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	<title>myspiace &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/myspiace/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "myspiace"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 01:38:15 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Odiarsi cordialmente, anche virtualmente]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=204</link>
<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 07:48:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Susana</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.com/2008/07/28/odiarsi-cordialmente-anche-virtualmente/</guid>
<description><![CDATA[





Mentre mesi fa impazzava il video &#8220;I&#8217;m getting bored of Facebook&#8221;, Dr. Evil ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignnone">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://razorsisters.files.wordpress.com/2008/07/welcome_3.gif"><img class="size-medium wp-image-205" src="http://razorsisters.wordpress.com/files/2008/07/welcome_3.gif?w=190" alt="Hatebook" width="190" height="90" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p>Mentre mesi fa impazzava il video "I'm getting bored of Facebook", Dr. Evil ha deciso di andare oltre.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3ZzP_69ZTFk'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/3ZzP_69ZTFk&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
<p><a title="Hatebook" href="http://www.hatebook.org" target="_blank">Hatebook</a> è un <span style="color:#ff00ff;">anti-social network<span style="color:#000000;">, in cui vieni incoraggiato a dare informazioni false e gettare </span></span><span style="color:#ff00ff;"><span style="color:#000000;">nel <span style="color:#ff00ff;">ventilatore </span></span></span><span style="color:#ff00ff;"><span style="color:#000000;">più fango che puoi<span style="color:#ff00ff;"></span>. Puoi creare gruppi dedicati all'odio verso quello che vuoi. Puoi e devi rivelare fatti privati di chi ti sta antipatico.</span></span></p>
<p>La pagina in cui vedi le azioni recenti dei tuoi contatti, che su Facebook viene ipocritamente chiamata "feed", su Hatebook ha il nome giusto: <span style="color:#ff00ff;">Gossip</span>.</p>
<p>Mentre smanetti sul sito continui a essere <span style="color:#ff00ff;">insultato</span> dal creatore dello stesso, il <span style="color:#ff00ff;">Dr. Evil</span> di cui sopra.</p>
<p>Questa Razor ha già cominciato e la prima vittima è...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Myspiace. Ossessioni, dichiarazioni, malintesi e figuracce nel mondo telematico.]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=146</link>
<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 21:50:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.com/2008/06/03/myspiace-ossessioni-dichiarazioni-malintesi-e-figuracce-nel-mondo-telematico/</guid>
<description><![CDATA[E come scrisse Italo Calvino nel suo Perchè leggere i classici (1995, Mondadori, Milano): &#8220;Un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E come scrisse Italo Calvino nel suo <em>Perchè leggere i classici</em> (1995, Mondadori, Milano): "<span style="color:#ff00ff;">Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire</span>".</p>
<p style="text-align:justify;">E' con enorme modestia (visto l'incipit) che ripropongo, in questa, sede un classico scaturito  dalle mie riflessioni sul nostro quotidiano rapporto con il virtuale dal titolo "Sindrome di maispeis".</p>
