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	<title>napoletano &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://wordpress.com/tag/napoletano/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "napoletano"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 12:48:37 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[tre parole napoletane]]></title>
<link>http://cryptex.wordpress.com/?p=139</link>
<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 13:55:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>cryptex</dc:creator>
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<description><![CDATA[schizzechià /ʃkitsə&#8217;kjaː/ piovigginare fastidiosamente. Esempio: &#8220;Ma quanno fernésc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>schizzechià</strong> /ʃkitsə'kjaː/ <em>piovigginare fastidiosamente</em>. Esempio: "Ma quanno fernésce 'e schizzechià?"</p>
<p><strong>purpetiello</strong> /purpə'tjellə/ <em>piccolo polpo</em>; tuttavia nella frase "M'aggio fatto 'nu purpetiello" assume il significato di <em>completamente zuppo d'acqua</em></p>
<p><strong>annozzà</strong> /anno'tsaː/ intraducibile: <em>affogarsi con qualcosa di simile al tuorlo di un uovo sodo</em>, oppure l'azione compiuta da una pietanza del genere. Esempi: "Me stavo annozzanno 'ncanna", "'St'ove annozzano malamente"</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Lo cunto de li cunti...overo...lo trattenemiento de peccerille]]></title>
<link>http://patati.wordpress.com/?p=853</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 12:51:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>tiger</dc:creator>
<guid>http://patati.wordpress.com/?p=853</guid>
<description><![CDATA[ 

Molti miei compaesani al nome di Giovan Battista Basile&#8230;subito penserebbero al costruttore]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img185.imageshack.us/my.php?image=alfrojulnonninafavolehf7.gif" target="_blank"></a> </p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img185.imageshack.us/img185/640/alfrojulnonninafavolehf7.th.gif" alt="" /></p>
<p>Molti miei compaesani al nome di Giovan Battista Basile...subito penserebbero al costruttore della principale scuola media inferiore del paese che reca il suo nome...scuola più paragonabile ad un carcere che ad altro...posta nelle vicinanze del maggiore ritrovo per drogati della città...e poco importa che i bambini per recarsi alle lezioni debbano fare lo slalom fra siringhe e tossici stesi a terra privi di sensi...scuola che per tre anni ha dovuto sopportare anche la mia presenza...e sapesse quante maledizioni ho inviato a quel Gian Battista Basile...che nell'immaginario di un bambino poco più che decenne...era colui a causa del quale ero costretto ad alzarmi presto la mattina e a seguire noiosissime lezioni in quattro mura fetide...ebbene crescendo...ho capito che forse...quel nome non era solo un nome scritto a caratteri cubitali(per di più abbreviato) sulla facciata di un edificio fatiscente...ma forse a quel nome era associato una persona importante..un V.I.P. quindi man man ho provato a saperne di più...beh per dirla in breve sapevate che Giovan Battista Basile è il papà letterario di Cenerentola?...non ci credete?...ebbene abbiate la pazienza di leggere l'intero post...e lo scoprirete.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img157.imageshack.us/my.php?image=giovanbattistabasileil1.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img157.imageshack.us/img157/4038/giovanbattistabasileil1.th.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Giambattista Basile nasce secondo Benedetto Croce a Napoli nel 1575...secondo altri a Giugliano nel 1566...e muore proprio a Giugliano nel 1632...Da giovane fu soldato mercenario al servizio della Repubblica di Venezia (La Serenissima)...In questo periodo frequenta una società letteraria, l'<em>Accademia degli Stravaganti</em>. Nel 1611 insieme alla sorella Adriana, nota cantante dell'epoca, si trasferisce alla corte di Vincenzo Gonzaga a Mantova entrando a far parte dell' <em>Accademia degli Oziosi. </em>Tornato a Napoli, fu governatore di vari feudi per conto di alcuni signori meridionali. Morì come detto nel 1632 nella città delle Mela Annurca.</p>
<p>La sua opera più famosa è scritta interamente in lingua napoletana e s'intitola: "Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille"(Il racconto dei racconti ovvero l'intrattenimento dei bambini) noto anche con il nome di "Pentamerone". Il libro si ispira al Decamerone di Boccaccio  ma con alcune differenze: le giornate sono la metà (5 anziché 10) e ridotto alla metà è anche il numero delle novelle (50 anziché 100), i narratori sono dieci vecchiette caratterizzate da difetti fisici (Zeza è sciancata, Cecca storta, Meneca gozzuta, Tolla nasuta, Popa gobba, Antonella bavosa, ecc.). Più che novelle, le storie narrate da Basile sono fiabe tratte in genere dalla tradizione popolare che furono ben presto lette, tradotte, imitate e rielaborate dai più grandi autori europei tra cui: I Fratelli Grimm( eh si proprio loro...quelli del gatto con gli stivali, di Hansel e Gretel ecc ecc) e Charles Perrault (l'autore della cenerentola che tutti conoscono).</p>
<p>"L'Italia possiede nel Cunto de li Cunti del Basile, il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari." Così Benedetto Croce definì il “Boccaccio Napoletano”, Giambattista Basile, definendolo altresì uno dei più grandi se non il più grande scirttore del 1600 italiano e mondiale.</p>
<p>Al giorno d'oggi la tomba di Giovan Battista Basile si trova nella chiesa di Santa Sofia a Giugliano...ma è praticamente dimenticata da tutti, nè un fiore, ne qualcuno che si fermi a dire una preghiera, nè qualcuno che sappia di chi stiamo parlando...per i giuglianesi Basile è quello della scuola media...per gli altri questo nome è addirittura sconosciuto...solo grazie all'artista napoletano Peppe Barra che ha fatto di alcune delle novelle di Basile dei suoi veri e propri cavalli di battaglia...lo cunto de li cunti prova a farsi conoscere...ma sempre in maniera indiretta...e un domani le persone ricorderanno Peppe Barra ma non sicuramente Giambattista Basile...che resterà per sempre quello della scuola media.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img157.imageshack.us/my.php?image=beppe20barrapz3.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img157.imageshack.us/img157/1337/beppe20barrapz3.th.jpg" alt="" /></a></p>
<p>Ed ecco a voi la veria storia di Cenerentola...o meglio di Gatta Cenerentola...ve la posto sia in lingua originale che tradotta...spero vivamente che troviate 10 minuti di tempo per leggerla tutta...perlomeno in Italiano...</p>
<p> <a href="http://img157.imageshack.us/my.php?image=zezzollabm8.jpg" target="_blank"></a></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://img157.imageshack.us/img157/9107/zezzollabm8.th.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>LA GATTA CENERENTOLA</strong></p>
<p><em>Sappiate dunque che c'era una volta un principe vedovo, che aveva una figliola così cara che non ci vedeva per altri occhi; per lei teneva una maestra di prim'ordine, che le insegnava le catenelle, il punto Venezia, le frange e il punto a giorno, mostrandole tanto affetto che non bastano le parole a dirlo. Ma, essendosi sposato da poco il padre e pigliata una focosa malvagia e indiavolata, questa maledetta femmina cominciò ad avere in disgusto la figliastra, facendole cere brusche, facce storte, occhiate accigliate da spaventarla, tanto che la povera ragazza si lamentava sempre con la maestra dei maltrattamenti che le faceva la matrigna, dicendole: "O dio, e non potessi essere tu la mammarella mia, che mi fai tanti vezzi e carezze?"</em><br />
<em>E tanto continuò a ripetere questa cantilena che, messole un vespone nell'orecchio, accecata dal diavolo, una volta la maestra le disse: "Se farai come ti dice questa testa pazza, io ti sarò mamma e tu mi sarai cara come le ciliegine di questi occhi".</em><br />
<em>Voleva continuare a parlare, quando Zezolla (che così si chiamava la ragazza) disse: "Perdonami, se ti spezzo la parola in bocca. Io so che mi vuoi bene, perciò zitto e sufficit: insegnami l'arte, perché io vengo dalla campagna, tu scrivi io firmo"</em><br />
