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	<title>moralita &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/moralita/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "moralita"</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 06:23:40 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[sono una cattiva persona?]]></title>
<link>http://blogdicasa.wordpress.com/?p=72</link>
<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 08:55:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>carletto</dc:creator>
<guid>http://blogdicasa.it.wordpress.com/2008/09/27/sono-una-cattiva-persona/</guid>
<description><![CDATA[come dicevo settimana impegnativa. mi trovo ora a relazionare di sabato scorso, ma per fortuna vale ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>come dicevo settimana impegnativa. mi trovo ora a relazionare di sabato scorso, ma per fortuna vale ancora non parla di domenica.  (altro post lungo, ma questo parla di politica e della mia scarsa moralità quindi non è importante leggerlo)</p>
<p>devo correggermi. alla fine De Michelis non è pessimo come sembra in tv. oddio, durante il colloquio ha sfoderato molto carisma, ma continua a mischiare tre cose giuste e una cazzata, ed è difficile spiegargli che quella è una cazzata, in mezzo alle altre, dopo che ha convinto quasi tutti. comunque.   (tra l'altro il fatto stesso che ha convinto quasi tutti doveva fargli capire di aver detto almeno 3/4 cazzate)</p>
<p>dopo cena ha abbandonato gli altri parrucconi ed è venuto a parlare coi ggiòvani. umanamente l'ho molto apprezzato: al di là dell'interessante punto di vista sulla politica estera (dove veramente ci capisce) stava lì perchè -poverino- ancora ci crede alla possibilità di una rinascita del partito, e strategicamente punta proprio sul contributo che i giovani possono dare. però al di là del machiavellismo, stava lì proprio perchè "con lo stomaco" (e De Michelis ce n'ha tanto) sentiva il bisogno di spronarci a imbracciare le armi, scendere nell'arena, lottare per un radioso avvenire.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://blogdicasa.wordpress.com/files/2008/09/festa.jpg"><img class="size-full wp-image-73 aligncenter" title="festa" src="http://blogdicasa.wordpress.com/files/2008/09/festa.jpg" alt="" width="436" height="69" /></a></p>
<p> </p>
<p>sìsìsì, l'ho proprio apprezzato. non che gli abbia dato molta corda (tanto c'erano gli altri a dargliela) però dei politici che ho finora incontrato, nessuno mi aveva mai considerato un interlocutore, un soggetto in grado di capacità di iniziativa e autonoma volontà. bello bello, forse sono anche daccordo con la sua diagnosi della condizione dei giovani italiani oggi ("ce l'avete nel culo. e neanche lo capite troppo.").</p>
<p>non sono troppo daccordo sulla prognosi forse, nel senso che non credo il cadavere del minuscolo resto del vecchio partito, nella sua forma attuale, possa essere la soluzione. di fatto, i giovani, perlopiù precari, sono oggi una classe IN SE', per usare la terminologia del compagno Marx, nel senso che condividono interessi (economici e materiali) comuni. ma non sono (ancora?) una classe PER SE': ovvero non hanno coscienza di classe, non sanno di (o non vogliono?) essere un insieme di persone che invece di dividersi sull'inesistente problema della sicurezza (nelle metropoli più sicure del mondo occidentale) dovrebbe unirsi per conquistare finalmente un pò di diritti ed essere riconosciuti come cittadini nella società dei vecchi e delle famiglie (quelle naturali, per carità).  </p>
<p> </p>
<p>nono, non voglio parlare di politica nel blog, volevo solo condividere la piccola gioia di sapere che anche le persone a volte sono "buone". però in effetti l'aria del cattivo De Michelis ce l'ha. il punto è che incarna proprio l'idea del socialista da prima repubblica (l'unico socialista in italia, ad oggi): qualcuno con idee ed obiettivi buoni e condivisibili, ma disposto ad utilizzare sostanzialmente qualsiasi mezzo pur di ottenerli. (chi ha tempo da perdere può farsi un'idea guardando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9sDmx01ZNfA" target="_blank">questo</a>)</p>