<p style="text-align:justify;">Ovviamente il rapporto di ricerca completo può essere richiesto, come di consueto, all'indirizzo <span style="color:#ff00ff;">razorsisters@gmail.com</span>.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;"><strong>Sindrome di Maispeis</strong></span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">La parola "sindrome" è utilizzata in medicina per indicare un insieme di sintomi e segni clinici che possono essere <span style="color:#ff00ff;">segno </span>di una o più malattie. <em>Maispeis</em> è il nome di una <span style="color:#ff00ff;">nuova malattia</span>, una realtà dilagante con cui tutti dobbiamo fare i conti, che ne siamo colpiti direttamente o meno. E' il nostro dovere di uomini e donne e di cittadini. Non c'è modo di dire una cosa simile in modo diverso, ce lo insegna la rudezza e la scioltezza con cui di solito i medici ci comunicano certe cose.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">A differenza del medico però, il quale di norma non ritiene opportuno e necessario rispondere alle domande che gli rivolgiamo con interesse e dovizia di particolari, qui si prova a riferire e spiegare la sintomatologia correlata alla sindrome di <em>Maispeis</em>, la cui <span style="color:#ff00ff;"><a href="http://www.demauroparavia.it/41803">eziologia</a> </span>è tuttavia ancora da indagare (per questo ogni anno, approssimativamente nel mese di Luglio si attua una raccolta di fondi, tramite banchetti nelle principali piazze italiane e la vendita di <em>router wireless</em> e interamente devoluti alla ARMA, Associazione per la Ricerca sulla Maispeis Addiction ).</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Il sintomo, si ricordi, indica <span style="color:#ff00ff;">un'alterazione della normale sensazione di sé e del proprio corpo in relazione ad uno stato patologico</span>, riferito dal paziente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Una lista dei primi <span style="color:#ff00ff;">5 sintomi principali</span>, la cui presenza e diagnosi indica un incipiente sviluppo della malattia:</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Sintomo da <em>Top Friends</em></span>: è il primo segnale della sindrome. La sua comparsa risale ai primi accessi al <em>network</em>. Alcuni pazienti riferiscono un disagio provocato dall'ordinamento degli amici preferiti nella <em>Top Friends</em>. E' necessario ancora indagare la correlazione esistente tra ordinamento degli amici e grado di frequentazione con gli stessi, il che apre scenari del tutto inaspettati sul rapporto tra vita su <em>maispeis</em> e vita reale.<br />
Le indagini più impegnative riguardano tuttavia la percezione di sé che deriva dallo scoprirsi <span style="color:#ff00ff;">declassati o estromessi da una <em>top friends</em></span>. La correlazione tra estromissione da <em>top friends</em> e livello di autostima è una delle grandi sfide che gli scienziati si trovano a dover affrontare, e vincere, nei decenni a venire.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Sintomo da <em>About me</em></span>: la descrizione del sé dipende dalla percezione del sé. E' questo il presupposto da cui gli scienziati partono dopo aver constatato la difficoltà con la quale i pazienti riferiscono la gestione della suddetta sezione. Si è scoperto che esiste molto spesso uno scarto tra percezione del sé e immagine che si desidera offrire e che ciò è direttamente correlato al numero di <em>about me</em> visionati e alla professione dei loro possessori (tra le professioni individuate: <em>copywriter</em>, scrittori in erba, gente di spirito, intellettuali di sinistra). Si rilevano casi in cui la sezione è occupata da una <span style="color:#ff00ff;">singola simbolica foto </span>e si ricorda un singolo caso, oggetto di un'indagine approfondita (<em>case study</em>), in cui la foto ritraeva un <span style="color:#ff00ff;">rotolo di carta igienica</span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Sintomo da <em>On line now</em>!