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	<title>nazionalizzazioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "nazionalizzazioni"</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 01:12:50 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Tremonti ed il vecchismo spacciato per nuovo]]></title>
<link>http://fprincipe.wordpress.com/?p=684</link>
<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 09:15:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>aggelos [OPS]</dc:creator>
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<description><![CDATA[Fa impressione sentir parlare il probabile neo-ministro dell&#8217;economia sui problemi economici d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p>Fa impressione sentir parlare il probabile neo-ministro dell'economia sui problemi economici del prossimo futuro, e sentirlo dare del «vecchio» e del «fumoso» al Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, colpevole di vedere i problemi del «nuovo mondo» con occhiali vecchi, e dare insomma le risposte sbagliate.</p>
<p>Quali sono questi problemi? La concorrenza che subiscono imprese vecchie, che hanno disprezzato la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti quand'era tempo di vacche grasse, e che pagano oggi lo scotto di tanta miopia, ed escono dal mercato. Una situazione normale, anche giusta, visto che gli imprenditori italiani erano quelli che, nella media dei paesi industrializzati, erano più concentrati sull'oggi e sullo stile, e meno interessati al nuovo, alla ricerca.</p>
<p>Qual è la soluzione secondo Tremonti? La nazionalizzazione. Cioè, i soldi delle mie tasse, di me, che ho un'impresa che funziona, usati per finanziare un concorrente stracotto, ma amico di quelli di cui bisogna essere amici (che, in cambio, faranno votare in massa i loro lavoratori per il deputato della corrente del ministro). Una soluzione vecchissima, vecchia di secoli, attuata in Italia ancora fino all'altro giorno, dalla sinistra storica, poi da fascisti e democristiani (le tariffe doganali, l'IRI, non vi ricordano nulla?). Una strada che ha dato pochi risultati, e che ci ha lasciato in eredità un carrozzone pieno di debiti, una forte corruzione politica (ché erano loro poi a decidere il destino dei soldi) ed anche sociale (dacché l'amicizia di un maneggia-soldi valeva più di una buona business idea).</p>
<p>Contro questa soluzione vecchissima, da meno di un paio di decenni si sta provando a vedere se sia possibile puntare sul mercato, perché il mercato bancario capisce mediamente meglio di un ministro maneggione se un'azienda ha un futuro industriale, od è soltanto un bacino di voti. Perché è meglio che sia finanziata un'idea che regge la concorrenza, piuttosto che un'idea che porta 'na borza de soldi ad un singolo. Perché è meglio ridurre le tasse, piuttosto che aumentarle per fare un favore ai soliti noti. Perché tenere in vita aziende stracotte coi soldi di tutti è solo un travaso di soldi e non vera ricchezza, e per giunta ostacola lo sviluppo di aziende nuove, loro capaci davvero di generare ricchezza. Perché ingolfare un'azienda di dipendenti a solo uso elettorale (tanto i soldi per pagarli ce li mette il ministro, e con più dipendenti aumenta il suo bacino di voti) non aumenta la produttività di un sistema, ma solo il poltronismo, a tutti i livelli. Per questi «perché», e per cento altre ragioni.</p>
<p>È vero, le idee che sto esponendo sono vecchie di quasi tre secoli. Quelle che critico, del futuro ministro, sono però ancora più vecchie. Vederle presentare per il nuovo che avanza solo perché una società democristiana non concorrenziale ha generato una società forzitaliota anti-concorrenziale, è la triste misura del passato e del fututo di una nazione.</p>
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