<p>guarda caso proprio ora (sabato mattina, almeno così un giorno a settimana mi ricordo del calendario) passano le solite carovane strombazzanti per gli sposi. ecco, se come minacciano (non ce la faranno mai) Brunetta e Rotondi riuscissero a far passare anche il più vuoto e simbolico riconoscimento delle coppie di fatto (fosse anche solo di quelle eterosessuali, guarda), alla prossima tornata di elezioni (europee, sigh) mi vedrò costretto a votare Forza Italia. sì sì, dico seriamente: il partito che viola con la sua sola esistenza lo Stato di diritto e i principi fondanti della repubblica democratica. per carità, ho detto che li voterei solo una volta, e comunque ormai la loro esistenza, e legittimità perfino in una democrazia liberale non è più contestata purtroppo, ma sono pronto a diventarne complice: sono come De Michelis?</p>
<p>Ora. Lo scandalo suscitato da machiavelli non è l'aver sostenuto che la scienza politica è indipendente dalla morale, ma di avere avuto l'onestà di esplicitarlo, traendone pubblicamente le conseguenze. tutti ovviamente facevano quel che facevano, ma avevano la respectability di lavare i panni sporchi in casa (mica pensano di averla inventata in Inghilterra?). Forse ha ragione Roncaglia: il vantaggio di parlarne, di cosa è moralmente lecito e cosa no, serve a mettere comunque dei paletti: nel silenzio invece ognuno mette il suo, e probabilmente qualcuno non ne mette nessuno. Allora, finchè parliamo del famoso discorso di Craxi sulle tangenti sono anche daccordo, ma se parliamo di arrivare a votare Forza Italia, o comunque se a spostare il paletto devo essere io, mi sento molto più a disagio. sarà la formazione cattolico-perbenista.  (per fortuna il problema non si pone, che tanto per avere un qualche riconoscimento dovrò seguire Marcella a Brussels. mestamente, essendo la città piccolina e bruttina)</p>
<p> </p>
<p>- carlo</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Succinto]]></title>
<link>http://sensibiliallaluce.wordpress.com/?p=31</link>
<pubDate>Wed, 17 Sep 2008 07:04:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>eugenioc</dc:creator>
<guid>http://sensibiliallaluce.it.wordpress.com/2008/09/17/succinto/</guid>
<description><![CDATA[Leggo questa storia delle multe salva moralità date anche a chi va in strada in abiti succinti. La ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sensibiliallaluce.files.wordpress.com/2008/09/np12.jpg"><img class="size-full wp-image-30 alignleft" title="np12" src="http://sensibiliallaluce.wordpress.com/files/2008/09/np12.jpg" alt="" width="333" height="500" /></a>Leggo questa storia delle multe salva moralità date anche a chi va in strada in abiti succinti. La cosa mi fa un poco sorridere se penso a tutti gli ombelichi in vista, alle scollature a balconcino ed alle gonne corte che allietano (non sempre) la moda estiva. In Italia viviamo per tamponare le emergenze che potrebbero (dovrebbero) non esserci, e lascio ad altri competenti approfondire l'argomento.</p>
<p><em>Dal sito: <a href="http://www.massimol.it/Scuola/Strumenti/vocabolario-italiano-dizionario.php" target="_blank">http://www.massimol.it/Scuola/Strumenti/vocabolario-italiano-dizionario.php</a></em></p>
<p><em>SUCCINTO - ant. di veste fermata ai fianchi con un cinto in modo da risultare più corta (toga, tunica succinta) ed anche di persona con la veste così legata e della parte del corpo cinta dalla legatura; oggi detto com., per est., di veste corta, scollata o comunque poco decente e pudica, che lascia vedere parti del corpo di solito coperte<br />
fig. di scritto o discorso, breve, conciso, compendioso e di persona che scrive o parla in modo conciso, sintetico<br />
loc. avv.: in succinto, in breve, in poche parole, a grandi linee<br />
avv. succintamente<br />
con abiti più corti o scollati della norma<br />
fig. in modo conciso, in breve.<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baudelaire e la bellezza]]></title>
<link>http://getabit.wordpress.com/?p=222</link>