</span>: alcuni pazienti riferiscono una necessità impellente a disfarsi della icona che indica l'avvenuto accesso al <em>network</em> e quindi la propria presenza virtuale. Le indagini si muovono in questa direzione e sono mirate soprattutto a scoprirne le cause più profonde e maggiormente radicate nel subconscio. Le cause apparenti sono state indagate, la principale delle quali risale ad una presenza ininterrotta nel <em>network</em> e di conseguenza al superamento dell'ostacolo costituito da continui <em>login</em>. Il maggior rischio correlato a tale sintomo è la mancanza di reali opportunità di dialogo, il che implica la messa in discussione del <span style="color:#ff00ff;">principale scopo </span>della presenza sul <em>network</em> (C'è da precisare la coincidenza di tale sintomo con una sindrome diversa, quella da <em>msn</em>, e precisamente il sintomo legato alla cosiddetta "invisibilità"): <span style="color:#ff00ff;">tenersi in contatto</span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Sintomo da "portierato"</span> (vedi post-precedente): è riferito da pazienti dei quali è stata ampiamente accertata la correlazione tra la tendenza ad occuparsi delle altrui faccende, per usare un gergo maggiormente comprensibile se non scientificamente corretto, e l'appartenenza di genere, la curiosità e l'intensità della relazione affettiva e/o amicale che lega il profilo "portierato" al proprio. I rischi maggiormente correlati alla presenza di tale sintomo riguardano principalmente lo sconfinamento oltre i sei gradi di separazione, il monopolio delle conversazioni a tavola e l'impossibilità quasi reale di poter riferire una succosa novità spesso indicata dallo sguardo sornione del commensale e dal suo: «Ho visto», <em>vedo</em> dunque <em>so</em>. Non ultimo il rischio del licenziamento in tronco.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Sintomo "giapponese"</span>: la denominazione proviene dalla proverbiale presenza nella mano di ogni giapponese di una <span style="color:#ff00ff;">fotocamera digitale</span>. La maggior parte dei pazienti ascoltati riferiscono una presenza costante nelle proprie borse e tasche di tali oggetti, e una tendenza compulsiva a farne maggiore uso, alla ricerca della <span style="color:#ff00ff;"><em>pic</em></span> perfetta. Un sintomo che ricade nella medesima categoria fa riferimento all'uso della fotocamera nella stanza da bagno. Lo scenario più probabile riguarda il grado di correlazione tra l'uso della fotocamera in un luogo normalmente deputato ad altri scopi e funzioni e la <em>presunta</em> originalità della foto.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Le cure sono ancora in fase di sperimentazione. Vista la pericolosità dell'automedicazione, che per la maggior parte dei casi consiste nel <span style="color:#ff00ff;">suicidio virtuale</span> (quale il grado di simbolismo insito in questa pratica? Quali ricadute sulla vita reale? Sulle proprie capacità di autocontrollo e disciplina?) e che comporta comunque una comprovata percentuale di ricadute pari al 99%, il consiglio degli esperti è rivolto a coloro che individuassero almeno tre di questi sintomi e raccomanda caldamente di rivolgersi a stretto giro ad uno dei sempre più frequenti specialisti in <em>new addictions</em> o ad un <span style="color:#ff00ff;">esorcista</span>.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">Semplice.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MySpiace. Ossessioni, malintesi, dichiarazioni e figuracce nel mondo telematico.]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=134</link>
<pubDate>Tue, 20 May 2008 16:41:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.com/2008/05/20/myspiace-ossessioni-malintesi-dichiarazioni-e-figuracce-nel-mondo-telematico-4/</guid>
<description><![CDATA[Msn is Evil
Scusate la prolungata assenza, ma ho dovuto svolgere delle ricerche approfondite sul mio]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff00ff;">Msn is Evil</span></p>
<p style="text-align:justify;">Scusate la prolungata assenza, ma ho dovuto svolgere delle ricerche approfondite sul mio campione rappresentativo al fine di potervi fornire i primi risultati della ricerca socio-antropologica*: <span style="color:#ff00ff;">la fine delle relazioni ai tempi di <em>msn</em></span>...</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa accomuna le donne e l'uomo che formano il campione rappresentativo? Bene, la consapevolezza che <em>msn</em> è un mezzo diabolico. Msn è <em>il contatto</em> 24 h su 24, <em>msn</em> è uno strumento di controllo e potere, <em>msn</em> è la presenza inquietante dell'altro travestito da innocuo omino verde (il terrore da altri mondi).</p>