<em>"Orsù" replicò la maestra, "senti bene, apri le orecchie e il pane ti verrà bianco come i fiori. Appena tuo padre esce, dì alla tua matrigna che vuoi un vestito di quelli vecchi che stanno dentro la grande cassapanca nel ripostiglio, per risparmiare questo che porti addosso. Lei, che ti vuol vedere tutta pezze e stracci, aprirà il cassone e dirà: 'Tieni il coperchio' E tu, tenendolo, mentre andrà rovistando dentro, lascialo cadere di colpo, così si romperà l'osso del collo. Fatto ciò, tu sai che tuo padre farebbe monete false per accontentarti e tu, quando ti accarezza, pregalo di prendermi per moglie, perché (beata a te!) sarai la padrona della vita mia"</em><br />
<em>Sentito questo a Zezolla ogni ora parve mille anni e, messo in opera per filo e per segno il consiglio della maestra, dopo che passò il tempo del lutto per la disgrazia della matrigna, cominciò a toccare i tasti del padre, perché si sposasse con la maestra. Da principio il principe la prese in burla; ma la figlia tanto tirò di piatto finché colpì di punta, perché alla fine il padre si piegò alle parole de Zezolla e, pigliatosi in moglie Carmosina, che era la maestra, fece una grande festa. Ora, mentre gli sposi stavano in tresca tra loro, affacciatasi Zezolla a un terrazzino di casa sua, una colombella, volata sopra un muro, le disse: "Quando ti viene voglia di qualcosa, mandala a chiedere alla colomba delle fate nell'isola di Sardegna, ché l'avrai subito".</em><br />
<em>La nuova matrigna per cinque o sei giorni soffocò di carezze Zezolla, facendola sedere al miglior posto a tavola, dandole il miglior boccone, mettendole i migliori vestiti. Ma, passato a mala pena un poco di tempo, mandato a monte e scordato completamente il favore ricevuto, (oh, triste l'anima che ha cattiva padrona!) cominciò a mettere in bella mostra sei figlie sue, che fino ad allora aveva tenuto segrete e, tanto fece con il marito che, prese in grazia le figliastre, gli cadde dal cuore la figlia propria, tanto che, pèrdici oggi manca domani, successe che si ridusse dalla camera alla cucina e dal baldacchino al focolare, dai lussi di seta e d'oro agli stracci, dagli scettri agli spiedi, né solo cambiò stato, ma perfino il nome, e da Zezolla fu chiamata Gatta Cenerentola.</em><br />
<em>Avvenne che il principe, dovendo andare in Sardegna per faccende necessarie al suo stato, domandò a una per una a Imperia Calamita Fiorella Diamante Colombina Pascarella, che erano le sei figliastre, che cosa volessero che gli portasse al suo ritorno: e chi chiese vestiti da sfoggiare, chi galanterie per la testa, chi belletti per la faccia, chi giocarelli per passare il tempo e chi una cosa e chi un'altra. Per ultimo, quasi per burla, disse alla figlia: "E tu, che vorresti?"</em><br />
<em>E lei: "Niente altro, se non che mi raccomandi alla colomba delle fate, chiedendo che mi mandino qualcosa; e, se te lo scordi, possa tu non andare né avanti né indietro. Tieni a mente quello che ti dico: arma tua, mano tua".</em><br />
<em>Partì il principe, fece gli affari suoi in Sardegna, comprò quanto gli avevano chiesto le figliastre e Zezolla gli uscì di mente. Ma, imbarcatosi sopra a un vascello e facendo vela, la nave non riuscì a staccarsi dal porto, e pareva che fosse frenata dalla remora.</em><br />
<em>Il padrone del vascello, ch'era quasi disperato, per la stanchezza, si mise a dormire e vide in sogno una fata, che gli disse: "Sai perché non potete staccare la nave dal porto? Perché il principe che viene con voi ha mancato la promessa alla figlia, ricordandosi di tutte tranne che del sangue suo". Si sveglia il padrone, racconta il sogno al principe, il quale, confuso per la sua mancanza, andò alla grotta delle fate, e, raccomandando loro la figlia, chiese che le mandassero qualcosa. Ed ecco venir fuori della grotta una bella giovane, che sembrava un gonfalone, la quale gli disse che ringraziava la figlia per la buona memoria e che se la godesse per amor suo.</em><br />
<em>Così dicendo gli diede un dattero, una zappa, un secchiello d'oro e una tovaglia di seta, dicendo che l'uno era per seminare e le altre cose per coltivare la pianta. Il principe, meravigliato di questi doni, si congedò dalla fata e si avviò alla volta del suo paese e, dato a tutte le figliastre quanto avevano chiesto, finalmente consegnò alla figlia il dono che le faceva la fata. La quale, con una gioia che non la teneva nella pelle, piantò il dattero in un bel vaso di coccio; lo zappava, lo innaffiava e con la tovaglia di seta l'asciugava mattino e sera, tanto che in quattro giorni, cresciuto dell'altezza di una donna, ne uscì fuori una fata, dicendole: "Che desideri?"</em><br />
<em>Zezolla le rispose che qualche volta desiderava di uscire di casa, ma non voleva che le sorelle lo sapessero. Replicò la fata: "Ogni volta che ti fa piacere, vieni vicino al vaso di coccio e dì:</em></p>
<p class="citazione"><em>' Dattero mio dorato, con la zappetta d'oro t’ho zappato,<br />
con il secchiello d'oro t'ho innaffiato,<br />
con la tovaglia di seta t'ho asciugato: spoglia a te e vesti a me! '</em><br />
<em>E quando vorrai spogliarti, cambia l'ultimo verso, dicendo: Spoglia a me e vesti a te!"</em></p>
<p><em>Ora, essendo venuto un giorno di festa ed essendo uscite le figlie della maestra tutte spampanate agghindate impellicciate, tutte nastrini campanellini e collanelle, tutte fiori odori cose e rose, Zezolla corre subito al vaso di coccio e, dette le parole insegnatele dalla fata, fu agghindata come una regina e, posta su una cavalcatura con dodici paggi lindi e pinti, andò dove andavano le sorelle, che fecero la bava alla bocca per le bellezze di questa splendida colomba. Ma, come volle la sorte, capitò nello stesso luogo il re, il quale, visto la straordinaria bellezza di Zezolla, ne restò subito affatturato e disse al servitore più fedele d'informarsi su come poter sapere di questa bellezza, e chi fosse e dove stava.</em><br />
<em>Il servitore le si mise dietro con la stessa andatura: ma lei, accortasi dell'agguato, gettò una manciata di scudi d'oro, che si era fatta dare dal dattero a questo scopo. Quello, avvistati gli scudi, si dimenticò d'inseguire il cavallo per riempirsi le zampe di quattrini, e lei s'infilò di slancio in casa, dove, spogliatasi come le aveva insegnato la fata, aspettò quelle bruttone delle sorelle, che, per farle dispetto, raccontarono delle tante cose belle che avevano visto.</em><br />
<em>Nel mentre, il servitore tornò dal re e raccontò il fatto degli scudi; e quello, invaso da una rabbia grande, gli disse che per quattro quattrini cacati aveva venduto il piacer suo e che a qualsiasi costo, alla prossima festa, avrebbe dovuto cercare di sapere chi fosse la bella giovane e dove si nascondesse questo bell'uccello. Arrivò l'altra festa e, uscite le sorelle tutte apparate ed eleganti, lasciarono la disprezzata Zezolla vicino al focolare; e lei subito corre dal dattero e, pronunciate le solite parole, ecco che uscirono un gruppo di damigelle.Chi con lo specchio, chi con la carafella d'acqua di zucca, chi con il ferro dei riccioli, chi con il panno del rosso, chi con il pettine, chi con le spille, chi con i vestiti, chi con il diadema e le collane e, fattala bella come un sole, la misero su una carrozza a sei cavalli, accompagnata da staffiere e da paggi in livrea e, arrivata nello stesso luogo dove c'era stata l'altra festa, aggiunse meraviglia al cuore delle sorelle e fuoco al petto del re. Ma, andatosene di nuovo e andatole dietro il servo, per non farsi raggiungere gettò una pugno di perle e gioielli e, mentre quell'uomo dabbene si fermò a beccarsele, che non era cosa da perdere, essa ebbe il tempo di arrivare a casa e di spogliarsi come al solito. Il servitore tornò mogio mogio dal re, il quale disse: "Per l'anima dei morti miei, se tu non la trovi, ti assesto una bastonatura e ti darò tanti calci in culo per quanti peli hai nella barba".</em><br />
<em>Arrivò l'altra festa e, uscite le sorelle, lei tornò dal dattero e, continuando la canzone fatata, fu vestita superbamente e posta dentro a una carrozza d'oro, con tanti servi attorno che pareva una puttana sorpresa al passeggio e attorniata dagli sbirri. E, andata a far invidia alle sorelle, se ne partì, e il servo del re si cucì a filo doppio alla carrozza. Essa, vedendo che le era sempre alle costole, disse: "Sferza, cocchiere!", ed ecco la carrozza si mise a correre con tanta furia e fu così precipitosa la corsa che le cascò una pianella; e non si poteva vedere più bella cosa.</em><br />
<em>Il servitore, che non riuscì a raggiungere la carrozza che volava, raccolse la pianella da terra e la portò al re, raccontandogli quanto gli era successo. E lui, presala in mano, disse:</em><br />