<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 16:08:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>ciubeka</dc:creator>
<guid>http://getabit.it.wordpress.com/2008/08/22/baudelaire-e-la-bellezza/</guid>
<description><![CDATA[
 
A volte bisogna mettere le mani nel fango tirarle fuori e vedere cosa c&#8217;è rimasto attaccat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-224 alignright" style="border:1px solid black;" src="http://getabit.wordpress.com/files/2008/08/schiaffo.jpg" alt="" width="162" height="160" /></p>
<dl class="wp-caption alignright"> </dl>
<p>A volte bisogna mettere le mani nel fango tirarle fuori e vedere cosa c'è rimasto attaccato.</p>
<p>All'inizio mi inquietava molto questa poesia; ci ho messo un po' a capire che viene fuori il concetto di moralità:</p>
<p style="text-align:left;">Da "<span style="color:#ff0000;">Inno alla bellezza</span>"</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Vieni, o Bellezza, dal profondo cielo<br />
o sbuchi dall'abisso?...<br />
Abbagliata l'effimera s'abbatte in te candela<br />
e crepita bruciando e la tua fiamma benedice.<br />
[...]<br />
Che importa che tu venga dall'inferno o dal cielo,<br />
o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!<br />
se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo, al tuo piede.<br />
penetro un Infinito che ignoravo e che adoro?<br />
Che importa se da Satana o da Dio? se Sirena<br />
o Angelo, che importa? se si fanno per te<br />
-fata occhi-di-velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina-<br />
meno orrendo l'universo, meno grevi gli istanti."</p></blockquote>
<p style="text-align:left;">C. Baudelaire, <em>I Fiori del Male.</em></p>
<p style="text-align:right;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[SONDAGGIO EUROMEDIA: IL 60% DEGLI ITALIANI È CON BERLUSCONI. Fiducia nella magistratura al 18% (al 6% tra gli elettori di centro destra).]]></title>
<link>http://primapaginacasertana.wordpress.com/?p=2922</link>
<pubDate>Wed, 09 Jul 2008 20:52:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>avv. Antonio Gaudiano</dc:creator>
<guid>http://primapaginacasertana.it.wordpress.com/2008/07/09/sondaggio-euromedia-il-60-degli-italiani-e-con-berlusconi-fiducia-nella-magistratura-al-18-al-6-tra-gli-elettori-di-centro-destra/</guid>
<description><![CDATA[

Sei italiani su dieci hanno piena fiducia nel governo. Il nostro presidente Berlusconi, gode di un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span style="color:#000000;"><a href="http://primapaginacasertana.files.wordpress.com/2008/07/consiglio_ministri_napoli_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2923" src="http://primapaginacasertana.wordpress.com/files/2008/07/consiglio_ministri_napoli_2.jpg" alt="" width="270" height="198" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"><span style="color:#000000;">Sei italiani su dieci hanno piena fiducia nel governo. Il nostro presidente Berlusconi, gode di un gradimento personale del 61,5%. Sono questi alcuni dati di un sondaggio commissionato a fine giugno dal premier a "Euromedia research" e pubblicato oggi da ’il Giornale’. Cala la fiducia verso la magistratura che arriva al 18%, e si riduce addirittura al 6% tra gli elettori di centrodestra. Cresce il Pdl arrivando al 39,8%, nel complesso la maggioranza otterrebbe il 49,4%; mentre cala la fiducia nel Pd e Idv che insieme si ferma al 35%. La sinistra arcobaleno, secondo i dati riportati da Euromedia, raddoppia i consensi e dal 3,1% di aprile passa al 5,5%. 4,5% di gradimento per l’Udc. Differenza sostanziale con il sondaggio commissionato da Repubblica anche sul gradimento del segretario del Pd Walter Veltroni: per Euromedia e’ al 30% (partenza 38% ad aprile).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;text-align:justify;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:12pt;font-family:&#34;"></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Moralisti vil razza dannata....Povero Saccà, in fondo che ha fatto?]]></title>
<link>http://filcusum.wordpress.com/?p=263</link>
<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 07:40:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>filippo cusumano</dc:creator>
