firmamento: grazie alla sua intercessione, aveva convinto la restia Anfitrite ad acconsentire alle nozze col dio stesso. Da allora, vederli, è presagio di buon auspicio.<br />
<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/delfinidelo.jpg"></a>Per Apollo, il mammifero era sacro. Assumendone le sembianze condusse i cretesi a Delfo. Che  prese il <a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/delfiniknosso.jpg"><img class="alignright alignnone size-full wp-image-337" style="float:right;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/delfiniknosso.jpg" alt="" width="211" height="141" /></a>nome dell’animale.<br />
Un giorno, Cerano, vedendone uno catturato da un pescatore, decise di comprarlo per rendergli la libertà. Lo stesso eroe, poco tempo dopo, vittima di un naufragio fu portato a riva illeso dagli stessi delfini. Similmente a ciò che narrerà Aristotele,  nella “Storia degli Animali”: sorvegliavano i bagnanti, riportando a riva gli eventuali malcapitati vittime di disgrazie.<br />
Vi sono, inoltre, molti racconti sulla loro collaborazione con i pescatori che si guardavano bene dal pescarlo, in quanto, questo dispiaceva agli dei. Essi preannunciavano acque calme e rotte sicure. Spingevano i pesci verso le reti, in cambio di una parte dalle prede.<br />
Come per volersi circondare di un’immagine amica e benevola, l’uomo lo ha riprodotto in svariate <a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/delfinidelo.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-336" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/delfinidelo.jpg" alt="" width="194" height="134" /></a>espressioni artistiche: nella “Casa dei delfini”, del museo di Delo, si trovano splendidi mosaici pavimentali che ritraggono dei pesci, assimilabili a delfini, così come nel Megaron della regina, nel palazzo di Crosso, a Creta, compare in ampi affreschi parietali. Invece, in una tomba di Tarquinia è stato ritrovato un affresco etrusco che ne dimostra l’amicizia coi pescatori.<br />
Al Capo Matapan, in Grecia, un monumento commemora il salvataggio dei delfini di Arione.<br />
Mentre a Ostia, in una bottega di pescivendoli, è possibile osservare un mosaico pavimentale che riproduce un delfino che addenta un polpo.<br />
<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/falanto.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-340" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/falanto.jpg" alt="" width="99" height="95" /></a>E’ rappresentato in monete antiche e recenti. Basti pensare alle non tanto lontane cinque lire.<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/5lire1956_thumbnail.jpg"><img class="alignright alignnone size-full wp-image-339" style="float:right;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/5lire1956_thumbnail.jpg" alt="" width="107" height="98" /></a><br />
Si potrebbero elencare una quantità innumerevole di esempi, tra cui stemmi Araldici e decorazioni di fontane, a testimonianza di questo forte legame…<br />
Il delfino è sempre stato considerato l’animale marino per eccellenza, fin dall’antichità. Omero dice:  “E’ il re del mare e il signore dei pesci”.<br />
L’uomo, sicuramente spinto dal suo comportamento amichevole, ne ha sempre cercato un contatto. Sono molte le similitudini tra l’essere umano e il delfino: entrambi gli embrioni,  nelle prime settimane di vita sono identici. Successivamente, si evolveranno in modo differente, pur mantenendo degli aspetti comuni: ad esempio, come gli esseri umani, anche i delfini scendono sott’acqua in apnea.<br />
<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/foto2_ombra_large.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-338" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/06/foto2_ombra_large.jpg" alt="" width="124" height="124" /></a>E’dotato di un’intelligenza superiore a quella degli altri pesci, che spesso, erroneamente, viene paragonata a quella dell’uomo: il cervello del mammifero è più complesso di quello dell’uomo. La sua dimensione è maggiore, poiché contiene un sofisticato sistema di ecolocalizzazione.<br />