<em>"Se le fondamenta sono così belle, cosa sarà la casa? O bel candeliere, dove è stata la candela che mi strugge! O treppiede della bella caldaia, dove bolle la mia vita! O bei sugheri attaccati alla lenza d'Ammore, con cui ha pescato quest'anima! Ecco, io vi abbraccio e vi stringo e, se non posso arrivare alla pianta, adoro le radici e, se non posso avere i capitelli, bacio i basamenti! Già siete stati cippi di un bianco piede, ora siete tagliole di un cuore nero. Per voi era alta un palmo e mezzo di più colei che tiranneggia questa vita e per voi cresce altrettanto di dolcezza questa vita, mentre vi guardo e vi posseggo"</em><br />
<em>Così dicendo chiama lo scrivano, comanda il trombettiere e tu tu tu fa lanciare un bando: che tutte le femmine della città vengano a una festa pubblica e a un banchetto, che si è messo in testa di fare. E, venuto il giorno stabilito, oh bene mio: che masticatorio e che cuccagna che si fece! Da dove vennero tante pastiere e casatielli? Da dove li stufati e le polpette? Da dove i maccheroni e i ravioli? Tanta roba che ci poteva mangiare un esercito intero. Arrivarono tutte le femmine, e nobili e ignobili e ricche e pezzenti e vecchie e giovani e belle e brutte e, dopo aver ben pettinato, il re, fatto il prosit, provò la pianella a una per una a tutte le convitate, per vedere a chi andasse a capello e a pennello, tanto che potesse conoscere dalla forma della pianella quella che andava cercando. Ma, non trovando piede che ci andasse a sesto, stava a disperarsi. Tuttavia, dopo aver zittito tutti, disse: "Tornate domani a fare un'altra volta penitenza con me. Ma, se mi volete bene, non lasciate nessuna femmina in casa, sia chi sia"</em><br />
<em>Disse il principe:"Ho una figlia, ma fa sempre la guarda al focolare, perché è disgraziata e da poco e non merita di sedere dove mangiate voi"</em><br />
<em>Disse il re: "Questa sia in testa alla lista, perché così mi piace"</em><br />
<em>Così partirono e il giorno dopo tornarono tutte e, insieme con le figlie di Carmosina, venne Zezolla, e il re, non appena la vide, ebbe come l'avvertimento che fosse quella che desiderava, tuttavia abbozzò. Ma, finito di sbattere i denti, si arrivò alla prova della pianella, che non s'era neppure accostata al piede de Zezolla, che si lanciò da sola al piede di quel coccopinto d'Amore, come il ferro corre alla calamita. Vista la qual cosa il re, corse a stringerla forte tra le braccia e, fattala sedere sotto il baldacchino, le mise la corona in testa, comandando a tutte che le facessero inchini e riverenze, come alla loro regina. Le sorelle vedendo ciò, piene di rabbia, non avendo lo stomaco di sopportare lo scoppio del loro core, se la filarono quatte quatte verso la casa della mamma, confessando a loro dispetto che</em></p>
<p class="citazione"><em>è pazzo chi contrasta con le stelle.</em></p>
<p class="citazione"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img157.imageshack.us/my.php?image=remcenerentolamp3.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img157.imageshack.us/img157/9245/remcenerentolamp3.th.jpg" alt="" /></a></p>
<p class="citazione">ED Ecco la versione Originale:</p>
<p class="citazione"> </p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://img157.imageshack.us/my.php?image=cenerentolaew5.gif" target="_blank"><img class="aligncenter" src="http://img157.imageshack.us/img157/4197/cenerentolaew5.th.gif" alt="" /></a></p>
<p class="citazione"><em> Saperrite donca che era na vota no prencepe vidolo, lo quale aveva na figliola accossì cara che no vedeva ped autro uocchio; a la quale teneva na maiestra princepale, che la 'nmezzava le catenelle, lo punto 'n aiero,' li sfilatielle e l'afreco perciato, rnonstrannole tant'affezzione che non s'abbasta e dicere. Ma, essennose 'nzorato de frisco lo patre e pigliata ne focoliata marvasa e 'miciata de lo diantane, commenzaie sta mardetta femmena ad avere 'n savuorrio la figliastra, facennole cere brosche, facce storte, uocchie gronnuse de farela sorreiere, tanto che la scura peccerella se gualiava sempre co la maiestra de li male trattamiente che le faceva la matreia, dicennole: «0 dio, e non potisse essere tu la mammarella mia, che me fai tante vruoccole e cassesie?».<br />
E tanto secotaie e fare sta cantelena che, puostole no vespone e l'aurecchie, cecata da mazzamauriello, le disse na vota: « Se tu vuoi fare a muodo de sta capo pazza, io te sarraggio mamma e tu me sarrai cara comm'a le visciole de st'uocchie». Voleva secotiare a dicere quanno Zezolla (che cossì la figliola aveva nomme) disse: «Perdoname, si te spezzo parola 'n mocca. Io saccio ca me vuoi bene, perzò zitto e zuffecit: 'nmezzame l'arte, ca vengo da fore, tu scrive io firmo».<br />
«Ora susso», leprecaie la maiestra, «siente<br />
buono, apre l'aurecchie e te venerà lo pane ianco comm'a li shiure. Comme<br />
esce patreto di' a matreiata ca vuoi no vestito de chille viecchie che<br />
stanno drinto lo cascione granne de lo retretto, pe sparagnare chisto che<br />
puorte 'n cuollo. Essa, che te vo' vedere tutta pezze e peruoglie, aprerà<br />
lo cascione e dirrà:" Tiene lo copierchio. E tu, tenennolo, mentre iarrà<br />
scervecanno pe drinto, lassalocadere de botta, ca se romparrà lo cuollo.<br />
Fatto chestotu sai ca patreto forria moneta fauza pe contentarete e tu,<br />
quanno te fa carizze, pregalo a pigliareme pe mogliere, ca viata te, ca<br />
sarrai la patrona de la vita mia».<br />
'Ntiso chesto Zezolla le parze ogn'ora mill'anne e, fatto compritamente lo conziglio de la maiestra, dopo' che se fece lo lutto pe la desgrazia de la matreia, commenzaie a toccare li taste a lo patre, che se 'nzorasse co la maiestra. Da principio lo prencepe lo pigliaie a burla; ma la figliola tanto tiraie de chiatto fi' che couze de ponta, che a l'utemo se chiegaie a le parole de Zezolla e pigliatose Carmosina, ch'era la maiestra, pe mogliere fece na festa granne.<br />
Ora, mentre stavano li zite 'n tresca, affacciatase Zezolla a no gaifo de là casa soia, volata ne palommella sopra no muro, le disse: "Quanno te vene golio de quarcosa, mannal' addémannare ala palomma de le fate a l'isola de Sardegna, ca l'averrai subeto ».<br />
La nova matreia pe cinco o seie iuorne affummaie de carizze a Zezolla, sedennola a lo meglio luoco de la tavola, dannole lo meglio muorzo, mettennole li meglio vestite; ma, passato a mala pene no poco de tiempo, mannato a monte e scordato affattode lo servizio receputo (oh, trista l'arma c'ha mala patrona!) commenzaie a mettere 'mpericuoccolo seie figlie soie, che fi' n tanno aveva tenuto secrete; e tanto fece co lo marito, che receputo 'n grazia le figliastre le cadette da core la figlia propia, tanto che, scapeta oie manca craie, venne a termene che se redusse da la cammara a la cocina e da lo vardacchino e lo focolare, da li sfuorge de seta e d'oro a le mappine, da le scettre a li spite, né sulo cagnaie stato, ma nomme perzi', che da Zezolla fu chiammata Gatta Cennerentola.<br />
Soccesse c'avenno lo prencepe da ire 'n Sardegna pe cose necessarie a lo stato suio, dommannaie una ped una a 'Mperia Calamita Shiorella Diamante Colommina Pascarella, ch'erano le seie figliastre, che cosa volessono che le portasse a lo retuorno: e chi le cercaie vestite da sforgiare, chi galantarie pe la capo, chi cuonce pe la faccia, chi iocarielle pe passare lo tiempo e chi na cosa e chi n'autra. Ped utemo, quase pe delieggio, disse a la figlia: «E tu, che vorrisse?». Ed essa: «Nient'autro, se non che me raccommanne a la palomma de le fate, decennole che me manneno quarcosa; e si te lo scuorde non puozze ire né 'nanze né arreto.<br />
Tiene a mente chello che te dico: arma toia, maneca toia». Iette lo prencepe, fece li fatte suoie 'n Sardegna, accattaie quanto l'avevano cercato le figliastre e Zezolla le scie de mente; ma, 'nmarcatose 'ncoppa a no vasciello e facenno vela, non fu possibele mai che la nave se arrassasse da lo puorto e pareva che fosse 'mpedecata da la remmora.<br />
Lo patrone de lo vasciello, ch'era quese desperato, se pose, pe stracco. a dormire e vedde 'n suonno na fata, che le disse: « Sai perché non potite scazzellare la nave da lo puorto? perché lo prencepe che vene con vui ha mancato de promessa a la figlia, allecordannose de tutte fora che de lo sango propio». Se sceta lo patrone, conta lo suonno a lo prencepe, lo quale, confuso de lo mancamiento c'aveva fatto, ieze a la grotta de le fate, e, arrecommannatole la figlia, disse che le mannassero quarcosa.<br />
E ecco scette fora da la spelonca na bella giovane, che vedive no<br />