<p style="text-align:justify;">Quattro donne su quattro ed un uomo su uno (un intero uomo! Ullallà) affermano che quando un amore finisce la prima mossa che si compie, su msn, è <span style="color:#ff00ff;">l'eliminazione del contatto</span>: non ti vedo non ci sei.</p>
<p style="text-align:justify;">C'è da rilevare che ciò viene interpretato dalla letteratura corrente come una moderna, quanto inefficace, <span style="color:#ff00ff;">declinazione <em>psicopatica</em></span> <span style="color:#ff00ff;">del "lontano dagli occhi lontano dal cuore" </span>nell'inutile speranza che sia così anche per l'altro, da cui vogliamo contemporaneamente scappare. Niente di più sbagliato. Le stesse quattro donne, e lo stesso uomo, affermano ripetutamente che potete anche non vederlo ma non lo cancellerete ancora per molto dalla vostra testa.</p>
<p style="text-align:justify;">Una donna su quattro ha scoperto che tale procedura è tra l'altro inefficace anche su msn: <span style="color:#ff00ff;">se l'eliminazione non è reciproca il contatto eliminato continuerà a vedervi <em>online</em></span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Il rischio a questo punto è "la ricaduta".</p>
<p style="text-align:justify;">Due donne su quattro hanno raccontato di aver controllato ripetutamente la sezione Privacy del menù Strumenti e controllato la famigerata "lista dei contatti nei cui elenchi siamo presenti". Il contatto eliminato le aveva mantenute in lista ed esse godevano tronfie della non avvenuta eliminazione. Un segno su cui le donne hanno confessato di aver ricamato sopra nel vano tentativo di rispondere alla domanda: perché non ci eliminate? Cacciando così nell'angolino la spiegazione che esse sapevano essere l'unica: <span style="color:#ff00ff;">non gliene frega un cazzo. Ci siamo o non ci siamo</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Le stesse due donne (le altre due vanno dall'analista, l'uomo ha un importante lavoro) hanno aggiunto nuovamente il contatto eliminato. La spiegazione fornita è: la <span style="color:#ff00ff;">curiosità</span> nella sua declinazione patetica ovvero "chissà come se la passa".</p>
<p style="text-align:justify;">Stimolate ad approfondire le loro motivazioni socio-psicologiche esse hanno confessato che la loro occupazione principale era cercare di decifrare il significato della frase che accompagna ogni contatto nell'elenco. La letteratura sull'argomento è chiara su questo punto: <span style="color:#ff00ff;">la frase ha senso solo per i suoi amici del calcetto ed è inutile cercare di individuarvi significati nascosti</span>. Molto più semplice farlo con le canzoni dei Led Zeppelin mandate al contrario.</p>
<p style="text-align:justify;">Quattro donne su quattro e l'uomo intero hanno confessato di avere sorpassato il limite dell'umana decenza (leggi si fanno onestamente schifo) ed hanno alfine deciso di bloccare il contatto. La letteratura ribadisce che anche questa è <span style="color:#ff00ff;">un'operazione molto pericolosa non scevra da ricadute</span>: il dischetto rosso che compare sull'omino verde (il terrore da altri mondi) impedisce di essere al corrente dello stato reale del contatto o di quello che si suppone tale.</p>
<p style="text-align:justify;">Essi non sapevano più se il loro contatto stava "a pranzo", se non era "al computer" o se "era occupato", innescando così il vero vortice ossessivo che connota il comportamento del campione rappresentativo intero: se non è al <em>pc</em> starà telefonando, lo so!, Ma a chi???  Sta per tornare, lo so! Ma forse gli scappava la cacca... Cazzo è occupato!... <span style="color:#ff00ff;">Occupato</span>. L'incubo. Occupato a fare cosa? E' occupato in un'altra conversazione? È occupato perché ha paura che lo contattiamo? È occupato perché è andato al supermercato?</p>