<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/06/foto2_ombra_large.jpg"></a>Come scrisse il grande Mayol: “Un fatto è certo: che essi hanno avuto delle origini paragonabili. Né l’uno, né l’altro l’hanno mai dimenticato, e il delfino ancora meno dell’uomo poiché egli si è dimostrato sempre molto più indulgente, generoso e … cortese di noi.”</p>
<p>testo © M.G.<br />
foto tratte dal web</p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cavallucci marini, l'estinzione silenziosa.]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=319</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 20:58:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Crescendo, perdi tanti ricordi della tua infanzia, eppure, alcuni restano indelebili. Sono quelli ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Crescendo, perdi tanti ricordi della tua infanzia, eppure, alcuni restano indelebili. Sono quelli che,  nel bene o nel male, segneranno la tua vita. Ti spingeranno a credere in qualcosa, ti faranno inseguire un sogno. Per quanto la vita potrà farti sentire solo un povero illuso, loro continueranno a seguirti …<br />
I tuoi ricordi … i tuoi sogni.</p>
<p>“Era uno scricciolo tutt’ossa, con la pelle nera, color carbone, e i capelli imbionditi dal sole.<br />
Andava via da quella spiaggia solo al calare del sole.<br />
Una mattina, lo ricordo correre col suo secchiello azzurro mare, attento a non fare cadere l’acqua. Urlava: <a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/cavalluccio01.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-320" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/cavalluccio01.jpg" alt="" width="239" height="168" /></a>“Papi, papi … guarda cosa mi ha regalato oggi il mare!”<br />
Suo padre osservò il contenuto del secchiello e rispose sorridendo: “Questo è un cavalluccio marino … porta fortuna”.<br />
Stette un po’ ad osservarlo, poi, prese il secchiello in mano e si avvicinò alla battigia.<br />
Al contrario di quello che aveva visto fare ad altri bambini, decise di ridare la libertà al piccolo essere, riportandolo in mare.<br />
Aspettò che il cavalluccio marino si fosse allontanato, prima di tornare indietro … Felice.<br />
Da quel momento capì che c’era un legame indissolubile tra lui e il mare.”</p>
<p> </p>
<p>Dall’avventura di quel bimbo sono trascorsi poco meno di 40 anni.<br />
Un tempo era facile vedere il cavalluccio marino, anche sottocosta. In apnea riuscivo a vederli spesso. Già nel 1985, quando cominciai a fare immersioni con l’autorespiratore, la sua presenza cominciava a diminuire. Oggi ne è rimasto solo il ricordo, perchè non ne vedo uno da diversi anni. L’ultimo incontro, con una colonia abbastanza numerosa, l’ho fatto nel 1995, durante un’immersione a Soverato. Spero che lì la situazione non sia cambiata e quella piccola oasi continui ad essere la loro isola felice.<br />
Al giorno d’oggi si fa un gran parlare delle stragi di delfini, balene, squali, foche. Eppure non dovrebbero esistere animali di serie A o di serie B. Tutte le creature sono degne del rispetto umano.<br />
<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/bargi02.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-321" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/bargi02.jpg" alt="" width="219" height="159" /></a>Magari la dimensione di questo splendido animale lo rende meno visibile, ma non per questo, credo, sia meno degno di nota e importanza di cetacei o altri pesci,  perché, nonostante il suo aspetto possa trarre in inganno, lo è a tutti gli effetti: appartiene all’ordine dei signatiformi.<br />
Il corpo, fortemente compresso e gibboso nella parte ventrale, si restringe velocemente, terminando con la sua classica coda prensile. Adoperata per ancorarsi a posidonie, gorgonie e coralli. E’ ricoperto da<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/bargibanti01.jpg"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-322" style="float:right;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/bargibanti01.jpg?w=198" alt="" width="174" height="244" /></a> anelli ossei, muniti di escrescenze a volte ramificate.<br />
Si muove lentamente grazie alla pinna dorsale, che batte circa 70 volte al minuto. Le pinne pettorali sono usate per manovrare.<br />