confalone, la quale le disse ca rengraziava la figlia de la bona memoria e che se gaudesse ped ammore suio: cossì decenno le dette no dattolo, na zappa, no secchietiello d'oro e na tovaglia de seta, dicenno che l'uno era pe pastenare e l'autra pe coltevare la chianta. Lo prencepe maravigliato desto presiento se lecenziaie da la fato a la vota de lo paiese suio e, dato a tutte le figliastre quanto avevano desiderato, deze finalmente a la figlia lo duono che le faceva la fata.<br />
La quale, co na preiezza che non capeva drinto la pella, pastenaie lo dattolo a na bella testa, lo zappoleiava, adacquava e co la tovaglia de seta matino e sera l'asciucava, tanto che 'n quatto iuorne cresciuto quanto è la statura de na femmena ne scette fora na fata, dicennole: "Che desidere?".<br />
Alla quale respose Zezolla che desiderava quarche vota de scire fora de<br />
casa, né voleva che le sore lo sapessero. Leprecaie la fata:<br />
"Ogne vota che t'è gusto, vieni a la testa e dì:</em></p>
<p><em>Dattolo mio 'naurato,<br />
co la zappetella d'oro t'aggio zappato,<br />
co lo secchietiello d'oro t'aggio adacquato,<br />
co la tovaglia de seta t'aggio asciuttato;<br />
spoglia a te e vieste a me!</em></p>
<p><em>E quanno vorrai spogliarete, cagna l'utemo vierzo, decenno: Spoglia a me e vieste a te! ". Ora mo, essenno venuta la festa e sciute le figlie de la maiestra tutte spampanate sterliccate 'mpallaccate, tutte zagarelle campanelle e scartapelle, tutte shiure adure cose e rose, Zezolla corre subeto a la testa e, ditto le parole 'nfrocicatole da la fata, fu posta 'n ordene comme na regina e, posta sopra n'acchinea con dudece pagge linte e pinte, iette addove ievano le sore, che fecero la spotazzella pe le bellezze de sta penta palomma.<br />
Ma, comme voze la sciorte, venette a chillo luoco stisso lo re, lo quale, visto la spotestata bellezza de Zezolla, ne restaie subeto affattorato e disse a no servetore chiù 'ntrinseco che se fosse 'nformato come potesse 'nformare sta bellezza cosa, e chi fosse e dove steva.<br />
Lo servetore a la medesema pedata le ieze retomano: ma essa, adonatose dell'agguaito, iettaie na mano de scute ricce che s'aveva fatto dare da lo dattolo pe chesto effetto. Chillo, allummato li sbruonzole, se scordaie de secotare l'acchinea pe 'nchirese le branche de fellusse ed essa se ficcaie de relanzo a la casa, dove, spogliata che fu comme le 'nmezzaie la fata, arrivero le scerpie de le sore, le quale, pe darele cottura, dissero tante cose belle che avevano visto.<br />
Tornaie fra sto miezo lo servitore a lo re e disse lo fatto de li scute; lo quale, 'nzorfatose co na zirria granne, le disse che pe quatto frisole cacate aveva vennuto lo gusto suio e che in ogne cunto avesse, l'autra festa, procurato de sapere chi fosse la bella giovane e dove s'ammasonasse sto bello auciello.<br />
Venne l'autra festa e, sciute le sore tutte aparate e galante, lassaro la desprezzata Zezolla a lo focolaro; la quale subeto corre a lo dattolo e, ditto le parole solete, ecco scettero na mano de dammecelle: chi co lo schiecco, chi co la carrafella d'acqua de cocozze, chi co lo fierro de li ricce, chi co la pezza de russo, chi co lo pettene, chi co le spingole, chi co li vestite, chi co la cannacca e collane e, fattala bella comme a no sole, la mesero a na carrozza e seie cavalle, accompagnata da staffiere e da pagge de livrera e, ionta a lo medesemo luoco dove era stata l'autra festa, agghionze maraviglia a lo core de le sore e fuoco a lo pietto de lo re. Ma repartutase e iutole dereto lo servetore, pe no farese arrivare iettaie na vranca de perne e de gioie, dove, remasose chill'ommo dabene a pizzoliarennelle, ca non era cosa da perdere, essa ebbe tiempo de remmorchiarese a la casa e de spogliarese conforme a lo soleto.<br />
Tornaie lo servetore luongo luongo a lo re, lo quale disse: "Pe l'arma de li muorte mieie, ca si tu non truove chessa, te faccio na 'ntosa e te darraggio tante cauce 'n culo quante haie pile a ssa varva".<br />
Venne l'autra festa e, sciute le sore, essa tornaie a lo dattolo e, continovanno la canzona fatata, fu vestuta soperbamente e posta drinto na carrozza d'oro, co tante serviture atuorno che pareva pottana pigliata a lo spassiggio 'ntorniata de tammare; e, iuta a fare cannavola a le sore, se partette, e lo servetore de lo re se cosette a filo duppio co la carrozza.<br />
Essa, vedenno che sempre l'era a le coste, disse: "Tocca, cocchiero", e ecco se mese la carrozza a correre de tutta furia e fu cossì granne la corzeta che le cascaie no chianiello, che non se poteva vedere la chiù pentata cosa. Lo servetore, che non potte iognere la carrozza che volava, auzaie lo chianiello da terra e lo portaie a lo re, dicennole quanto l'era socceduto.<br />
Lo quale, pigliatolo 'n mano, disse: "Se lo pedamiento è cossì bello, che sarrà la casa? o bello canneliero, dove è stata la cannela che me strude! o trepete de la bella caudara, dove volle la vità! o belle suvare attaccate a la lenza d'Ammore, co la quale ha pescato chest'arma! ecco, v'abbraccio e ve stregno e, si non pozzo arrevare a la chianta, adoro le radeche e si non pozzo avere li capitielle, vaso le vase! già fustevo cippe de no ianco pede, mo site tagliole de no nigro core; pe vui era aiuta no parmo e miezo de chiù chi tiranneia sta vita e pe vui cresce autrotanto de docezza sta vita, mentre ve guardo e ve possedo".<br />
Cossì dicenno chiamma lo scrivano, commanna lo trommetta e tu tu tu fa iettare no banno: che tutte le femmene de la terra vengano a na festa vannuta e a no banchetto, che s'ha puosto 'n chiocca de fare. E, venuto lo iuorno destenato, oh bene mio che mazzecatorio e che bazzara che se facette! da dove vennero tante pastiere e casatielle? dove li sottestate e le porpette? dove li maccorune e graviuole? tanto che 'nce poteva magnare n'asserceto formato. Venute le femmene tutte, e nobele e 'gnobele e ricche e pezziente e vecchie e figliole e belle e brutte e buono pettenato, lo re, fatto lo profizzio, provaie lo chianiello ad una ped una a tutte le commitate, pe vedere a chi iesse a capillo ed assestato, tanto che potesse canoscere da la forma de lo chianiello chello che ieva cercanno; ma, non trovanno pede che 'nce iesse a siesto, s'appe a desperare.<br />
Tuttavota, fatto stare zitto ogn'uno, disse: "Tornate craie a fare n'autra vota penetenzia co mico; ma, se mi volite bene, non lasciate nesciuna femmena a la casa, e sia chi si voglia". Disse lo prencepe: "Aggio na figlia, ma guarda sempre lo focolaro, ped essere desgraziata e da poco e non è merdevole de sedere dove magnate vui ". Disse lo re: "Chesta sia 'n capo de lista, ca l'aggio da caro". Cossì partettero e lo iuorno appriesso tornaro tutte e, 'nsiemme con le figlie de Carmosina venne Zezolla, la quale, subeto che fu vista da lo re, l'ebbe na 'nfanzia de chella che desiderava, tuttavota semmolaie.<br />
Ma, fornuto de sbattere, se venne a la prova de lo chianiello; ma non tanto priesto s'accostaie a lo pede de Zezolla, che se lanzaie da se stisso a lo pede de chella cuccupinto d'Ammore, comme lo fierro corre a la calamita. La quale cosa vista lo re, corze a farele soppresso de le braccia e, fattola sedere sotto lo vardacchino, le mese la corona 'n testa, commannanno a tutte che le facessero 'ncrinate e leverenzie, comme a regina loro. Le sore vedenno chesto, chiene de crepantiglia, non avenno stommaco de vedere sto scuoppo de lo core lloro, se la sfilaro guatto guatto verso la casa de la mamma, confessanno a dispietto loro ca<br />
pazzo è chi contrasta co le stelle</em></p>
<p> </p>
<p>Beh spero di aver sollevato la vostra curiosità...se volete <a href="http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/basile.htm">qui</a> potrete leggere altre favole tratte sempre dal cunto de li cunti completamente tradotte in italiano, più altre storielle della tradizione italiana.</p>
<p>Che bello sarebbe provare a recitare queste favolette...lo cunto de li cunti...interpretato dai patati...sapete che pariamiento...io l'ho buttata la...se a voi l'idea piace possiamo provarci...un Bacione grande grande a tutti...</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La tag delle cimici]]></title>
<link>http://iononsononapoletano.wordpress.com/?p=35</link>
<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:16:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>NamelssKJ</dc:creator>
<guid>http://iononsononapoletano.wordpress.com/?p=35</guid>
<description><![CDATA[La tag delle cimici