<guid>http://filcusum.it.wordpress.com/2008/07/02/moralisti-vil-razza-dannatapovero-sacca-in-fondo-che-ha-fatto/</guid>
<description><![CDATA[
Agostino Saccà, a capo di uno dei settori nevralgici dell&#8217;azienda televisiva pubblica, ha pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="clearfix img_container left" style="width:122px;"><img class="image thumbnail" src="http://www.fainotizia.it/files/images/serra2.thumbnail.jpg" border="0" alt="serra2.thumbnail.jpg" width="120" height="140" /></div>
<p><em><strong>Agostino Saccà, a capo di uno dei settori nevralgici dell'azienda televisiva pubblica, ha parlato ripetutamente dei suoi progetti con il proprietario dell'azienda concorrente.</strong></em></p>
<p><em><strong>In qualsiasi Azienda questo episodio sarebbe più che sufficiente per deciderne il licenziamento in tronco. </strong></em></p>
<p><em><strong>Invece...</strong></em></p>
<p><em><strong>Invito a leggere l'articolo di Michele Serra di oggi su Repubblica.</strong></em></p>
<p><em><strong>Parla del vuoto morale che ormai spinge buona parte del paese a considerare normali le cose ripugnanti, parla del conflitto di interessi, definito padre di tutti gli arbitrii, del ruolo di supplenza morale che ormai ha di fatto assunto, impropriamente secondo alcuni, la magistratura.</strong></em></p>
<p><em><strong>Descrive un paese ormai incapace di decidere, insicuro di sè, rassegnato</strong></em>.</p>
<p><strong>L'etica in appalto</strong></p>
<h3><span class="txt12"><em>di MICHELE SERRA</em></span></h3>
<p>DEI MILLE "casi" italiani, pochi come quello dell'alto dirigente Rai Agostino Saccà ci aiutano a capire lo spaventoso carico di lavoro che la nostra comunità, per sua ormai conclamata inettitudine etica, ha scaricato sulle spalle della magistratura.</p>
<p>Convogliando nell'eterna lite "sulla giustizia" questioni la cui soluzione avrebbe dovuto e potuto precedere, e di molto, il loro acido e limaccioso sbocco giudiziario: di qui (anche) l'abnorme peso che il dibattito sulla giustizia ha via via assunto, fino a (quasi) soffocare tutto il resto.</p>
<p>Questa volta è toccato al pretore del Lavoro occuparsi di un contenzioso che, di suo, non presenta soverchi misteri. <strong>Saccà, a capo di uno dei settori nevralgici dell'azienda televisiva pubblica, ha parlato ripetutamente dei suoi progetti con il proprietario dell'azienda concorrente.</strong></p>
<p>Trattando questioni vuoi infime vuoi importanti, e comunque tali, per loro natura, da non potere essere oggetto di colloquio con il competitore industriale.</p>
<p><strong>Tanto basterebbe a qualunque azienda, in qualunque Paese </strong>dove il mercato ha qualche regola e una sua anche lasca moralità interna, p<strong>er essere costretta ad allontanare il suo dirigente colto in così grave fallo.</strong></p>
<div class="clearfix img_container left" style="width:81px;"><img class="image thumbnail" src="http://www.fainotizia.it/files/images/sacca.jpg" border="0" alt="sacca.jpg" width="79" height="111" /></div>
<p>Di più: tanto dovrebbe bastare a quel dirigente per considerare inappellabilmente tradita la fiducia dell'azienda, deontologicamente illecito il suo comportamento, urgenti seppure dolorose le sue dimissioni.</p>
<div class="clearfix img_container left" style="width:2px;"><img class="image _original" src="http://www.fainotizia.it/files/" border="0" alt="files" /></div>
<p>Invece...</p>
<p>Si è lungamente discusso delle riconosciute capacità professionali di Saccà: come se c'entrassero qualcosa. Lo si è difeso oppure attaccato a seconda della sua collocazione politica: come se c'entrasse qualcosa. Si è discettato su toni e esiti dei colloqui con Berlusconi: come se c'entrassero qualcosa.</p>
<p>E mano a mano che la vicenda sprofondava nel suo ambiguo, causidico contesto (la Rai, il suo assoggettamento ai politici, il conflitto di interessi), è andata via via sfumando, come sempre più spesso capita, la sostanza del contendere: può un dirigente dell'azienda X trattare di cose aziendali con il proprietario dell'azienda Y (per giunta presidente del Consiglio: ma questa, nel caso in questione, è solo una grottesca variante)? Se la risposta è no, il caso è drasticamente chiuso. Ma la risposta, evidentemente, non è stata no, o perlomeno non lo è stata per tutti. Neanche in Rai, dove Saccà ha molti e loquaci difensori, di ogni parte politica.<br />