La caratteristica più singolare è quella riproduttiva: la femmina depone le uova nella tasca ventrale del maschio che le custodisce fino alla schiusa.<br />
Le dimensioni, che possono raggiungere anche i 15-30 cm, variano in funzione della specie, così come la colorazione.</p>
<p style="text-align:left;">Il cavalluccio marino, o ippocampo, dal greco “hippos”, cavallo, e “Kampos”, mostro di mare, è stato sempre presente nelle mitologia del mare: in alcune raffigurazioni, scorta il cocchio di Posidone, montato da Tritoni e dalle Nereidi. In altre leggende erano i trasportatori di ninfe greche e romane. Spesso, le stesse dee, e le comuni mortali, li usavano come ornamenti o amuleti d’amore. Infatti, veniva utilizzato per <a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/bargibanti07.jpg"><img class="alignleft alignnone size-medium wp-image-323" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/bargibanti07.jpg?w=198" alt="" width="171" height="247" /></a>preparare filtri e pozioni.<br />
Viene, tutt’oggi, usato in Cina  per il suo presunto potere afrodisiaco. Serve per la preparazione di sostanze tonificanti per la pelle, ed è, addirittura, ingrediente essenziale per un analgesico contro il mal di schiena.<br />
I maggiori esportatori sono il Brasile e Filippine. Qui è pescato e commercializzato, principalmente, per essere utilizzato in acquariofilia.<a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/05/denise05.jpg"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-324" style="float:right;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/denise05.jpg?w=300" alt="" width="237" height="166" /></a><br />
L’uso dell’ippocampo per scopo ornamentale e farmaceutico, associato all’impoverimento dell’habitat naturale, ha portato la specie in forte regressione. Proprio per questo motivo,<br />
la World Conservation Union, lo ha inserito nella  “Lista Rossa” degli animali a rischio di estinzione.<br />
Nel 2002, in seguito alla convenzione tenutasi a Santiago del Cile, il CITES(Convention on International Trade in Endangered), si sono stabilite delle regole per la pesca e vendita del cavalluccio marino, al fine di proteggerlo dalla possibile estinzione.<br />
La legge norvegese, da sempre attenta al fenomeno del contrabbando di specie protette, per arginare il fenomeno prevede che si possano detenere solo 4 esemplari di ippocampo. Tempo fa, un uomo di origine vietnamita, venne arrestato all’aeroporto di Torp, perché trovato in possesso di ben 150 esemplari dell’animale, purtroppo, tutti morti.</p>
<p>Testo: © M.G. </p>
<p>Grazie a Roberto Sozzoni, autore delle foto dell’articolo.<br />
Se volete vedere delle splendide fotosub andate a dare un’occhiata al suo sito:</p>
<p><a href="http://www.robertosozzani.it/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-325" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/05/scuba4.png" alt="" width="192" height="66" /></a></p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La leggenda di Colapesce]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=142</link>
<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 19:49:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Diverse sono le leggende che, attraverso rimaneggiamenti orali o scritti, narrano le gesta di “Col]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/04/colapesce-guttuso1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-143" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/04/colapesce-guttuso1.jpg" alt="" width="226" height="201" /></a>Diverse sono le leggende che, attraverso rimaneggiamenti orali o scritti, narrano le gesta di “Colapesce”.<br />
Cola, diminuitivo di Nicola, ama il mare a tal punto da farne il suo elemento. Il rispetto nei confronti degli abitanti del mare, lo spinge a salvare la vita ai pesci pescati dal padre, pescatore di Punta Faro, ributtandoli in acqua. La madre, esasperata dal suo comportamento, lo maledice trasformandolo in pesce. Da allora viene chiamato “Colapesce”.<br />
Descritto come mezzo uomo e mezzo pesce, dotato di branchie e dita palmate, comincia a trascorrere sempre più tempo in mare. Torna sulla terraferma solo per descrivere le meraviglie che vede laggiù.<br />
La sua fama arriva fino al re di Sicilia e Imperatore Federico II, che, durante un suo viaggio a Messina, decide di conoscerlo per metterlo alla prova.<br />