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cbox.ws/?n=4-3327272-2497">La tag delle cimici</a></p>
]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Minimo Troisi]]></title>
<link>http://ilgiovanesto.wordpress.com/?p=34</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 21:16:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stò</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con tutto rispetto per Troisi o per quel cinema &#8220;umano&#8221;, a misura d&#8217;uomo, della pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Con tutto rispetto per <strong>Troisi </strong>o per quel cinema "umano", a misura d'uomo, della persona semplice, etc etc, i suoi film o le sue recitazioni mi annoiano, per non dire che mi danno spesso fastidio. Nei suoi film mantiene un profilo basso, una narrazione lenta guidata da personaggi complessi (nei loro rispettivi cervelli) che però si esprimono con difficoltà nei rapporti sociali. Personalità semplici, profili quasi ritardati, che trovano lungo la loro strada persone buone e sincere pronte ad amarli e quasi a proteggerli. Io non sono d'accordo.</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente frammenti di genialità ci sono in ore e ore di film e cortometraggi ma vengono subito sovrastati da lentezza e semplicità diffusa. Non mi piace il cinema semplice, voglio un cinema irreale e schizofrenico; proiezioni senza sosta e discorsi deliranti. "<span style="text-decoration:underline;"><strong>Le vie del signore sono finite</strong></span>" è un film nato morto! Non è una commedia semplice perchè ci sono elementi politici drammatici (alcuni momenti anche suggestivi); potrebbe invece essere un breve romanzo con accenni storici su pellicola: ma non ci sono personaggi determinanti qui! Sembrano vite popolari abituate alla condizione animale: sopravvivenza e riproduzione. Nessuno spicca su tutti, lo stesso protagonista è una caricatura del suo <em>alter ego</em> "normale" (ovvero senza tutti i limiti che lo stesso Troisi impone a tutti i suoi personaggi).</p>
<p style="text-align:justify;">Dimenticavo: qui i tempi morti non fanno riflettere! A cosa servono? A cosa?</p>
<p style="text-align:justify;">ps. Mi sono trattenuto dal commento infame: "<em>Odio il napoletano (dialetto) e odio i film con una struttura schifosamente teatrale</em>", ma lo penso lo stesso.</p>
]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ 30 marzo 2008, 8 Gorizia]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=118</link>
<pubDate>Sun, 30 Mar 2008 10:49:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
<guid>http://markomarincic.wordpress.com/?p=118</guid>
<description><![CDATA[«Calderoli critica? Allora siamo bravi» 
PATAT 
 
CORMONS. &#8220;Il fatto che esponenti politi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Calderoli critica? Allora siamo bravi» <br />
PATAT</strong> <br />
 <br />
CORMONS. "Il fatto che esponenti politici come Roberto Calderoli critichino il nostro operato ci fa pensare che stiamo facendo bene il nostro lavoro - non si è fatta attendere la replica del sindaco Luciano Patat alle osservazioni del senatore del Carroccio -: voglio sottolineare inoltre che nella stessa giornata noi abbiamo ricevuto due delegazioni, una dei Cittadini per il presidente e l'altra di Sinistra arcobaleno e non c'è stato bisogno di un cordone di poliziotti. La Lega Nord parla tanto di sprechi della pubblica amministrazione: quanto ci è costata la visita di Calderoli in termini di utilizzo di forze dell'ordine?".<br />
Venerdì mattina è giunta al mercato di piazzale Sfiligoj il vicepresidente del gruppo socialista al parlamento europeo Pasqualina Napoletano, accompagnata dai due candidati al consiglio regionale per Sinistra arcobaleno Marco Marincic e Ennio Pironi. Sono stati distribuiti volantini informativi sulla campagna elettorale e gli esponenti politici hanno dialogato con i cittadini cormonesi, quindi sono stati ricevuti in municipio dal sindaco e da tutti i componenti della giunta.<br />
Pasqualina Napoletano ha sottolineato con rammarico che in questa campagna elettorale si parla poco di Europa; secondo la vicepresidente del gruppo socialista il centrodestra ha una tradizione di euroscetticismo alle spalle ma nemmeno il Partito democratico di Veltroni sta dimostrando di credere molto nell'Ue. Invece nell’Isontino, ha detto Napoletano, si nota una maggiore vicinanza all'Europa e non solo in senso geografico.<br />
Marincic e Patat hanno quindi illustrato rispettivamente i progetti di cooperazione internazionale finora affrontati e quelli futuri nonché gli interventi di promozione turistica sul territorio, con un particolare riguardo nei confronti della produzione vitivinicola.<br />
Durante l'incontro è nata l'ispirazione per una nuova iniziativa da fare insieme agli ungheresi a Bruxelles per superare i conflitti sulla denominazione Tocai.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[29 marzo 2008, 4 - Gorizia ]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=99</link>
<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
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<description><![CDATA[«Troppo sfumate le differenze tra Pdl e Pd su temi importanti quali i diritti dei lavoratori»  
]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Troppo sfumate le differenze tra Pdl e Pd su temi importanti quali i diritti dei lavoratori»  <br />
La Sinistra: no al nucleare  <br />
Arcobaleno, incontro in Provincia con l’europarlamentare Napoletano <br />
INIZIATIVE <br />
Toccato anche il nodo del Corridoio V</strong> <br />
  <br />
«La sinistra non è una categoria dello spirito, ma una visione del mondo che ora più che mai necessita di importanti punti di riferimento fatti di carne e ossa».<br />
Lo ha dichiarato la vicepresidente del gruppo socialista all’Europarlamento Pasqualina Napoletano in occasione dell’incontro “Con l’Isontino per un’Europa sociale pacifica e fondata sui diritti” promosso dalla Sinistra Arcobaleno, svoltosi ieri pomeriggio nella sala consiliare della Provincia.<br />
«Ne abbiamo bisogno – ha spiegato - per bloccare Berlusconi al Senato ma anche per avere voce in capitolo su tutto quello che succederà dopo la tornata elettorale».<br />
A riceverla sono stati alcuni dei candidati della Sinistra Arcobaleno alla elezioni regionali: Ennio Pironi, Marko Marincic, Roberto Antonaz, Alessandro Perrone assieme ai due candidati alle politiche per la Camera e il Senato, rispettivamente Ottavio Romano e Loredana Panariti.<br />
«La Sinistra Arcobaleno vuole riappropriarsi, rinnovandoli, dei valori che l’accompagnano da sempre - ha dichiarato Roberto Antonaz, assessore regionale uscente – a cominciare dal ripudio di qualsiasi guerra e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori. Su queste e altre importanti tematiche la differenza tra il Popolo delle Libertà e il Partito Democratico è troppo sfumata, per questo motivo riteniamo di essere l’unica vera novità del panorama politico attuale e la società civile ne è consapevole».<br />
Cinque, invece, sono stati i punti toccati da Marco Marincic, assessore provinciale: la sanità («Abbiamo perso ormai l’opportunità dell’ospedale transfrontaliero, ma ci impegneremo per salvaguardare le esigenze dei cittadini di questo territorio») l’Euroregione, la collaborazione transfrontaliera, la politica energetica («dobbiamo dire no al nucleare e imboccare la strada della diminuzione dei consumi e delle fonti rinnovabili»), e i collegamenti infrastrutturali, con particolare riferimento al Corridoio V: «Il Corridoio V va realizzato, ma senza opere faraoniche che si rivelano inutili e per di più mutilano il paesaggio. Bisogna investire intelligenza e progettualità a favore della rete logistica esistente facendo in modo che buona parte del traffico merci passi dalla gomma alla rotaia».<br />
Nel corso del pomeriggio sono intervenuti anche Alessandro Perrone, portando la sua esperienza di operaio metalmeccanico e sindacalista, Ottavio Romano e Loredana Panariti, candidati della Sinistra Arcobaleno alla Camera e al Senato.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Appuntamenti]]></title>
<link>http://markomarincic.wordpress.com/?p=97</link>
<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:18:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>markomarincic</dc:creator>
<guid>http://markomarincic.wordpress.com/?p=97</guid>
<description><![CDATA[Martedì 25 marzo 2008:
9&#8242;00 Incontro con la RSU Fincantieri.