<p style="text-align:justify;">E allora perché è occupato? <span style="color:#ff00ff;">Cazzo sconnettiti, così mi liberi dall'ansia</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">Plof. L'omino colpito dal raggio della morte è diventato grigio, polverizzato. Non c'é. E se non ci fosse perché ci ha bloccati? E se non ci fosse perché è invisibile? Tranquilli, non ha nessun motivo, ricomponetevi:<span style="color:#ff00ff;"> semplicemente per tutto il tempo non vi ha cagati</span>.</p>
<p style="text-align:justify;">*<span style="color:#ff00ff;">Nota metodologica</span>: campione rappresentativo formato da quattro donne e un uomo intero, intervistati per mezzo di interviste in profondità nel corso di innumerevoli aperitivi, conditi da troppe birre e troppa <em>mousse</em> di ceci soprannominata Cindy Lauper.</p>
<p style="text-align:justify;">P.s. Per il rapporto di ricerca completo potete contattare le Razor Sisters al seguente indirizzo <span style="color:#ff00ff;">razorsisters@gmail.com</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MySpiace. Ossessioni, malintesi, dichiarazioni e figuracce nel mondo telematico.]]></title>
<link>http://razorsisters.wordpress.com/?p=129</link>
<pubDate>Wed, 14 May 2008 15:46:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Susana</dc:creator>
<guid>http://razorsisters.com/2008/05/14/myspiace-ossessioni-malintesi-dichiarazioni-e-figuracce-nel-mondo-telematico-3/</guid>
<description><![CDATA[Status Symbols

È curioso che esistano delle norme per la tutela della privacy quando è evidente c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Status Symbols</strong></p>
<p><img style="vertical-align:text-bottom;" src="http://www.etechs.it/wp-content/uploads/2008/02/msn_headshot_by_elpix.jpg" alt="msn headshot" width="200" height="200" /></p>
<p>È curioso che esistano delle norme per la tutela della privacy quando è evidente che non vediamo l’ora di mettere il mondo al corrente dei nostri stati d’animo e cavoli vari.<br />
Lo dimostra la complusione - a cui non sfugge nessuno - che ci porta ad aggiornare i nostri status su Msn, Facebook e MySpace.<br />
Buona parte della personalità dei nostri contatti si può indovinare in base alle fatidiche frasi che seguono il nome. Le categorie fondamentali sono:</p>
<ul>
<li>Chi usa permanentemente citazioni drammatiche da canzoni tristi: “<em>Heaven knows I’m miserable now</em>”, “<em>The world is a vampire</em>”, roba così. Questi probabilmente non hanno nessun vero problema, stanno solo lanciando l’esca perché qualcuno chieda “come stai?” o “tutto bene, ciccia?”, così possono attaccare il pilotto.</li>
<li>Chi gentilmente ci comunica dove si trova in ogni momento della giornata e cosa sta facendo: <em>#Lauretta# - a casa di zia ☺ , Cicci@ - studia</em>, <em>NIKO dorme</em>, <em>Alessiuccy!!! -  beve un succo di pera</em>, <em>MarkoMatto si scaccola</em>, ecc. Chi ci dice sempre cosa sta facendo fondamentalmente non ha mai niente da fare.</li>
<li>Il che ci porta ai vari <em>Tizio – I’m busy!</em> e <em>Caia – occupata davvero</em>: evidentemente non abbastanza occupati da tenere Msn chiuso. Infatti, se uno ci parla, finiscono per restare in chat per 20 minuti, fate la prova.</li>
<li>Ma anche a chi si collega dovunque si trovi, tanto per farcelo sapere: parlo di <em>AnnaPaola nella grande mela</em> o <em>Giusy – Barcellona spacca!</em> Non sia mai, può darsi che qualche conoscente di AnnaPaola e Giusy non sappia ancora delle loro fantastiche vacanze, con quello che sono costate. Stranamente nessuno scrive mai <em>Francy – a Terracina!!!!</em></li>
<li>Finalmente, i più temuti, almeno da me: quelli che alla voce “nome” inseriscono un’infinità di asterischi, virgolette e codici htlm che il mio computer non legge e che precedono un nick incomprensibile.                                                                                                                                  Viene qualcosa come: <em>()***quot*§&#62;i””” ^__^ DarklovesadEmoGirl87”quot*§&#60;i’’’’[cc]*</em>”.   Tendenzialmente dimentico come si chiamano nella realtà, perché è gente con cui evito di chattare.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