Il re, mettendo in palio il matrimonio con la figlia, lo invita ad una gara: dovrà recuperare oggetti sul fondo del mare, a profondità sempre più impegnative.<br />
Dopo aver riportato in superficie una coppa d’oro, il re decide di gettare la sua stessa corona.<br />
Il ragazzo la ritrova, dopo averla cercata per due giorni e due notti. Al suo ritorno, racconta all’Imperatore di avere visto che la Sicilia poggia su tre colonne: una a capo Passero, una a capo Lilibeo e l’altra a capo Peloro, proprio sotto Messina. Quest’ultima è gravemente danneggiata da un fuoco che non si spegne.<br />
Incuriosito, Federico II, getta in mare un anello chiedendo a Colapesce di recuperarlo. Stanco, l’uomo pesce chiede un pugno di lenticchie da portare con se.<br />
Dopo qualche giorno risalgono a galla le lenticchie e l’anello bollente.<br />
Il fuoco magico esisteva davvero. Ma Colapesce non era morto…<br />
Vive ancora sul fondo del mare: sostituitosi alla colonna incrinata, sostiene Messina e la Sicilia intera.”</p>
<p>Testo © M.G.</p>
<p>Immagine: Colapesce di Guttuso</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Miti del mare]]></title>
<link>http://mediterraneapassione.wordpress.com/?p=108</link>
<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 07:47:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediterraneapassione</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il mare ha sempre stimolato l’immaginario dell’uomo, che nei racconti, ha trasformato i fondali ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mediterraneapassione.files.wordpress.com/2008/04/210854_1.jpg"><img class="alignleft alignnone size-full wp-image-109" style="float:left;" src="http://mediterraneapassione.wordpress.com/files/2008/04/210854_1.jpg" alt="" width="215" height="171" /></a>Il mare ha sempre stimolato l’immaginario dell’uomo, che nei racconti, ha trasformato i fondali in luoghi leggendari, popolati da creature mitologiche.<br />
Nonostante le leggende, il pesce è sempre stato presente nel simbolismo religioso.<br />
Nella mitologia babilonese, il Dio della sapienza assume la sembianza di un pescatore. Invece, quello degli abissi viene rappresentato come un pesce-ariete.<br />
In alcune civiltà mesopotamiche, il pesce era il cibo sacro dei sacerdoti.<br />
Raffigurazioni di pesci si trovano nei monumenti funebri egizi, etruschi e micenei. In quest’ultima, seppie e calamari, vengono assunti come emblemi dell’apparizione della vita. Invece, nella mitologia greca, sono le divinità ad assumere tali sembianze o si trovano a cavalcare delfini o ippocampi.<br />
Nel cristianesimo, il pescatore è il raccoglitore di anime, mentre il pesce  il Salvatore.Anche in diversi esempi di narrativa contemporanea si trovano presenze di animali marini che assumono un significato simbolico.<br />
Basti pensare alla balena bianca di Melville. Ogni personaggio del racconto ne ha una sua visione: è l’incarnazione del male per il capitano Acab. Rappresenta il mostro biblico per padre Mapple. Per Ismaele, invece, ha una duplice natura: splendida e orribile, benigna e malvagia, vulnerabile e immortale.<br />
Stefano D’Arrigo, un romanziere siciliano di metà ottocento, parla dell’orca, in modo non proprio benevolo, scrivendo: “Lo volete sapere in due parole cosa fa l’orca? Fa il cerchio della morte intorno al mondo, e gira, gira, incavallando onde e dando morte a rotazione continua”.<br />
Esseri e luoghi mitologici del mondo marino, si ritrovano in cartoon  per bambini, come “ la Sirenetta” o “Atlantis” della Disney.<br />
Lo squalo, nell’omonimo film di Spielberg, viene rappresentato come un creatura che uccide per il puro gusto farlo.<br />
Quelli elencati, rappresentano solo una minima parte di quello che l’uomo, nel corso dei secoli, è riuscito a creare.<br />
Oggi, la ricerca scientifica e le conquiste nel campo dell’esplorazione marina, hanno contribuito a svelarci alcuni dei segreti del mare e dei suoi abitanti, tuttavia, gli abissi continueranno a custodire misteri che non smetteranno mai di farci sognare.</p>
<p>© M.G.</p>
]]></content:encoded>
</item>

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