Venerdì 28 marzo 2008:
10]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Martedì 25 marzo 2008:</strong><br />
9'00 Incontro con la <a href="http://markomarincic.wordpress.com/?p=86">RSU Fincantieri.</a></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Venerdì 28 marzo 2008:</strong><br />
10'00 Castello di Gorizia<br />
Partecipazioe alla presentazione del progetto Interreg Tipi-Net.<br />
11'00 Cormons<br />
Incontro con gli elettori al mercato, Marko Marincic e <a href="http://markomarincic.wordpress.com/?p=87">Pasqualina Napoletano</a> (vicepresidente del gruppo socialista al parlamento europeo).<br />
12'30 Cormons<br />
Incontro col sindaco Luciano Patat assieme a <a href="http://markomarincic.wordpress.com/?p=87">Pasqualina Napoletano</a>.<br />
16'30 Sala del Consiglio Provinciale a Gorizia<br />
Incontro con <a href="http://markomarincic.wordpress.com/?p=87">Pasqualina Napoletano</a>.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Sabato 29 marzo 2008:</strong><br />
10'00 Sala del Consiglio Provinciale a Gorizia<br />
Incontro pubblico sui temi della sanità e della cooperazione transfrontaliera promosso dal Coordinamento per la Sanità di Gorizia.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Domenica 30 marzo 2008:</strong><br />
11'30 Villesse Sala Civica Palazzo Ghersiach<br />
Incontro con i candidati Marincic, Gabrielli, Antonaz, Giuricin, Perrone e Pironi.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Martedì 01 aprile 2008:</strong><br />
10'30 Gradisca d'Isonzo<br />
Intervento presso il banchetto della Sinistra l'Arcobaleno al mercato.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Giovedì 03 aprile 2008:</strong><br />
19'00 San Michele (Savogna) Centro Culturale Danica<br />
Incontro con gli elettori assieme a Mario Lavrencic e Stojan Spetic.<br />
20'30 Doberdò Centro Gradina<br />
Incontro con gli elettori assieme a Mario Lavrencic e Stojan Spetic.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Venerdì 04 aprile 2008:</strong><br />
10'00 Cormons<br />
Intervento del capolista Marko Marincic al mercato.<br />
18'30 Gorizia sala della Torre presso Fondazione Carigo, via Carducci<br />
Presentazione del libro di Giuliana Sgrena "Il prezzo del velo", dibattito con Anna Mazzolini di Un ponte per...<br />
20'00 San Canzian d'Isonzo Sala Parrocchiale<br />
Le associazioni Esposti Amianto AEA, Carico sospeso e i lavoratori Ineos incontrano tutti i candidati alle elezioni regionali nella circoscrizione di Gorizia.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Sabato 05 aprile 2008:</strong><br />
10'00 Gradisca d'Isonzo<br />
Volantinaggio e comizio al mercato di Gradisca d'Isonzo.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Domenica 06 aprile 2008:</strong><br />
11'30 Villesse Sala Civica Palazzo Ghersiach<br />
Incontro con Sabina Siniscalchi candidata alla Camera con la Sinistra Arcobaleno.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Lunedì 07 aprile 2008:</strong><br />
20'30 Begliano (San Canzian d'Isonzo) Casa del Popolo<br />
Dibattito con tutti i capolista della circoscrizione di Gorizia sul tema<br />
ALTA VELOCITÀ - ALTA CAPACITÀ<br />
TRA MITI, LEGGENDE, VERITÀ<br />
QUALE FUTURO PER LA BISIACARIA?<br />
<a href="http://markomarincic.wordpress.com/dibattito-tav-tac/">Vai alla pagina dell'iniziativa</a><br />
<a href="http://markomarincic.wordpress.com/files/2008/04/alta_velocita_volantin.doc" target="_blank">Scarica il volantino</a> (right click + save as).</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Martedì 08 aprile 2008:</strong><br />
12'00 Monfalcone<br />
Il Ministro Paolo Ferrero incontrerà i lavoratori di Fincantieri.<br />
15'30 Gradisca d'Isonzo Piazza Unità<br />
Conferenza stampa alla Casa del Popolo.<br />
20'30 Gorizia Auditorium Friulano di via Roma<br />
Incontro con Illy e tutti i candidati alle elezioni regionali nella circoscrizione di Gorizia di INTESA DEMOCRATICA. Per la Sinistra Arcobaleno parlerà il capolista Marko Marincic.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Mercoledì 09 aprile 2008:</strong><br />
09'00 Monfalcone<br />
Comizio in mercato.<br />
11'00 Ronchi dei Legionari<br />
Comizio in mercato.<br />
16'00 Gorizia Sala Consiliare Provinciale Corso Italia 55<br />
"Cooperazione e immigrazione una proposta di sinistra una soluzione al femminile" parteciperanno SABINA SINISCALCHI, Roberto Antonaz, Licia Morsolin, Cristiana Morsolin, Andrea Bellavite e Marko Marinčič.<br />
18'30 Ronchi dei Legionari Sala del consiglio comunale del Municipio<br />
Presentazione dei candidati e del programma della Lista "La Sinistra, L'Arcolabaleno". All'iniziativa dal titolo "Ambiente, lavoro, diritti" interverranno il capolista al Senato per il Friuli Venezia Giulia on. Alberto Burgio ed i candidati della Provincia di Gorizia alla Camera dei Deputati Ottavio Romano ed al Senato della Repubblica Loredana Panariti.<br />
19'10 Cormons sede comunale<br />
I candidati della Sinistra Arcobaleno incontreranno la giunta.<br />
20'00 Cormons enoteca<br />
Incontro con i cittadini.</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Giovedì 10 aprile 2008:</strong><br />
10'30 Gorizia<br />
Volantinaggio e comizio in mercato (giardini).</span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Venerdì 10 aprile 2008:</strong><br />
11:00 Cormons<br />
Volantinaggio e comizio in mercato .</span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Io sono di Napoli]]></title>
<link>http://tonialimatola.wordpress.com/?p=179</link>
<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 14:12:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>tonialimatola</dc:creator>
<guid>http://tonialimatola.wordpress.com/?p=179</guid>
<description><![CDATA[
Sei di Napoli se hai esclamato almeno una volta nella vita &#8216;Uagliù tutt’appost?&#8217;. Se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><a href="http://tonialimatola.wordpress.com/files/2008/01/vesuvio.jpg" title="vesuvio.jpg"><img src="http://tonialimatola.wordpress.com/files/2008/01/vesuvio.thumbnail.jpg" alt="vesuvio.jpg" /></a><a href="http://tonialimatola.wordpress.com/files/2008/01/naples-x-blog.jpg" title="naples-x-blog.jpg"></a><a href="http://tonialimatola.wordpress.com/files/2008/01/lungomare.jpg" title="lungomare.jpg"><img src="http://tonialimatola.wordpress.com/files/2008/01/lungomare.thumbnail.jpg" alt="lungomare.jpg" /></a></span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;">Sei di Napoli se hai esclamato almeno una volta nella vita 'Uagliù tutt’appost?'. Sei di Napoli se sei stato male dopo un “panino completo” di Giggino strafogato alle 5 di mattina. Sei di Napoli se vedi la vita a colori quando tutto è nero. Sei di Napoli se dopo l'alba vista da mergellina ti fermi al ciottolo per un mega cornetto. Sei di Napoli se dici che quelli del liceo classico sono 'chiattilli'. Sei di Napoli se dici "lacchiesa" con la doppia c.... Sei di Napoli se i friarielli ti piacciono di più con la salsiccia nella "marenna". Sei di Napoli se litighi con tutti quando sei bloccato in tangenziale. Sei di Napoli se non ti scandalizzi se vanno in tre sullo scooter. Sei di Napoli se riesci a fare battute anche in situazioni drammatiche. Sei di Napoli se apprezzi la buona tavola. Sei di Napoli se quando giochi a tombola al primo numero dici 'ambo!'. Sei di Napoli se a volte chiami 'LOTE' gli amici che ti hanno fatto un torto. Sei di Napoli se spendi tutto in un giorno e dici: 'diman' Dio ce penz''. Sei di Napoli se sei costretto ad emigrare per trovare un lavoro decente. Sei di Napoli se ci rimani male quando il resto d'Italia pensa che a Napoli ci sia solo 'MONNEZZA' ..... e tu sai bene che non è così! </span></p>