<strong> La risposta,</strong> per dirla tutta, <strong>manca</strong>.</p>
<p><strong>Manca</strong> nelle coscienze di molti.</p>
<p><strong>Manca</strong> nelle abitudini e nei costumi del cosiddetto Palazzo (dove si tratta con tutti e su tutto, senza che mai echeggi la salvifica frase "mi scusi, ma di queste cose non posso parlare con lei").</p>
<p><strong>Manca</strong> nel costume sociale, dove il favore, l'amicizia, la protezione, la raccomandazione sono da tempo la solida prassi che supplisce al totale relativismo della teoria.</p>
<p>E manca, evidentemente, anche la domanda: questo comportamento è lecito o illecito? È giusto o sbagliato? Tecnicamente, questo e solo questo è l'etica: domandarsi se un atto, specie se compiuto da noi stessi, è giusto o sbagliato.</p>
<p>Poiché questo genere di domande precede la nascita del caso giudiziario, e magari lo disinnesca prima che esploda, è facile capire che il gigantesco viluppo di carte bollate, cause, procedimenti, ricorsi che ammorba il paese, è causato dalla quasi totale assenza di quel sano, utilissimo momento pre-giudiziario che è l'etica. E se nessuno osa sperare di vivere in una comunità semi-santificata, nella quale la magistratura debba intervenire solo in rari e gravissimi casi, tutti dobbiamo però sentirci atterriti dalla spaventosa, crescente "giudiziarizzazione" di tutto ciò che giace irrisolto a causa della impressionante assenza di un'etica condivisa, di domande e risposte che surclassino, nella coscienza collettiva, le opinioni politiche, e perfino le sentenze della magistratura.</p>
<p>Tanto è vero che metà del Paese vive nell'attesa messianica, e giustamente frustrata, di una qualche carta da bollo che arrivi a <strong>decapitare il padre di tutti gli arbitrii, che è il conflitto di interessi</strong>.</p>
<p>E l'altra metà è convinta che le carte della giustizia siano solo una subdola, sordida arma politica. A tanto si può arrivare quando il corpo sociale nel suo complesso non possiede più un giudizio proprio sulle cose pubbliche e pure private (vedasi i sorrisetti compiaciuti che fanno corona al disgustoso casting di amichette-attricette).</p>
<p>È in fondo a questo<strong> vuoto morale</strong>, è al termine di questa mancata tutela di se stessi e dei propri atti, che il <strong>giudice, di ogni ordine e grado, si ritrova così spesso nel poco salubre, poco sereno ruolo del supplente morale</strong> e peggio del fiancheggiatore politico, quasi spodestato della sua rassicurante aura tecnica, della sua professione di interprete delle leggi, per finire scaraventato in una faida che, partendo dal cuore politico del Paese, sta risalendo anzi è già risalito fino alle venuzze periferiche del favore sessuale, del maneggio professionale, dell'inciucio aziendale.</p>
<div class="clearfix img_container left" style="width:119px;"><img class="image preview" src="http://www.fainotizia.it/files/images/sacca2.jpg" border="0" alt="sacca2.jpg" width="117" height="124" /></div>
<p><strong> Agostino Saccà è un eccellente dirigente televisivo</strong>.</p>
<p><strong>Ma ha gravemente sbagliato. </strong></p>
<p>Ora questo errore, come tante altre cose, è diventato trafila giudiziaria, guerra di ricorsi, duello di sentenze. Cioè non è più un errore. È un oggetto giuridico, è materia che la nostra collettività non è più in grado di maneggiare con qualche serenità, con qualche buon senso. È una domanda, è una risposta che sono state appaltate alla magistratura come ennesimo segno di impotenza a fare da noi, a regolarci tra noi.</p>
<p><strong>Povero il Paese che non è capace di risolvere più niente, decidere più niente, e soprattutto giudicare più niente fuori dalle aule di giustizia.</strong></p>
]]></content:encoded>
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