<p style="margin:0;" class="MsoNormal"><span style="font-size:10pt;font-family:Verdana;"><strong>Questa mail gira in rete ed è finita anche nella mia casella. La pubblico qui perchè, oltre alla lunga lista di cose vere e quasi tutte condivisibili sull'essere napoletani, mi piace il riferimento alla monnezza. "Napoli è 'na carta sporca", canta Pino Daniele ed io spero che, contrariamente a quanto diceva lui 30 anni fa, a qualcuno ora importi. Poi è l'occasione per proporvi le foto dei luoghi che amo.</strong></span></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[12 Gennaio 2008]]></title>
<link>http://amicidipaola.wordpress.com/2008/01/12/12-gennaio-2008/</link>
<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 20:18:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>amicidipaola</dc:creator>
<guid>http://amicidipaola.wordpress.com/2008/01/12/12-gennaio-2008/</guid>
<description><![CDATA[Il silenzio degli innocenti
Quest&#8217;anno è cominciato con un&#8217;emergenza: l&#8217;emergenza]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#993300"><i><b>Il silenzio degli innocenti</b></i></font></p>
<p>Quest'anno è cominciato con un'emergenza: l'emergenza rifiuti in Campania.</p>
<p>E anch'io - da giornalista napoletana che si è occupata di questi temi - come tutti, ne ho seguito le fasi mediatiche e il loro finale spettacolare: l'esercito che scende in campo per riprendere il controllo della situazione.</p>
<p>Ma in realtà le truppe possono solo far sparire dalle strade l'emergenza visibile: quella che fa cattiva pubblicità  all'Italia e al Governo. Perché quella invisibile, l'emergenza che uccide, resta: come la polvere spazzata e nascosta sotto il tappeto. E i cittadini innocenti sono costretti a subirla in silenzio, sopraffatti dal clamore dell'emergenza mediatica che urla tutt'altro.</p>
<p>Perciò ho ritenuto opportuno fare una riflessione e fornire qualche elemento controcorrente che potrete trovare nella pagina di questo blog intitolata "<i><b>A proposito di...</b></i>".</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Compro una vocale]]></title>
<link>http://spywareattack.wordpress.com/2008/01/10/compro-una-vocale/</link>
<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 11:19:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>Hue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Approfitto dell&#8217;attenzione mediatica per fare un po&#8217; di grammatica e analisi logica:
 
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<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto dell'attenzione mediatica per fare un po' di grammatica e analisi logica:</p>
<p> <span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/29-u9neC7t0'></param><param name='wmode' value='transparent'></param><embed src='http://www.youtube.com/v/29-u9neC7t0&rel=0' type='application/x-shockwave-flash' wmode='transparent' width='425' height='350'></embed></object></span></p>
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<title><![CDATA[Curiosità glottologiche: il vocabolario luscianese-italiano]]></title>
<link>http://patati.wordpress.com/2007/11/19/curiosita-glottologiche-il-vocabolario-luscianese-italiano/</link>
<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 00:04:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Power</dc:creator>
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<description><![CDATA[

Ulisse  aveva le Colonne d&#8217;Ercole, noi oggi abbiamo le colonne di Giugliano&#8230;
Se  avete]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://patati.wordpress.com/files/2007/11/arco_annunziata.jpg" title="arco_annunziata.jpg"></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://patati.wordpress.com/files/2007/11/arco_annunziata.jpg" title="arco_annunziata.jpg"><img src="http://patati.wordpress.com/files/2007/11/arco_annunziata.thumbnail.jpg" alt="arco_annunziata.jpg" /></a></p>
<p align="justify">Ulisse  aveva le Colonne d'Ercole, noi oggi abbiamo le colonne di Giugliano...</p>
<p align="justify">Se  avete un pronunciato spirito d' avventura e volete varcare i confini dell'  ignoto, vi consiglio di oltrepassare il <em>limes</em> giuglianese per immergervi  in una realtà molto diversa dalla nostra.</p>
<p align="justify">Man  mano che vi avvicinerete ad Aversa già l'atmosfera inizierà a cambiare e,  soprattutto parlando con la gente del posto, comincerete a notare qualche  differenza nella <em>prosodia</em>, ovvero nell'intonazione di una frase. Se però  volete proprio ascoltare un dialetto "originale", vi consiglio di spingervi  ancor di più nell'entroterra, oltrepassando il vero <em>stargate</em>, la linea di  confine tra Napoli e Caserta: <strong>l'arco con l'orologio</strong>. Attraverso un dedalo  di vie, stradine e viuzze, potrete finalmente giungere in un piccolo paese, noto  soprattutto per la sua ottima mozzarella di bufala: Lusciano.</p>
<p><!--more--></p>
<p align="justify">Per  ragioni che non voglio svelare, in passato ho potuto conoscere <u>di persona</u>  la bellezza di questo paese che spero non venga contaminato dalla  globalizzazione ed ho sperimentato la veridicità delle parole dell' archeologo  Martin Mistère (il protagonista del mio fumetto preferito), quando dice: "Le più  grandi scoperte si trovano sempre nascoste dietro casa nostra".</p>
<p align="justify">Premetto di essere del parere che tutti i dialetti italiani siano  stupendi e, anzi, promuoverei lo studio di quello napoletano nelle scuole,  soprattutto nei licei classici per l'enorme numero di termini derivanti dal  greco che è possibile riscontrare in esso. Il vernacolo luscianese, però, mi ha  sempre affascinato per la sua originalità e la sua rurale melodia capace di  rimandarmi con la mente ad un passato incontaminato e genuino come la gente che  lo parla.</p>
<p align="justify">Da  buon <em>filologo</em>, ho ordinato in categorie i termini accumulati in  ben quattro anni di duro lavoro ed ho cercato, quando è stato possibile, di  ricavarne l'etimologia.</p>
<p align="justify">Che  altro dirvi? Ah sì... buon viaggio!</p>
<p align="center"><u>Prima  un po' di grammatica...</u></p>
<p> 1)<u>Il verbo sapere</u></p>
<p>-<strong>Sòccio =</strong> io so; es .: <em>nun ‘o soccio</em> (non lo so).  Anche in alcune zone di Giugliano è ancora in uso.</p>
<p>-<strong>Ssà = </strong>tu sai; es.: <em>‘u ssà ca rimane chiove?</em></p>
<p>2)<u>Il verbo avere</u></p>
<p>-<strong>Hé  = </strong>egli ha (terza persona sing. del presente indicativo del verbo avere);  es.: <em>ma figlieto hé fatto ‘a scola?</em></p>
<p><strong>-Hà = </strong>tu<strong> </strong>hai (seconda  persona sing. del presente indicativo del verbo avere); es.: <em>tu hà miso ‘a  freccia? </em></p>
<p>3)<u>Una "semplice" preposizione...</u></p>
<p>-<strong>PE  =</strong> con</p>
<p>-<strong>P'a =  </strong>con la;<strong> </strong>es.: andare p'a machina</p>
<p><strong>-P'i  </strong>= con i; es.: cadé p'i  rienti (cadere con i denti)</p>
<p>-<strong>P'u =  </strong>con il; es.: vaco p'u treno (vado col  treno)</p>
<p align="center"><u>La  violenza</u></p>
<p>-<strong>Sfessàre = </strong>picchiare violentemente qualcuno (verbo usato  soprattutto a Frignano).</p>
<p>-<strong>Incapuzzà =</strong> sbattere la testa.</p>
<p>-<strong>Accì<u>d</u>ere =</strong> anziché  il napoletano  <em>accirere.</em><strong> </strong></p>
<p align="center"><u>Le  offese</u></p>
<p><strong>-Scucchetùsso/a =  </strong>persona  lunatica.</p>
<p>-<strong>Taluòrno = </strong>persona pedante e noiosa.</p>
<p>-<strong>Stòtico/a = </strong>indisponente, prepotente.</p>
<p><strong>-Essere una pippa appilata  = </strong>persona  molto avara.</p>
<p>-<strong>Purtà cista = </strong>portare sventura, sfortuna,  iella.</p>
<p><strong>-Pénta (vezz. Pentélla) =  </strong>chi ha  una voce stridula e fastidiosa; per antonomasia, chi è maleducato. Nb: vi  raccomando di pronunciare le "e" sempre chiuse: come véla, per  intenderci.</p>
<p><strong>-Sturcioso/a =  </strong>agg. chi  si dà troppe arie.</p>
<p><strong>-Liccarisso/a =  </strong>esigente  nei gusti culinari, schizzinoso.</p>
<p>-<strong>Bruttacciòne/a = </strong>agg. molto brutto/a.</p>
<p>-<strong>‘Mpussùto = </strong>rincretinito.</p>
<p><strong>-‘Mpssì(re)  </strong>=  rincretinire.</p>
<p><strong>-Zappèllo/a =  </strong>agg.  zotico, cafone.</p>
<p><strong>-Avere ‘u ruotolo (o ‘u  vacillo) ‘i oro = </strong>caricatura per dire che  una persona è brutta; es.: <em>è geloso della sua ragazza come se avesse ‘u  ruotolo ‘i oro</em>. Laddove "ruotolo" significa catino, bacinella, recipiente.  Solitamente, per indicare di possedere qualcosa di bello che però ci fa  soffrire, si dice: <strong><em>tengo ‘u ruotolo ‘i oro ma ci jetto ‘u <u>ss</u>ang  arint'</em> </strong>(NB: è importante fare sentire le due "s" di ssang, il  sangue).</p>
<p>Ma che diamine  è questo <em>ruotolo d'oro</em>? Avanzo un'ipotesi fanta-glottologica: e se a  Lusciano fosse nascosto il più famoso ruotolo d'oro di tutta la storia  dell'umanità, il mitico <u>Santo Graal</u>? Dan Brown ha sbagliato tutto!</p>
<p align="center"><u>L'amicizia</u></p>
<p><strong>-Farsi la malavolontà =  </strong>guadagnarsi l'inimicizia  di qualcuno.</p>
<p><strong>-Sembrare Cìccio e  L<u>é</u>lla =</strong> essere una coppia  inseparabile (es.: Crik e Crok) si noti che la "e" di Lella è chiusa e si  pronuncia come la "e" di véla.</p>
<p>-<strong>Suòccio = </strong>(dal lat. socius) suo pari, della stessa stoffa;  es.: <em>fattélla p'e suòcce tuoje</em> ( frequenta solo chi appartiene al tuo  stesso rango).</p>
<p align="center"><u>Lo  spazio</u></p>
<p>-‘<strong>A  vì ‘o ccà = </strong>da queste parti; es.: <em>vieni ‘a vì ‘o ccà! </em>(in nap. ‘a via  ‘e ccà).</p>
<p><strong>-Lloo' = </strong>in quel luogo, lì (mi  dicono che quest'avverbio è usato soprattutto a Frignano). La pronuncia corretta  si ottiene allungando per molti secondi la "o" finale che è rigorosamente  chiusa, come nella parola "<u>o</u>lm<u>o</u>", per intenderci; es. a telefono:  <em>Pronto, Giuvà, ma stai lloooooo'?</em></p>
<p><strong>-Arrapì = </strong>aprire (si noti che, a  differenza del nap., si hanno due "r"); es.: <em>arràp ‘a fenesta</em> (laddove,  in nap. arràp ha un significato molto  più malizioso...).</p>
<p>-<strong>Stantàto = </strong>agg. stretto, scomodo.</p>
<p align="center"><u>Il  clima</u></p>
<p><strong>-Schiattare ‘i muruìll =  </strong>morire di  caldo (penso che <em>‘u muruill</em> sia il morbillo, intendendo così riferirsi al  fatto che quando siamo molto accaldati compaiono sulla nostra pelle macchie  ematiche molto simili a quelle riscontrate nella suddetta malattia  esantematica).</p>
<p><strong>-Abbafàre </strong>= mancare l'aria,  soffocare</p>
<p><strong>-Sfera di sole =  </strong>raggio di  luce</p>
<p align="center"><u>La  quantità</u></p>
<p><strong>-Portare/fare qualcosa p'a  basta = </strong>fare lo stretto  necessario; es.: <em>‘sta sarza è bbona ma l'ha fatt' ca basta!</em><strong> </strong>(cioè  la pietanza che hai preparato è buona ma "sa di poco").</p>
<p>-<strong>Sembrare/fare ‘u carico ‘i Pìcchio e Pòcchio = </strong>andare  accompagnati da più persone per svolgere un'azione, un servizio, una  commissione, che in realtà necessita di poca fatica per essere eseguita. Non  chiedetemi chi fossero questi fantomatici <em>"Picchio"</em> e <em>"Pocchio"</em>:  mi astengo dall'avanzare qualsiasi ipotesi interpretativa!</p>
<p><strong>-E mezzo =</strong> affatto, per nulla; es.:  <em>no, nun me piace e mezzo!</em><strong> </strong></p>
<p align="center"><u>Diritti e doveri</u></p>
<p>-<strong>‘O  padrone d'o ciuccio va <u>pp</u>'terra = </strong> modo di dire  equivalente al nap. <em>"padrone ‘e casa jesce fore!"</em>, ovvero togliere  qualcosa al suo legittimo proprietario. (NB: vi raccomando di fare sentire forte  le due "p" che precedono la "t" di terra).</p>
<p>-<strong>Andare a duro = </strong>non andare a genio; es.: gli va a duro  pagare le tasse.</p>
<p align="left">-<strong>Nun me ne tene! = </strong>non ce la faccio, non ne ho voglia; es.:  <em>nun me ne tene ‘e sturià. </em></p>
<p align="center"><u>La  vitalità</u></p>
<p>-<strong>Andarsi a ffà ‘i cervella = </strong>svagarsi,  divertirsi.</p>
<p>-<strong>Sbruzzùto = </strong>agg. vivace, eccitato.</p>
<p>-<strong>Sburtucellàto/a = </strong>persona che non sta mai a  casa.</p>
<p align="center"><u>La  morte e le disgrazie</u></p>
<p><strong>-Megl'è! Megl'è!  =</strong> ben ti  sta! Es.: <em>sì caruto? Megl'è! Megl'è! T' avevo ditto!</em></p>
<p><strong>-Gnasemàto =  </strong>agg.  appiccicoso, raffermo.</p>
<p><strong>-‘Ntesecuto =  </strong>agg.  duro, irrigidito.</p>
<p><strong>-Fare la fine ‘i Maria ‘a  sciocca = </strong>fare una brutta fine.  Davvero mi dispiace per questa ignota signora (o signorina) Maria! Chissà che  avrà combinato di così grave da meritarsi una punizione tanto tragica! Pace  all'anima sua.</p>
<p><strong>-Arrivare alle celesta =  </strong>arrivare  in alto.</p>
<p><strong>-Punto e peggio! =  </strong>ancora  peggio!</p>
<p align="center"><u>Fisiologia umana</u></p>
<p>-<strong>Pépeta = </strong>peto; es.: <em>dice ‘a verità: tu <u>ha</u> fatt'  ‘a pepeta?</em> (NB: "ha" è la seconda pers. sing. del verbo  avere).</p>
<p><strong>-S'è sciolto ‘o  quaglitiello = </strong>mi è venuta  fame.</p>
<p>(Ricordate il famoso spot di ciccolattini F*rr*R* R*che*? Ve la  immaginate la signora vestita di giallo che dice al suo autista: "Ambrò sient:  siccome s'è sciolto ‘o quaglitiello, nun tien niente p' apparà ‘u stommaco?")</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[DIZIONARIO NAPOLETANO]]></title>
<link>http://leroc.wordpress.com/2007/02/11/dizionario-napoletano/</link>
<pubDate>Sun, 11 Feb 2007 02:28:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>leroc</dc:creator>
<guid>http://leroc.wordpress.com/2007/02/11/dizionario-napoletano/</guid>
<description><![CDATA[DIZIONARIO NAPOLETANO
Dizionario Napoletano - Italiano Io voglio inaugurare questa sezione con un li]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://digilander.iol.it/lessico90/dizionario_napoletano.html">DIZIONARIO NAPOLETANO</a><br />
Dizionario Napoletano - Italiano Io voglio inaugurare questa sezione con un link dedicato alla lingua napoletana....<br />
allora in questo link, troverete un utile dizionario che vi tradurrà delle parole italiane in vocaboli napoletani!.<br />
Dizionario Hauhauahauaha molto bello come sito solo che pultroppo il dizionario è poco ma poco allestito e ho provato a tradurre dei vocaboli li da sbagliati ma wabbè nessuno è perfetto cmq 8/10 a questo sito .<br />
Napoletano Mancano tantissimi termini...però è bella l'idea...realizzare un DB non è facile.</p>
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